mercoledì 31 marzo 2010

"Benvenuti al Conad Stadium"




La redazione di "Tutti pazzi per la Juve" ha avuto il piacere di avere nuovamente ospite il giornalista Gigi Moncalvo, recentemente autore del libro "I lupi & gli Agnelli".


Salve Gigi, siamo felici di riaverti con noi, sei una voce libera nel campo dell’informazione che ha parlato da subito con obiettività di Calciopoli, che ha rappresentato la matrice del brutto momento che i tifosi juventini stanno vivendo ora. Sull'attuale momento della Juve cosa ne pensi?

"La mia paura, che è poi quella di tutti, è che il tunnel è ancora lungo, il buio è ossessionante e non se ne vede la fine. L’allenatore che cambia non serve, la squadra a cambiarla non puoi, la dirigenza non se ne andrà mai: qui il problema non è il 2006, ma il 2004, quando John Elkann incontra a Parigi Blanc e gli propone di venire alla Juve per fare il numero uno. Blanc perplesso gli risponde: “ Ma non avete già Moggi e Giraudo che vincono?”. Gli risponde allora John “No, perché adesso li facciamo fuori.” Intorno poi c’era il fantasma di Baldini che aleggiava, che annuncia in anticipo a Mazzini, vice presidente della Federazione, che stava per iniziare l’operazione per cacciarli, proprio lui che era amico del tenente colonnello Auricchio che faceva le indagini effettuando il taglio e cuci sulle pagine della Gazzetta, che è come se io venissi arrestato per stupro e Auricchio facesse le indagini su di me leggendo Playboy. Qui abbiamo un tenente colonnello che ha condotto come braccio esecutivo di una procura della repubblica e ammette in aula sotto giuramento che lui le notizie le ha tratte dai tabellini della Gazzetta, e quando gli fanno notare che non è un Vangelo ma un giornale sportivo e che non ha citato altri giornali, lui risponde che la Gazzetta è la fonte più attendibile. Gli avvocati di Moggi gli fanno notare che in una partita, per la Gazzetta, fu espulso Morfeo, cosa che non era vera, facendogli capire che possono succedere degli errori nei giornali. Lui non rispose nulla. Quando gli hanno contestato il perchè non ci sono le intercettazioni telefoniche che tutti cercano, (perchè lo disse Bergamo che esistevano quelle telefonate tra Inter e Bergamo stesso) intervenne il pm a dire che probabilmente gli era sfuggito qualcosa. Ma scherziamo? Allora bisogna prendere la filiera che parte da Blanc, passa per Montezemolo, e arriva a Zaccone, passato alla storia per il primo caso di un difensore che chiede la condanna dell’imputato. Che è come se il difensore della Franzoni chiede la condanna della stessa Franzoni. Zaccone sta facendo adesso l’arringa a favore di Grande Stevens a Torino, in cui rischia due anni e mezzo di carcere, ma adesso Zaccone ha chiesto l’assoluzione del suo assistito. Che strano, stavolta la chiede. L’altra volta che in più gli pagava la parcella (500'000 euro ndr), il presidente della Juventus di allora lo fa fuori, e ora no? Non era un pregiudicato, era l’avvocato Grande Stevens, che secondo loro rubava. Hanno fatto del male a quattordici milioni di persone, rovinandogli l’amore, e la passione viscerale, procurandogli un danno irreversibile perchè è da anni che non ci sono più ragazzi che quando devono scegliere una squadra non scelgono la Juve. La considerano una squadra di malfattori per l’educazione che arriva dell’informazione stessa o dai genitori. Questa gente ha fatto un male tremendo e l’unica speranza è che l'attuale proprietà metta in vendita le azioni della Juventus. Facciamo una colletta e compriamole noi tifosi facendo anche un mutuo, ma se ne devono andare, deve vendere, e negli striscioni non ci deve essere scritto solo “Vogliamo Andrea Agnelli” ma anche “Via John Elkann” ed “E non solo dalla fiat” lo metterei tra parentesi.
Tutto nasce dalla morte dell’Avvocato e di Umberto Agnelli?
"Si, ma qui c’è anche un problema prendendo le date, perché Giovanni Agnelli muore il 24 Gennaio 2003, mentre Umberto nel maggio 2004, un anno dopo. Ma c’è anche un'altra morte che dimentichiamo spesso, la morte dell’avvocato Chiusano, che da vivo non avrebbe mai permesso tutto questo scempio. Pochi mesi dopo queste date, John Elkann il nipote di Gianni Agnelli, colui che viene designato a guidare l’impero, si organizza con Montezemolo per la distruzione del bene più caro di suo nonno e del suo pro zio Umberto: la distruzione della Juventus. È il nipote di Gianni e Umberto che ha aspettato la loro morte per sottrarre a quattordici milioni di persone la loro passione."
Se leggiamo la rosa della Juve, a parte situazioni paradossali come quella di Diego che pare un altro giocatore rispetto all’anno scorso, la formazione in se non è poi tanto male. Cosa succede allora in campo?
"C'è autogestione. Nell’Inter, nel Milan e nella Roma, ad esempio, l’uomo che firma l’assegno è uno con un nome e un cognome e che se si presenta negli spogliatoi è una persona che viene temuta e ascoltata. Pensiamo a Moratti con Mourinho, a Rosella Sensi, a Garrone e a Della Valle e ora spiegatemi nella Juve chi è credibile temuto e ascoltato quanto loro. Anche io mi meraviglio leggendo la rosa della Juventus, e vorrei che Del Piero oltre a chiedere il rinnovo del contratto e a scrivere che cosa pensa dal suo sito, prendesse in pugno la situazione parlando con i tifosi, dicendo cose chiare e forti, anche di autocritica. Abbiamo paura di farci male, ed è un momento vergognoso, non siamo preparati bene fisicamente e non teniamo un risultato. Stesso discorso con Blanc, che non è temuto perché non è quello che firma l’assegno o quello che può decidere di cacciarti. Ci sono giocatori che non ce la fanno fisicamente e gente che non ama questa maglia, dei lavativi, la situazione è andata a farsi benedire. E’ stata perversa l’idea che dopo i Mondiali sarebbe arrivato Lippi, Ferrara doveva solo scaldare una panchina, gli anziani giocatori della Juve che hanno una media di 33 anni già lo sapevano. Ci hanno fatto perdere un anno con un progetto inesistente, Lippi vigliaccamente si è già tirato indietro dicendo che non aveva dato consigli alla Juve. Chi allora aveva consigliato Cannavaro per provare la coppia con Chiellini per collaudarla prima dei Mondiali? Chi ha fatto comprare Grosso per poterlo collaudare e tenerlo in caldo per l’estate? La Juventus ha retto l’anno scorso perchè c’era ancora l’ossatura di Moggi e Giraudo e c’era anche Pavel Nedved, l’unico che sarebbe in grado di alzare la voce negli spogliatoi. Per me l’unico con gli attributi è Chiellini: ha dimostrato di aver carattere e amor proprio e molti dovrebbero spaccarsi la mano nello spogliatoio invece l’unico che è stato in grado di farlo è Chimenti....."
Questo pero non scagiona i giocatori: anche se non hanno punti di riferimento sono pagati per giocare a pallone e non dovrebbero avere paura di qualcuno. Questi giocatori non hanno cuore e attributi, la responsabilità è anche la loro.
"Sono d’accordo che è anche colpa loro, ma ci deve esse qualcuno che gli dice che si devono vergognare, dovrebbero chiedere la sospensione dello stipendio, ma se non hanno nessuno che gli mette paura non si può fare nulla. Dovrebbe accadere un po’ come succede negli uffici, quando ti fanno timbrare il cartellino e hai sempre qualcuno col fiato sul collo e che ti fa filare dritto."
C’è gente in Italia che non arriva alla fine del mese, i calciatori con uno stipendio invece campano di rendita per tutta la vita...
"Certo, basti pensare che una persona importante come Veronesi guadagna come una riserva di serie A o peggio ancora come un preparatore dei portieri. Siamo alla vigilia di cinquemila licenziamenti negli stabilimenti Fiat e dall’altra parte, nell’altra azienda di famiglia si trovano ventidue giocatori che prendono stipendi assurdi senza fare nulla. Un operaio ci mette vent’anni per guadagnare qualche mese di stipendio di uno di loro. I stabilimenti sono in crisi, le automobili non si vendono, come possono comprare un giocatore che costa milioni di euro e poi chiedere un aiuto allo stato? Con l’Avvocato era possibile, ma questa nuova proprietà non ne è capace. Io mi meraviglio come a Torino non ci sia ancora qualcuno che sia passato per le vie di fatto, non si rendono conto i dirigenti della Juve che hanno a che fare con un pubblico che ha perso la pazienza, la Juventus ha avuto comportamenti vergognosi verso i tifosi. A chiedere la squalifica della curva per i cori su Balotelli è stato il componente della Juve nella commissione famosa che deve decidere le trasferte; a chiedere il divieto dei supporter bianconeri a Milano è stato il dirigente della Juve nella stessa commissione. Non tenendo conto che oltre agli esaltati ci sono migliaia di persone perbene che vanno allo stadio, gente che prende i pullman da migliaia di chilometri da Torino, che mangiano un panino con la frittata viaggiando di notte partendo dai posti più sperduti. Non hanno capito che la situazione sta per scoppiare da un momento all’altro. Luciano Moggi in uno stadio lo chiamerebbero in tutti i modi più maligni che esistono costringendolo a smettere di vedere partite allo stadio, mentre questi signori della dirigenza e proprietà vanno all’Olimpico e non hanno alcun pudore di nascondersi."
Bisognerebbe definire altre filiere esterne come quella di Baldini ed altri, poi c’è la filiera mediatica che ci ha affossato. Ascoltiamo giornalisti della Gazzetta, che giudicano irrilevante ogni cosa che esce dal processo di Napoli, come il fatto che i carabinieri non hanno menzionato la partita Milan-Juve solo perchè arbitrata da Collina, quando pochi giorni prima si era messo d’accordo con Meani per andare a pranzo insieme. Poi pensiamo a gente che a RADIO RADIO parla ogni giorno dicendone di tutti i colori contro la Juve.
"A proposito di queste persone, penso anche a Vocalelli, direttore del Corriere dello Sport. Mi ricordo quel filmato sul sito del Corriere dove c’è Cobolli Gigli che dichiara di aver chiesto consiglio allo stesso Vocalelli per vedere se era meglio chiedere la A o la B. Se noi ci aspettiamo da queste persone rettifiche o scuse, togliamocelo dalla testa, il giornalismo italiano è basato sulle impurità. Il problema è che per scrivere di cronaca giudiziaria bisogna aver fatto i cronisti e conoscere le procedure con una buona preparazione giuridica, per poter maneggiare una situazione simile. Ferraiolo e Palombo ce l’hanno, ad esempio, questa preparazione? Nella loro carriera hanno sempre e solo pensato di gambe, campi e infortuni: sapendo che hanno scritto quelle cose e sapendo che dagli atti viene fuori tutto quello che loro contrastavano, si sono ancora più scatenati, e per evitare di essere smascherati hanno fatto di tutto per evitare che il loro ruolo veniva pubblicamente divulgato. Mi sto leggendo il bellissimo libro dello ju29ro team “Che fine ha fatto la Juve?”, dove ci sono tante cose allucinanti, dalle iscrizioni dei campionati al problema delle plusvalenze, e ci si meraviglia di queste persone che vogliono il calcio pulito e la moralità. Dov’erano di fronte a queste schifezze che si facevano lontane da Torino?, Non aspettiamoci una punizione da parte dei lettori o dai direttori. Non ce n’è di gente coraggiosa che segnala all’ordine dei giornalisti queste cose, e non c’è soprattutto perchè il requisito maggiore della triade era quello che si faceva rispettare, questa nuova dirigenza ha perso il senso del rispetto per i propri tifosi, ogni notizia sbagliata che esce dovrebbe esse rettificata e invece accade tutto il contrario."
Sono arrivati tantissimi messaggi per te da parte dei tifosi, ma la domanda più gettonata è come i tifosi potrebbero fare una sorta di colpo di stato e in che modo possono mandare un messaggio forte a questa dirigenza?
"Nella storia delle grandi tensioni tra dirigenze e tifoserie non ricordo grandi episodi in cui la gente vince sulle proprietà con qualche tipo di golpe, ci sono solo state delle tensioni che hanno portato però a piccole vittorie. Mi ricordo ad esempio dell’assedio dei tifosi della Fiorentina a casa di Cecchi Gori per difendere Terim: vinse la piazza e da quel giorno l’ex presidente dei viola non tornò più a Firenze. Mi ricordo una sollevazione dei milanisti, ricordo un corteo sotto la Federcalcio dei tifosi romanisti, ma non vedo casi in cui la presidenza cede alla piazza. In più abbiamo lo svantaggio che i nostri tifosi sono sparsi in tutta l’Italia e non solo, senza essere concentrati nello stesso posto, il tifoso juventino manca di nuclei centrali, quindi la vedo difficile. Mi chiedono in tanti cosa fare e sono scettico sulla contestazione di domenica con l’Atalanta, perchè so che è una sofferenza stare fuori dallo stadio, ma anche io farò come loro. Ho ricevuto una proposta interessante che però condivido in parte: inondare lo stadio di bandiere nerazzurre perchè questi signori ci hanno venduto all’Inter: hanno venduto a loro giocatori importanti come Ibrahimovic e Vieira e gli hanno venduto il predominio dei campionati successivi. Facciamoli godere ancora di più, sventolando le bandiere dell’Inter nello stadio della Juve, dimostrando a tutti di aver capito chi ci ha affossato e chi ha organizzato la torta per farci male. Geniale come cosa, perchè allo stadio non inquadreranno la partita ma si parlerebbe solo di questa cosa. Come sarebbe rivoluzionario anche fare una panolada con fazzoletti neri in segno di lutto, perchè hanno ucciso uno dei nostri beni più preziosi, la passione, e quindi una delle due proposte la farei diventare realtà. Gli dimostriamo che sappiamo che siamo stati presi in giro e chi ci ha presi in giro."
Cosa ne pensi della proposta, invece, dei tanti tifosi che dicono di colpirli sotto il profilo economico? Si parla tanto del nuovo stadio, facendoci vedere questi bellissimi filmati in 3D, ma pensiamo che prima o poi il pubblico si stanchi di questa situazione e bisogna vedere anche se questo stadio sarà riempito. La gente prima o poi si stuferà di essere presa in giro.
"Blanc si dice sia un grande manager per la questione stadio, dimenticandosi però che l’idea era nata molto prima, da Moggi e Giraudo. Consiglio a Blanc di cedere la superficie dello stadio alla Conad, perchè il nuovo stadio si chiamerà appunto così. Hanno venduto il marchio Conad per questo, proporrei che il supermercato occupi la superficie intera dello stadio cosi la Conad pagherà di più e Blanc farà ancora più bella figura."
Quindi tu la dai come notizia ufficiale?
"Si, il nuovo stadio si chiamerà Conad Stadium, quelli delle mortadelle, prosciutti e salumi vari."
Una provocazione simpatica: Gabetti e Grande Stevens hanno portato John Elkann a capo della Juve per portarlo al potere, per quello che sta succedendo adesso i due “padrini” non potrebbro pensare di passare il potere da John Elkann ad Andrea Agnelli e tentare di scansarlo?
"Non credo, John è presuntuoso, crede di avere il potere di decidere qualsiasi cosa, è sempre circondato da gente che non fa parte della scorta. Considera la Juventus una sorta di marchio, cosa che non è redditizia e che gli crea grane. Ma John riceve in maniera felpata la rabbia che arriva dai tifosi, l’ufficio stampa non gli mette i titoli dei giornali negativi, gli mette davanti una bella situazione. Un po’ come i politici, che non sentono più il pensiero della gente perchè non stanno più tra le persone. Lui non sa nulla di ciò che sta bollendo nella pentola, è un uomo di potere che ha una ricchezza smisurata. Gli mancano i parametri, lui non è sulla nostra lunghezza d’onda o comunque non può capire la gravità della situazione. Quando parla con Montezemolo o con Gabetti o con Grande Stevens o con Blanc, non parlano di problemi. Blanc va da John a dirgli quello che ha detto a Sky: che i conti sono apposto ma che c’è solo un po’ di sfortuna che ci gira intorno. Non gli illustra la situazione vera, non gli spiega il progetto che in realtà non è mai esistito. Viene dal Roland Garros e non c’entra nulla col calcio, poi c’è Secco che era uno che prenotava gli alberghi e adesso si ritrova a fare la campagna acquisti. Voi pensate che la Juve ha ancora un rete di osservatori in Europa? Non esiste più tutto questo. Ricordate quando dicevano che cercavano Kuranyi? Lui venne fatto seguire anni fa da Moggi, che mandava Brambati tutte le domeniche per vederlo giocare senza dirgli la ragione, al punto che Brambati si stufò anche di vederlo giocare. In verità era una mossa diversiva per vedere giocare Ibra. Come quando il Milan mandava gli osservatori a Bordeaux per controllare Dugarry, che comprarono poi per una cifra esagerata, mentre Moggi mandava uno sconosciuto sempre a Bordeaux per tenere d’occhio Zidane. Adesso chi decide di visionare i giocatori? Non esistono più queste reti, i progetti sono questi, non sono neanche riusciti a fare un contratto a gettone a Nedved."
Vuole mandare un messaggio a tutti i nostri tifosi, anche per dargli un pò di speranza se esiste?
"Il messaggio è che non bisogna arrendersi mai, dobbiamo riprenderci con forza e amore la nostra passione che ci hanno tolto, mandiamoli a casa!"

lunedì 29 marzo 2010

Non così

Che l'attuale Juventus meriti di esser contestata è innegabile, però non in questo modo.
Gesti come lo schiaffo a Zebina vanno censurati.
E poi è il manico che va preso di mira. I giocatori sono solo il riflesso di un vuoto dirigenziale che regna ormai da 4 anni. E' la proprietà che deve metterci la faccia e non solo.
Grandissimo Del Piero, che segna un gran goal e fornisce l'assist decisivo per Felipe Melo.
Capitano vero a fine gara quando poi si assume le responsabilità di questa situazione.
Le dichiarazioni di Luciano Moggi sulla 31a giornata e non solo.

Roma – E’ Luca Toni l’uomo della svolta

“La Roma di inizio stagione aveva una difesa discreta, un ottimo centrocampo ma in attacco non aveva alternative a Francesco Totti e per questo faticava soprattutto nelle partite in casa. Con l’acquisto di Gennaio di Luca Toni ha invece colmato questa lacuna. Sabato il migliore in campo è stato un super Pizarro, ma l’uomo della svolta giallorossa è Toni. Lui vuole andare a tutti i costi ai mondiali e lo merita, io lo porterei. La Roma è più fresca dell’Inter e potrà davvero impensierirla fino alla fine. E’ lei l’anti-Inter. Sarà fondamentale però ancora una volta il ruolo di Montali nel calmare una piazza come quella di Roma che vive di eccessi e si esalta troppo in un attimo. “

Inter – Testa alla Champions, che però vincerà il Barcellona

“L’impegno Champions sta togliendo tantissime energie fisiche e mentali all’Inter. Anche contro la Roma la squadra è sembrata stanca. In queste gare sarebbe servito uno come Ibra. Vedo soprattutto Stankovic in calo. Balotelli servirebbe come il pane in questo momento, ma Mourinho stavolta ha pienamente ragione perché per il bene del gruppo deve far rispettare le regole e stavolta anche la società è dalla parte dell’allenatore, a differenza di quando sotto la gestione Lippi si schierò a favore di Ronaldo spaccando la squadra. Mourinho è un grandissimo ammaliatore, si sa vendere molto bene ed è un uomo fortunato. Spero solo che non torni a parlare di complotti, perché vorrebbe dire che sta preparando la fuga (verso Manchester) come già fatto ai tempi del Porto e del Chelsea quando cominciò le polemiche poco prima di andare via. Comunque l’Inter non vincerà nemmeno quest’anno in Europa. Si riconfermerà campione il Barcellona”

Milan – Squadra stanca, centrocampo in difficoltà

“Il Milan è stanco. Il vero problema è nel centrocampo, dove Gattuso, Ambrosini e Pirlo hanno finito la benzina. Se si affidano tutte le speranze ad un 37enne come Pippo Inzaghi vuol dire che ormai le forze sono esaurite o quasi. D’altronde già con il Chievo si era visto una squadra in difficoltà e senza il goal regolare annullato ai veronesi i rossoneri non avrebbero vinto nemmeno quella di partita”

Lotta 4° posto – Juve favorita, ma squadra bianconera da rifondare

“Sono convinto che alla fine la Juventus riuscirà ad arrivare quarta ma il futuro è ancora più nero di quello che è l’attuale presente perché la squadra è completamente da rifare. La carta d’identità è continuata ad avanzare inesorabilmente per moltissimi giocatori, senza che gli attuali dirigenti siano riusciti a trovare i sostituti adeguati. Franco Baldini per rilanciare la Juve? Non scherziamo nemmeno, ci manca solo lui dopo che hanno già preso il cugino raccomandato (ndr Castagnini). Sarebbe un altro tradimento verso i tifosi,, visto che Baldini è stato uno di quelli che insieme ad Auricchio ha posto in esser le basi per la farsa di Calciopoli. Lippi? Alla fine resterà in Nazionale. Prandelli nuovo allenatore? E’ un buon tecnico, ma non di primissima fascia e bisogna ricordare che a Torino se arrivi secondo hai fallito. Servirebbe un tecnico di prima fascia alla Capello, alla Lippi o alla Ancelotti ma soprattutto serve una dirigenza forte alle spalle.
Un nome nuovo da suggerire? Con una dirigenza forte dietro sono sicuro che Allegri sarebbe l’allenatore giusto. Questa squadra si è intristita per colpa dei propri dirigenti. Ormai si alzano le mani al cielo per una vittoria contro l’ultima in classifica…. I troppi infortuni non possono esser un alibi totale, di certo però ci fossi io molti dell’attuale staff medico adessero sarebbero a casa”

Palermo – Zamparini merita un grande plauso

“Grande Miccoli, ma quello che più di tutti merita un applauso è Zamparini per aver creato una grande squadra con tantissimi giovani alla riscossa, Pastore ed Hernandez su tutti. Vanno comunque elogiati anche Sabatini e Delio Rossi per aver rigenerato questa squadra.”

Calciopoli – Sentenza da Bar dello Sport avallata dalla proprietà della Juventus

“Il processo di Napoli sta dimostrando che non c’erano telefonate della Juventus ad arbitri, che non c’è mai stato illecito alcuno ne partite comprate.
Sono rimasti in pochi a credere che Calciopoli sia stato davvero un processo serio, solo alcuni media o i giornalisti alla "Liguori". Il tenente colonnello Auricchio con i suoi “non ricordo” e “non so”non sta facendo per nulla una bella figura nelle aule di tribunale e sta confermando che se non ci fosse stata la complicità dell’attuale proprietà juventina mai si sarebbe potuto arrivare alle sentenze da bar dello Sport che sono state partorite nel 2006, con indagini fatte in base ai tabellini della Gazzetta dello Sport o ai punti della patente al Processo di Biscardi. Tutte stupidaggini, non certo come i 75’ di Perugia sotto il diluvio o le regole sugli extracomunitari cambiate in corso nel 2001. ”

domenica 28 marzo 2010

Diego...e Ranieri






Mancano solo 8 partite alla fine del calvario della Juventus 2009-2010.
La squadra bianconera è ormai allo sbando, logora, stanca, depressa. Si stanno battendo tutti i record negativi di sempre e sono stati falliti quasi tutti gli obiettivi possibili. E' rimasta solo una flebile speranza per il quarto posto.
Flebile, perché il cambio tecnico Zaccheroni-Ferrara non ha portato alla Juve nessun vantaggio, se non un po' di fortuna per il tecnico romagnolo nelle prime gare così come era capitato anche a Ferrara lo scorso anno subito dopo il subentro a Ranieri.
Flebile, perché non si riesce minimamente ad arrestare la sequenza di infortuni che sta devastando la rosa della squadra bianconera. Sorrido nel ricordare che ad inizio stagione Blanc parlava di "infortuni Juve nella media europea".
Flebile, perché le altre squadre coinvolte nella lotta per il quarto posto Napoli, Sampdoria, Palermo e Genoa (la Fiorentina ormai è tagliata fuori) hanno quella marcia in più tipica di chi con una qualificazione in Champions scriverebbe una pagina storica.
Ma da dove nasce questo disastro sportivo? Che la Juventus sia gestita da persone non adeguate lo sanno ormai anche i muri. Persone che prima di Calciopoli o non si occupavano di calcio o avevano ruoli marginali in squadre marginali potevamo mai esser in grado di gestire una piazza così esigente come quella di Torino? Assolutamente no. Forse solo John Elkann ci poteva credere, ma spero per lui e per la sua intelligenza che non l'abbia fatto.
Ok. La Juve è gestita da una banda di dilettanti allo sbaraglio ma a livello di campo come è messa?
E' innegabile che se parliamo del lato sportivo, il giocatore simbolo del fallimento è Diego, il "campione o presunto tale" comprato a furor di popolo per curare la Juve da tutti i mali. 25 milioni di euro investiti per quello che nell'ideale popolare bianconero sarebbe dovuto diventare il nuovo Zidane.
E allora via Ranieri che lo vedeva solo come seconda punta, scartato Conte che non lo vedeva trequartista, pensionato Nedved perché non si sarebbe giocato più sulle fasce e svenduto Marchionni per lo stesso motivo, l'acquisto di Diego ha condizionato la stagione bianconera su tutti i fronti: prima su quello tecnico e poi su quello tattico.
L'illusione di aver trovato il nuovo Zidane è durata 2 partite, quando all'Olimpico di Roma c'era già chi lo definiva "un fenomeno". Poi invece aspettare ed ancora aspettare perché "anche Platini il primo anno ci mise a carburare". Ricordo però di aver sentito le stesse giustificazioni anche ai tempi di Zavarov….
Auguro a Diego di trovare la forza di smentirci, ma ad oggi è un giocatore che alla Juve ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti.
Ed allora, nella prossima stagione, che dovrà necessariamente esser quella della rifondazione bianconera, che fare? Continuare a puntare su Diego o venderlo al miglior offerente?
Questo è il vero dilemma da cui passa il futuro bianconero.
Diego è un campione sul quale costruire la squadra o è un semplice buon giocatore che eventualmente si deve adattare al gioco scelto dall'allenatore?
Un ex campione d'Italia con la maglia del Milan, che sta avendo anche una brillante carriera da allenatore, un giorno durante un fuori onda di Studio Stadio mi ha detto "ma quale campione Diego, Maiellaro era più forte!". Luciano Moggi invece che della trasmissione ne è il conduttore, mi ha più volte espresso il suo giudizio tecnico sul giocatore brasiliano ribadendo che secondo lui Diego è un buon giocatore e niente più. Fidarsi di loro?
Non sarà facile decidere in merito, perché nei tifosi serpeggia anche la paura di un nuovo caso Henry, ovvero svendere senza appello un talento inespresso per poi rimpiangerlo in seguito.
Certo il buon rendimento di Candreva, che di Diego ne occupa praticamente la stessa posizione in campo, potrebbe anche indurre la società a sacrificare il brasiliano dalla difficile collocazione tattica per arrivare magari a giocatori più duttili, senza però scomodare nomi inarrivabili come quello di Ribery.
Certo fa sorridere che alla fine a condizionare la stagione juventina in negativo sia stato proprio quel Diego malvoluto da Ranieri, che adesso con la Roma si sta togliendo tanti di quei sassolini.
Con la brillante vittoria ottenuta nell'anticipo contro l'Inter di Mourinho ha definitivamente riaperto il campionato .
Se pensate dove Ranieri ha preso la Roma ad inizio stagione, quando la squadra allenata da Spalletti era allo sbando più totale, siamo di fronte ad un vero miracolo calcistico.
Molti media, giornali, dirigenti e tifosi dovrebbero chiedere scusa in ginocchio a Ranieri per come l'hanno trattato lo scorso anno a Torino.
Perchè Ranieri non sarà certo Capello o Lippi, ma se invece di Diego gli avessero comprato Silva e se non l'avessero esonerato per puntare sulla chimera Ferrara di sicuro la Juventus adesso non sarebbe in queste condizioni così drammatiche.
Su questo nessuno può replicare.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Vero Blanc?



Questo pomeriggio dalle ore 17.00 su GOLD SPORT (digitale nel Lazio) e GOLD SAT (canale 856 sky) commenterò a caldo Juventus-Atalanta insieme a Luciano Moggi.

venerdì 26 marzo 2010

Blu profondo

Un'altra umiliazione, l'ennesima di una stagione disgraziata che segnerà un'epoca in casa Juve.
Il Napoli ribalta la partita ed infligge una lezione di gioco alla banda Zaccheroni, ormai allo sbando.
Non ci sono più parole per descrivere questo scempio....
Alberto Zaccheroni ha fallito. Inutile girarci attorno, anche il tecnico romagnolo dopo un buon inizio sulla panchina bianconera ha dovuto deporre le armi e rassegnarsi al destino: la Juventus è morta e nessuno al momento può risuscitarla. Ci ha provato Zac, ha messo un poco d’ordine in un ambiente in cui la confusione è il fattore imperante, ma l’impresa era al di là delle sue capacità. A dire il vero pochi al mondo sarebbero in grado di destreggiarsi in un contesto a dir poco desolante: il Presidente, l’Amministratore Delegato e il Direttore Generale sono tre dilettanti allo sbaraglio, (pps, dimentico sempre che sono tutti e tre la stessa persona), la proprietà è assente, impegnata com’è nella risoluzione di altri problemi che riguardano le aziende del gruppo… Chi dovrebbe quindi “vigilare” e mettere ordine in una società allo sbando?
In quattro anni si sono susseguiti sulla panchina bianconera i seguenti allenatori: Didier Deschamps, Giancarlo Corradini, Claudio Ranieri, Ciro Ferrara e Alberto Zaccheroni. Cinque eroi che si sono sobbarcati in avventure più grandi di loro stessi, in balia di venti contrari da ogni dove e senza nessuno a tutelarli quantomeno dalle correnti interne.
Su Claudio Ranieri lo scorso anno sono state scaricate tutte le colpe di alcune figuracce rimediate di certo non per colpa dell’allenatore: “L’ho mandato via perché gli voglio bene”, disse Jean Claude Blanc, uno che vuole più bene a Ranieri, dunque, che a sé stesso. Qualcuno avrebbe dovuto quantomeno chiedere scusa al tecnico di Testaccio. Non è successo ma lui, da gran signore qual è, si è preso le sue rivincite e non ha voluto infierire sul conduttore della Corrida bianconera.
Quest’anno è andata addirittura peggio, con un progetto congegnato male e messo in pratica peggio: Ciro Ferrara, che di colpe ne ha, è stato lasciato alla mercé dello spogliatoio nella speranza che dal cilindro tirasse fuori qualche coniglio, alla Guardiola insomma. Da buon capatosta napoletano, Ciro ci ha messo tutto l’impegno e la voglia ma è stato fagocitato in un vortice ben più forte di quello nel quale è stato attirato l’anno precedente il tecnico romano. Nello spogliatoio bianconero, infatti, sono stati introdotti transfughi Lippiani, con l’obiettivo si studiare “il nemico” e preparare l’invasione post mondiale.
Qualcuno dovrebbe chiedere scusa anche a Ciro, per averlo usato e abusato in maniera indegna.
Infine fu Zaccheroni… Come dicevo, dopo i primi risultati positivi, ottenuti grazie al proverbiale “cul de Zac” è stato subito bollato da Blanc: “E’ l’uomo della provvidenza, potrebbe restare anche l’anno prossimo”. E fu il diluvio universale… Il tecnico ex Milan inanella una serie di trovate degne del peggior Mister Tinkerman (l’ultima ieri sera con la sostituzione Grygera-Del Piero) che fanno aleggiare su di lui il fantasma di Ciro e della sua Danette. Ma non si può e non si deve infierire su Zac, un gran lavoratore: cosa volete che si combini con una rosa costituita da campioni logori alla quale sono stati aggiunti negli anni fior fior di bidoni e per giunta strapagati (per ultimi i due brasiliani)? Gli ottimi risultati ottenuti alla risalita in Serie A hanno ingolosito tennisti, pallavolisti e tutti gli altri figuri che troneggiano in società tanto da convincerli che con qualche acquisto mirato si sarebbe vinto subito: e allora giù a comprare vagonate di bidoni… Tiago, Poulsen, Melo, Diego, Grosso, Cannavaro… E chi si illude che spendendo 80 milioni di euro nella prossima stagione si possa rimediare a questo scempio si sbaglia di grosso: davvero pensate che possa agilmente rifondare questa rosa? Il rischio è di ritrovarci la prossima stagione con 40 calciatori, poiché sfido chiunque di voi a vendere alle cifre che ci sono costati i vari Felipe Melo, Diego, Poulsen, Amauri… A meno di non regalarli al Corvino di turno. Da tifoso mi auguro sempre il meglio per la squadra per la quale mi batte il cuore e mi duole lo stomaco, ma non vedo il cielo sereno all’orizzonte. E a passare un’altra stagione come quella in corso non mi ci voglio proprio rassegnare. E voi?



L'EDITORIALE ODIERNO SCRITTO DA LUCIANO MOGGI PER LIBERO
"Franco Baldini, altro che uomo onesto!"
I nodi del Milan sono venuti al pettine. Li avevo espressi in tempi non sospetti, li avevo edulcorati facendo gli elogi a Leonardo per il lavoro svolto, ma la prima impressione era ed è quella giusta. Leo ha fatto un miracolo, tenendo il Milan incollato all’illusione scudetto oltre le proprie possibilità; e ci crede ancora sperando domani sera nella Roma. Ma le premesse sono sfavorevoli: infortuni (mane hanno tutti), gioco che stenta, gol che vengono a fatica. Se bisogna aggrapparsi ancora ad Inzaghi, con tutto il rispetto per un giocatore immenso qual è, mi pare che questo fotografi tutto. Ronaldinho è un caso a sé, un paio di assist contro il Napoli gli erano bastati per ondate di voti alti, a me sembrava il minimo che il brasiliano potesse fare. A Parma, marcato a vista, si è sciolto. Onori alla Roma e a Ranieri, la lunga marcia senza sconfitte è una cavalcata delle Valchirie che arriva, nel momento giusto. A Mourinho potrebbe bastare un pari, alla Roma lascerebbe l’ama ro in bocca. L’Inter arriva con un 3-0 netto al Livorno, forse più merito dell’esplosione di Eto’o che di una superiorità manifesta, ma è per questo che i nerazzurri sono più forti (o meno deboli) degli altri: c’è sempre il giorno di una performance a turno di uno dei suoi assi. Tutti meno Balotelli. Mou s’è imposto, e al momento ha ragione. Ma resto del parere che ci sia stata qualche pecca ella gestione, e lo dico pur convinto che le regole valgano per tutti. L’Inter ha ora l’occasione di avviare un di- scorso con Raiola, agente del giocatore e uno dei più capaci sulla piazza: lo stia a sentire ed eviterà il rischio di perdere un capitale importante.
Oriali e Baldini
Stavolta Oriali non ha glissato ma ha rivelato il nome di chi l’aveva messo nei guai (nella cacca, per stare alle sue parole). Un passo indietro. Il 20 luglio 2009 il dirigente dell’Inter, in un’intervista al Corriere della Sera, affronta anche la vicenda del passaporto taroccato di Recoba. «Non amo parlarne», ma poi aggiunge, «io ho pagato ed è giusto che sia stato così. La verità è che ci siamo fidati di una terza persona che aveva garantito l’autenticità del documento». Glissa sul nome, e a questo punto l’inter vistatore (Daniele Dallera) fa il nome “Franco Baldini”. Arriviamo all’oggi. Oriali è intervistato da La Stampa. In che misura – gli chiede Roberto Beccantini – la condanna a sei mesi di reclusione e il relativo patteggiamento per “passaportopoli” e il dossier Recoba l’hanno segnata? «È una grave macchia, lo so – risponde Oriali - ma ha presente il signore che compare sempre al fianco di Fabio Capello in Inghilterra? Sì, Franco Baldini. Ecco, devo tutto a lui. Mi disse che c’era questa possibilità, eccetera eccetera, e che le carte erano in regola. Salvo poi lasciarmi nella cacca». Dedico questa verità finalmente rivelata a chi ancora crede che Baldini sia un cavaliere senza macchia, un campione di onestà, e ricordo che per quella vicenda fu squalificato nove mesi dalla Disciplinare della Lega Calcio. Per il resto, chi vorrà potrà seguire le udienze del processo Calciopoli in corso di svolgimento a Napoli.
Sulle intercettazioni
Ritengo di essere stato uno degli italiani più intercettato e colpito: ma non affondato, anzi. Pochi “noti”, al tempo, mi erano venuti in soccorso. Sentite adesso il Presidente Berlusconi: «Esiste al mondo un altro Paese, che non siano gli stati di polizia o le dittature, in cui un cittadino non possa parlare liberamente, anche di cose private, senza veder intercetta- te e sbattute sui giornali le sue parole, distorcendole e utilizzando- le per screditarlo, per renderlo ridicolo? Cambieremo questa situazione, al più presto. È urgente e indispensabile». Non posso che essere d’accordo con il premier. Ma sentite adesso The final Ricchiuti#465: «I moggiani sono come quelli del partito che mise su Kossiga. Gli straccioni di Valmy. Siamo una combriccola eterogenea e variegata di varia e un po’ avariata non avara umanità, un po’ romantici un po’ fenomeni da baraccone. A Moggi mancano le grandi firme, le grandi mamme, le grandi spalle del potere. Siamo un consesso di reietti su cui il Pm ogni tanto esercita la sua sacrale biasimazione mentre noi altri si fa quel che si può, scrivendone in qualunque fosso. Ci fosse che so D’Avanzo. O Stendhal o Zola. Allora sarebbe meglio. Entreremmo nelle famiglie, ci siederemmo ai deschi con l’autorizzazione di chi comanda sul serio per le nostre verità. Invece, benché si abbia ragione, siamo ai margini, una verità maledetta e marginale di tanti colori molto poco salottieri. Siamo brutti ma purtroppo senza il lusso di poter essere davvero cattivi. Zola non lo so,magari dei nostri arriva almeno Zola»

giovedì 25 marzo 2010

E l'Inter riscappa via...

Dopo aver rischiato il sorpasso domenica scorsa, l'Inter scappa nuovamente via.
La sensazione è che se sabato uscirà indenne dall'Olimpico difficilmente gli scapperà anche questo campionato. Il Milan senza Nesta è troppo vulnerabile e senza Pato perde di imprevedibilità.
Si rifà sotto la Roma di Ranieri. Niente da dire, il tecnico di Testaccio gli ha cambiato la stagione:
con Spalletti erano ormai una squadra allo sbando.
E stasera la Juve a Napoli si gioca molte delle chance per la corsa al quarto posto.

martedì 23 marzo 2010

"Tornerei anche subito..."





“Tutti Pazzi Per La Juve”, programma radiofonico in onda su RADIO ERRE2, questa settimana ha intervistato l’ex DG della Juventus Luciano Moggi.

Buonasera “Direttore”, lei non ha idea di quanti messaggi d’affetto e di stima ci sono arrivati dopo aver annunciato la sua partecipazione alla trasmissione di stasera: siamo stati letteralmente sommersi.
Quanto conta per lei avere tutte queste persone accanto dopo i dispiaceri del 2006?


"Certamente fa piacere. Evidentemente hanno capito che il lavoro che abbiamo fatto noi era un lavoro fatto bene. Mi dispiace per quello che sta succedendo alla Juventus perché le sono legato da un rapporto che direi affettivo e perché tutto quello che è stato fatto nel passato mi coinvolge.
Mi dispiace soltanto che questa squadra sia stata distrutta così, in un modo che non ha una logica. I motivi non li conosco bene anche perché non sono dentro l’ambiente salvo dire che la campagna acquisti non è stata certo una campagna azzeccata e su questo non c’è dubbio."

A proposito di campagna acquisti, cosa ci può dire riguardo Diego e Melo, e del loro rendimento?

"Diego è sicuramente un buon giocatore, però Diego non è un campione affermato come avevano voluto far apparire alla Juventus all’inizio quando è stato preso perché voi sapete che c’era un momento di difficoltà della società e dovevano fare un taglio alle polemiche per cui hanno scambiato un buon giocatore per un campione cosa che non è.
E’ un discreto giocatore, ma un campione è un’altra cosa.
L’utilizzo di Diego secondo me non è neppure giusto perché, tenendo conto del gioco che si pratica in Italia, o gioca seconda punta oppure fa difficoltà perché giocare dietro le punte in Italia è un ruolo molto delicato.
Melo sarebbe un buon giocatore se utilizzato nel proprio ruolo, ma quando si va a cercare Xabi Alonso e Melo non si hanno le idee chiare: perché Xabi Alonso è un regista mentre Melo è un mediano difensivo quindi o si cerca l’uno o l’altro.
Evidentemente se si tratta prima l’uno e poi l’altro vuol significare che non si sa cosa si vuol prendere oppure si è scambiato Melo per un regista, come in effetti credo che abbiano fatto, e questo è un errore non di presunzione, ma di tutt’altro tipo.
Secondo me gli errori sono stati fatti a monte ed il rendimento ovviamente è quello che è perché sono in difficoltà i giocatori stessi presi per ruoli che non sono praticamente consoni alle loro caratteristiche e conseguentemente ci sono squilibri nella squadra. "

Quindi Melo è un doppione di Sissoko?

"Si, ma molto peggio di Sissoko. Le prestazioni di Melo e la visione di questo giocatore erano disponibili nel campionato fatto l’anno precedente con la Fiorentina, era disponibile la visione delle partite che faceva con la nazionale e scambiarlo per un regista credo sia stata una cosa molto grave."


Sul forum juventino j1897network.com sono stati aperti numerosi sondaggi terminati con un risultato plebiscitario a suo favore dal quale emerge la volontà dei tifosi di rivederla al più presto in bianconero.
La Juve per lei è un capitolo ormai chiuso della sua vita o mai dire mai?


"Credo che la Juve per me non sarà mai un capitolo chiuso perché ho passato dodici anni eccezionali. Purtroppo è la nuova proprietà che in pratica ha posto un alt mettendo gli uomini suoi e non c’è neppure niente di straordinario perché quando arriva una nuova proprietà è giusto che metta i propri uomini. Quello che non è giusto è trattarci come ci hanno trattato perché non potevano sicuramente toglierci dal comando della squadra e della società per i risultati ottenuti ed hanno cercato praticamente di fare un’azione, consentitemi il termine, di “sputtanamento” ed era l’unico modo per portarci via dalla Juventus. E questa è l’unica cosa che mi dispiace.
Però la vita è questa: bisogna accettarla per quella che è. "

Moltissimi tifosi auspicano un ritorno della famiglia Agnelli alle redini della Juventus nella persona di Andrea e che gli Elkann si facciano da parte, secondo lei è una situazione realizzabile?

"Non lo so perché non conosco la situazione delle famiglie.
Conosco bene Andrea Agnelli e Allegra Agnelli, non conosco gli altri per cui non so cosa può succedere.
Dico soltanto che in pratica è stata fatta una cosa che certamente non era giusta perché per togliere la Juventus agli Agnelli potevano usare metodi diversi.
Invece nel 2004 (dichiarazioni fatte da Blanc in un’intervista a “Le Monde”) si è incontrato Blanc con John Elkann e praticamente hanno concordato già nel 2004 di farci fuori e questo la dice lunga. Hanno avuto due anni di tempo per fare tutto quello che volevano. "

Però adesso la verità e molti retroscena si stanno svelando…

"A venire viene fuori tutto, su questo non c’è dubbio ed è anche una soddisfazione se vogliamo.
Però è anche chiaro che è stato un brutto momento e soprattutto un modo di fare di una proprietà che in pratica non mi sembra neppure giusto né leale e su questo non c’è dubbio perché bisognava avere anche la forza di dire: “noi non vi vogliamo. Anche se siete stati bravi, fateci la cortesia e andatevene”. Tutto qua.
D’altra parte è bene ricordare che, quando siamo arrivati noi, erano nove anni che la Juventus non vinceva e gli abbiamo fatto passare dodici anni di glorie.
Che poi fossimo invisi alle altre squadre soprattutto al Milan e all’Inter non c’erano dubbi e questi qui hanno approfittato. Tant’è che io nel 2006 quando è successo il tutto ho detto: “da ora in poi il calcio diventerà tutto milanese” e non mi sono sbagliato. "

Quindi è concretamente possibile che con Andrea Agnelli lei possa ritornare a fare il Direttore Generale alla Juventus?

"Con Andrea Agnelli i rapporti non sono buoni, sono ottimi.
Sia io che Giraudo credo che abbiamo dato tutto per questa famiglia, ma abbiamo dato tutto anche per la famiglia della Juventus e non solo per la famiglia Agnelli che ci aveva preso.
Credo che ci saremmo meritati ben altro.
Con Andrea Agnelli, supposto che possa avvenire la cosa, sarebbe tutto da vedere. "

In questo momento di sconforto della Juventus, che messaggio si sente di mandare ai tifosi bianconeri?

"Intanto ringrazio i tifosi bianconeri per la stima che hanno in me e colgo l’occasione per ringraziare anche Tardelli per le parole che ha detto.
Le parole ovviamente non attutiscono il dolore e su questo non c’è dubbio, però sono cose che fanno piacere soprattutto quando uno stadio fa il nome di una persona, come è successo a me, certamente è una cosa piacevole.
Quindi io ringrazio tutti i tifosi che hanno avuto ed hanno stima in me.
Mi auguro che la Juventus possa riprendersi perché così veramente è una cosa che non funziona bene. "

Siamo stati letteralmente sommersi da e-mail e messaggi di tifosi che la amano e le voglio bene. Tutti quanti invocano a gran voce il suo ritorno alla Juventus.

"Magari potesse avvenire, non ci sono dubbi che tornerei. "

Come commenta l’attuale situazione della Juventus?

"Il problema di adesso che incombe è di far riprendere la Juventus.
Ho l’impressione che questa società intanto ha fatto proclami fuori posto e non ne ha mai azzeccata una. Ad esempio ha detto che il secondo posto era poco e mi sembra che qui non il secondo posto, ma anche il quarto sia troppo.
Hanno detto, dopo aver raggiunto il quarto posto, che il quarto posto era poco.
Puntavano al terzo e sono già al sesto!
Hanno detto che, per lenire tutto quanto, avrebbero vinto l’Europa League e sono stati eliminati dal Fulham che è una squadra praticamente da metà classifica del nostro campionato.
In pratica, mi pare che chiacchierano parecchio!
E poi, secondo me, siccome le società di calcio hanno un gruppo di giocatori importanti, oltre che il personale, ci vuole un carisma un po’ diverso da quello che hanno loro per far sentire tranquilli i giocatori quando scendono in campo che sono, diciamo, difesi all’occorrenza e protetti da una società forte.
Io vedo che i giocatori della Juventus hanno un timore reverenziale degli avversari mentre quando c’eravamo noi erano sicuri del fatto loro perché sapevano che ci sarebbe stata una società che li avrebbe difesi a spada tratta e soprattutto perché il calcio è un business e tutti voglio vincere e quindi le polemiche sono all’ordine del giorno e noi abbiamo sempre e comunque combattuto le polemiche.
Può darsi pure che questa sia stata una cosa che ci hanno fatto pagare e su questo non c’è dubbio."

Forse non avevate persone nelle televisioni più importanti visto che alla fine sono quelle che hanno contribuito a formare il “sentimento popolare”.
Lei poteva contare soltanto sull’amico Biscardi al “Processo del Lunedì” mentre gli altri, durante la settimana, potevano contare nell’impiego di corazzate.


"Ma infatti noi sparavamo con le pistole ad acqua e gli altri con i cannoni.
Hanno detto addirittura nel processo che in pratica noi usavamo il “Processo del Lunedì”.
Il Processo del Lunedì ha avuto una sentenza per una querela degli arbitri e non è stato condannato perché hanno detto che era una televisione che faceva resoconti da bar dello sport.
Quindi, immaginatevi che aiuto avevamo da una trasmissione del genere!
E poi hanno sempre cercato di dire che praticamente volevamo difendere gli arbitri, ma sapevano benissimo che noi non volevamo difendere gli arbitri: volevamo che chi veniva a Torino come arbitro non fosse influenzato dalla stampa negativa e di conseguenza cercavamo di dare una mano affinché le critiche fossero meno severe. Questo è quello che in pratica stavamo facendo. Mentre gli altri con televisioni come Rai, Mediaset e compagnia bella avevano appunto delle corazzate che noi non avevamo. "

Appunto, ma come si poteva ipotizzare che una trasmissione come “Il processo del Lunedì” potesse soverchiare il bombardamento mediatico di tutta la settimana contro la Juve ad opera degli altri media che stigmatizzavano anche la situazione più banale forse contribuendo a sobillare i tifosi avversari che molte volte, per esempio qui a Roma, si sono resi protagonisti di atti di violenza ai danni di persone che esponevano una semplice sciarpa bianconera?

"Si, ma certo. Infatti era difficilissimo giocare a Roma, su questo non c’è dubbio, e per altri motivi anche a Milano contro Inter e Milan. "

Alvise Cagnazzo, l’inventore de “L’Uomo Nero” di Carlo Nesti, intervistato da noi qualche settimana fa ha detto:
“in 12 anni dell’era Moggi il Milan ha ricevuto 93 rigori a favore, la Lazio 88, la Roma 86 la juventus 82 e dovete domandare ai giornali di partito, perché oggi in Italia abbiamo dei giornali che fanno il tifo, se la Juventus aveva un sistema, questo sistema funzionava? Lo sapete qual è l’ultima partita che la Juve ha perso con Moggi al timone? E’ Juve-Inter. Sapete chi era l’arbitro?

De Santis! Non era l’arbitro che aiutava Moggi?”.
Come commenta queste dichiarazioni?


"Si, ma infatti è tutto un discorso fuori posto che in pratica hanno voluto manovrare come volevano, su questo non c’è dubbio, e devo dire che ci sono anche riusciti per il momento.
Però piano piano le cose vengono a galla e sicuramente sarà ristabilita una verità.
Io conto molto in questo anche se è una cosa che mi ha fatto male.
Gli arbitri danno alle squadre forti per effetto di una sudditanza su cui è inutile discutere: c’è sempre stata e sempre ci sarà. "

Come commenta l’operato di Collina e dei suoi rapporti con Meani del Milan considerando le intercettazioni che li riguardano?

"Noi combattevamo il fatto che Collina venisse da noi ad arbitrare e non sapevamo, attenzione, le intercettazioni che c’erano quando lui diceva a Meani che voleva passare a mezzanotte dalla porta di dietro del suo ristorante chiuso perché nessuno lo vedesse.
Collina ci ha comportato una sconfitta nella piscina di Perugia dopo 75 minuti di stop. Per non parlare poi della Super Coppa Europea giocata a New York: ad un minuto dalla fine del primo tempo supplementare, c’era il Golden Gol, ci ha dato un rigore contro ed il Milan è andato in vantaggio 1-0. Poi, fortunatamente, si è ribaltata l’azione, abbiamo fatto il gol del pareggio e poi abbiamo vinto ai rigori.
Però leggendo quelle intercettazioni ovviamente viene da pensare qualcosa e probabilmente quello che pensavamo non era sbagliato assolutamente e quindi cercavamo una difesa di queste cose pur non sapendo, ma immaginando che potessero esserci situazioni di questo tipo."

A Napoli è appena iniziato il controesame del Colonnello Auricchio, colonna portante dell’operazione “Off-Side”, da parte degli avvocati delle difese.

"Si, con noi se la vedrà martedì. (oggi 23marzo ndr)"

Il Colonnello ha incredibilmente dichiarato di aver visionato le partite oggetto di indagine non guardandole direttamente, ma dai tabellini dei quotidiani sportivi del giorno dopo, escluso “TuttoSport” perché era di parte. Non le sembra assurdo?

"Una cosa ridicola. Leggeva la Gazzetta soprattutto. Poi ha saputo dire soltanto dei non ricordo.
E’ troppo poco.
Auricchio ha inoltre dichiarato di non aver attenzionato la partita più importante del campionato per l’assegnazione dello scudetto ovvero Milan – Juve, finita 0-1, perché l’arbitro designato era Collina sinonimo di garanzia…
Si, ma ha detto anche un’altra cosa però che cozza con lui e con quello che sostiene. Perché ha riferito in aula che attenzionavano soltanto le partite che nella sostanza erano intercettate. Si è dimenticato appunto dell’intercettazione di Collina e del fatto che lo stesso Collina aveva avuto anche lo stesso sponsor del Milan qualche tempo prima quindi era a maggior ragione una partita da attenzionare. A lui gli è sfuggito questo piccolo particolare e dovrà rispondere di tutto nell’udienza di martedì(oggi ndr) e non credo che abbia tante vie di fuga su questo argomento. "

A distanza del suo primo interrogatorio con il PM Narducci, considerando quanto sta emergendo durante il processo di Napoli, per lei è finita come sosteneva il magistrato?

"Non credo. Assolutamente no."

Sappiamo che Salvatore Cozzolino dello “Ju29ro Team” le ha regalato il loro libro “Che fine ha fatto la Juve?”. Lei ha avuto il tempo di leggerlo? Cosa ne pensa del libro?

"Si me lo ha regalato. Non l’ho ancora letto tutto, ma tanto so perfettamente quello che dice perché queste cose le conosco a memoria e non ho bisogno di studiarle.
Mi fa piacere che sia stato scritto questo libro che testimonia quanto assurda sia stata la cosa che è stata fatta nel 2006. "

Maifredi, intervistato da noi qualche mese fa, ci ha riferito che lei aveva quasi portato a termine l’acquisto di Cristiano Ronaldo e di Steven Gerrard. E’ tutto vero?

"Cristiano Ronaldo lo avevo già preso da ragazzino, poi purtroppo Salas rifiutò il trasferimento (allo Sporting Lisbona ndr) e mandò a monte tutto quanto.
Ogni squadra ha un modo di fare e di operare, Cristiano Ronaldo sta bene nel Real Madrid perché è un gran giocatore, però è un giocatore che gioca un per conto suo, fa dei gol eccezionali e nel Real Madrid tutti quanti vanno per conto loro e ottengono risultati anche perché il campionato spagnolo è fatto di due squadre e poco altro, poi però vanno in Europa ed il Real Madrid è eliminato.
Noi facciamo la squadra con metodi diversi: cerchiamo di mettere insieme in ogni reparto giocatori che sanno dialogare e polivalenti.
Gerrard, stavo provando a portarlo a Torino."

Valutando la rosa della Juve, bisogna rifondare?

"Se si somma il fatto che giocatori hanno avuto un rendimento relativo, Grygera per primo ed alcuni hanno una carta d’identità che parla, tutte queste cose messe insieme hanno fatto della Juventus una squadra che purtroppo ha dei limiti notevoli e secondo me, nel prossimo campionato, dovrà avere tantissime varianti perché non dico che è una squadra tutta da rifare, ma insomma siamo nei pressi. "

Quindi è palpabile l’assenza di programmazione?

"Su questo penso che non ci siano dubbi oppure c’è programmazione sbagliata."

Riscatterebbe Caceres?

"Giocatori come Caceres noi li tenevamo in panchina. Pensate, considerando ovviamente la differenza di ruolo, che Mutu stava in panchina nella nostra squadra.
Nel fare una squadra forte non è certamente questo giocatore indicato per fare qualcosa di buono.
E’ un giocatore, come ho detto per Diego, discreto.
E’ giovane, può migliorare, ma sicuramente uno che può dare un apporto sostanziale alla squadra direi di no."

Secondo lei, perché la Juventus fatica così tanto e non riesce a gestire il risultato gettando tutto alle ortiche come è successo in campionato contro il Siena ed ultimamente contro il Fulham nell’incredibile eliminazione dalla Europa League?

"Ritengo che la Juventus sia una squadra intristita dai propri dirigenti: non c’è allegria.
Noi in pratica facevamo l’utile ed il dilettevole: facevamo avere alla squadra un ambiente allegro quando doveva essere allegro e lavorativo quando doveva essere lavorativo.
Eravamo un gruppo che in pratica dava e riceveva. Tutto diverso da adesso. Adesso ognuno fa le proprie dichiarazioni mettendo in confusione tutto l’ambiente e da noi questo non sarebbe mai successo. "

Come valuta il comportamento di Zebina e di Melo che si sono resi protagonisti di episodi poco edificanti nei confronti dei tifosi bianconeri?

"Non avrei preso alcun provvedimento perché se ci fossi stato io non si sarebbero permessi di fare tanto. Se l’avessero fatto, cosa che escludo a priori anche adesso, se ne stavano in tribuna a vedere le partite. "

Secondo lei, chi è il giovane rivelazione di questo campionato?

"Per quanto riguarda noi, sicuramente Marchisio. Anche se ha avuto sfortuna per qualche infortunio, Marchisio è un giocatore che è arrivato anche in Nazionale quindi credo che sia più di una rivelazione.
Ma anche Criscito, De Ceglie, che sono giocatori che in pratica hanno dato e danno un contributo notevole e poi se li contassi tutti mi dimenticherei sicuramente di qualcuno e non voglio farlo."

Tutti usciti dal settore giovanile della sua gestione…

"In Serie B e in Serie A, sparsi in tutta Italia, c’è il parco giocatori del settore giovanile che avevamo noi che ha vinto tanto e che tutt’ora esiste perché quando siamo andati via praticamente c’erano i Giovanissimi Regionali, gli Allievi Regionali e gli Allievi Nazionali che adesso vengo utilizzati con la Primavera.
Quindi ancora la mano del nostro settore giovanile esiste, però se non viene curata è depauperata sicuramente. "

Chi secondo lei sarà l’oggetto del desiderio del prossimo calciomercato italiano?

"Campioni in assoluto ce ne sono pochi da prendere. C’è da scoprire qualche giocatore, per esempio se io fossi in una squadra di calcio il primo giocatore che prenderei sarebbe il centrale difensivo del Chievo: Yepes, che sicuramente è un giocatore di tutto rispetto."

Pare che proprio su Yepes ci siano l’Inter ed il Milan.

"Quando si dorme può succedere anche questo. "

Come mai, secondo lei, Pastore non è stato acquistato dalla Juve anche se è stato offerto a Castagnini prima di Zamparini?

"Perché dormono.
Ricordo che Zamparini in pratica ha mandato il Direttore Sportivo giù con l’impegno inderogabile di prendere questo giocatore a tutti i costi e credo che Zamparini abbia indovinato l’acquisto.
Sono stati bravi gli osservatori del Palermo ad avere fretta nel consigliare il presidente del Palermo a prenderlo. Tutto qua.
Il problema è che bisogna arrivare sempre prima degli altri e questo non è facile.
Bisogna stare svegli non solo il giorno, ma anche un po’ la notte. "

Molti tifosi la seguono spesso nella sua trasmissione “Il punto di Luciano Moggi” in onda ogni domenica alle 17.00 su Gold Sport. Molto spesso ha parlato di Balotelli spendendo per lui parole di elogio. Come inquadra questo ragazzo dal punto di vista caratteriale e di gioco?

"Per parlare di Balotelli faccio l’esempio di Cassano che un giorno ha detto: “La mia rovina è stata non andare alla Juventus”, perché in effetti, quando lo ha preso la Roma, io lo trattavo; solo che la mia offerta era di 25miliardi mentre la Roma è arrivata a 55.
La stessa cosa vale per Balotelli: nel senso di gestione del personale e dell’uomo.
Basta fare patti chiari ed amicizia lunga.
Se vi ricordate quando è venuto Camoranesi alla Juventus, alla convocazione ha risposto con 5 ore di ritardo. "

Certo che ricordiamo quella conferenza stampa in cui ha strigliato Camoranesi…

"Dopo quel momento Camoranesi è stato l’uomo più puntuale della Juventus.
Basta chiarire le cose nel modo giusto.
Quindi con Balotelli, se ci fosse chi lo sa gestire, in pratica Balotelli è un campione e su questo non c’è dubbio e potrà sicuramente migliorare. Se c’è qualcuno che lo sa gestire sicuramente è una risorsa per qualsiasi società tenedo conto che ha 20anni.
Penso che probabilmente l’Inter non se ne disfaccia, che piano piano venga fuori un discorso diverso considerando che il giocatore intanto diventa più uomo, la società che capisce che bisogna gestirlo in una certa maniera e tutti insieme possono concorrere a formare un campione per la Nazionale italiana."

Balotelli sembra non essere molto contento della sua attuale situazione all’Inter, potrebbe chiedere di essere ceduto?

"Adesso il problema vero dell’Inter è il nuovo procuratore che gestisce Balotelli che si chiama Mino Raiola.
Mino Raiola è il procuratore che mi ha dato una mano non indifferente a formare la Juventus perché è stato quello che mi ha aiutato a prendere: Ibrahimovic, Emerson e Nedved.
E con me andava perfettamente d’accordo.
In pratica l’Inter, se è vero come è vero che ha venduto Ibrahimovic e poi ha venduto Maxwell per non avere più attorno Mino Raiola, fa uno sbaglio grosso perché si troverà di fronte a combattere per Balotelli un procuratore che sa il fatto suo."

Infatti l’Inter pare che non sia stata molto contenta della scelta effettuata da Balotelli di farsi assistere appunto da Mino Raiola…

"Lo so, ma il ragazzo ha fatto una scelta buona. Adesso tocca all’Inter farla buona.
Considerando le ultime prestazioni dell’Inter e del Milan che di fatto hanno portato i rossoneri ad un solo punto di distacco dai nerazzurri, si può dire che il campionato è riaperto?"

Chi ha le maggiori probabilità di vincerlo?

"E’ riaperto da una porticina e da quella porticina però passerà l’Inter che è prima e resterà prima. "

Anche se dovrà affrontare squadre importanti nelle prossime giornate?

"L’Inter non è una squadra eccezionale, ma è la meno peggio del campionato italiano.
E’ una squadra che sicuramente ha dei campioni che possono mettere in crisi quasiasi squadra del campionato italiano.
In Europa fa più fatica, a parte il Chelsea di adesso, sembra che abbiano vinto la guerra ed invece hanno vinto solo una battaglia.
La guerra la vinceranno se battono il Barcellona o il Manchester United e credo che sia molto difficile."

Come valuta il campionato della Roma? Può sperare di lottare anche per i primi due posti?

"Credo che la Roma poteva aspirare a qualsiasi cosa, ma è stata sfortunata: ha avuto infortuni, squalifiche, ha avuto di tutto un po’ e poi il mancato utilizzo di Totti credo che abbia un peso enorme nell’economia della squadra.
Però hanno fatto un acquisto azzeccatissimo, secondo me, se sta bene, ed è Toni.
Con Toni, la Roma può sicuramente, se poi recupera anche Totti, fare delle cose molto ma molto importanti. "

Per la ricostruzione della Juve, da quali giocatori attualmente in rosa ripartirebbe?

"Uno che terrei sicuramente è Buffon. Poi terrei anche chiaramente i giovani e terrei anche Diego perché utilizzato in un’altra maniera può essere un giocatore interessante.
Terrei Melo se davanti ci fosse un centrocampista diverso, altrimenti Melo dovrebbe essere in via di partenza perché il carattere è quello che è ed oltre a fare degli errori madornali riesce a zittire tutti quanti e soprattutto a farsi espellere molto spesso.
Ma ce ne sono ben pochi perché la carta d’identità gioca a sfavore di Cannavaro, di Grosso (acquisto inutile), di Del Piero.
Cannavaro e Del Piero sono state delle colonne alle quali va fatto un ringraziamento, ma basta una medaglia perché adesso il problema futuribile non è certamente coniugabile con loro e su questo non c’è dubbio."

Come valuta la condizione della Nazionale a pochi mesi dall’inizio dei mondiali?
Secondo lei, l’Italia che giocherà ai mondiali è già decisa o ci saranno nuove convocazioni con qualche sorpresa?
Come considera lo stato d’animo di Marcello Lippi? Lo vede sereno e fiducioso?


"Marcello Lippi è sereno e credo che abbia fatto anche un bel lavoro perché se c’era qualche giovane l’ha tirato fuori vedi Marchisio.
Purtroppo l’Italia ha dato poco. Il calcio in questi ultimi periodi in pratica è in regresso netto di gioco e di qualità quindi non è che lui può inventarsi i giocatori.
Io credo che la Nazionale, se non fa una brutta figura, è già tanto per l’Italia.
Però non è certamente colpa del CT perché tutto quello che poteva fare, tutti i giocatori che poteva prendere tra i migliori li ha presi."

Quale giocatore consiglierebbe a Marcello Lippi?

"Credo che li abbia visti tutti e quindi non c’è bisogno di dare consigli.
Mi auguro che Totti possa essere nella forma dovuta ai tempi della Nazionale e che cominci a rigiocare. Totti sarebbe sicuramente un giocatore che può dare un imput importante per la Nazionale."

“Direttore”, la salutiamo e la ringraziamo tantissimo per essere stato qui con noi e le ribadiamo l’affetto e la stima dei tantissimi tifosi che ci hanno scritto sul nostro sito “tuttipazziperlajuve.com”.

"Colgo l’occasione per ringraziare tutti quanti per la stima e mi auguro che la Juventus possa riprendersi. Grazie e arrivederci."

domenica 21 marzo 2010

Sempre più giù








Ormai non ci si fa nemmeno più caso.
10a sconfitta in campionato, nemmeno una delle peggiori.
A decidere un'invenzione di Cassano favorita dallo "svenimento" di Chimenti...
Nel pomeriggio il Milan si è bruciato la grande possibilità di balzare in vetta e superare l'Inter.

J'accuse


Il tempo delle chiacchiere in casa Juve è finito come anche quello della comprensione.
Con l'umiliazione di Londra, la squadra bianconera ha toccato uno dei punti più bassi della propria storia.
Tutto nasce dall'estate 2006.
Da Calciopoli in poi alla Juventus ed ai propri tifosi hanno tolto non solo due scudetti ed una squadra fantascientifica. No! Hanno tolto la dignità, l'orgoglio, il carattere ed il senso di appartenenza che aveva sempre contraddistinto questa squadra nella sua secolare storia, anche nelle annate più sfortunate.
Una dirigenza allo sbando, gestita da incompetenti e guidata da una proprietà che se ne frega della Juventus! E' questa l'unica verità, taciuta dalla maggior parte dei media di partito.
Povero avvocato, per fortuna che te ne sei andato prima di vedere questo scempio. Non avresti resistito a cotanto dolore.
J'accuse John Elkann di non possedere il 5% della passione e dell'amore che aveva il nonno per l'amata squadra bianconera, compagna di vita.
J'accuse Jean Claude Blanc di non capire assolutamente nulla di calcio, di esser arrogante e presuntuoso nonché di portar male visto che ogni volta che parla poi la Juve matematicamente perde o viene eliminata dalla competizione in cui sono stati fatti sciocchi proclami.
J'accuse Alessio Secco di non esser in grado di svolgere il ruolo che gli è stato affidato e di aver sbagliato il 75% delle operazioni di mercato effettuate in 4 anni, bruciando oltre 150 milioni di euro.
J'accuse Renzo Castagnini, di non esser riuscito a scovare un solo talento che sia uno da lanciare in prima squadra. Ci vorrebbe ben altro che la raccomandazione di Franco Baldini per avere il coraggio di confermarlo adesso…
J'accuse Roberto Bettega, di esser rientrato nel momento sbagliato insieme alle persone sbagliate. L'amore per la Juve va oltre tutto, ma c'è sempre una dignità da difendere. E sedersi al tavolo con chi ha cercato in tutti i modi di pugnalarti alle spalle non è mai bello.
J'accuse Jonathan Zebina, di esser un calciatore che merita tutti i fischi di questo mondo per aver dato poco e niente ai colori bianconeri in 6 anni. Altro che razzismo!
J'accuse Fabio Cannavaro, di esser andato via nel momento del bisogno e di esser tornato solo quando ormai non lo voleva più nessuno altrove.
J'accuse Fabio Grosso, di esser venuto alla Juve da "raccomandato di Lippi" senza merito alcuno, perchè giocatore in fase calante ormai dalla notte di Berlino.
J'accuse Felipe Melo, di esser solo un discreto giocatore che vale meno della metà di quello che è stato pagato e che non si deve permettere di snobbare i tifosi che giustamente lo fischiano per scarso rendimento.
J'accuse Diego, di esser solo un buon giocatore e niente più. Non certo un campione che fa la differenza. Altro che Zidane e Platini.
J'accuse Amauri, di esser un sopravvalutato che si è montato la testa da quando si è cominciato a parlare di lui come possibile salvatore della patria della Nazionale campione del mondo in carica…
La Juventus è una squadra completamente da rifondare.
Trezeguet, Camoranesi, Del Piero, Buffon. Gli ultimi campioni rimasti sono ormai logori e stanchi o vicini al pensionamento.
Si salvano solo Sissoko, Marchisio, Chiellini e qualche giovane.
Ma forse è anche inutile parlare di futuro passando per i giocatori.
Il pesce puzza dalla testa. Va cambiata ed immediatamente la proprietà e la dirigenza.
I tifosi juventini in merito non hanno dubbi. Il 75% di loro che ha votato sui siti più importanti del web ha indicato nella dirigenza e nella proprietà gli unici veri colpevoli, da mandare a casa. Faster please.
Giovedì sera, frastornati dallo scempio a cui stavano assistendo in diretta in quel di Londra, ho letto negli sms ricevuti dagli amici bianconeri un senso di vuoto, di impotenza, di paura.
Paura che la Juve è veramente morta in quel maggio 2006 e che non tornerà mai più come prima. Da Giampiero Mughini a Beppe Braida, l'impotenza nel vedere la propria squadra del cuore ridotta ormai ad una Longobarda qualsiasi.
In una serata così infausta è riuscito a strapparmi un sorriso solo l'amico David Pratelli, grandissimo tifoso juventino, che preso anche lui dallo sconforto mi ha inviato questo sms:

-Hanno ucciso la Juventus, chi sia stato non si sa
Forse è stato il palazzo o la nostra proprietà
Hanno ucciso la Juventus, non si sa neanche il perché
Avrà fatto qualche sgarro a Moratti o Mediaset-


Qualcuno in passato mi ha accusato di esser una "vedova di Moggi" pessimista, di tirar la corsa per il rientro nel calcio all'ex Direttore Generale bianconero, di criticare a prescindere in malafede. Ma rimpiangere la competenza di Moggi è forse reato?
La Juve è esistita ed esisterà anche senza Moggi. Ma quando non c'era Moggi, c'era Boniperti, c'era Allodi.
Insomma a guidare e prendere le decisioni per la squadra bianconera ci sono sempre stati i migliori. Non una banda di dilettanti allo sbaraglio.
Giovedì sera, a fine partita, mi si è avvicinato mio padre, con il quale da sempre guardo le partite insieme:
"Stefano, seguo la Juve dal 1956 ma credimi non ho mai visto uno schifo del genere, una società gestita peggio, un'incompetenza assoluta.
Questa non è la Juve che mi ha fatto innamorare, questa non è la Juve con cui ti ho cresciuto. Questa squadra dovrebbe cambiare maglia, giocare sempre in grigio. Non sono degni di indossare il bianconero, stanno rovinando una gloriosa storia. Per la prima volta in vita mia non seguirò più la squadra almeno fino a fine anno. E' una vergogna senza fine!".
Prendo spunto dal grido di dolore di mio padre, che poi è anche quello della stragrande maggioranza del tifo juventino, per lanciarne uno anche io.
Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Renzo Castagnini e tutto il resto della banda. Ci siete?
Per il bene della Juventus dimettetevi all'istante tutti!
John Elkann. Ci sei?
Passa la Juventus a tuo cugino Andrea e torna ad occuparti solo di Fiat!
La Juve non vi merita e i tifosi non meritano questa Juve!
Dopo questo pesante sfogo voglio tornare a parlare anche di calcio giocato, che poi è l'unica cosa che da sempre fa sognare i bambini.
In primis va senza dubbio celebrata l'impresa europea a Stamford Bridge dell'Inter. Un vero capolavoro di Mourinho: Balotelli lasciato a casa contro tutti e tutto, tridente in attacco più Snejider a supporto. Chi si sarebbe aspettato in quel di Londra una formazione interista così spregiudicata per andare a difendere il 2a1 dell'andata alzi la mano? In pochi sicuramente.
Da contraltare però va anche fatta notare una cosa:
esaltare così tanto un quarto di finale raggiunto dalla squadra che da anni domina in Italia(unica sopravvissuta in Europa) è lo specchio preciso del malessere attuale del calcio nostrano. Una sorta di campionato francese che si è trasferito nella nostra penisola. In terra d'Oltralpe il Lione per anni ha dominato incontrastato, ed in Europa al massimo è arrivato ai quarti, con l'impresa celebrata come chissà cosa.
Come movimento calcistico complessivo non siamo ancora scesi a questo livello, ma manca davvero poco. Di certo l'Inter avendo pescato il Cska Mosca nei quarti ha tutto per arrivare almeno fino alle semifinali di Champions.
Più andrà avanti l'Inter in coppa, più ne trarrà vantaggio il Milan nella corsa scudetto.
L'Inter è sicuramente più forte del Milan, ma dopo il pareggio di Palermo rischia di esser scavalcata dalla squadra rossonera, se quest'ultima batterà il Napoli.
Le fatiche di coppa interiste sia mentali che psichiche potrebbero davvero avvantaggiare i rossoneri in modo decisivo. Almeno quanto i goal regolari annullati (vedi Milan-Chievo di domenica scorsa) o i rigori sacrosanti negati agli avversari (vedi Bari o Firenze) che stanno tirando la volata al Milan.
Evidentemente c'è qualcuno che non ha perso il vizietto di esser vicino al mondo rossonero, visto che in passato ne condivideva lo sponsor nonché i ristoranti da frequentare insieme a Galliani e Meani. Vero Collina?

venerdì 19 marzo 2010

Vergogna Juve





Inizia la partita, 0a1 goal di Trezeguet e pensi "visto che il Fulham non era niente de che!" Poi però vedi un imbarazzante Cannavaro, un monumentale Grosso ma nel senso di monumento pesante piantato per terra, un Diego impalpabile, un Camoranesi avulso e ti cominci a chiedere "no, dai. Mica vorranno riaprire la gara...." Poi i goal subiti, l'espulsione di Cannavaro, Zac che toglie Candreva invece di Camoranesi o Diego.
Secondo tempo di agonia ed alla fine il colpo finale:la Juve non esiste più.
Vi rilascio al mio editoriale di Domenica, ci andrò giù pesante.
Stasera ospite di "Tutti pazzi per la Juve" Luciano Moggi. Interagite con lui sul fan club della trasmissione.
http://www.facebook.com/pages/TUTTI-PAZZI-PER-LA-JUVE/166255058081


Questo il bel articolo scritto da Mirko Nicolino per Juvemania.it

In questi giorni ho ascoltato con attenzione quanto Jean Claude Blanc ha voluto comunicare almondo intero: "la Juve è sana", "siamo in vantaggio su tutti i competitor", "in 4 anni mantenuti tutti gli impegni e centrati tutti gli obiettivi". Se qualcuno negli ultimi 4 anni fosse per caso stato su Marte e tornasse solo ora sul pianeta Terra penserebbe che la Juventus è la squadra di calcio che domina a livello nazionale e internazionale da quando Blanc è alla Juve. O no? La realtà, invece, è ben più triste e deprimente: la Juventus non esiste più, o almeno quella che intendo io, quella che sul campo vince gli scudetti, le coppe e che ritiene i secondi posti una sconfitta cocente. Purtroppo il processo di ridimensionamento perfettamente riuscito ha portato i tifosi bianconeri a celebrare per un terzo posto e un'uscita agli ottavi di Champions League come un'impresa quasi irripetibile. D'altronde, il confermare di aver centrato tutti gli obiettivi da parte della società, implica che tra di essi non fosse contemplata alcuna vittoria.
Alla Juve di questa stagione non è rimasto più nulla, a parte la possibilità di raggiungere uno striminzito quarto posto: fuori anzitempo dalla Champions, fuori dalla Coppa Italia, dall'Europa League e al momento dalle posizioni in classifica che contano. Vorrei chiedere al Presidente della Juventus, all'Amministratore Delegato e al Direttore Generale... Ops scusatemi, sono tutti e tre la stessa persona... A chi sono imputabili i disastri sportivi se "siamo comunque in vantaggio su tutti i competitor"? Chi sarebbero una buona volta i nostri competitor? La Reggina? L'Albinoleffe? (con tutto il rispetto per le due compagini). O devono essere i vari Inter, Milan, Barcellona, Manchester? Noi, in confronto a queste realtà siamo delle piccole mosche incapaci persino di posarci sugli scarti altrui.
La nonchalance con la quale vengono digerite le sconfitte, spesso addirittura con il sorriso, da chi gestisce la Juventus è la sconfitta più cocente per il tifoso bianconero. E sapere che per la prossima stagioen ci sarebbero 80 milioni di euro da spendere per il mercato, non conforta certo il supporter, anzi lo scoragga ancora di più. Quali altri bidoni saranno in grado di comprare degli emeriti incompetenti in materia calcistica? Neanche un pollo si sarebbe fatto letteralmente derubare oltre 50 milioni di euro per due giocatori di medio-basso livello come Diego e Melo. Che dire poi della interminabile lista di "grandi" acquisti rivelatisi delle sole (o mezze sole): Tiago, Poulsen, Andrade, Grosso, Cannavaro...
Sul futuro si addensano altre bigie nubi all'orizzonte. Ma il tifoso bianconero è ormai abituato, al peggio non c'è limite e non si meraviglierebbe più di dover festeggiare, magari tra qualche anno, una salvezza ottenuta all'ultima giornata. Qualcuno fermi questi signori, ad ogni costo e in qualunque modo (lecito), di certa gente non se ne può proprio più.

Segnalo inoltre il bell'editoriale scritto da Luciano Zanardini per ilsussidiario.net
Ora basta, tutti a casa!
http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/2010/3/19/JUVENTUS-Blanc-Secco-Bettega-ora-basta-tutti-a-casa-/73823/

mercoledì 17 marzo 2010

"Milan-Juve non contava..."

E' la vittoria di Mourinho.
Lascia a casa Balotelli, schiera un Inter a tre punte con Snejider a sostegno.
Chelsea eliminato dalla Champions e squadra neroazzurra ai quarti.
Nessun giornale oggi però riprende in prima pagina la sconvolgente testimonianza al processo di Napoli di Auricchio.
Condividetela tutti, ecco chi ha creato Calciopoli...

AURICCHIO IMPREPARATO
- L'udienza è termina ed è stata aggiornata al 23 marzo con il controesame delle difese di Moggi e di De Santis.
Rilevante il controesame condotto dall'avvocato di Pairetto che chiede ad Auricchio se hanno mai interrogato i notai che assistevano ai sorteggi, se dai verbali risultassero anomalie. Negative, in entrambi i casi, le risposte di Auricchio: non l'hanno fatto.
Poi l'avvocato chiede se i giornalisti presenti fossero sempre gli stessi ed Auricchio risponde: "No, sappiamo che c'erano dei giornalisti". Il clou si raggiunge quando:
Avvocato di Pairetto: sapete, in riferimento alla giornata in cui si decise il campionato, quella di Milan-Juve quale era la griglia?
Auricchio: l'arbitro era Collina
Avvocato di Pairetto: lo so ma quale era la griglia?
Auricchio: Collina, Mitro, Farnelli
Avvocato di Pairetto: questi sono i designati, ma io dico quale era la griglia?
Auricchio: no, non la so
In aula si sente la voce di Pairetto che esclama: "Pazzesco! Questa era la partita più importante e non la sai!"
Avvocato di Pairetto: era la partita che decideva il campionato
Auricchio: ma noi non avevamo attenzionato le partite a seconda della loro importanza. Poi per noi la designazione di Collina era una garanzia
Avvocato di Pairetto: quindi non avete verificato se erano stati previsti degli arbitri "favorevoli" per quella partita
Auricchio: no, non ritenevamo che contasse quella gara.
Milan-Juve, decisiva per la vittoria del campionato, per Auricchio e i suoi "magnifici 12 della squadra Off-side", come li ha chiamati Repubblica, era una partita che non contava e Collina era una garanzia al di sopra di ogni sospetto, nonostante la famosa intercettazione che dimostrava "vicinanza" con Meani.
AURICCHIO E LE INDAGINI DAI GIORNALI - Parte delle indagini? Leggendo la Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport ed escludendo Tuttosport. Questo ha risposto Auricchio incalzato dall'avvocato difensore di Bertini. Riportiamo uno stralcio delle domande e delle risposte.
Avv. Messeri: Quali partite dirette da Bertini ha visionato?
Auricchio: Solo Juve- Milan, in televisione.
Avv. Messeri: Come investigatore o come spettatore?
Auricchio: Come investigatore, così come ho visto Lecce-Parma.
Avv. Messeri: E a livello investigativo, di Juve-Milan che ricorda?
Auricchio: Nulla, solo la vittoria della Juve.
Avv. Messeri: Guardi che finì 0-0.
Auricchio: Ah, avevo capito Milan-Juve 0- 1 con gol di Trezeguet.
Avv. Messeri: Quindi quel risultato del campo era giusto? Lei ha parlato, la scorsa udienza, di ammonizioni che non c'erano, di gol in evidente fuorigioco, relativamente a Siena-Milan, quindi le ha analizzate anche da questo punto di vista?
Auricchio: No, abbiamo fatto solo riferimento ai tabellini delle partite tratti dai giornali sportivi, tranne Tuttosport. Ho fatto riferimento al contenuto dei tabellini delle gare dei giornali. Io non mi sono mai permesso di valutare i singoli episodi.


ALVARO MORETTI PER TUTTOSPORT.COM
NAPOLI, 16 marzo - Ah, se l’avessero saputo i giudici sportivi di Calciopoli... Il grande setacciatore di Calciopoli, il tenente colonnelo Attilio Auricchio, cade su Milan-Juve, su quella che nell’anno del Signore del Calcio 2004-2005 e per Calciopoli stessa è la Madre di tutte le Partite, la sfida che decide - con un faccia a faccia da Ok Corral -, giudice imparziale come testimonieranno le immagini Collina, certo non un arbitro moggiano e amico come detto più volte di Meani. Non conosceva la griglia della Partitissima, lo ammette in aula dopo 16 ore di audizione dei pm e le prima tre ore di audizione degli avvocati difensori. L’avvocato di Pairetto, poi protagonista di un’accorato atto d’accusa agli inquirenti per le palesi imperfezioni dell’indagine e di alcuni dei presupposti di reato che non passano al vaglio dei fatti accaduti realmente incalza Auricchio.

«
Non abbiamo mai pensato di interrogare i notai che presenziavano ai sorteggi, mai avevano annotato nei documenti ufficiali nulla sulle imperfezioni delle palline e sui colpi di tosse. Non risultavano anomalie ai notai(e i Carabinieri non erano curiosi di chiedere alcunché ai notai stessi, pubblici ufficiali, ndr)». «La griglia di Milan-Juve?», gli chiede l’avvocato di Pairetto, Sena. «Arbitro Collina, poi Farneti e Mitro, quarto uomo Preschern». «No, scusi - ribatte Sena - quella è la quaterna: la griglia?» «No, non la so».

In aula c’è anche Pairetto, Bergamo ha lasciato l’aula da pochi minuti. L’ex designatore di Nichelino sbotta: «
Pazzesco: è la partita chiave di quella stagione maledetta e tu non sai neanche la griglia!» L’avvocato Sena incalza: «Ma come, era la partita che decideva il campionato...» Auricchio: «Noi non avevamo attenzionato le partite a seconda della loro importanza. Ci basavamo sulle intercettazioni. Poi per noi la designazione di Collina (in realtà sorteggiato a furor di popolo tra Paparesta e Trefoloni, molte volte accusati di aver commesso errori pro Milan, ndr) era una garanzia».

Auricchio poi conferma: «
Non abbiamo verificato se ci fossero in griglia arbitri favorevoli a Moggi, non ritenevamo che contasse per quella gara». A dire il vero non ritennero neanche di controllare se gli arbitri che sbagliavano pro o contro Juve andassero davvero incontro a sanzioni disciplinari interne: chiarisce Pairetto. «E’ falso dire che Paparesta, dopo gli errori in Reggina-Juve a danno dei bianconeri sia stato sospeso: ha arbitrato in B sette giorni dopo e avuto Torino-Inter al turno successivo. Racalbuto che ha subìto i due errori di un suo assistente (Pisacreta, attuale vice di Nicchi all’Aia, ndr) dopo Roma-Juve a causa di due errori pro Juve ha rivisto la serie A dopo 9 turni, due mesi e mezzo a casa!»

TUTTOSPORT NO - Altra primizia: alcune parti descrittive dei match divenuti capi d’imputazione venivano descritti attraverso le cronache di giornali sportivi. «Abbiamo riportato articoli e tabellini di Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport. Tuttosport? No, Tuttosport non lo abbiamo preso...». Chissà perché?