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domenica 15 dicembre 2013

"Gli anni del Re - La Juve di Michel Platini" su Italia2 Mediaset

Ecco il link per vedere il video dell'intervento (a partire dal minuto 23')

giovedì 5 dicembre 2013

"Gli anni del Re - La Juve di Platini" Speciale Rai con Tacconi


programma "POMERIGGIO DA CAMPIONI" del 29 Novembre 2013
HIGH LIGHT "Gli anni del Re"
Guarda il video.


mercoledì 4 dicembre 2013

"Gli anni del Re", Platini raccontato da Stefano Discreti - recensione @sportmediaset

http://www.sportmediaset.mediaset.it/libri/juventus/2013/articoli/1019400/-gli-anni-del-re-platini-raccontato-da-stefano-discreti-160-.shtml


Il Re del titolo è lui, Le Roi Michel Platini, ma il libro di Stefano Discreti
 celebra tutta “la Juventus più bella”, quella che è rimasta nel cuore di 
milioni di tifosi per le sue vittorie (una Coppa Intercontinentale, una 
Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea 
e due scudetti, il tutto nel giro di cinque anni) ma forse ancora di più per
 la forza e la bellezza del gioco espresso da quel gruppo di straordinari 
campioni.
Ne "Gli anni del Re" Stefano Discreti, scrittore e grande esperto 

di storia bianconera, ripercorre quelle ormai mitiche stagioni in un 
racconto originale, arricchito da moltissime fotografie e dalle 
testimonianze dirette di protagonisti e ammiratori di allora e di oggi.
C’è tutto: dalla delusione di Atene per la traumatica sconfitta in finale 
di Coppa dei Campioni contro l’Amburgo alla gioia di Basilea per la 
vittoria in Coppa delle Coppe contro il tenace Porto, dall’epico successo 
in Supercoppa Europea contro il fortissimo Liverpool nella magica cornice 
di una Torino innevata alla sfida senza tempo di Tokyo contro l’Argentinos 
Juniors, in quella memorabile finale di Coppa Intercontinentale che 
consacrò la Juve come squadra più forte al mondo.

In mezzo, il buco nero della tragedia dell’Heysel, il 29 maggio 1985, che 

segnò tutti per sempre. Era la Juve dello stile dell’Avvocato e della 
concretezza di Umberto Agnelli, della voglia di vincere di Boniperti e 
della grinta di Trapattoni. Era la Juve di 
Zoff-Gentile-Cabrini-Furino-Brio-Scirea-Tardelli-Bettega. Era la Juve del 
collettivo, con Brady direttore d’orchestra.
Avrebbe dovuto diventare la Juve di Rossi e Boniek.

In poco tempo divenne la Juve di Michel Platini. Le Roi.

mercoledì 13 novembre 2013

"La Juve di Michel Platini" - E' uscito il mio nuovo libro



Raccontare per me la Juve di Platini è come mettere un bambino davanti a un enorme cesto di caramelle, concedendogli poi la possibilità di sceglierne tante quante ne desidera.
Mi auguro che un giorno mio figlio Gabriele si appassioni alla Juventus così come mio padre Antonio lo ha reso possibile per me.
Ci sono state (e sicuramente ce ne saranno ancora) tante belle Juventus forti e competitive nella storia della Vecchia Signora. Ma mai nessuna amata tanto quella di le Roi Michel, come ricorda anche l’amico scrittore Sandro Veronesi nel libro “Scrittori in bianconero” .
“La Juve più amata? Indubbiamente quella di Platini, Boniek e Paolo Rossi.”

E' anche e soprattutto la mia Juve, quella a cui sono più legato affettivamente.
Quella che, grazie anche al pressing di papà, mi ha convinto a sposare la causa bianconera per tutta la vita, finchémortenoncisepari.

D'altronde la Juve del primo Trap è stata indiscutibilmente la più forte della storia. Come si sarebbe mai potuti rimanere insensibili dinanzi a cotanta bellezza?

Ci sono due grandi rimpianti temporali nella mia vita da tifoso:

a)    Non aver potuto ammirare dal vivo le gesta di Omar Sivori, un talento così estroso del quale sono sicuro che mi sarei perdutamente innamorato.

b)    Soprattutto però non esser nato qualche anno prima, il che mi avrebbe consentito di ammirare per intero, giorno dopo giorno, tutto il primo strepitoso ciclo Trapattoni sulla panchina della Juventus.

Era la Juve dello stile di Gianni Agnelli, della concretezza di Umberto e della voglia di vincere di Boniperti.

Era la Juve di Zoff-Gentile-Cabrini-Furino-Brio-Scirea-Tardelli-Bettega.

Era la Juve del collettivo con Brady direttore d’orchestra.

Doveva diventare la Juve di Rossi e Boniek.

In poco tempo divenne la Juve di Michel Platini.

E tanti come il sottoscritto si sono innamorati del calcio e sono diventati tifosi della Juventus proprio custodendo gelosamente il poster in camera e sognando di notte le prodezze di quel numero 10 che incantava le platee giocando con la maglia sempre fuori dai pantaloncini. Un’immagine talmente romantica che oggi nel calcio moderno non sarebbe nemmeno pensabile.

Caro «Le Roi», grazie di tutto da chi, bambino, sognava di emulare le tue gesta su punizione rompendo però le finestre dei vicini di casa.


lunedì 30 aprile 2012

buoniecattivi Pagelle Juve PLATINI e BONIPERTI

IL MIGLIORE 
FOTO BONIPERTI & PLATINI VOTO 10
L'immagine più bella della domenica è sicuramente la presenza contemporanea in tribuna di Platini e Boniperti, fianco a fianco. Un grande pezzo della storia della Juve!

lunedì 5 dicembre 2011

JUVE, la storia siamo noi!

Un pezzo di storia bianconera in una sola immagine. 
Davanti Michel Platini e Roberto Baggio, due dei più forti numero 10 della storia del calcio mondiale e della JUVENTUS e sullo sfondo Marcello Lippi campione del mondo da allenatore sia a livello di club che di Nazionale.

sabato 5 novembre 2011

PLATINI: "Quel NAPOLI-JUVE in cui MARADONA...."

Riporto uno stralcio della bella intervista rilasciata da Michel Platini a IL MATTINO.
fonte TUTTOJUVE.COM http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=69212


Platini ci parla della grande sfida Maradona-Platini, un esempio di due modi diversi di vivere il calcio, ma anche Napoli-Juventus
«Avversari in campo, non fuori. Avevamo differenti stili di vita, però c'era grande rispetto. Erano gli altri a volerci mettere contro, non soltanto come giocatori di Napoli e Juve. Però Maradona ha partecipato alla mia partita d'addio e io alla sua. Ci siamo sentiti, la stima è intatta. In un Napoli-Juve era un giorno di pioggia e io avevo avvertito Tacconi, ti farà gol su punizione: andò così. Vincevamo e perdevamo contro il Napoli. Ricordo quella domenica dell'85. Il Napoli non batteva da tanto tempo la Juve, noi avevamo vinto le prime otto partite in campionato ed eguagliato uno storico record, il San Paolo era pieno. Maradona ci fece gol. Se penso a quelle partite, mi viene in mente il servizio militare, non è qualcosa di piacevole, è duro, tuttavia a distanza di anni ti resta un bel ricordo. C'era un clima ostile a Napoli perché quella era considerata non una partita, ma la partita dai tifosi. All'inizio degli anni '80 non era la sfida scudetto, lo diventò dopo l'arrivo di Maradona. Eravamo considerati i grandi rivali, però l'ambiente era strepitoso, sotto certi aspetti simpatico anche per gli avversari. Ho il ricordo delle donne, anche anziane, che si affacciavano ai balconi quando passava il pullman della Juve e ce ne dicevano tante... Indimenticabile». Sulla partita di domani: «Nel campionato italiano ci sono grandi club come le milanesi, la Juve, la Roma, il Napoli, che è tornato ad alti livelli in questi ultimi anni e sta facendo molto bene. Esistono i cicli vincenti e poi le sorprese: ricordo che un anno lo scudetto è stato vinto dal Verona. In questa prime settimane la Juve è andata al vertice della classifica, possibile che ritrovi la dimensione che ha perso nelle ultime stagioni. Ho visto la partita di sabato contro l'Inter in tv. Il carattere è nel Dna della Juve, lo aveva anche la mia: è una cosa assolutamente bianconera questa. Non mi chieda come finisce comunque non credo che riuscirò a vederla perché ho un impegno in Norvegia. Magari se trovo un po' di tempo e un televisore».





Ricordo benissimo quella gara e le meravigliose sfide tra Platini e Maradona di quegli anni...
Quanta nostalgia di un calcio passionale che non esiste più....
La speranza intanto è che ovviamente domani sera non finisca come nell'inverno 1985....

giovedì 28 aprile 2011

BONINI: "Che feeling con PLATINI..."

3 scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa Europea, una Coppa Intercontinentale,  praticamente tutto quello che c'era da vincere. Ai microfoni di "RADIO POWER STATION" nel corso di TUTTI PAZZI PER LA JUVE questa volta c'è  Massimo Bonini.

La redazione di JUVENEWS.NET ha trascritto l'intero intervento.

Ciao Massimo tutto bene?

Ciao ragazzi, molto bene... Mi è nata  da poco una bambina, quindi...

Auguri!..

Grazie..dormo poco ma va molto molto bene

Ma tu sei abituato, sei stato un faticatore, quindi...

Eh sì, però è dura non dormire (ride ndr)

Che ne pensi della stagione bianconera di quest'anno?


Sinceramente mi aspettavo una Juve in crescita rispetto alla scorsa stagione con Delneri al timone invece nel 2011 è andata piuttosto male. La squadra bianconera mi sembra una squadra con poca fantasia, a parte Del Piero che in questa squadra è determinante perchè è l'unico che con una punizione o una giocata può sempre risolvere la partita. Nonostante l'età che ha è un giocatore che deve giocare sempre titolare, è un giocatore fondamentale perchè venendo meno Quagliarella con l'infortunio non ci sono alternative in rosa perchè Matri, Toni e Iaquinta sono giocatori da caratteristiche differenti.

Con attaccanti come Toni diventano fondamentali i cross dal fondo.

Vero, però sai, nonostante Krasic che è molto bravo nell'uno contro uno però a destra ci sono dei grossi problemi perchè non c'è un giocatore che va in sovrapposizione e crea la superiorità numerica. Ormai Krasic lo conoscono e ogni volta come minimo c'è il raddoppio di marcatura, serve un terzino che sappia spingere, invece gioca Sorensen che è un difensore centrale oppure Motta che non sta facendo benissimo; quindi ci sono dei problemi sugli esterni, a destra ma anche a sinistra. Servono dei terzini di spinta.

Due nomi che ti piacerebbero come laterali bassi?

Eh non è facile, dico Maicon e sono apposto. Scherzi a parte è difficile trovarli però credo che una società come la Juventus deve essere pronta e preparata e conoscere bene i giocatori. Mi sembra davvero strano che da diversi anni a destra non hanno  trovato un giocatore importante mentre a sinistra sono andati a ripescare addirittura Grosso che secondo me è anche un buon giocatore ma che era stato messo anche sul mercato.

Nel derby della solidarietà contro il Torino giocato il mese scorso e che ti ha visto protagonista, ti ha stupido l'intensità con cui spinge  ancora Gentile sulla fascia destra?

Eh Gentile mi sembra che sia ancora svincolato.... L'ho visto benissimo,  so che ogni giorno fa 200 km in bicicletta. Quella sera comunque ho visto altri giocatori come Nedved, Zidane, Davids che davvero potrebbero ancora giocare nell'attuale Juve. Sono in una forma incredibile ed è ancora uno spettacolo vederli giocare.

Uno dei tuoi eredi in maglia bianconera, Antonio Conte, adesso viene accostato alla panchina della Juve. Tu come lo vedi?

Io dico una cosa, di solito i mediani sono dei buoni allenatori, il mediano è quello che dà un equilibrio alla squadra, fa entrambe le fasi vede un po' tutto il gioco è al centro dell'attenzione, e di solito i mediani sono ottimi allenatori. Non so però se la società deciderà di cambiare se vorrà puntare su un giovane o preferirà virare su un allenatore affermato, io credo che ora un giovane sarebbe una scelta molto rischiosa. Conte come allenatore sta facendo benissimo e credo sia un ottimo allenatore, a Torino mi dicevano che parla 24 ore su 24 di calcio, se vai al ristorante con lui ti sposta i bicchieri e ti fa la tattica a tavola perciò è uno che si è immedesimato molto in questo nuovo lavoro penso sia uno che ci capisce visti anche i risultati che sta facendo col Siena, però mi sembra pericoloso puntare su un allenatore così giovane in questo periodo qua. Un'altra cosa che vorrei dire, la società si deve muovere prima sul mercato deve conoscere i giocatori che gli servono e quelli a cui si possono affidare di questo gruppo qua, chi sono i giocatori da Juve, non possono muoversi alla fine, a gennaio ad esempio Toni non mi sembrava il giocatore adatto, non che non è capace a giocare, è campione del mondo ma serviva un altro tipo di giocatore. Si è fatto male Quagliarella serviva un giocatore con caratteristiche simili all'attaccante napoletano....

Sul mercato bisognerebbe parlare di meno e fare di più.

Un tempo la Juve non parlava mai perchè poi quando si parla troppo i giocatori bravi li prendono sempre gli altri....

Secondo te è meglio muoversi prima sul mercato e poi scegliere l’allenatore oppure scegliere prima l’allenatore, capire il modulo e poi scegliere i giocatori in base al tecnico?

E’ fondamentale l’allenatore che chiede i giocatori con le caratteristiche del modulo con cui vuole giocare. Prendere i migliori giocatori e spendere tanto non significa poi vincere il campionato basti pensare all'Inter pre-Calciopoli o al Real Madrid. Non basta prendere i migliori giocatori ma bisogna prendere i giocatori  giusti nei ruoli in cui ti servono. Prendiamo Aquilani e Melo:  mi sembra che più o meno abbiano le stesse caratteristiche,  portano troppo palla e sono abbastanza lenti nella giocata. Ci vogliono giocatori con caratteristiche diverse.

Non è che magari hai intenzione di rimettere gli scarpini l’anno prossimo?

Io sono a parametro zero (ride ndr)o sono libero. Come allenatore posso solo peggiorare le cose, ho già allenato la nazionale anche se quella di San marino. Ma dal di fuori bene o male abbiamo giocato a calcio e quindi si vedono certi errori, la cosa triste è che le squadre di Delneri di solito migliorano sempre, vengono fuori nella seconda parte di stagione, invece purtroppo sai quando ci sono certi campioni certe società, quando parli della Sampdoria sul giornale sei in quarta pagina quando parli della Juventus sei in prima pagina è difficile gestire le pressioni esterne coi giornalisti e soprattutto i rapporti con i giocatori sono diversi, Del Piero non è uguale a Motta e Bonini non è uguale a Platini, dicono che i giocatori son tutti uguali, ma non sono tutti uguali...."

Il problema è che ora non possono neanche prendere giocatori per l’anno prossimo perché ancora non si sa chi sarà l’allenatore per il prossimo anno

Penso che dovrebbero avere le idee chiare, speriamo. Mi ricordo che quando arrivavi secondo nella Juve eri tutti i giorni sul mercato, io cambiavo squadra tutti i giorni quando eravamo secondi, io.....Le squadre forti cambiano 2-3 giocatori e basta non devi cambiare 10-12 giocatori, se tutti gli anni cambi 10-12 giocatori vuol dire che non hanno le idee chiare.....

Massimo tu hai militato in una delle Juventus più forti della storia e hai giocato insieme a giocatori tra i più forti della storia del calcio, puoi raccontarci qualche aneddoto divertente che hai vissuto in quegli anni magari di cui non se ne è parlato e che non è venuta alla luce in questi anni

Sai ce ne sono talmente tanti. Quando una squadra vince per tanti anni vuol dire che i giocatori stanno bene insieme, si divertono, quando giochi in una squadra in cui tutti sono affiatati è un po’ come quando sei a scuola con i tuoi compagni e ti diverti. Tutti i giorni era uno scherzo continuo negli spogliatoi, c’era un feeling particolare era troppo bello stare insieme a questi ragazzi perché erano delle persone molto semplici, molto umili con una gran voglia di vincere e una gran voglia di aiutarsi e questo credo sia lo spirito per raggiungere tanti obiettivi e soprattutto per durare negli anni perché se parliamo di Cabrini, Tardelli questa gente qua è gente che ha giocato per 15 anni al massimo livello e non puoi farlo se non hai certe caratteristiche.

Uno degli aneddoti che ti riguarda era quello del "basta non fumi Bonini" pronunciato dal fumatore Platini. Sei quello che ha fatto esplodere Platini alla Juve, no?

No, ma non è vero niente queste son tutte cavolate, Platini prendeva in giro tutti soprattutto me perché giocavamo spesso a tennis insieme. Mi ricordo che una volta a una festa della premiazione della Diadora, che una volta era il massimo per tutti gli sport, premiavano Pizzolato che aveva vinto la maratona di New York, lo premia Platini e gli dice “sei stato fortunato che non c’era Bonini sennò non la vincevi”..queste erano le cazzate che sparava Platini quando organizzavano qualcosa mi metteva sempre in mezzo, era una cosa simpatica. In queste cose qua si vede l’amicizia, si vede il gruppo...

Senti Massimo,  perché Platini ha smesso a 32 anni visto che correvi tu per lui?

Michel non si divertiva più, può darsi anche per i tragici fatti dell'Heysel. Erano cambiate troppe cose nella Juventus, c’erano delle cose che non gli andavano più bene, non si divertiva più. L'ultimo anno arrivava al campo di allenamento con le scarpe da tennis sporche di sabbia rossa perché giocava più a tennis che a calcio, non ne aveva più voglia....

Ultime due domande: Buffon, Krasic e Iaquinta per Menez e Vucinic, faresti lo scambio? E poi tra Matri, Quagliarella e Aquilani chi riscatteresti.

Io li riscatterei tutti e tre ma come ho detto prima servono altri giocatori  perchè accanto ad Aquilani non può giocarci Felipe Melo. Sull’altra domanda il problema è che io Buffon non lo darei mai via, però ho l’impressione che non sarà così. Penso che Buffon voglia rimanere ma con certi giocatori, certi programmi, se fanno una squadra veramente forte penso che Buffon non va via però se vede che non prendono giocatori di prima scelta Buffon andrà via.....

domenica 25 luglio 2010

Diego piaccia o non piaccia

D'accordo, Diego non sarà mai decisivo come lo è stato Zinedine Zidane ne sarà mai un trascinatore come lo fu Michel Platini. Questo ormai è assodato.
Ma sono convinto che rinnovandogli la fiducia ancora per un anno non farà nemmeno la fine di Zavarov.
Il talento brasiliano ha completamente sbagliato la stagione scorsa, nonostante l'illusoria partenza, ma merita un'altra chance.
Se qualcuno dovrà esser sacrificato per fare cassa quello non dovrà esser lui, anche perchè diciamocelo in rosa è il giocatore di più qualità.
La nuova Juventus di Del Neri che sta nascendo è una squadra ben messa in campo, determinata, tosta e con voglia di rivalsa ma se si analizzano i singoli elementi la qualità è davvero poca. Forse a livello di tecnica e classe è la Juventus più scarsa degli ultimi 25 anni.
L'anno scorso i "possessori" di talento in maglia bianconera erano Camoranesi, Giovinco, Del Piero, Diego ai quali poi da Gennaio si è aggiunto anche Candreva.
Quest'anno Diego insieme all'Highlander Del Piero rischiano di esser gli unici sopravvissuti alla rivoluzione Marotta.
Il capitano bianconero però ha ormai 36 primavere alle spalle e allora dopo aver inspiegabilmente deciso di rinunciare a Candreva e ancor più misteriosamente deciso di accantonare Giovinco non resta che puntare su Diego.
Piaccia o non piaccia, il futuro della Juventus anche nella prossima stagione passerà ancora dai suoi piedi!

mercoledì 20 gennaio 2010

"Da fuori tutti fenomeni!"

TUTTI PAZZI PER LA JUVE” dopo l’intervista shock a Gigi Maifredi di qualche mese fa che ha generato la reazione rabbiosa di Ciro Ferrara in diretta televisiva, ha interpellato questa volta un altro ex allenatore bianconero: RINO MARCHESI.
Buona sera Mister. Gigi Maifredi intervenendo qui da noi ha dichiarato che al posto di Ferrara vincerebbe lo scudetto. E lei con questa rosa cosa farebbe?
Da fuori siamo tutti fenonemi a parlare e con la bacheca trofei piena. Quando invece poi se lì, con le pressioni, la tensione, la sfortuna e tanto altro ti accorgi che è dura anche solo competere a certi livelli.
Ma Ferrara è l’indiziato numero uno della stagione disastrata bianconera?
No. Prima di tutto vengono gli infortuni, troppi. Decisamente troppi. Perché per recuperare la forma poi ci vuole tempo. Poi metterei la difficoltà di inserimento dei nuovi. Gente come Diego e Felipe Melo forse non era abituata a certe pressioni e Torino è una piazza che vuole sempre vincere. Poi è il turno della campagna acquisti estivi, perché hanno trascurato le fasce. Questa Juventus non ha esterni competitivi e a certi livelli non te lo puoi permettere. Ferrara ha sicuramente le sue colpe ma mandarlo adesso via non avrebbe senso. E’ un tecnico preparato, serio, motivato. Non ha l’esperienza giusta? Con tutti i cazzotti che ha preso in questi mesi anche se non l’aveva si è fatto le osse. Ti fanno crescere più le critiche che gli anni…. E poi tanto lo scudetto ormai è andato….
Quindi sconsiglia l’esonero di Ferrara?
Assolutamente. Un nuovo tecnico giocherebbe lui sulla fascia? Assumerebbe un santone per guarire i tantissimi infortunati? Non credo. E allora giusto dare fiducia a Ferrara, che ha tutto per risalire la china. Un campionato al terzo posto con un successo nelle Coppe non sarebbe mica da buttare. No? A Ferrara, ripeto, manca l’esperienza ma con l’arrivo di Bettega si sentirà sicuramente più tutelato. Ecco, fino ad un mese fa Ferrara non aveva nessun aiuto tecnico alle spalle. Adesso si. Non è poco.
Vede analogie tra l’attuale Juve e la sua (quella del biennio 1986-1988)?
Assolutamente no. Quella era una Juve a fine ciclo, che aveva vinto con Trapattoni tutto quello che c’era da vincere in Italia e nel Mondo. Gente come Platini, Scirea, Cabrini poi era a fine carriera…..
Anche Del Piero è a fine carriera…..
Rimpiazzare Del Piero per la Juve sarà durissima. Giocatori come lui, come Platini segnano un’epoca. Anche dal loro rendimento dipende la sorte di un allenatore. Con me Platini segnò 2 goal in tutto l’anno. Ne avesse fatti 10 avremmo vinto lo scudetto noi, invece che il Napoli di Maradona. Però la mia Juve non vinse solo per colpa di quel Platini. Era una squadra sazia. I giocatori avevano già vinto tutto quello che c’era da vincere. Per questo ripeto non vedo assolutamente analogie tra noi e la Juve di adesso.
Platini che fu poi rimpiazzato da Magrin che doveva sfornare assist per Rush. Che ricordi ha?
Decidemmo di non modificare il tipo di gioco e per questo comprammo un regista come Magrin. Certo speravamo anche che i goal che negli anni passati aveva fatto Platini li avrebbe garantiti Rush…. Come è andata a finire invece purtroppo lo sapete tutti.
Qual è la più grande delusione dell’esperienza bianconera?
Potrei dire quella di non aver vinto ma scelgo una sfida in particolare: quella contro il Real Madrid. Due partite all’ultimo respiro che furono pesantemente condizionate dal goal di Manfredonia ingiustamente annullato al Bernabeu. Ecco ogni tanto risento quell’ingiusto fischio che ci tolse quella rete valida.Certe delusioni non passano mai, ti accompagnano per tutta la vita….

lunedì 20 luglio 2009

C'era una volta la serie A


C'era una volta il campionato più bello del mondo, i meravigliosi anni '80 e la fila in entrata per l'approdo in Italia dei più forti campioni.
Oggi il campionato italiano è diventato, per potenza economica, paragonabile ad una Bundesliga, nettamente inferiore a Liga e Premier League.
La differenza si nota e nettamente in Europa, dove praticamente da un paio d'anni a questa parte le squadre italiane faticano persino a raggiungere i quarti delle competizioni internazionali.
I presupposti per l'anno prossimo sono ancora peggiori:
via Kakà e tra poco via Ibrahimovic.
Aggiungiamoci il ritiro di Nedved e il quadro è ben delineato.
Si prospetta un nuovo fallimento europeo ma ci si consola con l'idea che il prossimo campionato italiano sarà molto più equilibrato:
un livellamento al ribasso dove persino il Palermo di Zenga non rinuncia a sognare.
Riporto questo bel parere dell'editorialista de La Stampa Roberto Beccantini, al quale ho chiesto proprio l'altro giorno un punto di vista in merito all'indebolimento "neroassurro", reso orfano dall'ormai imminente cessione dello svedese.
Un campionato di rottura, con le pezze nel sedere, quello che comincerà il 22 e 23 agosto.
Senza Kakà dopo sei anni, e senza Ibrahimovic dopo cinque. Siamo più poveri in campo e un po’ meno fuori. Il tifoso gradirebbe il contrario, ma i tempi sono cambiati.
Siamo sopravvissuti al ritiro anticipato di Platini, al burrascoso strappo di Maradona, al triangolo Juventus-Real-Zidane, primo segnale dello tsunami che ci avrebbe investito. Sopravviveremo anche alle partenze di Kakà e Ibra, a queste periodiche e selvagge razzie. È il mercato, bellezza.
Quello stesso mercato che, quando eravamo i re, raccontavamo come una fiaba, mentre oggi, da re deposti, dipingiamo come un bordello fuori legge, noi che ci siamo pure inventati il decreto spalmadebiti con relativo cartellino giallo dell’Unione Europea.
D’improvviso, dovremo fare a meno degli strumenti con i quali ci misuravamo la pressione. Ibrahimovic significava scudetto all’Inter, Kakà era l’allegria brasiliana del Milan. Vi aggiungerei Carlo Ancelotti, sedotto dal Chelsea: al Milan dal novembre 2001, era il tecnico più «fedele». Tasto delicato, gli allenatori. E, per certi versi, rivoluzionario. Mollato Ranieri, la Juventus post Calciopoli ha imbarcato Ciro Ferrara, due panchine in carriera, le ultime della stagione scorsa. Silvio Berlusconi, lui, ha scelto Leonardo, ancora più «vergine» di Ferrara. Sono jolly che sparigliano la tradizione, nemmeno all’epoca di Giovanni Trapattoni, Arrigo Sacchi e Fabio Capello si era osato così tanto, si era volato così al buio. Da una parte, sua maestà Mourinho; dall’altra, un paio di gloriosi reduci alle prime armi. La Roma di Luciano Spalletti e la Fiorentina di Cesare Prandelli navigano a vista, in attesa di poter dare un senso e un peso alle gerarchie stravolte dal saccheggio.
Perché sì, l’Inter resta favorita, ma come e quanto? ecco il problema.
Con Ibra non si accettavano scommesse; senza, si sbirciano le quote.
E poi Adriano Galliani che parla e straparla di giovani italiani (Di Gennaro, il figlio di Zigoni, Beretta), a conferma della svolta milanista (e minimalista?). Per tacere dell’indirizzo preso dalla nuova Juventus, tre brasiliani a cassetta, Felipe Melo, Diego, Amauri. Soltanto Real, Barcellona e Bayern hanno speso più dei bianconeri. Che, fra parentesi, hanno speso più di Inter & Milan. Per questo, si profila una stagione tutta da decifrare, come il Genoa di Gian Piero Gasperini, un artigiano che trasforma in oro ogni attaccante che tocca (Borriello, Milito) o quel Palermo che Walter Zenga ha liberato da ogni freno, ogni pudore: scudetto, perché no.C’è in giro un’effervescenza strana che non si sa bene dove porti, come se avessero tolto il tappo a una bottiglia senza etichetta.
Quelle bollicine, cosa sono: champagne o acqua gassata?
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Intanto, mentre ieri la Juventus a casa di Platinì ha pareggiato 1 a 1 in amichevole contro il Nancy si continua a caldeggiare la pista Caceres come potenziale rinforzo di difesa.

venerdì 3 luglio 2009

Juve: Grosso guaio



Come non detto.
Sta prendendo corpo quell'operazione che i media faranno passare come un netto rafforzamento mentre per me sarà il simbolo di un mercato fatto all'incontrario.

Via Trezeguet l'unico vero bomber in rosa, il più grande attaccante straniero juventino di tutti in tempi, in cambio di Grosso, giocatore che dopo le prestazioni sontuose del mondiale 2006 praticamente non ne ha più azzeccata una. Come Cannavaro o quasi.
Per rafforzare una difesa traballante praticamente si è scelto di puntare su 2 vecchie glorie.
Queste operazioni tanto mi ricordano quelle recenti del Milan con Oddo, Favalli, Emerson e Zambrotta.
Sappiamo tutti come sono andate a finire......
In attacco a sostituire la prima punta Trezeguet arriverebbe una seconda punta come Pandev, che è più un logico sostituto di Del Piero piuttosto che dell'attaccante francese.
Ma parlare di logicità quando si tratta l'argomento mercato in casa Juventus è un paradosso.
Sta nascendo una Juventus Diego-dipendente, che non si sta rafforzando in difesa e che in attacco dovrà sperare eventualmente che Amauri, Iaquinta e Pandev tutti e 3 insieme garantiscano i goal che il solo Trezeguet timbrava regolarmente.
Intanto l'ir-Real Madrid punta anche Ribery facendo arrabbiare persino Platini.
In conclusione il Milan sembra "ripiegare"su Luis Fabiano o Huntelaar.
Vuoi vedere che alla fine la formazione rossonera trarrà vantaggi dal rifiuto del Wolsfburg per Dzeko?
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