giovedì 29 aprile 2010

Cuore matto




Il 28 Aprile 2010 verrà ricordato da molti come una giornata shock piena di colpi di scena.
Quando la nuova Juve sembrava delineata con Marotta - Benitez ecco il colpo a sorpresa: Andrea Agnelli presidente. Tutto si rimette in discussione. Si riparla di Capello....
Piovono le supposizioni. Torna Moggi allora? La Figc risponde subito: Moggi è radiato!!
In serata l'Inter elimina un Barcellona inconcludente, senza idee al quale non sono serviti i proclami dei giorni scorsi. La finale sarà tra Inter e Bayern. Una tedesca e una italiana.
Niente spagnole, niente inglesi. Alzi la mano chi ad inizio anno avrebbe immaginato una finale così!!

lunedì 26 aprile 2010

Sarà Europa League





La Samp espugna l'Olimpico e punisce il "braccino" di Ranieri. Con questa vittoria i blucerchiati cancellano inoltre ogni residua speranza di Champions League della Juventus per la prossima stagione. Si dovrà ripartire dall'Europa League. La Roma riconsegna il primo posto all'Inter, ma non è ancora finita.

Queste le dichiarazioni rilasciate ieri in tv da Luciano Moggi durante "Studio Stadio"

ROMA – TRADITA DALLA PAURA DI VINCERE
“Ranieri merita un plauso per quello che sta facendo a Roma, perché ha rigenerato una squadra ormai a fine ciclo con Spalletti. Contro la Samp la squadra giallorossa aveva il cerino in mano per la corsa scudetto, ma l’ha tradita la paura di vincere”

INTER – COMPLOTTI DA CHAMPIONS?
“La squadra neroazzurra ha dimostrato di esser forte di testa, tipico delle grandi squadre. Nella sfida di andata di Champions contro il Barcellona ha disputato una bellissima partita ma ha vinto anche grazie ad aiuti arbitrali così come già le era capitato contro il Chelsea. Non a caso Mourinho non ha gridato al complotto, anzi. Si è persino letto su alcuni siti che l’arbitro portoghese di Coppa fosse suo amico… Per il ritorno sarà decisivo capire se Sneijder ce la farà o meno. E’ lui il giocatore decisivo dell’Inter.
Se mancherà sarà un grande problema. “

BALOTELLI – DATELO A ME
“ Balotelli in campo contro il Barcellona? Moratti e Mourinho hanno sbagliato a gestire il ragazzo. Questo tira e molla non fa bene alla sua crescita. Con me Balotelli non si sarebbe comportato mai così. Ormai è destinato ad andare via anche perché il suo procuratore Raiola non è ben visto a Milano, come dimostrano le cessioni di Ibrahimovic e Maxwell. Io invece con Raiola ho sempre avuto un bel rapporto anche perché ho sempre fatto grandi affari con lui (Nedved, Ibrahimovic, Emerson ndr)”

JUVE – MONTEZEMOLO? NO, GRAZIE. IN SERIE B PER COLPA SUA!
“La Juve ha deluso tantissimo quest’anno. Aveva la rosa superiore anche a quella del Milan, ma ha fallito anche l’obiettivo Champions e meritatamente. Sampdoria e Palermo giocano obiettivamente meglio dei bianconeri. Marotta e Benitez per rifondarla? Bettega capisce di calcio molto più di Marotta che andrebbe a sovrapporsi poi anche con Blanc, che vuol fare tutto lui. Benitez? Non è certo il tecnico il problema della Juventus. Molti pensavano che quest’anno la colpa era di Ferrara…. Con John Elkann presidente della Fiat, Montezemolo tornerà alla Juve? Spero proprio di no, visto tutti i danni che ha creato alla Juventus in passato e perché non bisogna dimenticare mai che se la Juve è finita in serie B è colpa sua che ha convinto la dirigenza bianconera a ritirare il ricorso al TAR, come dichiarato poi da Blatter. Andrea Agnelli al comando allora? Non lo so, di certo è l’unico della famiglia che capisce di calcio….”

MILAN – DA QUANDO SONO FINITI I RIGORI…. TASSOTTI-GALLI PER RIPARTIRE
“Il Milan è ormai in caduta libera. La squadra gioca a basso ritmo e se trova squadre rapide viene surclassata. E poi da quando sono i finiti i rigori a favore non a quasi più vinto…. La squadra è arrivata ormai a fine ciclo. L’allenatore della prossima stagione sarà Tassotti insieme a Filippo Galli”

FIORENTINA E GENOA – GIA’ IN VACANZA
“Fiorentina e Genoa hanno ormai staccato la spina. Non giocano più con la giusta tensione. Hanno mollato gli obiettivi. Rimarranno fuori dall’Europa”

PALERMO – KJAER, HERNANDEZ E PASTORE PER SOGNARE UN GRANDE FUTURO
“Grandissima vittoria contro il Milan. La squadra sta dimostrando di meritare di lottare per la Champions. Oltre i campioni noti di cui disponeva già negli anni passati, il Palermo quest’anno ha lanciato giovani come Hernandez e Pastore più la consacrazione definitiva di Kjaer. Su questi giovani campioni il Palermo può sognare un radioso futuro”

LAZIO – SALVA GRAZIE A REJA
“La sconfitta immeritata nel derby poteva esser un grande contraccolpo negativo per la Lazio ed invece a Genoa la squadra biancoceleste ha tirato fuori una grande prova d’orgoglio. La Lazio è praticamente salva. La svolta della stagione è stato l’esonero di Ballardini e la sostituzione con Reja che ha rigenerato un ambiente”

ATALANTA – CHE PECCATO SE RETROCEDE….
“La squadra bergamasca ha un’ultima chance contro il Bologna domenica prossima per cercare di evitare la retrocessione. Sarebbe davvero un peccato vederla finire in B perché gioca davvero bene, anche per merito di Mutti”

domenica 25 aprile 2010

Forever Young


In loving memory

Il 23 aprile 1995 dopo quasi un anno di lotta contro la leucemia acuta linfoide, se ne andava, a soli 23 anni, il terzino sinistro della Juventus Andrea Fortunato.

Quindici anni dopo, il suo ricordo è ancora vivo nella memoria degli appassionati di calcio, non solo dei tifosi della Juventus
http://it.eurosport.yahoo.com/sport-in-rete/article/13483/

Del Piero, altro che problema


Con la squadra bianconera in caduta libera ma ancora virtualmente in lotta per il quarto posto, obiettivo minimo stagionale dichiarato, il futuro juventino è ormai proiettato alla rifondazione che dovrà necessariamente avvenire a partire da Giugno. I nomi di Rafael Benitez e Giuseppe Marotta sono i più gettonati per ricostruire un ambiente devastato dagli effetti della gestione fallimentare di Blanc.
L'intesa con l'allenatore del Liverpool sembra sempre più vicina: c'è da definire la buonuscita con la società inglese, con cui il tecnico madrileno è legato da un contratto fino al 2014.
Per quanto riguarda invece Beppe Marotta, in settimana il presidente blucerchiato Garrone ha dato il via libera per il suo trasferimento alla Juve.
Sono Marotta e Benitez quindi la coppia scelta dalla proprietà per rifondare la Juventus. Bisogna cercare di capire però che fine faranno Blanc, Secco, Castagnini e Bettega a rischio taglio o ridimensionamento dei ruoli.
Ma la rivoluzione Juve che partirà dalla dirigenza dovrà necessariamente passare anche per il parco giocatori. Ad oggi sono non più di 6-7 giocatori gli unici certi di rimanere a tutti i costi nella prossima stagione.
Come ogni anno poi questo è il momento del tormentone Del Piero. Non basta che il capitano, la bandiera della Juventus, sul campo poi è sempre uno dei migliori. No nonostante ciò, ad ogni sessione estiva di mercato se ne mette in dubbio la conferma o se ne condiziona la permanenza al benestare dell'allenatore, quasi a farlo sembrare un problema. Ce ne fossero di problemi così… Nella Juve del futuro ci sarà ancora posto per Del Piero.
Primo obiettivo della Juventus nella prossima stagione dovrà esser necessariamente quello di mettere fine alla vergognosa sequenza di infortuni, causa principale del fallimento sportivo. In 2 anni si sono superati abbondantemente i 100 casi. Pazzesco.
E ancora più pazzesco è che a pagare in questi anni sono stati solamente gli allenatori, i meno colpevoli. Prima Deschamps, poi Ranieri e quest'anno Ferrara.
Oggi Deschamps è primo in Francia e sta trascinando allo scudetto il Marsiglia dopo un lunghissimo digiuno. E che dire di quello che sta facendo Ranieri a Roma? Un autentico miracolo sportivo. A questo punto, anche solo per scaramanzia, è lecito domandarsi se per Ciro Ferrara si scatenerà un'asta nella prossima stagione, perché se anche il tecnico napoletano dovesse far bene altrove…..
E' bene ricordare quindi che se la Juventus ha fallito è colpa esclusiva della gestione fallimentare della società e dell'inadeguatezza di coloro che ne occupano i ruoli più importanti.
Ho espresso questi concetti anche domenica scorsa a Controcampo, nella mia prima esibizione da opinionista a livello nazionale. Certo, non è stata una puntata tranquilla per poter discutere di calcio giocato, perché soprattutto gli strascichi di Calciopoli 2 hanno confermato che se non si farà chiarezza totale su quanto successo nel 2006 e sulle nuove intercettazioni che stanno provenendo dal processo di Napoli, soprattutto tra Inter e Juventus non si potrà più tornare a parlare di campo. E allora lancio una provocazione: se davvero l'Inter, Moratti e tutto l'ambiente neroazzurro è certo della propria onestà e va fiero dello scudetto di "cartone" del 2006 che rinuncino alla prescrizione nel processo sportivo e si facciano giudicare serenamente.
Un altro caso discusso domenica sera in tv e su cui voglio ritornare è il gesto di fine derby di Totti, dai più censurato e strumentalizzato come esempio negativo. Secondo me si è voluto a tutti i costi esagerare per cercare la notizia. Ero in studio con Paolo Di Canio e chi più di lui poteva esprimere un parere su un Roma-Lazio? Di Canio ha giustificato il gesto di Totti, che nasce dal carattere guascone tipico capitolino.
Da romano condivido appieno questo giudizio ed infatti alla mia considerazione rivolta a Di Canio "Paolo, avessi vinto tu un derby così importante altro che pollice verso!" l'ex bandiera biancoceleste mi ha sorriso annuendo con il capo.

venerdì 23 aprile 2010

"Calcio mondo ipocrita"

La redazione di "Tutti pazzi per la Juve" ha intervistato il grande centrale difensivo uruguaiano Paolo Montero, amatissimo e indimenticato difensore della Juventus per 9 anni.

Uno dei condottieri di quella Juve che ha vinto tutto; una bandiera per noi tifosi che siamo veramente emozionati di averlo con noi.
Come stai Paolo? Stai seguendo la Juve quest’anno?
“Ciao ragazzi, tutto bene, grazie. Vivo da quattro, cinque anni in Uruguay e starò qualche giorno a Torino. Sto riuscendo a seguire la Juventus anche dall'Uruguay, quindi so com’è andata quest’anno, purtroppo”
Avrai quindi avuto modo di vedere anche i grossi problemi difensivi dei quali ha sofferto la Juve questa stagione?
“Purtroppo quando prendi gol si dice sempre che la colpa è della difesa, ma la colpa è di tutti. Dalle mie parti si dice, “o moriamo tutti o ci salviamo tutti”. Se l’attaccante non fa gol non è solo colpa sua; se non c’e un volume giusto di gioco è difficile combinare qualcosa. Se il centrocampista non crossa, ad esempio, l’attaccante non segna.”
Dal punto di vista puramente difensivo, c’è un modo univoco di marcare un calciatore? Tu, ad esempio, come marcheresti un giocatore come Balotelli?
“Non si sa mai come marcare un giocatore; entri in campo e ti adegui alla situazione come capita. Difficile da spiegare, sono intuizioni che hai mentre giochi. Io a detta di tutti ero un giocatore violento, però tanti non ricordano che mi hanno picchiato spesso, mi hanno spaccato bocca e occhio e non ho mai dichiarato nulla. Interpretavo il calcio cosi, non ero solo io che picchiavo.”
Tu sei la storia della Juventus, ti rendi conto cosa hai lasciato nel cuore dei tifosi? Hai sempre interpretato le partite alla grande, con sacrificio e grande spirito di gruppo.
“Ti faccio un esempio, che racchiude insieme allegria e delusione nello stesso momento: quando c’è stato l’incidente di Pessotto, nessuno si meravigliava in Uruguay che fossi partito per andarlo a trovare. A Torino, invece, tutti mi ringraziavano. La gente, anni fa, pensava che fossi un uomo cattivo anche fuori dal campo, e ciò mi faceva male. Io interpretavo così il calcio, ma la vita è diversa, devi sempre essere leale. Il calcio è un mondo ipocrita: dichiariamo che andiamo in chiesa e il mattino dopo andiamo a rubare.”
È vero che sei venuto a Torino perché hai qualche giovane talento in caldo da far vedere in Italia?
“Si, ho trovato dei giocatori interessanti che potrebbero stare in qualsiasi squadra europea. Sono quattro giocatori: Aguirregaray, Calzada, Pereyra e Mirabaje. Sono tutti giovanissimi e hanno partecipato tutti e 4 all’ultimo Mondiale U20. Alla Juventus consiglierei soprattutto Aguirregaray, un ottimo terzino destro, ma anche Calzada."
Nella rosa della Juventus c’è già un uruguayano, Martin Caceres. Come giudichi il suo apporto quest’anno?
“È bravo. Ha avuto un bruttissimo infortunio, l’ho avuto anche io; ti comanda come vuole lui, fino alla fine ed è molto fastidioso, Il ragazzo mi piace, ma non so se la società lo riscatterà. Con la società Juve io ho un buon rapporto, specialmente con Secco. Io sono un tifoso della Juve e gli auguro tutto il bene.”
Piccola provocazione. Data l’età dei nostri giocatori, non potresti tornare a giocare, almeno per queste ultime 4 partite?
“No, devo dire che la cosa migliore che ho fatto è lasciare il calcio al momento giusto. Quando passano gli anni e, alla fine di una partita, per recuperare ci metti tre giorni, capisci che è il momento di lasciare. Adesso sto vivendo un’altra dimensione in Uruguay con la mia famiglia.”
Domanda diretta su argomenti passati e attuali sempre caldi, la tua Juventus aveva bisogno del doping e di telefonare? Cosa ne pensi di quello che è successo a Moggi?
“Guardati la formazione e avrai la risposta. Quando vinci sei sempre scomodo, invidiato e odiato. Di Moggi non so che dirvi; io lo chiamo spesso per rispetto e perché con me si è comportato sempre molto bene. Ma non ti so dire cosa accadeva fuori dal campo.”
La gente, i tifosi, ti hanno sempre nel cuore. Alcuni ti vorrebbero anche come Presidente, o perlomeno in società. Ti è stato mai proposto di entrare nella dirigenza della Juve?
“Ringrazio tutti, davvero. No, non mi hanno mai proposto nulla, anche perché io abito lontanissimo. Dopo tanti anni fuori avevo voglia di tornare a casa, sono partito a diciannove anni per andare a giocare a Bergamo.”
Come lo vedi il futuro della Juve? Dopo Calciopoli, la squadra è stata smembrata, l’umiliazione della serie B, gli assetti dirigenziali mutati. Secondo te troveremo la forza di risorgere? Qualche consiglio?
“La Juve sarà sempre la Juve, ma per avere i giocatori più forti devi tirare fuori i soldi oppure devi puntare ad un progetto che dura quattro anni per vedere qualche frutto. Non so se i tifosi aspetteranno altri quattro anni. Non sono dentro, non so cosa sta accadendo, ma il futuro della Juve non è semplice.”
Cosa ne pensi di Benitez?
“Ha vinto tutto; la Coppa UEFA con il Valencia (anche due campionati con gli andalusi ndr), la Champions con il Liverpool dopo tanti anni in cui in quella città non si vinceva niente. E’ uno che capisce di calcio, se ha fatto bene lì farà bene anche alla Juve, se arriverà.”
Ciro Ferrara ha avuto una stagione tribolata al suo esordio in panchina. Alla luce dei fatti di quest’annata, pensi che Ciro Ferrara potrà ancora fare l’allenatore?
“Si. Quando giocavo con lui, che considero uno dei più forti centrali italiani di sempre, ero convinto che diventasse un allenatore. Lui ha voglia di continuare, figlia della sua grande grinta. Avrà ancora la sua chance.”
Della Juve della quale hai fatto parte, Ferrara, Deschamps e Conte sono diventati allenatori. E tu? Hai mai pensato ad una carriera da allenatore?
“No, non mi è mai interessato fare l’allenatore. Adesso, rispetto a prima, parlo di più con i giornalisti. Prima volevo passare sempre per inosservato.”
Sono leggenda le tue famose nottate torinesi di divertimenti, insieme al tuo amico Fabian O’Neill. Ci racconti qualcosa di quelle famose serate?
“Fabian è come un fratello per me. Abbiamo fatto delle serate veramente molto lunghe; andare ad allenarsi senza dormire è dura però facevamo allenamento uguale e non ci potevano dire niente, avevamo la fortuna che la domenica si vinceva....”
Ed è anche per questo che sei uno dei giocatori più amati di sempre a Torino. Perché qualunque cosa accadesse, onoravi la maglia fino all’ultimo.
“Grazie, ma quello lo facevano tutti. Io ho avuto un padre nello spogliatoio che era Angelo Peruzzi; c’erano tanti leader. Zidane, ad esempio, era un tipo silenzioso, ma nel momento critico della gara era il primo a prendere palla. Tutti avevano un proprio ruolo, anche psicologico, un grande gruppo, fatto da grandi uomini.”
Paolo ti vogliamo bene e ti mandiamo un abbraccio. Ti rivogliamo presto con noi, grazie ancora.
“Grazie a voi.”

giovedì 22 aprile 2010

"Senza la Juve è inutile..."


"Tutti pazzi per la Juve" ha intervistato nuovamente l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi.
Buonasera direttore e grazie per essere di nuovo con noi. Attualmente la sua linea difensiva sta dando buoni frutti, anche grazie alle nuove intercettazioni. La vostra strategia difensiva cosa mira a dimostrare?
“Andiamo a dimostrare che tutte le società di calcio si comportavano in un certo modo, ma nessuno ha mai fatto come Moratti che ha indicato un arbitro facendo il nome al designatore. Il problema vero è che Carraro dimostra di influenzare i designatori. Per il resto, i dirigenti sicuramente hanno fatto l’interesse della propria società senza dire “fammi vincere o perdere”. Quindi non vedo palesarsi alcun reato. Sono innocenti quelli che con queste nuove intercettazioni sono venuti fuori adesso e la Juventus coi suoi dirigenti che sono messi all’indice dalla propria società. La società Juventus adesso temporeggia per prendere decisioni in merito. È un qualcosa che nasceva nel gruppo e purtroppo è arrivata all’interno. Ciò ha prodotto come conseguenza la non difesa dei propri dirigenti, e la relativa immagine di colpevolezza che hanno voluto dare chiedendo la Serie B con penalizzazione.”
Quindi la linea seguita non è quella del “tutti colpevoli”?
“No, perchè non ci sono stati reati commessi. Parole e chiacchiere non fanno un reato. La Juve non può pagare una colpa che non ha. Invece gli altri, che ora brandiscono come arma la prescrizione, non hanno subito alcun giudizio, perchè gli atti completi non sono arrivati mai in Federazione, tenuti nascosti in cassetto. Il procedimento va comunque riaperto.”
Quante possibilità reali ci sono per cui si vada a fondo nell’indagine che riguarda l’Inter? Ormai si è appurato che gli illeciti c’erano anche lì.
“L’Inter è quella società che ha fatto anche i passaporti falsi e per quello stesso anno, il 1998, ne reclamano anche lo scudetto. Forse dimenticano di dire che per loro giocava un certo Recoba, quando era extracomunitario, senza in realtà esserlo. Hanno una bella faccia tosta. Non è di nostro interesse chi pronunci la parola “Collina” (nell’intercettazione Bergamo-Facchetti ndr), perché il dato importante è che Facchetti ha fatto la griglia con il designatore Bergamo. Ci hanno massacrato per quattro anni per cose simili. Ora non bisogna nascondersi dietro la prescrizione, perché se tali loro fatti sono prescritti, sono prescritti pure i nostri.”
Questo è ciò che chiede il tifoso Juventino, ferito e sofferente in questi quattro lunghi anni. Si al discorso della restituzione dello scudetto, ma chiarezza e approfondimento nell’indagine riguardante l’Inter. Qualcuno dovrà dare spiegazioni.
"Qui dovrebbe entrare in gioco la proprietà Juve che deve prendere posizioni precise. Ma si guardano bene dal farlo. Siamo pochi che combattiamo per lo stesso motivo: la Juve la difendo solo io e i tifosi, lo facciamo perchè alla Juventus venga restituita quella immagine che aveva prima, perchè non ha fatto nulla."
È più importante che venga risarcita la Juve per ciò che le è stato strappato, o è più importante risarcire i tifosi nel momento in cui venissero accertate le responsabilità interne?
“Io credo che adesso sta venendo fuori quello che doveva uscire, non era reato per nessuno, si deve parlare di atti non acquisiti per colpa di qualcuno. Ci può essere stato omissione o altro, e adesso bisognerà risponderne, perchè se no gli avvocati entreranno in gioco con denunce per omissioni di atti in ufficio. Il tifoso juventino, per essere risarcito, deve chiedere alla società, che finora è stata inerme: una società e un pubblico come quello della Juve lo sta difendendo una persona sola che sono io. Il sistema non era di Moggi o Giraudo, ma un qualcosa con a capo Carraro, le cui intercettazioni dicono che non deve essere favorita la Juve, e di proteggere la Lazio che non deve retrocedere.”
I tifosi hanno indetto una manifestazione organizzata da tutti i gruppi, sia quelli del mondo ultras che quelli delle varie comunità mediatiche, organizzata per il 29 Maggio a Torino e anche noi facciamo parte del comitato. Vogliamo riappropriarci dell’onore della Juventus. Ciò vuole esprimere la legittima e manifesta aspirazione dei tifosi di puntare il dito verso tutto ciò che è successo, da Calciopoli e per i quattro anni successivi. Cosa ne pensa?
“Io credo che queste manifestazioni abbiano una certa valenza se sono accettate dalla società, che però non fa niente anche adesso che sono emerse tutti questi fatti. È fondamentale che la società si faccia tutelare e difenda il nome della squadra. Se la società prende posizione, i problemi si risolvono, se no i problemi rimangono cosi come sono. Non dico che la società debba appoggiare la manifestazione, ma deve essere parte attiva per portare avanti una verifica per situazioni che non hanno avuto i dovuti riscontri. Per ora la società, anche a fronte di queste nuove intercettazioni, è totalmente immobile. Così come nel passato; a me non è mai capitato di trovare un avvocato che davanti ad una Corte ammetta la propria colpevolezza. Quindi i casi sono due; o c’è stata una grossa ingenuità; oppure c’è stata la volontà di far capitare questo, che faceva comodo a tanti, per mandare via la dirigenza che c’era. Questa è la verità.”
Lei reputa che le persone che si riuniranno per contestare la gestione della società, e rimarcare ancora una volta l’orgoglio juventino, possano svolgere un lavoro positivo?
“Certo, serve per svegliare l’ambiente, anche perché la società è sordomuta. Leggono le intercettazioni e nulla cambia; ascoltano in silenzio un PM affermare con certezza la mancanza di telefonate tra l’Inter e i designatori, quando poi ne esistono tante. La società doveva andare avanti con la battaglia, ma non credo abbia voglia di continuare. I tifosi non fanno male a fare questa cosa, ma l’importante è che si arrivi ad una situazione in cui la società sia vicina a certe cose, sennò diventa tutto inutile. Loro non aiutano i tifosi, chi difende società e tifosi, sono i tifosi stessi e il sottoscritto. Se si ritrovano lo scudetto non assegnato all’Inter è grazie al nostro lavoro. Sarebbe ora che si muovessero.“
Grazie direttore, ci teniamo aggiornati tramite il processo e ci risentiamo presto.
"Va bene. Adesso ci saranno le reazioni di chi è stato tirato in ballo. La società deve andare avanti, ma non per arrivare condanna di altri, ma almeno equiparare nella sostanza il niente degli altri col niente della Juventus. Questo dovrebbero fare per tirare fuori la verità. Grazie a tutti."

martedì 20 aprile 2010

Una domenica a Controcampo


video

Mi voglio scusare con tutti voi per non avervi annunciato in anticipo la mia presenza a Controcampo di domenica sera ma è successo tutto all'improvviso e la tensione si è fatta sentire. Un conto è parlare ai microfoni di una radio o in un emittente regionale, un'altra trovarsi negli studi di Mediaset davanti ad un folto pubblico negli studi ed in diretta Nazionale. Mi sono chiuso in me stesso, ho "ripassato" portandomi con me i libri "Che fine ha fatto la Juve?" "Juve, il processo farsa" e "Manuale di autodifesa del tifoso Juventino" e ho cercato di superare l'emozione con la convinzione di chi sa di esser dalla parte della ragione.
Per chi non avesse visto l'intera puntata qui c'è anche il link http://www.video.mediaset.it/video/controcampo/full/163703/puntata-del-18-aprile.html#te-s1-c1-o1-p1
Grazie a voi tutti per i tantissimi attestati di stima ricevuti in questi giorni, come sempre disponibile a leggere e discutere con voi anche le critiche in buona fede.

domenica 18 aprile 2010

Illusione Benitez?

Rafa Benitez e la Juve, a quanto si dice in giro, sarebbero sempre più vicini. Il procuratore del tecnico del Liverpool, Manuel Garcia Quillon, ha ammesso al quotidiano spagnolo AS di aver incontrato il presidente bianconero Jean Claude Blanc nei giorni scorsi.
Nonostante il contratto che lega l'allenatore spagnolo al Liverpool fino al 2014, la difficile situazione economica dei Reds potrebbe spingerlo altrove e la Juventus sta cercando di non farsi trovare impreparata. Sul tecnico spagnolo però c'è anche il Real Madrid in agguato, soprattutto se dovesse fallire anche la rincorsa al Barcellona nella Liga dopo aver clamorosamente toppato l'obiettivo Champions, nell'anno in cui la finale si gioca proprio al Santiago Bernabeu di Madrid. Benitez avrebbe anche già chiesto ad Antonio Pintus, torinese che alla Juve ha già lavorato con Lippi e Deschamps, di lasciare eventualmente il West Ham e diventare il nuovo preparatore atletico bianconero.
Secondo il Times inoltre l'allenatore spagnolo porterebbe con se alla Juve Fernando Torres e Javier Mascherano, quest'ultimo da inserire in uno scambio alla pari con Felipe Melo. Altro sacrificio sia tattico che economico per la squadra bianconera sarebbe poi quello di Diego, che mal si abbinerebbe con l'idiosincrasia dell'attuale allenatore del Liverpool a giocare con il trequartista. In caso di difficoltà ad arrivare al pupillo Torres, sarebbe pronta l'alternativa Dzeco.
Unica condicio sine qua non imposta da Benitez sarebbe la qualificazione in Champions della Juventus, ad oggi sempre più complicata sopratutto dopo la sconfitta di San Siro contro l'Inter.
Dico la mia, credo poco a questa soluzione. Intanto, aspettare la certezza di una qualificazione Champions, che probabilmente nemmeno arriverà, vorrebbe dire rimandare la scelta dell'allenatore di almeno un mese, mentre la Juve ha bisogno di annunciare ora il nuovo tecnico. Inoltre Benitez ha sempre detto che in caso di divorzio dai reds preferirebbe tornare in patria e con il Real alla finestra dubito che si precluderebbe questa ipotesi.
Ancor meno credo all'ipotesi Torres, campione vero che costerebbe non meno di 40 milioni di euro.
Le altre strade per la panchina bianconera indicano in Prandelli, Allegri e la new entry Dunga le possibili alternative.
Prandelli, è il tecnico che più incarna lo stile Juve come carattere ma per costruire qualcosa d'importante anche a Torino avrebbe bisogno di portare con se Corvino. Corvino+Prandelli sarebbe un affare per la Juventus. L'ipotesi Dunga invece ritengo sia completamente infondata. Allegri, incredibilmente esonerato in settimana da Cellino, è un giovane rampante in fase di lancio su cui si può anche puntare ma serve una società esperta e forte dietro, quello che l'attuale Juve di certo non è.
Ecco non vorrei che si passasse dal pacchetto sognato dai tifosi juventini Benitez-Torres-Mascherano a quello Allegri-Matri-Daniele Conti! Con la nuova dirigenza bianconera è lecito attendersi di tutto.
In settimana c'è stata un'udienza forse decisiva al processo di Napoli. La difesa di Moggi ha messo all'angolo il Tenente Colonnello Auricchio apparso sempre più in difficoltà con i suoi "non ricordo". Ancora è presto comunque per tracciare un nuovo bilancio dello scandalo che ha distrutto il calcio nel 2006, anche se le nuove intercettazioni stanno dimostrando che quando da più parti si gridava al "così fan tutti" forse non si era molto lontani dalla verità. Una cosa è certa, chi nel 2006 ha definito lo scandalo "Moggiopoli" dovrebbe chiedere scusa a Moggi e a tutti i lettori, perché se c'è una certezza emersa dal processo di Napoli senza possibilità di smentita alcuna è che non era solo Moggi a telefonare ai designatori ed intrattenere rapporti amichevoli con loro. E Moggi inoltre non ha mai chiamato arbitri o promesso regali, come invece fatto da altri.
L'appello di Gianfelice Facchetti, figlio del compianto Giacinto, di restituire lo scudetto del 2006 è rimasto purtroppo inascoltato. Peccato, sarebbe stato davvero un bel gesto da parte dell'Inter che non sta uscendo per niente bene dalle nuove intercettazioni. Anzi.
Per loro fortuna però almeno in campionato battendo la Juventus hanno riconquistato la vetta della classifica di Serie A, in attesa che si disputi il derby capitolino dove la Lazio farà di tutto per far perdere lo scudetto ai "cugini".
Ecco, ora sta a Ranieri dimostrare che tutti coloro che gli hanno sempre rinfacciato "non sei un vincente perchè arrivi sempre ad un passo del traguardo ma poi arrivi sempre secondo" sbagliavano.
Ranieri ha un solo modo per smentire i suoi dedrattori e togliersi i tanti sassolini dalla scarpa: vincere lo scudetto.

sabato 17 aprile 2010

"Sissoko, che ingenuità"





Luciano Moggi è intervenuto a caldo dopo Inter-Juventus nel corso di “Tutti pazzi per la Juve".
“La Juventus ha giocato alla pari con l’Inter fino all’espulsione di Sissoko. L’impegno dei giocatori bianconeri c’è stato, ma la negligenza del centrocampista maliano che quest’anno ha perso lo smalto dei tempi passati è stata decisiva per condizionare la gara in negativo. Ormai per la lotta al 4° posto la Juve deve sperare per forza che Sampdoria e Palermo rallentino altrimenti l’anno prossimo si dovrà accontentare dell’Europa League. La prestazione di Diego? Ripeto, il giocatore non è un campione, è solo un buon giocatore. Ma rispetto a quando giocava in Germania ha subito una metamorfosi in negativo. Lo si vede trotterellare per il campo, girando troppo a largo dalla porta senza aggiungere sostanza alla squadra”
Subito dopo è intervenuto anche l'indimenticato Paolo Montero che ha detto ai nostri microfoni:
"La Juve non meritava di perdere perchè ha giocato con grinta e carattere. I giocatori bianconeri meritano applausi per l'impegno profuso ma ci sono stagioni che nascono sotto la luna storta e questa per la Juve è una di quelle!"

venerdì 16 aprile 2010

Ciao Raimondo

Ci ha lasciati il mitico Raimondo Vianello, campione di simpatia.
Porterò sempre nel cuore la sua conduzione di "Pressing" che si accosta totalmente alla mia visione di calcio spensierata e sdrammatizzante di cui purtroppo se ne sono perse le tracce.
Ciao Raimondo, ti ricordiamo con allegria come tu avresti voluto.
Questa sera, in termini di tensione, si gioca la madre di tutte le partite Post-Calciopoli:
l'Inter, la squadra che più ha avuto benefici dal 2006 contro la più penalizzata, la Juventus.
Con la consapevolezza che finchè non verrà fatta chiarezza totale sullo scandalo di 4 anni fa, niente potrà mai tornare come prima....

mercoledì 14 aprile 2010

Se la Gazzetta tifa Inter

Il processo entra nel vivo, ormai più nessuno può far finta di nulla ne parlare di "telefonate irrilevanti".
Il primo passo sarà la revoca dello scudetto di cartone del 2006, su quello non ci saranno dubbi alcuni.
Per la riapertura del processo sportivo invece molto dipenderà da quello che farà la società Juventus.
Di certo guardando oggi le prime pagine dei giornali si può evincere come ancora una volta la Gazzetta dello Sport prova a fare controinformazione. Ma tranquilli, che sono alla frutta.
Guardate ieri come Palombo ha perso le staffe contro l'Onorevole Capezzone.
Ascoltate poi cosa Palombo disse a me un anno fa.....
Come diceva Tomas Milian "se caghi sotto la neve...prima o poi si scopre".



lunedì 12 aprile 2010

"Tutti innocenti"

Vittoria sofferta, decisa dall'unico giocatore che non ha mai mollato in questa stagione Giorgio Chiellini. Resta viva la speranza per il quarto posto....
LE DICHIARAZIONI RILASCIATE DA MOGGI

ROMA - ADESSO ARRIVA LA PAURA
"La squadra ben allenata da Ranieri ha coronato la sua rincorsa. Adesso però per la squadra giallorosso viene il difficile, perchè subentrerà la paura come si è anche visto nel finale di gara contro l'Atalanta. Da qui alla fine del campionato dovrà dimostrare di esser una grandissima squadra, sopratutto nel derby di domenica prossima perchè la Lazio farà sicuramente di tutto per fargli perdere il campionato"
INTER - TUTTA COLPA DELLE PARANOIE DI MOURINHO
"L'Inter è sempre la squadra più forte di questo campionato mediocre. L'ha dimostrato anche contro la Fiorentina nel secondo tempo. La squadra neroazzurra paga però le paranoie di Mourinho su presunti complotti, che hanno finito per trasmettere insicurezza all'intero ambiente interista. Poi ci sono giocatori come Julio Cesar e Chivu, per citarne due, che non stanno rendendo per niente ai loro livelli"
MILAN - IL SOGNO SCUDETTO E' FINITO
"Il Milan è inferiore a Roma e Inter sotto tutti i punti di vista. La difesa senza Nesta poi non è competitiva. Poi c'è da considerare la stanchezza fisica figlia di una media età tra le più alte in assoluto. Ronaldinho è croce e delizia. Quando sta bene fa la differenza, ma in gare come quella contro il Catania fa praticamente giocare il Milan in 10"
LOTTA PER IL QUARTO POSTO - LA JUVE GIOCA MALE MA PUO' FARCELA
"La lotta per il quarto posto è molto agguerrita. Sampdoria e Palermo stanno giocando un ottimo calcio e hanno grandi stimoli. La Juventus pur giocando malissimo, può però ancora puntate al quarto posto. E poi bisogna anche aggiungere che all'Uefa farebbe sicuramente più comodo che la squadra bianconera fosse quella a qualificarsi per la Coppa Europea maggiore...."
CALCIOPOLI - TUTTI COLPEVOLI? NO, TUTTI INNOCENTI. MORATTI LO CHIAMIAMO NOI
"Al processo di Napoli stiamo dimostrando che non esistevano complotti, che le squadre hanno sempre vinto per i valori espressi dal campo e che gli arbitri sbagliano in quanto persone umane. Dicono che vogliamo far passare il motto tutti colpevoli=tutti innocenti? E' un falso. Io dico che siamo tutti innocenti perchè quello era un modo di operare comune. D'altronde erano gli stessi designatori arbitrali a chiederci di telefonar loro. Ancora pago quella telefonata delle griglie con Bergamo che mi chiamò da casa sua ma mai nessuno ha fatto notare che poi il designatore arbitrale scelse diversamente da come io avevo previsto. Il sorteggio arbitrale truccato? Allora indaghino giornalisti e notai che assistevano ogni settimana. Moratti vuole venire a testimoniare a Napoli per difendersi? Stia tranquillo, che presto si metterà a disposizione dei miei legali! Avete visto in settimana che figura ha fatto Sacchi nei confronti di Bergamo? Tutti pronti a fare i moralisti, ma poi alla fine telefonavano tutti. Lui, Facchetti. Tutti. Si attaccano al fatto che Giraudo è stato condannato in primo grado? A Giraudo adesso lo salviamo noi con le prove che stiamo portando in nostra difesa. Ci sono giornalisti come Travaglio che parlano di nuove intercettazioni non illecite e diverse dalle precedenti cercando di fare disinformazione, senza sapere cosa dicono. D'altronde certi personaggi hanno costruito la loro carriera facendo soldi parlando male delle persone senza prove e frequentando strana gente..."

LE DICHIARAZIONI DI NICOLA PENTA, CONSULENTE SPORTIVO DELLA DIFESA MOGGI AL PROCESSO
"C'è un' intercettazione di cui chiederemo la trascrizione a Napoli in cui un presidente di Serie A chiede ad uno dei due designatori di passare a casa dell'azionista di maggioranza della società di calcio perchè "ha un regalo per lui"....."

LE DICHIARAZIONI DI NELLO DE NICOLA, EX RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE DELLA JUVENTUS
"La Juventus vive un momento delicato, difficilissimo. Un grande momento di disorganizzazione sia in campo che in società. Senza i miracoli di Buffon non sarebbe riuscita a battere nemmeno il Cagliari. Per l'ultimo posto valido per la qualificazione Champions vedo molto meglio Sampdoria e Palermo, perchè più motivate e determinate. Mi sembra davvero difficile che la Juventus possa arrivare quarta."

LE DICHIARAZIONI DI GIAMPAOLO MONTALI, EX DIRIGENTE JUVE
"Dico grazie a Luciano Moggi per tutte le belle cose che ha detto sul mio conto in questo periodo, sopratutto perchè i suoi complimenti mi hanno fatto molto piacere perchè sono arrivati molto prima che la Roma avvistasse il primo posto. La vetta è un piccolo traguardo raggiunto da noi, ma adesso viene il difficile perchè d'ora in avanti saranno decisive le 5 partite che mancano"

domenica 11 aprile 2010

Altro che accurata tutela


Nonostante il campionato più disastroso degli ultimi 50 anni, dove sta abbattendo tutti i record negativi e nonostante le 12 sconfitte in 32 gare, la Juventus è ancora clamorosamente in lotta per un posto in Champions, posizione che dista solo 3 punti. Segno questo inequivocabile del livello dell'attuale calcio italiano. Un tempo, una squadra con una sconfitta ogni 3 gare o quasi al massimo avrebbe potuto ambire ad una salvezza senza patemi. Dal raggiungimento del quarto posto o meno dipende tutto il futuro della Juventus. Per questo è ancora prematuro parlare di nuovo allenatore(Allegri favorito?) o di nuovi acquisti (Kuranyi?).
La paura di fallire anche l'ultimo obiettivo stagionale ha messo sull'attenti il presidente bianconero uno e trino Jean Claude Blanc. In settimana, si è presentato a Vinovo minacciando i giocatori "fino a quando non farete risultato e non darete dimostrazione d'impegno e professionalità i compensi saranno sospesi".
Chissà a quanti giocatori sarà venuto in mente di replicare con una pernacchia in stile Totò "Ma come, parla proprio lui?" Questo avranno pensato.
Blanc pur capendo quasi nulla di calcio è uno dei manager più pagati in Italia nonostante poi la sua gestione sia fallimentare sotto quasi tutti i punti di vista. E allora chi merita di più di avere lo stipendio bloccato? I giocatori o chi, ad esempio, lo scorso anno ha esonerato senza motivo quel Ranieri che oggi a Roma è ad un passo dallo scudetto? Sig. Blanc, si faccia un bell'esame di coscienza perché il primo stipendio da congelare sarebbe proprio il suo.
In questi giorni si fa fatica a parlare di calcio giocato perché la diffusione giornaliera di nuove intercettazioni inerenti a Calciopoli sta deviando l'attenzione dei media e non solo dai campi di gioco. D'altronde martedì 13 Aprile a Napoli ci sarà l'udienza decisiva per quello che riguarda il processo penale. L'avvocato di Luciano Moggi, Paolo Trofino, intervenuto ai microfoni di "Tutti pazzi per la Juve" ha confermato che punteranno a smontare completamente l'accusa di "Cupola" per far decadere il capo d'imputazione per associazione a delinquere.
Comunque vada a finire il processo penale, le nuove intercettazioni sono tornate a gettare una pesante ombra su quelli che sono stati i processi sportivi del 2006. Appurato che lo scudetto a tavolino non lo voleva assegnare nessuno, Guido Rossi escluso, le nuove intercettazioni hanno avuto persino il merito di risvegliare dal letargo l'attuale dirigenza juventina.
Parte del comunicato ufficiale emesso dalla Juventus mercoledì 7 Aprile riportava le seguenti parole
"Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l'eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi."
I tifosi juventini nel leggere questo comunicato si sono lasciati andare a commenti ironici. Si è letto su TUTTOJUVE.COM "ma come, questi per 4 anni non hanno fatto niente per difenderci e ora si avvantaggiano della difesa dei legali Moggi al processo di Napoli?" oppure "fosse stata per Elkann, Gabetti, Montezemolo e Grande Stevens, Calciopoli sarebbe già morta e sepolta". Eppoi un invito "se riaprono i processi, Dio ci scampi da Zaccone". Insomma la nuova Juve viene criticata anche quando prova a fare qualcosa di buono. La verità è che ai tifosi non va giù che nel momento più difficile della storia bianconera, ovvero dal 2006 ad oggi, John Elkann & C. sono evaporati non spendendo una sola parola in difesa della Juve che fu e patteggiando la pena ovunque fosse possibile, senza nemmeno provare a difendersi. Altro che accurata tutela.
Calciopoli o non Calciopoli, quando poi ci si ritrova ad ammirare le prodezze di Lionel Messi ti ricordi perché il calcio da sempre è lo sport che più appassiona. Messi è un 1987, stesso anno di Giovinco tanto per intenderci. D'accordo, solo accostare i due giocatori è blasfemo ma pensate, in Italia un 1987 si considera ancora una promessa che deve esplodere. In Spagna invece Messi sono già 6 anni che è stabilmente in prima squadra. Il rilancio del calcio italiano deve passare anche dalla riscoperta dei vivai, ma soprattutto del coraggio di lanciare i giovani. Messi è un fenomeno, un extraterrestre, in alcune sue giocate rivedo addirittura Maradona. Lui giocherebbe ovunque, in qualsiasi paese. Ma sicuramente in Italia avrebbe avuto una maturazione più lenta. Eppure ricordo ancora la prima volta che l'ho visto giocare. Era un Barcellona-Juventus, calcio d'agosto. Era la Juventus stratosferica di Capello che per 2 anni dominò in Italia. Iniziò la partita e subito la piccola pulce fece un tunnel a Cannavaro che reagì con una stilettata sulle sue caviglie. Non aveva gradito evidentemente.
Ripresosi dalla botta, qualche minuto dopo Messi puntò anche Vieira e "zac", tunnel pure a lui con tanto di calcione ricevuto in cambio pure in questa occasione.
Eppure Messi non indietreggiò di un passo.
Sono bastati 3 minuti per innamorarmi di Messi e capire che sarebbe diventato un grandissimo.
L'Inter dovrà solo sperare che, quando incontrerà il Barcellona, Lionel non sarà nella forma "Arsenal", altrimenti non ha chance alcuna.
Che bello sarebbe se anche nel calcio italiano si tornasse a parlare solo di calcio giocato. Vero?


QUESTO POMERIGGIO GRANDE NOVITA'.
LA TRASMISSIONE "STUDIO STADIO" CHE MI VEDE PROTAGONISTA INSIEME A LUCIANO MOGGI SARA' VISIBILE ANCHE IN DIFFERITA SUL CANALE QUARTARETE IN PIEMONTE.
RIEPILOGANDO
DALLE ORE 17,00 ALLE 18,30 IN DIRETTA SU GOLD SPORT (DIGITALE NEL LAZIO) O SU GOLD SAT CANALE 856 SKY.
DALLE 19,30 IN DIFFERITA INVECE SU QUARTARETE TV ed in streaming su
www.quartarete.tv/diretta.html

venerdì 9 aprile 2010

"Sei come l'Innominato"


Lettera aperta di Luciano Moggi a John Elkann
Carissimo Elkann, trovo francamente sorprendente leggere dalle colonne del Corriere della Sera del suo risentimento nei confronti di chi ha tacciato la Juventus, da lei condotta a senso unico durante Calciopoli, di essere stata parte attiva nel formulare ed accettare la propria condanna.
Vede Elkann, quando si è dalla parte della verità e quando si ha la responsabilità di una onesta storia centenaria e della dignità di quindici milioni di tifosi che nella Juventus si sono immedesimati e delle sue vittorie hanno gioito insieme alle proprie famiglie, allora si ha l’obbligo morale di affrontare le ingiustizie e le falsità, con coraggio e sacrificio, come la storia personale e professionale di chi Le scrive testimonia. Le ricordo che prima ancora dell’inizio del processo sportivo, Lei, probabilmente non troppo sorpreso per quanto stava accadendo e già proiettato verso il glorioso futuro sportivo che attualmente rallegra i tifosi bianconeri, considerando i recenti successi nazionali ed internazionali che la nuova dirigenza ha saputo collezionare, aveva già deciso di abbandonare me e Giraudo al nostro destino, rinunciando a difendersi ed anzi, cosa ancor più grave, dando mandato al suo difensore di accettare supinamente qualsiasi decisione.
Tuttavia i suoi istinti suicidi non si erano ancora placati se è vero, com’è vero, che all’indomani della presentazione del ricorso al Tar, nel settembre del 2006, per l’annullamento delle sentenze sportive e per la sospensione dell’inizio del campionato in attesa di un processo più giusto ed equo, Lei decideva che quel ricorso andasse ritirato e che le decisioni della Federazione non andassero contestate ma servilmente accettate, con pubblici ringraziamenti di Blatter a Montezemolo!
Durante il secondo filone di indagine, quello cioè delle presunte Sim estere denominato Calciopoli 2, la Juventus, in quell’occasione assistita da Franzo Grande Stevens, piuttosto che difendersi, come ho efficacemente fatto io, ha preferito patteggiare e pagare 300 mila euro! Nemmeno una mente fervida ed imprevedibile come quella di Alfred Hitchcock avrebbe mai immaginato che la vittima di una macchinazione
potesse diventare con un colpo di teatro a sua volta colpevole… E invece lei c’è riuscito, al processo di Torino.
In quella comica (se non fosse tragica…) vicenda, la Juventus da Lei condotta, non si è solo limitata a non difendere sé stessa ed i dirigenti che l’hanno onestamente servita per 13 anni di successi e vittorie “a costo zero” – come direbbero i suoi esperti di marketing nella fase di lancio di una nuova vettura – ma addirittura ha accusato me e Giraudo e Bettega (perché no?) di comportamenti illeciti in ambito economico-gestionale,poi puntualmente smentita da un attento esame da parte del giudice. Si ricordi che quell’assoluzione vale per Lei come una condanna.
Leggo che in un comunicato ufficiale la Società Juventus «confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d’altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006» (!!!). Lei Elkann, con questo suo inaspettato e tardivo ravvedimento, mi ricorda l’Innominato dei Promessi Sposi, che dopo una notte di travaglio morale ed esistenziale decide di convertirsi e di dare una svolta positiva alla sua vita. Certo verrebbe da chiedersi dove sia stato e cosa abbia fatto e letto in questi lunghi quattro anni, per accorgersi solo adesso che la Juventus, quella sana e vincente della triade, è stata vilipesa e mortificata ingiustamente, oltreché accusata da prove parziali e contraddittorie.
Mi domando, inoltre, che cosa voglia intendere quando parla di «parità di trattamento che la difesa della Società avrebbe chiesto durante il processo sportivo». Non certamente l’aver proposto ed ottenuto la retrocessione, la revoca di scudetti vinti onestamente sul campo, la svendita di una rosa di giocatori di livello mondiale ed il rafforzamento dell’Inter a costi promozionali!
A pensar male si fa peccato, ma spesso si individua la verità e chissà se dietro questo suo ravvedimento non ci sia il tentativo di sviare l’attenzione dai disastri sportivi che la Sua illuminata gestione ha saputo regalare ai tifosi. Vuoi vedere che quel diavolo di Moggi sta tornando di nuovo utile a Lei e alla Juve dopo anni di battaglie giudiziarie e sofferenze solitarie?

giovedì 8 aprile 2010

Senti chi parla

Juventus.com
«Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l’eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi. Juventus confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d’altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006».

Questo il comunicato di ieri della Juventus.
La mia domanda è una sola : se hanno sempre avuto la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi, perchè nel 2006 non si sono difesi? Perchè adesso sfruttano il lavoro dei legali di Moggi per cercare di riaprire i processi sportivi, loro che in difesa di Moggi in questi 4 anni non hanno mai speso una sola parola che sia una?

Il nuovo pezzo di oggi di Giampiero Mughini in cui mi cita anche nuovamente.
Arriva finalmente, dopo quattro anni di sordomutismo, una nota ufficiale della società Juventus dove, per quel che è di Calciopoli, il pane lo si comincia a chiamare pane. Alla luce dello strabiliante materiale che gli avvocati difensori di Luciano Moggi si sono procurati a forza di denaro e di indagine accanita, la Juve chiede «parità di trattamento » con le altre società coinvolte in quel fiume di telefonate in cui dirigenti dell’Inter o del Milan chiedevano che ad arbitrare quella data partita fosse l’arbitro Tizio e i guardalinee Caio e Sempronio. Telefonate la cui esistenza, ancora pochi giorni fa, era perentoriamente negata dai pm di Napoli che stanno giudicando se Antonio Giraudo e Luciano Moggi avevano messo in piedi o meno «una organizzazione a delinquere» che fungeva da signora dei campionati. Un’accusa tutta fondata sul presupposto che fossero solo Giraudo e Moggi a circumnavigare i designatori arbitrali, a commentare con loro affabilmente partite e arbitri, a imprecare contro decisioni giudicate sbagliate, addirittura ad andare a cena con quei designatori: accompagnati dalle loro mogli, un’aggravante non da poco.
Una costruzione accusatoria che si scioglie come neve al sole alla luce del materiale che abbiamo letto e che leggeremo. Per aver fatto Moggi telefonate analoghe al suo amico trentennale Paolo Bergamo, telefonate in cui il “direttore” della Juve parlava di quel che è il pane e la religione della sua vita, quale arbitro fosse più capace professionalmente ad arbitrare una partita importante, la Juve è stata derubata di due scudetti, cacciata dalla Champions e dai suoi redditi, scaraventata in B e per giunta con una sonante penalizzazione, disossata professionalmente di tanti suoi campioni e infine costretta a venderli ai rivali pur di sopravvivere.
La nota della Juve dice che questa «parità di trattamento » loro la avevano sempre chiesta. I fatti dicono
esattamente il contrario. All’origine degli sfracassi di Calciopoli/Farsopoli c’è esattamente il fatto che la società bianconera (e dunque la sua proprietà) aveva offerto l’altra guancia a giudici sportivi e a giornalisti euforici che stavano picchiando a morte contro la Juve e la sua leggenda.
Di telefonate intriganti ne erano emerse già in quei 2-3 mesi estivi in cui si compì il massacro della Juve, e c’erano di mezzo il Milan, la Fiorentina, la Lazio. «Parità di trattamento» un beatissimo c…. Al Milan tolsero qualche punticino e lo riacciuffarono per la collottola pur di aprirgli le porte della Champions, che poi la squadra di Ancelotti vinse. Pur di avere qualche punto di penalizzazione in meno, la Juve decise di non ricorrere al Tar, un ricorso arduo ma non impossibile da vincere. Sui giornali vicini a casa Agnelli il sordomutismo era ed è stato impressionante. Per dire del quotidiano della famiglia, La Stampa, solo da un paio di settimane l’argomento Calciopoli vi viene affrontato con una qualche attenzione problematica, come se non fosse così scontato che Moggi altri non era che la versione più recente del Male Assoluto. Non c’è stato grande giornale italiano che abbia mai speso una parola a favore della Triade, e questo sino a un editoriale di Mario Sconcerti apparso sul Corriere della Sera una decina di giorni or sono. C’era solo Moggi a difendere se stesso su Libero o in alcune tv private.
E già questo era insopportabile a tanti, che Moggi esercitasse il suo diritto alla difesa. Per dire di un cialtrone, ascoltavo alcuni giorni fa su una radio privata che è la mia preferita una trasmissione il cui conduttore, nel replicare alla telefonata di uno che malediceva la presenza di Moggi in alcune tv private, gli diceva che aveva una ben misera opinione del suo tempo se stava ad ascoltare quel che diceva Moggi.
Per quattro lunghi anni se no nci fossero stati alcuni siti juventini e alcune tv private, non una parola sarebbe stata pronunciata a difendere la storia della Juve e le sue vittorie. Non ci fosse stato l’eroico lavoro artigiano di Emilio Cambiaghi (autore di un magnifico Manuale di autodifesa del tifoso juventino), di Stefano Discreti, di Massimo Zampini, di tutti i prodi che costruiscono l’informazione quotidiana del sito Ju29ro.com (al cui recentissimo e imperdibile Che fine ha fatto la Juve? sono orgoglioso di avere apposto la prefazione), di blogger quali Mauro Zucconi (strepitoso un suo articolo sul Secolo XIX in cui supplicava John Elkann di vendere la Juve a un emiro), la dittatura del “pensiero unico” anti-Juve sarebbe stata totale. La dittatura di un pensiero che vuole la Juve signora degli scudetti solo perché imbroglia e corrompe, un pensiero che aveva fatto capolino già nell’Italia dei cinque scudetti consecutivi bianconeri negli anni Trenta. Il pensiero da “bar dello sport”, e non è un caso che i giudici sportivi dell’estate 2006 abbiamo fatto riferimento a quel pensiero come a qualcosa di cui avevano tenuto conto.
Dopo quattro anni di sordomutismo la proprietà della Juve s’è insomma desta. «Parità di trattamento» significa chiedere la riapertura del processo sportivo, e ci mancherebbe altro che non fosse possibile per un qualche cavillo. «Parità di trattamento » significa richiedere indietro il 28° e il 29° scudetto, i due dell’era Capello, due scudetti tra i più belli della saga juventina, e di cui non c’è leale giocatore di calcio o mister da me incontrati in tanti anni che non dicesse che la Juve li aveva stravinti sul campo. Con una squadra di cui 8 titolari su 11 disputarono la finale di Germania 2006.

mercoledì 7 aprile 2010

"Elkann richiedi gli scudetti!!"

di Giampiero Mughini
Caro John Elkann, mi perdoni ma non so se chiamarla ingegnere o presidente o che cos’altro. Di certo lei è il capintesta della proprietà di una delle squadre di calcio più famose e amate al mondo; di certo io sono uno dei dieci milioni e passa di italiani che stravedono per la Juve e per la sua leggenda e che non hanno ingoiato Tangentopoli e che non hanno alcuna intenzione di “dimenticare Moggi”, come dalla prima pagina del “Corriere della Sera” ci suggerisce il mio amico Beppe Severgnini, un eccellente giornalista che quando ragiona a favore dell’Inter si trasforma in un ultrà della curva più corriva.
Rapina Farsopoli
Ecco, io sono uno dei milioni di juventini che non hanno nessuna intenzione di dimenticare l’oltraggio e la rapina di Calciopoli/Farsopoli. E del resto i fatti di questi giorni vanno al di là di ogni nostra previsione. Va al di là di ogni previsione il fatto che dirigenti di tutte le società rivali parlassero al telefono con i designatori arbitrali né più né meno di come lo faceva il più autorevole di tutti i dirigenti di società calcistiche, per l’appunto Luciano Moggi. Né più né meno: parlavano, confabulavano, denigravano quell’arbitro o laudavano quell’altro, si auguravano che ad arbitrare quella o quell’altra partita decisiva fosse Tizio o Caio. Beninteso, chiacchiere da bar.
Poi in campo contava che Del Piero facesse quella tal rovesciata a mettere la palla al centro dell’area e che David Trezeguet andasse incontro alla palla e la colpisse di nuca all’indietro a scavalcare il portiere milanista. E a San Siro finì 1-0 per la Juventus. E non c’è dio o allah al mondo che possa sostenere che questo risultato era fasullo, e non c’è dio o allah al mondo che possa mettere becco in questo sacrosanto scudetto vinto dalla Juve, lo scudetto 2004-2005 che ci è stato rapinato e che è stato trasformato in uno scudetto di merda e di cartone appiccato sulle maglie nerazzurre di una squadra milanese che stava indietro di 14 punti.
Caro ingegnere Elkann, non esiste al mondo un’obiezione valida al mio ragionamento. Lei che è il proprietario della Juve, e che non ha difeso di una virgola il gruppo dirigente che aveva costruito la squadra meraviglia dei due scudetti di Fabio Capello, di obiezioni non ne può avere nessuna. Solo che voi proprietari della Juve, e lo dico non il massimo garbo possibile, nell’estate del 2006 avete scelto un’altra pista.
Triade da cacciare
Era da tempo che volevate sbarazzarvi di quella Triade troppo ingombrante. Umberto Agnelli, che quei dirigenti li aveva scelti e prediletti uno a uno, era morto. In casa Fiat gli uomini che erano stati cari all’Avvocato Gianni Agnelli non avevano la benché simpatia per gli uomini che erano stati cari al Dottore Umberto Agnelli. Lei ne aveva di consiglieri prestigiosi che le suggerivano di sbarazzarsi di Moggi e Antonio Giraudo, l’uomo che a tutt’oggi cura gli
interessi del ramo umbertagnelliano della famiglia e dunque dei suoi cugini, il ramo che sghignazza a sentire che Giraudo faceva parte di un’associazione a delinquere. E poi c’era che la Fiat del 2006 era alle soglie dell’abisso finanziario, non poteva permettersi di sfidare il governo di sinistra-centro e l’establishment industriale milanese
che faceva capo a Pirelli-Telecom e compagnia intercettante.
Senza difesa
A questo punto voi avete pagato lautamente un avvocato torinese perché non difendesse la Juve. Un avvocato che aveva dichiarato di non aver visto la gran parte delle carte processuali, ma che quel poco che aveva visto bastava perché la Juve fosse scaraventata in serie C. Quello che lo aveva fatto inorridire noi non lo abbiamo mai visto né ascoltato. In compenso stiamo ascoltando, e mille altre ne ascolteremo, le telefonate (in cui non c’è nulla di illegale) in cui dirigenti di tutte le squadra rivali della Juve confabulano con i designatori e premono su di loro. Chiacchiere al telefono, naturalmente.
Per me Giacinto Facchetti è e resta l’uomo che andava giù per le fasce, cento volte a partita. Un grande campione, punto e basta.
Esattamente come Luciano Moggi è per noi l’artefice e il costruttore della squadra che ha vinto e stravinto dappertutto senza costare alla sua famiglia, caro ingegnere Elkann, nemmeno un euro. E poi c’è che la condanna inflitta alla Juve nell’estate del 2006 non era una condanna, e bensì un ergatostolo. Una condanna a morte, l’interruzione violenta di una storia, la sua distruzione, una squadra fatta a brandelli e che era costretta a vendere i suoi campioni all’Inter rivale. Tanto che la Juve di oggi è sprofondata nell’abisso che lei sa, caro ingegnere.
Errore da correggere
Bene. Sbagliamo tutti, voi avete sbagliato nell’estate del 2006. È il tempo di correggere quel vostro errore. È il tempo di chiedere indietro quello che è stato rapinato alla società di Corso Galileo Ferraris e alla leggenda della Juventus, la squadra di calcio la cui storia è inscindibile dalla famiglia Agnelli, la famiglia di cui lei è il membro di quinta generazione. Ingegnere, abbiate il coraggio di correggere il vostro errore.
Non siate timido, non avete di fronte dirigenti di calcio o giudici sportivi che siano degli eroi o degli “onesti”. Avete di fronte degli esseri umani, che sbagliano a loro volta e che intrigano a loro volta. Siate a vostra volta degli esseri umani, gente che non si fa prendere a ceffoni senza reagire. Pensi, caro ingegnere, a Gianni e a
Umberto Agnelli. Ai due fratelli che se fossero stati vivi Calciopoli non sarebbe neppure cominciata.
Neppure cominciata la farsa in cui un ex membro del consiglio di amministrazione dell’Inter sarebbe sbarcato a Roma a cambiare i giudici che dovevano decidere se sì o no meritava di essere coperta di fango la squadra di cui otto titolari su undici erano in campo nella finale di Coppa del mondo del luglio 2006. La squadra costruita da Moggi e Giraudo. La squadra che fa da stemma della storia della famiglia, ingegnere Elkann. Tutto questo sia detto con garbo, caro ingegnere. Buon lavoro, buone decisioni. Decisioni pro veritate.

2 pesi e 2 misure

Mentre continuano ad uscire nuove intercettazioni scottanti, l'Inter guadagna la semifinale di Champions dove si troverà davanti il Barcellona dell'ex Ibrahimovic e di un immenso Messi. Si potesse parlare solo di calcio giocato.....
Dicevamo di Calciopoli 2.
Intanto chi per anni ci ha propinato "Moggiopoli" si dovrebbe vergognare e chiedere scusa a tutti i lettori. Ma non lo faranno mai.
Adesso è caccia a sminuire i toni delle telefonate degli altri. Ci fosse stato Moggi al loro posto....
Invito tutti a leggere l'articolo scritto ieri da Beha, uno dei pochi "onesti" (altro che Moratti) che sta cercando di fare luce in questa farsa mediatica che va avanti dal 2006.
Alla faccia dei Boniek e dei Galeazzi.... Complimenti a Michele Criscitiello invece, per lo speciale Calciopoli andato in onda lunedì sera su SportItalia.

Calciopoli di cioccolato

"Dico di Calciopoli e dei suoi sviluppi. Cominciamo da quelle al latte. Avete letto domenica la trascrizione della telefonata di Moggi a Bergamo del 9 febbraio 2005, esemplare documentale del cosiddetto sistema-Moggi. Di qui anche l'occhiello della pagina, semplicemente Moggiopoli. Per queste ed altre telefonate Moggi e Bergamo sono stati cancellati dalla giustizia sportiva nel 2006 e sotto processo per associazione a delinquere attualmente presso il Tribunale di Napoli. È storia nota. Questa ed altre telefonate riportate ieri l'altro sono da quattro anni di dominio pubblico, e non per caso. Dunque qui la sorpresa non c'è. Allora perché vengono riprodotte per l'ennesima volta? È spiegato chiaramente. Per controbattere "un'informazione smemorata e superficiale" che mette qualcosa "sullo stesso piano dei gravissimi fatti emersi a carico delle dirigenze della Juventus, del Milan, della Fiorentina e della Lazio". Insomma le quattro castigate dalla giustizia sportiva prendendo a riferimento la "cupola" del sistema-Moggi. Quindi sorprese pasquali, nessuna. Se non la benemerita intenzione di fare memoria su Moggi, collegata a quel "qualcosa". Ma che cos'è questo "qualcosa"? Sono la prima "sorpresa" pasquale, nelle uova al cioccolato fondente uscite sabato qui come su tutti i giornali. Dentro, le trascrizioni finora inedite delle telefonate tra Moratti, altri dirigenti interisti e Bergamo sugli stessi temi (designazioni, gradimento ecc. ) imputati a Moggi. Ma proviamo a sostituire il nome di Moggi a quello di Moratti nella telefonata trascritta per vedere -alla Jannacci- neppure tanto di nascosto l'effetto che fa. E ancora: ma se la giustizia sportiva ha già operato con le sue sbrigative sentenze, e invece quella penale nella fattispecie nei confronti del cupolone Moggi ancora no, non sarà il caso intanto di rimanere alla prima? E Moratti non ha sempre negato finora pubblicamente, e per quattro anni, mentre riscuoteva scudetti a tavolino, di aver fatto telefonate a chicchessia? Dunque c'è già una menzogna in ballo: che non assolve Moggi, ma ci fa fare un passettinoserio avanti. Se in ballo c'era per la giustizia sportiva la violazione dell'art.1 delle Carte Federali sulla lealtà sportiva e altre menate del genere…, Moratti mai entrato in questa inchiesta deve essere processato dalla Procura Federale come Moggi. Soltanto per assolverlo, naturalmente, per vedere le differenze, per non essere costretti a passare da Moggiopoli a Morattopoli, cosa che a molti dispiacerebbe di certo. La "discarica Moggi" era stata chiusa dal Ministro per l'Ambiente rotondocratico ormai da tempo. Riaprirla vorrebbe dire munirsi di maschere per il tanfo: ma quale? Quello già dentro o quello ancora fuori? Nel frattempo i due pubblici ministeri del processo di Napoli, oggi Narducci e Capuano, ieri Narducci e Beatrice che mi hanno fatto l'onore della citazione in un'intervista a "L'Espresso" di tre anni fa ("l'unico che ha capito è Oliviero Beha e per questo non lo fanno scrivere…") hanno avuto un'uscita sorprendente. Hanno affermato che "le vittime non devono diventare i colpevoli", frase che ha fatto il giro mediatico del mondo. Non so a voi, ma a me è sempre parso importante nel quadro "della separazione delle carriere" che gli inquirenti facessero gli inquirenti (e sono certo che i PM lo stanno facendo nel modo migliore possibile…) e i giudicanti i giudicanti. E allora che cos'è questa storia di "vittime" e "colpevoli"? Quindi sarebbe già tutto deciso? E che cosa significa che le telefonate morattiane non sono state prese in considerazione ? In base a quale criterio? Nessuno ricorda che Narducci nell'ottobre del 2008 a inizio processo a Giraudo con rito abbreviato "escluse tassativamente" l'esistenza di altre telefonate fuori indagini? Se il capo di quelle indagini era l'allora maggiore dei Carabinieri Attilio Auricchio, che oggi da tenente colonnello in aula a Napoli va avanti a colpi di "non ricordo" (e gli inquirenti comprensivi al Presidente di Tribunale: "Può capitare, non le pare ? "…) e citando come fonte i tabellini della Gazzetta dello Sport, forse su queste telefonate "escluse" dall'inchiesta c'è qualcosa da dire? Oppure no? Per soprammercato, altro uovo fondente, mentre si faceva quella meritoria opera di memoria riepilogata… su tutti gli altri giornali (e per quel poco che conta anche per bocca di chi scrive nel corso del Tg3 di sabato) usciva una telefonata "meravigliosa" di Bergamo a Galliani, in cui il designatore (lo stesso "trascritto" con Moggi qui) chiedeva ausilio e "calore, molto calore" al vicepresidente del Milan allora reggente della Lega calcio e anche del Milan stesso (maggio 2005, vigilia di Milan-Juventus decisiva per lo scudetto, e Berlusconi a Palazzo Chigi autosospeso dalla carica al Milan per non infrangere il conflitto di interessi…). Perbacco, sento odor di "Gallianopoli"… E invito a fare lo stesso con Galliani: sostituite il suo nome con quello di Moggi e magari chiedete un nuovo processo sportivo anche per lui. Ma siccome qui la disciplina praticata sembra essere soltanto il penale, e le magagne e le insufficienze della giustizia sportiva, che vedono responsabili anche giudici ed ex giudici in forza ad essa, paiono non avere alcun valore, restiamo anche noi al penale. Per tanti motivi, di cui ho scritto moltissimo, qui e dove ho potuto, e detto ovunque mi fosse possibile, è improprio e distorcente parlare di una Moggiopoli e di un sistema-Moggi senza collegarlo alla vera questione, che è quella di Calciopoli e di un sistema-calcio. Si tratta di conoscere e collegare i fatti, gli arbitri di allora "sicari" - da dimostrare - di Moggi e c. (a proposito, Paparesta ha negato sempre di essere stato chiuso nel famoso spogliatoio: abbiamo deciso noi a tavolino che mente e che quindi invece che di "millanteria disdicevole" Moggi è passibile di "violenza privata". Ma insomma, i processi li facciamo noi o "loro"?) con gli arbitri di oggi, designati da quel Collina che è dentro molte telefonate di cui finora ci mancava notizia. È una vita, dal caso Camerun in poi, che chiedo pulizia nel calcio, adesso essere superato a destra e nella corsia d'emergenza mi sembra una violazione del codice stradale. Chiudo con una notizia e una domanda, stile vecchi tempi. Vi ricordate di Grazia Fazi, la segretaria della Can definita la "zarina" di Moggi e Bergamo, per mesi sui giornali nel 2006 e rinviata a giudizio a Napoli? Ci credete se vi dico che non è stata mai, dico mai, interrogata da nessuno, in divisa da carabiniere o da giudice? Un po' di pazienza, nessuno sconto, ma anche un'informazione davvero completa."

Oliviero Beha

martedì 6 aprile 2010

Calciopoli cancellata?




“Tutti Pazzi Per La Juve”questa settimana ha intervistato Paolo Trofino, l'avvocato di Luciano Moggi che il 13 Aprile controinterrogherà il Tenente Colonnello Auricchio in quella che si preannuncia come giornata decisiva per la storia del processo e non solo.

Avvocato benvenuto ai microfoni di "Tutti pazzi per la Juve". Il nome della nostra trasmissione è un po’ fazioso ma noi le assicuriamo che cerchiamo sempre di essere il più obiettivi possibile, soprattutto quando si parla di argomenti importanti come quello di Calciopoli, che ha “giocato” sull’anima di tanti tifosi. Perché l’estate del 2006 non ha rubato l’anima” solo a Luciano Moggi, ma anche a milioni di persone normali. A distanza di 4 anni, alla luce dei clamorosi nuovi fatti emersi e delle ultime intercettazioni, lei cosa ne pensa?

“Ovviamente anche la mia è un’idea di parte, ma al tempo stesso obiettiva. L’imputazione di “associazione a delinquere” nel corso del processo ha subito duri colpi, diciamo che siamo quasi sul punto di dimostrarne quasi l’inesistenza, cioè che quella che chiamavano “Cupola” sia di fatto sia un concetto inconsistente. Altro non posso aggiungere. Non è mio costume condurre il processo sui media, ma in aula giudiziaria."

Usciranno nel corso dei prossimi giorni che ci separano dall’udienza del 13 aprile nuove intercettazioni o queste lette negli ultimi giorni saranno le ultime?

“Di intercettazioni ne usciranno sicuramente delle altre, anche con altri presidenti di squadre prestigiose. Ovviamente non posso anticipare nulla, perchè toccherà a me condurre il controesame, forse decisivo, del Maggiore Auricchio, e non voglio scoprire di certo le mie carte prima della prossima udienza."

Possiamo dire che l’udienza del 13 aprile sarà una delle tappe fondamentali del processo?

“A giudicare dal numero di vostri colleghi che mi hanno chiamato in questi giorni direi di si… “

Avvocato, è incredibile sentire uno, all’epoca Maggiore e ora Tenente Colonnello dei Carabinieri, sostenere in aula che l’arbitro Paparesta è stato punito perché gli è stata tolta la patente a punti da Baldas al Processo di Biscardi, oppure giudicando le ammonizioni mirate non in modo specifico e dettagliato, ma attraverso i tabellini di due giornali che spesso sbagliavano pure nel riportarli. Come le vogliamo definire: imprecisioni o superficialità?

“Dire che nell’inchiesta ci sono delle imprecisioni, sarebbe troppo poco. Ci sono addirittura degli infortuni clamorosi degli inquirenti, come sbagliare arbitri e sbagliare partite. Il 13 aprile possiamo dimostrare che è stata un’inchiesta molto “caricata”, a senso unico e con un unico obiettivo. Vi racconto solo un aneddoto, non fatemi dire altro prima. C’era il signor Coppola (guardalinee di un discusso Venezia – Inter che subì pressioni dall'Inter per mitigare la squalifica di Cordoba per una riduzione delle giornate di squalifica ndr), che fa una deposizione da teste d’accusa che non dice nulla di particolarmente importante per il processo, al punto che noi della difesa lo lasciamo "sfilare" senza nemmeno fargli domande. Ad un certo punto, un avvocato di parte civile chiede di fare una domanda ingenua e da quella domanda, ne ricava una risposta inquietante: “Io volevo parlare con gli inquirenti delle pressioni dell’Inter ma mi fu risposto che di loro non gli interessava niente, volevano solo la Juventus…. Fate voi le considerazioni."

Ci sono molti giornalisti anche di alto livello come Ferrajolo (presidente dell’USSI) che continuano a ripetere assurdità come quella di sostenere, più volte, che “La Juve comprava le partite”. Pensate anche di querelare queste persone?

“Questa accusa non esiste nemmeno nei capi di imputazione di un processo già esasperato nei nostri confronti. Io mi occupo del processo in aula. La mediaticità della questione non mi interessa, ma certa gente prima o poi si ricrederà"

Avvocato, parliamo anche del processo Doping che gli juventini hanno subito anni fa. Ciò che è rimasto alla gente comune , alle persone che hanno seguito da fuori l’andamento del processo, è il messaggio che il bombardamento e l’accanimento mediatico hanno voluto far passare, cioè che la Juventus è stata salvata dalla prescrizione. Ci vuole chiarire questa questione?

“Questa è una grande sciocchezza. Innanzitutto io difendevo Giraudo, che fu assolto sia in 1° grado che in 2° grado, e anche in Cassazione. Agricola fu condannato in 1° grado ma poi la sentenza d’Appello riconobbe la sua innocenza. Dopo di che, quando siamo arrivati in Cassazione, la prescrizione è maturata non perché noi l’abbiamo cercata o voluta, ma perché ci hanno messo 4 anni e mezzo per fare le perizie e il processo di 1° grado. La colpa quindi non è nostra ma loro che l’hanno fatta lentamente. Dire che non ne siamo usciti bene è una grandissima sciocchezza."

Però mediaticamente il messaggio che è passato è questo: "Juve salvata dalla prescrizione".

“La Juventus era rappresentata dal suo Amministratore Delegato che era Giraudo e Giraudo è stato assolto in tutti i gradi di giudizio. Poi la prescrizione atteneva un’altra parte dell’imputazione del processo marginale e tecnico, ma per il capo di imputazione principale del processo, cioè l’assunzione di Epo, siamo stati stra-assolti, anche prima che intervenisse la prescrizione che non inficia la sostanza delle cose. E la sostanza delle cose è che i giocatori della Juve non erano dopati. Il resto, cioè l’eccesso di medicalizzazione attiene ad un aspetto tecnico e scientifico. Se Agricola era un po’ più avanti di altri tecnici nella sua tecnica scientifica ma lecita, questo era un suo merito e non un motivo di incolpazione."

Alcuni giornalisti di parte sostenuti in gran parte dal tifo avverso, per difendersi dalle ultime informazioni provenienti da Napoli, affermano che il Processo Sportivo ha già emesso la sentenza. Noi pensiamo che invece in presenza di nuove prove si può anche arrivare alla riapertura del processo sportivo. Quanto è vero questo?

“Dipende dall’incolpazione. L’incolpazione può essere datata; se è datata ad anni e anni indietro è coperta dalla prescrizione. Ma bisogna vedere l’incolpazione che età ha. E qui non c’è un caso concreto ed è inutile discuterne. Passaportopoli ci ha insegnato che in sede disciplinare la prescrizione è diventato un concerto molto opinabile."

Christian Vieri in questi giorni ha fatto richiesta alla Procura Federale della FIGC la revoca dello scudetto 2005/2006, il cosi detto “scudetto degli onesti” e l’interdizione dalle cariche del Patron Moratti in base agli atti dell'inchiesta penale sui dossier illeciti in cui figura come parte lesa per una presunta attività di spionaggio ai suoi danni. Cosa ne pensa di questa storia?

“Mi sembra un bel paradosso che gli scudetti non li rivendica la Juve ma un suo ex giocatore. La società Juve dovrà fare una scelta e parlare anche alla “pancia” dei tifosi. I tifosi sanno benissimo che nel 2006 avevamo uno squadrone talmente forte che non aveva bisogno di aiuto alcuno"

Avvocato, perché questa disparità di trattamento tra la Juve e altre squadre che intrattenevano i rapporti con i disegnatori?

"L’accusa contro Moggi e Giraudo è quella di aver avuto contatti stretti, come telefonate e cene, con i designatori. Ora il processo sta dimostrando che tutti o gran parte dei dirigenti avevano l’abitudine di chiamare e vedere i designatori. Paradossalmente non ci interessa il contenuto. L’accusa nei nostri confronti è quella di intrattenere rapporti stretti con i designatori. Se, come sta emergendo dal processo, tale consuetudine era tale per tutti gli altri dirigenti, l’accusa automaticamente decade. Questo a me interessa come avvocato. Se poi qualcuno si professava “onesto” e poi onesto non lo era, questo interessa ai tifosi."

E quando alcuni dicono “Moggi e i suoi legali vogliono far passare la teoria tutti colpevoli=tutti innocenti?”

“Questa non è la nostra posizione processuale, assolutamente. Noi dobbiamo difenderci da un’accusa che consideriamo completamente infondata e inconsistente. E non abbiamo bisogno di dimostrare che altri commettessero illeciti o altro. "

Avvocato, la ringraziamo del suo intervento e non le neghiamo che il 13 Aprile tiferemo per lei, anche più che in una partita della Juventus, perchè è arrivato il momento di ristabilire la verità.

"Grazie a voi per la bella ospitalità concessami."