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mercoledì 2 settembre 2009

Che Diego ce la mandi buona



Con la chiusura ufficiale del calciomercato e le prime due giornate di campionato in archivio è giusto anche sbilanciarsi nel consueto pronostico di inizio stagione.
E' innegabile che la Juventus si sia rinforzata rispetto all'anno scorso.
Diego e Felipe Melo sono giocatori di carisma e spessore internazionale che giocherebbero titolari in qualsiasi TOP-TEAM europeo.
Caceres, Cannavaro e Grosso sono invece tre difensori che, seppur scaricati per vari motivi dai precedenti club, hanno grande voglia di rigenerarsi a Torino.
In panchina largo all'entusiasmo di Ciro Ferrara, contagioso per l'intero ambiente bianconero.
(Monumento vivente alla Sensi per non aver liberato in tempo Spalletti quando era stato indicato dalla Proprietà juventina come il prescelto)
Erano davvero anni che a Torino non si respirava un clima del genere.
Ma la Juventus ha davvero ridotto il GAP nei confronti dell'Inter?
L'impressione è che, in questo momento, a questa domanda non sia possibile rispondere.
Tutto dipende sopratutto da Diego, la nuova stella juventina.
Se si confermerà un grandissimo ed i presupposti iniziali fanno davvero ben sperare, la squadra bianconera se la giocherà fino alla fine.
C'è da starne certi.
Forse è nata una Juve Diego-dipendente che per il suo gioco e per competere ai massimi livelli dubito potrà mai fare a meno del nuovo idolo dei tifosi bianconeri.
Il centrocampo, orfano dell'ex Nedved (quanto mancherà la sua grinta!), è stato rinforzato anche dall'arrivo del "gladiatorio" Felipe Melo.
L'idea di una diga in tandem con Sissoko nel settore nevralgico del campo mi crea un moto di erezione.
Unico rammarico in mediana è la cessione di Zanetti (che avrebbe fatto sicuramente comodo) sacrificato per la matematica difficoltà a cedere i "bolsi" Tiago e Poulsen.
Meno rammarico per la cessione di Marchionni, ma la scelta di abbandonare quasi completamente il gioco sulle fasce mi convince poco.
In difesa fin'ora, grande sicurezza al centro ha apportato il ritorno di Cannavaro.
Da rivedere però con attacchi più pericolosi.
Davanti largo alla coppia più dinamica che in questo momentoè sicuramente quella tra Amauri e Iaquinta che con il loro incessante movimento creano tra l'altro quegli spazi tanto cari a Diego.
E' bene specificare però che con questa scelta probabilmente ne risentirà la media realizzativa offensiva, abituata sin troppo bene in passato dalla coppia Trezeguet-Del Piero.
Da valutare in merito l'inserimento futuro di Del Piero, da utilizzare solo e tassativamente quando sarà in forma (gli anni passano per tutti, ahimè), mentre per Trezeguet la scalata all'11 titolare sarà molto più dura.
In una squadra in cui praticamente almeno fino a domenica scorsa si attendevano cross giocabili dalle fasce con la stessa probabilità di fare il 6 al Superenalotto, quante opportunità si prospettano all'orizzonte per l'attaccante francese?
Basteranno gli innesti di Caceres e Grosso a colmare questa lacuna?
Dicevamo dell'Inter.
Al contrario della Juve si è liberata dalla sua dipendenza, vendendo a peso d'oro Ibrahimovic, il giocatore che praticamente negli anni passati vinceva da solo o quasi.
Ma da questa cessione, per assurdo, si è rinforzata.
Ed è forse proprio questo che spaventa di più gli avversari.
Si è passati da una prevedibile palla ad Ibra e pedalare ad una voglia irrefrenabile di fare bel gioco, anche grazie e sopratutto alla sontuosa campagna acquisti estiva neroazzurra.
La nuova Inter è nettamente una squadra più forte di quella dello scorso anno.
E allora Zeru alibi stavolta per Mourinho.
Se si analizzano attentamente i vari settori del campo e si valutano ruolo per ruolo le alternative disponibili, ci si domanda come potranno riuscire i giocatori interisti a non rivincere lo scudetto pure quest'anno, anche alla luce del saldo rigori che vede l'Inter partire praticamente da 1 a 0 a partita (con un rigore a favore fisso o quasi) mentre Julio Cesar sono ormai oltre 50 partite che non si trova a fronteggiare un rigorista avversario.
Cifre che se accostate al nome di Luciano Moggi farebbero gridare allo scandalo.
Altro che aborto giuridico, pardon Calciopoli.
Il nuovo Milan (praticamente il vecchio senza Kakà) è la solita incognita di questi ultimi anni.
Se, se, se e ancora se.
Tutto dipende da troppi giocatori.
Se Nesta recupera. Se Ronaldinho torna fenomeno. Se Gattuso e Pirlo tornano a grandi livelli.
Indecifrabile.
Per assurdo un Milan al massimo della forma dei suoi giocatori e sfruttando anche l'entusiasmo dell'esordiente Leonardo potrebbe anche esser da scudetto alla pari di Inter e Juventus mentre con l'eventuale ritorno di cronici problemi di salute e di rendimento rischierebbe di esser addirittura ricacciata nella mischia della lotta per la zona Champions, forse il punto più trafficato e meno decifrabile della serie A.
Sampdoria, Napoli, Genoa, Fiorentina, Lazio, Udinese, Palermo sono tutte squadre attrezzate per scalare la classifica, fino alle prime posizioni. Chi più chi meno.
Chi potrebbe esser retrocessa ormai da questa fascia con una squadra nonchè un ambiente sull'orlo di una crisi di nervi, è la Roma.
In bocca al lupo a Ranieri, tanto difeso dalla stampa romana nel biennio bianconero, per questa nuova avventura.
In chiusura mi preme sottolineare una cosa:
a differenza degli anni passati la Juventus (dirigenza, allenatore, giocatori, tifosi) ci crede davvero.
Ed anche il sottoscritto intravvede possibilità che nella passata gestione tecnica mai aveva scorto all'orizzonte.
Sicuramente inferiori a quelle dell'Inter ma i sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
E che Diego ce la mandi buona.....Finchè c'è lui, c'è speranza!

venerdì 5 giugno 2009

Grazie Roma....


(....in tutti i Sensi.)
Alla fine l'avvento di Spalletti, fortemente caldeggiato da Marcello Lippi (sin dai tempi pre-Capello), pare sfumato definitivamente.
Sapete come la penso sul tecnico toscano:
come Ranieri, un altro allenatore da "zero titoli".
E non è una questione di juventinità, di senso di appartenenza o altro ma di un'esclusiva valutazione tecnico-tattica.
Solo un caso che Spalletti non ha mai battuto in campionato la Juventus, vinto mai uno scontro diretto quando conta davvero o vinto le partite decisive contro le piccole nei momenti cruciali?
Secondo me, assolutamente no.
E' un buon allenatore, ma non un vincente a tutti i costi.
E non capisco perchè gli venga concesso l'alibi dei tanti infortuni nella stagione, cosa che ad esempio a Ranieri invece è stata fatta pesare sin dall'inizio.
Senza l'effetto Calciopoli che gli ha permesso di lavorare serenamente sul modello tattico applicato alla Roma, probabilmente anzi sicuramente già sarebbe stato esonerato da tempo.
A questo punto non è rimasto che come unico candidato CIRO FERRARA.
Molti organi mediatici lo danno già per ufficiale.
Impossibile giudicare preventivamente Ferrara come allenatore.
La sua scelta è una roulette russa però, d'altronde, chi non risica non rosica.
La sua inesperienza potrebbe esser supportata dall'arrivo di un uomo di campo come BEPPE MAROTTA.
Tempo fa nella trasmissione tv dove partecipo come opinionista ho ricevuto un'indiscrezione da fonte attendibile, che però mi chiese di non divulgare la notizia:
Marotta avrebbe già l'accordo con la Juventus per il 2010.
Evidentemente, si sperava nell'accordo immediato con Spalletti per poter temporeggiare in merito, mentre a questo punto si sta facendo di tutto per portarlo subito a Torino.
Chi a Torino sembra ormai vicinissimo è D'Agostino.
Ripeto il mio punto di vista sul giocatore:
è un buonissimo elemento, dotato di un grande sinistro, ottima visione di gioco, però avaro di carisma e grinta.
Più che il nuovo Pirlo a me ricorda tantissimo il Liverani di Perugia che arrivò in Nazionale a furor di popolo....
Per rendere al meglio ha bisogno di 2 scudieri accanto: quest'anno ad Udine erano Inler e Asamoah.
A Torino si presuppone saranno Sissoko e Marchisio.
Ma quale sarà lo schema della Juventus il prossimo anno?
Possibile che la squadra bianconera stia facendo mercato senza sapere davvero chi sarà il nuovo allenatore?
Lo scopriremo solo vivendo.
Intanto la certezza che i migliori colpi per la competività futura della Juventus si attendono dalla Spagna.....
Che dopo la Roma si debba ringraziare anche il Barcellona ed il Real?

lunedì 20 aprile 2009

La famiglia Sensi vende?


Vi riporto l'indiscrezione così come è stata discussa ieri sera durante la trasmissione "CUORE DI CALCIO" dove partecipo come opinionista:
a quanto pare entro fine mese la famiglia Sensi venderà l'AS ROMA.
E' una notizia importante che potrebbe modificare i futuri equilibri del campionato, vista anche la situazione debitoria nella quale versa attualmente la squadra giallorossa.
Questo il comunicato riportato in data odierna su cuoredicalcio.com da parte del conduttore del programma Fabio Alescio
La differenza tra avere una notizia e raccogliere una “fondata indiscrezione” può apparire sostanziale e spesso t’induce, prima della diffusione, alla massima prudenza.
Ognuno di noi ovviamente ha i propri parametri, i propri confini.
I miei li conoscete, non sono a caccia dello scoop a tutti i costi.
Quelli li lascio agli specialisti del genere.
Da alcune settimane negli ambienti finanziari italiani si da per certo il passaggio del pacchetto di maggioranza della AS Roma dalla famiglia Sensi (Italpetroli) e un gruppo europeo ( tedesco-svizzero). La regia delle operazioni ovviamente è quella dell’istituto italiano Unicredit. La maggiore banca italiana esposta con la famiglia Sensi (anche se non la sola).
Sarebbero stati già versati dei fondi in occasione della stesura di un primo documento firmato dalle parti.
Sarebbe stata già stabilità la data dell’ufficializzazione ( 28 aprile).
Sarebbe già stato fissato il costo della singola azione.
Ora, è chiaro che tutta una serie di dettagli ed ulteriori informazioni di cui sono in possesso, se dette potrebbero in questa fase prestare il fianco a inutili caccia alle streghe.
Ma la notizia se confermata è solo una, E’ finita l’era Sensi.

giovedì 22 gennaio 2009

"Siete come la Juve"





L'Inter elimina la Roma in Coppa Italia grazie ad evidenti errori arbitrali a proprio favore.
Rossella Sensi è furiosa: "Ora basta".
E chiaramente, non può mancare il solito paragone in negativo con la Juventus da parte dell'ambiente giallorosso.
L'Inter è la nuova Juve.
Ma in cosa?
Nel rubare le partite? Nell'esser la squadra più potente del sistema, o in cosa?
No, perchè la Juve che "rubava" era composta da 11 e più fenomeni che avrebbero vinto tutto anche giocando bendati o con le mani legate.
Questa Inter è invece grande solo grazie all'immenso Zlatan Ibrahimovic.
(Venitemi ancora a raccontare che a 24 milioni di euro solo l'Inter aveva fatto un'offerta....)
Se ne è accorto subito anche Mourinho:
su blog e forum vari circolano le indiscrezioni, attribuite ad alcune "talpe" dello spogliatoio, su quanto lo Special One avrebbe detto ai giocatori dell’Inter dopo la sconfitta di Bergamo.
«Il primo scudetto lo avete vinto in segreteria, il secondo perché non c’era nessuno, il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra di...», dove al posto dei puntini non dovete mettere le parole fuoriclasse, fenomeni o invincibili.
Dall’Inter ovviamente non arrivano conferme ma se queste frasi sono vere Mourinho si sarà guadagnato un posto nel cuore dei tifosi.
Della Juve.