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domenica 27 gennaio 2013

"Fosse capitato a noi sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale" bicchieremezzopieno


Il primo pensiero avuto a caldo, che poi è stato lo stesso anche di Antonio Conte successivamente in sala stampa.

lunedì 29 ottobre 2012

Inchiesta di PANORAMA: senza errori arbitrali la JUVE sarebbe in fuga!!



http://sport.panorama.it/calcio/arbitri-errori-polemiche-juventus-nicchi-catania-braschi-classifica



Come sarebbe la classifica senza gli errori degli arbitri? Diversa, non c'è dubbio. Ma a sorpresa ad avvantaggiarsene maggiormente sarebbe proprio la Juventus finita nel mirino delle polemiche dopo l'ultima giornata. Secondo il dossier diPanorama.it la squadra di Conte avrebbe - in un'ipotetica classifica - addirittura 5 punti di vantaggio sul Napoli secondo in classifica e non 3 come nella classifica reale.
Il dato sconfortante, però, è il numero sempre maggiore delle partite condizionate da errori dei giudici di gara. Solo nell'ultimo turno sono state quattro: Milan-Genoa con il gol di El Shaarawy viziato dal fuorigioco di Abate, Catania-Juventus di cui si è visto e scritto di tutto, Fiorentina-Lazio in cui i biancocelesti si lamentano a ragione per almeno due episodi chiave, Napoli-Chievo con rigore su Pellissier non visto nel finale e Roma-Udinese con un 'rigorino' e un mezzo offside.
Non è tutto, perché anche a Bologna ci sono state discussioni, un fallo di Palacio sul gol di Ranocchia e il sospetto di fuorigioco per Cambiasso e Ventura considera la sconfitta contro il Parma provocata dall'espulsione di Sansone decisa da Giacomelli per simulazione (secondo giallo).
CHI GUADAGNA CON GLI ERRORI - In testa alla lista di chi ha goduto di favori arbitrali decisivi (rigori, gol annullati o irregolari concessi) ci sono proprio le inseguitrici della Juventus: Napoli eInter hanno un saldo positivo di 4 punti. Seguono Lazio e Cagliari (+3), Fiorentina (+2), Udinese eCatania (+1). Anche la Juventus dopo la trasferta di Catania ha un saldo positivo, ma fin qui il campionato dei bianconeri è sufficientemente regolare. Prima dei disastri di Maggiani, Rizzoli e Gervasoni solo a Siena (mancata espulsione di Vucinic c'erano state proteste.
LE PIU' PENALIZZATE - Nessuno è stato sin qui 'massacrato' dagli arbitri ma qualche indicazione interessante si può ricavare rileggendo le moviole delle prime 9 giornate. Ad esempio che tra le penalizzate c'è una sola big ed è la Roma (3 punti in meno), mentre le altre sono tutte medio-piccole:Sampdoria, Parma, Palermo e Chievo (-2), Torino e Siena (-1). Il risultato è che, senza errori, la classifica sarebbe molto più corta di quella reale con 8 squadre in 6 punti alle spalle della Juventus.
MILAN SENZA DIFFERENZE - Bilancio in pari per Milan, Genoa, Atalanta, Bologna e Pescara. Qualche errore a favore e qualche contro senza troppi scostamenti in graduatoria. E' l'esempio dei rossoneri: il fuorigioco di Abate sul gol di El Shaarawy contro il Genoa e la vittoria in trasferta a Bologna (rigore spacca-partita di Pazzini) pareggiano il rigore non concesso a Boateng contro l'Atalanta e il derby di Valeri.
LA CLASSIFICA SENZA ERRORI - Ecco comunque la classifica senza errori dopo la 9° giornata di questo campionato:
JUVENTUS 23 (-2)
NAPOLI 18 (-4)
INTER 17 (-4)
ROMA 17 (+3)
LAZIO 15 (-3)
PARMA 14 (+2)
FIORENTINA 13 (-2)
SAMPDORIA 12 (+2)
UDINESE  11 (-1)
TORINO 10 (+1)
MILAN 10 (=)
CATANIA 10 (-1)
GENOA   9 (=)
ATALANTA   9 (=)
PALERMO   9 (+2)
PESCARA   8 (=)
CAGLIARI   8 (-3)
BOLOGNA   7 (=)
CHIEVO   5 (+2)
SIENA   4 (+1)

sabato 17 marzo 2012

CONTE: "Se avessi un IBRA...."

E' un Conte determinato quello pronto a tornare in panchina a Firenze dopo la squalifica di Genova. 
Pizzica Allegri, mette Amauri difronte alle sue responsabilità e ironizza sulla designazione di Bergonzi.
Ma sopratutto con poche semplici parole evidenzia il vero problema della Juve di quest'anno "se avessi un IBRA anche io..."
Quello che diciamo da tempo. La Juve davanti ha tanti buoni Ravanelli e Padovano.
Ma mancano i Vialli e i Trezeguet. E gli Ibrahimovic....

mercoledì 2 febbraio 2011

Rabbia Juve

Un'altra sconfitta per la Juventus.
Il Palermo vince 2 a 1 e sorpassa la squadra bianconera in classifica.
Decisiva la partenza ad handicap iniziale con i goal di Miccoli e Migliaccio in pochi minuti e la pessima giornata di Morganti.
Come contro l'Udinese non basta il bel goal di Marchisio.
Rispetto alle precedenti gare però si è vista una reazione.

giovedì 25 febbraio 2010

Ci fosse stata la Juve...




Pensiero di giornata: ci fosse stata la Juve al posto di Milan o Inter cosa si direbbe adesso dei clamorosi rigori negati agli avversari?
Intanto oggi scopriamo che Zaccheroni è un genio....
Il pezzo di Roberto Beccantini per la stampa.it
Se telefonando....
«Se telefonando». Ci risiamo. Questa volta la canzone ha coinvolto niente meno che sua Santità Massimo Moratti. Indignato per i Tagliaventi di sabato scorso, domenica aveva telefonato a Giancarlo Abete, presidente della Federazione. Per invitarlo a non prendere troppo sul serio le manette di José Mourinho? Per chiedere scusa come Gianluca Paparesta a Luciano Moggi? Cito dalla Gazzetta di martedì 23 febbraio, la firma in calce all’articolo è di Nicola Cecere: «Fa ridere, una roba ridicola - è Moratti che parla - Non posso certo dire che mi aspettavo una cosa così. Poi: «Mi chiede un commento... Ci sarebbero di cose da dire, e molte, dopo questa cosa qua... Però siamo alla vigilia del Chelsea... magari ne riparleremo. Adesso mi limito a ringraziare sentitamente il presidente federale per la coerenza subito manifestata dopo la telefonata che abbiamo avuto domenica. Riscontro davvero tanta sensibilità nei confronti di una squadra che deve rappresentare l’Italia in Champions League: lui ha fatto in modo che la nostra vigilia fosse il più tranquilla e serena possibile.
Sinceramente non immaginavo che fosse così attento e conseguente alla chiacchierata, come la definisce lui, di domenica».

Coerenza di Abete? Questa, poi. Mi è venuta una nostalgia canaglia delle intercettazioni. Non si può aver tutto dalla vita. Se Moratti avesse spinto per uno sconto di pena, dovrebbe scattare, automatico, l’illecito sportivo. Se viceversa, senza entrare nel merito delle sanzioni, si fosse limitato a consigliare una dilazione delle sentenze a dopo Inter-Chelsea, dovrebbe rispondere di slealtà sportiva (articolo 1). E per Abete scatterebbe l’impeachment. Ora, in questo Paese molto è possibile, soprattutto da regime a regime, da padrone a padrone. Dopo che la grigliata fra Paolo Bergamo e Luciano Moggi è stato declassato ad articolo 1, non mi meraviglio più di niente. In Federazione smentiscono categoricamente che Abete possa aver sancito, con Moratti, una sorta di «patto scellerato» (testuale). Ma allora, dove sarebbe stato «non coerente» Abete? Semplicemente nel rifiutare il rinvio?

Dalle parti di Roma circola questa singolare versione: Moratti avrebbe chiesto scusa ad Abete salvo poi millantare - a uso e consumo di Mourinho, dei tifosi e dei giornali - una condotta da dirigente «macho». Di sicuro, Auricchio, Tavaroli e Cipriani avrebbero fatto comodo anche questa volta.

Se telefonando. Lo stupore della notte spalancata. Consiglio ai naviganti: la prossima volta, piccioni viaggiatori. Oppure, auto-intercettazioni, in maniera tale che il popolo sovrano possa sapere in tempo (quasi) reale.

giovedì 7 gennaio 2010

Salviamo il salvabile





Era importante vincere e la Juve l'ha fatto.
Il 2010 bianconero inizia con una vittoria ottenuta però con estrema sofferenza sul campo del Parma.
Ma oltre i 3 punti in classifica sono poche altre le cose da salvare.
Ferrara è tornato al 4-4-2 con l'opaco Diego schierato subito dietro l'unica punta.
Non ha agevolato la squadra nemmeno aver sbloccato subito la partita con un goal di Brazzo.
Alla fine, decisiva per la vittoria è stata una fortunosa autorete a favore.
Inguardabile prestazione di gruppo, ma se si analizzano anche le singole prestazioni pochi si salvano. Davvero una brutta partita.
Ferrara per ora salva la panchina, ma sono convinto che la sfida contro il brillante Milan dell'ultimo periodo sarà decisiva per il suo futuro anche se per il primo posto ormai non c'è più niente da fare: l'Inter è già forte di suo, se poi gli arbitri continuano a dargli una mano è tutto già scritto.
Brutta vicenda quella Balotelli-Pubblico di Verona, sulla quale ognuno di noi avrà sicuramente la propria idea.
In conclusione al sottoscritto ha fatto molto piacere vedere in tribuna Bettega a fine gara esultare con rabbia ed aver un civile battibecco con tifoso Vip di fede avversaria.
Finalmente è tornata un pò di sana antipatia. Non se ne poteva più delle facce smile di Cobolli, Secco, John Elkann e Blanc.

lunedì 30 novembre 2009

Ferrara come Maifredi?



Un'altra vergognosa prestazione della Juventus. Stavolta non si salva nessuno. Umiliati anche dal Cagliari. L'Inter vince e va in fuga, tiene il passo solo il Milan che in zona Cesarini espugna Catania grazie ad Huntelaar e si porta al secondo posto.
Di chi la causa secondo voi di questo fallimento juventino?

INTANTO CLAMOROSO MAIFREDI:
”Al posto di Ferrara sarei primo in classifica, sopra l’Inter!!”
L’ex allenatore della Juventus Gigi Maifredi, nel corso di “Tutti pazzi per la Juve”, ha prima lanciato pesanti frecciate verso il neo-allenatore juventino Ciro Ferrara ed è poi ritornato sul suo passato bianconero, indicando quelli che davvero ritiene come i veri colpevoli di quel fallimento.
Alla fine ha voluto dire la sua anche su Calciopoli, da lui definito un “teatrino per far fuori Moggi e Giraudo”.
FERRARA ANCORA INADEGUATO PER ALLENARE LA JUVE
“Ciro è stato un grandissimo giocatore. Nella mia carriera da allenatore ho provato in tutti i modi ad averlo in squadra ma allenare è un’altra cosa.
Lui non era assolutamente pronto per una squadra come la Juventus. Se invece la scelta della società è stata fatta per il futuro è ancora più sbagliato perché alla Juve si gioca solo per vincere e non si può aspettare che uno faccia esperienza a Torino.
L’unica analogia che vedo tra questa e la mia Juve è la mancanza alle spalle dell’allenatore di una società esperta e competente. Sulla qualità della rosa non scherziamo invece.
Io al posto di Ferrara sarei già sopra l’Inter ed in testa alla classifica.
Con una squadra con 4/5 di difesa della Nazionale, Sissoko, Camoranesi, Diego, Melo ed il parco attaccanti che la Juve si ritrova io mi metterei a fumare, mi siederei con calma in panchina ed a fine gara chiederei solo con quanti goal di distacco si è vinto..
Il 4-2-3-1 provato in questa stagione è in assoluto il modulo peggiore per questa squadra.
E che dire poi di Del Piero? Lui è un fuoriclasse assoluto ma o lo si fa giocare da seconda punta o bisogna avere il coraggio di mandarlo in panchina. Questa Juve può giocare solo con il 4-3-1-2 o con il 4-4-2 magari mascherato da 4-3-3.”

LA LATITANZA DI MONTEZEMOLO ALLA BASE DEL MIO FALLIMENTO
“Quando nel 1990 fui scelto dalla Juve per allenarla toccai il cielo con un dito. Io sono juventino sin da piccolo e tutt’ora sono rimasto bianconero nel cuore.
Purtroppo anche se in quel momento ero il miglior tecnico in grado di allenare la Juve e trasportarla nel cambiamento epocale del passaggio dal gioco a uomo a quello a zona, non mi resi subito conto dell’importanza del ruolo che ricoprivo.
Iniziai subito malissimo con la Supercoppa ma non fu solo colpa mia.
Mi venne detto in Società che potevo prepararla senza patemi tanto era un trofeo che non aveva nessun valore. Ed è la che cominciai a capire che qualcosa non andava nella nuova dirigenza appena orfana di un monumento come Boniperti, perché io sapevo che invece la Juve da sempre lottava solo per vincere.
E’ anche vero che sono stato un asino a non accettare il triennale che mi era stato proposto ad inizio stagione, ma alla base del mio licenziamento c’è stato soprattutto il litigio pre-natalizio avuto con la Dirigenza.
Ero ancora furioso per aver gettato al vento il primo posto per colpa di un pareggio casalingo contro il Cagliari, e mi stavo mangiando la squadra quando scopriì che la Società invece di sostenermi stava pensando ad organizzare la festa natalizia. Scrivetelo, è questa la vera causa del litigio, altro che tutte quelle menzogne lette in questi anni.
E poi in quell’anno non fummo per niente tutelati a livello arbitrale, basti ricordare che la fondamentale gara persa contro la Samp fu decisa da un rigore inesistente per fallo presunto di Galia su Mancini.
Noi eravamo una pianta in mezzo alla foresta, per la prima volta nella storia la Juve poteva esser attaccata.
Alla base di tutto questo c’era la mancanza in società di una figura forte come Boniperti, di un tutore come Moggi.
Montezemolo praticamente non c’era mai per i suoi mille impegni in giro: 2 giorni in America, 2 a Zurigo, l’incarico da dirigente in RCS ed inoltre viveva a Roma….

Poi dopo la sconfitta di Genova ricordata prima, la stampa di Torino, che si sa bene è in prevalenza di fede granata, iniziò una campagna denigratoria contro di me ed è andata come tutti sapete.
Ma io ho fallito solo la qualificazione alla finale di Coppa delle Coppe ma nonostante questo tutt’ora quando incontro Roberto Baggio ancora si scusa per gli errori di quella sera.
In campionato mi era stato chiesto solo di fare un campionato di transizione….
Se fossi rimasto sulla panchina della Juve l’anno dopo avrei vinto lo scudetto ed avremmo costruito un ciclo di vittorie!”

CALCIOPOLI UN TEATRINO CON LA NUOVA JUVE COMPLICE
“Calciopoli? Meglio stendere un velo pietoso su questa vicenda. Ve lo dico, Moggi e Giraudo avevano già comprato Gerrard e Cristiano Ronaldo.
Si erano gettate le basi per un dominio bianconero che sarebbe durato almeno 20 anni ed allora hanno dovuto per forza inventarsi uno scandalo che uccidesse una squadra del genere.
E la nuova proprietà Juve ne è stata complice.
Ma dove si è visto mai un avvocato difensore che ancora prima di esser giudicato va davanti alla giuria e patteggia una pena congrua?

lunedì 14 settembre 2009

Genova per noi


Pazzesco.
Certo, siamo solo alla terza giornata ma sfido chiunque a dire che si sarebbe mai aspettato di vedere dopo tre giornate di campionato in testa a punteggio pieno insieme alla Juventus le due 2 squadre di Genova.
Davvero un momento magico per la bella città ligure.
Il Genoa, un orchestra guidata alla grande da Gasperini.
La Sampdoria, una buona squadra guidata da un talento assoluto che sforna assist a volontà: Cassano.
L'Inter intanto si mantiene a distanza di sicurezza dalla Juventus grazie alla nuova coppia del goal e Mourinho, come al solito, non perde occasione per buttarla "in caciara".
Buona la prima sulla panchina giallorossa di Ranieri.
Ma dalla trasferta di Siena della Roma mi preme segnalare un altro evento:
i vergognosi cori beceri di cui è stato vittima Daniele De Rossi.
Di questo passo, non sò davvero dove si andrà a finire.
Utilizzare un dramma familiare per colpire nell'animo una persona è quanto di più vigliacco si possa fare.
Infine, un capitolo a parte lo meritano i nuovi arbitri.
Gava, Gervasoni, Tagliavento, Bergonzi: c'è poco da dire.
La nuova classe arbitrale guidata da Collina è la peggiore della storia della serie A.
Effetto conseguente di Calciopoli, che si permette di fare stare a casa Paparesta solo perchè riabilitando l'arbitro barese si riabiliterebbe l'immagine di Luciano Moggi, il "burattinaio".
Perchè adesso si sbaglia in buona fede, no?
Corriere dello Sport e Repubblica non ne sono certi.
D'altronde quando c'è di mezzo la Juve gridare allo scandalo fa sempre audience.
Questa sera inaugurerò la mia stagione televisiva con la prima a "Cuore di calcio".
Potrete seguirmi in diretta dalle 21 alle 23 su GOLD TV(nel LAZIO) o sulla parabola satellitare al canale gratuito 851 del bouquet di Sky.
Vi aspetto.

domenica 13 settembre 2009

Tris Juve


L'avevo pronosticato:vincere di nuovo all'Olimpico sarebbe stato molto più duro contro la Lazio, seppur priva di Zarate.
Dallo stadio, ieri sera, ho visto una Juventus stranamente spenta per circa 1 ora.
Una Lazio che nel primo tempo avrebbe meritato sicuramente di più, indipendentemente dalla validità o meno del goal annullato a Mauri.
Diego in difficoltà sin dai primi minuti. Si vedeva che non stava bene.
Ancora una volta grandissima partita di Felipe Melo, davvero un bunker piazzato davanti la difesa. Un vero leader.
Più che sufficiente la prima di Grosso, sopratutto nel secondo tempo.
Caceres invece per un tempo è stato in completa balia di un mostruoso Kolarov prima di diventare però decisivo con il goal che ha cambiato la gara.
Segno che quest'anno sembra davvero nato sotto una buona stella per i colori bianconeri.
Basti pensare anche all'esordio con goal per Trezeguet, fino a quel momento praticamente spettatore pagante.
La sensazione è sempre la stessa: se Diego non sta al meglio, la Juventus fatica a fare gioco sopratutto se poi le alternative dotate di tecnica come Camoranesi vanno a corrente alternata.
La squadra comunque è compatta e motivata. Davvero difficile da scardinare.
Però in futuro, sopratutto con il ritorno di Del Piero e Sissoko e l'ambientamento di Grosso e Caceres è lecito aspettarsi qualcosa di più sotto il profilo del gioco.
Non commento gli episodi arbitrali di ieri sera, anche se dallo stadio si è avuta la spiacevole sensazione di un arbitro davvero scarso che soffre la sudditanza (ricordate anche Inter-Parma di 2 anni fa?)
Di certo, come sempre in passato, al primo episodio presunto o tale a favore della Juventus si torna a parlare di scandalo come fa il Corriere dello Sport oggi.
Nel pomeriggio un Milan abulico conferma di non essersi ripreso dalla scoppola del derby.
Il punto di Roberto Beccantini
D’accordo, è sempre complicato districarsi fra le orme lasciate dalle Nazionali e l’odorino di Champions che arriva dalla cucina, ma affrontare la Lazio priva di Zarate e Rocchi - questo Zarate, soprattutto, e questo Rocchi - era un’occasione fuori del comune.
Da ItalJuve a Juventus il passo è stato brusco e dolce. Senza Del Piero, si sapeva. Senza Diego dal 40’, si è saputo. Eppure, Lazio zero Juventus due. Troppa grazia. Per Ciro Ferrara, quinto successo consecutivo. Per la squadra, nove punti su nove. La Lazio aveva soffiato la Supercoppa all’Inter. I paragoni fioccheranno. Complimenti a Ballardini e ai suoi prodi. Avrebbero meritato di più.
Un fischio preventivo di Gervasoni ha cancellato un gol di Mauri in mischia: dall’autopsia dell’azione emergono un fuorigioco di Diakité, passivo per i codici postmoderni, e un’ancatina di Cruz a Legrottaglie. A occhio nudo, era sembrato tutto confusamente regolare.
Barcollava e penava la Juventus, nonostante lo champagne di Giovinco. E Caceres era stato, fin lì, uno dei meno lucidi. Il gol dell’uruguagio e la carambola di Trezeguet, preferito a Iaquinta, premiano il turnover di Ferrara.
In attesa di Inter-Parma, la Juve lancia il suo guanto: è solida, ha più frecce nell’arco che in passato, e gli schiaffoni inflitti alla Roma con Diego protagonista e alla Lazio con Diego sostituito, riassumono e confermano la volontà di vincere comunque.
Leonardo sta studiando da allenatore del Milan. Lo 0-0 di Livorno non sarà il fondo del barile raschiato nel derby, ma resta un bicchiere mezzo vuoto. Huntelaar ha bisogno di tempo, Ronaldinho invece il tempo lo spreca. Il pressing fiammeggiante degli avversari crea scompensi non lievi: che partita, Candreva. Si scuote, il Milan, con l’ingresso di Pirlo, ma ormai è tardi. Con l’Inter, il Milan si era annesso i venti minuti iniziali. A Livorno, nemmeno quelli. Rotola dietro gli episodi, potrebbe subìre, potrebbe segnare, è la metà di un qualcosa che sfugge.