Visualizzazione post con etichetta Bettega. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bettega. Mostra tutti i post

sabato 15 maggio 2010

Pulizia Juve



Uno alla volta, se ne stanno andando tutti. Cobolli Gigli, Secco, Castagnini. Presto toccherà anche a Blanc, già fortemente ridimensionato. La nuova Juve parte dall'allontanamento di coloro che in 4 anni hanno gestito la Juventus nel peggior modo immaginabile.
Pagherà per loro anche Bettega, colpevole di essersi seduto al tavolo con chi ha cercato di pugnalarlo alle spalle.

mercoledì 20 gennaio 2010

"Mi manda Lippi"










«È un sogno che si avvera». Visibilmente emozionato davanti ai microfoni di Sky Sport, Antonio Candreva mostra la grande felicità per essere diventato un giocatore della Juventus: contratto di 5 anni per il centrocampista, che però arriva a Torino in prestito, con diritto di riscatto di 7,5 mln di euro per la comproprietà.
«Siamo soddisfatti, è un giocatore che volevamo», le parole di un soddisfatto Bettega.
«Non vedo l'ora di iniziare questa nuova avventura - ha continuato il giocatore - domani sarò a disposizione dei compagni e voglio iniziare il 2010 nel modo migliore. Spero di conquistare il mister e la società e di dimostrare di essere all'altezza della Juventus»
Dico la mia, il ragazzo ha molto talento e può esser utilizzato in più ruoli.
Però ho il sospetto che potrà esser più utile alla Juventus del futuro che non in quella attuale.
In fondo regista o trequartista (queste le sue posizioni preferite) rischia di andare a sbattere con i Felipe Melo e Diego in crisi di identità di quest'ultimo periodo.....
Spero di sbagliarmi, ma a questa squadra nel mercato di riparazione sarebbero serviti come il pane assolutamente degli esterni di centrocampo ed invece....
L'ombra di Lippi anche sull'affare Candreva e 7,5 milioni per metà cartellino non sono pochi. Anzi.
Ma tanto la nuova Juve è abituata a fare beneficenza.
Comunque benvenuto Antonio e in bocca al lupo per la tua carriera in bianconero.
E voi che ne pensate?

domenica 10 gennaio 2010

Fuori i secondi


Chi mi segue da tempo sa già che, proprio a partire dalla sessione invernale di mercato dello scorso anno, mi ero più volte espresso in maniera scettica sul possibile acquisto di Diego.
Non perché il talento brasiliano non fosse un elemento valido, ma perché nel ruolo di giocatore dalla difficile collocazione tattica la Juventus aveva già in rosa il giovane di prospettiva Giovinco, prodotto a costo zero del proprio vivaio.
Non è un mistero quindi che sul mercato avrei sicuramente investito in altri settori più bisognosi di rinforzo, come ad esempio le fasce laterali, senza stravolgere tatticamente la squadra abituata a giocare con il 4-4-2.
Invece a Maggio, la nuova dirigenza ha deciso di puntare sul "nome" Diego soprattutto per calmare una piazza imbufalita contro le loro precedenti scelte e le conseguenze, per ora, sono sotto gli occhi di tutti.
In mezza stagione, Ciro Ferrara non è ancora riuscito a trovare il modulo giusto per far quadrare il gioco della Juventus, e men che meno ha scoperto la posizione per far rendere al meglio in campo il trequartista brasiliano.
Dall'avvento del tecnico napoletano sulla panchina bianconera inoltre si sono perse completamente le tracce in campo di Alessandro Del Piero.
Voci attendibili provenienti da Torino danno il capitano juventino molto arrabbiato, quasi furente, per questa sua emarginazione.
D'accordo gli anni passano per tutti, ma se Alex non trova posto in questa Juventus totalmente orfana di fantasia e gioco mi chiedo quando potrà farlo in futuro….
Alla faccia di quelli che dicevano "Ferrara fallirà perché non avrà il coraggio di fare fuori i senatori!!"
Ferrara ahimè sta fallendo lo stesso ma certo non per colpa dei senatori. Anzi, se ci sono maggiori colpevoli dell'andamento disastrato dell'attuale stagione bianconera quelli sono proprio i neo-acquisti effettuati della coppia Secco-Blanc nelle ultime 2 stagioni: i tre brasiliani strapagati oltre il loro reale valore.
Di Amauri cosa dire? Praticamente non si è più ripreso dalla Crociera ed in campo ormai pensa solo a risistemare la propria pettinatura e tenere sotto controllo lo stato voluminoso della gelatina.
Felipe Melo invece deve ancora smaltire la "Sindrome di Copacabana". Quando capirà che per giocare nella Juventus ci vuole in primis la testa non sarà mai troppo tardi.
Diego continua ad esser un oggetto misterioso, di cui si sono avvistati lampi di classe solo all'Olimpico contro la Roma e poco più.
E' evidente poi che l'acquisto del brasiliano ha cozzato con la possibile maturazione di Giovinco. Forse la "formica atomica" non sarà mai un Roberto Baggio o un Del Piero, ma sono in tanti ormai a pensare e scrivere che a Torino sia in atto una sorta di boicottaggio nei suoi confronti per salvaguardare l'investimento Diego. Altrimenti non si spiega questo suo utilizzo con il contagocce, soprattutto se confrontato con il rendimento ai limiti della mediocrità del trequartista brasiliano. "Se fossi stato brasiliano a quest'ora giocherei di più e sarei preso maggiormente in considerazione! A volte rimpiango di essere italiano." Questo dichiarò Giovinco ad inizio Settembre e molti videro in queste sue dichiarazioni mancanza di umiltà ed immaturità. Io come altri invece no, anche perché l'andamento della Juventus di questi primi mesi ha dato pienamente ragione nei fatti allo sfogo del piccolo talento italiano.
Mi domando ancora: in una Juventus orfana di Camoranesi, priva di Iaquinta, con un Diego ne carne ne pesce, come hanno fatto ultimamente a non trovare mai posto in campo la fantasia di Giovinco e la classe di Del Piero?
A questa domanda e non solo, Ciro Ferrara dovrebbe dare una bella risposta.Intanto ad evitare altri imbarazzi al tecnico napoletano e mettere fuori gioco Giovinco ci ha pensato "la maledizione di Vinovo". Ne avrà per un mese.
Capitolo campionato.
L'Inter continua a giocare un campionato a parte per il primo posto. Troppo forte per le avversarie e troppo aiutata quando serve. La schiacciata di Quaresma (altro che "trivela") contro il Chievo grida allo scandalo, eppure i media hanno fatto passare questo episodio quasi in silenzio. Davvero grottesco il duetto Mourinho-Caressa a caldo nel post-partita su Sky. Il neo-presentatore sembrava quasi intimorito dalla presenza del tecnico portoghese.
La domanda sul mani di Quaresma sarà arrivata solo per decima e l'argomento è subito finito in "caciara" non appena Mourinho ha visto un'improbabile testa di Yepes a colpire il pallone.In serata poi si è discusso dell'episodio solo a mezzanotte inoltrata mentre sui giornali del giorno dopo l'argomento è passato praticamente inosservato....Mi domando: se questo episodio fosse stato a vantaggio della Juventus targata Triade quanti processi ed interroganze parlamentari sarebbero stati avviati? Sicuramente sarebbe stato l'argomento numero 1 di tv, radio e giornali. Viva la prostituzione intellettuale!
Capitolo mercato.
Il rientro di Bettega in Società sembra in primis servito per affidare a Bobby Goal un ruolo da "ripulitore". Ricordate la magnifica interpretazione di Harvey Keitel nell'epico PULP FICTION di Quentin Tarantino? Ecco, a Bettega per adesso è stato affidato proprio un compito del genere:ripulire la Juventus dagli sbagli effettuati nell'ultimo triennio.
Via Molinaro e via Tiago, come antipasto. Chi sarà il prossimo della lista? Concludo con un pensiero finale su quanto visto in Parma-Juventus. Vedere Bettega in tribuna spiegare a Blanc e Secco i movimenti tecnico-tattici in corso di gara ha creato in me un profondo senso di tenerezza misto amarezza. Credo quell'immagine basti a spiegare come è stata gestita la Juventus a livello sportivo in questo triennio post-Calciopoli. Una squadra di calcio gestita da chi di calcio ne capisce e ne sa poco o nulla. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere....


Questo pomeriggio a partire dalle ore 17,00 sarò ospite di Luciano Moggi a Studio Stadio.
Gold Sport nel digitale nel Lazio, Canale 851 sul satellite!

giovedì 7 gennaio 2010

Salviamo il salvabile





Era importante vincere e la Juve l'ha fatto.
Il 2010 bianconero inizia con una vittoria ottenuta però con estrema sofferenza sul campo del Parma.
Ma oltre i 3 punti in classifica sono poche altre le cose da salvare.
Ferrara è tornato al 4-4-2 con l'opaco Diego schierato subito dietro l'unica punta.
Non ha agevolato la squadra nemmeno aver sbloccato subito la partita con un goal di Brazzo.
Alla fine, decisiva per la vittoria è stata una fortunosa autorete a favore.
Inguardabile prestazione di gruppo, ma se si analizzano anche le singole prestazioni pochi si salvano. Davvero una brutta partita.
Ferrara per ora salva la panchina, ma sono convinto che la sfida contro il brillante Milan dell'ultimo periodo sarà decisiva per il suo futuro anche se per il primo posto ormai non c'è più niente da fare: l'Inter è già forte di suo, se poi gli arbitri continuano a dargli una mano è tutto già scritto.
Brutta vicenda quella Balotelli-Pubblico di Verona, sulla quale ognuno di noi avrà sicuramente la propria idea.
In conclusione al sottoscritto ha fatto molto piacere vedere in tribuna Bettega a fine gara esultare con rabbia ed aver un civile battibecco con tifoso Vip di fede avversaria.
Finalmente è tornata un pò di sana antipatia. Non se ne poteva più delle facce smile di Cobolli, Secco, John Elkann e Blanc.

lunedì 4 gennaio 2010

Restaurazione Juve

E' ufficiale: con il ritorno di Roberto Bettega alla Juventus è fallito il progetto Elkann di costruire una squadra eticamente pulita, simpatica e vincente completamente distaccata dalla precedente gestione bianconera Moggi-Giraudo-Bettega.3 anni di insuccessi a 360° hanno costretto il nuovo corso a richiamare a gambe levate un ex componente della Triade, che non appena reinsidiatosi in società ha dichiarato ovviamente "non rinnego nulla di quei 12 anni". Era da Maggio 2006 che i tifosi della Juventus aspettavano dichiarazioni coraggiose del genere da un membro della Società.
La feroce contestazione dei tifosi juventini iniziata ad Aprile scorso e ripresa incessantemente a partire da Dicembre ha costretto la Banda Elkann ad ammettere pubblicamente il fallimento del loro progetto con un rapido ritorno al passato.L'inesistente difesa legale al processo di Calciopoli, la cessione di Ibrahimovic all'Inter, gli acquisti di Tiago, Andrade, Almiron, Poulsen, Knezevic, Boumsong, il tentativo di far condannare la precedente gestione al processo di Torino sulle presunte plusvalenze....Sono solo alcune delle "perle" con cui hanno deliziato in negativo la propria gente in questo triennio.
Con molta superficialità, la proprietà ha pensato che dopo il terremoto di Calciopoli si sarebbe potuto gestire la squadra bianconera come un'azienda qualsiasi, un asset della famiglia, trapiantando nella sala dei comandi persone, anche brave in altri settori, ma che in questo campo avevano ed hanno competenza zero.Esser arrivati persino praticamente a strumentalizzare mediaticamente una semplice visita di cortesia natalizia di Andrea Agnelli la dice lunga sulla necessità di ricercare aiuto dal passato per superare questo difficile momento.
Il popolo Juventino è felice per il ritorno di Roberto Bettega ma ha anche paura che il suo ingaggio verrà strumentalizzato in futuro come parafulmine di colpe altrui.Certo, adesso la gestione sportiva bianconera è finalmente affidata a qualcuno che sà e capisce di calcio, ma non basterà solo questo per poter tornare a primeggiare. Per questo i tifosi continuano ad invocare i nomi di Andrea Agnelli e Luciano Moggi. Uno per la passione e l'amore dimostrato verso i colori bianconeri, l'altro per l'immensa competenza calcistica.L'impressione personale è che se non si tornerà a vincere in fretta i nomi di questi 2 personaggi verranno scanditi allo stadio con sempre più forza ed intensità ed in fondo la squalifica sportiva del diavolo Moggi scade nel 2011......Pensare oggi ad un loro ritorno contemporaneo non mi sembra più fantascienza come invece poteva sembrare solo poco tempo fa.
Concludo con una riflessione su un movimento di mercato accostato alla Juventus per la sessione invernale.Sono circolate voci di una possibile cessione di Felipe Melo. Svendere ora il mediano brasiliano, strapagato l'estate scorsa, sarebbe follia assoluta. Per rimpiazzarlo poi con chi? Con Ledesma? Ma dai, come direbbe l'amico Giampiero Mughini.
Per fortuna però che adesso è tornato Nonno Bettega a rassicurare i nipotini bianconeri.
E se tornasse anche zio Luciano.....

lunedì 21 dicembre 2009

Tutti a casa






Eccomi qua a commentare l'ennesima disfatta juventina.

Che dire? E chi se la sarebbe mai immaginata una caduta così verticale. Ieri pomeriggio ho avuto il piacere di assistere a Juventus-Catania insieme a Luciano Moggi, in attesa di andare in onda. Beh, solo ascoltando i suoi commenti tecnici e le sue interpretazioni tattiche capisci perchè per 12 anni si è vinto così tanto. Era lì che ogni tanto mi ripeteva "tranquillo, la Juve alla fine vince. Non posso credere ad una caduta così...." Ed invece, tranquillo ha fatto una brutta fine.

Mentre eravamo poi in diretta, come appare anche da uno dei due video soprariportati, nel corso di un dibattito passa su un monitor di servizio immagini di Blanc sorridente ed è solo lì che Moggi esplode ed anche io fatico a mantenere il mio classico self-control:

"Noi dopo una sconfitta del genere avremmo chiuso tutti e avremmo sbattuto i pugni sul tavolo, questi invece ridono. Ma si può?"

Ferrara è colpevole, ma ancora di più chi l'ha scelto. E gli ultimi movimenti di facciata

-possibile reintegro di Bettega in ruolo comunque marginale

-strumentalizzazione della solo visita di cortesia di Andrea Agnelli

non fa che confermare una cosa:

IL PROGETTO E' ORMAI AL CAPOLINEA, SE MAI UN PROGETTO VI E' STATO!!!

martedì 15 dicembre 2009

Giraudo Condannato


La prima sentenza che arriva dal Processo di Napoli non è positiva per gli ex vertici dirigenziali della Juventus:
Si salva invece l'arbitro Rocchi, il pupillo di Collina.
Titoloni in prima pagina per Gazzetta e Corriere mentre Tuttosport cerca di tirar su il morale dei tifosi juventini riportando un'indiscrezione sempre più forte che vorrebbe Bettega al prossimo rientro in Società.
Ovviamente si sono scatenate le penne giustizialiste.
Riporterò qui di seguito i vari articoli che mi verranno segnalati o che avrò modo di scovare in rete.
Delinquenti e truffatori. Ma c'è chi li rivuole
La sentenza di oggi chiude ogni ipotesi alla revisione di calciopoli dopo tre anni e mezzo. Eppure i nostalgici della Triade sono un partito fortissimo. Nessuna riapertura per gli scudetti tolti alla Juventus
Associazione a delinquere: dovremmo cominciare da qui, dalla considerazione più semplice e banale. Avevano trasformato il calcio in un'associazione a delinquere. Delinquenti, dunque. E anche truffatori, visto che la frode sportiva era la loro specialità. Delinquenti e truffatori, allora: possiamo dirlo tranquillamente dopo una sentenza così. Ricordiamocelo bene adesso, dopo che gli ultimi tre anni e mezzo sono passati a ridimensionare, lentamente ma costantemente, lo scandalo di Calciopoli. Prima le sentenze sportive limate piano piano - per tutti - e poi il progetto di rimettere in discussione ogni verità. Un po' perchè Calciopoli non era esistita, era una congiura, era una creazione paranoica di chi per anni era arrivato alle spalle della Juve. Un po' perchè le sentenze erano state ingiuste, perchè quegli scudetti non potevano essere toccati. E un po' perchè, dicevano e dicono ancora, "così facevano tutti". Se tutti non solo telefonassero ai designatori ma li circuissero e li riempissero di favori, se tutti consegnassero telefonini segreti agli arbitri, se tutti mettessero i piedi nelle stanze dove si dirige il calcio per farci i propri comodi non sappiamo - nessuna inchiesta giudiziaria recente, a parte questa, lo ha mai evidenziato - di sicuro, sappiamo che lo fecero Giraudo & C. Questo aveva detto una sentenza sportiva di tre anni e mezzo fa e questo ribadisce una sentenza penale oggi. Altro che revisione del processo sportivo... Le due giustizie corrono su binari separati - a quella sportiva bastava un centesimo di quello che si sentiva in quelle migliaia di intercettazioni e bastava soprattutto l'aver distribuito sim segrete ad arbitri e designatori: per farci cosa, scusate? - ma per una volta squalifica sportiva e sentenza penale arrivano a condannare entrambe prima di tutto ma anche a definire lo stesso quadro di colpevolezza. In cui dobbiamo ancora collocare perfettamente Moggi: ma solo per la sua responsabilità penale. In ogni caso - senza pretendere di anticipare la sentenza dell'altro processo in corso - se Giraudo non è stato la mente e il direttore dell'associazione a delinquere di Calciopoli, chi lo sarà stato mai? E comunque la responsabilità sportiva di Moggi la conosciamo già perfettamente. E per ora basta e avanza.
Tre anni e mezzo dopo c'è ancora chi non accetta - ingenuamente o subdolamente - questa realtà. Moggi è ancora tra noi, è oggetto di grandi interviste senza che nessuno lo tratti per l'intrallazzatore che è stato, fa l'editorialista ed è invocato come consulente esperto da qualche società. Da anche consigli e a volte bacchetta la Juventus di oggi: solo perché non fa quello che faceva lui. Sugli scudetti revocati è in corso addirittura una battaglia ideologica, e anche molto sostanziale, tra Inter e Juve. Si mette in discussione il diritto sullo scudetto 2006. Si auspica il ritorno alla Juve di un pezzo della Triade, come unico possibile erede di quella grande competenza. Ad ogni sconfitta della Juventus il popolo juventino invoca i dirigenti squalificati come l'unica salvezza possibile. Eppure quei dirigenti - amministratore delegato e direttore generale nonché consigliere di amministrazione e quindi la Juve in prima persona - furono la rovina stessa della Juve, ne infangarono oltre 100 anni di storia. Dovrebbero chiedere loro i danni, esiliarli a vita e non rimpiangerli. Ma nemmeno una sentenza del genere farà cambiare idea a molti, sicuro. Il calcio avrebbe voluto dare un taglio netto col passato, eppure c'è chi lavora duramente per ricucire quel taglio, per renderlo meno drastico. In attesa della sentenza principale, quella del processo ordinario che vede alla sbarra il grosso dei protagonisti, tanti, dello scadalo del 2006 la sentenza penale del rito abbreviato ristabilisce - almeno per adesso - un'altra verità da scolpire nella storia nera del pallone.
LA PROVA DEL NOVE
di RUGGERO PALOMBO - Gazzetta dello Sport
Calciopoli è esistita. L’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva pure.
Ora lo dice la sentenza di un tribunale.
E’ un giudizio di primo grado, che per diventare
definitivo dovrà passare l’esame di Corte d’Appello e Cassazione: un motivo in più
per non tirare conclusioni definitive e per non abbandonarsi a frettolosi compiacimenti.
Non c’è niente da festeggiare nel constatare che anche la giustizia penale, dopo quella
sportiva, si è convinta che il campionato di calcio, il passatempo più amato dagli
italiani, nel 2004-2005 (ma meglio sarebbe dire «in quegli anni») è stato inquinato.
Di una cosa si può essere però soddisfatti: il «rito abbreviato» richiesto da 11
dei complessivi 35 imputati e la conseguente sentenza di ieri consentono di mettere
un primo (e forse ultimo) punto fermo. Non è cosa da poco, perché il processo con
«rito ordinario» che è in corso per gli altri 23 imputati (per il ventiquattresimo, l’ex
arbitro De Santis, il processo deve ancora cominciare), corre il serio rischio di finire
in un nulla di fatto, complice il percorso legislativo del cosiddetto «processo breve»:
quella riforma della giustizia penale che è oggi al centro di un vivace dibattito
parlamentare e che, se licenziata in un certo modo, potrebbe far calare il sipario
(prescrizione e dintorni) su calciopoli e i suoi processi.
Ecco il perché del «primo e forse ultimo» punto fermo.
Che ci suggerisce un paio di considerazioni. Antonio Giraudo era il principale
imputato di questa tornata processuale: a lui, condannato a tre anni per
associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, va dato atto di essere stato fin qui, dal 2006 ad oggi, un imputato «invisibile». Nessuno lo ha più visto né sentito, non una pressione o una dichiarazione bellicosa: una linea di comportamento esemplare. Che stride con quanti contribuiscono pressoché quotidianamente a far diventare una specie di ring il Tribunale di Napoli, dove continuano le udienze del processo con rito ordinario. Processo che giocoforza dovrà ora fare i conti con questa sentenza. Quanto ad arbitri e guardalinee, sono stati assolti in sette tra cui Rocchi, l’unico ancora in attività. Pagano invece Lanese, Pieri e Dondarini. Quest’ultimo,
condannato a due anni per frode sportiva, è rimasto in campo fino al termine della scorsa stagione. Il nuovo presidente dell’Aia Marcello Nicchi, che si era affrettato a inserirlo nella struttura organizzativa quale vicecommissario dell’Interregionale, ora deve trovare una strada
procedurale per sospenderlo. Atto dovuto ed evitabile, se solo si fosse aspettato un po’.

domenica 13 dicembre 2009

C'era una volta la Juve



BARI, 14 MAGGIO 2006
JUVENTUS
BUFFON (42'st ABBIATI)
BALZARETTI CANNAVARO KOVAC ZAMBROTTA
CAMORANESI GIANNICHEDDA EMERSON NEDVED
TREZEGUET (27'st DEL PIERO) IBRAHIMOVIC
ALLENATORE: FABIO CAPELLO
BARI, 12 DICEMBRE 2009
JUVENTUS
BUFFON
CACERES CANNAVARO LEGROTTAGLIE MOLINARO
TIAGO POULSEN MARCHISIO DIEGO
AMAURI TREZEGUET
ALLENATORE: CIRO FERRARA
Sono passati poco più di 3 anni dal quel Maggio 2006, in cui la Juventus aveva precedentemente giocato per l'ultima volta in Serie A al San Nicola di Bari.Era il giorno del 29° scudetto conquistato meritatamente sul campo a 91 punti e cancellato poi in seguito a tavolino da quell'aborto giuridico (cit. giudice De Biase, quello del Calcio Scommesse…) che verrà ricordato con il nome di Calciopoli.Confrontando la formazione di quella Juventus del 2006 con quella attuale si capisce il perché da allora la Juventus non ha più vinto niente. Altro che "sistema Moggi"!Sarebbe ingeneroso confrontare i 2 allenatori, Fabio Capello con Ciro Ferrara, così come sarebbe un vero insulto all'intelligenza accostare solo minimamente la competenza della Triade all'attuale duo Blanc-Secco.La Juve si è fermata a Bari, ma non con la sconfitta per 3 a 1 contro la brillante squadra di Ventura.La vera Juve si è fermata a Bari nel Maggio 2006, perché da quel giorno di Juventus sono rimasti solo il nome ed i colori sociali.Pagherà per tutti Ferrara, così come hanno già pagato ingiustamente in passato Deschamps e Ranieri.Resteranno invece al loro posto quelli hanno scelto Ciro, nonostante la sua assoluta inesperienza.Quelli che in 3 anni hanno sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare, sia a livello processuale, che a livello mediatico nonchè a livello sportivo.Basti pensare che i soldi incassati nello svendere la strepitosa armata di Capello sono stati reinvestiti nei Boumsong, negli Andrade, nei Tiago, nei Poulsen, negli Amauri, nei Felipe Melo.Non è una questione di tempo.E' solo una questione di competenza. Anzi di incompetenza....Si può infierire in merito ricordando inoltre che gli unici veri campioni rimasti in rosa sono ancora le vecchie rimanenze di "magazzino" della gestione della Triade:Buffon, Camoranesi, Del Piero, Trezeguet, Chiellini, Marchisio…I nuovi acquisti sono solo o bidoni o buoni giocatori strapagati. Anche di questo è colpevole il solo Ferrara?Dopo l'umiliazione di Champions, ecco il disastro di Bari.La Juve non perdeva al San Nicola dal 1990 ed erano i tempi di Gigi Maifredi allenatore e Montezemolo presidente.Tra l'altro l'ex allenatore fautore del" calcio champagne" 15 giorni fa intervendo ai nostri microfoni di "Tutti pazzi per la Juve" ha dichiarato che al posto di Ferrara vincerebbe lo scudetto praticamente a mani basse....La settimana scorsa invece Claudio Gentile, uno dei papabili sostituti per la panchina bianconera, ci ha detto che, da buon discepolo Trapattoniano, lui in primis penserebbe a sistemare la difesa juventina e a restituire i giusti equilibri tattici.Che Ferrara non fosse ancora pronto per una panchina importante come quella della Juventus non lo scopriamo certo oggi. Ma che praticamente diventi il nuovo mostro da dare in pasto al popolino è inaccettabile.Si devono prendere le loro responsabilità coloro che l'hanno scelto. Coloro che hanno trasformato la Juventus nella nuova Inter, in una sorta di Face-Off dell'orrore per il tifoso juventino:proclami al vento, scudetti sotto l'ombrellone, acquisti sbagliati, un cambio di allenatore a stagione, giocatori strapagati.C'era una volta la Juve…..perché da quel Maggio 2006 non esiste praticamente più!

IL NOSTRO INTERVENTO A "SERATA JUVE"

giovedì 10 dicembre 2009

Ridateci la Juve





SONDAGGIO DI TUTTOSPORT.COM

IL CALCIO A CHI SA DI CALCIO...
di DAVID PRATELLI
Amici juventini, la delusione per l'eliminazione Champions è grande, difficile da digerire..
Purtroppo va a cancellare la gioia della vittoria sudata contro l'Inter.
Dispiace ma è così, dobbiamo essere realisti.
Poichè non dobbiamo assolutamente navigare sui fatti negativi ma guardare avanti con fiducia, io credo che sia arrivato il momento di dare un cambiamento a questa società.
Grati per aver risollevato la Juve del dopo Calciopoli, adesso però è il momento di dare spazio a chi veramente sa di calcio.
C'erano Bettega e Tardelli, entrambi eliminati misteriosamente...
Deschamps lasciato andar via senza un motivo ben preciso...
Ranieri massacrato da tutti solo per aver ottenuto ciò che la società gli aveva chiesto ed anche più......
Ho l'impressione che qualcuno al vertice non voglia il bene della Juve ma solo quello della propria poltrona...
Tutti ci soffermiamo sui problemi tecnici o tattici, ma è normale che un dirigente della Juventus e non di una squadra amatoriale, debba coprire (se pur provvisoriamente) TRE cariche importanti (Presidente, amministratore delegato e direttore generale)???
Vi sembra normale stipendiare un giocatore del valore di Poulsen con TRE milioni di euro a stagione???
Vi sembra normale licenziare un allenatore come Ranieri a DUE giornate dalla fine del campionato???
Vi sembra normale prendere un giocatore come Felipe Melo senza sapere se è un centrocampista incontrista o regista???
Vi sembra normale lasciar andar via in svendita Cristiano Zanetti, l'unico regista che la Juve aveva in rosa???
Vi sembra normale che il Bayern Monaco vinca dominando 4 a 1 all'Olimpico di Torino con giocatori che sulla carta dovrebbero essere inferiori a quelli della Juve???
Vi sembrano normali tutta questa serie di infortuni che perseguitano i nostri giocatori dalla scorsa stagione???
A questo proposito qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Ranieri e Capanna!!
Riconoscendo che tutti si può sbagliare e che Blanc e Secco sono nuovi a questo tipo di esperienza, è altrettanto vero che il famoso detto 'sbagliare è lecito ma persevarare è diabolico' sia andato oltre e non solo...
Secondo il mio punto di vista il male della Juve non è legato a questioni tecniche, ma soprattutto ad una dirigenza non all'altezza di poter ambìre a costruire una squadra da scudetto, nonostante la buona volontà.
Sicuramente più adatta a gestire una Juve da seconda fascia o meglio a ridosso delle prime.
Quindi, caro Blanc, cara società, fate meno proclami e meno spot alle vittorie e siate più coerenti con i tifosi.
Ma sopratutto ridate il calcio a chi sa di calcio!

domenica 29 novembre 2009

Balotelli, ma quale razzismo!


L'argomento che più sta tenendo banco in questa settimana sono i cori dei tifosi juventini nei confronti di Mario Balotelli.
Come sempre i falsi perbenisti non hanno perso l'occasione per cavalcare la tigre dell'indignazione.
Premetto che chi scrive fa del rispetto per il prossimo uno stile di vita e condanna totalmente qualsiasi forma di razzismo e non concepisce questo modo di tifare dispregiativo nei confronti dell'avversario, ma è giusto specificare che il razzismo in questo caso non c'entra proprio nulla. La questione del becerume da stadio è atavica ed appartiene ad una ritualità, esecrabile quanto si vuole ma ahinoi consueta e tipica in tutte le curve italiane.
Al di là di tutte le ipocrisie, le tifoserie hanno sovente inneggiato a drammi, morti e quanto possibile per irretire l'avversario.
Che dire delle iniziative, striscioni e cori abominevoli contro Superga, Meroni, Scirea, Baretti, Paparelli, la mamma di Materazzi, il suocero di De Rossi, De Falchi, la strage di Bologna ed il dramma dell'Heysel, tanto per citarne alcuni?
Recentemente ad esempio, alcuni tifosi della Fiorentina hanno pensato bene di festeggiare il gemellaggio con il Liverpool presentandosi a Torino in occasione della sfida con la Juventus indossando una maglia dei reds con dietro scritto il numero -39!
E che dire del coro "Pessotto buttate de sotto" inneggiato da alcuni romanisti alla seconda giornata di campionato o del coro "gobbo maledetto salta anche tu nel laghetto" collegato alla tragedia di Vinovo e che da un po' di tempo a questa parte si può purtroppo ascoltare in molti stadi italiani. Ed un tifoso del Napoli che da sempre viene apostrofato ovunque come "coleroso, terremotato" o con un "Vesuvio lavali con il fuoco"o ancora "l'Italia agli italiani, fuori i napoletani", come dovrebbe reagire?
Questo è il tifo italiano. Nel bene e nel male.
"Balotelli non vie­ne insultato per il colore del­la sua pelle, ma per i suoi at­teggiamenti. Questo non è razzismo, l'Italia non è un Paese razzista. Se io non ho mai avuto proble­mi e Balotelli sì, il problema non è il razzismo, ma è lui che deve imparare a com­portarsi". Parola di Clarence Seedorf, uno dei giocatori di colore più attivi da sempre nella lotta al razzismo.
Ci si indigna per i cori contro Balotelli adesso? Giusto, ma solo se poi ci si indigna anche per i BUU, per i cori contro i napoletani o gli ebrei, per i "devi morire", per i vessilli politici sbandierati allo stadio, per l'odio verso le istituzioni o per tutte le volte che una tragedia viene usata per irretire l'avversario. Credetemi, per elencare striscioni e cori orrendi visti ed ascoltati negli stadi italiani non basterebbe un libro. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Non esiste una tifoseria immune da questa colpa.Ed allora che fare? Chiudere tutti gli stadi italiani? Chiudere tutte le curve? Diffidare tutti?
"Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto" cantava quasi 50 anni fa Francesco Guccini in "Dio è morto", testo della quale canzone andrebbe fatto leggere ed imparato a memoria nelle scuole italiane per quanto è rimasto sempre attuale ad ogni epoca che si è succeduta da allora. Quello che si sta ascoltando e leggendo in questo periodo è solo perbenismo interessato. Qual è la soluzione per mettere fine a questa ritualità atavica di becerità? Che la trovino proprio coloro che vengono pagati per ricoprire le cariche alte e prendere le decisioni. Altro che morale spicciola. Invece di perder tempo ad indignarsi, facciano i fatti sperando però che almeno una volta in Italia la legge sia davvero uguale per tutti.
In settimana intanto, nonostante l'ennesimo tentativo Zacconiano della nuova Juventus di patteggiare la pena, la Triade Moggi-Giraudo-Bettega è stata assolta dall'accusa di falso in bilancio perché "il fatto non sussiste". Questa difesa legale così debole e dimessa della società di Torino non può che riportare la memoria del tifoso juventino a Calciopoli: cosa sarebbe successo se la Juventus si fosse difesa davvero nel processo sportivo del 2006, invece di cercare in tutti i modi di farsi condannare con una pena congrua? Da questo procedimento ne esce completamente immacolato Roberto Bettega, non coinvolto in precedenza nemmeno per striscio dallo scandalo di Calciopoli. E' bastato questo per scatenare il popolo Juventino: sondaggi, forum e petizioni in suo favore. Se ne chiede l'immediato reintegro all'interno dei piani alti dirigenziali juventini. C'è chi poi come la redazione di "Tutti pazzi per la Juve" che ne chiede addirittura il reinserimento ma non con un ruolo qualunque: "per quello che Bobby Goal ha rappresentato per la Juventus merita la carica di Presidente, senza se senza ma, anche come forma di risarcimento per quanto subito in questi anni!" Potrebbe esser un fortunato remake di quello che Giampiero Boniperti ha significato per la storia della Juventus.
Disastroso turno di Champions.
Milan, Inter e Juve hanno fallito il primo match-point per chiudere subito il discorso qualificazione rimandando tutto adesso agli ultimi 90'. Non ha fallito questa opportunità invece la Fiorentina guidata da Cesare Prandelli, attuale miglior tecnico italiano del nostro campionato, che è riuscita a qualificarsi a danno del Liverpool di Benitez. Davvero un'impresa meritevole di applausi.L'Inter è stata per l'ennesima volta ridimensionata e presa a pallonate in Europa, questa volta per opera di un Barcellona privo di Messi ed Ibrahimovic. La Juventus è stata umiliata da un Bordeaux già qualificato mentre al Milan è andata di lusso contro il Marsiglia di Deschamps e solo la fortuna ha impedito il sorpasso della formazione francese. Per stabilire il reale valore del campionato italiano (mediocre, sufficiente o discreto che sia…) è giusto quindi rimandare tutto all'ultimo turno che si giocherà a 3 giorni di distanza dal big-match tra Juventus ed Inter, che ad oggi è dato ancora per disputato all'Olimpico di Torino e con Maicon squalificato. Ma con la giustizia sportiva di questi tempi ed il galoppo della tigre dell'indignazione e dei sospetti niente è da dare per scontato……

mercoledì 25 novembre 2009

Aridatece Bettega!!




Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega sono stati assolti al processo sul falso in bilancio "perché il fatto non sussiste", e questo nonostante la Juventus, che era stata chiamata in causa come società, avesse chiesto il patteggiamento e il pagamento di una pena pecuniaria.
Il giudice Dante Cibinel ha assolto invece l'intera società bianconera in quanto, appunto, i "fatti non sussistono".
Da questa sentenza si evincono 2 cose:
1) La nuova Juve non ha perso il vizio di patteggiare la pena. E’ evidente che ancora non è guarita dalla sindrome di Zaccone o forse può darsi che non voleva l’assoluzione piena a tutti i costi…..
2) Bettega, non essendo entrato nemmeno per striscio nella vicenda Calciopoli ed essendo stato assolto in questo processo è a questo punto assolutamente immacolato.
La bandiera juventina, senza se e senza ma, deve riavere immediatamente un posto in Società.
E quale carica migliore per un monumento della storia bianconera se non quella da Presidente?
Ci pensi sig. Blanc, sarebbe un gesto di grande onore e le consentirebbe di tornare al ruolo che le appartiene.
Così come l’anno scorso l’azionista Attilio Di Bari non riuscì a trattenersi dallo stracciare il suo intervento in Assemblea in cambio di un applauso per Bettega, generando una standing ovation per Penna Bianca degna dei 92 minuti di applausi post-discorso FANTOZZIANO sulla corazzata Potëmkin, io non ho resistito ad inviare un sms firmato a Bobby Goal
“Che la data di oggi sia solo l’inizio di una nuova era juventina che la vedrà ancora protagonista! Per sempre al fianco di chi ama la Juve”
ricevendo in cambio un “GRAZIE” che conserverò come cimelio da tramandare.
La rabbia dei tifosi juventini per quanto subito in questi anni almeno per un giorno si è trasformata in gioia.
Non oso pensare cosa potrà succedere se anche da Napoli il TRIBUNALE sbugiarderà i patteggiamenti….
In attesa della sentenza di Napoli, per il popolo bianconero una sola cosa conta in questo momento:
“Aridatece BETTEGA”
La Fiorentina è la prima italiana qualificata agli ottavi di finale, mentre l'Inter fa l'ennesima brutta figura in Europa però in casa del Barcellona.
Ai neroazzurri basterà comunque fare 0-0 col Rubin, all’ultima, per andare agli ottavi, sperando che la Dinamo Kiev non vinca.
Questa sera la Juventus si gioca una buona fetta di stagione. Vincere e qualificarsi con un turno d'anticipo sarebbe fondamentale anche per preparare al meglio la sfida del 5 Dicembre che si giocherà regolarmente a Torino, come d'altronde non sarebbe potuto esser altrimenti.Scommettete che anche Maicon alla fine tra un ricorso e l'altro quella sfida la giocherà?
TRIADE ASSOLTA....ED E' SOLO L'INIZIO....
di Giampiero Mughini
Anche a chi non si interessa particolarmente di calcio e delle sue vicende, la sentenza emessa ieri dal tribunale di Torino, sentenza che assolve completamente la Triade Bettega-Giraudo-Moggi dall’accusa di aver barato amministrativamente da dirigenti della Juve di tutte le vittorie, dovrebbe apparire come una sentenza che tocca un problema di civiltà.
Che cos’era successo? Che esattamente come ai tempi dell’estate 2006, quando venne fatto a brandelli uno dei miti secolari dello sport e del costume italiano, la Juve quale “fidanzata d’Italia”, nell’occasione del processo di cui ho detto la proprietà della Juve (e dunque gli eredi di quei due fratelli Agnelli pazzi d’amore per la Juve), s’era rivolta ai giudici dicendo più o meno così: condannateci al meno possibile. Quel che aveva detto l’avvocato difensore della Juve nell’estate del 2006: mandateci in B, con la minima penalizzazione possibile. E ai giornalisti aveva dichiarato: con quel che ho letto nelle carte processuali, dove ci sono cose terribili, è il minimo che ci possano appioppare.
E difatti i giudici del Bar dello Sport, che a questo si ridussero in quell’occasione i giudici sportivi, scaraventarono la Juve in B. Il resto lo sapete. E anche se quelle cose terribili cui aveva accennato sconsolato l’avvocato Zaccone, nessuno di noi le ha mai lette né trovate né sono mai state additate da quegli accusatori del “sistema Moggi” che vorrebbero che alla Juve di scudetti ne fossero revocati venti, altro che due.
urge risarcimento
E invece ecco che i giudici (veri) del tribunale di Torino dicono che no, che la Triade non ha commesso alcun reato amministrativo. Che il fatto non sussiste. Che i tre uomini che dal 1994 al 2006 hanno retto una delle più grandi squadre al mondo senza chiedere alla Fiat un soldo che fosse uno, si sono comportati rettamente. Bene, e a questo punto che cosa fa la cupola proprietaria della Juve, che cosa dice, che cosa dirà? È una questione di onore, una questione di verità, una questione di civiltà. A questo punto che cosa fa e dice la proprietà Juve di Roberto Bettega, dell’unico uomo esperto di calcio che fosse rimasto a Corso Galileo Ferraris nell’estate 2006 e che era stata sbattuto fuori, lui che da Calciopoli non era stato preso nemmeno di sguincio? Quello che è stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi della Juve, ha diritto o no a un risarcimento morale e professionale? Rispondete voi che mi state leggendo.
E poi, com’è che il gran capo della Juve di oggi, Jean-Claude Blanc, dice chiaro chiaro e semplice semplice che gli scudetti della Juve sono 29? E allora dove sono andate a finire le cose terribili e le colpe pazzesche di Moggi e della sua gang se gli scudetti erano stati guadagnati sul campo? E che ne è dell’onore e dell’attendibilità di una cupola proprietaria che per mesi e anni non ha speso una parola a difesa della strepitosa saga avviata dalla Triade nel 1994, una saga coronata dalla partita finale della Coppa del Mondo del 2006 dov’erano in campo - da una parte e dall’altra - 8 juventini e dove l’allenatore della nazionale era un allenatore nato e cresciuto in Juve? Sì o no la risposta a questa domanda è una questione di civiltà?
Mi direte: e tutta quella roba, tutti quegli inciuci telefonici tra Moggi e i designatori arbitrali, e l’onnipotenza del “direttore” da come si rivolgeva a tutti, e quelle stramaledette schede svizzere che servivano a telefonare chissà che cosa di torbido e di sleale? Naturalmente su tutto questo aspettiamo i fatti, le risposte che daranno i giudici del processo di Napoli.
barzellette da bar
Quando dico fatti, quelli non sono certo “il colpo di tosse” di cui ha parlato un testimone a proposito di come venivano sorteggiati gli arbitri delle varie partite di serie A. Il “colpo di tosse” non è un fatto, è una barzelletta. Così come non è un fatto e bensì un dramma umano lo sfogo di Zeman in tribunale, di uno che attribuisce a Moggi tutti i reati possibili nei suoi confronti anche se non quello di avere stuprato la sua eventuale sorella. Questi non sono fatti. Sono contrasti professionali e umani che esistono nella vita di tutti noi. Per quanto mi riguarda ve ne potrei raccontare a bizzeffe e fare i nomi e cognomi di gente cui imputare di non aver vinto il Nobel della letteratura o il Pulitzer del giornalismo. Solo che i miei non sarebbero fatti, bensì penose barzellette che non farebbero ridere nessuno. E va bene aspettiamo. Aspettiamo innanzitutto il lavoro dei giudici di Napoli. Mentre per quel che è della proprietà della Juve non siamo disposti ad aspettare. Se c’è, batta un colpo dopo la sentenza di Torino.
P.S. Quanto ai tifosi della Juve che cantavano domenica scorsa i cori contro Mario Balotelli, il primo grande giocatore italiano dalla pelle nera, non ho parole per dire il mio disprezzo nei loro confronti. Un disprezzo perfino superiore a quello che proverei per un eventuale allenatore di una squadra rivale che sperasse che il campo della Juve venga squalificato in ragione del comportamento di quel pugno di idioti.
LA JUVE NON SUSSISTE
di Christian Rocca
La notizia non è che Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega siano stati assolti dall’accusa di aver falsificato i bilanci della Juventus, perché qualsiasi essere umano che abbia visto anche solo una puntata di 90° minuto sa benissimo che erano altre le società (poco) sportive che sopravvalutavano brocchi di ogni tipo o ragazzini mai visti e poi se li scambiavano a ripetizione incassando plusvalenze fittizie di bilancio. La notizia non è nemmeno che al secondo processo ordinario su due – l’altro è quello sulla Gea di gennaio – le accuse di manipolazione moggiana dei campionati di calcio siano state sbriciolate fin dal primo grado di giudizio. Malgrado lo stato penoso della giustizia italiana, sono stati sufficienti un minimo di contraddittorio dibattimentale e un paio di giudici terzi – invece che scelti dall’avvocato dell’accusa pochi giorni prima del giudizio come è successo nel farsesco processo sportivo – per dimostrare che l’intera costruzione di Calciopoli fosse soltanto chiacchiera da bar dello sport. Peraltro c’era già stato un giudice a Berlino, in data 9 luglio 2006, a dimostrare quanto fossero barbine le accuse alla squadra che quella sera mondiale schierava in campo 9 calciatori divisi tra Italia e Francia, oltre ad allenatori, medici e massaggiatori. La notizia non è nemmeno che la Juventus demoggizzata, quella nuova e simpatica e perdente che grazie al cielo adesso non ha più il volto di Giovanni Cobolli Gigli a tormentare i suoi tifosi, aveva come al solito chiesto di essere condannata. Al processo farsa di Calciopoli aveva chiesto la retrocessione in B, più penalizzazione, ed è stata accontentata, malgrado la condanna sia arrivata per non aver commesso il fatto (la sentenza non ha trovato partite, arbitri, sorteggi truccati a favore della Juventus). La nuova Juve appena vede un giudice si inginocchia, si dà un paio di martellate sugli zebedei e chiede pene corporali, mentre gli altri coimputati, talvolta accusati di illeciti accertati, si difendono, vengono assolti e vincono la Champions League e una quindicina di scudetti consecutivi. La notizia, infine, non è neanche che il giudice abbia assolto Juventus e Triade sui bilanci, spiegando a Cobolli che “il fatto non sussiste”. La notizia, purtroppo, è che a non sussistere è la Juventus.

mercoledì 6 maggio 2009

Bettega saluta il suo popolo


Lo scorso week end sono stato al mare con alcuni amici.
Mentre passeggio sulla spiaggia, mi trovo davanti Roberto Bettega. Sì, proprio lui. L’eroe delle mie domeniche quando ero bambino. L’anima bianconera della Juve più vincente che ci sia mai stata. Il simbolo, in pratica, della mia Juventus. E’ impegnato a rincorrere i nipoti sulla spiaggia. Il cuore mi batte a mille all’ora, anche se ho già avuto l’onore di stringergli la mano e di scambiare qualche parola con lui grazie a degli amici comuni. Mi piacerebbe avvicinarlo, ma ho timore di disturbarlo.
Mentre rimugino sul da farsi, mi viene in mente un episodio di per sé insignificante, ma che conservo ben presente. E’ l’ultima giornata del campionato 2000/2001. Quello dello scudetto alla Roma. La Juve gioca in casa contro l’Atalanta e a una ventina di minuti dalla fine (con i residui sogni di raggiungere la Roma ormai svaniti), c’è un’invasione di campo. La partita viene sospesa. Roberto scende in campo e prende in mano il microfono. Chiede al pubblico di lasciare proseguire la partita e di tornare sugli spalti. Poche parole, concluse con un incitamento pieno di rabbia e orgoglio: “Dimostrate di essere dei tifosi veri, come lo sono io!”. La partita viene ripresa e finisce. Il momento più emozionante erano state quelle parole dette quasi a rivendicare un attaccamento alla maglia ineguagliabile, un amore disinteressato e viscerale, un orgoglio senza pari: “Dimostrate di essere dei tifosi veri, come lo sono io!”.
Alla fine comunque decido di non rompergli le scatole e di raggiungere i miei amici che nel frattempo avevano proseguito nella loro passeggiata. Mentre sto per girare i tacchi ed andarmene, il mio sguardo si incrocia con quello di Bettega. Istintivamente mi dirigo verso di lui e lo saluto, ricordandogli dei comuni amici che ci avevano presentato. Quanta emozione! Io che mi sono sempre emozionato già a leggere una parola contenente la “j” di Juventus. Ed ora mi trovo davanti la Juventus in persona!Gli accenno del mio impegno per restituire la Juve agli juventini, del Team Ju29ro, dei miei interventi all’assemblea, del mio blog e dei forum.
E’ informatissimo, ben oltre le più rosee aspettative.
Mi dice di essere molto riconoscente a quei tifosi che lo sostengono e di apprezzare l’impegno di tutti quelli che cercano di restituire la Juventus al ruolo cui è stata predestinata dalla Storia. Mi parla in particolare di come lo commuova l’affetto che gli viene dimostrato da tutti i tifosi juventini, anche attraverso i forum. Prendiamo un caffè insieme. Non parliamo della stretta attualità bianconera, ma capisco tutta la sua amarezza, anzitutto di tifoso vero. Non spreca le parole, come non ha mai fatto. Ma quei pochi minuti sono sufficienti per farmi capire tutto l’affetto che ha nei confronti della nostra, della sua Juventus. Non si possono cancellare quaranta e più anni di vita in bianco e nero. Mi dice di non perdersi mai una partita della Juve e di essere sempre presente allo stadio di Torino. Gli chiedo perché non torna alla Juventus. Non è tempo, mi risponde. Svicola il discorso, ma leggo negli occhi tutto l’amore per quel sogno chiamato Juventus e l’orgoglio per quei colori. Azzardo chiedendogli un’intervista per il nostro sito. Garbatamente rifiuta; alle parole ha sempre preferito i fatti e - mi dice - i tempi non sono maturi. E’ il momento dei saluti. I nipoti lo richiamano all’ordine.
Mi chiede – con la consueta cortesia - di portare i suoi saluti attraverso i forum a tutti i tifosi suoi e della Juventus.
Non posso certo mancare a questa richiesta!
Lo ringrazio, grato per quei momenti che mi ha regalato oggi (e tutti gli altri del passato). Gli dico che tutti i tifosi veri lo rivogliono al posto che gli compete. Nella nostra Juventus, nella sua Juventus. Lui è un tifoso vero, uno juventino vero.
Non c’è dubbio, Roberto Bettega è uno ju29ro! E’ bello sapere che ama la Juve, è bello fargli sapere che noi ju29ri amiamo lui!