Visualizzazione post con etichetta BLOGOSFERE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BLOGOSFERE. Mostra tutti i post

mercoledì 6 maggio 2009

Aguzza la vista




Trova le differenze.

martedì 5 maggio 2009

Juve, non c'è fallimento....

JUVE, NON C'E' FALLIMENTO.... PERCHE' MANCA IL PROGETTO!!

La Juventus è in crisi nera. Ne ho voluto parlare con Stefano Discreti. Seguo con attenzione il suo blog ormai dagli inizi del 2007 e devo ammettere che in Rete è l'uomo giusto per chiacchierare della Vecchia Signora.
Stefano ha il cuore bianconero, ma analizza le questioni juventine con grande competenza e professionalità. Nel suo post di domenica paragona questa stagione a quella del '90/'91 con Maifredi in panchina:
"La dirigenza di quel periodo sfiduciò il tecnico esattamente come in questo caso - spiega telefonicamente - Si vede chiaramente ormai da diverso tempo che una bella fetta della stampa non sopporta Ranieri e si vede che le colpe vengono sempre attribuite esclusivamente a lui. Dopo la sconfitta con il Cagliari di inizio febbraio si è capito che la dirigenza non aveva nessuna voglia di difendere Ranieri. Ora ne abbiamo la prova".
Poi parla del campionato che vide Maifredi in panchina ricordando dati interessanti:
"Ricordando Maifredi si parla sempre di stagione fallimentare, ma io ricordo che la squadra restò in zona scudetto fino a marzo e che uscimmò dalla Coppa delle Coppe in semifinale contro il Barcellona dopo una grande partita a Torino. Adesso si fa lo stesso ragionamento. Si parla di fallimento quando la squadra in fondo ha fatto cose egregie fino a qualche settimana fa".
E prosegue: "L'attacco stellare che adesso è Del Piero, Amauri, Trezeguet, Iaquinta e Nedved all'epoca era Roberto Baggio, Schillaci, Casiraghi, Di Canio ed Haessler. Allora c'era Tacconi, oggi Buffon. Le analogie sono tante, compresa la mancanza di qualità a centrocampo e in difesa. A quei tempi c'era Marocchi, oggi Sissoko. C'era De Agostini, oggi c'è Chiellini, ma non può bastare".
Ma il progetto tanto decantato nel corso degli anni è fallito?
"No, semplicemente non si tratta di un progetto. Il tifoso bianconero è sbottato perché voleva delle rivincite sul campo. Vuol tornare a vincere, ma con una squadra come questa è impossibile. In questi anni abbiamo tirato avanti senza pensare al futuro e adesso si pagano gli errori".
L'età dei giocatori di qualità, dei fuoriclasse è molto alta e adesso arriva anche Cannavaro...
"Appunto. Cannavaro non può essere un elemento utile per il futuro. Serve un progetto a lungo raggio. La tifoseria ha puntato il dito contro la nuova dirigenza perché da Calciopoli in poi ha commesso troppi errori. In pratica non ha neanche cercato di difendere i colori juventini. Hanno ammesso le colpe ancora prima dell'inizio del processo. Poi hanno venduto Ibrahimovic all'Inter, invece di darlo all'estero. Hanno sprecato denaro comprando mezzi giocatori come Poulsen. E ora puntano su Cannavaro. Così non va".
Ma la tifoseria come lo accoglierà?
"Ora viene contestato, ma se saprà dimostrare ancora le sue doti riceverà applausi. Però sono certo che sarà sopportato, niente di più. Ho il sospetto che se le cose andranno male sarà il primo ad essere bersagliato".
Insomma, Ranieri è ormai un uomo solo...
"Ranieri a me non dispiace, è un buon motivatore. Gli manca la mentalità vincente. Mourinho parla troppo, ma ha detto una verità. A una certa età non si può cambiare. Ranieri è fatto così e non può cambiare. Parlava di stagione strepitosa quando la Juventus era a quasi dieci punti dall'Inter. Capello e Lippi non lo direbbero mai. Gente come Mourinho non accetta la sconfitta o il secondo posto. Ranieri non è l'uomo giusto per puntare al titolo".
Nel futuro meglio Conte o Ferrara?
"Conte tutta la vita. E' giovane, ambizioso e arrogante al punto giusto. Un allenatore legato all'ambiente juventino e votato all'attacco. Mixa alla perfezione l'attacco zemaniano, la difesa trapattoniana e la solidità di squadra di Lippi. Poi dimostra sicurezza. Non gli si deve chiedere di vincere, ma di creare un gruppo che possa crescere. Può essere il tecnico giusto per creare un progetto a lunga durata. Ci vorrebbe un mercato ben fatto. Inutile prendere mezzi giocatori. Meglio spendere per un Fabregas giovane piuttosto che buttare i soldi per prendere due giocatori scarsi. In casa abbiamo gente come Ariaudo, Fausto Rossi e Iago. Si deve ripartire da loro. Appena tornati in Serie A abbiamo buttato i soldi per Almiron e mandato Marchisio a Empoli. Avremmo fatto meglio a tenerlo".
Insomma, Conte promosso. Il problema è che sembra Ferrara il prescelto...
"Sento dire che Conte non ha l'esperiena per guidare la Juventus. E Ferrara? Quando ha ottenuto i giusti requisiti? Allora meglio Allegri. Io ho dei dubbi, ma posso sbagliarmi. Il Milan diede fiducia a Capello che non era neanche lontanamente un allenatore. Poi è diventato uno dei più grandi".
Dietro alla scelta di Ferrara sembra esserci Lippi. Dietro a un sacco di decisioni degli ultimi anni sembra esserci il ct..
."Lippi è come un fantasma che svolazza per Torino. Ogni volta che si prende una decisione si dice che c'è dietro lui".
Però gli indizi portano spesso a lui...
"E' chiaro. La dirigenza attuale della Juventus non vede elementi che sanno di calcio. Secco chiamava Moggi quando doveva fare un acquisto. Volete sapere perché? Perché Luciano è il migliore. E' normale chiamare il più bravo quando sei un novello in un mondo che non conosci. Poi gli dissero che non doveva più permettersi di chiamarlo. Immagino che a questo punto chiedere un consiglio a Lippi sia normale. La verità è che serve qualcuno con le idee chiare. La Juventus non può giocare per partecipare. Gli Agnelli non hanno mai pensato a una squadra che giocasse per arrivare a ridosso delle prime. Forse i nipoti non sono all'altezza del nome che portano".
Poi c'è la cessione di Ibrahimovic all'Inter che torna sempre tra gli argomenti da discutere...
"L'errore più grande. Sarebbe stato meglio venderlo alla metà all'estero. Sarebbe stato economicamente più vantaggioso. Infatti Ibra all'Inter ti costringe a spendere molto per creare una squadra all'altezza. L'Inter senza Ibra sarebbe stata più abbordabile. Comunque non c'è da farsi tante domande. La nuova dirigenza ha messo da parte Bettega e mandato a a casa Franco Ceravolo, per anni capo degli osservatori della Juve. Grazie a lui abbiamo sfornato giovani di grande levatura. E' stato mandato via solo perché lavorava con Moggi".
Ancora un nome. L'ultimo. Buffon.
"Non so cosa accadrà. Dico solo che se la dirigenza fosse quella di un tempo non mi spaventerebbe una sua cessione. Sono andati via giocatori come Baggio, Inzaghi e Zidane, ma la squadra non ne ha mai risentito. Adesso è diverso. Sono capaci di investire i soldi guadagnati in un nuovo Poulsen. C'è questo pericolo".
Vero. Anzi, verissimo. Grazie Stefano.