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lunedì 17 dicembre 2012

PADOVANO a @pazziperlajuve: "JUVE, con DROGBA puoi vincere tutto!"



Nel corso del popolare programma radiofonico "Tutti pazzi per la Juve" in onda su Radio Audax è intervenuto Michele Padovano, ex attaccante bianconero che ha rilasciato molte considerazioni sulla Juve del presente, sulla Champions e sul prossimo futuro dei bianconeri.

Il valore di Conte"Antonio ha lavorato molto bene tanto che la squadra ha ha messo in pratica tutte le sue direttive anche senza averlo in panchina.
Certo con lui presente la squadra darà sicuramente quel qualcosa in più ma in questi mesi questi ragazzi hanno dimostrato di fare molto bene perchè il lavoro che conta è quello che si fa in settimana!  
L'anno scorso il campionato l'ha vinto Conte, il Milan aveva la squadra nettamente superiore, lui ha creato un gruppo che ha vinto lo scudetto."
Su Alessio e Carrera"Sono stati bravi a sostituire Antonio in panchina, a dimostrazione che c'è un gruppo che funziona. Resto però dell'idea che Conte il vero grande lavoro l'ha fatto l'anno scorso; oggi la Juve gioca a memoria. 
Con tutto il rispetto per entrambi comunque è Conte l'unico vero allenatore, però se devo fare un nome tra i suoi 2 collaboratori dico Carrera."

Sull'attacco della Juve: "E' il reparto in cui  più manca qualcosa. L'acquisto di Bendtner non l'ho compreso ma sicuramente hanno fatto le loro valutazioni per prenderlo. Adesso si comincia ad entrare nel vivo della Champions  e con squadre di un certo tipo non so come andrà a finire, ma la Juve ha dimostrato di potersela giocare con tutti, ma sicuramente qualche movimento di mercato in attacco lo dovrà fare."

Su Llorente"Giocatore importante, mi piace molto e può giocare con diversi moduli e in questa Juve brava nel cambiare anche in corso di gara sarebbe assai utile."

Rivincite? Pirlo e Bonucci: "Chi mi ha colpito di più in questo ultimo anno e mezzo? Pirlo, perchè dopo l'ultima stagione difficile al Milan non mi sarei mai aspettato sarebbe tornato ai livelli massimi, anche perchè pensavo che Galliani mai avrebbe rinforzato una diretta concorrente se non fosse stato certo della fase calante del giocatore. Il numero 21 invece ha dimostrato di esser ancora un fenomeno mondiale. Un altro giocatore che mi ha colpito è stato Bonucci perchè dopo la prima fallimentare stagione in maglia bianconera non mi aspettavo sarebbe migliorato così tanto."

Campionato Italiano mediocre: "E' peggiorato molto e lo dimostra che gli attaccanti continuano a fare quindici,venti gol all'anno anche a quarant'anni, cosa che qualche anno fa era impensabile."

La Juve in Champions"Quest'anno non mi stupirei di nulla, la Juve è una squadra che può andare lontano, tentando anche di arrivare in fondo e vincere. Chiaro che quando giochi con squadre come il Barcellona o il Real Madrid può succedere di tutto ma è una squadra che ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Analogie con la Juve '96? Non credo. Noi eravamo molto più consapevoli della nostra forza e questo ci portava ad entrare in campo con grande convinzione tanto che gli avversari capivano subito chi avevano di fronte."

Drogba, il nome giusto: "Drogba, potrebbe essere il nome giusto per la Juve per fare il salto di qualità, anche con la Coppa d'Africa di mezzo."

giovedì 31 marzo 2011

PADOVANO: "Zidane, Nedved, Davids e Montero giocherebbero titolari nell'attuale Juve!"

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus è intervenuto ai microfoni di "Tutti pazzi per la Juve" su Radio Power Station rilasciando un'intervista tutta da leggere.

La redazione di Juvenews.net l'ha trascritta per intero.

Ciao Michele, è sempre un grande piacere averti ai nostri microfoni.
“Mi inorgoglisce molto sapere che i tifosi bianconeri si ricordano ancora di me”

Partiamo dalla partita di mercoledì scorso (il derby della solidarietà ndr). Per i tifosi bianconeri è stata la serata della nostalgia, generando emozioni fortissime con tutti quei campioni del passato in campo. E tu cosa hai provato?
“Quando si partecipa ad una causa così nobile è sempre molto piacevole, poi ho rivisto tanti amici. Il tempo non cancella nulla sopratutto quando ci sono dei rapporti così belli con persone con cui hai affinità caratteriale o con la quale hai passato dei momenti indelebili e vincenti.”

Dal nostro fan club su Facebook ci chiedono se in futuro non potresti rientrare alla Juve, magari come dirigente.
“Per me sarebbe il massimo, mi occupo di calcio e per me la Juventus rimane la società migliore al mondo. Oltre ad averci giocato sarebbe motivo di grande orgoglio farne parte ma non spetta a me propormi. Dovrebbero esser loro a cercarmi, io non avrei nessun dubbio nell'accettare.”

Come stanno lavorando secondo te in società?
“Bisogna vedere quello che ha chiesto la proprietà: se l’obiettivo era la zona Champions, la Juve ha cambiato la sua mentalità e la dirigenza si è adeguata. La sensazione è questa, tutto lo staff ha fatto le cose in modo tale da arrivare quarti. Ma alla Juve arrivare quarti non è un buon risultato. I dirigenti che ne fanno parte devono partire da questo concetto.”

Di tutti i tuoi compagni del derby della solidarietà, chi potrebbe giocare ancora nell'attuale Juve?
 “A vedere quello che è successo in campo, tanti con un mesetto di allenamento potrebbero fare una grossa figura: Zidane, Montero, Nedved, Davids, asciutti e in forma, farebbero una gran figura senza problemi, hanno smesso troppo presto.”

giovedì 13 gennaio 2011

"Conte è un predestinato!"

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus è intervenuto ai microfoni di "Tutti pazzi per la Juve" rilasciando un'intervista tutta da leggere.


La redazione di Juvenews.net l'ha trascritta per intero.


Ciao Michele e benritrovato ai microfoni di Radio Power Station. Tu come la vedi questa Juventus? 
"Sicuramente qualche miglioramento rispetto alla stagione passata c'è, si vede, anche se è ancora lontana dall'essere la Juventus passata: cioè quella vincente che tutti i tifosi sono abituati a vedere"

Secondo te cosa manca per tornare a grandi livelli?
"E' difficile da dire perchè bisognerebbe essere dentro per capire le tematiche e lo spogliatoio. Ripeto: credo che siano stati fatti dei passi avanti e che Andrea Agnelli sia una garanzia. Il problema è che alla Juventus sono abituati a vincere e arrivare terzi o quarti non deve essere un successo e nemmeno un'obiettivo, cosa che in questo momento mi sembra di capire per la dirigenza sia un risultato positivo. I tifosi avranno pazienza, ma di qui a breve bisognerà tornare a vincere. Cosa manca? Manca qualche campione che faccia compiere questo salto di qualità che fino ad ora non s'è visto."

Il livello non eccesso del campionato aumenta le possibilità di vittoria. Ritieni che sia il campionato più mediocre degli ultimi anni?
"Sicuramente la Serie A con Calciopoli ha subito una bastonata non indifferente. Questo mi intristisce ancora di più se penso che anni fa, con il calcio italiano ai massimi livelli, la Juve vinceva tutto quasi sempre, adesso, nonostante una qualità più bassa, non riesce a vincere. La cosa mi preoccupa e penso sia un dato palese sotto gli occhi di tutti."

Tu che sei stato una grande punta  ci fai il nome giusto per l'attacco della Juventus?

"A me piace molto Benzema che forse potevano prendere l'altro anno. Adesso ha cominciato a giocare e quindi sarà più difficile, se non impossibile, prenderlo. Certo questo è uno che sarebbe servito moltissimo e avrebbe fatto comodo perchè Amauri non ha dimostrato di essere quel grande centravanti che si credeva fosse e in futuro un sostituto di Del Piero serve assolutamente."

In questi ultimi tempi si era parlato molto di Gilardino. Potrebbe essere l'uomo giusto per Giugno?
"Io preferirei Pazzini, però in uno scambio con Amauri la Juve ci guadagnerebbe: Gilardino fa reparto da solo e poi è italiano. E Io sono convinto che lo zoccolo duro debba essere sempre italiano."


Tu hai giocato in una grandissima Juventus che dominava in Italia e in Europa. Ora non vince fuori dai confini italiani da quando giocavi tu, dalla supercoppa Europea del 1997. Come mai questa lunga astinenza?
"Intanto per me è sempre un piacere ricordare quelle vittorie che rimarranno nel mio cuore per tutta la vita. Noi in quegli anni vincevamo spesso e volentieri. Ho avuto la fortuna di far parte di un grande gruppo già consolidato che la vecchia dirigenza aveva creato con merito, e questo non glielo toglierà mai nessuno. Ne approfitto per dire che le vittorie conquistate sul campo non me le faccio toccare: solo noi sappiamo quanto abbiamo faticato per conquistarle. Perchè ora la Juventus non vinca è abbastanza noto: hanno smantellato una squadra che avrebbe vinto per 10 anni dappertutto, ripartire da zero non è facile, tantomeno per la Juventus. Io mi auguro per i tifosi che possano tornare a vincere in virtù del fatto che Andrea Agnelli sia a capo di questa squadra. Era doveroso che in qualche maniera lui si inserisse, certo è ancora distante dall'essere la squadra che noi tutti vorremmo."

Ci descrivi quei 30 secondi del 22 maggio 1996 per arrivare dal centrocampo al dischetto del rigore?

"Devo dirvi la verità, io ho sempre calciato i rigori, ero un rigorista, sono andato si con un pizzico di incoscienza ma anche con sicurezza, perchè se hai una minima indecisione il rigore lo sbagli. Non potevo permettermi di sbagliarlo, era una finale che sentivamo nostra, è stato troppo troppo bello poterla vincere."

Tornando ai temi d'attualità: quest'anno sono stati cambiati 13 giocatori, era necessaria questa rivoluzione?
"Io sono dell'idea che sarebbero serviti solo 3-4 giocatori molto forti continuando con l'ossatura che c'era. Detto questo, Marotta e Paratici sono ottimi dirigenti e se hanno ritenuto opportuno fare questa rivoluzione avranno avuto le loro ragioni....."

C'è una cessione che non riusciamo a capire ed è quella di Trezeguet. Non ci spieghiamo per quale ragione sia stato mandato via continuando pure a pagare gran parte dell'ingaggio. Che idea ti sei fatto in merito a questa operazione?
"Trezeguet è un cecchino incredibile. Credo che anche l'attuale dirigenza si sia pentita di averlo mandato via. "

Una domanda secca: Iaquinta e Amauri sono giocatori da Juve?
"A me Iaquinta piace, è uno che dà sempre l'anima. Ultimamente si è espresso poco per via di questi infortuni che l'hanno distrutto, ma a me, ripeto, piace molto. Amauri no, devo dirvi la verità. Non ha mai fatto più di 11-12 gol. Fece bene un anno a Palermo e all'inizio alla Juve, poi basta. Manca proprio un attaccante che faccia gol, come Gilardino o come poteva essere Trezeguet."

Michele, sai di essere nei cuori dei tifosi della Juve?
"Si lo so, questo mi rende felice e mi riempie d'orgoglio."

Ci è piaciuto molto quando prima hai detto "quelle vittorie sono mie e guai a chi me le tocca"...
"Lo ribadisco: soltanto noi sappiamo quanto ci siamo allenati e lo sapevano anche tutti gli altri che perdevano già nel sottopassaggio quando ci guardavano in faccia. Io lo so perchè ho provato ad essere dall'altra parte giocando in squadre minori, e quando giocavi contro il Milan di Sacchi perdevi prima di entrare in campo. Poi ho avuto la fortuna di far parte di una squadra che riusciva ad incutere timore all'avversario ancor prima di iniziare."

Cosa provi a sentire la frase "questa Juve ricorda la prima di Lippi"? Ci sono opinionisti che lo ripetevano fino a poco tempo fa......
"Ma no... Sono matti scatenati... Sono due squadre completamente diverse. La Juve è ancora molto lontana dal trovare una rosa che possa entrare nei cuori della gente com'era quella. Non prendiamo in giro la gente!"

Cosa ne pensi di Delneri. Uno che a 60 anni non ha mai vinto nulla, può iniziare a vincere qualcosa?
"E' difficile, i vincenti si vedono dall'inizio. Mi vengono in mente Capello, Lippi, Mourinho... Poi mi auguro che Delneri mi smentisca."

Conte come lo vedresti sulla panchina della Juve?
"Lo vedrei benissimo. E' stato il mio capitano ed è un mio amico. Lui è un predestinato, prima o poi allenerà la Juve e sarà l'uomo giusto. C'è andato molto vicino, vicinissimo. Però è stato talmente bravo che appena ha visto determinati giocatori come Diego ha detto "io con Diego non ci faccio nulla". Non lo vedeva neanche da seconda punta. Lui ha detto a chi in quel momento era alla Juve che prima si prende l'allenatore e poi si fanno le squadre, non il contrario. Ora ha fatto anche esperienza e prima o poi vincerà alla Juve: è un predestinato."

lunedì 2 novembre 2009

Senza Moggi, c'è solo l'Inter





Come si poteva immaginare, l'Inter sfrutta la grande occasione è dopo solo 11 giornate è già in fuga a +7. Una cosa che non si era mai vista prima!!
Un campionato che si preannuncia interessante solo per la lotta dal secondo posto in giù.
Alla Juventus, una cosa del genere non è tollerabile.
Di chi la colpa? Di Ferrara? Della società? Di Secco? Dei giocatori?
Riporto in merito un interessante articolo di Mirko Nicolino per Juvemania.it ed il riepilogo dell'intervento radiofonico di Michele Padovano a "Tutti pazzi per la Juve".
C'è poco da aggiungere, alla Juve serve un acquisto di spessore in primis in Società.
Senza un Moggi, si continuerà a navigare a vista, proprio come l'Inter pre-Calciopoli.....
FANTASMI DI MORATTIANA MEMORIA
di Mirko Nicolino
Il Napoli esce dall'Olimpico di Torino vincitore e passa anche per aver fatto una gran bella partita. Non è mia intenzione negare i meriti degli azzurri, ma che i partenopei abbiano giocato tatticamente meglio dei bianconeri sarebbe un'eresia. Detto questo, per utilizzare una frase "moggiana" la "Juventus si è suicidata". Essere in vantaggio di due gol e subire 3 contropiedi in casa ha davvero dell'incredibile. Segno tangibile dell'incapacità degli uomini di Ferrara, e del mister stesso, di gestire una partita. Non è la prima volta che accade e probabilmente accadrà altre volte nel corso della stagione. Rassegniamoci, infatti, ad un campionato tra alti e bassi nel quale sarebbe un grande risultato centrare una Champions senza preliminari e i quarti di finale nella massima competizione europea. Vuoi perché l'assimilazione dei nuovi schimi richiede molto tempo, vuoi perché la rosa attuale (causa infortuni) è ancora pesantemente condizionata dagli equivoci (e dagli orrori) di mercato degli anni precedenti. Non bastano il solito super Buffon e tanta buona volontà da parte dei "soliti noti" per tenere a galla una squadra in cui Diego continua a latitare e Felipe Melo continua ad essere vittima delle proprie "melonate".
Inutile anche prendersela con i soliti Poulsen e Tiago, errori di gioventù di Secco e Co. dei quali non siamo riusciti a liberarci fin qui e non riusciremo probabilmente a farlo nel breve periodo. Ferrara fa quel che può, ma in determinati frangenti l'esperienza non lo aiuta. Da più parti, si attende per fine stagione Lippi, come il salvatore della patria. Il tecnico della nazionale, se l'andazzo è questo, piuttosto che dietro una scrivania verrà "costretto" dall'amico Blanc a sedersi in panchina sperando in un nuovo miracolo del Paul Newman de noantri.
Al di là di tutto, quello che mi preoccupa sono i fantasmi di morattiana memoria, con una squadra che spende cifre ingenti ma non riesce a piazzare la stoccata giusta, costringendosi a tenere in casa per lungo tempo troppi pesci che puzzano. Nulla di eccepire sulla gestione economica della società: va bene l'investimento degli Elkann, molto remunerativi gli accordi commerciali di Blanc, bene il merchandising e la gestione del marchio Juventus, ottimo il progetto del nuovo stadio... Rischiamo però di andare avanti con una gestione sportiva equivoca che fa tanto male al tifoso medio, che se non vince, ci mette davero poco a disamorarsi e a non seguire più i colori che tanto ama.
Ed ecco poi il riassunto dell'intervento radiofonico di Michele Padovano a "Tutti pazzi per la Juve", che ha sottolineato nuovamente molti concetti già espressi quasi un anno fa su questo blog
LA SUA JUVE
"La mia Juve paragonata a quella di adesso? Per favore non scherziamo nemmeno.
Per 3 anni noi siamo stati la squadra più forte del mondo in assoluto. Un gruppo unico.
Quella squadra vinceva sin dal tunnel degli spogliatoi perché gli avversari vedevano i nostri occhi e capivano in partenza che avrebbero perso. Che poi era la stessa sensazione che negli anni precedenti provavo io quando ancora giocavo in provincia e mi trovavo ad affrontare lo stellare Milan di Sacchi.
Quella dell'era Lippi è stata un'esperienza unica per me, anche se all'inizio è stato molto difficile farmi accettare dal pubblico juventino per via della mia fede granata. Ma con sacrificio, forza di volontà, competenza e professionalità niente è impossibile"
LA NUOVA JUVE
" Quest'anno ho visto la Juventus allo stadio più volte. E' una buona squadra ma niente di più. Non ha i rincalzi all'altezza. A mio avviso non ha nessuna speranza di togliere lo scudetto all'Inter, che è nettamente di un altro pianeta. E poi il rombo non mi convince per niente perché la Juve non ha i terzini di spinta che servono per questo tipo modulo mentre penso che il 4-2-3-1 sia uno schema che non garantisce successi. Bisogna dare tempo a Ferrara ma forse ci vorranno anni per fargli creare una mentalità vincente all'interno del gruppo. Bisognerebbe esser sinceri con i tifosi….
Alla Juve arrivare secondi vuol dire fallire!
La società dopo il dramma di Calciopoli ha anche lavorato bene e raggiunto gli obiettivi prefissati ma per vincere serve altro. Serve uno come Moggi nei quadri dirigenziali. In tutte le società dove ho giocato, vi assicuro che non ho mai conosciuto una persona competente come il Direttore. Parlava poco ma si faceva capire sempre. Nelle grandi squadre c'è assoluto bisogno di una figura così. E Moggi era il numero 1. Il migliore in un mondo di squali."
FUTURO DA DIRIGENTE
"Mi piacerebbe rientrare nel mondo del calcio, magari proprio alla Juventus. Ricevere una chiamata da Torino mi farebbe toccare il cielo con un dito…. Non so se le mie vicende extra calcistiche stanno influendo sulla mia carriera da dirigente, ma presto avrò risolto tutto ed allora sognare non mi costerà nulla"

venerdì 30 ottobre 2009

Pazza Inter






Una pazza Inter risponde immediatamente alla Juventus.
5 goal della Juve contro la Samp mercoledì sera, 5 goal dell'Inter contro il Palermo ieri sera.
Primo tempo quasi perfetto della squadra "neroassurra", mentre nel secondo tempo la squadra rosanero ha quasi sfiorato l'impresa epica, trascinata da Miccoli.
L'impressione è che l'Inter abbia sempre quel qualcosa in più in termine di opzioni realizzative:
Eto'o, Milito, Balotelli sono bomber veri.
Maicon la variabile impazzita di ogni gara.
Se aggiungiamo i tiratori Sneijder, Stankovic e colpitori di testa come Samuel, Cambiasso ne viene fuori un quadro ben delineato:
nonostante la cessione di Ibrahimovic, l'Inter è ancora la squadra più forte in Italia.
Di certo però la Juve vista contro la Samp l'avvicina e nel calcio, per fortuna, non sempre vince il migliore....
Quindi speriamo che la bellissima vittoria contro i blucerchiati sia la svolta in casa bianconera, sopratutto adesso che sta per rientrare anche Alessandro Del Piero.
Questa sera, dalle ore 22.00 alle ore 24.00, sarò in radio insieme alla Combriccola romana per condurre "Tutti pazzi per la Juve".
Gradito ospite della trasmissione sarà Michele Padovano, l'ex amatissimo bomber bianconero dell'era Lippi.
Con noi anche il simpaticissimo e bravissimo attore e sceneggiatore Massimiliano Bruno, grande tifoso juventino.
Per interagire in diretta con la trasmissione scriveteci all’indirizzo tuttipazziperlajuve@yahoo.it, inviate un sms al 349.1158444 o chiamate allo 06.44361695, quando saranno aperte le linee telefoniche.
TUTTI PAZZI PER LA JUVE
tutti i venerdì su RADIO ERRE 2
- a Roma su FM. 107.70 o digitale terrestre
- per il resto d’Italia e del mondo in streaming su www.radioerre2.com

giovedì 22 gennaio 2009

"A gamba tesa" su Padovano

Per il ritorno della Rubrica "A gamba tesa" ho deciso di commentare il dopo Lazio-Juventus insieme a colui che per 2 anni è stato un assoluto beniamino del tifo bianconero:
Michele Padovano.
19 Gennaio 1997. La Juventus espugna l’Olimpico con 2 goal di Michele Padovano, che ripete l’impresa europea di Parigi di soli 4 giorni prima.
18 Gennaio 2009. Ancora Lazio – Juventus, ma questa volta la squadra bianconera non va oltre un pareggio per 1 a 1.
Sono passati 12 anni. Com’è cambiata nel frattempo la vita di Michele Padovano e che prospettive hai per il tuo futuro?

Mamma mia che settimana mi hai ricordato. Come posso dimenticare Parigi e Roma?
Credo sia stato il periodo dove mi sono conquistato la nazionale a suon di goal e di buone prestazioni.
A 12 anni di distanza (quanto tempo che è già passato…) la mia vita è cambiata, come per tutti quelli che prima hanno la fortuna di fare la cosa che più gli piace e che poi però per ovvi motivi di carta d'identità ad un certo punto non possono più fare.
Per adesso mi occupo di trasferimenti di calciatori, aspettando qualcuno che mi dia la possibilità di fare quello che secondo me mi si addice di più, ovvero il direttore sportivo.

Aneddoti e ricorsi. Quest’anno, proprio come nel 1996, la finale di Champions si disputerà a Roma. Pensi che l’attuale Juventus possa farcela nel ripetere l’impresa che vi vide protagonisti? Trovi analogie tra le 2 squadre?

E’ vero. Anche quest'anno, come allora, la finale di Champions si disputerà a Roma.
Certo, per i giocatori e per i tifosi spero che la Juventus possa arrivare nuovamente in finale ma in tutta sincerità la vedo davvero dura.
Poi nel calcio, come nella vita, non si sà mai però obbiettivamente ci sono squadre molto più attrezzate rispetto alla formazione di Torino.
Analogie con la mia Juventus? Mi dispiace ma non ne vedo anche perchè la nostra era una squadra veramente fortissima in Italia ed in tutto il mondo.
Erano gli altri ad avere paura di noi.
Questa si è una buona Juve, ma niente di lontanamente paragonabile a quella di Mister Lippi.

Ma cosa aveva di speciale quella Juventus? Perché dominò in Italia e nel mondo per così tanti anni?

Cosa aveva di speciale quella Juve? E me lo chiedi pure?
Il gruppo!
Come tu ben sai io ho girato tantissimo ma il gruppo che ho trovato in quella Juventus non l'ho trovato mai da nessun’altra parte.
L'allenamento era alle 15? Beh alle 13,30 eravamo già tutti nello spogliatoio, con una voglia incredibile di migliorarci.
Quando affrontavamo le partite gli avversari perdevano già nel tunnel che portava al campo;
leggevano nei nostri occhi la voglia di vincere e non ce n'era per nessuno.

Eri un rigorista quasi infallibile. Eppure quella sera a Roma, Van der Saar quasi ti parò il calcio di rigore. Cosa ti è rimasto dentro di quella notte?

Effettivamente non ero male a tirare i rigori. In serie A ne ho sbagliato solamente uno.
Quella sera a Roma, è vero che Van der Saar intuì il mio calcio di rigore ma io ero talmente sicuro di fare goal che non mi sono preoccupato per niente, perchè in quei momenti ciò che più conta è la sicurezza che hai sul viso e a me non mancava.
Che vuoi che ti racconti di quella serata?
A livello professionale è stata sicuramente la più importante della mia carriera ma ti assicuro che quando mi chiedono di descrivere cosa ho provato mi rendo conto che non riesco ad esprimere le mie emozioni perchè sono sensazioni troppo personali per poterle raccontare.

Molti per sminuire le imprese di quella Juventus, hanno cercato di infangarla attraverso l’accusa infamante di Doping. A Roma per sostenere questa tesi si inventarono addirittura la storia di un Antonio Conte in fin di vita per l’abuso di farmaci….
Hai mai pensato che Zeman è solo stato usato da alcuni pavidi giornalisti senza coraggio per attaccare l’odiata Juventus? Credi che a qualcuno importasse davvero scoprire se girava il doping nel calcio o l’unico obiettivo era distruggere la Juve?

Vicenda doping: le mie vittorie non me le faccio toccare da nessuno, tantomeno da Zeman.
Del boemo ho sempre pensato che dall'alto della sua convinzione di “bravura”, credeva che se non vinceva era perchè gli altri baravano.
Fossi stato in lui invece mi sarei chiesto di più se magari non era il caso di modificare i metodi di allenamento visto che tutti i giocatori che sono stati con lui e che ho conosciuto se ne sono lamentati.
Comunque, credo che alla fine sia stato solo un brutto modo di screditare le vittorie bianconere che senza ombra di dubbio sul campo era la squadra più forte.
E ti assicuro che nel periodo che ho frequentato la Juve non c'è mai stato abuso di farmaci.

Il compianto Gianluca Signorini l’hai avuto come compagno al Genoa.
Lo sfortunatissimo Stefano Borgonovo invece allenava i Pulcini durante il tuo ultimo anno di calciatore a Como.
Cosa pensi della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)? Da ex calciatore ne sei spaventato?
O pensi come sostiene Borgonovo che il calcio non ne sia colpevole?
Eppure i dati in merito sembrano esser inequivocabili.

E’ un argomento terribile per me.
Per la SLA purtroppo ho perso pure un cugino, anche lui calciatore.
Non me la sento di colpevolizzare il calcio anche se i dati fanno riflettere….

Hai cambiato tantissime squadre nella tua carriera.
Non solo in Italia, ma anche all’estero.
I farmaci che girano all’interno degli spogliatoi sono differenti squadra per squadra, medico per medico, o hai trovato sempre la stessa diffusione ovunque sei stato? Ti sei sempre informato di quello che ti veniva dato o ti sei sempre fidato dei medici sociali?

Personalmente, per fortuna non ho mai avuto bisogno di grandi farmaci però devo dire che mi piaceva informarmi sempre al riguardo di quello che assumevo.
Capisco però anche tutti i miei compagni (tutti dico tutti) che si fidavano dei medici per l'assoluta buona fede, anche perchè giocando a calcio vivi più a stretto contatto con lo spogliatoio che con la tua famiglia.

Dove non ci sono riusciti con il Doping, ce l’hanno fatta con Calciopoli, un processo farsa basato sul nulla (come disse a suo tempo Enzo Biagi):
Juventus privata di 2 scudetti, violentata, umiliata in serie B e spogliata di quasi tutti i suoi campioni e tutto questo solo perché i giudici hanno deciso di ascoltare il “sentimento popolare” che da sempre ha nella Juventus la squadra più odiata dagli italiani.
Che idea hai della Calciopoli dei processi sommari, senza prove e testimoni a discolpa?


L'idea che ho di Calciopoli è la stessa della vicenda doping.
Quando una squadra è così nettamente superiore dà fastidio.
Ecco che allora bisogna fermarla in qualunque modo.
Poi nel merito non entro, perchè magari un domani potrei pentirmene.
Questa è l’Italia.

Quel periodo Maggio - Estate 2006 è stato un Incubo per tutto il popolo bianconero modificando per sempre la vita di tutti i tifosi.
Tifare Juve in quel periodo era visto come una malattia, quasi come la peste di Manzoniana memoria.
Tu stesso in quei giorni sei finito in mezzo ad una brutta storia personale dalla quale aspetti ancora serenamente giudizio. Pensi però che a livello mediatico la tua vicenda sia stata pompata anche per la tua precedente appartenenza alla Juventus?
D’altronde gli articoli all’epoca parlarono chiaro :
”GIORNATA NERA PER LA JUVENTUS”
PADOVANO IN MANETTE
Indagando su un vasto traffico di hashish importato in Italia dal Marocco, attraverso la Spagna, i carabinieri si sono imbattuti nei nomi di ex calciatori famosi: Michele Padovano, Nicola Caricola e Gianluca Vialli, tutti ex juventini…..
Quel “ex juventini” sembra praticamente un marchio, una specie di lettera scarlatta…

A volte ripartire da zero è durissimo ma se si hanno le “palle”(si, scrivi proprio palle) quando tutto poi si risistema la soddisfazione è immensa.
Credo che i tifosi juventini non si dovranno mai sentire come degli appestati ma bensì come qualcuno che ha subito un torto e che prima o poi avranno la meritata vendetta.
Per quanto riguarda la mia situazione personale invece non entro nel merito perchè credo che certe cose vadano affrontate nei luoghi giusti.
Ci sarà un processo e mi difenderò con tutte le mie forze dalle accuse ingiuste che mi sono state appioppate.

Tu che hai lavorato alle dipendenze della Triade e sopratutto a contatto con Moggi puoi dircelo:
l’ex Direttore della Juve era davvero un Diavolo come lo descrivono adesso la Gazzetta e i vari giornalisti “tifosi” e faziosi o era solo e semplicemente “il migliore in un mondo di squali”?
Alla luce, poi, della sentenza Gea che ha distrutto totalmente l’impianto accusatorio, quanti sono gli scudetti della Juventus? 27 o 29?


Di Luciano Moggi non posso che parlar bene.
Con me si è sempre comportato da uomo vero e anche quando ho smesso di giocare mi ha dato una mano, per reinserirmi nel mondo del lavoro calcistico.
Secondo me Moggi era semplicemente il più bravo di tutti, perchè senza chiedere un solo euro alla proprietà ha vinto e portato utili ai soci.
Quindi la tua definizione (complimenti, davvero perfetta) è azzeccatissima:
“Era il più bravo di tutti in un mondo di squali”.
Per quanto riguarda la questione scudetti invece non so quanti siano ma sicuramente non sarebbero mai dovuti andare all'Inter.

L’Inter si è appuntata sul petto uno scudetto di altri, nominandolo “degli onesti”, nonostante passaporti falsi, bilanci gonfiati e tutti gli strani giri che da sempre popolano il mondo del calcio ed alla quale non si è sottratta. Non contenta di questo però continua pure a rivendicare anche altri successi che non gli appartengono, come ad esempio quello del 5 Maggio 2002.
Da ex calciatore e comunque personaggio ancora legato al mondo del calcio, non ti dà fastidio questo comportamento da “accattone”, per citare una grande opera Pasoliniana?

Come detto in precedenza, secondo me mai avrebbero dovuto prendersi uno scudetto che non gli apparteneva minimamente.
Per quanto riguarda il 5 maggio 2002:
una grande squadra va a Roma e contro una Lazio già in tenuta balneare vince invece di prendere 4 goal da “BAMBOCCIONI”….

La Roma, nella persona della sig.ra Sensi e di Francesco Totti, ha recentemente dichiarato:
“lo scudetto dell’anno scorso l’hanno regalato all’Inter perché c’era un centenario da festeggiare”
Perché Moratti, invece di pensare ad accusare gli altri, non trova il coraggio di rispondere a chi l’accusa di esser il nuovo Moggi? Avevi mai visto prima un goal convalidato con 5 uomini in fuorigioco di 2 metri come quello di Maicon a Siena?


Non c'era malafede prima e non c'è malafede adesso.
Si tratta soltanto di grande incompetenza arbitrale.

Per molti la Nazionale è un sogno. Per te, forse, è stato un incubo.
Una sola presenza nel momento più alto della tua carriera.
Nemmeno il momento per goderti quell’attimo di gloria azzurra che la gamba ti tradisce durante un allenamento alle dipendenze di Cesare Maldini, e addio sogni di gloria e probabilmente anche carriera..
Ti capita mai di pensare a dove saresti potuto arrivare senza quell’infortunio?


L’infortunio al quadricipite?
Era la vigilia dei mondiali del 98 e sicuramente il Mister Maldini mi teneva in grande considerazione.
Dai, diciamo che sono stato la fortuna di Vieri.
Perchè probabilmente se ci fossi stato anche io avrebbe giocato meno.
Comunque nella vita non si può tornare indietro. Guardiamo avanti.

A proposito di Nazionale.
Prima che iniziassero i Mondiali del 2006, tanti “parrucconi” italiani (praticamente sempre gli stessi che odiano la Juve con la stessa facilità con cui si beve un caffè al bar) chiesero con forza l’allontanamento di Lippi, Cannavaro e Buffon salvo poi salire sul carro dei vincitori a torneo vinto.
Hai mai visto un giornalista ammettere le proprie colpe e chiedere scusa della propria faziosità?

Credo che il mondo del calcio rispecchi perfettamente quello della vita.
Non mi stupisco affatto dei “parrucconi” che sono saliti sul carro dei vincitori.
Te lo dice uno che prima che gli succedesse quello che gli è successo aveva il telefono bollente e la casa piena di imbecilli. Adesso fortunatamente almeno quest’ultimi non ci sono più.

Sappiamo bene che il mondo del calcio è basato in gran parte su rapporti falsi e finti sorrisi.
Tu sei riuscito a rimanere in buoni rapporti con qualche tuo ex compagno?
Si può dire che un caso come quello di Paolo Montero che molla tutto per venire in soccorso dell’ex compagno Gianluca Pessotto è un caso isolato, una mosca bianca?
A proposito di rapporti con vecchi compagni, ti sei chiarito poi con Gianluca Vialli?


Montero? Beh proprio ieri sera eravamo insieme quindi…
Comunque se parliamo di amicizia vera sono poche, pochissime e poi sai dopo quello che mi è successo adesso sono un “appestato” come i tifosi della Juve.
Con Vialli non ho ancora avuto il piacere di chiarirmi, ma non ho fretta.

Un torinese dal cuore Granata che in soli 2 anni è riuscito a diventare un beniamino del pubblico Juventino. Mi spieghi come ci sei riuscito? Ti sei mai sentito in colpa verso la tua fede granata?

Non ti nascondo che i primi mesi sono stati davvero difficili perchè qualche “coglione” ( ma si scrivi proprio cojone, se lo merita) c'è sempre.
Poi però quando si sono resi conto che ero un professionista esemplare e che avrei dato l'anima per la Juventus, sono diventato un beniamino con mio grande piacere.
Per quanto riguarda la mia fede granata, ti assicuro che non me ne sono mai vergognato anche perchè ho sempre distinto la professione dalla fede.

Qual è stata la tua più grande gioia calcistica e a quale allenatore devi di più nella tua carriera?

Non vorrei sembrare ripetitivo ma la maggiore soddisfazione calcistica è la vittoria della Champions( lo sò troppo facile).
L'allenatore a cui mi sento più legato è sicuramente Bruno Giorgi .
Lui sì che era davvero una mosca bianca nel calcio dei prepotenti.

C’è un goal che conservi di più nel tuo cuore? Quale?

A livello d'importanza sicuramente quello al Real Madrid: è quello che sento di più in assoluto.
Se però parliamo di bellezza del goal, quello che ho fatto in Reggiana Padova è stato un capolavoro.
Ti dico una cosa: l’avesse fatto Maradona lo vedremmo ancora oggi.

A proposito di Maradona. Sei andato a giocare nel Napoli proprio quando lui se ne andò.
Quanto ti è dispiaciuto non aver potuto giocare con il più forte giocatore di tutti i tempi?
E qual è stato il tuo compagno più carismatico?

Mi è dispiaciuto tantissimo anche perchè fù proprio Diego a volermi a Napoli.
Quanto a carisma, non avevo niente da invidiare a nessuno ma forse il compagno più carismatico con cui ho giocato è stato Gianluca Vialli.

Per chiudere, raccontaci un aneddoto simpatico ed inedito.

Quando tornammo dalla trasferta Champions di Dortmund (che tra l'altro fù il mio esordio europeo con goal) alla ripresa degli allenamenti venne a complimentarsi con noi, come spesso accadeva, l'Avvocato.
Si avvicinò a me e disse:
“Caro Padovano, se ci fossi stato io in porta quel goal non l’avresti fatto”
Beh all'avvocato tutto era permesso.
Ecco, a proposito di carisma una figura come quella dell'Avvocato mi manca tantissimo:
Lui si che era carismatico. Il più carismatico che abbia mai conosciuto…..

Michele, in bocca al lupo per il tuo futuro.

Grazie Stefano e a presto.