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lunedì 29 aprile 2013

Torino, riprova al prossimo derby...

...E magari compra un attaccante buono se vuoi competere con lo strapotere cittadino della Juve

sabato 1 dicembre 2012

JUVE, MARCHISIO e GIOVINCO schiantano il TORINO nel derby e BERGOMI...













lunedì 14 giugno 2010

Niente derby

Il Torino perde lo spareggio contro il Brescia e resta in serie B:
il derby non si disputerà nemmeno l'anno prossimo.
Mondiali, oggi è il giorno dell'Italia.

domenica 30 agosto 2009

Atto di forza




E' ancora calcio d'Agosto, vero.
Facile in questo periodo passare dall'euforia alla depressione e viceversa.
Ma l'immagine di squadra lasciata dall'Inter nel derby lascia un senso di inquietudine negli avversari.
Negli anni passati l'Inter ha praticamente vinto giocando con palla ad Ibra e pedalare.
Tutto quindi dipendeva o quasi dallo svedese.
Quest'anno, sopratutto grazie ad una sontuosa campagna acquisti, l'Inter ha deciso di giocare palla a terra.
L'impressione è che se i nuovi arrivi si amalgheranno al più presto, la squadra di Moratti avrà ripetuto l'operazione che fu fatta dalla Juve di Moggi & C. con Zidane:
vendere a peso d'oro il giocatore più forte e nonostante tutto rinforzarsi. E non poco.....
Il Milan che per un buona mezz'ora non aveva demeritato è sparita dal campo nel momento dell'infortunio di Gattuso.
Poco da aggiungere, la stagione rossonera passa da 3 giocatori: Nesta, Gattuso, Ronaldinho.
Lottare per lo scudetto o rischiare il fallimento dipenderà esclusivamente dal loro rendimento.
Oggi intanto la Juventus sarà impegnata contro la Roma.
Se non è una prova di maturità, poco ci manca.
Espugnare l'Olimpico sarebbe un grande segnale da inviare a tutti gli avversari.
Nei prossimi giorni, a mercato concluso, dirò la mia sul mercato bianconero(incomprensibile cessione di Zanetti inclusa), sui pronostici stagionali e dirò se davvero ritengo ridotto, perlomeno in parte, il Gap nei confronti dell'Inter in Italia e dallo strapotere Anglo-Spagnolo in Europa.

sabato 11 aprile 2009

Processo a Ranieri



Tuttosport non è mai stato tenero nei confronti del mister Juventino e anche quest'oggi ci va giù pesante:
per Ranieri si aprono i 15 giorni più decisivi della sua carriera.
In queste 2 settimane la Juventus si giocherà le ultime chance di riprendere l'Inter ma sopratutto avrà il delicatissimo incontro di ritorno in Coppa Italia contro la Lazio.
L'ho detto e lo ripeto, se anche quest'anno la Juventus non vincerà niente Ranieri deve andare a casa e mi batterò personalmente affinchè avvenga questo.
La serie A ha deciso di andare avanti nonostante il dramma dell'Abruzzo ( The show must go on, anche in presenza di morti - vero sig. Matarrese?) ed oggi si giocherà la 31° giornata, dove spicca il derby di Roma.
Sinceramente ho ancora poca voglia di parlare di calcio, ma colgo l'occasione per augurare una serena Pasqua a tutti Voi e stringermi forte e vicino al dignitoso popolo abruzzese.
CORAGGIO ABRUZZO, TERRA MERAVIGLIOSA.

domenica 8 marzo 2009

La Juve resiste



Il sabato italiano non regala sorprese o illusioni:
con il ritorno di Ibrahimovic, l'Inter espugna il difficile campo di Genova grazie sopratutto all'asso svedese, vero Ago della bilancia del Campionato Italiano.
Non poteva mancare comunque l'ennesimo episodio dubbio a favore della squadra "neroassurra" anche se il goal-non goal di Balotelli è davvero una questione di cm.
Nel dubbio, però, si sbaglia sempre a favore dell'Inter.
In serata si è giocato un bel derby.
La Juventus, che si è presentata in campo con un ampio turn-over rispolverando persino un giocatore come Zebina che molti davano ormai per disperso, ha resistito ad un primo tempo tutta grinta del Toro -dalle corna spuntate- per piazzare poi nella ripresa il colpo decisivo.
Strepitoso Sereni che in almeno 3 occasioni compie delle parate al limite del fenomenale.
Decisivo Chiellini, vero leader assoluto della squadra bianconera.
Amauri in evidente debito di ossigeno, Iaquinta sfortunato e Giovinco alterno.
Queste alcune indicazioni della partita di ieri sera.
La Juventus ha avuto come al solito grandi difficoltà a costruire gioco per l'assenza cronica di un regista a centrocampo e per la mancanza di cross dalle fasce.
Niente di nuovo, quindi.
Importantissimo l'ingresso di Nedved:
uno che appena varca la linea del campo capisci subito che entra solo per vincere.
Quanto mancherà questo Campione quando deciderà veramente di appendere gli scarpini al chiodo....
Non a caso è proprio del ceco l'assist per il fondamentale goal di Chiellini.
Rete che il Presidente del Torino non ha esitato poi a contestare a fine gara per un forse millimetrico fuorigioco attivo di Iaquinta nell'azione.
Ogni derby d'altronde lascia sempre una striscia polemica granata, anche perchè ormai sono quasi 15 anni che il Torino non riesce più a vincerlo.
La Juve resiste a meno 7 dall'Inter.
Ora però è il momento di fare davvero sul serio:
martedì giocherà la gara più importante della sua stagione contro il Chelsea, che tanto per cambiare ha rivinto anche ieri grazie ancora a Drogba.
E' incredibile come Guus Hiddink abbia rigenerato una squadra ed un campione che fino ad un mese fa sembravano allo sbando....
Scolari, dove sei?

sabato 7 marzo 2009

Sabato italiano





lastampa.it
Sarebbe stato un derby di ordinaria tensione, il Toro con obblighi di salvezza, la Juventus con qualche prurito, poca benzina e molti pensieri (il Chelsea). Cuore e batticuore. Nella norma, insomma.
José Mourinho l’ha sequestrato e riverniciato, coinvolgendo arbitri e primavera (non la stagione, però). Il suo «discorso del passamontagna», viste le ruberie dalle quali dovranno guardarsi i granata e i bianconeri (di Udine, però), ha spaccato l’Italia, acceso dibattiti, creato partiti, pro e contro. I tifosi del Toro si sono affrettati ad adottarlo, più o meno come avevano fatto gli juventini dopo il disastro interista di Bergamo e le soffiate sul cazziatone che avrebbe rivolto alla squadra: «Uno scudetto lo avete vinto in segreteria, un altro perché non c’era nessuno, il terzo all’ultima giornata». Un mito bi-partisan.
Auguri, di cuore, a Farina, l’arbitro del derby, a Tagliavento, designato per Roma-Udinese, e a Morganti, «scritturato» da Collina per Genoa-Inter nonostante la topica di Mantova-Bari 0-2, gara nel corso della quale, sabato scorso, aveva ignorato una corretta segnalazione di fuorigioco da parte di uno degli assistenti e convalidato, sbagliando, il gol di Guberti.
Mourinho applica la strategia della finzione, chiamiamola così. Fingersi vittima di un complotto, l’unico argomento che tiene insieme il Paese, dall’11 settembre a Calciopoli, passando perfino attraverso la morte di Marco Pantani. Una congiura. Un complotto: sempre, e comunque. Provate a mettervi nei panni e nel fischietto di Farina: già il cognome si presta a giochi di parole (Farina: di quale sacco?), figuriamoci le decisioni. Ogni punizione, ogni cartellino, ogni sermone - se non proprio limpido al cento per cento - verrà letto e tradotto in funzione delle nuvole sollevate e diffuse, martedì, ad Appiano. Per la verità, qualcuno fuori del coro ci sarebbe. Ma sono tecnici e, dunque, non contano.
Zdenek Zeman si è detto deluso del Mourinho allenatore, e Osvaldo Bagnoli, che pure conosce i suoi polli (cioè noi), ha posto l’accento sul difensivismo di José, «un tema che, curiosamente, nessuno ha approfondito». Nessuno, a cominciare dal diretto interessato. Meglio l’aria condizionata delle analisi condizionanti (il suo magistero). Mourinho non è mai stato rivoluzionario sul piano tattico. È stato, e rimane, un indiscusso «portatore di risultati» e un genio delle parabole, da «Non sono un pirla» in su. Che la sua Inter sia l’Inter di Mancini non frega alla plebe. Frega il suo lessico e, per questo, non ricordo un derby della Mole così espropriato e così usurpato, nella sua barbosa genesi, da un personaggio che non c’entra un tubo. D’improvviso, un reperto di nicchia diventa un evento nazional-trasversale proprio nel giorno in cui gli arbitri, divisi, hanno votato Nicchi (Marcello) alla presidenza dell’Aia. Senza l’orgoglio di Mourinho, saremmo rimasti dentro i recinti del rodeo cittadino, annoiati dalla solita tiritera del Toro operaio che cerca di ribellarsi al destino cinico e baro. Nicchia, Nicchi: il successore di Cesare Gussoni è stato evasivo su Pierluigi Collina, il nodo più delicato, e ha aggiunto che non si deve più parlare di Calciopoli. Perché mai? Dipende dagli arbitri, signor presidente eletto, mica da noi, umili recensori dei quaderni mourinieschi e degli aiutini di stato. Walter Novellino sorride: purtroppo per gli avversari, di schierare i ragazzi non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello. Claudio Ranieri si è già pentito di aver usato il telefono, antico vizio societario. Luciano Spalletti schiuma di rabbia. Naturalmente, in attesa di Old Trafford, Mourinho gode. In fin dei conti, Maurizio Zamparini aveva dato ai giornalisti dei maiali, mentre lui ci ha dato delle prostitute. Modiche reazioni. Il vero problema sarà quando daranno dei giornalisti ai maiali e alle prostitute. Un rischio che José, italiano di rimbalzo e «arbitro» del derby di Torino, non correrà mai.