lunedì 30 novembre 2009

Ferrara come Maifredi?



Un'altra vergognosa prestazione della Juventus. Stavolta non si salva nessuno. Umiliati anche dal Cagliari. L'Inter vince e va in fuga, tiene il passo solo il Milan che in zona Cesarini espugna Catania grazie ad Huntelaar e si porta al secondo posto.
Di chi la causa secondo voi di questo fallimento juventino?

INTANTO CLAMOROSO MAIFREDI:
”Al posto di Ferrara sarei primo in classifica, sopra l’Inter!!”
L’ex allenatore della Juventus Gigi Maifredi, nel corso di “Tutti pazzi per la Juve”, ha prima lanciato pesanti frecciate verso il neo-allenatore juventino Ciro Ferrara ed è poi ritornato sul suo passato bianconero, indicando quelli che davvero ritiene come i veri colpevoli di quel fallimento.
Alla fine ha voluto dire la sua anche su Calciopoli, da lui definito un “teatrino per far fuori Moggi e Giraudo”.
FERRARA ANCORA INADEGUATO PER ALLENARE LA JUVE
“Ciro è stato un grandissimo giocatore. Nella mia carriera da allenatore ho provato in tutti i modi ad averlo in squadra ma allenare è un’altra cosa.
Lui non era assolutamente pronto per una squadra come la Juventus. Se invece la scelta della società è stata fatta per il futuro è ancora più sbagliato perché alla Juve si gioca solo per vincere e non si può aspettare che uno faccia esperienza a Torino.
L’unica analogia che vedo tra questa e la mia Juve è la mancanza alle spalle dell’allenatore di una società esperta e competente. Sulla qualità della rosa non scherziamo invece.
Io al posto di Ferrara sarei già sopra l’Inter ed in testa alla classifica.
Con una squadra con 4/5 di difesa della Nazionale, Sissoko, Camoranesi, Diego, Melo ed il parco attaccanti che la Juve si ritrova io mi metterei a fumare, mi siederei con calma in panchina ed a fine gara chiederei solo con quanti goal di distacco si è vinto..
Il 4-2-3-1 provato in questa stagione è in assoluto il modulo peggiore per questa squadra.
E che dire poi di Del Piero? Lui è un fuoriclasse assoluto ma o lo si fa giocare da seconda punta o bisogna avere il coraggio di mandarlo in panchina. Questa Juve può giocare solo con il 4-3-1-2 o con il 4-4-2 magari mascherato da 4-3-3.”

LA LATITANZA DI MONTEZEMOLO ALLA BASE DEL MIO FALLIMENTO
“Quando nel 1990 fui scelto dalla Juve per allenarla toccai il cielo con un dito. Io sono juventino sin da piccolo e tutt’ora sono rimasto bianconero nel cuore.
Purtroppo anche se in quel momento ero il miglior tecnico in grado di allenare la Juve e trasportarla nel cambiamento epocale del passaggio dal gioco a uomo a quello a zona, non mi resi subito conto dell’importanza del ruolo che ricoprivo.
Iniziai subito malissimo con la Supercoppa ma non fu solo colpa mia.
Mi venne detto in Società che potevo prepararla senza patemi tanto era un trofeo che non aveva nessun valore. Ed è la che cominciai a capire che qualcosa non andava nella nuova dirigenza appena orfana di un monumento come Boniperti, perché io sapevo che invece la Juve da sempre lottava solo per vincere.
E’ anche vero che sono stato un asino a non accettare il triennale che mi era stato proposto ad inizio stagione, ma alla base del mio licenziamento c’è stato soprattutto il litigio pre-natalizio avuto con la Dirigenza.
Ero ancora furioso per aver gettato al vento il primo posto per colpa di un pareggio casalingo contro il Cagliari, e mi stavo mangiando la squadra quando scopriì che la Società invece di sostenermi stava pensando ad organizzare la festa natalizia. Scrivetelo, è questa la vera causa del litigio, altro che tutte quelle menzogne lette in questi anni.
E poi in quell’anno non fummo per niente tutelati a livello arbitrale, basti ricordare che la fondamentale gara persa contro la Samp fu decisa da un rigore inesistente per fallo presunto di Galia su Mancini.
Noi eravamo una pianta in mezzo alla foresta, per la prima volta nella storia la Juve poteva esser attaccata.
Alla base di tutto questo c’era la mancanza in società di una figura forte come Boniperti, di un tutore come Moggi.
Montezemolo praticamente non c’era mai per i suoi mille impegni in giro: 2 giorni in America, 2 a Zurigo, l’incarico da dirigente in RCS ed inoltre viveva a Roma….

Poi dopo la sconfitta di Genova ricordata prima, la stampa di Torino, che si sa bene è in prevalenza di fede granata, iniziò una campagna denigratoria contro di me ed è andata come tutti sapete.
Ma io ho fallito solo la qualificazione alla finale di Coppa delle Coppe ma nonostante questo tutt’ora quando incontro Roberto Baggio ancora si scusa per gli errori di quella sera.
In campionato mi era stato chiesto solo di fare un campionato di transizione….
Se fossi rimasto sulla panchina della Juve l’anno dopo avrei vinto lo scudetto ed avremmo costruito un ciclo di vittorie!”

CALCIOPOLI UN TEATRINO CON LA NUOVA JUVE COMPLICE
“Calciopoli? Meglio stendere un velo pietoso su questa vicenda. Ve lo dico, Moggi e Giraudo avevano già comprato Gerrard e Cristiano Ronaldo.
Si erano gettate le basi per un dominio bianconero che sarebbe durato almeno 20 anni ed allora hanno dovuto per forza inventarsi uno scandalo che uccidesse una squadra del genere.
E la nuova proprietà Juve ne è stata complice.
Ma dove si è visto mai un avvocato difensore che ancora prima di esser giudicato va davanti alla giuria e patteggia una pena congrua?

domenica 29 novembre 2009

Balotelli, ma quale razzismo!


L'argomento che più sta tenendo banco in questa settimana sono i cori dei tifosi juventini nei confronti di Mario Balotelli.
Come sempre i falsi perbenisti non hanno perso l'occasione per cavalcare la tigre dell'indignazione.
Premetto che chi scrive fa del rispetto per il prossimo uno stile di vita e condanna totalmente qualsiasi forma di razzismo e non concepisce questo modo di tifare dispregiativo nei confronti dell'avversario, ma è giusto specificare che il razzismo in questo caso non c'entra proprio nulla. La questione del becerume da stadio è atavica ed appartiene ad una ritualità, esecrabile quanto si vuole ma ahinoi consueta e tipica in tutte le curve italiane.
Al di là di tutte le ipocrisie, le tifoserie hanno sovente inneggiato a drammi, morti e quanto possibile per irretire l'avversario.
Che dire delle iniziative, striscioni e cori abominevoli contro Superga, Meroni, Scirea, Baretti, Paparelli, la mamma di Materazzi, il suocero di De Rossi, De Falchi, la strage di Bologna ed il dramma dell'Heysel, tanto per citarne alcuni?
Recentemente ad esempio, alcuni tifosi della Fiorentina hanno pensato bene di festeggiare il gemellaggio con il Liverpool presentandosi a Torino in occasione della sfida con la Juventus indossando una maglia dei reds con dietro scritto il numero -39!
E che dire del coro "Pessotto buttate de sotto" inneggiato da alcuni romanisti alla seconda giornata di campionato o del coro "gobbo maledetto salta anche tu nel laghetto" collegato alla tragedia di Vinovo e che da un po' di tempo a questa parte si può purtroppo ascoltare in molti stadi italiani. Ed un tifoso del Napoli che da sempre viene apostrofato ovunque come "coleroso, terremotato" o con un "Vesuvio lavali con il fuoco"o ancora "l'Italia agli italiani, fuori i napoletani", come dovrebbe reagire?
Questo è il tifo italiano. Nel bene e nel male.
"Balotelli non vie­ne insultato per il colore del­la sua pelle, ma per i suoi at­teggiamenti. Questo non è razzismo, l'Italia non è un Paese razzista. Se io non ho mai avuto proble­mi e Balotelli sì, il problema non è il razzismo, ma è lui che deve imparare a com­portarsi". Parola di Clarence Seedorf, uno dei giocatori di colore più attivi da sempre nella lotta al razzismo.
Ci si indigna per i cori contro Balotelli adesso? Giusto, ma solo se poi ci si indigna anche per i BUU, per i cori contro i napoletani o gli ebrei, per i "devi morire", per i vessilli politici sbandierati allo stadio, per l'odio verso le istituzioni o per tutte le volte che una tragedia viene usata per irretire l'avversario. Credetemi, per elencare striscioni e cori orrendi visti ed ascoltati negli stadi italiani non basterebbe un libro. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Non esiste una tifoseria immune da questa colpa.Ed allora che fare? Chiudere tutti gli stadi italiani? Chiudere tutte le curve? Diffidare tutti?
"Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto" cantava quasi 50 anni fa Francesco Guccini in "Dio è morto", testo della quale canzone andrebbe fatto leggere ed imparato a memoria nelle scuole italiane per quanto è rimasto sempre attuale ad ogni epoca che si è succeduta da allora. Quello che si sta ascoltando e leggendo in questo periodo è solo perbenismo interessato. Qual è la soluzione per mettere fine a questa ritualità atavica di becerità? Che la trovino proprio coloro che vengono pagati per ricoprire le cariche alte e prendere le decisioni. Altro che morale spicciola. Invece di perder tempo ad indignarsi, facciano i fatti sperando però che almeno una volta in Italia la legge sia davvero uguale per tutti.
In settimana intanto, nonostante l'ennesimo tentativo Zacconiano della nuova Juventus di patteggiare la pena, la Triade Moggi-Giraudo-Bettega è stata assolta dall'accusa di falso in bilancio perché "il fatto non sussiste". Questa difesa legale così debole e dimessa della società di Torino non può che riportare la memoria del tifoso juventino a Calciopoli: cosa sarebbe successo se la Juventus si fosse difesa davvero nel processo sportivo del 2006, invece di cercare in tutti i modi di farsi condannare con una pena congrua? Da questo procedimento ne esce completamente immacolato Roberto Bettega, non coinvolto in precedenza nemmeno per striscio dallo scandalo di Calciopoli. E' bastato questo per scatenare il popolo Juventino: sondaggi, forum e petizioni in suo favore. Se ne chiede l'immediato reintegro all'interno dei piani alti dirigenziali juventini. C'è chi poi come la redazione di "Tutti pazzi per la Juve" che ne chiede addirittura il reinserimento ma non con un ruolo qualunque: "per quello che Bobby Goal ha rappresentato per la Juventus merita la carica di Presidente, senza se senza ma, anche come forma di risarcimento per quanto subito in questi anni!" Potrebbe esser un fortunato remake di quello che Giampiero Boniperti ha significato per la storia della Juventus.
Disastroso turno di Champions.
Milan, Inter e Juve hanno fallito il primo match-point per chiudere subito il discorso qualificazione rimandando tutto adesso agli ultimi 90'. Non ha fallito questa opportunità invece la Fiorentina guidata da Cesare Prandelli, attuale miglior tecnico italiano del nostro campionato, che è riuscita a qualificarsi a danno del Liverpool di Benitez. Davvero un'impresa meritevole di applausi.L'Inter è stata per l'ennesima volta ridimensionata e presa a pallonate in Europa, questa volta per opera di un Barcellona privo di Messi ed Ibrahimovic. La Juventus è stata umiliata da un Bordeaux già qualificato mentre al Milan è andata di lusso contro il Marsiglia di Deschamps e solo la fortuna ha impedito il sorpasso della formazione francese. Per stabilire il reale valore del campionato italiano (mediocre, sufficiente o discreto che sia…) è giusto quindi rimandare tutto all'ultimo turno che si giocherà a 3 giorni di distanza dal big-match tra Juventus ed Inter, che ad oggi è dato ancora per disputato all'Olimpico di Torino e con Maicon squalificato. Ma con la giustizia sportiva di questi tempi ed il galoppo della tigre dell'indignazione e dei sospetti niente è da dare per scontato……

giovedì 26 novembre 2009

Juve inguardabile....





La prima cosa che mi è venuta in mente dopo questa sconfitta è stata:
vi fosse ancora Ranieri sulla panchina della Juve quanto l'avremmo massacrato dopo una prestazione del genere?
Fino a quando sarà giusto aspettare l'esordiente Ferrara senza contestarlo?
Possibile che la nuova Juve sia affidata a persone totalmente inesperte in tutti i ruoli, che si stanno facendo le ossa sulla pelle del tifoso bianconero?
In campo si salvano solo Buffon e Chiellini, inutile infierire su tutti gli altri.
Il Bordeaux ha dominato la gara dall'inizio alla fine.
Sembravano i francesi quelli che dovevano vincere a tutti i costi.
Verdetto rimandato all'ultima giornata, come l'Inter, subito dopo la sfida con l'Inter.
Un vero peccato!
Se non si supererà questo turno però la colpa sarà solo della Juve stessa.
Rimandato agli ultimi 90' anche il Milan di Leonardo.
Si stava meglio quando si stava peggio?
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
"Juve Samba", "Juve do Brazil", "Con Diego, Melo e Amauri la Juve balla"... Riporto solo alcuni dei titoli letti qua e là nei giornali di quest'estate, quando molti addetti ai lavori commentavano entusiasticamente il mercato della Juventus e l'avvento sulla panchina di Ferrara al posto del "disastroso", del "cantante", del "camaleonte" Ranieri. Fin qui devo dire che la nuova Juventus ha dimostrato di essere sullo stesso identico livello dei due anni passati, nè più nè meno. L'emblema della stagione sin qui vissuta è la partita di ieri sera, la cui parola d'ordine è stata: confusione! Si inizia con un 4-2-3-1 con Del Piero largo e spesso costretto sulla mediana a difendere: suicidio, meglio lasciarlo fuori. Alex ha 35 anni, è una punta ormai e può esprimere qualcosa di utile per la squadra solo negli ultimi 30 metri. Diego non ci capisce nulla e impiega mezz'ora, quando si passa ad un "marziano" 4-2-2-2, per toccare un pallone: il brasiliano per la terza partita consecutiva fa quasi da spettatore non pagante, sempre impacciato e confuso dai continui spostamenti cui lo costringe il mister. Quale che sia lo schema utilizzato, il perno del centrocampo non può essere Felipe Melo. Stanco? Non al top? Quale che sia la motiviazione al momento il brasiliano è nettamente inferiore a Poulsen che nelle ultime uscite è stato di gran lunga e costantemente il migliore in campo dei bianconeri, assieme al solito Chiellini. Ieri sera, però, non sono bastati i miracoli del centrale azzurro per arginare un Bordeaux che a centrocampo ha letteralmente dominato i bianconeri schiacciandoli e costringendo la linea difensiva a stare sempre molto bassa. Dopo Walter Zenga e Mazzarri, anche Laurent Blanc dà una bella lezione di tattica a Ferrara, che nel finale gioca (tardivamente) l'ultima carta, quella di Giovinco e del 4-3-3, che non può portare il benché minimo giovamento.
So già che per il tifoso medio "la colpa è di Del Piero". Molti, infatti, avranno già dimenticato quanto lo abbiamo invocato in queste settimane per dare un po' di luce ad una squadra, che a parte qualche sprazzo, non ha mai convinto del tutto. Ed è un dettaglio che quando Alex ha giocato più avanti nel secondo tempo, ha tirato fuori dal cilindro una magia delel sue che Diego e un'altrettanto spento Amauri non hanno saputo concretizzare. Ferrara è peggio di Ranieri? Abbiamo sbagliato per il terzo anno consecutivo il mercato? La risposta non è ricercabile nella partita di ieri sera. Quest'anno è così, viviamo alla giornata e cerchiamo di vincere più partite possibili da qui alla fine del campionato. Credere ai miracoli non è peccato.

mercoledì 25 novembre 2009

Aridatece Bettega!!




Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega sono stati assolti al processo sul falso in bilancio "perché il fatto non sussiste", e questo nonostante la Juventus, che era stata chiamata in causa come società, avesse chiesto il patteggiamento e il pagamento di una pena pecuniaria.
Il giudice Dante Cibinel ha assolto invece l'intera società bianconera in quanto, appunto, i "fatti non sussistono".
Da questa sentenza si evincono 2 cose:
1) La nuova Juve non ha perso il vizio di patteggiare la pena. E’ evidente che ancora non è guarita dalla sindrome di Zaccone o forse può darsi che non voleva l’assoluzione piena a tutti i costi…..
2) Bettega, non essendo entrato nemmeno per striscio nella vicenda Calciopoli ed essendo stato assolto in questo processo è a questo punto assolutamente immacolato.
La bandiera juventina, senza se e senza ma, deve riavere immediatamente un posto in Società.
E quale carica migliore per un monumento della storia bianconera se non quella da Presidente?
Ci pensi sig. Blanc, sarebbe un gesto di grande onore e le consentirebbe di tornare al ruolo che le appartiene.
Così come l’anno scorso l’azionista Attilio Di Bari non riuscì a trattenersi dallo stracciare il suo intervento in Assemblea in cambio di un applauso per Bettega, generando una standing ovation per Penna Bianca degna dei 92 minuti di applausi post-discorso FANTOZZIANO sulla corazzata Potëmkin, io non ho resistito ad inviare un sms firmato a Bobby Goal
“Che la data di oggi sia solo l’inizio di una nuova era juventina che la vedrà ancora protagonista! Per sempre al fianco di chi ama la Juve”
ricevendo in cambio un “GRAZIE” che conserverò come cimelio da tramandare.
La rabbia dei tifosi juventini per quanto subito in questi anni almeno per un giorno si è trasformata in gioia.
Non oso pensare cosa potrà succedere se anche da Napoli il TRIBUNALE sbugiarderà i patteggiamenti….
In attesa della sentenza di Napoli, per il popolo bianconero una sola cosa conta in questo momento:
“Aridatece BETTEGA”
La Fiorentina è la prima italiana qualificata agli ottavi di finale, mentre l'Inter fa l'ennesima brutta figura in Europa però in casa del Barcellona.
Ai neroazzurri basterà comunque fare 0-0 col Rubin, all’ultima, per andare agli ottavi, sperando che la Dinamo Kiev non vinca.
Questa sera la Juventus si gioca una buona fetta di stagione. Vincere e qualificarsi con un turno d'anticipo sarebbe fondamentale anche per preparare al meglio la sfida del 5 Dicembre che si giocherà regolarmente a Torino, come d'altronde non sarebbe potuto esser altrimenti.Scommettete che anche Maicon alla fine tra un ricorso e l'altro quella sfida la giocherà?
TRIADE ASSOLTA....ED E' SOLO L'INIZIO....
di Giampiero Mughini
Anche a chi non si interessa particolarmente di calcio e delle sue vicende, la sentenza emessa ieri dal tribunale di Torino, sentenza che assolve completamente la Triade Bettega-Giraudo-Moggi dall’accusa di aver barato amministrativamente da dirigenti della Juve di tutte le vittorie, dovrebbe apparire come una sentenza che tocca un problema di civiltà.
Che cos’era successo? Che esattamente come ai tempi dell’estate 2006, quando venne fatto a brandelli uno dei miti secolari dello sport e del costume italiano, la Juve quale “fidanzata d’Italia”, nell’occasione del processo di cui ho detto la proprietà della Juve (e dunque gli eredi di quei due fratelli Agnelli pazzi d’amore per la Juve), s’era rivolta ai giudici dicendo più o meno così: condannateci al meno possibile. Quel che aveva detto l’avvocato difensore della Juve nell’estate del 2006: mandateci in B, con la minima penalizzazione possibile. E ai giornalisti aveva dichiarato: con quel che ho letto nelle carte processuali, dove ci sono cose terribili, è il minimo che ci possano appioppare.
E difatti i giudici del Bar dello Sport, che a questo si ridussero in quell’occasione i giudici sportivi, scaraventarono la Juve in B. Il resto lo sapete. E anche se quelle cose terribili cui aveva accennato sconsolato l’avvocato Zaccone, nessuno di noi le ha mai lette né trovate né sono mai state additate da quegli accusatori del “sistema Moggi” che vorrebbero che alla Juve di scudetti ne fossero revocati venti, altro che due.
urge risarcimento
E invece ecco che i giudici (veri) del tribunale di Torino dicono che no, che la Triade non ha commesso alcun reato amministrativo. Che il fatto non sussiste. Che i tre uomini che dal 1994 al 2006 hanno retto una delle più grandi squadre al mondo senza chiedere alla Fiat un soldo che fosse uno, si sono comportati rettamente. Bene, e a questo punto che cosa fa la cupola proprietaria della Juve, che cosa dice, che cosa dirà? È una questione di onore, una questione di verità, una questione di civiltà. A questo punto che cosa fa e dice la proprietà Juve di Roberto Bettega, dell’unico uomo esperto di calcio che fosse rimasto a Corso Galileo Ferraris nell’estate 2006 e che era stata sbattuto fuori, lui che da Calciopoli non era stato preso nemmeno di sguincio? Quello che è stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi della Juve, ha diritto o no a un risarcimento morale e professionale? Rispondete voi che mi state leggendo.
E poi, com’è che il gran capo della Juve di oggi, Jean-Claude Blanc, dice chiaro chiaro e semplice semplice che gli scudetti della Juve sono 29? E allora dove sono andate a finire le cose terribili e le colpe pazzesche di Moggi e della sua gang se gli scudetti erano stati guadagnati sul campo? E che ne è dell’onore e dell’attendibilità di una cupola proprietaria che per mesi e anni non ha speso una parola a difesa della strepitosa saga avviata dalla Triade nel 1994, una saga coronata dalla partita finale della Coppa del Mondo del 2006 dov’erano in campo - da una parte e dall’altra - 8 juventini e dove l’allenatore della nazionale era un allenatore nato e cresciuto in Juve? Sì o no la risposta a questa domanda è una questione di civiltà?
Mi direte: e tutta quella roba, tutti quegli inciuci telefonici tra Moggi e i designatori arbitrali, e l’onnipotenza del “direttore” da come si rivolgeva a tutti, e quelle stramaledette schede svizzere che servivano a telefonare chissà che cosa di torbido e di sleale? Naturalmente su tutto questo aspettiamo i fatti, le risposte che daranno i giudici del processo di Napoli.
barzellette da bar
Quando dico fatti, quelli non sono certo “il colpo di tosse” di cui ha parlato un testimone a proposito di come venivano sorteggiati gli arbitri delle varie partite di serie A. Il “colpo di tosse” non è un fatto, è una barzelletta. Così come non è un fatto e bensì un dramma umano lo sfogo di Zeman in tribunale, di uno che attribuisce a Moggi tutti i reati possibili nei suoi confronti anche se non quello di avere stuprato la sua eventuale sorella. Questi non sono fatti. Sono contrasti professionali e umani che esistono nella vita di tutti noi. Per quanto mi riguarda ve ne potrei raccontare a bizzeffe e fare i nomi e cognomi di gente cui imputare di non aver vinto il Nobel della letteratura o il Pulitzer del giornalismo. Solo che i miei non sarebbero fatti, bensì penose barzellette che non farebbero ridere nessuno. E va bene aspettiamo. Aspettiamo innanzitutto il lavoro dei giudici di Napoli. Mentre per quel che è della proprietà della Juve non siamo disposti ad aspettare. Se c’è, batta un colpo dopo la sentenza di Torino.
P.S. Quanto ai tifosi della Juve che cantavano domenica scorsa i cori contro Mario Balotelli, il primo grande giocatore italiano dalla pelle nera, non ho parole per dire il mio disprezzo nei loro confronti. Un disprezzo perfino superiore a quello che proverei per un eventuale allenatore di una squadra rivale che sperasse che il campo della Juve venga squalificato in ragione del comportamento di quel pugno di idioti.
LA JUVE NON SUSSISTE
di Christian Rocca
La notizia non è che Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega siano stati assolti dall’accusa di aver falsificato i bilanci della Juventus, perché qualsiasi essere umano che abbia visto anche solo una puntata di 90° minuto sa benissimo che erano altre le società (poco) sportive che sopravvalutavano brocchi di ogni tipo o ragazzini mai visti e poi se li scambiavano a ripetizione incassando plusvalenze fittizie di bilancio. La notizia non è nemmeno che al secondo processo ordinario su due – l’altro è quello sulla Gea di gennaio – le accuse di manipolazione moggiana dei campionati di calcio siano state sbriciolate fin dal primo grado di giudizio. Malgrado lo stato penoso della giustizia italiana, sono stati sufficienti un minimo di contraddittorio dibattimentale e un paio di giudici terzi – invece che scelti dall’avvocato dell’accusa pochi giorni prima del giudizio come è successo nel farsesco processo sportivo – per dimostrare che l’intera costruzione di Calciopoli fosse soltanto chiacchiera da bar dello sport. Peraltro c’era già stato un giudice a Berlino, in data 9 luglio 2006, a dimostrare quanto fossero barbine le accuse alla squadra che quella sera mondiale schierava in campo 9 calciatori divisi tra Italia e Francia, oltre ad allenatori, medici e massaggiatori. La notizia non è nemmeno che la Juventus demoggizzata, quella nuova e simpatica e perdente che grazie al cielo adesso non ha più il volto di Giovanni Cobolli Gigli a tormentare i suoi tifosi, aveva come al solito chiesto di essere condannata. Al processo farsa di Calciopoli aveva chiesto la retrocessione in B, più penalizzazione, ed è stata accontentata, malgrado la condanna sia arrivata per non aver commesso il fatto (la sentenza non ha trovato partite, arbitri, sorteggi truccati a favore della Juventus). La nuova Juve appena vede un giudice si inginocchia, si dà un paio di martellate sugli zebedei e chiede pene corporali, mentre gli altri coimputati, talvolta accusati di illeciti accertati, si difendono, vengono assolti e vincono la Champions League e una quindicina di scudetti consecutivi. La notizia, infine, non è neanche che il giudice abbia assolto Juventus e Triade sui bilanci, spiegando a Cobolli che “il fatto non sussiste”. La notizia, purtroppo, è che a non sussistere è la Juventus.

martedì 24 novembre 2009

Balotelli, ma quale razzismo!




Lettera di Gianluca Savoini, giornalista ed opinionista tv a 7GOLD ed ODEON TV
Caro Stefano,
non se ne può più di questo caso Balotelli.
Un ragazzino maleducato, supponente, che si comporta in campo da guappo, zittisce tutti e si rivolge alle curve (notoriamente non frequentate da suffragette e membri dell'esercito della salvezza) in maniera provocatoria.
Dovrebbe essere innanzitutto ripreso dalla società in cui gioca. Invece, con l'eccezione meritoria di Mourinho, la società in questione lo coccola e si guarda bene da insegnarli come ci si comporta in campo.
I giornalisti, poi, sempre con le dovute eccezioni, trasformano gli insulti (da condannare severamente, ben inteso) provenienti dagli spalti contro Balotelli in manifestazione di "razzismo", quando invece il razzismo c'entra come i cavoli a merenda.
Se veramente le curve fossero scientificamente razziste, allora il campionato dovrebbe giocarsi a porte chiuse, vista la massiccia presenza di giocatori di razza non bianca e che, se ricevono lazzi e improperi, li ricevono in nome della loro appartenenza societaria e non certo per il colore della loro pelle.
Così mi tocca leggere in prima pagina sul Corriere della sera un pezzo che è tutto un programma ed è assai indicativo di come in Italia si mandi tutto in vacca:
"Contro i fischi portiamo Balotelli al Mondiale".
Una vera assurdità, che non mi meraviglierei di ascoltare in qualche Bar Sport, ma che mi lascia stupefatto se lo leggo sul primo quotidiano italiano. Avanti il prossimo, allora! Visto che capiterà prima o poi che Materazzi, ormai confinato in panchina, scenderà nuovamente in campo, anche per pochi minuti e che purtroppo verrà di nuovo insultato da alcuni tifosi in maniera vergognosa, tirando in ballo la sua mamma che non c'è più (un coretto schifoso che si sente da anni in tutti gli stadi quando gioca Materazzi) e visto che molti giocatori del Napoli, da Nord a Sud, vengono apostrofati come "colerosi", si mettano in fila aspettando la convocazione di Lippi.
Speriamo che Balotelli finalmente cresca e si meriti il Mondiale giocando bene , ma soprattutto dimostrando sportività e piantandola di assumere comportamenti irritanti e provocatori che non fanno il bene del calcio. E basta con la scusante della giovane età. Pato, Kakà, Del Piero, Totti,Baggio, tanto per citare alcuni grandi giocatori, mai si sono lasciati andare a simili, reiterate sceneggiate, quando avevano l'età di Balotelli. Ed erano sicuramente più forti di lui.
Qualcuno a Natale regali al giovanotto interista che tifa Milan il dvd di questi grandi giocatori, del loro modo di giocare ma soprattutto del loro modo di comportarsi....

lunedì 23 novembre 2009

Grosso passo




Con una prestazione poco più che sufficiente la Juventus fa un passo avanti in classifica, mantiene la distanza dall'Inter e ricaccia il Milan al terzo posto.
Ottimo il riento di Sissoko mentre fa ben sperare per il futuro quello di Del Piero.
Un'altra prova insufficiente di Felipe Melo (sostituito) mentre Diego è andato a corrente alternata.
A decidere la gara Grosso, che in proiezione offensiva ha sfruttato al meglio un assist (non il primo di questa stagione) di Caceres.
L'Udinese, priva di Di Natale, non ha praticamente fatto nulla per evitare la sconfitta.
Adesso sotto con la Champions. Bisognerà vincere in Francia per evitare lo spareggio finale contro il Bayern.
Colpo Grosso, ma quante Melonate!
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
La Juventus batte l’Udinese soffrendo poco o nulla, ma soprattutto senza subire gol. Non che i bianconeri abbiano costruito tanto, ma non era facile contro i friulani venuti a Torino prevalentemente per strappare un pareggio. Come ha ammesso lo stesso Ciro Ferrara, però, il potenziale in prospettiva è superiore a quello si qui mostrato in campo, vuoi per la catena interminabile di infortuni, vuoi per la digestione lenta del modulo che comunque i suoi frutti li sta dando. Al di là del cokmplesso, che sembra acquisire solidità con il passare delle giornate, quello che mi preoccupa di più sono gli innesti di Diego e Melo. Il primo continua ad apparire spesso avulso dal gioco e la sua latitanza è sin qui costata due sostituzioni a Giovinco. Sì, perché Ferrara, nonostante Sebastian stia facendo meglio del fantasista brasisliano, nei secondi tempi tende sempre e sostituire il piccolo piemontese. Riguardo a Felipe Melo… Se lo vedessi giocare per la prima volta, diresi senza ombra di dubbio che è da cessione immediata. Con più equilibrio, però non posso non essere altrettanto realista nell’affermare che il ragazzo non vale il costo che è stato sostenuto dalla Juventus. Altrimenti mi verrebbe da chiedere quale sarebbe il prezzo di Sissoko che nella ripresa, entrato al posto del brasiliano ha letteralmente allungato i suoi tentacoli su tutto il centrocampo. C’è poco da aggiungere, al momento di Melo colpiscono solo le sempre più frequenti “melonate” che costringono il “povero” ma diligentissimo Poulsen a fare (bene, e non capisco spesso i mugugni del pubblico) gli straordinari. Una nota sui cori contro Balotelli: da condannare senza se e senza ma le frasi irriguardose rivolte dai tifosi juventini all’attaccante dell’Inter. Purtroppo è un film che si ripete di settimana in settimana in tutti gli stadi d’Italia. Da ieri sera però il tam tam mediatico è diventato molto più battente e la Gazzetta dello Sport di oggi ha enfatizzato l’accaduto, così come non ha fatto nel caso dell’esultanza irriguardosa di Balotelli a Bologna. Sentore: in arrivo una grossa multa per la Juventus e rischio di partita senza tifo proprio contro i nerazzurri.

Intanto Luciano Moggi non si smentisce anche nella nuovissima veste di conduttore televisivo.
Nel corso della trasmissione “Studio Stadio” in onda sull’emittente romana GOLD SPORT, ha rilasciato in mia presenza, commenti a 360° sulla 13° giornata di campionato, il prossimo turno di Champions ed il processo di Calciopoli che lo vede coinvolto a Napoli.
TOTTI
“Le sorti della Roma dipendono da Totti e forse non solo quelle della squadra giallorossa.
Se Totti rientra in piena forma e decide di tornare in Nazionale, Lippi lo convocherà ai mondiali.
Per Del Piero invece la vedo difficile, quasi impossibile e nel caso di un ballottaggio tra loro due per un posto in attacco, credo che il CT della Nazionale sceglierà il romanista”
MILAN
“L’Inter sta facendo un campionato a se. Per il secondo posto vedo un testa a testa tra Juventus e Milan. La squadra rossonera è tornata competitiva da quando Ronaldinho ha riacquistato una forma decente sfruttando anche gli spazi creati dalla fisicità di Borriello in attacco”
MOURINHO
“E’ il miglior “dirigente” del campionato. Nessuno è capace come lui di difendere la propria squadra a livello mediatico. E’ sempre pronto a spostare le discussioni dove vuole lui.Guardate in ultimo il caso Maicon: ha già creato i presupposti per gridare allo scandalo nel caso al terzino brasiliano siano assegnate 2 giornate di squalifica…”
BALOTELLI
“Con me righerebbe dritto o finirebbe altrove. In una società di calcio non sono tollerabili trattamenti di favore per chicchessia. Ricordate come mi comportai con Camoranesi quando fece le bizze in ritiro?
Il ragazzo fu punito severamente e capì immediatamente che un altro caso del genere non sarebbe più stato tollerato”
PARMA
“E’ presto per parlare di rivelazioni del campionato. Di certo il Parma ha vinto la scommessa Boijnov. Nel calcio come nella vita ogni tanto bisogna rischiare come facemmo anche noi con Mutu, ad esempio. Mi fa piacere inoltre che in questa squadra si stia affermando Lanzafame, ancora un altro prodotto di quel vivaio da noi lasciato in dote alla Juventus (penso a Giovinco, Marchisio, De Ceglie).”
BALLARDINI
“Mi dispiace ma non è assolutamente un tecnico in grado di guidare una squadra che rappresenta una piazza così importante come quella di Roma, sponda Lazio.”
GIOCO VIOLENTO
“Cosa ne penso dello scontro Cruz-Rinaudo, fatto di pugni e morsi?
Penso che quando si è in trance agonistica può capitare di tutto…
Ricordo ai miei tempi uno scontro in allenamento tra Zebina ed Ibrahimovic.
Il francese entrò durissimo sullo svedese che replicò con un violento pugno che mise ko il nostro terzino.Prognosi: 3 giorni di ospedale.
Ma per la stampa inventammo la scusa del ricovero di Zebina per dissenteria….”
CHAMPIONS LEAGUE
“Il prossimo turno sarà fondamentale per le italiane. L’Inter è quella che rischia di più. Il Milan, se non si spengono le luci contro il Marsiglia…. non dovrebbe avere problemi mentre la Juve è praticamente già qualificata perché anche se non vincesse in Francia gli basterebbe non perdere in casa nell’ultima gara contro il discontinuo Bayern dell’arrogante Rumenigge.
Comunque è solo una questione di guadagnare turni, perché le italiane non hanno chance di vittoria.
La finale sarà quasi sicuramente tra il favoritissimo Chelsea ed il Barcellona.”
ZEMAN
“Ma l’avete ascoltata la testimonianza di Zeman al processo?
E’ evidente che soffre di complessi ed è un bugiardo.
Dice che gli ho rovinato la carriera facendolo ingaggiare dal Napoli?
Se tutti i miei nemici potessero avere 2 miliardi e mezzo netti di vecchie lire per poco più di un mese di lavoro credo che non avrei più amici.
La verità è che ormai non è più sereno nel parlare. Ma vi rendete conto che ha detto che era il miglior tecnico di Europa pur non avendo mai vinto nulla e che per colpa mia non ha più allenato?E gli esoneri in Turchia, Serbia. C’èra il mio sistema anche lì?”
CALCIOPOLI E LA MISTIFICAZIONE DELLA CARTA STAMPATA
“In questo momento mi sto battendo in due processi paralleli: quello di Napoli e quello dei media che stanno mistificando la verità del processo come nel caso della tosse di Manfredi Martino.
E che dire poi di come è stata strumentalizzata la vicenda delle visite dei dirigenti agli arbitri negli spogliatoi?
Dopo la gara praticamente vi ci si recavano tutti, mentre per averlo fatto in corso di gara sono stati squalificati solo 2 dirigenti: LUCCHESI ed il compianto FACCHETTI.
Eppure i media l’unico colpevole sono io”

domenica 22 novembre 2009

Juve mia, quanta nostalgia....


Da Boniperti e Chiusano a Cobolli Gigli e Blanc.
Juve mia, del passato quanta nostalgia.....
"L'inizio? Non me l'aspettavo proprio, mi chiamò un amico che per me è un secondo padre, il dottor Gabetti dicendomi: cosa ne diresti di fare il presidente della Juve? Risposi io, se lo dici tu sono pronto" Giovanni Cobolli Gigli - intervista al Corriere della Sera del 6 Novembre 2009
"Ricordo che quando papà venne eletto presidente tornò a casa, mi chiamò insieme agli altri due fratelli, ci strinse in un abbraccio forte e poi disse: oggi ho coronato il sogno di una vita! Fu una delle poche volte che vidi le lacrime scorrere sulle sue guance…"Lettera di Francesco Chiusano (figlio di Vittorio) a giulemanidallajuve del 1 Novembre 2009.
Credo che basti confrontare queste due dichiarazioni, per capire il senso di nostalgia che assale il tifoso juventino in questo momento.
La Juventus è stata per lunghissimi anni vissuta come una passione, un amore immenso da proteggere da tutto e tutti. Non come un'azienda qualunque da gestire e portare all'utile.Oggi purtroppo non è più così.
Nei giorni passati ho avuto modo di contattare personalmente quello che forse di più nella storia della Juventus ha incarnato la figura del Presidente, Giampiero Boniperti.
Gli ho cordialmente chiesto di intervenire prossimamente nella trasmissione radiofonica "Tutti pazzi per la Juve" e lui pur declinando l'invito è stato di una gentilezza disarmante. Ebbene si, mi sono sentito proprio disarmato dal suo amore immenso per la Juventus. Avrei voluto dirgli che la sua difesa mediatica dell'avvocato Zaccone è stata sbagliatissima ed è servita solo agli anti-juventini per poter dire "l'ha detto pure Boniperti che meritavate la C…". Avrei voluto dirgli che la Juventus ha 112 anni di gloriosa storia, non 100 e che pur non amando la Triade avrebbe dovuto comunque gioire per quella meravigliosa dozzina di anni di successi.Ed invece appena ha scoperto che ero di Roma, ha cominciato a raccontarmi i meravigliosi duelli anni '80 con Dino Viola. Mi ha completamente rapito, sprizzando juventinità da ogni poro, riportandomi ad un calcio meraviglioso che ormai esiste solo nei ricordi di chi quegli anni ha avuto la fortuna di viverli.
La telefonata è durata circa 15', ma fosse dipeso da me mai avrei avuto il coraggio di metter giù quella cornetta.
"La più grande delusione della mia presidenza? La mancata finale di Coppa Italia nell'ultima stagione!!" Non ci crederete, ma questa non è una dichiarazione di Cellino o Spinelli e nemmeno di Zamparini o Campedelli, ma fa parte sempre dell'intervista rilasciata da Cobolli Gigli al Corriere della Sera.Vi rendete conto? Il presidente che ha guidato la Juventus al dramma della Serie B. Il presidente dei processi ingiusti e dei scudetti sottratti. Il presidente dei giocatori svenduti e di una squadra distrutta rimpiange una finale di Coppa Italia mancata.
Pazzesco.
Ritorno alla lettera del figlio del compianto Avvocato Chiusano:"Papà ha fatto tantissimo per la Juve. La difese all'inizio degli anni '80 quando scoppiò il calcio scommesse. La difese contro gli insulti di Zeffirelli. La difese in ogni sede, ovunque fosse possibile. Per lui esser juventino voleva dire indossare una maglia, una casacca che si doveva onorare e difendere sempre, mai infangare e insudiciare. Prima di ogni partita importante scendeva negli spogliatoi e in un tono tra l'affettuoso ed il burbero diceva ai giocatori: ricordatevi che dovete onorare la maglia che indossate. Ricordatevi che vi vedono milioni di tifosi. Loro confidano in voi, sperano in voi, hanno pagato e fatto sacrifici per esser qui oggi. Non deludeteli!"Non difendere la maglia e l'onore della Juve, questo si che è una vera delusione. Altro che mancare una finale di Coppa Italia.
Ed arriviamo in merito quindi al neo-presidente juventino. Nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport del 17 Novembre 2009, Jean Claude Blanc a precisa domanda ha così risposto: Il giorno del suo insediamento lei ha parlato di 29 scudetti dicendo che al trentesimo metterà la terza stella. Non le sembra un discorso un po' populista?"No, assolutamente. Ho detto la verità, ciò che sento nel mio cuore. Il fatto che rispettiamo la sentenza sportiva non vuol dire che la condividiamo. Quindi il prossimo sarà il trentesimo. E nel caso di vittoria in questo campionato metteremo la terza stella sulla maglia"A questo intervento del neo-presidente bianconero ha pensato bene di rispondere dalle pagine di Libero, Luciano Moggi:"Blanc insiste sui 29 scudetti. Avrebbe dovuto ricordarsene quando nulla si è fatto per difendere l'onore e la storia della Juve. Non capisco questa voglia di ricrearsi una verginità, quando ormai l'onore e la storia della Juve è stato sacrificato e dato in pasto a tutti. Blanc dovrebbe capire che il popolo juventino ha memoria lunga, sa quanto quella storia, carica di gloria sia stata vilipesa dall'attuale società, non potendo avere altro significato quel volersi astenere da ogni difesa nei modi e nei tempi giusti in cui doveva esser portata avanti, ma al contrario, suggerendo anche la condanna, salvo poi fingere di scoprire (così il defenestrato Cobolli Gigli) che nessun illecito era stato accertato (e Zaccone, invece fingendosi oppresso da troppe carte, nessuna delle quali forse era stata letta, parlò di un timore di serie C)"Su questa diatriba, come non esser assolutamente d'accordo con il punto di vista di Luciano Moggi?Caro Blanc, se veramente il prossimo scudetto sarà quello della terza stella allora deve andare a riprendersi gli scudetti sottratti dal processo di Calciopoli.E come detto in questa settimana dall'avvocato Paco D'Onofrio al sito www.ju29ro.com, in caso di assoluzione di Giraudo al processo di Napoli (la sentenza è attesa a breve, entro il 2009) la Juventus potrà farlo attraverso l'art.39 del Codice di Giustizia Sportiva chiedendo la revisione del processo e la restituzione dei 2 scudetti. Allora si Presidente che i tifosi crederanno davvero alle sue parole. Fino ad allora, le sue saranno solo ruffianerie e chiacchiere.
Chiudo con quanto da lei dichiarato ancora alla Gazzetta.E' possibile gestire una società di calcio come una normale azienda? "Certo. Lo stiamo facendo. Se qualcuno in Italia aveva bisogno di una dimostrazione, siamo noi. Il futuro, anzi il presente è questo. Calcio sostenibile ma competitivo"
Ma la Juventus non è un'azienda qualunque. È amore, è passione, è la compagna di una vita.
La Juve non si gestisce. Si ama!
Quando e se il nuovo corso lo capirà, sarà sempre troppo tardi....
L'intervento di Capitan Furino a "Tutti pazzi per la Juve"
29 SCUDETTI E TERZA STELLA
"Sono assolutamente d'accordo con il presidente Blanc.
Gli scudetti sono 29, perchè la Juve li ha vinti sul campo con sacrificio e sudore senza mai alterare nessun campionato.
Giusto quindi mettere la terza stella al prossimo scudetto ed aggiungo che i due scudetti sottratti durante Calciopoli andrebbero restituiti subito alla squadra bianconera.
Se penso poi che uno dei due è stato assegnato ad una squadra arrivata a 15 punti dalla prima posizione....."
JUVENTUS 2009-2010
"E' innegabile che la squadra si sia rafforzata rispetto alla scorsa stagione, sopratutto per gli acquisti di Diego e Felipe Melo. Certo alcune lacune come quelle dei terzini difensivi sono rimaste ma sopratutto la nuova Juve pecca di discontinuità ed in alcuni casi dovrebbe esser più esperta. Come ad esempio nella partita interna contro il Napoli dove sono stati sbagliati tutti i cambi per la troppa voglia di vincere ad ogni costo.
Comunque sarà importante il prossimo scontro diretto contro l'Inter ma sono certo che la squadra bianconera quest'anno venderà cara la pelle fino alla fine"
INFORTUNI
"Io ho la mia teoria. Credo che alla base di questa impressionante sequenza di infortuni ci sia l'elevata età media della squadra. La maggior parte dei giocatori sono fisicamente logori per i tanti anni di carriera affrontati a grandi livelli"
IL MERCATO CHE VORREI
"Mi piacerebbe che la Juventus non comprasse più solo giocatori affermati ma tornasse a comprare i giovani, come faceva ad esempio Boniperti tanti anni fa che ogni anno inseriva 2-3 giocatori promettenti di 20 anni ed almeno 1 l'azzeccava sempre.
Ecco il mio sogno è vedere comprare i FELIPE MELO a 5 milioni, quando ancora sono sconosciuti ai più e non a 25 milioni di euro...."
RITORNO DI LIPPI ALLA JUVE?
"Lippi è sicuramente una garanzia ma ripeto il mio punto di vista: largo ai giovani"
FUTURO NEL CALCIO
"Ormai sono solo un tifoso, che per passione si diletta a seguire la Juventus anche per il canale tematico. Con il calcio ho chiuso. Mi rimarrà per sempre però il rimpianto di non aver provato la carriera da allenatore...."

giovedì 19 novembre 2009

Mondial-Furto





Povero Trap, perso il mondiale per un furto!
Il goal che qualifica la Francia è viziato da un clamoroso fallo di mano di Henry.
E' davvero un peccato che il lavoro di anni sia vanificato da un episodio del genere.
Tra gli altri spareggi mi ha particolarmente colpito l'eliminazione della Russia:
per una volta a Mago Hiddink non è riuscito il miracolo!
Intanto l'Italia grazie ad un goal di Giorgione Chiellini batte la Svezia orfana di Ibrahimovic.
Adesso sotto con il campionato.
Come detto da Buffon si pensi intanto a fare 6 punti prima della sfida con l'Inter.
E basta poi con questi proclami sulla terza Stella.
Perchè se si continua così ci vorranno anni prima di porsi il problema.....
Fatti, non parole.
IL PUNTO DI ROBERTO BECCANTINI
Questa volta non hanno avuto il coraggio di inventarsi una moviola di scorta come a Berlino, dopo la testata di Zidane a Materazzi, o come nella Confederations Cup, agli sgoccioli di Brasile-Egitto. Avrebbe evitato una profonda ingiustizia. Di mezzo, c’erano la Francia, ancora lei, e l’Irlanda di Giovanni Trapattoni. Nessuno se l’è sentita di correggere la svista della terna svedese: prima che nei supplementari Gallas segnasse, pareggiasse ed eliminasse, così, i più meritevoli, Henry aveva giocato a pallamano (o a pallavolo, fate voi). Un risultato che già faceva a pugni con l’intreccio, figuriamoci, dunque, con l’epilogo. Da un contatto fra Given e Anelka, un arbitro servile avrebbe potuto spremere un rigore: il palleggio di mano deve essergli proprio sfuggito.Gli spareggi, molto equilibrati, hanno diffuso brividi e ghigliottinato un peso massimo: la Russia di Hiddink. Francia e Portogallo hanno sofferto, hanno rischiato, hanno resistito (e il Portogallo vinto, addirittura). Se rivoluzione è troppo, scossa è poco. Penso all’impresa della piccola Slovenia. E, naturalmente, allo scandalo di St. Denis. Con i giudici di porta, cari al francese Platini, Trapattoni, che fu maestro di Michel, e Domenech se la sarebbero giocata ai rigori. I vice campioni del Mondo dovranno accendere una candela al dio degli episodi. Spiace per il Trap, transitato da un Moreno pilotato a un Hansson improvvisamente nebbioso. La Francia, boriosa e sterile, ha sfiorato il suicidio che, sempre in casa, aveva «brillantemente» centrato alla vigilia dei Mondiali americani del 1994. Quando può scegliere, Trap tentenna: vedi Dublino. Quando non può, è tutta un’altra musica: vedi Parigi; se consideriamo le occasioni nude e crude, il 2-0 avrebbe fotografato meglio la trama. Domenech era, e rimane, il brutto anatroccolo di una fiaba che non può più contare sulle magìe di Platini e Zidane. Da oggi, fuoco alle polveri. Si parlerà solo della mano che Henry ha dato al suo capo.

lunedì 16 novembre 2009

Anastasi:"Juve prendi Rossi!"


Il Pelè Bianco, l’ex indimenticato beniamino dei tifosi della Juventus Pietro Anastasi, è intervenuto a "Tutti pazzi per la Juve", ricordando tra le altre cose, amarcord della sua esperienza bianconera nonchè del suo mondiale messicano sfumato per un giramento di “palle”, analizzando poi l’attuale forza della squadra allenata da Ciro Ferrara e suggerendo all’attuale dirigenza juventina il suo erede.

GIUSEPPE ROSSI IL MIO EREDE
“E’ sempre difficile paragonare giocatori di epoche diverse. Premesso ciò, se c’è un giocatore che per caratteristiche mi somiglia di più e che consiglio di prendere alla Juventus, quello è Giuseppe Rossi del Villareal.”

JUVE, TROPPI ALTI E BASSI
“La Juventus vista fin ora quest’anno non mi soddisfa assolutamente. Troppi alti e bassi, manca quella continuità tipica delle grandi squadre. Però mi riservo di dare un giudizio definitivo quando avrà recuperato tutta la rosa. Con questa serie impressionante di infortuni è dura anche trovare una formazione tipo. Non è una questione di modulo, ma di testa. L’Inter è ancora la favorita, però se ci pensiamo bene la differenza sta in quei 5 punti buttati in casa contro Bologna e Napoli.”

BLANC PRESIDENTE NON MI CONVINCE
“Purtroppo non sono mai stato contattato dalla Juventus per collaborare.
La nuova dirigenza sta facendo bene, ma una cosa non mi convince proprio:
il presidente deve esser una figura forte, legata all’immagine del club o perlomeno alla Juve era sempre stato così fino all’avvento di Cobolli Gigli e Blanc.
Sarà che i miei migliori anni da calciatore li ho vissuti con Boniperti presidente e che quindi il paragone è improponibile, ma comprendo in toto i tanti tifosi juventini perplessi su questa scelta della Proprietà”

AMARCORD
“Sono stato un po’ l’uomo dei record dell’epoca. Doppietta all’esordio in serie A, doppietta alla prima gara a San Siro, tripletta in meno di 5 minuti e tanto altro. Devo dire che non mi sono fatto mancare proprio nulla. Ho fatto 105 goal in serie A, ma con le attuali nuove regole, sugli autogol e molto più severe per i difensori, ne avrei segnato almeno il doppio o quasi. Gli avversari più duri ma anche più leali che ho affrontato sono stati Cresci, Burgnich e Guarneri”

MESSICO ’70, CHE GIRAMENTO DI PALLE
“La mia più grande delusione calcistica. Sono state scritte tante cavolate in merito a quella mia defezione. Fu solo colpa di uno sciocco gioco che mi causò un versamento ai testicoli.
Ho perso il Messico per un giramento di palle! Chissà se con la mia presenza si sarebbe potuto riscrivere la storia di quel mondiale….”

FIAT, EMIGRATI E FINE ANNI '60
“So che in molti scrissero e dissero che dietro al mio passaggio alla Juventus ci fosse la voglia da parte della dirigenza di ingraziarsi i tantissimi emigrati dal sud al nord, fenomeno tipico di quegli anni che hanno cambiato l’Italia.
Di certo, se non eri bravo alla Juve non ti tenevano.
Ed io, Cuccureddu, Furino e Longobucco siamo stati dei “terroni” orgogliosi di rappresentare le nostre origini e di onorare al meglio la maglia bianconera”

VIDEO INTERVENTO ANASTASI - PRIMA PARTE

VIDEO INTERVENTO ANASTASI - SECONDA PARTE

domenica 15 novembre 2009

La sosta porta consiglio



Arbitri, l'Inter non ha bisogno di tutti questi aiuti per vincere.
Juve, prendi Kolarov e Zarate.
Collina e Carraro? I nuovi intoccabili.
La tosse di Bergamo, il "pentito" Manfredi Martino e la mistificazione dei media.
Come sempre, la sosta è un buon momento per tracciare i primi parziali bilanci. In testa, si potrebbe commentare con un "tutto come assolutamente previsto".Inter nettamente favorita ed in fuga, Juventus e Milan ad inseguire, Fiorentina subito sotto. Rispetto alla classifica finale dell'anno scorso non è cambiato assolutamente nulla. Questo nonostante il pesante investimento sul mercato effettuato da parte della Juventus in estate. Il Gap bianconero dalla squadra neroazzurra sembra rimasto identico, anzi per assurdo in alcuni momenti è persino aumentato. Di chi potrebbe esser la colpa di questo? Sicuramente degli infortuni che ben più che nell'anno precedente stanno martoriando la squadra bianconera. Non era colpa di Capanna, non è colpa di Vinovo, prima o poi qualcuno in Società dovrà allora avere il coraggio di spiegare questo mistero! Poi c'è sicuramente un modulo, il rombo di inizio stagione, non adatto alle caratteristiche della squadra. Ad esempio, per giocare con questo schema devi disporre di terzini di spinta di livello e Grygera, Caceres, Zebina, Molinaro, Grosso e De Ceglie chi per un motivo, chi per un altro non rientrano assolutamente in questa categoria. Ottimi rincalzi, ma niente più. Poi c'è l'ambientamento di Diego, al quale si è deciso forse troppo presto di affidare le chiavi del gioco Juve. Il ragazzo ha talento da vendere, ma per diventare uno Zidane (se mai lo diventerà…) troppa gavetta dovrà fare ancora. Ed allora in un 4-3-1-2 o il trequartista fa la differenza assoluta oppure si regala praticamente il centrocampo agli avversari. Viene da chiedersi se con un Camoranesi così valeva davvero la pena stravolgere tatticamente la squadra.L'inesperienza di Ferrara, le "Melonate" di Felipe Melo (fortunatamente sempre meno frequenti), le incomprensibili ed interminabili chance concesse a Tiago, i proclami dirigenziali un giorno si e l'altro pure, fanno il resto. Chissà se la sosta rigenererà le forze bianconere e consentirà di recuperare quei giocatori determinanti, Del Piero in primis, che serviranno per il big-match contro l'Inter che si avvicina sempre più. Decisivo comunque nelle prossime settimane sarà il percorso Champions di entrambe le squadre. Se non si qualificheranno direttamente con la quinta partita del girone e rimanderanno le sentenze agli ultimi 90', l'ultimo turno si giocherà proprio a ridosso del derby d'Italia. Fatto questo da non sottovalutare.
Speriamo inoltre che la nuova classe arbitrale, ovvero la "io sbaglio tanto e più di prima ma adesso in buona fede", non condizioni questa rincorsa al vertice. La Juventus, pur essendo praticamente quasi il miglior attacco dell'anno solare in Italia, sono quasi 20 partite che non ha un rigore a favore. Un girone, un'eternità. L'Inter dal canto suo, ha interrotto solo di recente l'immunità che l'ha vista per oltre 50 partite non subire un rigore contro, ma ancora dispone, checchè ne dica Mourinho, di quel trattamento di favore che le consente, come nella partita contro la Roma ad esempio, di commettere ripetuti falli, quasi sempre con gli stessi giocatori, senza mai ricevere i giusti cartellini. Dopo il posticipo di San Siro, in praticamente tutti noi è nata spontanea una domanda: "ma un giocatore dell'Inter per esser espulso che deve fare?"Per la risposta chiedere forse a Rocchi, tra l'altro uno degli imputati al processo di Napoli, argomento però sul quale ritornerò più avanti.
Queste pause di campionato poi, vengono spesso utilizzate dalla stampa per ripartire con "l'indovina chi" ovvero accostare ogni giorno una possibile trattativa a chicchessia, per poterla sbattere in prima pagina e stimolare l'acquisto del giornale da parte del tifoso. Come si sa, d'altronde, il calciomercato è il momento che più fa sognare la tifoseria. Ed allora per una volta la butto anche io lì. Visto il netto ridimensionamento della Lazio, l'insofferenza di Zarate e la predisposizione di Lotito all'amore per il Dio denaro, perché non opzionare sin da subito per il prossimo anno Zarate e Kolarov? Credo che nell'attuale paronama italiano non esistano giovani più forti e di prospettiva nei rispettivi ruoli dei 2 giocatori biancocelesti. Kolarov sarebbe finalmente il terzino di livello che alla Juve manca ormai dalla cessione di Zambrotta. Zarate sarebbe il futuro da cui ripartire, visto la probabile partenza di Trezeguet a fine stagione ed il prossimo, ahimè, pensionamento di Del Piero. Con le dovute contropartite tecniche e con un'offerta seria e congrua, sono certo che le certezze di Lotito vacillerebbero… Last but not least, in settimana molto avrebbero dovuto destare scalpore le dichiarazioni spontanee rese da Luciano Moggi al Processo di Napoli, che hanno fatto seguito alla mistificazione dei media sui colpi di tosse di Bergamo e le presunte palline scolorite viste da Manfredi Martino. Uso il condizionale perché se esistesse davvero buona fede da parte della carta stampata nel trattare l'argomento Calciopoli, si sarebbero fatti come minimo i dovuti titoloni sui giornali e adesso se ne discuterebbe ovunque in tv, come l'argomento meriterebbe. Ma soprattutto se si fossero ascoltate per intero le testimonianze, come possibile fare anche in rete, mai si sarebbero potute scrivere baggianate del tipo "ecco come truccavano i sorteggi". Pazzesco. E poi, come giustamente ricordato da Moggi al Processo, dove sono finite le intercettazioni di Carraro in cui chiedeva di salvare la Fiorentina e la Lazio? Perché sono state nascoste sotto traccia? Perché l'ex presidente Figc è stato assolto dal processo sportivo con così tanta superficialità e salvato anche dal giudizio nel processo di Napoli? Perché Collina non è stato indagato per gli appuntamenti segreti e notturni che Meani gli procurava con l'allora presidente di Lega Galliani? Si, proprio quel Collina che adesso sarebbe garanzia di buona fede arbitrale. Possibile che ancora nessun organo ufficiale o giornalista abbia avuto il coraggio di chiedere a Collina in merito a queste sue intercettazioni compromettenti?
E questo sarebbe il nuovo calcio pulito? Ma aridatece Moggi.

mercoledì 11 novembre 2009

"Indagate Collina e Carraro..."





"Indagate pure giornalisti e notai ed anche sulle intercettazioni di Collina e Carraro"
Questo il titolo che i giornali di oggi avrebbero dovuto fare se ancora esistesse una libertà di stampa a 360° ed una coscienza in buona fede.
Ma come sempre, titoloni per presunti reo-confessi come Manfredi Martino,
trafiletto nelle pagine interne per le deposizioni che smascherano la farsa di Calciopoli.
NAPOLI (10 novembre) - «Se quel colpo di tosse di Pier Luigi Pairetto era diretto al giornalista allora questi era parte della combine. Non lo so. Allora tutti i giornalisti e i notai che hanno partecipato ai sorteggi arbitrali dovrebbero essere interrogati, indagati». Lo ha detto Luciano Moggi in una dichiarazione spontanea all'apertura della nuova udienza del processo Calciopoli che si è aperta davanti alla nona sezione penale - collegio A - del tribunale di Napoli. Il riferimento di Moggi è alle dichiarazioni rese in aula la scorsa udienza del teste Manfredi Martino, ex segretario Can. Martino aveva parlato di un colpo di tosse fatto dal designatore Pairetto mentre il giornalista a cui toccava la scelta dell'urna dove c'erano le palline con le partite in occasione della vigilia di un Milan-Juve alla fine del campionato 2004-2005. Moggi ha anche sottolineato come sia passata inosservata un'intercettazione ai danni di Franco Carraro, all'epoca presidente della Federcalcio: «Sono stato anche accusato di aver fatto retrocedere il Bologna, quando poi si va a leggere un'intercettazione dell'allora presidente federale Franco Carraro nella quale dice al designatore Paolo Bergamo che bisogna aiutare Lazio e Fiorentina ad evitare la retrocessione. Guarda caso retrocedono Bologna e Brescia e si salvano Lazio e Fiorentina».
Moggi ha poi tirato in ballo Pierluigi Collina. «Si vanno poi a leggere le intercettazioni e si trova una telefonata di Collina il quale dice al dirigente del Milan Meani che avrebbe voluto parlare come il presidente della Lega Galliani allora anche vice presidente del Milano. Il tenore della telefonata era più o meno questo: "Vorrei parlare con Galliani però dovremmo arrivare al tuo ristorante in un giorno di chiusura a mezzanotte perchè possa entrare dalla porta di dietro affinchè non mi veda nessuno". Questa intercettazione non è stata inserita nel processo e addirittura Collina oggi è il designatore capo degli arbitri. Mi domando e vi domando: se un arbitro in attività può fare una cosa del genere e se effettivamente come ha detto "incontrare Galliani per un discorso esclusivamente per il futuro della sua carriera" non poteva farlo nelle sedi opportune della lega dove Galliani era presidente evitando il giorno di chiusura del ristorante, la mezzanotte e la porta sul retro per non farsi vedere? Signor presidente a pensare male si fa presto ma spesso si indovina».
Vi riporto in merito a questa notizia la bella rima in versi inviatami dall'amico Giacomo.
In affanno
di Giacomo Scutiero
Arbitri, assistenti, dirigenti,giornalisti:
a Calciopoli giocavano anche i cronisti.
Pairetto tossisce, e che fanno questi?
Non saranno mica reali interventisti…
L’intercettazione di Carraro nascosta:
“salvare Lazio e viola”, ora dove sta?
Moggi: “Che c’entra il sottoscritto?”,
giura di ignorare questo intrigo fitto.
Il presidente è velocemente assolto,
più comodo avere un unico coinvolto.
E la farsa continua...
Intanto la nuova Juve riparte con i proclami.
Non sono bastati 3 anni a Blanc per capire che alla Juve sono abituati in primis a fare i fatti e poi solo in seguito le parole e non viceversa.
Riecco quindi le dichiarazioni ad effetto porta-sfiga.
Poi vista l'assenza di partite di club per oltre 10 giorni, riparte l'Indovina Chi con vari nomi accostati qui e la.
A leggere il Corriere dello Sport il sogno di Ferrara sarebbe Mascherano.
Un altro centrale di centrocampo?
Non bastano Melo, Marchisio, Sissoko, Poulsen, Tiago e Marrone, senza considerare poi pure Almiron solo in prestito al Bari?
Con tutto il rispetto per il mediano argentino, giocatore di assoluto valore, mi sembra una bella bufala buttata lì per vendere qualche copia in più.
Per quanto riguarda Ranocchia, invece l'operazione mi sembra più fattibile.
Ma quello che mi chiedo è questo:
se il giocatore era stato proposto alla Juve come promettente già due anni fa ed a meno di 2 milioni di euro, perchè lo si dovrebbe comprare adesso a 10?
Misteri del nuovo corso...
Considerazioni personali finali: visto i dolori di pancia di Zarate ed il ridimensionamento della Lazio, nella prossima sessione estiva di mercato io presenterei a Lotito un'offerta irrinunciabile e seria (comprendente anche contropartite tecniche) per avere a tutti i costi il talentuoso attaccante argentino più Kolarov, mio assoluto pallino, suggerito oltre 2 anni fa alla nuova dirigenza....

lunedì 9 novembre 2009

La Juve ringrazia Ranieri














La Roma di Ranieri ferma l'Inter con una partita gajarda, proprio come si dice nella Capitale.
Incredibile numero di falli da parte dei giocatori interisti. Mi domando e lo faccio anche a tutti voi:
ma cosa deve far un giocatore dell'Inter per esser espulso?
Di certo a Rocchi, indagato anche lui a Calciopoli, non bastano gomitate, tacchettate, magliette strattonate ed altro.
Si, proprio quel Calciopoli, sempre più farsa dove persino i testimoni dell'accusa fanno il gioco della difesa. Guardate il video allegato di oggi, con Beha che umilia in diretta al TG3 la Gazzetta dello Sport ed in particolar modo il vice direttore Palombo, con cui come molti di voi ricorderanno ho avuto anche modo di scontrarmi in passato. (guarda il video dell'8/3/2009)







La nuova Juve in merito come sempre tace (d'altronde hanno fatto della Gazzetta dello Sport uno degli sponsor ufficiali. Se poi vi volete fare il sangue ancora più amaro andate qui e leggete i nomi del consiglio di amministrazione del giornale....), salvo poi ricordare che gli scudetti sono 29 con 2 asterischi. Troppo facile tenere il piede in due scarpe.....
E' ufficiale: il Milan di Leonardo è uscito definitivamente dalla crisi e sta diventando una bella realtà così come la Fiorentina di Prandelli continua la sua bella favola di questi anni.
Sono queste 3 squadre che sicuramente hanno più possibilità di restanti posti Champions, mentre le anti-Inter per lo scudetto credo possano esser solo Juventus e Milan.
Crolla la Lazio e traballa la panchina di Ballardini. Da indiscrezioni personali si scaldano (in rigoroso ordine di preferenza) Mihajlovic, De Biasi e Bruno Giordano, pronti a subentrare.
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
“Non è una buona filosofia arbitrale fischiare 50 volte e fare entrare 10 volte la barella in 90 minuti. A quest’arbitro piace tanto fischiare, probabilmente negli spogliatoi sta continuando a fischiare. E poi alla fine ha dato solo 3 minuti di recupero. Doveva darne almeno 5 o 6. E’ sempre così quando è in campo l’Inter: quando l’Inter perde si danno al massimo 2-3 minuti di recupero, quando l’Inter vince minimo 5-6″. Chiare e senza fronzoli le parole di Mourinho al termine del pareggio casalingo contro la Roma di Ranieri. Si sente penalizzato il portoghese, da un arbitraggio che avrebbe dovuto lasciar correre di più. Lasciare che i vari Samuel, Stankovic, Lucio, Muntari, Vieira, Tiago Motta, continuassero a randellare e a buttare giù i romanisti come fossero vittime sacrificali di un disegno divino. E poco importa al portoghese se la partita avrebbe dovuto finirla in 9 contro 11… Sì perché Rocchi ha fischiato tanto, ma per quello che si è visto in campo è stato poco. Al direttore di gara, infatti, è sfuggito un calcione all’indietro di Muntari, a palla ormai allontantasi, su Menez ed essendo il coloured già ammonito avrebbe dovuto essere sbattuto fuori (scatterà la prova TV?). Così come non avrebbe dovuto finire la partita Tiago Motta, che ammonito, si è reso protagonista di una carrellata di falli uno più giallo dell’altro. Ma si sa, come dice Mourinho, “è sempre così quando è in campo l’Inter“.
Questa sera sarò in tv a "Cuore di calcio" per commentare la bella vittoria di Bergamo della Juventus , i 100 falli impuniti dell'Inter di ieri sera e la mistificazione dei media sulla tosse di Manfredi al Processo di Napoli.
Previsti ospiti e collegamenti importanti.
CUORE DI CALCIO (ore 21,00-23,00)
Canale 851 Sky (Roma Sat) sul satellite
GOLD SPORT sul digitale terrestre nel Lazio
www.tvgold.it per seguire la trasmissione in streaming.

domenica 8 novembre 2009

Cinquina Juve




Con una buona prova sul difficile campo di Bergamo, la Juventus guadagna 3 punti importantissimi per continuare a cercare di rimanere attaccatta all'Inter.
Decisiva una prestazione mostruosa di Camoranesi, assolutamente il migliore in campo.
Felipe Melo e Diego confermano di attraversare un buon momento di forma.
Ancora una volta a segno Trezeguet, sempre più nella storia bianconera.
Buona prova ancora una volta in questa stagione anche di Poulsen.
Unica nota negativa il modo sciocco in cui si sono presi i 2 goal dall'Atalanta.
Ferrara vince il derby contro Conte.
Va sinceramente apprezzato il modo in cui ha gestito la gara ed è assai comprensibile la soddisfazione del Mister a fine gara.
Si va alla sosta (e chissà che da San Siro intanto non arrivino buone notizie) sperando di sfruttare al meglio questi giorni per recuperare praticamente tutti gli infortunati fermi ai box.
Questo il mio editoriale riepilogativo scritto dopo l'ultimo turno di Champions League
All'inferno e ritorno! Se persino l'Inter vince in Champions....
....allora vuol dire che il calcio nostrano si sta davvero riprendendo. Dopo il De Profundis italiano suonato da Calciopoli in poi, questa è la migliore stagione Champions delle nostre squadre. Dall'estate del 2006, se si esclude l'exploit del Milan nel 2007, per praticamente un triennio abbiamo assistito ad un'impotenza assoluta in Europa dei nostri team dominati dallo strapotere anglo-spagnolo. Non è un caso, non puo esserlo, che il ritorno alla nostra competitività coincida con la presenza contemporanea di Fiorentina, Inter, Juventus e Milan ovvero le squadre che nel campionato 2005-2006 si erano classificate nei primi 4 posti, garantendosi quindi il diritto di partecipare alla competizione massima. Viene da pensare che praticamente ci siamo fatti del male da soli auto-diminuendo la competitività dei nostri team con il(molto) presunto scandalo di Moggiopoli. L'Inter, che all'epoca era la terza potenza del campionato, per 3 anni ha vinto lo scudetto in Italia praticamente senza rivali ma la sua forza non è che si sia discostata poi molto da quella che era nel 2006, Ibrahimovic escluso, ovvio. Si sono solo indeboliti e non di poco gli avversari…. E' invecchiato il Milan, al netto anche degli investimenti di Berlusconi ed è stata smantellata del tutto o quasi la corazzata Juventus, mentre solo grazie alla grande competenza di Corvino la Fiorentina è riuscita a rimanere a galla. Dato che deve far riflettere, l'attuale migliore squadra italiana era un anno che non vinceva in Coppa e negli anni precedenti mai è riuscita a superare gli ottavi. Questo per ben delineare il desolante quadro della mediocrità del calcio italiano di quest'ultimo triennio. Senza le sentenze del 2006 sarebbero passati perlomeno altri 10 anni prima di vedere uno scudetto nerazzurro… Come ripete spesso Moggi :"la Juve di Capello era destinata a vincere almeno per 5-6 anni di fila!" E' giusto precisare che gli equilibri italiani sono stati spostati però anche da quella che verrà ricordata per sempre come la peggiore operazione di mercato della storia della Juventus, ovvero la cessione di Ibrahimovic all'Inter per soli 24 milioni di euro. Lo svedese ha prima vinto praticamente da solo o quasi i 3 scudetti neroazzurri e poi ha permesso alla squadra di Moratti, grazie alla sua reale super-valutazione, di rinforzare la squadra attraverso i soldi della sua cessione. Lucio, Milito, Motta, Sneijder ed Eto'o sono il miglior mercato che l'Inter potesse fare.Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Vittorie come quella di Kiev, poi, possono cambiare una stagione, una carriera, una storia. In Italia la banda Mourinho resta senza rivali. Chissà se per una volta la Juventus deciderà di fare il Milan, ovvero concentrarsi solo sulla massima competizione trascurando il campionato. Una cosa è certa per chi scrive: l'attuale Juventus non ha la rosa adatta per poter competere su entrambi i fronti. La squadra bianconera è un team che in gara secca con gli 11 titolari a disposizione può vincere contro chiunque. Quello che ahimè latita è la panchina, assolutamente non all'altezza della fama della squadra juventina, conseguenza questa anche e soprattutto delle tragiche sessioni di mercato degli ultimi anni. Sia in entrata che in uscita. Basti pensare che a trascinare la Fiorentina in questo periodo ci stanno pensando quei Mutu, Marchionni e Cristiano Zanetti svenduti al prezzo complessivo di un Tiago qualsiasi!! Roba da far addrizzare i capelli anche a Galliani che, intanto dopo anni di collezione di figurine d'epoca, forse avrà capito che per tornare a vincere servono campioni giovani ed ambiziosi e non nomi in fase calante sul viale del tramonto. Con la svolta di Leonardo, si è intrapresa questa nuova via anche se l'allenatore non era ovviamente il problema del Milan. Guardate d'altronde cosa sta facendo Ancelotti al Chelsea… Ad oggi i Blues sono i maggiori candidati per la vittoria finale in Champions e non aggiungo altro. Tornando a noi, l'unico evento che può riesumare la lotta scudetto in Italia è immaginare un Inter che possa far strada in Champions e che quindi venga distratta dal sogno di colorare quelle immagini ormai sbiadite e quasi irriconoscibili dei festeggiamenti per una vittoria in Coppa dei Campioni. La Juventus dal canto suo però presto dovrà fare una scelta: o puntare tutto su una Mission Impossible in Champions, centellinando la forza dei suoi campioni ultratrentennali o mollare l'Europa sperando che l'Inter possa perder colpi in Campionato. Una cosa però mi sembra ovvia, talmente ovvia che dubito verrà presa in considerazione: la formazione di Ferrara a Gennaio deve assolutamente tornare sul mercato perché, come espresso anche da Michele Padovano ai microfoni di "TUTTI PAZZI PER LA JUVE", il rombo prevede l'utilizzo di 2 terzini fluidificanti di spinta di cui la Juventus assolutamente non dispone e perché per l'alternativo modulo provato, il 4-2-3-1, non ci sono ricambi validi per i trequartisti titolari. Alla fine, viene da chiedersi se ne è valsa davvero la pena di stravolgere la tattica di una intera squadra solo per l'acquisto di Diego. Io sono dell'avviso che è il grande campione che si adatta al modulo e non viceversa. Perché di Diego a cui tutto era dovuto perchè vinceva le partite da solo ce n'è stato solo uno...ma di cognome faceva Maradona!

sabato 7 novembre 2009

E la farsa continua....





Alla prima testimonianza contro gli imputati di Calciopoli al processo di Napoli, riparte immediatamente la caccia alle streghe con i titoloni in prima pagina.
Chi in prima fila se non la Gazzetta dello Sport, sponsor ufficiale della nuova Juventus
(vedesi anche intervista a tutta pagina di Del Piero oggi.....)?
A pensar male, diceva Andreotti, si commette peccato ma si azzecca quasi sempre. Ahimè.
A questo link potrete ascoltare l'udienza di Manfredi e leggere l'intera trascrizione del suo intervento http://www.uccellinodidelpiero.com/2009/11/07/trascrizione-dichiarazione-di-manfredi-sul-colpo-di-tosse-di-pairetto/.
Intanto ripartono i proclami porta-sfiga "Non ci scappano" "L'Inter si prende così" "Credo allo scudetto" .....
Ma si pensi a vincere contro Capitan Conte a Bergamo questa sera perchè non sarà facile per niente.
Umiltà, sacrificio ed impegno silenzioso. Questa la Juve a cui ero abituato io fino a 3 anni fa.
Troppo importante la gara di stasera. Da non fallire assolutamente. Altro che proclami.
Ecco per tutti voi l'articolo scritto da Enrico Fracassi per Juvemania.it.
Lo dedico a tutti coloro che ancora pensano che Calciopoli sia stato un processo serio e che i media lo hanno seguito e raccontato in buona fede.....
PALLINE SCOLORITE E COLPI DI TOSSE....
Effettivamente è da un po’ che non leggevamo qualche altra stupidaggine riguardante Farsopoli Calciopoli, ed oggi da questo punto di vista è una giornata prolifica. Le ultime dichiarazioni rilasciate nel corso del processo di Napoli hanno dato la stura ai soliti rosiconi (non scriviamo di che colore, ma ve lo potete immaginare benissimo) per dipingere nuovi scenari apocalittici riguardanti il campionato 2004/2005, vinto dalla Juventus con pieno merito e revocato dai solerti giudici della Corte Federale.
La partita “incriminata” sarebbe Milan-Juventus dell’8 maggio 2005, vinta dai bianconeri per 1-0 con rete di Trezeguet al 28′ del primo tempo. Durante la gara, non ci furono contestazioni clamorose di nessun tipo e, francamente, non fu nemmeno una gran bella partita. Si segnalano solo il goal, una traversa di Del Piero ed un palo di Inzaghi. Lo stesso Milan, il giorno stesso della gara, la analizza così tramite il proprio sito ufficiale:
“Un gol episodico, in un primo tempo povero di emozioni da una parte e dall’altra, un gol di Trezeguet raccolto sulla strada della partita decide la supersfida di San Siro. Nel secondo tempo il Milan ci crede, si riversa, ci prova, ma non viene sostenuto dal guizzo giusto. Cose che sucedono e che vanno accettate, senza intaccare in nulla e per nulla la qualità della stagione della squadra di Ancelotti che è entrata nel mese di maggio da protagonista sia in campionato che in Champions League. Pressata dagli impegni di una stagione intensissima e gravata da una partita dopo l’altra, la formazione rossonera non è riuscita a trovare il ritmo nel primo tempo e ha pagato oltre misura il guizzo del centravanti francese della Juventus cui si sono aggiunte nella ripresa altre occasioni bianconere. Ma è stato il Milan, nella seconda parte, a guardare più spesso negli occhi il pareggio. Questa volta, soprattutto sul palo di Inzaghi, non è andata bene. Pazienza e grazie lo stesso…..”
Letto così, parrebbe quasi un giusto rendere merito ad una grande squadra – la Juventus, quella Juventus – che tritava scudetti da tempo e pareva a tratti quasi invincibile. Indicativo anche il commento – unanime – dei media dell’epoca, tipo quello di Repubblica, notoriamente non vicinissima ai bianconeri: “Ha vinto la Juventus ed è stato giusto. Non basta il rigoricchio invocato a un quarto d’ora dalla fine da Cafu per alimentare le recriminazioni del Milan. Perché il Milan, senza dubbio, ha perso per colpe tutte proprie: i bianconeri le hanno riconosciute subito e ribaltate a loro vantaggio“.
Eppure, secondo qualcuno, il tutto non andò per il verso giusto. Ovvero, per il verso che voleva la Malefica Triade composta da Moggi, Giraudo e Bettega. Stando ai racconti odierni di tale Manfredi Martino, all’epoca segretario della CAN (Commissione Arbitrale Nazionale) ed ascoltato come teste dai giudici del tribunale di Napoli, “nella scelta dell’arbitro di Milan-Juventus, decisiva per quel campionato qualcosa non andò per il verso giusto…le palline utilizzate per i sorteggi arbitrali erano vecchie, usurate e decolorate, soprattutto nella stagione 2004-2005″.
Per chi non lo ricorda, l’arbitro estratto dall’urna per dirigere quella partita fu Pierluigi Collina, un arbitro che storicamente nessuno mai potrebbe descrivere come “vicino ai colori bianconeri”.
In pratica, Martino asserisce che la Juventus avrebbe voluto pilotare in modo diverso l’abbinamento partita-arbitro, in modo tale da non avere proprio Collina come arbitro per quella gara.
Quasi comico l’ulteriore approfondimento fornito da Martino quando parla dei motivi per i quali, secondo lui, fu una scelta pilotata male: “Ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri”… Ricapitolando: Bergamo, vicino alla Juve, ebbe un sussulto quando il giornalista incaricato di estrarre la pallina con dentro il nome dell’arbitro (che poi si rivelerà Collina) non prese quella “giusta”.
Fatemi capire: qui si starebbe asserendo che il giornalista quindi era colluso con le manfrine ordite da Bergamo e Pairetto pro Juve; lo stesso, magari giunto ubriaco al sorteggio, non ha potuto estrarre la pallina giusta (che, ricordiamolo, erano scolorite, vecchie e usurate), andando a scegliere proprio la sfera con dentro il nome di Collina, arbitro anti-Juve per antonomasia; questo provoca il colpetto di tosse nervosa da parte di Bergamo (come a dire: hai sbagliato pallina, idiota: ributtala giù e prendi quella giusta!), situato ad almeno 5 metri dall’urna assassina, ma notoriamente dotato di una vista eccezionale, la quale gli permetteva di poter scorgere senza patemi la pallina giusta da estrarre tra tutte quelle presenti (che, ricordiamolo ancora una volta, per ammissione dello stesso Martino erano scolorite, vecchie e usurate).
Peccato che lo stesso Collina, poi, diresse la partita in maniera impeccabile (come spesso gli capitava) e, se proprio vogliamo scendere nei dettagli, le uniche e timide proteste furono da parte dei rossoneri sia per un fuorigioco inesistente su Shevchenko che per un rigore (o forse due) per il Milan: trattenuta di Zambrotta su Cafu lanciato a rete e deviazione con il braccio di Cannavaro che impedisce al tiro dello stesso Cafu di centrare lo specchio della porta.
Concludendo: o trattasi di cazzate allo stato solido quelle esternate da parte del signor Martino, oppure dobbiamo dare un ribaltone generale a Calciopoli ed inserire Collina tra gli indagati come “arbitro vicino alla Juventus”.
Peccato che un ragionamento del genere non viene fatto dai rosiconi di cui all’inizio, i quali hanno il coraggio di sbattere in prima pagina un bell’articoletto che ha come prologo “….Per chi ancora si ostina a richiedere gli scudetti revocati, arrivano ulteriori conferme del fatto che fino allo scoppio di Calciopoli qualcosa non andava nel modo giusto….”. Mi sfuggono, queste conferme: che sia l’ usura delle palline? O le farneticazioni smentite qui sopra con i fatti?
Tanto per chiosare, ecco le dichiarazioni odierne di Bergamo in una dichiarazione spontanea resa in aula durante l’udienza di Calciopoli in corso alla nona sezione penale – Collegio A – del tribunale di Napoli riguardo all’episodio delle palline: «Il designatore arbitrale Pier Luigi Pairetto era troppo lontano dal tavolo dei sorteggi per riuscire a vedere le palline che venivano pescate dal giornalista di turno. Mi preme chiarire con precisione - ha aggiunto Bergamo – come avveniva il sorteggio. In un’aula aperta al pubblico e davanti alle telecamere della tv ci sistemavamo a un tavolo lungo quattro-cinque metri. A un’estremità c’era Pairetto e davanti a sè aveva un’urna di vetro dove venivano poste le palline con all’interno i nomi degli arbitri. Al centro del tavolo sedeva un notaio incaricato dalla Figc, e c’ero io. All’altra estremità del tavolo c’era l’altra urna con all’interno le sfere relative alle partite da abbinare. Dalla sua posizione Pairetto non poteva vedere cosa ci fosse nell’altra urna. Inoltre noi non conoscevamo il nome del giornalista che sarebbe stato designato dall’Ussi se non pochi attimi prima del sorteggio».
In chiusura il link per scaricare la sesta puntata di Tutti pazzi per la Juve
http://www.megaupload.com/?d=C6D1RCI9.
E' stata una puntata molto interessante con l'intervento di molti ospiti, tra cui Luca Beatrice.
E' intervenuto inoltre un operatore di mercato annunciando che la Juventus è vicinissima a prendere a Giugno a parametro zero Clerc, terzino destro del Lione.
A quanto detto, il suo procuratore e Blanc sono grandi amici.....