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sabato 5 dicembre 2009

La rivincita di Ferrara

Chi parlava di campionato già finito a Novembre è stato servito.La Juventus con una grande prova di orgoglio batte l'Inter e la riavvicina, facendo un grandissimo favore anche al Milan che adesso è solo a 4 punti dalla vetta.Non è stata una bella partita quella di Torino. Troppa tensione, troppo nervosismo e sopratutto troppe polemiche nella vigilia.D'altronde dopo Calciopoli le sfide tra Juventus ed Inter non potranno più esser normali.Colpa soprattutto di quello scudetto degli "onesti" assegnato a tavolino senza motivo e con assoluta superficialità, che ancora indigna il popolo bianconero e non solo.Ed alla luce delle ultime notizie che stanno arrivando dal processo di Napoli, l'indignazione monta giustamente ancora di più. Per una volta è giusto però parlare solo di calcio giocato.E' questa la serata della riscossa di Ferrara, per cui molti avevano già suonato il DE PROFUNDIS, così come era già stato fatto in passato per Leonardo.Sono allenatori giovani, è ovvio che sbaglieranno ancora ma è anche giusto dargli il tempo che meritano. Questo intanto è il momento della loro rivincita!Di certo, la squadra bianconera non ha ancora un'identità tattica ben definita e la vittoria contro l'Inter è stata più figlia di situazioni occasionali che di un gioco specifico.Grandissima prestazione di Caceres, da tanti troppo bistrattato fino ad ora. Sicuramente non varrà 12 milioni di euro, prezzo fissato per il riscatto dal Barcellona, ma è un buon elemento soprattutto in fase di spinta e come carica agonistica. Parer mio poi, sempre meglio rischiare su un giovane piuttosto che comprare un giocatore come Grosso, sul viale del tramonto. La sua disattenzione in occasione del goal interista è devastante.Alla fine, decisivo per la vittoria bianconera uno strepitoso goal di Marchisio, talentino che continua umilmente a stupire sempre di più.All'Inter è mancata la spinta di Maicon e i cambi di passo di Sneijder, ma non può bastare solo questo a giustificare una prestazione così opaca e nervosa. Lo stesso Mourinho, espulso quasi subito, non è sembrato tranquillo sin dall'inizio. E giustamente, come nel suo stile, a fine gara ha deciso anche di andarsene senza parlare.E che dire poi di Balotelli? La sua prestazione è stato un misto tra indisponenza e arroganza. Di certo tutta la vicenda che si è creata intorno a lui ha turbato la tranquillità del ragazzo, che però non fa proprio nulla per diminuire la sua cronica antipatia. Il rischio che questo giocatore dal talento cristallino si perda c'è ed è molto più grande di quello che si vuol far credere.Per Inter, Milan e Juventus, in rigoroso ordine di classifica italiana, adesso è il momento della verità in Champions. L'ultima gara sarà da dentro o fuori. Tutte e tre partono da una posizione di vantaggio abbastanza netta, ma in Europa nessun avversario è da sottovalutare.Anche perché un'eventuale eliminazione dalla coppa principale al primo turno sarebbe un assoluto fallimento, sia per le milanesi che per la Juventus.Ed allora che Ferrara e Leonardo si godano stasera la loro rivincita e che Mourinho continui a godersi in silenzio il primo posto italiano, perché dopo l'ultimo turno di Champions tutto potrebbe cambiare di nuovo…

mercoledì 30 settembre 2009

Punto d'oro








Diciamocelo chiaramente, è un punto d'oro.
La Juventus esce indenne da Monaco, nonostante l'assedio subito per tutto il primo tempo ed anzi nel finale, per assurdo, con un pò di coraggio in più avrebbe anche potuto provare a tentare il colpaccio.
Certo, per quasi un'ora è stata rinchiusa nella propria metà campo ed ha dovuto contrastare il Bayern con un catenaccio vecchio stampo.
Ribery strepitoso, un assoluto fenomeno.
Decisivo l'infortunio di Robben a fine primo tempo.
Sinceramente ancora non si capisce bene quale sarà il gioco della Juventus in questa stagione.
Per un motivo (infortuni) o per un altro (giocatori al rientro da infortuni) ancora non si è mai riuscita a schierare la squadra titolare e si percepisce un senso di improvvisazione.
Ma è ancora presto per giudicare.
L'importante era non perdere.
Chi ormai sembra entrato in una crisi senza ritorno è il Milan, squadra veramente a pezzi.
Ed il fantasma di Spalletti si fa sempre più inquietante alle spalle di Leonardo....

domenica 31 maggio 2009

Fine-corsa Nedved





Alla fine Pavel Nedved ha deciso (lui si, il suo procuratore meno.....) :
lascerà il calcio. Meglio per tutti....
Emozioni strappalacrime nella sua ultima gara da calciatore disputata, ironia della sorte, proprio dalle 2 squadre che in Italia l'hanno visto assoluto protagonista.
La Juventus batte la rimaneggiata Lazio per due reti a zero, grazie ad una doppietta di Iaquinta.
Due considerazioni rapide:
1- Avevo ragione nel dire che non serviva esonerare Ranieri a sole 2 giornate dalla fine, se lo scopo era solo quello di vincere le residue partite contro avversari già in tenuta balneare.
Questo avvicendamento è servito solo a concedere alibi a chi non li meritava...
2- Iaquinta alla fine ha realizzato gli stessi goal di Amauri, pur giocando nettamente di meno.....Siamo sicuri che valga proprio la pena privarsi in futuro di Trezeguet per puntare sul brasiliano?
Capitolo panchine:
scoppia l'effetto Guardiola, affidarsi ovvero a tecnici giovani ed ambiziosi.
Il Milan, vincente in quel di Firenze, saluta Maldini ed Ancelotti (e forse anche Kakà) e decide di puntare tutto sull'esordiente Leonardo.
La Juventus invece si prende altri 10 giorni (!!) per decidere:
ma la scelta parè cadrà comunque su un allenatore di primo pelo o quasi.
Intanto l'Inter, che ha festeggiato la 50a partita consecutiva senza un rigore contro, trema:
se Moratti non si umilierà come già fatto con Mourinho, Ibrahimovic andrà via.
Senza Ibra, l'Inter tornerebbe l'armata brancaleone che per quindici anni e più, ha fatto sorridere l'Italia intera.
Ecco, il miglior acquisto della Juventus nella prossima stagione per cercare di colmare il gap con la capolista, sarebbe proprio la cessione all'estero di Ibrahimovic....
Per finire, con un rima tanto cara al presidente del Torino Cairo:
cucù e la serie A non c'è più.