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lunedì 23 novembre 2009

Grosso passo




Con una prestazione poco più che sufficiente la Juventus fa un passo avanti in classifica, mantiene la distanza dall'Inter e ricaccia il Milan al terzo posto.
Ottimo il riento di Sissoko mentre fa ben sperare per il futuro quello di Del Piero.
Un'altra prova insufficiente di Felipe Melo (sostituito) mentre Diego è andato a corrente alternata.
A decidere la gara Grosso, che in proiezione offensiva ha sfruttato al meglio un assist (non il primo di questa stagione) di Caceres.
L'Udinese, priva di Di Natale, non ha praticamente fatto nulla per evitare la sconfitta.
Adesso sotto con la Champions. Bisognerà vincere in Francia per evitare lo spareggio finale contro il Bayern.
Colpo Grosso, ma quante Melonate!
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
La Juventus batte l’Udinese soffrendo poco o nulla, ma soprattutto senza subire gol. Non che i bianconeri abbiano costruito tanto, ma non era facile contro i friulani venuti a Torino prevalentemente per strappare un pareggio. Come ha ammesso lo stesso Ciro Ferrara, però, il potenziale in prospettiva è superiore a quello si qui mostrato in campo, vuoi per la catena interminabile di infortuni, vuoi per la digestione lenta del modulo che comunque i suoi frutti li sta dando. Al di là del cokmplesso, che sembra acquisire solidità con il passare delle giornate, quello che mi preoccupa di più sono gli innesti di Diego e Melo. Il primo continua ad apparire spesso avulso dal gioco e la sua latitanza è sin qui costata due sostituzioni a Giovinco. Sì, perché Ferrara, nonostante Sebastian stia facendo meglio del fantasista brasisliano, nei secondi tempi tende sempre e sostituire il piccolo piemontese. Riguardo a Felipe Melo… Se lo vedessi giocare per la prima volta, diresi senza ombra di dubbio che è da cessione immediata. Con più equilibrio, però non posso non essere altrettanto realista nell’affermare che il ragazzo non vale il costo che è stato sostenuto dalla Juventus. Altrimenti mi verrebbe da chiedere quale sarebbe il prezzo di Sissoko che nella ripresa, entrato al posto del brasiliano ha letteralmente allungato i suoi tentacoli su tutto il centrocampo. C’è poco da aggiungere, al momento di Melo colpiscono solo le sempre più frequenti “melonate” che costringono il “povero” ma diligentissimo Poulsen a fare (bene, e non capisco spesso i mugugni del pubblico) gli straordinari. Una nota sui cori contro Balotelli: da condannare senza se e senza ma le frasi irriguardose rivolte dai tifosi juventini all’attaccante dell’Inter. Purtroppo è un film che si ripete di settimana in settimana in tutti gli stadi d’Italia. Da ieri sera però il tam tam mediatico è diventato molto più battente e la Gazzetta dello Sport di oggi ha enfatizzato l’accaduto, così come non ha fatto nel caso dell’esultanza irriguardosa di Balotelli a Bologna. Sentore: in arrivo una grossa multa per la Juventus e rischio di partita senza tifo proprio contro i nerazzurri.

Intanto Luciano Moggi non si smentisce anche nella nuovissima veste di conduttore televisivo.
Nel corso della trasmissione “Studio Stadio” in onda sull’emittente romana GOLD SPORT, ha rilasciato in mia presenza, commenti a 360° sulla 13° giornata di campionato, il prossimo turno di Champions ed il processo di Calciopoli che lo vede coinvolto a Napoli.
TOTTI
“Le sorti della Roma dipendono da Totti e forse non solo quelle della squadra giallorossa.
Se Totti rientra in piena forma e decide di tornare in Nazionale, Lippi lo convocherà ai mondiali.
Per Del Piero invece la vedo difficile, quasi impossibile e nel caso di un ballottaggio tra loro due per un posto in attacco, credo che il CT della Nazionale sceglierà il romanista”
MILAN
“L’Inter sta facendo un campionato a se. Per il secondo posto vedo un testa a testa tra Juventus e Milan. La squadra rossonera è tornata competitiva da quando Ronaldinho ha riacquistato una forma decente sfruttando anche gli spazi creati dalla fisicità di Borriello in attacco”
MOURINHO
“E’ il miglior “dirigente” del campionato. Nessuno è capace come lui di difendere la propria squadra a livello mediatico. E’ sempre pronto a spostare le discussioni dove vuole lui.Guardate in ultimo il caso Maicon: ha già creato i presupposti per gridare allo scandalo nel caso al terzino brasiliano siano assegnate 2 giornate di squalifica…”
BALOTELLI
“Con me righerebbe dritto o finirebbe altrove. In una società di calcio non sono tollerabili trattamenti di favore per chicchessia. Ricordate come mi comportai con Camoranesi quando fece le bizze in ritiro?
Il ragazzo fu punito severamente e capì immediatamente che un altro caso del genere non sarebbe più stato tollerato”
PARMA
“E’ presto per parlare di rivelazioni del campionato. Di certo il Parma ha vinto la scommessa Boijnov. Nel calcio come nella vita ogni tanto bisogna rischiare come facemmo anche noi con Mutu, ad esempio. Mi fa piacere inoltre che in questa squadra si stia affermando Lanzafame, ancora un altro prodotto di quel vivaio da noi lasciato in dote alla Juventus (penso a Giovinco, Marchisio, De Ceglie).”
BALLARDINI
“Mi dispiace ma non è assolutamente un tecnico in grado di guidare una squadra che rappresenta una piazza così importante come quella di Roma, sponda Lazio.”
GIOCO VIOLENTO
“Cosa ne penso dello scontro Cruz-Rinaudo, fatto di pugni e morsi?
Penso che quando si è in trance agonistica può capitare di tutto…
Ricordo ai miei tempi uno scontro in allenamento tra Zebina ed Ibrahimovic.
Il francese entrò durissimo sullo svedese che replicò con un violento pugno che mise ko il nostro terzino.Prognosi: 3 giorni di ospedale.
Ma per la stampa inventammo la scusa del ricovero di Zebina per dissenteria….”
CHAMPIONS LEAGUE
“Il prossimo turno sarà fondamentale per le italiane. L’Inter è quella che rischia di più. Il Milan, se non si spengono le luci contro il Marsiglia…. non dovrebbe avere problemi mentre la Juve è praticamente già qualificata perché anche se non vincesse in Francia gli basterebbe non perdere in casa nell’ultima gara contro il discontinuo Bayern dell’arrogante Rumenigge.
Comunque è solo una questione di guadagnare turni, perché le italiane non hanno chance di vittoria.
La finale sarà quasi sicuramente tra il favoritissimo Chelsea ed il Barcellona.”
ZEMAN
“Ma l’avete ascoltata la testimonianza di Zeman al processo?
E’ evidente che soffre di complessi ed è un bugiardo.
Dice che gli ho rovinato la carriera facendolo ingaggiare dal Napoli?
Se tutti i miei nemici potessero avere 2 miliardi e mezzo netti di vecchie lire per poco più di un mese di lavoro credo che non avrei più amici.
La verità è che ormai non è più sereno nel parlare. Ma vi rendete conto che ha detto che era il miglior tecnico di Europa pur non avendo mai vinto nulla e che per colpa mia non ha più allenato?E gli esoneri in Turchia, Serbia. C’èra il mio sistema anche lì?”
CALCIOPOLI E LA MISTIFICAZIONE DELLA CARTA STAMPATA
“In questo momento mi sto battendo in due processi paralleli: quello di Napoli e quello dei media che stanno mistificando la verità del processo come nel caso della tosse di Manfredi Martino.
E che dire poi di come è stata strumentalizzata la vicenda delle visite dei dirigenti agli arbitri negli spogliatoi?
Dopo la gara praticamente vi ci si recavano tutti, mentre per averlo fatto in corso di gara sono stati squalificati solo 2 dirigenti: LUCCHESI ed il compianto FACCHETTI.
Eppure i media l’unico colpevole sono io”

martedì 20 ottobre 2009

"Crocifiggere Ciro è da babbei"






"Crocifiggere Ciro è da Babbei"
di Giampiero Mughini
Dieci milioni di italiani hanno il braccio listato a lutto. Il più gran partito di massa di questo nostro Paese, ossia il popolo juventino, non si dà pace. Quello che è successo di recente sui campi di calcio smentisce e avvilisce le ambizioni che erano di tanti, dopo la campagna acquisti estiva. Campagna in cui la dirigenza juventina sembrava aver centrato due colpi maestri. Lì avanti, poco dietro la linea dei punteros, un giocatore brasiliano capace di ogni meraviglia, Diego. Lì dietro, davanti alla linea dei difensori, un pezzo d’uomo che in qualcosa ricordava il fenomenale Emerson dei tempi migliori, Felipe Melo. I dieci milioni di confratelli avevano esultato. Ecco che è scemata la distanza tecnica da un’Inter che s’era meritata i tre scudetti vinti di seguito (tre e non quattro come ha scritto il mio amico Aldo Cazzullo nel suo bel “L’Italia de’ noantri” appena arrivato in libreria. Ti raccomando, Aldo, correggi nella seconda e di certo imminente edizione). Ecco che la Juve si presentava all’avvio del campionato come atta a competere per l’agognato scudetto, uno scudetto che noi aspettiamo dal 2006, quello strepitoso scudetto conquistato a 91 punti, uno dei più belli della storia juventina. Niente di tutto questo, stando ai risultati che sono sotto gli occhi. Altro che primato, altro che scudetto. La Juve attuale sembrerebbe da terzo se non addirittura quarto posto. Di certo un’Inter che appare persino più solida e quadrata di quella dell’anno scorso, è già avanti di quattro punti. Noi juventini avvilitissimi. Ed ecco che in molti si pongono le domande assolute , quelle su cui i filosofi si tormentano da secoli. Di chi la colpa? E naturalmente i babbei hanno la risposta pronta. Il colpevole è Ciro Ferrara, quello che non più di un mese fa veniva sacrificato come un giovane allenatore imbattibile. Non diciamo sciocchezze. Ciro non va in campo. Lui ha avuto una squadra ricca di talenti e di speranze e l’ha disposta in campo come doveva e poteva. E dunque non più il 4-4-2 che costituiva un dogma assoluto tanto di Fabio Capello quanto di Claudio Ranieri e bensì il famoso (e stramaledetto) rombo. Ossia quattro giocatori di cui uno viene posto alle spalle delle punte, Diego; due che presidiano la zona mediana del campo a interdire e, quando possibile, a proporre il gioco offensivo; uno dietro a protezione della difesa, l’apparentemente erculeo Felipe Melo. Che cosa succede nella realtà del campo? Che questa disposizione viene travolta se non umiliata da una buona parte delle squadre avversarie. Un giocatore del Bologna m’ha detto che nel secondo tempo loro erano convinti di potere stracciare gli juventini, da quanto erano cotti fisicamente e malmessi in campo. Nelle due partite di Champions, francesi e tedeschi ci hanno fatto vedere i sorci verdi. Contro il Palermo, un massacro degli innocenti. E domenica scorsa contro la Fiorentina di Prandelli è stata una grandissima difficoltà, ci poteva stare anche la sconfitta.Ma come, «e i cinquanta milioni di euro spesi per Diego e Felipe Melo?», m’ha ribattuto Alberto Brandi durante l’ultima puntata di Controcampo. I soldi spesi non vanno in campo, chè altrimenti l’Inter di Moratti junior di scudetti negli ultimi vent’anni ne avrebbe vinti una quindicina. In campo vanno i giocatori, e il Diego che abbiamo visto in campo per adesso non mantiene le promesse di eccellenza che erano le sue. Contro la Fiorentina ha giocato troppo dietro, ma questo perché la Juve era andata male quando lui non retrocedeva a proteggere la difesa su cui si avventavano gli avversari inferociti. E poi c’è Diego, lì nella zona mediana del campo, non ha accanto chi parli il suo stesso linguaggio calcistico. Ve li ricordate quelli del Barcellona? Quando vanno in avanti palla ben attaccata al terreno, a fraseggiare alla grande sono in cinque o sei alla volta. Di personaggi alla maniera di Diego, loro ne hanno cinque o sei. Noi abbiamo Sissoko (reduce da un lungo infortunio) e Poulsen. Non è la stessa cosa. Quanto a Felipe Melo, rasenta il disastro. È lento e presuntuoso, se lo attacchi in velocità, lo uccidi e se lui perde la palla la nostra difesa va al massacro. Il resto, a cominciare dalla marea di infortuni, è secondario. E a meno che il bilancio che ho fatto non sia del tutto provvisorio e che il rendimento dei nostri due eroi cambi a cominciare da domani. Ho qualche dubbio in proposito, se non altro per scaramanzia. Di certo crocefiggere Ciro Ferrara è da babbei.

Ps. Che gran divertimento se Luciano Moggi si presenterà all’assemblea degli azionisti della Juve a chiedere conto e ragione del comportamento della proprietà in quella infame estate del 2006. Com’è che la proprietà non spese nè una parola, nè un soldo a difesa dell’onore della Juve e di una Triade che in 14 anni aveva vinto montagne di trofei? Com’è che il ramo familiare che discende da Umberto Agnelli, il ramo che si avvale a tutt’oggi della competenza professionale di Antonio Giraudo, non ha mai detto una parola sul come e sul perchè della catastrofe del 2006? Sì o no la famiglia proprietaria della Fiat ha ritenuto che prima venisse la Fiat? Tutte domande semplici semplici.

mercoledì 2 settembre 2009

Che Diego ce la mandi buona



Con la chiusura ufficiale del calciomercato e le prime due giornate di campionato in archivio è giusto anche sbilanciarsi nel consueto pronostico di inizio stagione.
E' innegabile che la Juventus si sia rinforzata rispetto all'anno scorso.
Diego e Felipe Melo sono giocatori di carisma e spessore internazionale che giocherebbero titolari in qualsiasi TOP-TEAM europeo.
Caceres, Cannavaro e Grosso sono invece tre difensori che, seppur scaricati per vari motivi dai precedenti club, hanno grande voglia di rigenerarsi a Torino.
In panchina largo all'entusiasmo di Ciro Ferrara, contagioso per l'intero ambiente bianconero.
(Monumento vivente alla Sensi per non aver liberato in tempo Spalletti quando era stato indicato dalla Proprietà juventina come il prescelto)
Erano davvero anni che a Torino non si respirava un clima del genere.
Ma la Juventus ha davvero ridotto il GAP nei confronti dell'Inter?
L'impressione è che, in questo momento, a questa domanda non sia possibile rispondere.
Tutto dipende sopratutto da Diego, la nuova stella juventina.
Se si confermerà un grandissimo ed i presupposti iniziali fanno davvero ben sperare, la squadra bianconera se la giocherà fino alla fine.
C'è da starne certi.
Forse è nata una Juve Diego-dipendente che per il suo gioco e per competere ai massimi livelli dubito potrà mai fare a meno del nuovo idolo dei tifosi bianconeri.
Il centrocampo, orfano dell'ex Nedved (quanto mancherà la sua grinta!), è stato rinforzato anche dall'arrivo del "gladiatorio" Felipe Melo.
L'idea di una diga in tandem con Sissoko nel settore nevralgico del campo mi crea un moto di erezione.
Unico rammarico in mediana è la cessione di Zanetti (che avrebbe fatto sicuramente comodo) sacrificato per la matematica difficoltà a cedere i "bolsi" Tiago e Poulsen.
Meno rammarico per la cessione di Marchionni, ma la scelta di abbandonare quasi completamente il gioco sulle fasce mi convince poco.
In difesa fin'ora, grande sicurezza al centro ha apportato il ritorno di Cannavaro.
Da rivedere però con attacchi più pericolosi.
Davanti largo alla coppia più dinamica che in questo momentoè sicuramente quella tra Amauri e Iaquinta che con il loro incessante movimento creano tra l'altro quegli spazi tanto cari a Diego.
E' bene specificare però che con questa scelta probabilmente ne risentirà la media realizzativa offensiva, abituata sin troppo bene in passato dalla coppia Trezeguet-Del Piero.
Da valutare in merito l'inserimento futuro di Del Piero, da utilizzare solo e tassativamente quando sarà in forma (gli anni passano per tutti, ahimè), mentre per Trezeguet la scalata all'11 titolare sarà molto più dura.
In una squadra in cui praticamente almeno fino a domenica scorsa si attendevano cross giocabili dalle fasce con la stessa probabilità di fare il 6 al Superenalotto, quante opportunità si prospettano all'orizzonte per l'attaccante francese?
Basteranno gli innesti di Caceres e Grosso a colmare questa lacuna?
Dicevamo dell'Inter.
Al contrario della Juve si è liberata dalla sua dipendenza, vendendo a peso d'oro Ibrahimovic, il giocatore che praticamente negli anni passati vinceva da solo o quasi.
Ma da questa cessione, per assurdo, si è rinforzata.
Ed è forse proprio questo che spaventa di più gli avversari.
Si è passati da una prevedibile palla ad Ibra e pedalare ad una voglia irrefrenabile di fare bel gioco, anche grazie e sopratutto alla sontuosa campagna acquisti estiva neroazzurra.
La nuova Inter è nettamente una squadra più forte di quella dello scorso anno.
E allora Zeru alibi stavolta per Mourinho.
Se si analizzano attentamente i vari settori del campo e si valutano ruolo per ruolo le alternative disponibili, ci si domanda come potranno riuscire i giocatori interisti a non rivincere lo scudetto pure quest'anno, anche alla luce del saldo rigori che vede l'Inter partire praticamente da 1 a 0 a partita (con un rigore a favore fisso o quasi) mentre Julio Cesar sono ormai oltre 50 partite che non si trova a fronteggiare un rigorista avversario.
Cifre che se accostate al nome di Luciano Moggi farebbero gridare allo scandalo.
Altro che aborto giuridico, pardon Calciopoli.
Il nuovo Milan (praticamente il vecchio senza Kakà) è la solita incognita di questi ultimi anni.
Se, se, se e ancora se.
Tutto dipende da troppi giocatori.
Se Nesta recupera. Se Ronaldinho torna fenomeno. Se Gattuso e Pirlo tornano a grandi livelli.
Indecifrabile.
Per assurdo un Milan al massimo della forma dei suoi giocatori e sfruttando anche l'entusiasmo dell'esordiente Leonardo potrebbe anche esser da scudetto alla pari di Inter e Juventus mentre con l'eventuale ritorno di cronici problemi di salute e di rendimento rischierebbe di esser addirittura ricacciata nella mischia della lotta per la zona Champions, forse il punto più trafficato e meno decifrabile della serie A.
Sampdoria, Napoli, Genoa, Fiorentina, Lazio, Udinese, Palermo sono tutte squadre attrezzate per scalare la classifica, fino alle prime posizioni. Chi più chi meno.
Chi potrebbe esser retrocessa ormai da questa fascia con una squadra nonchè un ambiente sull'orlo di una crisi di nervi, è la Roma.
In bocca al lupo a Ranieri, tanto difeso dalla stampa romana nel biennio bianconero, per questa nuova avventura.
In chiusura mi preme sottolineare una cosa:
a differenza degli anni passati la Juventus (dirigenza, allenatore, giocatori, tifosi) ci crede davvero.
Ed anche il sottoscritto intravvede possibilità che nella passata gestione tecnica mai aveva scorto all'orizzonte.
Sicuramente inferiori a quelle dell'Inter ma i sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
E che Diego ce la mandi buona.....Finchè c'è lui, c'è speranza!

lunedì 13 luglio 2009

Flashback Juve

Oggi.....

Un anno fa....


.....e come l'anno scorso..... e come l'anno prima.........
Trezeguet in grande forma.
Sissoko che promette successi.
La Juve che parte da Pinzolo fiduciosa di poter vincere tutto.....
Vi ricorda qualcosa?

martedì 7 luglio 2009

Non Melo aspettavo





L'indiscrezione arriva a tarda serata.
Felipe Melo è un giocatore della Juventus.
Alla Fiorentina 20 milioni di euro più l'intero cartellino di Marchionni.....
Parto da un'analisi tecnico-tattica.
L'acquisto del centrale brasiliano è forse in assoluto il più funzionale fatto dalla dirigenza bianconera in questi 3 anni di gestione.
Serviva un giocatore delle sue caratteristiche e del suo carisma per formare con Sissoko e Marchisio una diga di centrocampo quasi insormontabile e lo si è preso a qualsiasi prezzo, scelta che a parer mio invece si è giustamente deciso di non seguire per il sopravvalutato (nel vero senso del termine) D'Agostino.
Bene, o forse male, però è proprio nel prezzo pagato che invece sono conservate tutte le giuste perplessità.
Pagare Felipe Melo più di Diego ma sopratutto più di quanto incassato 3 anni fa per la folle cessione di Ibrahimovic all'Inter non è un'esagerazione?
L'impressione è che l'affare l'abbiano fatto in 2 e che ancora una volta il "Corvo" abbia dimostrato di esser il miglior direttore sportivo in circolazione dopo la messa al rogo di Luciano Moggi.

lunedì 9 marzo 2009

Sisso-Ko




Tegola in casa Juve: si è rotto Sissoko.

Peggiore notizia alla vigilia della sfida di Champions contro il Chelsea non ci sarebbe potuta essere. E' un'assenza di un peso enorme che condizionerà, ahimè, il resto della stagione bianconera più nel futuro che nell'immediato presente. Inutile adesso cercare un colpevole anche di questo sfortunato episodio. Certo l'ondata di infortuni che ha colpito la Juventus quest'anno ha qualcosa di soprannaturale.

Nella domenica calcistica risorge il Milan trascinato da uno strepitoso Pippo Inzaghi, mentre crolla definitivamente il Napoli. Colpo grosso del Palermo a Firenze. La lotta per il 4° posto si fà sempre più appassionante.

Ieri sera ho avuto un'accesa discussione in diretta televisiva a "Cuore di calcio" con il vice Direttore della Gazzetta dello Sport Ruggero Palombo. Il video qui presente, in alto, ne è testimonianza. Argomento della diatriba: il differente trattamento mediatico tra la Juventus della Triade e l'attuale Inter degli "Onesti".

Calciopoli non finirà mai....

Almeno finchè non ci verrà restituito tutto quello che ci hanno tolto. In primis l'Onore. In secundis gli scudetti....

venerdì 6 marzo 2009

L'ottimismo è il profumo...



...della vita.
Derby + Chelsea:
in pochi giorni si decide gran parte del futuro della stagione juventina.
Sissoko è ottimista, anche troppo. Chiellini prepara l'assalto.
Non è un caso che gli unici 2 veri giocatori insostituibili di questa Juventus cerchino di tenere alto il morale della truppa.
Non sarà facile.
Personalmente non riesco ad esser così ottimista come Sissoko e Chiellini,
sopratutto per il retour match di coppa.
Spero di sbagliarmi.

mercoledì 4 marzo 2009

Vieni avanti cretino





lastampa.it
Sdegno e stupore, naturalmente. Come in classifica, la Juventus ha preso le distanze da Mourinho, invitando l’Inter a prenderle a sua volta (manco per idea).
Il monologo di José passerà alla storia, piccola e losca, del nostro calcio. In sette minuti l’allenatore portoghese ha dato delle prostitute ai giornalisti (lo siamo, ma anche quando «usciamo» con lui e le moviole che gli fanno comodo) e rovesciato la morale di Inter-Roma.
Questo non è il suo calcio. Invece lo è, con la differenza che, quando ne parla, non ricorre a frasi di circostanza: pane al pane. Alla Zamparini. Ha capito che per noi le partite non finiscono mai, e si regola di conseguenza. Affabulatore per vocazione oppure, se l’emergenza chiama, «piromane» per contratto: si piace così (e così ci piace, confessiamolo). Da lassù, probabile che il «paron» Rocco gli abbia dato del «mona», ma garantito che Helenio Herrera si sarà ingelosito: ancora un po’, e questo qua mi supera.
Ci vuole una faccia tostissima a far passare l’Inter come vittima. La sua. In pratica, ha inflitto una severa lezione a Luciano Moggi: altro che telefono, al diavolo le schede, ti spiego io come si fa. Toccante la solidarietà espressa agli allenatori delle squadre che hanno perso con la Juve per errori arbitrali. E addirittura geniale il consiglio a Novellino, che l’affronterà sabato: schiera la Primavera (come papà Moratti e il Mago nel 1961: tutto si tiene).
E l’Inter? Bontà sua, un solo furtarello: il gol di Maicon a Siena. Le ha cantate anche alla Roma e al Milan, accreditati improvvisamente dei migliori organici al mondo. Ha difeso Balotelli dai cori razzisti (sacrosanto), e dalle accuse di simulazione (aziendale). Ha condizionato il regime senza alzare la cornetta, navigando disgustato fra la cultura del sospetto e il sospetto di una cultura ingessata dalla paura di perdere uno scudetto già vinto e dall’esigenza di dover dimostrare proprio a Old Trafford, contro il Manchester United, una diversità che, finora, è affiorata solo a tavolino.

Per una volta anche Claudio Ranieri ha parlato da Juventino vero:
''La società non si dissocia da Mourinho? Posso solo dire che questo è lo stile
Inter''.
Aggiungo io, dal presidente che sarebbe perfetto per interpretare il remake di "Accattone" cosa ci si poteva aspettare di diverso?

Capitolo Coppa Italia.
Ieri sera ero allo stadio e per un tempo ho visto una buona Juve che ha messo ampiamente sotto la Lazio.
Nel secondo tempo invece, con l'uscita di Sissoko dal campo è sparita l'intera squadra bianconera.
Un secondo tempo davvero indecifrabile dove la Lazio ha totalmente dominato e solo un grande Manninger ha evitato un passivo ancora più netto.
Io credo che più migliorano le prestazioni del portiere austriaco e più nelle teste dirigenziali juventine prenda corpo l'idea di vendere Buffon a peso d'oro.....Mi sbaglierò forse.
Và detto che si era capito subito pure dallo stadio che il goal annullato a Iaquinta era regolare, ma non può bastare come attenuante.
E' incredibile quanto Sissoko faccia la differenza in questa squadra.
Usciti lui e Tiago ed entrati Marchisio e Poulsen al loro posto, la Lazio ha preso il totale pallino del gioco.
Nel secondo tempo irriconoscibile persino Chiellini.
Il 2 a 1 però lascia ampi margini di rimonta al ritorno anche se dopo l'ottimo primo tempo era lecito aspettarsi molto di più.
Credo che le folli parole pomeridiane di Mourinho abbiano messo tensione a tutto l'ambiente juventino:
in questo si, il portoghese è davvero un Maestro.
Altro che prostituzione intellettuale.
Come è capace di spostare le attenzioni il Mou....