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venerdì 26 marzo 2010

Blu profondo

Un'altra umiliazione, l'ennesima di una stagione disgraziata che segnerà un'epoca in casa Juve.
Il Napoli ribalta la partita ed infligge una lezione di gioco alla banda Zaccheroni, ormai allo sbando.
Non ci sono più parole per descrivere questo scempio....
Alberto Zaccheroni ha fallito. Inutile girarci attorno, anche il tecnico romagnolo dopo un buon inizio sulla panchina bianconera ha dovuto deporre le armi e rassegnarsi al destino: la Juventus è morta e nessuno al momento può risuscitarla. Ci ha provato Zac, ha messo un poco d’ordine in un ambiente in cui la confusione è il fattore imperante, ma l’impresa era al di là delle sue capacità. A dire il vero pochi al mondo sarebbero in grado di destreggiarsi in un contesto a dir poco desolante: il Presidente, l’Amministratore Delegato e il Direttore Generale sono tre dilettanti allo sbaraglio, (pps, dimentico sempre che sono tutti e tre la stessa persona), la proprietà è assente, impegnata com’è nella risoluzione di altri problemi che riguardano le aziende del gruppo… Chi dovrebbe quindi “vigilare” e mettere ordine in una società allo sbando?
In quattro anni si sono susseguiti sulla panchina bianconera i seguenti allenatori: Didier Deschamps, Giancarlo Corradini, Claudio Ranieri, Ciro Ferrara e Alberto Zaccheroni. Cinque eroi che si sono sobbarcati in avventure più grandi di loro stessi, in balia di venti contrari da ogni dove e senza nessuno a tutelarli quantomeno dalle correnti interne.
Su Claudio Ranieri lo scorso anno sono state scaricate tutte le colpe di alcune figuracce rimediate di certo non per colpa dell’allenatore: “L’ho mandato via perché gli voglio bene”, disse Jean Claude Blanc, uno che vuole più bene a Ranieri, dunque, che a sé stesso. Qualcuno avrebbe dovuto quantomeno chiedere scusa al tecnico di Testaccio. Non è successo ma lui, da gran signore qual è, si è preso le sue rivincite e non ha voluto infierire sul conduttore della Corrida bianconera.
Quest’anno è andata addirittura peggio, con un progetto congegnato male e messo in pratica peggio: Ciro Ferrara, che di colpe ne ha, è stato lasciato alla mercé dello spogliatoio nella speranza che dal cilindro tirasse fuori qualche coniglio, alla Guardiola insomma. Da buon capatosta napoletano, Ciro ci ha messo tutto l’impegno e la voglia ma è stato fagocitato in un vortice ben più forte di quello nel quale è stato attirato l’anno precedente il tecnico romano. Nello spogliatoio bianconero, infatti, sono stati introdotti transfughi Lippiani, con l’obiettivo si studiare “il nemico” e preparare l’invasione post mondiale.
Qualcuno dovrebbe chiedere scusa anche a Ciro, per averlo usato e abusato in maniera indegna.
Infine fu Zaccheroni… Come dicevo, dopo i primi risultati positivi, ottenuti grazie al proverbiale “cul de Zac” è stato subito bollato da Blanc: “E’ l’uomo della provvidenza, potrebbe restare anche l’anno prossimo”. E fu il diluvio universale… Il tecnico ex Milan inanella una serie di trovate degne del peggior Mister Tinkerman (l’ultima ieri sera con la sostituzione Grygera-Del Piero) che fanno aleggiare su di lui il fantasma di Ciro e della sua Danette. Ma non si può e non si deve infierire su Zac, un gran lavoratore: cosa volete che si combini con una rosa costituita da campioni logori alla quale sono stati aggiunti negli anni fior fior di bidoni e per giunta strapagati (per ultimi i due brasiliani)? Gli ottimi risultati ottenuti alla risalita in Serie A hanno ingolosito tennisti, pallavolisti e tutti gli altri figuri che troneggiano in società tanto da convincerli che con qualche acquisto mirato si sarebbe vinto subito: e allora giù a comprare vagonate di bidoni… Tiago, Poulsen, Melo, Diego, Grosso, Cannavaro… E chi si illude che spendendo 80 milioni di euro nella prossima stagione si possa rimediare a questo scempio si sbaglia di grosso: davvero pensate che possa agilmente rifondare questa rosa? Il rischio è di ritrovarci la prossima stagione con 40 calciatori, poiché sfido chiunque di voi a vendere alle cifre che ci sono costati i vari Felipe Melo, Diego, Poulsen, Amauri… A meno di non regalarli al Corvino di turno. Da tifoso mi auguro sempre il meglio per la squadra per la quale mi batte il cuore e mi duole lo stomaco, ma non vedo il cielo sereno all’orizzonte. E a passare un’altra stagione come quella in corso non mi ci voglio proprio rassegnare. E voi?



L'EDITORIALE ODIERNO SCRITTO DA LUCIANO MOGGI PER LIBERO
"Franco Baldini, altro che uomo onesto!"
I nodi del Milan sono venuti al pettine. Li avevo espressi in tempi non sospetti, li avevo edulcorati facendo gli elogi a Leonardo per il lavoro svolto, ma la prima impressione era ed è quella giusta. Leo ha fatto un miracolo, tenendo il Milan incollato all’illusione scudetto oltre le proprie possibilità; e ci crede ancora sperando domani sera nella Roma. Ma le premesse sono sfavorevoli: infortuni (mane hanno tutti), gioco che stenta, gol che vengono a fatica. Se bisogna aggrapparsi ancora ad Inzaghi, con tutto il rispetto per un giocatore immenso qual è, mi pare che questo fotografi tutto. Ronaldinho è un caso a sé, un paio di assist contro il Napoli gli erano bastati per ondate di voti alti, a me sembrava il minimo che il brasiliano potesse fare. A Parma, marcato a vista, si è sciolto. Onori alla Roma e a Ranieri, la lunga marcia senza sconfitte è una cavalcata delle Valchirie che arriva, nel momento giusto. A Mourinho potrebbe bastare un pari, alla Roma lascerebbe l’ama ro in bocca. L’Inter arriva con un 3-0 netto al Livorno, forse più merito dell’esplosione di Eto’o che di una superiorità manifesta, ma è per questo che i nerazzurri sono più forti (o meno deboli) degli altri: c’è sempre il giorno di una performance a turno di uno dei suoi assi. Tutti meno Balotelli. Mou s’è imposto, e al momento ha ragione. Ma resto del parere che ci sia stata qualche pecca ella gestione, e lo dico pur convinto che le regole valgano per tutti. L’Inter ha ora l’occasione di avviare un di- scorso con Raiola, agente del giocatore e uno dei più capaci sulla piazza: lo stia a sentire ed eviterà il rischio di perdere un capitale importante.
Oriali e Baldini
Stavolta Oriali non ha glissato ma ha rivelato il nome di chi l’aveva messo nei guai (nella cacca, per stare alle sue parole). Un passo indietro. Il 20 luglio 2009 il dirigente dell’Inter, in un’intervista al Corriere della Sera, affronta anche la vicenda del passaporto taroccato di Recoba. «Non amo parlarne», ma poi aggiunge, «io ho pagato ed è giusto che sia stato così. La verità è che ci siamo fidati di una terza persona che aveva garantito l’autenticità del documento». Glissa sul nome, e a questo punto l’inter vistatore (Daniele Dallera) fa il nome “Franco Baldini”. Arriviamo all’oggi. Oriali è intervistato da La Stampa. In che misura – gli chiede Roberto Beccantini – la condanna a sei mesi di reclusione e il relativo patteggiamento per “passaportopoli” e il dossier Recoba l’hanno segnata? «È una grave macchia, lo so – risponde Oriali - ma ha presente il signore che compare sempre al fianco di Fabio Capello in Inghilterra? Sì, Franco Baldini. Ecco, devo tutto a lui. Mi disse che c’era questa possibilità, eccetera eccetera, e che le carte erano in regola. Salvo poi lasciarmi nella cacca». Dedico questa verità finalmente rivelata a chi ancora crede che Baldini sia un cavaliere senza macchia, un campione di onestà, e ricordo che per quella vicenda fu squalificato nove mesi dalla Disciplinare della Lega Calcio. Per il resto, chi vorrà potrà seguire le udienze del processo Calciopoli in corso di svolgimento a Napoli.
Sulle intercettazioni
Ritengo di essere stato uno degli italiani più intercettato e colpito: ma non affondato, anzi. Pochi “noti”, al tempo, mi erano venuti in soccorso. Sentite adesso il Presidente Berlusconi: «Esiste al mondo un altro Paese, che non siano gli stati di polizia o le dittature, in cui un cittadino non possa parlare liberamente, anche di cose private, senza veder intercetta- te e sbattute sui giornali le sue parole, distorcendole e utilizzando- le per screditarlo, per renderlo ridicolo? Cambieremo questa situazione, al più presto. È urgente e indispensabile». Non posso che essere d’accordo con il premier. Ma sentite adesso The final Ricchiuti#465: «I moggiani sono come quelli del partito che mise su Kossiga. Gli straccioni di Valmy. Siamo una combriccola eterogenea e variegata di varia e un po’ avariata non avara umanità, un po’ romantici un po’ fenomeni da baraccone. A Moggi mancano le grandi firme, le grandi mamme, le grandi spalle del potere. Siamo un consesso di reietti su cui il Pm ogni tanto esercita la sua sacrale biasimazione mentre noi altri si fa quel che si può, scrivendone in qualunque fosso. Ci fosse che so D’Avanzo. O Stendhal o Zola. Allora sarebbe meglio. Entreremmo nelle famiglie, ci siederemmo ai deschi con l’autorizzazione di chi comanda sul serio per le nostre verità. Invece, benché si abbia ragione, siamo ai margini, una verità maledetta e marginale di tanti colori molto poco salottieri. Siamo brutti ma purtroppo senza il lusso di poter essere davvero cattivi. Zola non lo so,magari dei nostri arriva almeno Zola»

venerdì 19 marzo 2010

Vergogna Juve





Inizia la partita, 0a1 goal di Trezeguet e pensi "visto che il Fulham non era niente de che!" Poi però vedi un imbarazzante Cannavaro, un monumentale Grosso ma nel senso di monumento pesante piantato per terra, un Diego impalpabile, un Camoranesi avulso e ti cominci a chiedere "no, dai. Mica vorranno riaprire la gara...." Poi i goal subiti, l'espulsione di Cannavaro, Zac che toglie Candreva invece di Camoranesi o Diego.
Secondo tempo di agonia ed alla fine il colpo finale:la Juve non esiste più.
Vi rilascio al mio editoriale di Domenica, ci andrò giù pesante.
Stasera ospite di "Tutti pazzi per la Juve" Luciano Moggi. Interagite con lui sul fan club della trasmissione.
http://www.facebook.com/pages/TUTTI-PAZZI-PER-LA-JUVE/166255058081


Questo il bel articolo scritto da Mirko Nicolino per Juvemania.it

In questi giorni ho ascoltato con attenzione quanto Jean Claude Blanc ha voluto comunicare almondo intero: "la Juve è sana", "siamo in vantaggio su tutti i competitor", "in 4 anni mantenuti tutti gli impegni e centrati tutti gli obiettivi". Se qualcuno negli ultimi 4 anni fosse per caso stato su Marte e tornasse solo ora sul pianeta Terra penserebbe che la Juventus è la squadra di calcio che domina a livello nazionale e internazionale da quando Blanc è alla Juve. O no? La realtà, invece, è ben più triste e deprimente: la Juventus non esiste più, o almeno quella che intendo io, quella che sul campo vince gli scudetti, le coppe e che ritiene i secondi posti una sconfitta cocente. Purtroppo il processo di ridimensionamento perfettamente riuscito ha portato i tifosi bianconeri a celebrare per un terzo posto e un'uscita agli ottavi di Champions League come un'impresa quasi irripetibile. D'altronde, il confermare di aver centrato tutti gli obiettivi da parte della società, implica che tra di essi non fosse contemplata alcuna vittoria.
Alla Juve di questa stagione non è rimasto più nulla, a parte la possibilità di raggiungere uno striminzito quarto posto: fuori anzitempo dalla Champions, fuori dalla Coppa Italia, dall'Europa League e al momento dalle posizioni in classifica che contano. Vorrei chiedere al Presidente della Juventus, all'Amministratore Delegato e al Direttore Generale... Ops scusatemi, sono tutti e tre la stessa persona... A chi sono imputabili i disastri sportivi se "siamo comunque in vantaggio su tutti i competitor"? Chi sarebbero una buona volta i nostri competitor? La Reggina? L'Albinoleffe? (con tutto il rispetto per le due compagini). O devono essere i vari Inter, Milan, Barcellona, Manchester? Noi, in confronto a queste realtà siamo delle piccole mosche incapaci persino di posarci sugli scarti altrui.
La nonchalance con la quale vengono digerite le sconfitte, spesso addirittura con il sorriso, da chi gestisce la Juventus è la sconfitta più cocente per il tifoso bianconero. E sapere che per la prossima stagioen ci sarebbero 80 milioni di euro da spendere per il mercato, non conforta certo il supporter, anzi lo scoragga ancora di più. Quali altri bidoni saranno in grado di comprare degli emeriti incompetenti in materia calcistica? Neanche un pollo si sarebbe fatto letteralmente derubare oltre 50 milioni di euro per due giocatori di medio-basso livello come Diego e Melo. Che dire poi della interminabile lista di "grandi" acquisti rivelatisi delle sole (o mezze sole): Tiago, Poulsen, Andrade, Grosso, Cannavaro...
Sul futuro si addensano altre bigie nubi all'orizzonte. Ma il tifoso bianconero è ormai abituato, al peggio non c'è limite e non si meraviglierebbe più di dover festeggiare, magari tra qualche anno, una salvezza ottenuta all'ultima giornata. Qualcuno fermi questi signori, ad ogni costo e in qualunque modo (lecito), di certa gente non se ne può proprio più.

Segnalo inoltre il bell'editoriale scritto da Luciano Zanardini per ilsussidiario.net
Ora basta, tutti a casa!
http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/2010/3/19/JUVENTUS-Blanc-Secco-Bettega-ora-basta-tutti-a-casa-/73823/

lunedì 1 marzo 2010

Già finito l'effetto Zac?


Non credo all'ipotesi Capello a lavorare con l'attuale dirigenza, non mi spiego il perchè Giovinco non trovi spazio in questa Juve. Quando un anno fa dicevo che se hai Giovinco non vai a comprare Diego, molti hanno ironizzato anche qui sul blog. Purtroppo alla lunga i fatti ancora una volta mi stanno dando ragione...Ieri sera una partita talmente brutta che è meglio non commentarla per niente. Speriamo sia stata solo una brusca fermata nella risalita di Zaccheroni. Non voglio credere che sià già finito l'effetto cambio in panchina...

Juve, è già finito il "cul de zac"?
La Vecchia Signora sembrava essere uscita dal tunnel, invece… Con il Palermo il brusco risveglio. Il “cul de Zac” sembra essere già finito e i bianconeri ritornano quelli abulici, lenti e impacciati di inizio stagione. Certo, nessuno si aspettava che Zaccheroni mettesse tutto a posto con un colpo di bacchetta magica. Il progetto è stato congegnato male e messo in pratica peggio: la ricerca del calcio champagne con la presenza del “fantasista”, con Ferrara prima e con Zaccheroni oggi, continuano a condizionare tutta la squadra dal portiere fino al… massaggiatore. Ieri il tecnico romagnolo ci ha messo del suo, con cambi ritardati e forse poco azzeccati, ma una Juve nata da equivoci e confusioni societarie non può che riportare in campo le stesse indecisioni. Obiettivamente difficile raggiungere il quarto posto con queste premesse: la concorrenza è agguerrita e una squadra senza continuità può ambire al massimo ad un altro anno di Europa League. La Juve delle scorse settimane ha vinto principalmente grazie agli episodi e ad una forma straripante di Del Piero, ma quando un trentaseienne gioca 7 partite in 3 settimane mi sembra normale attendersi un calo, e non sarebbe stato uno scandalo farlo uscire prima. La vera “palla al piede” (cit. Luciano Moggi), rischia però di essere Diego: inutile girarci attorno, il brasiliano non incide, caracolla sempre in orizzontale facendo male a sé stesso e alla squadra. L’anno scorso sentivo spesso parlare di un certo giovane fantasista dell’Huracan… E’ lo stesso che ieri sera i tifosi bianconeri hanno potuto ammirare tra le fila del Palermo: Pastore. Zamparini chiede in cambio Diego e 40 milioni: vado controcorrente bianconera e dico che mi sembra una valutazione equa, tenendo conto che il valore reale di Diego non va oltre i 7-8 milioni di euro. Diego è un equivoco che va risolto entro la fine dell’anno, altrimenti rischiamo di condizionare pesantemente anche la prossima stagione. Per i romantici, ieri sera ha giocato Trezeguet, o meglio è stato in campo (chi l’ha visto?). I movimenti e il lavoro “sporco” che fa Amauri lo si nota solo quando non c’è. Così come non c’era Camoranesi, dai muscoli di burro, per il quale mi auguro che dalla prossima stagione vada presidiare l’infermeria di qualche altra squadra alla stregua di Cristiano Zanetti. Iaquinta e Giovinco? Desaparecidos. Inutile rimarcare ancora una volta gli errori difensivi, reparto nel quale ci sarà molto da lavorare per la prossima stagione. La rifondazione deve però partire dall’alto e i rumors non sono dei più incoraggianti: in società potrebbero entrare altri tennisti, pallavolisti, ciclisti, manager di alto rango, ma difficilmente conoscitori di “vero” calcio. Ma siamo fiduciosi, “ha da passà a’ nuttat”! Dimenticavo: alla Juve di ieri sera manca un rigore sacrosanto. Ma non ditelo a Mourinho.

Ecco, le dichiarazioni rilasciate in mia presenza ieri in tv da Luciano Moggi.

Bufera sugli arbitri – La conferma che Calciopoli non è mai esistita
"Come avevo previsto nel 2006, dopo la mia estromissione il calcio è diventato tutto milanese. La mia colpa di saper contrastare bene le squadre di Milano è stata fare bene la mia squadra senza spendere troppo, al contrario di loro. E' stato un reato di lesà maestra che mi hanno fatto pagare amaramente. I presidenti delle squadre di calcio avevano concordato di abbassare i toni, ma alla prima ingiustizia subita a turno si scatenano contro la classe arbitrale e tutti lo hanno fatto. Ricordiamo ad esempio il presidente del Livorno Aldo Spinelli dopo la sconfitta con la Fiorentina quando ha chiesto la testa di Collina mentre i Della Valle lo invitavano ad abbassare i toni. Poi però la Fiorentina, dopo la sconfitta col Milan, si è scagliata contro Rossetti che le ha negato un evidente rigore arrivando a dire di non volere mai più Rosetti designato per una partita dei viola. Questo è il nuovo calcio dei complotti di chi sbraita di più. Solo Galliani dice di abbassare i toni, perché adesso non ne ha bisogno….Ma tre mesi fa aveva preparato un dossier arbitri da dare a Collina. Quando conviene, tutti alzano la voce per avere poi arbitraggi a favore. Questo è il nuovo calcio. Leonardo dice che solo con gli arbitri non si vince? Di certo però si va avanti. Togli i 3 punti di Firenze al Milan e vediamo se ancora il Milan sarebbe in lotta per lo scudetto. L'Inter dopo le sceneggiate di Mourinho e il gridare al complotto ieri ad Udine si è portata via 3 punti grazie ad un rigore netto non concesso ai friulani. Se tutti i presidenti protestano, è chiaro che qualcosa non funziona. Fino a quando c'erano gli Agnelli in vita e la Juventus esercitava una funzione di controllore non era mai successo tutto quello che stiamo vedendo in questo periodo infatti nei 10 anni precedenti al 2006 mai c'erano stati errori in quantità industriale come adesso. Bisogna anche dire che la mano di Collina, che ha fallito completamente, finora non si è vista e che, fatta salva la loro buona fede, è evidente che gli arbitri sono condizionati dalla sudditanza psicologica verso le grandi perché se vogliono fare carriera nazionale e internazionale hanno bisogno dell'appoggio delle "grandi". Questa è la conferma che Calciopoli non è mai esistita, perché oggi si sbaglia molto più di ieri."
Mourinho – E il tuo scandalo con il Porto l'hai rimosso?
"Mourinho è un allenatore che ha capito che deve tenere sulla corda la squadra per motivarla e farla giocare sempre al massimo. Ripeto che mi è anche simpatico. L'allenatore interista diventa antipatico quando però si permette di dare giudizi spregiativi sul calcio italiano. La storia di Calciopoli non si è ancora conclusa. E' in corso un processo "vero" e prima di dare giudizi bisogna attendere la sentenza del tribunale.
Trovo poi molto scorretto che Mourinho si erga a giudice del calcio italiano e si dimentichi la bufera che ha investito il calcio portoghese due anni fa con squalifiche, retrocessioni e penalizzazione proprio del Porto che lui guidava nella stagione 2003/2004, anno in cui vinse oltre allo scudetto portoghese anche la Champions.
Mourinho, l'allenatore migliore in questo momento? Per me i migliori restano sempre Capello e Lippi e subito dopo c'è Ancelotti."
La lotta per lo scudetto esiste solo sulla carta
"L'Inter è la squadra più forte di tutte, ha la rosa migliore. Roma-Milan decisiva per lo scudetto? No, Milan e Roma possono lottare solo per il secondo posto dove il Milan mi sembra favorito ma solo perché ha una rosa più ampia dei giallorossi e la società più forte."
Roma - La famiglia Sensi merita rispetto
"La Roma senza Totti e Toni non può esser competitiva a lungo termine. Mi infastidisce pensare che alcune volte venga anche criticata e contestata la famiglia Sensi che ha speso tutto il suo patrimonio per la Roma. Quando io ero alla Roma e Franco Sensi ne era vice presidente mi disse un giorno:
"Ho smesso di lavorare, da adesso la Roma sarà il mio giocattolo".Gli risposi :"Stai attento perché sarà un giocattolo pericoloso". Ieri la Roma ha gettato via 2 punti importanti, ma al Napoli manca un rigore. Il fallo su Quagliarella era evidente."
Lazio – Con "l'amministratore Lotito" non sarà mai una grande squadra
"Sotto la gestione di Lotito la Lazio non potrà mai esser una grande squadra perché il presidente biancoceleste è solo un buon amministratore che spende quanto ricava ma mai investirà in prima persona per rinforzare la squadra. Di certo però non ha nemmeno mai investito in chiacchiere come fanno certi presidenti come Cairo ad esempio…
Comunque con la Fiorentina la Lazio ha avuto paura di vincere e lo ha dimostrato Reja sbagliando a non inserire Zarate quando doveva far rifiatare la squadra."
Juve – Già tanto se arriva il 4° posto…
"La Juve deve pensare a salvare la stagione e non parlare di terzo posto ancora possibile e altre chiacchiere. Questa società di chimere ha il vizio di esaltarsi in dichiarazioni non appena vince due gare di fila. Sarà già difficile conquistare il 4° posto invece. L'avevo detto che la Juventus avendo la difesa lenta va in difficoltà contro gli attacchi rapidi come quelli del Palermo. Questo dipende anche dalla mancanza di un regista che detti i tempi nella squadra bianconera. Il Palermo a centrocampo era superiore qualitativamente. Ieri sera qualcuno a Torino poi avrà rimpianto alcuni ex, che in maglia rosanero stanno facendo benissimo. La Juventus ha l'alibi degli infortuni, ma comunque l'11 titolare bianconero sulla carta era superiore a quello del Palermo."
Gasperini, attento alla difesa! Bologna sei quasi salvo. Livorno, la terza a retrocedere?
"Il Genoa potrebbe fare qualcosa di più, ma Gasperini purtroppo è portato solo a curare bene la fase di attacco mentre dimentica sempre la fase difensiva.
Il Bologna con questa vittoria importante si è tirato fuori dalla lotta retrocessione, mentre per il Livorno di Spinelli la sconfitta con il Siena potrebbe esser decivia per la retrocessione. Avevo detto la settimana scorsa che Atalanta e Siena erano già con più di un piede in serie B e mancava la terza squadra.
Il Livorno adesso è la maggiore candidata a retrocedere insieme a loro."

lunedì 14 dicembre 2009

Grazie Conte




Purtroppo per Camoranesi si prospetta un lungo stop....
Intanto persino Lapo si permette di criticare la Juve definendola "raccappricciante"!!
E Tuttosport parla di Juve da Rifondare...
E' lo stesso giornale che tre mesi fa esaltava Ferrara ed i suoi metodi di allenamento, elogiando il "grande" mercato estivo bianconero e la gestione dirigenziale.......
Il peso della Champions
di Roberto Beccantini
Calcio, mistero senza fine bello. Sempre sia lodato Gianni Brera, il più grande di tutti. Inter e Milan avrebbero potuto schiacciare la Juventus, sconfitta a Bari, sotto il tacco di distacchi «importanti»: meno otto, meno quattro. Contrordine. L’Inter prima dormicchia e poi, in dieci, si fa rimontare a Bergamo. Il Milan cede di brutto in casa, crivellato dal Palermo. Morale: fra Mourinho e Leonardo, l’arrancante Ferrara perde un solo punto (da Mourinho).
Non si può non parlare di un vero e proprio «piano Marshall», tanto fortuito quanto prezioso, a favore di una Juventus allo sbando.
Un anno fa, la Juventus e Ranieri accusavano lo stesso ritardo: sei lunghezze. In generale, era più veloce l’andatura: Inter 39, Juventus 33.
Dettagli, come canta Ornella Vanoni. Delle prime quattro, vince solo il fiammeggiante Parma di Guidolin, una matricola che continua a demolire diffidenze e indifferenze, sempre più quarta e sempre più vicina alla Juventus. La Champions pesa. L’Inter ha pareggiato, Fiorentina, Juventus e Milan hanno perso; per Prandelli è già la sesta sconfitta, a conferma di quanto sia arduo tenere botta su entrambi i fronti senza un organico all’altezza.
Si gioca complessivamente male. Non che l’Inter, a Bergamo, abbia dato spettacolo, tutt’altro, ma di sicuro è l’espulsione di Sneijder a tracciare il confine: somma di ammonizioni, discutibile la prima, non la seconda; e non proprio calibrata, la «bussola» di Rizzoli. Conte e Mourinho, squalificati, si marcano in tribuna.L’Atalanta aveva già bloccato il Milan quando Leonardo brancolava ancora nel dubio. Il tridente più Sneijder produce rare bollicine. Gli avversari aspettano al varco i campioni, e si regolano di conseguenza. Tiribocchi ha il gol nel sangue. Non chiede la luna, gli bastano scaltre munizioni. L’Inter era reduce dal k.o. con la Juve e dal riscatto con il Rubin. È la squadra più forte, in Italia, e ogni tanto rallenta. Ne ha facoltà.Veniva da cinque vittorie, il Milan. Abate al posto di Pato non è proprio la stessa cosa, e comunque Delio Rossi s’inventa un Palermo micidiale nelle ripartenze; lo scarto non gli rende onore sino in fondo. Se il Milan trasforma tutte le partite in lotterie, chiaro che presto o tardi ci possa scappare il patatrac, già sfiorato con il Cagliari. Con il 4-2-3-1 Leonardo ha bruciato le tappe, ma non lo ordina il medico - e nemmeno Galliani - di giocare sempre così. L’equilibrio può essere un’opinione solo se la fantasia maschera i limiti e le spaccature fra i reparti. Il ritorno sulla terra agevolerà la riapertura del laboratorio.È il campionato del Parma, squadra verticale se ce n’è una, e del Chievo, capace di rimontare e stecchire la Fiorentina «ubriaca» di Liverpool. È un campionato più di lotta che di governo. Grigio, fisico, in mano ai nervi di Mourinho.
E' la Juve dei record... negativi
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
E’ la Juve dei record!
Sì, ma quelli negativi. 4 partite perse negli ultimi 5 impegni, 7 gol subiti in 2 partite e sconfitta al San Nicola di Bari dopo 20 anni! Eppure la Juve a Bari c’era. Certo, non c’era il gioco, come non c’è mai stato da inizio stagione ad oggi e come probabilmente non ci sarà fino a Maggio, ma si è visto tanto impegno e forza di nervi. Non è bastato, purtroppo, perché al cospetto della Juventus c’era un Bari che pur con alcune importanti assenze, ha fatto dell’organizzazione di gioco il punto di forza.
Ha fatto persino una grande figura Almiron! Si potrebbe racchiudere nella prestazione dell’argentino il limite tecnico/tattico che purtroppo attanaglia la Juventus, con un centrocampo lento, prevedibile e senza idee.
A differenza delle ultime uscite, comunque i ragazzi sono riusciti a collezionare un bel po’ di azioni gol, ma sfortuna e poca lucidità hanno impedito di metterle a segno. I gol subiti, invece sono frutto di episodi, nei quali comunque i nostri ci hanno messo del loro. Non c’è equilibrio, purtroppo, lo avevamo visto anche nei primi match durante i quali si erano portati a casa i tre punti: sempre tanta sofferenza e il rischio del tracollo da un momento all’altro. A questo punto credo non ci sia motivo di prendersela coi singoli, poiché quali che siano gli interpreti il gioco bianconero non cambia. Non si può però non dare una nota di merito a Poulsen da settimane indiscutibilmente il migliore dei ragazzi: ci mette tanto impegno e recupera un’infinità di palloni; si fa preferire di gran lunga a Melo.
Per quanto riguarda Diego, nulla da dire sul rigore: ho visto in 3 decadi grandi campioni sbagliare tiri dagli 11 metri fondamentali, figuriamoci se sia il caso di prendersela per un rigore sbagliato da un buon giocatore (ma non un campione) sul quale le prime e casuali uscite avevano fatto riporre tutte le speranze per la nuova stagione.
Ah dimenticavo… Vedere Secco parlare all’orecchio di Maddaloni prima delle sostituzioni ha fatto davvero uno strano effetto....

mercoledì 9 dicembre 2009

Vergogna Juve





Una prova vergognosa della Juventus ci retrocede in EUROPA LEAGUE.
Per oggi preferisco non commentare questo scempio (ma ci tornerò sopra) anche per il grande lutto che ha colpito il popolo bianconero (quello vero, quello che soffre):
dopo una lunga malattia (tenuta nascosta a tutti noi fino alla fine) è venuto a mancare il direttore di JUVENEWS, Valerio Fregoni.
Alla sua famiglia vanno le mie più sentite condoglianze.
Qui la sua ultima mail al sottoscritto. http://www.juvenews.net/r.php?id=10888
Ci mancherai.
Intanto dite la vostra su chi è più colpevole di questa umiliazione europea:
Proprietà, dirigenza, il mercato di Secco, Melo, Diego, Del Piero, Grosso, Cannavaro, Ferrara...
Sfogatevi liberamente.

Juventus, indietro tutta
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
Tre sconfitte nelle ultime quattro partite. Nessuna identità di gioco. Tanta, ma tanta confusione. Questa è l'attuale Juve.
Contro un Bayern che deve assolutamente vincere e la disponibilità di due risultati su tre mi sarei aspettato scelte diverse. Se non un classico 4-4-2, mi sarei aspettato almeno un centrocampo robusto con Marchisio, Poulsen e purtroppo Melo (visto che Sissoko era out), con Camoranesi a servire le punte. Invece... il suicidio, con due punte più Camoranesi più lo spettatore non pagante (da più di un mese a questa parte) Diego. Risultato? Melonate e contropiedi subiti a non finire. Nonostante ciò le cose si erano messe bene, con David Trezeguet che tirava fuori dal cilindro uno dei suoi gol stratosferici, e un 1-1 che alla fine del primo tempo che ci stava di lusso.
Ma da provetto Azzeccagarbugli, Ferrara individua il capro espiatorio: è tutta colpa di Del Piero. Fuori! Entra Poulsen e Ciro dice a Van Gaal: "mi metto dietro per 45 minuti e tu non mi fai gol". Van Gaal ribatte: "Se giochi così te ne faccio altri tre...". Il resto è storia, con tentativi arruffoni del confuso mister bianconero per rimettere in piedi la partita.
Non avevo immaginato che Ferrara non sarebbe stato capace di dare un gioco. Così come non avevo immaginato quanto poco potessero dare alla Juventus l'intoccabile Diego e purtroppo Melo. E soprattutto mi sarei aspettato che Giovinco venisse considerato alla stregua dei compagni e non quale peso insopportabile. Il progetto tecnico/tattico è fallito, c'è poco da fare. Essendo Ferrara una persona intelligente e umile, sono convinto (eufemismo) che tornerà ad un classico 4-4-2 e che Dio ce la mandi buona per il prosieguo della stagione.

giovedì 26 novembre 2009

Juve inguardabile....





La prima cosa che mi è venuta in mente dopo questa sconfitta è stata:
vi fosse ancora Ranieri sulla panchina della Juve quanto l'avremmo massacrato dopo una prestazione del genere?
Fino a quando sarà giusto aspettare l'esordiente Ferrara senza contestarlo?
Possibile che la nuova Juve sia affidata a persone totalmente inesperte in tutti i ruoli, che si stanno facendo le ossa sulla pelle del tifoso bianconero?
In campo si salvano solo Buffon e Chiellini, inutile infierire su tutti gli altri.
Il Bordeaux ha dominato la gara dall'inizio alla fine.
Sembravano i francesi quelli che dovevano vincere a tutti i costi.
Verdetto rimandato all'ultima giornata, come l'Inter, subito dopo la sfida con l'Inter.
Un vero peccato!
Se non si supererà questo turno però la colpa sarà solo della Juve stessa.
Rimandato agli ultimi 90' anche il Milan di Leonardo.
Si stava meglio quando si stava peggio?
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
"Juve Samba", "Juve do Brazil", "Con Diego, Melo e Amauri la Juve balla"... Riporto solo alcuni dei titoli letti qua e là nei giornali di quest'estate, quando molti addetti ai lavori commentavano entusiasticamente il mercato della Juventus e l'avvento sulla panchina di Ferrara al posto del "disastroso", del "cantante", del "camaleonte" Ranieri. Fin qui devo dire che la nuova Juventus ha dimostrato di essere sullo stesso identico livello dei due anni passati, nè più nè meno. L'emblema della stagione sin qui vissuta è la partita di ieri sera, la cui parola d'ordine è stata: confusione! Si inizia con un 4-2-3-1 con Del Piero largo e spesso costretto sulla mediana a difendere: suicidio, meglio lasciarlo fuori. Alex ha 35 anni, è una punta ormai e può esprimere qualcosa di utile per la squadra solo negli ultimi 30 metri. Diego non ci capisce nulla e impiega mezz'ora, quando si passa ad un "marziano" 4-2-2-2, per toccare un pallone: il brasiliano per la terza partita consecutiva fa quasi da spettatore non pagante, sempre impacciato e confuso dai continui spostamenti cui lo costringe il mister. Quale che sia lo schema utilizzato, il perno del centrocampo non può essere Felipe Melo. Stanco? Non al top? Quale che sia la motiviazione al momento il brasiliano è nettamente inferiore a Poulsen che nelle ultime uscite è stato di gran lunga e costantemente il migliore in campo dei bianconeri, assieme al solito Chiellini. Ieri sera, però, non sono bastati i miracoli del centrale azzurro per arginare un Bordeaux che a centrocampo ha letteralmente dominato i bianconeri schiacciandoli e costringendo la linea difensiva a stare sempre molto bassa. Dopo Walter Zenga e Mazzarri, anche Laurent Blanc dà una bella lezione di tattica a Ferrara, che nel finale gioca (tardivamente) l'ultima carta, quella di Giovinco e del 4-3-3, che non può portare il benché minimo giovamento.
So già che per il tifoso medio "la colpa è di Del Piero". Molti, infatti, avranno già dimenticato quanto lo abbiamo invocato in queste settimane per dare un po' di luce ad una squadra, che a parte qualche sprazzo, non ha mai convinto del tutto. Ed è un dettaglio che quando Alex ha giocato più avanti nel secondo tempo, ha tirato fuori dal cilindro una magia delel sue che Diego e un'altrettanto spento Amauri non hanno saputo concretizzare. Ferrara è peggio di Ranieri? Abbiamo sbagliato per il terzo anno consecutivo il mercato? La risposta non è ricercabile nella partita di ieri sera. Quest'anno è così, viviamo alla giornata e cerchiamo di vincere più partite possibili da qui alla fine del campionato. Credere ai miracoli non è peccato.

lunedì 23 novembre 2009

Grosso passo




Con una prestazione poco più che sufficiente la Juventus fa un passo avanti in classifica, mantiene la distanza dall'Inter e ricaccia il Milan al terzo posto.
Ottimo il riento di Sissoko mentre fa ben sperare per il futuro quello di Del Piero.
Un'altra prova insufficiente di Felipe Melo (sostituito) mentre Diego è andato a corrente alternata.
A decidere la gara Grosso, che in proiezione offensiva ha sfruttato al meglio un assist (non il primo di questa stagione) di Caceres.
L'Udinese, priva di Di Natale, non ha praticamente fatto nulla per evitare la sconfitta.
Adesso sotto con la Champions. Bisognerà vincere in Francia per evitare lo spareggio finale contro il Bayern.
Colpo Grosso, ma quante Melonate!
di Mirko Nicolino per Juvemania.it
La Juventus batte l’Udinese soffrendo poco o nulla, ma soprattutto senza subire gol. Non che i bianconeri abbiano costruito tanto, ma non era facile contro i friulani venuti a Torino prevalentemente per strappare un pareggio. Come ha ammesso lo stesso Ciro Ferrara, però, il potenziale in prospettiva è superiore a quello si qui mostrato in campo, vuoi per la catena interminabile di infortuni, vuoi per la digestione lenta del modulo che comunque i suoi frutti li sta dando. Al di là del cokmplesso, che sembra acquisire solidità con il passare delle giornate, quello che mi preoccupa di più sono gli innesti di Diego e Melo. Il primo continua ad apparire spesso avulso dal gioco e la sua latitanza è sin qui costata due sostituzioni a Giovinco. Sì, perché Ferrara, nonostante Sebastian stia facendo meglio del fantasista brasisliano, nei secondi tempi tende sempre e sostituire il piccolo piemontese. Riguardo a Felipe Melo… Se lo vedessi giocare per la prima volta, diresi senza ombra di dubbio che è da cessione immediata. Con più equilibrio, però non posso non essere altrettanto realista nell’affermare che il ragazzo non vale il costo che è stato sostenuto dalla Juventus. Altrimenti mi verrebbe da chiedere quale sarebbe il prezzo di Sissoko che nella ripresa, entrato al posto del brasiliano ha letteralmente allungato i suoi tentacoli su tutto il centrocampo. C’è poco da aggiungere, al momento di Melo colpiscono solo le sempre più frequenti “melonate” che costringono il “povero” ma diligentissimo Poulsen a fare (bene, e non capisco spesso i mugugni del pubblico) gli straordinari. Una nota sui cori contro Balotelli: da condannare senza se e senza ma le frasi irriguardose rivolte dai tifosi juventini all’attaccante dell’Inter. Purtroppo è un film che si ripete di settimana in settimana in tutti gli stadi d’Italia. Da ieri sera però il tam tam mediatico è diventato molto più battente e la Gazzetta dello Sport di oggi ha enfatizzato l’accaduto, così come non ha fatto nel caso dell’esultanza irriguardosa di Balotelli a Bologna. Sentore: in arrivo una grossa multa per la Juventus e rischio di partita senza tifo proprio contro i nerazzurri.

Intanto Luciano Moggi non si smentisce anche nella nuovissima veste di conduttore televisivo.
Nel corso della trasmissione “Studio Stadio” in onda sull’emittente romana GOLD SPORT, ha rilasciato in mia presenza, commenti a 360° sulla 13° giornata di campionato, il prossimo turno di Champions ed il processo di Calciopoli che lo vede coinvolto a Napoli.
TOTTI
“Le sorti della Roma dipendono da Totti e forse non solo quelle della squadra giallorossa.
Se Totti rientra in piena forma e decide di tornare in Nazionale, Lippi lo convocherà ai mondiali.
Per Del Piero invece la vedo difficile, quasi impossibile e nel caso di un ballottaggio tra loro due per un posto in attacco, credo che il CT della Nazionale sceglierà il romanista”
MILAN
“L’Inter sta facendo un campionato a se. Per il secondo posto vedo un testa a testa tra Juventus e Milan. La squadra rossonera è tornata competitiva da quando Ronaldinho ha riacquistato una forma decente sfruttando anche gli spazi creati dalla fisicità di Borriello in attacco”
MOURINHO
“E’ il miglior “dirigente” del campionato. Nessuno è capace come lui di difendere la propria squadra a livello mediatico. E’ sempre pronto a spostare le discussioni dove vuole lui.Guardate in ultimo il caso Maicon: ha già creato i presupposti per gridare allo scandalo nel caso al terzino brasiliano siano assegnate 2 giornate di squalifica…”
BALOTELLI
“Con me righerebbe dritto o finirebbe altrove. In una società di calcio non sono tollerabili trattamenti di favore per chicchessia. Ricordate come mi comportai con Camoranesi quando fece le bizze in ritiro?
Il ragazzo fu punito severamente e capì immediatamente che un altro caso del genere non sarebbe più stato tollerato”
PARMA
“E’ presto per parlare di rivelazioni del campionato. Di certo il Parma ha vinto la scommessa Boijnov. Nel calcio come nella vita ogni tanto bisogna rischiare come facemmo anche noi con Mutu, ad esempio. Mi fa piacere inoltre che in questa squadra si stia affermando Lanzafame, ancora un altro prodotto di quel vivaio da noi lasciato in dote alla Juventus (penso a Giovinco, Marchisio, De Ceglie).”
BALLARDINI
“Mi dispiace ma non è assolutamente un tecnico in grado di guidare una squadra che rappresenta una piazza così importante come quella di Roma, sponda Lazio.”
GIOCO VIOLENTO
“Cosa ne penso dello scontro Cruz-Rinaudo, fatto di pugni e morsi?
Penso che quando si è in trance agonistica può capitare di tutto…
Ricordo ai miei tempi uno scontro in allenamento tra Zebina ed Ibrahimovic.
Il francese entrò durissimo sullo svedese che replicò con un violento pugno che mise ko il nostro terzino.Prognosi: 3 giorni di ospedale.
Ma per la stampa inventammo la scusa del ricovero di Zebina per dissenteria….”
CHAMPIONS LEAGUE
“Il prossimo turno sarà fondamentale per le italiane. L’Inter è quella che rischia di più. Il Milan, se non si spengono le luci contro il Marsiglia…. non dovrebbe avere problemi mentre la Juve è praticamente già qualificata perché anche se non vincesse in Francia gli basterebbe non perdere in casa nell’ultima gara contro il discontinuo Bayern dell’arrogante Rumenigge.
Comunque è solo una questione di guadagnare turni, perché le italiane non hanno chance di vittoria.
La finale sarà quasi sicuramente tra il favoritissimo Chelsea ed il Barcellona.”
ZEMAN
“Ma l’avete ascoltata la testimonianza di Zeman al processo?
E’ evidente che soffre di complessi ed è un bugiardo.
Dice che gli ho rovinato la carriera facendolo ingaggiare dal Napoli?
Se tutti i miei nemici potessero avere 2 miliardi e mezzo netti di vecchie lire per poco più di un mese di lavoro credo che non avrei più amici.
La verità è che ormai non è più sereno nel parlare. Ma vi rendete conto che ha detto che era il miglior tecnico di Europa pur non avendo mai vinto nulla e che per colpa mia non ha più allenato?E gli esoneri in Turchia, Serbia. C’èra il mio sistema anche lì?”
CALCIOPOLI E LA MISTIFICAZIONE DELLA CARTA STAMPATA
“In questo momento mi sto battendo in due processi paralleli: quello di Napoli e quello dei media che stanno mistificando la verità del processo come nel caso della tosse di Manfredi Martino.
E che dire poi di come è stata strumentalizzata la vicenda delle visite dei dirigenti agli arbitri negli spogliatoi?
Dopo la gara praticamente vi ci si recavano tutti, mentre per averlo fatto in corso di gara sono stati squalificati solo 2 dirigenti: LUCCHESI ed il compianto FACCHETTI.
Eppure i media l’unico colpevole sono io”

sabato 7 novembre 2009

E la farsa continua....





Alla prima testimonianza contro gli imputati di Calciopoli al processo di Napoli, riparte immediatamente la caccia alle streghe con i titoloni in prima pagina.
Chi in prima fila se non la Gazzetta dello Sport, sponsor ufficiale della nuova Juventus
(vedesi anche intervista a tutta pagina di Del Piero oggi.....)?
A pensar male, diceva Andreotti, si commette peccato ma si azzecca quasi sempre. Ahimè.
A questo link potrete ascoltare l'udienza di Manfredi e leggere l'intera trascrizione del suo intervento http://www.uccellinodidelpiero.com/2009/11/07/trascrizione-dichiarazione-di-manfredi-sul-colpo-di-tosse-di-pairetto/.
Intanto ripartono i proclami porta-sfiga "Non ci scappano" "L'Inter si prende così" "Credo allo scudetto" .....
Ma si pensi a vincere contro Capitan Conte a Bergamo questa sera perchè non sarà facile per niente.
Umiltà, sacrificio ed impegno silenzioso. Questa la Juve a cui ero abituato io fino a 3 anni fa.
Troppo importante la gara di stasera. Da non fallire assolutamente. Altro che proclami.
Ecco per tutti voi l'articolo scritto da Enrico Fracassi per Juvemania.it.
Lo dedico a tutti coloro che ancora pensano che Calciopoli sia stato un processo serio e che i media lo hanno seguito e raccontato in buona fede.....
PALLINE SCOLORITE E COLPI DI TOSSE....
Effettivamente è da un po’ che non leggevamo qualche altra stupidaggine riguardante Farsopoli Calciopoli, ed oggi da questo punto di vista è una giornata prolifica. Le ultime dichiarazioni rilasciate nel corso del processo di Napoli hanno dato la stura ai soliti rosiconi (non scriviamo di che colore, ma ve lo potete immaginare benissimo) per dipingere nuovi scenari apocalittici riguardanti il campionato 2004/2005, vinto dalla Juventus con pieno merito e revocato dai solerti giudici della Corte Federale.
La partita “incriminata” sarebbe Milan-Juventus dell’8 maggio 2005, vinta dai bianconeri per 1-0 con rete di Trezeguet al 28′ del primo tempo. Durante la gara, non ci furono contestazioni clamorose di nessun tipo e, francamente, non fu nemmeno una gran bella partita. Si segnalano solo il goal, una traversa di Del Piero ed un palo di Inzaghi. Lo stesso Milan, il giorno stesso della gara, la analizza così tramite il proprio sito ufficiale:
“Un gol episodico, in un primo tempo povero di emozioni da una parte e dall’altra, un gol di Trezeguet raccolto sulla strada della partita decide la supersfida di San Siro. Nel secondo tempo il Milan ci crede, si riversa, ci prova, ma non viene sostenuto dal guizzo giusto. Cose che sucedono e che vanno accettate, senza intaccare in nulla e per nulla la qualità della stagione della squadra di Ancelotti che è entrata nel mese di maggio da protagonista sia in campionato che in Champions League. Pressata dagli impegni di una stagione intensissima e gravata da una partita dopo l’altra, la formazione rossonera non è riuscita a trovare il ritmo nel primo tempo e ha pagato oltre misura il guizzo del centravanti francese della Juventus cui si sono aggiunte nella ripresa altre occasioni bianconere. Ma è stato il Milan, nella seconda parte, a guardare più spesso negli occhi il pareggio. Questa volta, soprattutto sul palo di Inzaghi, non è andata bene. Pazienza e grazie lo stesso…..”
Letto così, parrebbe quasi un giusto rendere merito ad una grande squadra – la Juventus, quella Juventus – che tritava scudetti da tempo e pareva a tratti quasi invincibile. Indicativo anche il commento – unanime – dei media dell’epoca, tipo quello di Repubblica, notoriamente non vicinissima ai bianconeri: “Ha vinto la Juventus ed è stato giusto. Non basta il rigoricchio invocato a un quarto d’ora dalla fine da Cafu per alimentare le recriminazioni del Milan. Perché il Milan, senza dubbio, ha perso per colpe tutte proprie: i bianconeri le hanno riconosciute subito e ribaltate a loro vantaggio“.
Eppure, secondo qualcuno, il tutto non andò per il verso giusto. Ovvero, per il verso che voleva la Malefica Triade composta da Moggi, Giraudo e Bettega. Stando ai racconti odierni di tale Manfredi Martino, all’epoca segretario della CAN (Commissione Arbitrale Nazionale) ed ascoltato come teste dai giudici del tribunale di Napoli, “nella scelta dell’arbitro di Milan-Juventus, decisiva per quel campionato qualcosa non andò per il verso giusto…le palline utilizzate per i sorteggi arbitrali erano vecchie, usurate e decolorate, soprattutto nella stagione 2004-2005″.
Per chi non lo ricorda, l’arbitro estratto dall’urna per dirigere quella partita fu Pierluigi Collina, un arbitro che storicamente nessuno mai potrebbe descrivere come “vicino ai colori bianconeri”.
In pratica, Martino asserisce che la Juventus avrebbe voluto pilotare in modo diverso l’abbinamento partita-arbitro, in modo tale da non avere proprio Collina come arbitro per quella gara.
Quasi comico l’ulteriore approfondimento fornito da Martino quando parla dei motivi per i quali, secondo lui, fu una scelta pilotata male: “Ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri”… Ricapitolando: Bergamo, vicino alla Juve, ebbe un sussulto quando il giornalista incaricato di estrarre la pallina con dentro il nome dell’arbitro (che poi si rivelerà Collina) non prese quella “giusta”.
Fatemi capire: qui si starebbe asserendo che il giornalista quindi era colluso con le manfrine ordite da Bergamo e Pairetto pro Juve; lo stesso, magari giunto ubriaco al sorteggio, non ha potuto estrarre la pallina giusta (che, ricordiamolo, erano scolorite, vecchie e usurate), andando a scegliere proprio la sfera con dentro il nome di Collina, arbitro anti-Juve per antonomasia; questo provoca il colpetto di tosse nervosa da parte di Bergamo (come a dire: hai sbagliato pallina, idiota: ributtala giù e prendi quella giusta!), situato ad almeno 5 metri dall’urna assassina, ma notoriamente dotato di una vista eccezionale, la quale gli permetteva di poter scorgere senza patemi la pallina giusta da estrarre tra tutte quelle presenti (che, ricordiamolo ancora una volta, per ammissione dello stesso Martino erano scolorite, vecchie e usurate).
Peccato che lo stesso Collina, poi, diresse la partita in maniera impeccabile (come spesso gli capitava) e, se proprio vogliamo scendere nei dettagli, le uniche e timide proteste furono da parte dei rossoneri sia per un fuorigioco inesistente su Shevchenko che per un rigore (o forse due) per il Milan: trattenuta di Zambrotta su Cafu lanciato a rete e deviazione con il braccio di Cannavaro che impedisce al tiro dello stesso Cafu di centrare lo specchio della porta.
Concludendo: o trattasi di cazzate allo stato solido quelle esternate da parte del signor Martino, oppure dobbiamo dare un ribaltone generale a Calciopoli ed inserire Collina tra gli indagati come “arbitro vicino alla Juventus”.
Peccato che un ragionamento del genere non viene fatto dai rosiconi di cui all’inizio, i quali hanno il coraggio di sbattere in prima pagina un bell’articoletto che ha come prologo “….Per chi ancora si ostina a richiedere gli scudetti revocati, arrivano ulteriori conferme del fatto che fino allo scoppio di Calciopoli qualcosa non andava nel modo giusto….”. Mi sfuggono, queste conferme: che sia l’ usura delle palline? O le farneticazioni smentite qui sopra con i fatti?
Tanto per chiosare, ecco le dichiarazioni odierne di Bergamo in una dichiarazione spontanea resa in aula durante l’udienza di Calciopoli in corso alla nona sezione penale – Collegio A – del tribunale di Napoli riguardo all’episodio delle palline: «Il designatore arbitrale Pier Luigi Pairetto era troppo lontano dal tavolo dei sorteggi per riuscire a vedere le palline che venivano pescate dal giornalista di turno. Mi preme chiarire con precisione - ha aggiunto Bergamo – come avveniva il sorteggio. In un’aula aperta al pubblico e davanti alle telecamere della tv ci sistemavamo a un tavolo lungo quattro-cinque metri. A un’estremità c’era Pairetto e davanti a sè aveva un’urna di vetro dove venivano poste le palline con all’interno i nomi degli arbitri. Al centro del tavolo sedeva un notaio incaricato dalla Figc, e c’ero io. All’altra estremità del tavolo c’era l’altra urna con all’interno le sfere relative alle partite da abbinare. Dalla sua posizione Pairetto non poteva vedere cosa ci fosse nell’altra urna. Inoltre noi non conoscevamo il nome del giornalista che sarebbe stato designato dall’Ussi se non pochi attimi prima del sorteggio».
In chiusura il link per scaricare la sesta puntata di Tutti pazzi per la Juve
http://www.megaupload.com/?d=C6D1RCI9.
E' stata una puntata molto interessante con l'intervento di molti ospiti, tra cui Luca Beatrice.
E' intervenuto inoltre un operatore di mercato annunciando che la Juventus è vicinissima a prendere a Giugno a parametro zero Clerc, terzino destro del Lione.
A quanto detto, il suo procuratore e Blanc sono grandi amici.....

lunedì 2 novembre 2009

Senza Moggi, c'è solo l'Inter





Come si poteva immaginare, l'Inter sfrutta la grande occasione è dopo solo 11 giornate è già in fuga a +7. Una cosa che non si era mai vista prima!!
Un campionato che si preannuncia interessante solo per la lotta dal secondo posto in giù.
Alla Juventus, una cosa del genere non è tollerabile.
Di chi la colpa? Di Ferrara? Della società? Di Secco? Dei giocatori?
Riporto in merito un interessante articolo di Mirko Nicolino per Juvemania.it ed il riepilogo dell'intervento radiofonico di Michele Padovano a "Tutti pazzi per la Juve".
C'è poco da aggiungere, alla Juve serve un acquisto di spessore in primis in Società.
Senza un Moggi, si continuerà a navigare a vista, proprio come l'Inter pre-Calciopoli.....
FANTASMI DI MORATTIANA MEMORIA
di Mirko Nicolino
Il Napoli esce dall'Olimpico di Torino vincitore e passa anche per aver fatto una gran bella partita. Non è mia intenzione negare i meriti degli azzurri, ma che i partenopei abbiano giocato tatticamente meglio dei bianconeri sarebbe un'eresia. Detto questo, per utilizzare una frase "moggiana" la "Juventus si è suicidata". Essere in vantaggio di due gol e subire 3 contropiedi in casa ha davvero dell'incredibile. Segno tangibile dell'incapacità degli uomini di Ferrara, e del mister stesso, di gestire una partita. Non è la prima volta che accade e probabilmente accadrà altre volte nel corso della stagione. Rassegniamoci, infatti, ad un campionato tra alti e bassi nel quale sarebbe un grande risultato centrare una Champions senza preliminari e i quarti di finale nella massima competizione europea. Vuoi perché l'assimilazione dei nuovi schimi richiede molto tempo, vuoi perché la rosa attuale (causa infortuni) è ancora pesantemente condizionata dagli equivoci (e dagli orrori) di mercato degli anni precedenti. Non bastano il solito super Buffon e tanta buona volontà da parte dei "soliti noti" per tenere a galla una squadra in cui Diego continua a latitare e Felipe Melo continua ad essere vittima delle proprie "melonate".
Inutile anche prendersela con i soliti Poulsen e Tiago, errori di gioventù di Secco e Co. dei quali non siamo riusciti a liberarci fin qui e non riusciremo probabilmente a farlo nel breve periodo. Ferrara fa quel che può, ma in determinati frangenti l'esperienza non lo aiuta. Da più parti, si attende per fine stagione Lippi, come il salvatore della patria. Il tecnico della nazionale, se l'andazzo è questo, piuttosto che dietro una scrivania verrà "costretto" dall'amico Blanc a sedersi in panchina sperando in un nuovo miracolo del Paul Newman de noantri.
Al di là di tutto, quello che mi preoccupa sono i fantasmi di morattiana memoria, con una squadra che spende cifre ingenti ma non riesce a piazzare la stoccata giusta, costringendosi a tenere in casa per lungo tempo troppi pesci che puzzano. Nulla di eccepire sulla gestione economica della società: va bene l'investimento degli Elkann, molto remunerativi gli accordi commerciali di Blanc, bene il merchandising e la gestione del marchio Juventus, ottimo il progetto del nuovo stadio... Rischiamo però di andare avanti con una gestione sportiva equivoca che fa tanto male al tifoso medio, che se non vince, ci mette davero poco a disamorarsi e a non seguire più i colori che tanto ama.
Ed ecco poi il riassunto dell'intervento radiofonico di Michele Padovano a "Tutti pazzi per la Juve", che ha sottolineato nuovamente molti concetti già espressi quasi un anno fa su questo blog
LA SUA JUVE
"La mia Juve paragonata a quella di adesso? Per favore non scherziamo nemmeno.
Per 3 anni noi siamo stati la squadra più forte del mondo in assoluto. Un gruppo unico.
Quella squadra vinceva sin dal tunnel degli spogliatoi perché gli avversari vedevano i nostri occhi e capivano in partenza che avrebbero perso. Che poi era la stessa sensazione che negli anni precedenti provavo io quando ancora giocavo in provincia e mi trovavo ad affrontare lo stellare Milan di Sacchi.
Quella dell'era Lippi è stata un'esperienza unica per me, anche se all'inizio è stato molto difficile farmi accettare dal pubblico juventino per via della mia fede granata. Ma con sacrificio, forza di volontà, competenza e professionalità niente è impossibile"
LA NUOVA JUVE
" Quest'anno ho visto la Juventus allo stadio più volte. E' una buona squadra ma niente di più. Non ha i rincalzi all'altezza. A mio avviso non ha nessuna speranza di togliere lo scudetto all'Inter, che è nettamente di un altro pianeta. E poi il rombo non mi convince per niente perché la Juve non ha i terzini di spinta che servono per questo tipo modulo mentre penso che il 4-2-3-1 sia uno schema che non garantisce successi. Bisogna dare tempo a Ferrara ma forse ci vorranno anni per fargli creare una mentalità vincente all'interno del gruppo. Bisognerebbe esser sinceri con i tifosi….
Alla Juve arrivare secondi vuol dire fallire!
La società dopo il dramma di Calciopoli ha anche lavorato bene e raggiunto gli obiettivi prefissati ma per vincere serve altro. Serve uno come Moggi nei quadri dirigenziali. In tutte le società dove ho giocato, vi assicuro che non ho mai conosciuto una persona competente come il Direttore. Parlava poco ma si faceva capire sempre. Nelle grandi squadre c'è assoluto bisogno di una figura così. E Moggi era il numero 1. Il migliore in un mondo di squali."
FUTURO DA DIRIGENTE
"Mi piacerebbe rientrare nel mondo del calcio, magari proprio alla Juventus. Ricevere una chiamata da Torino mi farebbe toccare il cielo con un dito…. Non so se le mie vicende extra calcistiche stanno influendo sulla mia carriera da dirigente, ma presto avrò risolto tutto ed allora sognare non mi costerà nulla"

lunedì 19 ottobre 2009

Ferrara, cambia....




Mi fa piacere leggere che la svolta tattica da me suggerita tempo addietro (http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=174907) è finalmente consigliata anche dalla maggior parte degli organi di stampa.
E' impensabile poter pensare che senza Del Piero e Marchisio e con Diego e Sissoko non nel pieno della forma questa squadra possa giocare con il rombo e con 2 punte davanti.
Praticamente si finisce sempre per regalare il centrocampo agli avversari e l'attacco è praticamente inoffensivo vista anche la quasi nullità del gioco sulle fasce.
Speriamo che Ferrara accetti i consigli e non si intestardisca.
Intanto il mio candidato estivo numero 1 per la panchina bianconera, Antonio Conte, in meno di un mese ha risollevato l'Atalanta.
Ho paura che lo rimpiangeremo a lungo.....
Mi preme di sottolineare in chiusura l'ennesimo arbitraggio shock di Rosetti, che salva il Milan e fa gridare la Roma allo scandalo.
Ma dopo Calciopoli non si sbaglia sempre in buona fede?
Certo, il triangolo Collina-Meani-Galliani però mi ricorda qualcosa....
Quello che non leggerete mai sulla Gazzetta dello Sport....

Questa sera, ore 21-23, sarò a Cuore di calcio per parlare del momento Juventus.
Canale 851 Sky - Gold Sport sul digitale terrestre nel Lazio - www.tvgold.it in streaming.
E intanto l'Inter se ne va
Mirko Nicolino per juvemania.it
Ciro Ferrara è in difficoltà. Inutile girarci attorno. Il mister bianconero sembra non sapere che pesci pigliare e lo dimostra anche nel post partita quando ad una domanda di Massimo Mauro ribatte solo dopo 30 secondi di silenzio imbarazzato. La Juventus sembra essere davvero messa male in campo. Non è bastato, come erroneamente pensavo anche io, lasciare fuori Camoranesi per fare posto ad un altro interditore come Sissoko, per ridare equilibrio ad una squadra che ha sin qui sofferto con qualsiasi tipo di avversari. Il centrocampo va sempre in affanno, con Melo che sembra un uomo diverso da quello ammirato con il Brasile e Sissoko che inizia bene, ma si spegne dopo pochi minuti andando per le terre piuttosto che aiutare i compagni. Diego non riesce ad entrare nel fulcro del gioco e il migliore in assoluto è Christian Poulsen che spesso si sobbarca anche compiti non suoi (nell’occasione del gol viola fa una diagonale di circa 60 metri nel tentativo di chiudere Vargas). Ciro prova a mescolare le carte in più occasioni, passando dal 4-4-2 con rombo al 4-2-3-1, per poi tornare al 4-4-2 classico. C’è poco da fare comunque, l’unico modo nel quale la Juventus avrebbe potuto vincere sono state la 3-4 sfuriate di inizio match nelle quali uno Iaquinta in serata no non ha saputo approfittare. Pensare di tenere testa all’Inter oggi è davvero un’utopia. Mi spiace ammetterlo, ma forse qualche giorno fa quando Arrigo Sacchi ha affermato che “Juventus e Roma sono alla pari, l’Inter è di un altro livello” aveva ragione. L’Inter è più squadra, anche quando gli mancano delle pedine fondamentali come Milito ed Eto’o ma soprattutto ha qualcosa che gli è sempre mancata nell’era pre-calciopoli e che noi abbiamo smarrito: la convinzione e l’abitudine a vincere. Quando riacquisiremo queste fondamentali caratteristiche solo il cielo lo sa.

domenica 4 ottobre 2009

Sia benedetta la sosta...


2 punti nelle ultime 3 partite.
Per la Juventus si può parlare di prima crisi stagionale.
Forse è una fortuna però che arriva così presto ed in concomitanza con la sosta Nazionali.
Ci sarà tempo per riorganizzare le idee e cercare di recuperare i tanti infortunati fermi ai box.
Certo, per Ciro Ferrara -alla prima sconfitta in carriera da allenatore- non sarà facile perché la Juventus di questo inizio di stagione non ha mai brillato per bel gioco e solo i risultati hanno nascosto questa lacuna.
Fondamentale sarà recuperare (Vinovo permettendo…) al più presto Cannavaro, Sissoko e Del Piero e cercare di presentare Diego nelle migliori condizioni fisiche possibili.
Fondamentale sarà far capire a Felipe Melo, che certi giochetti davanti alla difesa non si fanno nemmeno in allenamento.
Il brasiliano, che non vale assolutamente 25 milioni di euro, di certo però non è nemmeno un brocco, anzi. Però per lui è giusto scomodare la citazione che Gianni Agnelli usò per Julio Cesar negli anni ’90:
"a volte crede di essere ancora a Copacabana..".
In bianconero certe superficialità non sono tollerabili.
Fondamentale sarà cercare di recuperare psicologicamente Amauri, buon giocatore che bomber non è mai stato in carriera ma che nemmeno mai si era fatto notare per un periodo di astinenza così lunga, ormai arrivata a livelli incredibili. E pensare, ironia della sorte, che addirittura lo si è invocato per risolvere i problemi realizzativi della Nazionale Italiana….
Fondamentale poi sarà cercare in futuro di ottenere qualcosa più dell’insufficienza da quei rincalzi che quasi mai non hanno fatto rimpiangere i titolari assenti perché se si vuole continuare a competere su più fronti il turn-over è purtroppo un male necessario.
La Juventus non ha la rosa per competere su 2 fronti così competitivi come Campionato e Champions League. Troppa differenza tra i titolari ed i panchinari.
Per compensare questa mancanza (senza rinunciare a nulla….) ci vorrebbe una condizione fisica mostruosa e il minor numero possibile di infortuni.
La realtà però, sotto gli occhi di tutti, è evidentemente ben diversa.
Starà a Ciro Ferrara ed al suo staff cercare di trovare le soluzioni ai problemi che si sono presentati in questi primi 2 mesi e che in parte, larga parte, ricordano quelli che ci sono stati anche in quella passata.
Starà all’allenatore provare a far fare quel salto di qualità in campo che differenzia una buona squadra da una grande squadra.
Ma questa Juve è una grande squadra?
Nell’11 titolare sicuramente si, non ci sono dubbi.
Nei rincalzi……..
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IL PUNTO di
Mirko Nicolino
www.juvemania.it
"Non abbiamo fatto nulla per vincere la partita". Basta questa frase di Ciro Ferrara ai microfoni Rai nel post partita per sintetizzare la brutta battuta d'arresto in cui è incappata la Juventus in quel di Palermo. Una vera e propria lezione tattica da parte di Walter Zenga al mister bianconero.Come ebbi a dire la scorsa settimana, sembra proprio che la Juventus, al momento, non possa supportare due punte, Diego (non in forma) e Camoranesi, lasciando la fase di interdizione a Felipe Melo e al Poulsen o Marchisio di turno. Le avvisaglie ci sono state già nelle scorse settimane, anche quando ha vinto la Juventus ha sofferto paurosamente e si è salvata spesso grazie ai miracoli di Buffon e al tempismo di Chiellini e Cannavaro (quanto ci manca!). La cosa più grave, a mio avviso è che nonostante lo schieramento evidentemente offensivo, i ragazzi di Ferrara non riescono a confezionare una che sia una azione offensiva. La manovra è lenta, la palla circola poco e i movimenti senza palla sono ridotti all'osso. Quella che era un'impressione si è tramutata in certezza: la Juventus è Diego (e Del Piero) dipendente. Non avendo a disposizione queste freccie al proprio arco, anche Ferrara sembra si sia convinto sia meglio pensare ad un ritorno al 4-4-2.Una nota su Felipe Melo. Queste'estate commentai positivamente il suo arrivo mettendo in guardia gli amici bianconeri dalle sue "melonate": cito di nuovo quanto scrissi in uno dei miei editoriali "giocatore dalla buona tecnica, abituato però a fare spesso delle cose che ti insegnano nei pulcini a non fare MAI: passare la palla in orizzontale davanti l'area e portare palla in uscita dai propri 15 metri". Durante il match con il Bologna ha evidenziato grande sufficienza nel perdere il pallone decisivo sul cui ribaltamento c'è poi stato il pareggio del Bologna; ieri ha regalato il pallone al limite dell'area favorendo il vantaggio del Palermo. Ma questi sono episodi, e qualche amico mi dice che devo prenderli per tali. Inutile cercare un capro espiatorio, ma di certo questa volta non possiamo dare la colpa a Ranieri.