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giovedì 24 ottobre 2013

Juve, un'altra sconfitta. Ma la reazione c'è stata


Dopo la sconfitta choc di Firenze contro la Fiorentina serviva assolutamente una reazione in casa Juve.
A Madrid la squadra bianconera ha giocato a testa alta, avendo anche spesso il pallino del gioco in mano.
Solo un'ingenuità di Chiellini sul rigore e un arbitraggio a senso unico hanno rovinato la partita e regalato i 3 punti al Real.
La Vecchia Signora, in gol con LLorente, meritava almeno il pareggio.

lunedì 7 ottobre 2013

Milan, anche se MUNTARI segna la JUVE è capace di vincere!


Non è ancora la vera Juve di CONTE, eppure 6 vittorie su 7 sono il migliore avvio da quando il Mister è sulla panchina bianconera.
Ribaltato il gol iniziale di MUNTARI (visto, i gol si possono anche rimontare?) grazie a PIRLO, trascinatore bianconero della serata.
Nel secondo tempo clamorosa svista arbitrale per un pugno di MEXES a CHIELLINI che solo ALLEGRI non vede, ma GIOVINCO prima e lo stesso CHIELLINI poi rendono giustizia alla Juve sul campo.
Nel finale ennesima distrazione stagionale juventina in difesa e MUNTARI sigla addirittura una doppietta.
Ora la sosta, che sicuramente servirà a recuperare energie e concentrazione.

domenica 22 gennaio 2012

#buoniecattivi Pagelle Juve


BUONI
Giaccherini, Lichtsteiner 7
Quando la classe operaia va in paradiso. Sopratutto Giaccherini fortemente voluto da Mr. Conte mette a tacere  tutti gli scettici.
Continuano i progressi di De Ceglie (6,5), Chiellini bene al centro (6,5). Splendido l'assist di Marrone (6,5) per il 2 a 0.
CATTIVI
In una giornata così, dove la Juve si laurea campione di inverno, nominare dei cattivi potrebbe esser impopolare. 

lunedì 12 dicembre 2011

Giusto pari

All'Olimpico finisce 1 a 1. Al goal di De Rossi in apertura primo tempo, risponde Chiellini nella ripresa. Decisivo Buffon che para un rigore a Totti.
Nel complesso pareggio giusto arrivato al termine di una gara molto agonistica e poco tecnica.

giovedì 16 settembre 2010

Il nuovo Zeman?





Un'altro pareggio per la Juventus, che orfana di una prima punta di ruolo si aggrappa alla doppietta di Chiellini e ad un gran goal di Del Piero per ribaltare lo 0 a 2 iniziale contro gli sconosciuti polacchi.
Un eurogoal di Rudnews, tripletta per lui, fissa il punteggio sul 3 pari finale, identico risultato di domenica scorsa contro la Sampdoria.
Che aggiungere? Ad oggi Delneri più che il nuovo Capello sembra il nuovo Zeman.....

giovedì 29 luglio 2010

Assalto finale per Dzeko

29 milioni di euro più Poulsen: questa l'offerta della Juventus per Dzeko, che però i tedeschi sembrano orientati a rifiutare.
Comunque prendere o lasciare, altrimenti si torna su Krasic.
Ecco il calendario 2010-2011 bianconero.
1ª giornata Bari-Juventus
2ª giornata Juventus-Sampdoria
3ª giornata Udinese-Juventus
4ª giornata Juventus-Palermo
5ª giornata Juventus-Cagliari
6ª giornata Inter-Juventus
7ª giornata Juventus-Lecce
8ª giornata Bologna-Juventus
9ª giornata Milan-Juventus
10ª giornata Juventus-Cesena
11ª giornata Brescia-Juventus
12ª giornata Juventus-Roma
13ª giornata Genoa-Juventus
14ª giornata Juventus-Fiorentina
15ª giornata Catania-Juventus
16ª giornata Juventus-Lazio
17ª giornata Chievo-Juventus
18ª giornata Juventus-Parma
19ª giornata Napoli-Juventus

E se lo ammette anche Chiellini....

Per tornare a vincere da subito alla Juventus sarebbe servito un altro tipo di mercato, in stile Manchester City! Questo è un anno zero di un progetto lungo. I tifosi lo devono capire”. Giorgio Chiellini in carriera ci ha abituato ad interventi duri, soprattutto in campo. Sentirlo anche parlare con questa maturità e sincerità ai microfoni gli rende davvero onore.

Lui che è uno di quelli di più lunga data in maglia bianconera e che faceva parte della Juventus "
Capelliana" distrutta da Calciopoli, non ha avuto problema alcuno ad ammettere che con questa attuale rosa la Juventus potrà puntare al massimo a rientrare nel giro Champions, obiettivo minimo dichiarato.

Parole sagge e dette al momento giusto per richiamare all’ordine chi, inesperto e non abituato a giocare in squadre di vertice come
Pepe, si era lasciato andare a scontati proclami di partenza alla pari per tutte sulla griglia di avvio. Ma i tifosi juventini saranno disposti ad aspettare l’evolversi di questo “progetto lungo” rimanendo ancora a guardare vincere l’Inter?

Con l’avvento come nuovo
Presidente di Andrea Agnelliè evidente che si aspettavano qualcosa di più. Così come con la nomina di nuovo DG di Marotta. C’è tempo fino al 31 Agosto per rimediare e ridare un po’ di entusiasmo al pubblico bianconero, con almeno un colpo che faccia sognare. Perché è vero che nessuno pretendeva un calcio-mercato alla Manchester City, ma nemmeno da Udinese o Sampdoria

sabato 3 luglio 2010

Dramma Ghana, Brasile a casa



Grandi emozioni nei primi 2 quarti di finale del mondiale:
l'Olanda trascinata da Sneijder elimina il Brasile in cui Felipe Melo fa la parte del lupo cattivo.
Dramma nella seconda semifinale, dove il Ghana orgoglio di un intero continente sbaglia il penalty decisivo al 120° e poi perde alla lotteria dei rigori. Poteva scrivere la storia, ricorderà per sempre questa partita con amarezza.
Ufficiale l'arrivo di Motta in maglia bianconera, sarà lui a prendere il posto di Caceres come vi avevo annunciato tempo fa.
Clamoroso in Figc: non solo viene riconfermata la fiducia in Abete(che vigilerà su Calciopoli, ha detto), ma è stata varata una norma che limita l'ingresso di nuovi extracomunitari ad uno per stagione.
Domani nell'editoriale domenicale spiegherò gli effetti anche sul mercato Juve.
Intanto il Corriere dello Sport da prossimi gli arrivi di Krasic e Mexes.
Occhio sopratutto al francese, se arriva lui può partire Chiellini.
E non credo sarebbe un bene.....

martedì 15 giugno 2010

De Rossi para-guai

De Rossi salva l'Italia di Lippi dalla sconfitta all'esordio.
Un'Italia senza fantasia in cui stecca la prima Marchisio, un pesce fuor d'acqua da trequartista.
Bene Pepe, a rincuorare un pò l'umore sempre più depresso dei tifosi juventini.
Oggi Tuttosport parla anche del rischio di perdere Chiellini: ecco ci mancherebbe solo questo.
Intanto Bonucci si riavvicina. Ma a che prezzo?

giovedì 27 maggio 2010

Nasce la Juve di Del Neri




La nuova Juve di Del Neri ripartirà da 3 pilastri:
Buffon, Chiellini e Marchisio.
Si vuole puntare su una squadra di identità nazionale.
Bonucci, Motta, Pazzini, Pepe e Criscito i nomi italiani più gettonati per rinforzare la squadra bianconera.
Basteranno per colmare il Gap nei confronti dell'Inter orfana di Mourinho?
Intanto ancora una volta mi piace segnalare l'onestà intellettuale di De Rossi, uno che non dice mai cose banali quando interpellato. Come sempre però, i falsi moralisti l'hanno subito obbligato a ritrattare...
Intanto l'amico David Pratelli ha voluto inviarmi un messaggio di buon augurio per il neo tecnico bianconero.
BUON LAVORO MISTER
Non posso non esprimere un pensiero sul nuovo allenatore bianconero, Gigi Del Neri...
Confesso che l'ingresso dell'ex tecnico blucerchiato non mi entusiasma più di tanto, soprattutto perchè avevo fatto la bocca su un Benitez o Prandelli.
Cosa ci vuoi fare? Le decisioni spettano a chi di competenza e quindi a noi tifosi non rimane altro che rispettare le scelte, osservare e aspettare.
La mia speranza è senza dubbio riposta su Agnelli e Marotta, i quali sapranno ricompattare l'ambiente e ricreare una Juve vincente, magari non subito, ma nel giro di due o tre anni si può sperare di tornare a grandi livelli.
Spero che Del Neri riesca a lavorare serenamente, ha una situazione non facile, ma con un Marotta alle spalle credo che possa riuscire a combinare qualcosa di buono, magari non vincere, ma almeno tornare tra le prime quattro.
Poi se capitasse il miracolo, BEN VENGA!!!
Auguro a Del Neri buon lavoro e spero che mi faccia riaccendere un pò di entusiasmo ricredendomi sulla sua scelta. Davanti a tutto va sempre messo l'amore e l'interesse per la Vecchia Signora...
Un ultima nota la lascio a Materazzi.
Caro Materazzi pensa alla salute che è meglio e lascia in pace i tifosi juventini.
Mi piace inoltre segnalare e riportare il bel pezzo scritto ed inviatomi da Giorgio Buongiorno, affezionato lettore di questo blog.
Dal “projectò” al progetto
In quest’ultima settimana ne sono accadute di cose in casa bianconera, tutte già delineate da un po’ di tempo che hanno trovato solo la loro ufficialità. Andrea Agnelli ha assunto la carica di Presidente, con l’arrivo nella “stanza dei bottoni” di Giuseppe Marotta da Genova, sponda blucerchiata, affiancato dal suo braccio destro Fabio Paratici. Si spera che questo passaggio di consegne ai vertici della Juventus possa segnare un punto di svolta per il futuro della squadra, dopo il disastro di questa stagione.
Voglio un attimo divagare dal tema centrale, per poi tornarci a gamba tesa: la Sampdoria ha annunciato il suo nuovo direttore generale, che sarà Sergio Gasparin. L’ex dg dell’Udinese ci fornisce un assist d’oro quando, nella conferenza di presentazione, afferma che “ci sono in giro grandi società con piccole proprietà”: ecco illustrata, in maniera non troppo velata e forse con un pizzico di sana cattiveria dialettica, la situazione della Juventus post-Calciopoli che a più riprese abbiamo analizzato.
Il “projectò”, come era caro chiamarlo al nostro ormai ex Presidente Blanc, prevedeva degli innesti annuali e graduali su una base ben delineata formata dalla vecchia guardia, da quei big cioè che erano scesi con la squadra in B (più per mancanza di alternative serie che per amore vero verso la maglia, discorso a parte per il Capitano). In quest’ottica si inquadravano, quindi, gli innesti (??) di Andrade, Tiago, Almiron, Poulsen, Amaurì, Felipe Melo, Diego ecc... Innesti basati sul nome, sull’appeal del momento, sul giocatore che potesse infiammare la piazza e mettere a tacere i sempre crescenti malumori causati dalle non vittorie. Un “projectò” che parlava di giovani, di crescita del vivaio ma che puntualmente mandava a giocare altrove i vari Criscito, Ariaudo, Nocerino, Ekdal, Lanzafame, Palladino ecc... E per poco non hanno fatto la loro stessa fine anche De Ceglie e Giovinco, come pure lo stesso Marchisio che erano richiesti dall’Udinese nell’affare D’Agostino.
Un disastro diremmo col senno di poi, ma alzi la mano chi a metà novembre non credeva ancora in una Juventus da Scudetto e forse anche da Champions, con la vista annebbiata dai due gol di Diego all’Olimpico, dal Melo visto in Confederation Cup e forse con ancora in mente i Mondiali del 2006 giocati da Cannavaro e Grosso. Una casa bella esteticamente ma con fondamenta corrose e traballanti è destinata a crollare. E i primi segni di cedimento si hanno abbastanza presto. Ciò che è accaduto nell’annus horribilis bianconero è storia recente e quindi non ci dilungheremo oltre!
L’avvento della nuova triade ha riportato in auge la parola “progetto”, già usata nel recente passato, ma con accezioni di significato diametralmente opposte: il termine italianizzato adesso è rivisitato in un’altra sua forma di significato, inteso come progettualità o, meglio ancora, programmazione non certo a brevissimo termine però. Azzardare una Juve vincente a partire dal prossimo anno è davvero dura anche per i giocatori d’azzardo di professione!
Abbandoniamo quindi per adesso il termine progetto per sostituirlo con quello di programmazione a medio termine: questo vuol dire tornare COMPETITIVI nel giro di 2/3 anni. Sottolineo la parola competitivi perchè non si può dire in questi casi vincenti! Si vince solo attraverso la possibilità di poter COMPETERE con gli altri, ma come è logico in una competizione c’è sempre un vincitore e un perdente, e non vuol dire che quest’ultimo sia per forza inferiore.
Allo stato attuale della situazione, c’è bisogno di ricreare quello zoccolo duro (nei primi anni post-Calciopoli composto dalla vecchia guardia) che è venuto a mancare nel corso dell’ultimo campionato. Poi con Delneri bisogna seguire un credo abbastanza preciso nella costruzione della squadra (cosa che era mancata negli ultimi anni). Il budget inoltre non è infinito come alcune squadre spagnole, quindi non possiamo permetterci giocatori da trenta milioni in ogni reparto, ed anzi sarebbe anche controproducente perchè si rischierebbe di fare la fine del Real Madrid (“zeru tituli”). Molto meglio costruire un’ossatura giovane sulla quale innestare qualche big con l’arrivo del nuovo stadio (e quindi di nuovi introiti).
Se Buffon rimarrà (certamente più per mancanza di offerte concrete che per volontà sua), la difesa necessiterà almeno di tre elementi (due terzini di ruolo per le fascie e un, se non due, centrale forte che possa sostituire il partente Cannavaro e rimpinguare il reparto): in tal caso i nomi più gettonati (ed anche più facilmente “prendibili”) sono Cassani, Kjaer, Bonucci, Criscito e Kolarov. Chiunque verrà di questa lista sarà sicuramente un buon colpo in prospettiva, magari abbinato al rinnovo del prestito di Caceres.
A centrocampo tutto dipenderà dalle indicazioni del mister, se vorrà o meno un regista puro. Infatti Delneri sia nella sua avventura con il Chievo che in quella con l’Atalanta ha sempre utilizzato giocatori come Corini e Cigarini (a quest’ultimo la Juve potrebbe fare più di un pensierino vista l’annata no vissuta a Napoli) mentre nell’ultimo anno alla Sampdoria ha avuto gente come Palombo e Poli che avevano caratteristiche e capacità diverse. Nel caso si decidesse di prendere un regista i nomi sui quali puntare sarebbero sicuramente Cigarini (di cui finora non si è parlato, ma potrebbe avere la voglia di riscattarsi), D’Agostino e Ledesma (in ambito italiano).
Sugli esterni il discorso è più complicato a causa della poca scelta in Europa e del prezzo elevato di alcuni big. La coppia migliore a mio avviso sarebbe quella formata da Krasic e Vargas, prendibili entrambi con un esborso di 35/40 milioni. Da non escludere altri nomi fatti come Maggio, Silva (che vedo poco adatto al campionato italiano), Joaquin o Di Maria (per lui vale lo stesso discorso di Silva). Tutto sembra in alto mare per gli organi di stampa, ma sicuro si starà lavorando sotto traccia.
Capitolo più difficile è quello che riguarda l’attacco: sicuramente ci sarà bisogno di una seconda punta che sappia ridare alla squadra quella imprevedibilità che riusciva a dare Alex Del Piero qualche annetto fa. Resta, innanzitutto, da valutare la possibilità di utilizzare Diego in quel ruolo che già aveva ricoperto a volte nel Werder Brema. I nomi “caldi”, in ottica programmazione, sarebbero sicuramente Giuseppe Rossi, Zarate o Agbonlahor. Per il discorso prima punta, vista la sicura partenza di David Trezeguet e forse di Amaurì, l’ideale sarebbe poter arrivare a Benzema con un’operazione “alla Marotta”. Giocatore giovane, forte, reduce da un anno non al top e che avrà voglia di rilanciarsi. La reale alternativa sarebbe rappresentata da Pazzini più che Dzeko per motivi economici e di ambientamento (un conto è fare 19 gol in Italia e un conto è farli in Germania)...
Mi darete del pazzo, ma io dico NO ad arrivi come quello di Torres, Dzeko o Mascherano a cifre esorbitanti perchè finirebbero per prosciugare il budget del mercato, senza alcuna programmazione e senza riformare l’ossatura della squadra che invece va ricreata, essendo solo dei colpi ad effetto per ingraziarsi la tifoseria!

lunedì 11 gennaio 2010

Toccato il fondo



Chi pensava di aver toccato il fondo dopo l'umiliazione di coppa contro il Bayern è stato servito.
Ecco la vergognosa resa casalinga contro il Milan. Ferrara al capolinea? Imbarazzante la sua lite a Controcampo contro Maifredi, per le dichiarazioni rilasciate tempo fa a "Tutti pazzi per la Juve" dall'allenatore champagne.
Stavolta si salva solo Chiellini. Una disfatta completa. Dite la vostra e sfogatevi sul blog.
IL VIDEO PUNTATA DELLA TRASMISSIONE DI IERI.

Questo il resoconto scritto delle dichiarazioni di Luciano Moggi rilasciate ieri in trasmissione.

SUDDITANZA ARBITRI
"Se in passato avessero negato ad una nostra avversaria un rigore come quello di Quaresma contro il Chievo o avessimo vinto noi con un punizione come quella concessa all'Inter contro il Siena sarebbero scattate interrogazioni parlamentari….Invece oggi i media fanno finta di niente.E questo sarebbe il nuovo calcio pulito?"
INTER CAMPIONE, LA MENO PEGGIO DI UN CAMPIONATO MEDIOCRE
"Il campionato italiano è già assegnato all'Inter, che è la meno peggio di un campionato assolutamente mediocre. I migliori tecnici italiani sono emigrati all'estero così come i campioni internazionali più forti. Ormai il calcio italiano è in pieno declino su tutti i fronti. "
MOURINHO, CHE CULO!
"Il tecnico portoghese è davvero una persona fortunata. Come allenatore è poco più che un dilettante allo sbaraglio , come il proprio Presidente. Rende molto meglio nel ruolo di pubbliche relazioni."
BETTEGA, PERCHE'?
"Bettega non doveva accettare di rientrare con questa Juventus che solo pochi mesi aveva ha fatto una denuncia patrimoniale contro ignoti che poi ignoti non erano (era contro la TRIADE…), cercando a tutti i costi di farci condannare patteggiando la pena …. In pratica ci hanno accusato di esser dei ladri. Come può lavorarci insieme? Non ha capito che l'hanno preso solo per scaricargli addosso tutti i loro fallimenti futuri e calmare la piazza. Un po' come se il Torino adesso richiamasse Zaccarelli per fermare i tifosi furenti…"
FALLIMENTO JUVE? LA COLPA E' DI CHI HA COSTRUITO LA SQUADRA
"La nostra Juventus era una Società perfettamente organizzata su tutti i fronti. In Europa solo il Manchester United ci era superiore come struttura complessiva. Questi invece stanno distruggendo un patrimonio del calcio italiano.Ma avete visto che facce mentre Bettega a Parma gli spiegava i movimenti in campo? Per me comunque non hanno capito niente lo stesso. Adesso poi cercano esterni per tornare a giocare sulle fasce? E' ridicolo. L'anno scorso hanno detto a Nedved "non ci servi più perché non giocheremo più con le ali".Ma vi rendete conto?"
MILAN, OTTIMO IL RITORNO DI BECKHAM
"Il Milan ha finalmente trovato i giusti equilibri. La società ancora una volta ha dimostrato la sua organizzazione sostenendo Leonardo nei momenti difficili. Ottimo davvero il ritorno di Beckham, giocatore davvero intelligente e duttile."
NAPOLI, LA VERA FORZA SONO I TIFOSI
"La risalita del Napoli è dovuta ad una serie di coincidenze fortunate come ad esempio l'ingaggio di Mazzarri, anche se fare meglio di Donadoni non è che fosse molto difficile. Non c'entra niente comunque con l'allontanamento di Marino rimpiazzato da Bigon, che prima faceva il Team Manager…Proprio come Secco alla Juventus, quindi…La vera forza del Napoli sono i tifosi. Un pubblico grandioso"
ROMA IN CHAMPIONS CON TONI E TOTTI
"Erano anni che dicevo che alla Roma serviva un giocatore come Luca Toni. Invece di buttare soldi negli acquisti di gente come Baptista, Menez e Cicinho avessero puntato da subito sull'attaccante italiano avrebbero vinto lo scudetto del 2008, anche se poi quel campionato è sfuggito soprattutto per i tanti favori arbitrali a favore dell'Inter. Con il rientro di Totti ai massimi livelli il quarto posto per la Roma è garantito anche grazie all'ingaggio di Montali, un ottimo motivatore."
LOTITO E BALLARDINI STANNO ROVINANDO LA LAZIO
"Mi sono espresso più volte su Ballardini. Non è assolutamente un tecnico da Lazio.Lotito invece sta operando malissimo ultimamente, ridimensionando una grande piazza come quella della Lazio che non lo merita.Che errore poi mandare via Sabatini, uno dei migliori scopritori di talenti in giro!"
BARALDI ED IL BOLOGNA DEMOGGIZZATO
"La tanto strombazzata cura Baraldi demoggizzante mi pare che stia funzionando alla perfezione. Da quando è arrivato lui, il Bologna ha sempre perso……"

giovedì 19 novembre 2009

Mondial-Furto





Povero Trap, perso il mondiale per un furto!
Il goal che qualifica la Francia è viziato da un clamoroso fallo di mano di Henry.
E' davvero un peccato che il lavoro di anni sia vanificato da un episodio del genere.
Tra gli altri spareggi mi ha particolarmente colpito l'eliminazione della Russia:
per una volta a Mago Hiddink non è riuscito il miracolo!
Intanto l'Italia grazie ad un goal di Giorgione Chiellini batte la Svezia orfana di Ibrahimovic.
Adesso sotto con il campionato.
Come detto da Buffon si pensi intanto a fare 6 punti prima della sfida con l'Inter.
E basta poi con questi proclami sulla terza Stella.
Perchè se si continua così ci vorranno anni prima di porsi il problema.....
Fatti, non parole.
IL PUNTO DI ROBERTO BECCANTINI
Questa volta non hanno avuto il coraggio di inventarsi una moviola di scorta come a Berlino, dopo la testata di Zidane a Materazzi, o come nella Confederations Cup, agli sgoccioli di Brasile-Egitto. Avrebbe evitato una profonda ingiustizia. Di mezzo, c’erano la Francia, ancora lei, e l’Irlanda di Giovanni Trapattoni. Nessuno se l’è sentita di correggere la svista della terna svedese: prima che nei supplementari Gallas segnasse, pareggiasse ed eliminasse, così, i più meritevoli, Henry aveva giocato a pallamano (o a pallavolo, fate voi). Un risultato che già faceva a pugni con l’intreccio, figuriamoci, dunque, con l’epilogo. Da un contatto fra Given e Anelka, un arbitro servile avrebbe potuto spremere un rigore: il palleggio di mano deve essergli proprio sfuggito.Gli spareggi, molto equilibrati, hanno diffuso brividi e ghigliottinato un peso massimo: la Russia di Hiddink. Francia e Portogallo hanno sofferto, hanno rischiato, hanno resistito (e il Portogallo vinto, addirittura). Se rivoluzione è troppo, scossa è poco. Penso all’impresa della piccola Slovenia. E, naturalmente, allo scandalo di St. Denis. Con i giudici di porta, cari al francese Platini, Trapattoni, che fu maestro di Michel, e Domenech se la sarebbero giocata ai rigori. I vice campioni del Mondo dovranno accendere una candela al dio degli episodi. Spiace per il Trap, transitato da un Moreno pilotato a un Hansson improvvisamente nebbioso. La Francia, boriosa e sterile, ha sfiorato il suicidio che, sempre in casa, aveva «brillantemente» centrato alla vigilia dei Mondiali americani del 1994. Quando può scegliere, Trap tentenna: vedi Dublino. Quando non può, è tutta un’altra musica: vedi Parigi; se consideriamo le occasioni nude e crude, il 2-0 avrebbe fotografato meglio la trama. Domenech era, e rimane, il brutto anatroccolo di una fiaba che non può più contare sulle magìe di Platini e Zidane. Da oggi, fuoco alle polveri. Si parlerà solo della mano che Henry ha dato al suo capo.

giovedì 22 ottobre 2009

Vinco con Giovinco ma...




... non convinco
Nemmeno il cambio di modulo porta beneficio in termini di gioco alla squadra di Ciro Ferrara.
Con l'inserimento di Giovinco al posto di una punta ed il passaggio dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1 la Juventus torna a vincere dopo 1 mese grazie ad un goal di Chiellini.
Le buone notizie però si fermano qui. Decisivo ancora una volta uno strepitoso Buffon.
Speriamo sia solo un periodo di assestamento.
Come fa notare oggi la Gazzetta dello sport , 3 italiane su 4 hanno vinto in questo turno di Champions. Oltre la vittoria bianconera ecco anche quelle di Fiorentina e sopratutto Milan che nonostante l'ennesima papera di Dida compie l'impresa in quel di Madrid grazie ancora una volta allo strepitoso Pato:
dalle papere al papero.
Credo fosse da pre-Calciopoli che il calcio italiano non tirasse fuori un turno così positivo in Champions.
Ironia della sorte l'unica a non vincere è proprio quell'Inter che negli ultimi anni sta dominando nella mediocrità dell'attuale campionato italiano.
Riporto in merito un bella lettera che mi ha inviato l'amico Gianluca Savoini, opinionista televisivo juventino a 7 GOLD ed ODEON TV.
LA SOPRAVVALUTAZIONE DELL'INTER ED IL CONFORMISMO DEI MEDIA ITALICI
Il gol di Stankovic contro il Genoa? Naturalmente formidabile, grandioso, "alla Maradona"... (fatto a porta vuota grazie alla dabbenaggine del portiere).
L'Inter? Squadra grande che ha fatto la storia del calcio nel mondo (ma quando? 50 anni fa forse).
Mourinho? Un grandissimo del calcio moderno (che però fa giocare male la sua squadra da un anno e mezzo).
Basta accendere la tv e leggere i giornali e da tre anni subiamo queste ridicole tiritere che dimostrano ancora una volta come il giornalismo sportivo italico sia composto in gran parte da persone che portano volutamente il cervello all'ammasso. Conformismo pro-Inter ovunque. Rigori nettissimi non dati agli avversari (vedi Samp), gol regolari annullati a vantaggio dell'Inter (vedi Genoa), gol in fuorigioco concessi all'Inter (e mai o quasi definiti tali nelle trasmissioni tv di massimo ascolto, per non parlare delle dirette delle partite).
Benvenuti al caravanserraglio del campionato italiano, dove esiste una sola "grande" squadra e le altre tutte comprimarie. Peccato però che poi bastano undici onesti pedatori ucraini a far ballare la rumba a San Siro alla "grande Inter", che deve ancora ringraziare gli avversari per i gol mangiati, altrimenti sarebbero stati "zeru punti", caro Banf One (in milanese si dice "banfone" che fa lo sbruffone e straparla).
La squadra campione d'Italia viene regolarmente ridimensionata in Europa e quindi onestà intellettuale dovrebbe far dire che poi tutta questa grande squadra non è.
Trattasi di una buona squadra, che gioca male, che ha alcuni grandi giocatori ma nessun vero fuoriclasse (l'unico che avevano ora gioca in Catalogna), che non ha assolutamente la mentalità da grande d'Europa, che non ha aperto alcun ciclo importante e che è lì dove si trova esclusivamente grazie allo sconquasso di farsopoli del 2006.
Senza quella vergognosa farsa, la Juve di Capello, per quanto era forte, avrebbe vinto sei scudetti consecutivi.
I signori giornalisti sportivi la piantino quindi di far vedere lucciole per lanterne e di trasformarsi in portavoce della seconda squadra di Milano.
GIANLUCA SAVOINI

domenica 8 marzo 2009

La Juve resiste



Il sabato italiano non regala sorprese o illusioni:
con il ritorno di Ibrahimovic, l'Inter espugna il difficile campo di Genova grazie sopratutto all'asso svedese, vero Ago della bilancia del Campionato Italiano.
Non poteva mancare comunque l'ennesimo episodio dubbio a favore della squadra "neroassurra" anche se il goal-non goal di Balotelli è davvero una questione di cm.
Nel dubbio, però, si sbaglia sempre a favore dell'Inter.
In serata si è giocato un bel derby.
La Juventus, che si è presentata in campo con un ampio turn-over rispolverando persino un giocatore come Zebina che molti davano ormai per disperso, ha resistito ad un primo tempo tutta grinta del Toro -dalle corna spuntate- per piazzare poi nella ripresa il colpo decisivo.
Strepitoso Sereni che in almeno 3 occasioni compie delle parate al limite del fenomenale.
Decisivo Chiellini, vero leader assoluto della squadra bianconera.
Amauri in evidente debito di ossigeno, Iaquinta sfortunato e Giovinco alterno.
Queste alcune indicazioni della partita di ieri sera.
La Juventus ha avuto come al solito grandi difficoltà a costruire gioco per l'assenza cronica di un regista a centrocampo e per la mancanza di cross dalle fasce.
Niente di nuovo, quindi.
Importantissimo l'ingresso di Nedved:
uno che appena varca la linea del campo capisci subito che entra solo per vincere.
Quanto mancherà questo Campione quando deciderà veramente di appendere gli scarpini al chiodo....
Non a caso è proprio del ceco l'assist per il fondamentale goal di Chiellini.
Rete che il Presidente del Torino non ha esitato poi a contestare a fine gara per un forse millimetrico fuorigioco attivo di Iaquinta nell'azione.
Ogni derby d'altronde lascia sempre una striscia polemica granata, anche perchè ormai sono quasi 15 anni che il Torino non riesce più a vincerlo.
La Juve resiste a meno 7 dall'Inter.
Ora però è il momento di fare davvero sul serio:
martedì giocherà la gara più importante della sua stagione contro il Chelsea, che tanto per cambiare ha rivinto anche ieri grazie ancora a Drogba.
E' incredibile come Guus Hiddink abbia rigenerato una squadra ed un campione che fino ad un mese fa sembravano allo sbando....
Scolari, dove sei?

venerdì 6 marzo 2009

L'ottimismo è il profumo...



...della vita.
Derby + Chelsea:
in pochi giorni si decide gran parte del futuro della stagione juventina.
Sissoko è ottimista, anche troppo. Chiellini prepara l'assalto.
Non è un caso che gli unici 2 veri giocatori insostituibili di questa Juventus cerchino di tenere alto il morale della truppa.
Non sarà facile.
Personalmente non riesco ad esser così ottimista come Sissoko e Chiellini,
sopratutto per il retour match di coppa.
Spero di sbagliarmi.