mercoledì 3 dicembre 2008

L'Ode di Giampiero Mughini

Visto che tantissimi continuano a scrivermi in privato per chiedermi cosa ha scritto su di me il loro idolo Giampiero Mughini,
nel suo libro "Juve il sogno che continua" ,
spero di fare cosa gradita a tutti riportandovelo.

(Ringrazio Pierpaolo per avermi inviato le scansioni delle pagine del libro dove Giampiero parla di me)






Capitolo: Il dolente popolo Juventino

Da pag. 45 a pag. 46.
…..O ancora quell’eroe solitario e tenace dei blog, il trentenne romano Stefano Discreti
(stefanodiscreti.blogspot.com).
Un pezzo di ragazzone che un giorno si e l’altro pure invia sul Web un paio di paginette sugose di notizie e commenti filojuventini, e intervista questo e quest’altro, e replica polemicamente a questo e quest’altro, e che in tutto questo ci mette una grazia oltre che la sua furia di tifoso che è stato vulnerato nel cuore. Tanto che uno dei migliori giornalisti sportivi italiani, Roberto Beccantini, lo ha definito “il Furino del Web” da quanti tackle Discreti porta all’avversario e non vuole lasciarselo sfuggire, e anche se il giocatore juventino da lui prediletto è stato l’uruguagio Paolo Montero, e difatti su internet si era firmato a lungo “Montero77”.
Allevato dal padre “a pane e Juve”, cresciuto in una periferia romana alla maniera di quelle raccontate da Pier Paolo Pisolini, i suoi coetanei romani e romanisti le balle gliele rompevano ogni giorno a ricordargli la fellonia dell’arbitro che aveva annullato il gol di Ramon Turone in un Juve-Roma degli anni Ottanta che sarebbe stata decisiva per lo scudetto.
Quanto è facile tifare la Juve un corno, almeno nel suo caso, di uno che vive a Roma. E siccome a lui piace stare in minoranza, ci è andato a nozze nei mesi in cui i giornali recitavano in coro le querimonie anti-juventine e anti-Triade (“Mai ho amato la Triade così tanto come allo scoppio di Calciopoli”). Lui solo contro tutti.
Ovunque ci fosse da difendere la Juve, lo ha fatto. Sui giornali, le radio private, le tv locali, su siti e portali juventinologi vari. A gratis.
Tanto da andare perfino a duellare con Carlo Verdelli, il direttore della “Gazzetta dello Sport”, il quale ad un certo punto s’è lamentato che quello di Discreti e degli altri internauti juventini fosse un attacco “di tipo squadristico” al suo quotidiano. Accusa da cui Discreti s’è difeso botta su botta, fino al colpo finale. E cioè che suo padre, da cinquant’anni un lettore della “Gazzetta”, non la comprerà mai più perché la reputa di eccessi anti-juventini. Al che Verdelli ha replicato che durante il campionato 2006-2007 lui aveva addirittura tifato Juventus.


Da pag. 65 a pag. 67
…Fatto è che quando l’avvocato difensore della Juve, l’11 Luglio 2006, aveva espresso per la prima volta in tv la sua opinione che una “pena congrua” per la Juve fosse l’essere scaraventata in B con dei punti di penalizzazione, quel tipaccio di cui vi ho narrato prima, il trentenne Stefano Discreti da Roma, lo ascoltò e ne ebbe un colpo al cuore. Da un tifoso così totale e indomito che cosa ci si può aspettare? Di tutto. Che andasse sotto lo studio torinese dell’avvocato Zaccone a bucare le gomme della sua auto; che gli imbrattasse offensivamente le mura di casa; che attentasse ai suoi beni e ai suoi cari. No, il dolente tifoso juventino Stefano Discreti non fece nulla di tutto questo. Andò a guardare nelle Pagine Gialle, trovò l’indirizzo dello “Studio Zaccone” a Torino, e scrisse questa lettera toccantissima: “Illustrissimo avvocato, chi Le scrive è un tifoso juventino a cui hanno rubato l’anima. Non riesco più a credere niente. Mi hanno portato via tutte le passioni. Mi vogliono fare credere che tutto era falso. Io non ci sto. Ammetto che ci sono stati dei comportamenti deontologicamente sbagliati, ma la Juve non ha mai rubato niente, e tutto quello che ha ottenuto l’ha fatto sul campo. Noi tifosi non chiediamo l’assoluzione. Se ci condanneranno in un giusto processo accetteremo la pena. Ma solo se avremo lottato fino all’ultimo grado di giudizio…..”.
Che fa l’avvocato Zaccone, cestina la lettera, scocciatore più scocciatore meno di cui sbarazzarsi? Nemmeno per sogno. Da gentiluomo qual è, risponde a tamburo battente. Solo che usa argomenti immensamente diversi da quelli che userà quattro mesi dopo innanzi agli sventurati azionisti della Juve. Risponde così: “Caro Stefano, Lei ha perfettamente ragione quando scrive che la società non ha fatto nulla di illecito: purtroppo, come Lei sa, ci sono stati comportamenti sbagliati dei suoi dirigenti; e di questi comportamenti, per la legge sportiva, la società deve inesorabilmente rispondere. Io ho detto chiaramente in ogni sede e quindi anche alla commissione che non possiamo essere trattati diversamente dalle altre squadre, perché i comportamenti dei nostri dirigenti sono stati identici a quelli di Lazio, Fiorentina e Milan. Anche la società è di questo avviso e quindi non accetteremo un trattamento diverso e peggiore, facendo ogni ricorso in ogni possibile sede”.
Questo sì che è un ragionare da avvocato difensore. Solo che le cose sono poi andate come sono andate. Che il macigno della sentenza anti-Juve di primo grado viene interamente confermato nella sentenza di appello, la cosiddetta “sentenza Sandulli” (e a parte la riduzione dei punti di penalizzazione, da 30 a 17). Questo mentre tutte le altre società la scampano alla grande e restano tutte in A, con dei punti di penalizzazione talvolta irrisori (Milan) e talvolta mica tanto (Fiorentina). Non c’è paragone tra il massacro simbolico e materiale della Juve, di cui viene distrutta la squadra titolare e di cui viene messa a rischio la stessa sopravvivenza economica, con gli scappellotti bonari affibbiati a Milan, Fiorentina, Lazio. “Ci sono margini per ridurre la penalizzazione della Juve. Restare in A? Non esageriamo” così s’era espresso Zaccone alla vigilia della sentenza d’appello. E invece Milan, Fiorentina e Lazio, squadre e società che evidentemente non hanno paura di “esagerare”, in A ci restano. A parità di pecche con la Juventus, almeno stando al ragionamento di Zaccone nella sua lettera a Discreti. E allora come la mettiamo, caro avvocato difensore?
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