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giovedì 19 novembre 2009

Mondial-Furto





Povero Trap, perso il mondiale per un furto!
Il goal che qualifica la Francia è viziato da un clamoroso fallo di mano di Henry.
E' davvero un peccato che il lavoro di anni sia vanificato da un episodio del genere.
Tra gli altri spareggi mi ha particolarmente colpito l'eliminazione della Russia:
per una volta a Mago Hiddink non è riuscito il miracolo!
Intanto l'Italia grazie ad un goal di Giorgione Chiellini batte la Svezia orfana di Ibrahimovic.
Adesso sotto con il campionato.
Come detto da Buffon si pensi intanto a fare 6 punti prima della sfida con l'Inter.
E basta poi con questi proclami sulla terza Stella.
Perchè se si continua così ci vorranno anni prima di porsi il problema.....
Fatti, non parole.
IL PUNTO DI ROBERTO BECCANTINI
Questa volta non hanno avuto il coraggio di inventarsi una moviola di scorta come a Berlino, dopo la testata di Zidane a Materazzi, o come nella Confederations Cup, agli sgoccioli di Brasile-Egitto. Avrebbe evitato una profonda ingiustizia. Di mezzo, c’erano la Francia, ancora lei, e l’Irlanda di Giovanni Trapattoni. Nessuno se l’è sentita di correggere la svista della terna svedese: prima che nei supplementari Gallas segnasse, pareggiasse ed eliminasse, così, i più meritevoli, Henry aveva giocato a pallamano (o a pallavolo, fate voi). Un risultato che già faceva a pugni con l’intreccio, figuriamoci, dunque, con l’epilogo. Da un contatto fra Given e Anelka, un arbitro servile avrebbe potuto spremere un rigore: il palleggio di mano deve essergli proprio sfuggito.Gli spareggi, molto equilibrati, hanno diffuso brividi e ghigliottinato un peso massimo: la Russia di Hiddink. Francia e Portogallo hanno sofferto, hanno rischiato, hanno resistito (e il Portogallo vinto, addirittura). Se rivoluzione è troppo, scossa è poco. Penso all’impresa della piccola Slovenia. E, naturalmente, allo scandalo di St. Denis. Con i giudici di porta, cari al francese Platini, Trapattoni, che fu maestro di Michel, e Domenech se la sarebbero giocata ai rigori. I vice campioni del Mondo dovranno accendere una candela al dio degli episodi. Spiace per il Trap, transitato da un Moreno pilotato a un Hansson improvvisamente nebbioso. La Francia, boriosa e sterile, ha sfiorato il suicidio che, sempre in casa, aveva «brillantemente» centrato alla vigilia dei Mondiali americani del 1994. Quando può scegliere, Trap tentenna: vedi Dublino. Quando non può, è tutta un’altra musica: vedi Parigi; se consideriamo le occasioni nude e crude, il 2-0 avrebbe fotografato meglio la trama. Domenech era, e rimane, il brutto anatroccolo di una fiaba che non può più contare sulle magìe di Platini e Zidane. Da oggi, fuoco alle polveri. Si parlerà solo della mano che Henry ha dato al suo capo.