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domenica 4 aprile 2010

E se parla pure Zaccone...


Clamoroso, anche l'avvocato della Juventus Cesare Zaccone parla di riaprire il processo sportivo. Non è mai troppo tardi.
"Queste nuove telefonate sorprendono anche noi. Non le conoscevamo all'epoca dei fatti. Non erano nel materiale a nostra disposizione. E allora staremo a vedere cosa emergerà. Se pensiamo anche noi alla possibilità di riaprire il processo sportivo? Certamente sì. Ci riserviamo di vedere cosa salta fuori, se ci sono altri aspetti non esplorati, se ci saranno ulteriori rivelazioni".
Parola di Zaccone.
Bene, ma se davvero si riaprirà il processo sportivo stavolta che la Juve sia difesa da Trofino & C. i legali di Moggi che a Napoli stanno distruggendo Calciopoli.
Oggi Prioreschi a Radio Radio ha confessato: " "Vi do un'anticipazione, abbiamo trovato un altro cellulare di Facchetti con cui telefonava. Aspettatevi altre intercettazioni ancor più rilevanti di quelle ascoltate fin'ora" Il legale ha aggiunto che sino a questo momento sono state ascoltate solo 30.000 delle oltre 170.000 a disposizione....
Non resta che aspettare ormai, il momento della resa dei conti sembra davvero vicina....

L'amico David Pratelli mi ha inviato un messaggio per ricordare Maurizio Mosca. Ciao Maurizio,ci mancherai a tutti.

CIAO MAURIZIO...
Ogni domenica ti chiedevo notizie sulla Juve.
Ogni domenica scambiavamo due battute sulle magie di Del Piero.
A Guida al campionato ogni tanto ti dicevo: "Maurizio stasera difendi la Juve a Controcampo" e tu, per la tua spiccata professionalità e onestà, mi rispondevi sempre di sì.
Caro Maurizio, io ti ringrazio perchè la sera quando incontravi Franco Ordine nel salotto di Controcampo, durante la diretta riportavi simpaticamente i miei tormentoni come: "Buttate la chiaaaave" o "Non c'è trippa per gatti".

Tu forse non lo hai mai saputo, ma in quel momento mi rendevi felice.
E' stato bello e costruttivo lavorare con te.
Grazie Maurizio, non ti dimenticherò mai.

David Pratelli

lunedì 30 novembre 2009

Ferrara come Maifredi?



Un'altra vergognosa prestazione della Juventus. Stavolta non si salva nessuno. Umiliati anche dal Cagliari. L'Inter vince e va in fuga, tiene il passo solo il Milan che in zona Cesarini espugna Catania grazie ad Huntelaar e si porta al secondo posto.
Di chi la causa secondo voi di questo fallimento juventino?

INTANTO CLAMOROSO MAIFREDI:
”Al posto di Ferrara sarei primo in classifica, sopra l’Inter!!”
L’ex allenatore della Juventus Gigi Maifredi, nel corso di “Tutti pazzi per la Juve”, ha prima lanciato pesanti frecciate verso il neo-allenatore juventino Ciro Ferrara ed è poi ritornato sul suo passato bianconero, indicando quelli che davvero ritiene come i veri colpevoli di quel fallimento.
Alla fine ha voluto dire la sua anche su Calciopoli, da lui definito un “teatrino per far fuori Moggi e Giraudo”.
FERRARA ANCORA INADEGUATO PER ALLENARE LA JUVE
“Ciro è stato un grandissimo giocatore. Nella mia carriera da allenatore ho provato in tutti i modi ad averlo in squadra ma allenare è un’altra cosa.
Lui non era assolutamente pronto per una squadra come la Juventus. Se invece la scelta della società è stata fatta per il futuro è ancora più sbagliato perché alla Juve si gioca solo per vincere e non si può aspettare che uno faccia esperienza a Torino.
L’unica analogia che vedo tra questa e la mia Juve è la mancanza alle spalle dell’allenatore di una società esperta e competente. Sulla qualità della rosa non scherziamo invece.
Io al posto di Ferrara sarei già sopra l’Inter ed in testa alla classifica.
Con una squadra con 4/5 di difesa della Nazionale, Sissoko, Camoranesi, Diego, Melo ed il parco attaccanti che la Juve si ritrova io mi metterei a fumare, mi siederei con calma in panchina ed a fine gara chiederei solo con quanti goal di distacco si è vinto..
Il 4-2-3-1 provato in questa stagione è in assoluto il modulo peggiore per questa squadra.
E che dire poi di Del Piero? Lui è un fuoriclasse assoluto ma o lo si fa giocare da seconda punta o bisogna avere il coraggio di mandarlo in panchina. Questa Juve può giocare solo con il 4-3-1-2 o con il 4-4-2 magari mascherato da 4-3-3.”

LA LATITANZA DI MONTEZEMOLO ALLA BASE DEL MIO FALLIMENTO
“Quando nel 1990 fui scelto dalla Juve per allenarla toccai il cielo con un dito. Io sono juventino sin da piccolo e tutt’ora sono rimasto bianconero nel cuore.
Purtroppo anche se in quel momento ero il miglior tecnico in grado di allenare la Juve e trasportarla nel cambiamento epocale del passaggio dal gioco a uomo a quello a zona, non mi resi subito conto dell’importanza del ruolo che ricoprivo.
Iniziai subito malissimo con la Supercoppa ma non fu solo colpa mia.
Mi venne detto in Società che potevo prepararla senza patemi tanto era un trofeo che non aveva nessun valore. Ed è la che cominciai a capire che qualcosa non andava nella nuova dirigenza appena orfana di un monumento come Boniperti, perché io sapevo che invece la Juve da sempre lottava solo per vincere.
E’ anche vero che sono stato un asino a non accettare il triennale che mi era stato proposto ad inizio stagione, ma alla base del mio licenziamento c’è stato soprattutto il litigio pre-natalizio avuto con la Dirigenza.
Ero ancora furioso per aver gettato al vento il primo posto per colpa di un pareggio casalingo contro il Cagliari, e mi stavo mangiando la squadra quando scopriì che la Società invece di sostenermi stava pensando ad organizzare la festa natalizia. Scrivetelo, è questa la vera causa del litigio, altro che tutte quelle menzogne lette in questi anni.
E poi in quell’anno non fummo per niente tutelati a livello arbitrale, basti ricordare che la fondamentale gara persa contro la Samp fu decisa da un rigore inesistente per fallo presunto di Galia su Mancini.
Noi eravamo una pianta in mezzo alla foresta, per la prima volta nella storia la Juve poteva esser attaccata.
Alla base di tutto questo c’era la mancanza in società di una figura forte come Boniperti, di un tutore come Moggi.
Montezemolo praticamente non c’era mai per i suoi mille impegni in giro: 2 giorni in America, 2 a Zurigo, l’incarico da dirigente in RCS ed inoltre viveva a Roma….

Poi dopo la sconfitta di Genova ricordata prima, la stampa di Torino, che si sa bene è in prevalenza di fede granata, iniziò una campagna denigratoria contro di me ed è andata come tutti sapete.
Ma io ho fallito solo la qualificazione alla finale di Coppa delle Coppe ma nonostante questo tutt’ora quando incontro Roberto Baggio ancora si scusa per gli errori di quella sera.
In campionato mi era stato chiesto solo di fare un campionato di transizione….
Se fossi rimasto sulla panchina della Juve l’anno dopo avrei vinto lo scudetto ed avremmo costruito un ciclo di vittorie!”

CALCIOPOLI UN TEATRINO CON LA NUOVA JUVE COMPLICE
“Calciopoli? Meglio stendere un velo pietoso su questa vicenda. Ve lo dico, Moggi e Giraudo avevano già comprato Gerrard e Cristiano Ronaldo.
Si erano gettate le basi per un dominio bianconero che sarebbe durato almeno 20 anni ed allora hanno dovuto per forza inventarsi uno scandalo che uccidesse una squadra del genere.
E la nuova proprietà Juve ne è stata complice.
Ma dove si è visto mai un avvocato difensore che ancora prima di esser giudicato va davanti alla giuria e patteggia una pena congrua?

domenica 29 novembre 2009

Balotelli, ma quale razzismo!


L'argomento che più sta tenendo banco in questa settimana sono i cori dei tifosi juventini nei confronti di Mario Balotelli.
Come sempre i falsi perbenisti non hanno perso l'occasione per cavalcare la tigre dell'indignazione.
Premetto che chi scrive fa del rispetto per il prossimo uno stile di vita e condanna totalmente qualsiasi forma di razzismo e non concepisce questo modo di tifare dispregiativo nei confronti dell'avversario, ma è giusto specificare che il razzismo in questo caso non c'entra proprio nulla. La questione del becerume da stadio è atavica ed appartiene ad una ritualità, esecrabile quanto si vuole ma ahinoi consueta e tipica in tutte le curve italiane.
Al di là di tutte le ipocrisie, le tifoserie hanno sovente inneggiato a drammi, morti e quanto possibile per irretire l'avversario.
Che dire delle iniziative, striscioni e cori abominevoli contro Superga, Meroni, Scirea, Baretti, Paparelli, la mamma di Materazzi, il suocero di De Rossi, De Falchi, la strage di Bologna ed il dramma dell'Heysel, tanto per citarne alcuni?
Recentemente ad esempio, alcuni tifosi della Fiorentina hanno pensato bene di festeggiare il gemellaggio con il Liverpool presentandosi a Torino in occasione della sfida con la Juventus indossando una maglia dei reds con dietro scritto il numero -39!
E che dire del coro "Pessotto buttate de sotto" inneggiato da alcuni romanisti alla seconda giornata di campionato o del coro "gobbo maledetto salta anche tu nel laghetto" collegato alla tragedia di Vinovo e che da un po' di tempo a questa parte si può purtroppo ascoltare in molti stadi italiani. Ed un tifoso del Napoli che da sempre viene apostrofato ovunque come "coleroso, terremotato" o con un "Vesuvio lavali con il fuoco"o ancora "l'Italia agli italiani, fuori i napoletani", come dovrebbe reagire?
Questo è il tifo italiano. Nel bene e nel male.
"Balotelli non vie­ne insultato per il colore del­la sua pelle, ma per i suoi at­teggiamenti. Questo non è razzismo, l'Italia non è un Paese razzista. Se io non ho mai avuto proble­mi e Balotelli sì, il problema non è il razzismo, ma è lui che deve imparare a com­portarsi". Parola di Clarence Seedorf, uno dei giocatori di colore più attivi da sempre nella lotta al razzismo.
Ci si indigna per i cori contro Balotelli adesso? Giusto, ma solo se poi ci si indigna anche per i BUU, per i cori contro i napoletani o gli ebrei, per i "devi morire", per i vessilli politici sbandierati allo stadio, per l'odio verso le istituzioni o per tutte le volte che una tragedia viene usata per irretire l'avversario. Credetemi, per elencare striscioni e cori orrendi visti ed ascoltati negli stadi italiani non basterebbe un libro. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Non esiste una tifoseria immune da questa colpa.Ed allora che fare? Chiudere tutti gli stadi italiani? Chiudere tutte le curve? Diffidare tutti?
"Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto" cantava quasi 50 anni fa Francesco Guccini in "Dio è morto", testo della quale canzone andrebbe fatto leggere ed imparato a memoria nelle scuole italiane per quanto è rimasto sempre attuale ad ogni epoca che si è succeduta da allora. Quello che si sta ascoltando e leggendo in questo periodo è solo perbenismo interessato. Qual è la soluzione per mettere fine a questa ritualità atavica di becerità? Che la trovino proprio coloro che vengono pagati per ricoprire le cariche alte e prendere le decisioni. Altro che morale spicciola. Invece di perder tempo ad indignarsi, facciano i fatti sperando però che almeno una volta in Italia la legge sia davvero uguale per tutti.
In settimana intanto, nonostante l'ennesimo tentativo Zacconiano della nuova Juventus di patteggiare la pena, la Triade Moggi-Giraudo-Bettega è stata assolta dall'accusa di falso in bilancio perché "il fatto non sussiste". Questa difesa legale così debole e dimessa della società di Torino non può che riportare la memoria del tifoso juventino a Calciopoli: cosa sarebbe successo se la Juventus si fosse difesa davvero nel processo sportivo del 2006, invece di cercare in tutti i modi di farsi condannare con una pena congrua? Da questo procedimento ne esce completamente immacolato Roberto Bettega, non coinvolto in precedenza nemmeno per striscio dallo scandalo di Calciopoli. E' bastato questo per scatenare il popolo Juventino: sondaggi, forum e petizioni in suo favore. Se ne chiede l'immediato reintegro all'interno dei piani alti dirigenziali juventini. C'è chi poi come la redazione di "Tutti pazzi per la Juve" che ne chiede addirittura il reinserimento ma non con un ruolo qualunque: "per quello che Bobby Goal ha rappresentato per la Juventus merita la carica di Presidente, senza se senza ma, anche come forma di risarcimento per quanto subito in questi anni!" Potrebbe esser un fortunato remake di quello che Giampiero Boniperti ha significato per la storia della Juventus.
Disastroso turno di Champions.
Milan, Inter e Juve hanno fallito il primo match-point per chiudere subito il discorso qualificazione rimandando tutto adesso agli ultimi 90'. Non ha fallito questa opportunità invece la Fiorentina guidata da Cesare Prandelli, attuale miglior tecnico italiano del nostro campionato, che è riuscita a qualificarsi a danno del Liverpool di Benitez. Davvero un'impresa meritevole di applausi.L'Inter è stata per l'ennesima volta ridimensionata e presa a pallonate in Europa, questa volta per opera di un Barcellona privo di Messi ed Ibrahimovic. La Juventus è stata umiliata da un Bordeaux già qualificato mentre al Milan è andata di lusso contro il Marsiglia di Deschamps e solo la fortuna ha impedito il sorpasso della formazione francese. Per stabilire il reale valore del campionato italiano (mediocre, sufficiente o discreto che sia…) è giusto quindi rimandare tutto all'ultimo turno che si giocherà a 3 giorni di distanza dal big-match tra Juventus ed Inter, che ad oggi è dato ancora per disputato all'Olimpico di Torino e con Maicon squalificato. Ma con la giustizia sportiva di questi tempi ed il galoppo della tigre dell'indignazione e dei sospetti niente è da dare per scontato……

domenica 22 novembre 2009

Juve mia, quanta nostalgia....


Da Boniperti e Chiusano a Cobolli Gigli e Blanc.
Juve mia, del passato quanta nostalgia.....
"L'inizio? Non me l'aspettavo proprio, mi chiamò un amico che per me è un secondo padre, il dottor Gabetti dicendomi: cosa ne diresti di fare il presidente della Juve? Risposi io, se lo dici tu sono pronto" Giovanni Cobolli Gigli - intervista al Corriere della Sera del 6 Novembre 2009
"Ricordo che quando papà venne eletto presidente tornò a casa, mi chiamò insieme agli altri due fratelli, ci strinse in un abbraccio forte e poi disse: oggi ho coronato il sogno di una vita! Fu una delle poche volte che vidi le lacrime scorrere sulle sue guance…"Lettera di Francesco Chiusano (figlio di Vittorio) a giulemanidallajuve del 1 Novembre 2009.
Credo che basti confrontare queste due dichiarazioni, per capire il senso di nostalgia che assale il tifoso juventino in questo momento.
La Juventus è stata per lunghissimi anni vissuta come una passione, un amore immenso da proteggere da tutto e tutti. Non come un'azienda qualunque da gestire e portare all'utile.Oggi purtroppo non è più così.
Nei giorni passati ho avuto modo di contattare personalmente quello che forse di più nella storia della Juventus ha incarnato la figura del Presidente, Giampiero Boniperti.
Gli ho cordialmente chiesto di intervenire prossimamente nella trasmissione radiofonica "Tutti pazzi per la Juve" e lui pur declinando l'invito è stato di una gentilezza disarmante. Ebbene si, mi sono sentito proprio disarmato dal suo amore immenso per la Juventus. Avrei voluto dirgli che la sua difesa mediatica dell'avvocato Zaccone è stata sbagliatissima ed è servita solo agli anti-juventini per poter dire "l'ha detto pure Boniperti che meritavate la C…". Avrei voluto dirgli che la Juventus ha 112 anni di gloriosa storia, non 100 e che pur non amando la Triade avrebbe dovuto comunque gioire per quella meravigliosa dozzina di anni di successi.Ed invece appena ha scoperto che ero di Roma, ha cominciato a raccontarmi i meravigliosi duelli anni '80 con Dino Viola. Mi ha completamente rapito, sprizzando juventinità da ogni poro, riportandomi ad un calcio meraviglioso che ormai esiste solo nei ricordi di chi quegli anni ha avuto la fortuna di viverli.
La telefonata è durata circa 15', ma fosse dipeso da me mai avrei avuto il coraggio di metter giù quella cornetta.
"La più grande delusione della mia presidenza? La mancata finale di Coppa Italia nell'ultima stagione!!" Non ci crederete, ma questa non è una dichiarazione di Cellino o Spinelli e nemmeno di Zamparini o Campedelli, ma fa parte sempre dell'intervista rilasciata da Cobolli Gigli al Corriere della Sera.Vi rendete conto? Il presidente che ha guidato la Juventus al dramma della Serie B. Il presidente dei processi ingiusti e dei scudetti sottratti. Il presidente dei giocatori svenduti e di una squadra distrutta rimpiange una finale di Coppa Italia mancata.
Pazzesco.
Ritorno alla lettera del figlio del compianto Avvocato Chiusano:"Papà ha fatto tantissimo per la Juve. La difese all'inizio degli anni '80 quando scoppiò il calcio scommesse. La difese contro gli insulti di Zeffirelli. La difese in ogni sede, ovunque fosse possibile. Per lui esser juventino voleva dire indossare una maglia, una casacca che si doveva onorare e difendere sempre, mai infangare e insudiciare. Prima di ogni partita importante scendeva negli spogliatoi e in un tono tra l'affettuoso ed il burbero diceva ai giocatori: ricordatevi che dovete onorare la maglia che indossate. Ricordatevi che vi vedono milioni di tifosi. Loro confidano in voi, sperano in voi, hanno pagato e fatto sacrifici per esser qui oggi. Non deludeteli!"Non difendere la maglia e l'onore della Juve, questo si che è una vera delusione. Altro che mancare una finale di Coppa Italia.
Ed arriviamo in merito quindi al neo-presidente juventino. Nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport del 17 Novembre 2009, Jean Claude Blanc a precisa domanda ha così risposto: Il giorno del suo insediamento lei ha parlato di 29 scudetti dicendo che al trentesimo metterà la terza stella. Non le sembra un discorso un po' populista?"No, assolutamente. Ho detto la verità, ciò che sento nel mio cuore. Il fatto che rispettiamo la sentenza sportiva non vuol dire che la condividiamo. Quindi il prossimo sarà il trentesimo. E nel caso di vittoria in questo campionato metteremo la terza stella sulla maglia"A questo intervento del neo-presidente bianconero ha pensato bene di rispondere dalle pagine di Libero, Luciano Moggi:"Blanc insiste sui 29 scudetti. Avrebbe dovuto ricordarsene quando nulla si è fatto per difendere l'onore e la storia della Juve. Non capisco questa voglia di ricrearsi una verginità, quando ormai l'onore e la storia della Juve è stato sacrificato e dato in pasto a tutti. Blanc dovrebbe capire che il popolo juventino ha memoria lunga, sa quanto quella storia, carica di gloria sia stata vilipesa dall'attuale società, non potendo avere altro significato quel volersi astenere da ogni difesa nei modi e nei tempi giusti in cui doveva esser portata avanti, ma al contrario, suggerendo anche la condanna, salvo poi fingere di scoprire (così il defenestrato Cobolli Gigli) che nessun illecito era stato accertato (e Zaccone, invece fingendosi oppresso da troppe carte, nessuna delle quali forse era stata letta, parlò di un timore di serie C)"Su questa diatriba, come non esser assolutamente d'accordo con il punto di vista di Luciano Moggi?Caro Blanc, se veramente il prossimo scudetto sarà quello della terza stella allora deve andare a riprendersi gli scudetti sottratti dal processo di Calciopoli.E come detto in questa settimana dall'avvocato Paco D'Onofrio al sito www.ju29ro.com, in caso di assoluzione di Giraudo al processo di Napoli (la sentenza è attesa a breve, entro il 2009) la Juventus potrà farlo attraverso l'art.39 del Codice di Giustizia Sportiva chiedendo la revisione del processo e la restituzione dei 2 scudetti. Allora si Presidente che i tifosi crederanno davvero alle sue parole. Fino ad allora, le sue saranno solo ruffianerie e chiacchiere.
Chiudo con quanto da lei dichiarato ancora alla Gazzetta.E' possibile gestire una società di calcio come una normale azienda? "Certo. Lo stiamo facendo. Se qualcuno in Italia aveva bisogno di una dimostrazione, siamo noi. Il futuro, anzi il presente è questo. Calcio sostenibile ma competitivo"
Ma la Juventus non è un'azienda qualunque. È amore, è passione, è la compagna di una vita.
La Juve non si gestisce. Si ama!
Quando e se il nuovo corso lo capirà, sarà sempre troppo tardi....
L'intervento di Capitan Furino a "Tutti pazzi per la Juve"
29 SCUDETTI E TERZA STELLA
"Sono assolutamente d'accordo con il presidente Blanc.
Gli scudetti sono 29, perchè la Juve li ha vinti sul campo con sacrificio e sudore senza mai alterare nessun campionato.
Giusto quindi mettere la terza stella al prossimo scudetto ed aggiungo che i due scudetti sottratti durante Calciopoli andrebbero restituiti subito alla squadra bianconera.
Se penso poi che uno dei due è stato assegnato ad una squadra arrivata a 15 punti dalla prima posizione....."
JUVENTUS 2009-2010
"E' innegabile che la squadra si sia rafforzata rispetto alla scorsa stagione, sopratutto per gli acquisti di Diego e Felipe Melo. Certo alcune lacune come quelle dei terzini difensivi sono rimaste ma sopratutto la nuova Juve pecca di discontinuità ed in alcuni casi dovrebbe esser più esperta. Come ad esempio nella partita interna contro il Napoli dove sono stati sbagliati tutti i cambi per la troppa voglia di vincere ad ogni costo.
Comunque sarà importante il prossimo scontro diretto contro l'Inter ma sono certo che la squadra bianconera quest'anno venderà cara la pelle fino alla fine"
INFORTUNI
"Io ho la mia teoria. Credo che alla base di questa impressionante sequenza di infortuni ci sia l'elevata età media della squadra. La maggior parte dei giocatori sono fisicamente logori per i tanti anni di carriera affrontati a grandi livelli"
IL MERCATO CHE VORREI
"Mi piacerebbe che la Juventus non comprasse più solo giocatori affermati ma tornasse a comprare i giovani, come faceva ad esempio Boniperti tanti anni fa che ogni anno inseriva 2-3 giocatori promettenti di 20 anni ed almeno 1 l'azzeccava sempre.
Ecco il mio sogno è vedere comprare i FELIPE MELO a 5 milioni, quando ancora sono sconosciuti ai più e non a 25 milioni di euro...."
RITORNO DI LIPPI ALLA JUVE?
"Lippi è sicuramente una garanzia ma ripeto il mio punto di vista: largo ai giovani"
FUTURO NEL CALCIO
"Ormai sono solo un tifoso, che per passione si diletta a seguire la Juventus anche per il canale tematico. Con il calcio ho chiuso. Mi rimarrà per sempre però il rimpianto di non aver provato la carriera da allenatore...."

sabato 17 ottobre 2009

Moggi show


Il resoconto di TJ
Scarica l'intervento di Moggi per intero http://www.mediafire.com/download.php?jkmj3zymg2w
Un incontenibile Luciano Moggi ha lanciato nella notte alcune potentissime bombe nel bel mezzo di "Tutti pazzi per la Juve", la trasmissione radiofonica ideata e condotta dalla Combriccola Romana. Intervistato a 360°, l'ex direttore generale bianconero ha rilasciato deflagranti dichiarazioni che non hanno risparmiato proprio nessuno. Per oltre trenta minuti ha risposto alle domande della redazione. Sono state lette anche alcune tra le migliaia di e-mail, sms e messaggi inviati da tifosi bianconeri di tutta Italia, dai vari forum e dal fan club di Facebook.
Ecco l'intervista integrale concessa da Luciano Moggi:
Ciao Luciano, siamo stati sommersi di messaggi. L'affetto del popolo juventino nei tuoi confronti è sempre immenso
"Li ringrazio, ringrazio tutti quanti".
Oggi è circolata un'indiscrezione secondo la quale tu potresti essere presente all'assemblea degli azionisti della Juventus in programma il 27 ottobre prossimo. E' vero?
"E' vero, è vero. Ci sarò. Sì, perchè voglio rendermi conto di tutto quello che è stato detto, voglio che lo dicano apertamente".
Quindi sarai presente! Lo dai per certo?
"Sicuro".
Continua a circolare questa leggenda metropolitana che tutti gli infortuni subiti dai giocatori della Juventus negli ultimi anni siano dovuti ai campi di Vinovo. Che lo stesso Capello, tre anni fa, pare avesse detto di non voler far allenare la squadra lì. Mi confermi che questa è effettivamente una leggenda metropolitana?"
Questa non è neppure una leggenda. Non è assolutamente vero. Mai detto cose del genere. Neppure Fabio Capello. A parte il fatto che poi non ce li siamo neanche potuti godere, perchè prima abbiamo fatto questi bellissimi impianti e dopo ci hanno liquidati. Quindi, non c'era neppure il tempo di dire una cosa del genere".
A proposito di liquidazione. In settimana hai detto che la Juventus, pur di liberarsi di voi, ha accettato di suicidarsi. Secondo te, dunque, calciopoli è nata sostanzialmente perchè volevano far fuori voi?
"Mah, più che liberarsi di me, volevano liberarsi di Andrea Agnelli".
Calciopoli è nata quindi per far fuori Andrea Agnelli?
"Non è proprio così, ma c'era bisogno di far fuori lui e di sputtanare chi lavorava in quel momento alla Juventus. E ci sono riusciti in pieno. Faccio loro i complimenti, perchè hanno studiato bene tutto, nei particolari".
Secondo te è più colpevole la Juventus che non si è difesa, o quelli che odiavano la Juventus perchè era la squadra che vinceva senza spendere?
"Non voglio cercare colpevoli. Voglio solo dire che in qualsiasi processo, quando uno ammazza una persona, c'è sempre l'avvocato difensore che sostiene la non colpevolezza. La Juventus, invece, si è dichiarata colpevole. E voglio proprio sentire quali sono i criteri che hanno usato per dichiararsi colpevoli e per non difendersi".
Quindi tu andrai all'assemblea degli azionisti con questo scopo?
"Io voglio sentire, sono un azionista, anzi sono uno degli azionisti maggiori. Voglio sapere dalla loro viva voce cos'è successo. Perchè la Juventus non si è difesa e ricordo che l'avvocato Zaccone disse persino che la Juve poteva andare in Serie C. Probabilmente non ha letto le pagine che gli erano state date".
L'avvocato Zaccone ha detto questo solo all'assemblea di novembre. A luglio, infatti, scrisse personalmente una mail a me assicurando che non avrebbe accettato pena differente da quella inflitta a Lazio, Fiorentina e Milan
"Allora c'è stata una confusione di idee. Una volta chiedono 29 scudetti, un'altra volta.....Insomma, chiamiamoli pareri mutevoli, che però hanno rovinato delle persone".
Nei mesi precedenti lo scoppio di calciopoli, lei ha avuto qualche sentore di quello che stava per accadere? Si è reso conto di qualcosa?
"No, avevo sentito solo delle chiacchiere che poi si sono rivelate veritiere, di qualcuno che sapeva queste cose qua, ma non abitava a Torino".
In futuro, se cambiassero gli attuali vertici della Juventus, potrebbe tornare a far qualcosa per la nostra squadra?
"Io alla Juventus sono affezionato, quindi, perchè no? Sono molto affezionato anche per via di queste persone che hanno creato tutte queste dicerie".
Sempre su calciopoli: nell'ultimo periodo Bergamo ha rincarato la dose, dicendo di essere stato intercettato per conto dell'Inter, mentre De Santis ha fatto un passo indietro, scusandosi con la famiglia Facchetti...
"Facchetti è morto, sicchè ovviamente non può più parlare. E forse è una cosa buona non tirarlo in ballo. Ma d'altra parte sono successe delle cose per le quali è impossibile non tirarlo in ballo".
L'Inter ha minacciato di querelare Bergamo...
"Io non lo so. So soltanto che ho letto le deposizioni che ha fatto Tavaroli. Sono sufficienti quelle per dimostrare ciò che è successo e come è stato proposto tutto quanto".
Una domanda provocatoria da parte di un ascoltatore, relativa alla sua gestione: perchè si era tanto innamorato di Athirson al punto da scatenare una guerra col Flamengo?
"Perchè all'epoca Athirson era uno dei migliori giovani del Sudamerica, poi come spesso accade ai sudamericani si è perso e lo abbiamo rimandato indietro. A questo signore che scrive basta dire che poi sono arrivati Ibrahimovic, Emerson, Buffon, Thuram, Viera...ecc.. Quindi è difficile criticarci per quanto attiene la formazione delle squadre. Non a caso la Fifa ha dichiarato la Juventus allenata da Lippi, la più forte di tutti i tempi. Non solo come squadra, ma anche come società".
Nessuno può contestare la vostra gestione
"Certo. Attenzione, io non sono infallibile. Ma in quel momento Athirson non costava niente, è venuto a parametro zero e aveva tutte le credenziali per diventare un gran giocatore. Gli mancava solo il carattere e questo purtroppo l'abbiamo scoperto solo dopo".
Abbiamo visto come l'avvento di Berlusconi nel calcio abbia innalzato il potere d'acquisto, i prezzi, gli ingaggi, i valori dei giocatori. Poi è arrivato Moratti con i suoi fantamiliardi. E adesso, a parte Florentino Perez, si stanno tutti ridimensionando. Secondo lei, tra dieci anni, potrebbe esserci un ritorno ciclico al calcio dei fantamiliardi o ci sarà una tendenza sempre più morigerata?
"Prima di tutto, cominciamo col dire che noi siamo stati puniti dal fatto che facevamo le squadre senza spendere soldi. Gli altri che spendevano i soldi non ci vedevano certamente bene. A questo dobbiamo aggiungere le morti dell'Avvocato Agnelli e del Dottore Umberto. E praticamente siamo rimasti orfani di padre e di madre. Il che ha fatto scatenare la guerra di successione, tant'è che Andrea Agnelli, uno che capisce di calcio come pochi, non è stato neppure inserito nel Consiglio di Amministrazione, nostante gli sforzi miei e di Giraudo. Questo è già un fatto indicativo, che la dice lunga. Le squadre di calcio si possono fare anche senza spendere tanti soldi. Basta girare e conoscere giocatori. I club che invece hanno questi signori che mettono soldi in quantità, riescono anche a perdere, questo perchè i giocatori non sono presi con il criterio di metterli in un telaio di squadra che possa essere congeniale per loro. Quello che si è spesso verificato fino adesso. Il Real Madrid che compra solo attaccanti è bello, ma resterà sempre una seconda squadra. La prima squadra sarà sempre il Barcellona, che ora con Ibrahimovic si è completato. Le squadre bisogna saperle fare. E chi sa fare le squadre, spesso, spende meno. Chi investe 95-100 milioni molte volte vince meno rispetto a chi ci mette fantasia. Se poi tra dieci anni ci saranno ancora quelli come Moratti e come il Real Madrid che mettono ancora tanti quattrini sul mercato, sarà un bene per il calcio, perchè ci saranno sempre più furbi pronti ad approfittarne. Io con Moratti ho fatto lo scambio Carini-Cannavaro, che non era molto attinente alla realtà dei valori. Però l'ho fatto. Magari continuassero ad esserci questi presidenti, perchè quelli che s'intendono più di calcio, i più furbi, possono anche fare la squadra a loro spese".
Come vedrebbe un trio Diego-Amauri-Lavezzi?
"Non lo vedrei per niente perchè c'è un conflitto. Fermo restando l'attaccante di peso, il resto è tutto da vedere. Intanto a me non piacciono quelli che stanno dietro le punte. Sono giocatori che hanno piedi buoni, come il Baggio che avevamo noi, ma quando hanno il pallone cercano sempre il gol e gli attaccanti stanno a guardare. Si spostano, fanno movimento, ma non ricevono mai la palla. E magari la mezza punta può fare anche dei gol importanti perchè ha piedi buoni. Baggio, infatti, quando è andato al Brescia ha fatto dei grandi campionati perchè veniva utilizzato da prima punta e tutti giocavano per lui. Si tratta di giocatori buoni, ma anche pericolosi, perchè troppo spesso non passano il pallone agli attaccanti di ruolo. Lavezzi direi che non è proprio un giocatore da Juventus".
Quindi, lei, Diego non l'avrebbe preso?
"Su Diego ho delle perplessità. Intanto deve far vedere di essere un grande campione, anche se su questo credo di non aver dubbi, trattandosi di un giocatore tecnicamente molto dotato. Ma io lo utilizzerei in maniera diversa, come centrocampista puro, come in effetti mi è sembrato che fosse in certi momenti delle partite, perchè l'ho visto spesso giocare sulla linea mediana. Ma se gioca davanti, può diventare un problema perchè è uno che tira troppo spesso in porta e non si cura delle punte che potrebbero far gol. E' un giocatore da studiare: potrebbe essere meno attaccante e più centrocampista. Oppure il contrario. Per adesso ha dimostrato pochissimo in Italia. E siccome il gioco italiano è molto diverso da quello tedesco, bisogna aspettare che Diego faccia vedere quello che vale".
Venticinque milioni per Felipe Melo: il prezzo è giusto?
"Non scherziamo. Se Melo fosse stato italiano sarebbe costato cinque o sei milioni. La Fiorentina poteva pagare Mutu 40 milioni, invece l'ha pagato solo 7 milioni e mezzo".
Corvino ha comprato Cristiano Zanetti a 2,5 milioni, Marchionni a 4 milioni e poi ha venduto Felipe Melo a 25. Tre operazione distinte. Ma la Juve non poteva fare un'operazione unica e cercare uno sconto?
"Questo bisogna domandarlo ai dirigenti della Juventus. Io non ho seguito e non posso criticare. Resta il fatto che le cifre non sono reali. O meglio, sono cifre non confacenti con la realtà tecnica di giocatori come Melo".
Ora si parla tanto di questo modulo che potrebbe utilizzare Ferrara, il 4-2-3-1. Lei è convinto di questa barriera che il tecnico vuole formare davanti alla difesa con Melo e Sissoko? E poi chi toglierebbe tra i tre davanti? Marchisio? Che è uno dei giovani migliori e che in prospettiva potrebbe diventare uno dei più grandi centrocampisti d'Europa?
"No, io Marchisio non lo toglierei mai, perchè oltre ad essere tecnicamente bravo, ad avere visione di gioco e ad essere un centrocampista vero, è un giovane molto interessante che può contribuire ad aprire un ciclo nella Juventus. Di sicuro non avrei preso Melo. Anche se ritengo che Melo possa giovare a Sissoko. il brasiliano infatto è da considerare più un centrocampista difensivo e potrebbe favorire le frequenti scorribande del maliano, garantendogli un'adeguata protezione. Però ribadisco, Melo non l'avrei preso. E se l'avessi preso, non certo a quelle cifre".
Lei dunque avrebbe tenuto un giocatore importante come Zanetti....
"Senza dubbio, piuttosto che pagare venticinque milioni mi sarei tenuto Zanetti. E nel momento in cui fosse mancato lui, avrei fatto giocare in quella posizione Marchisio".
Le leggiamo un sms: "Ci manchi comandante, ti ringrazio per tutte le volte che ci hai fatto godere, ti siamo vicini, sarai per sempre uno di noi"
Io ringrazio tutti quanti. Mi fa piacere questa frase e soprattutto questa parola che è stata detta, "comandante", perchè era quella che mi diceva sempre il Dottor Agnelli. E mi fa proprio ricordare il Dottore".
A proposito del fatto che lei non avrebbe preso Melo. Alcuni tifosi dicono che lei stia gufando la nuova Juventus, che stia sperando che non vinca niente per dire che Luciano Moggi è sempre il migliore...
"Non è assolutamente vero. Io sono lontano da questi pensieri. Io se vincesse la Juventus sarei sempre contento, anche perchè batterebbe l'Inter. Perchè ormai le uniche due squadre che possono competere per il titolo sono proprio Inter e Juventus. E voi certamente sapete che io non amo l'Inter. Tra le due, preferisco sempre che vinca la Juve. Penso non ci sia il minimo dubbio. Purtroppo però, credo che attualmente la squadra di Mourinho sia ancora più completa, anche se i bianconeri hanno fatto un salto in avanti. E' dimostrato, tuttavia, che con la partenza di Ibrahimovic l'Inter può essere sottomessa. I nerazzurri hanno comprato due campiono come Eto'o e Milito, ma entrambi hanno bisogno di un gioco di squadra. Di una squadra che si sbilancia in avanti per supportarli. Quando c'era Ibra, invece, la squadra era più compatta, bastava mandare il pallone in avanti che pensava a tutto lui. La differenza è sostanziale. E purtroppo Ibrahimovic è stato dato via dalla Juventus. Se effettivamente stavano pensando ad una Juventus che dovesse essere ancora competiva in futuro, Il giocatore non doveva essere ceduto, perlomeno non all'Inter. Perchè è inutile spendere 25 milioni per Amauri, che costa quanto Ibrahimovic. Tanto valeva tenersi Ibra e darlo un anno in prestito. Non capisco la situazione. Se invece la Juventus è partita con l'idea di tornare in serie A e di fare solo qualche colpo di mercato, senza però ambire a fare quello che ha fatto la Juve di Ibrahimovic, allora va bene così, per carità. La polvere negli occhi si può buttare tranquillamente, ma i risultati sono più difficili da perseguire".
Dove non ci sono tanti soldi, ci vuole competenza e fantasia. Forse quest'estate la Juventus, prima di prendere Felipe Melo, avrebbe dovuto prendere Pantaleo Corvino, che è l'unico personaggio che per competenza potesse sostituire Moggi
"Sarebbe stata una scelta buona. Io Pantaleo Corvino lo stimo..."
Eppure si diceva che tra voi non corresse buon sangue...
"Non è vero, erano solo dicerie. Ci siamo presi di petto solo quando avevamo tre giocatori in comproprietà, ovvero Chiellini, Maresca e Miccoli. Poi dopo sono riuscito a farle in una certa maniera, e siamo rimasti contenti sia noi che la Fiorentina".
Corvino è l'unico che potesse sostituirla?
"Può darsi. Però, vedete, le società di calcio sono fatte in una certa maniera. E' difficile stabilire chi può essere sostituito e come. Adesso il problema è che una società di calcio va gestita come un'azienda e quindi servono persone che conoscano il calcio e sappiano amministrare il personale. Io non so se Corvino sappia amministrare il personale, ma come conoscitore di calcio è uno dei migliori".
Appunto perchè sono delle aziende, non ci vorrebbe una persona che capisca di calcio ed una che amministri il personale?
"Ma il direttore generale deve capire di calcio e amministrare il personale".
Ci può confermare che se non ci fosse stato lo scandalo di Calciopoli, la Juve avrebbe avuto tra le mani Cristiano Ronaldo?
"Cristiano Ronaldo l'avevamo preso. Era venuto a Torino a fare le visite mediche, ma Salas, che doveva andare in cambio allo Sporting Lisbona, ha bloccato tutto. Inizialmente voleva andare, ma all'improvviso ha rifiutato il trasferimento. E a quel punto abbiamo perso Cristiano Ronaldo. E' entrato poi il Manchester United che ha offerto 33 miliardi e noi non potevamo competere. Noi avevamo preso Ronaldo quando aveva 17 anni e 33 miliardi all'epoca sembravano una pazzia per un giocatore di quell'età. A prescindere dal fatto che non disponevamo di quelle cifre. Noi infatti non abbiamo mai chiesto soldi e facevamo con quello che avevamo".
Lei ha mai pensato che se non fosse arrivata calciopoli, la Juve avrebbe vinto la terza stella nell'anno del centenario dell'Inter?
"Non ci sono dubbi, su questo potete stare tranquilli. Avremmo vinto per altri quattro-cinque anni di seguito".
Molti sostengono che gli imputati di calciopoli stiano puntando alla prescrizione. Ci puoi confermare che tu non hai alcuna intenzione di accettare la prescrizione?
"Da parte mia è l'esatto contrario. Hanno voluto il processo e lo devono fare".
Adesso ci saranno nuove prove, nuove intercettazioni, vero?
"Il processo si farà nell' aula del tribunale"
Comunque tu non accetterai la prescrizione...
"No, non l'accetterò. Mai!".

lunedì 26 gennaio 2009

"A gamba tesa"su Moggi

Dedico l' Edizione Straordinaria della Rubrica a tutti coloro che adesso parlano di errori in buonafede.
Dedico l'intervista a tutti quelli che pensavano che la Juventus dell'era della Triade vincesse perchè comprava le partite e gli arbitri.
Dedico questa bella chiacchierata con il Direttore a tutti i tifosi Juventini.
Ma la mia dedica va sopratutto a tutti coloro che pensavano che il calcio senza Luciano Moggi sarebbe stato migliore.


Buongiorno Direttore. Nei 12 anni dell'era Triade si è mai pentito di qualcosa che ha fatto? Rapporti sin troppo amichevoli con le istituzioni del calcio (designatori arbitrali, organi federali), amicizie troppo strette con la società di procuratori Gea, provocazioni antipatiche ad altri dirigenti, membri del mondo calcio, giornalisti o altro.
In tutto questo elenco di rapporti che ha enumerato non devo pentirmi di niente. Avere rapporti amichevoli con le istituzioni è il compito di ogni buon dirigente di società. Essere collusi, tutto un altro discorso. I nostri erano solo buoni rapporti improntati sempre alla massima correttezza. Con i designatori arbitrali siamo stati sempre corretti. Idem con gli arbitri. Comportamenti che NON ERANO ASSOLUMANTE VIETATI (lo scriva grande e sottolineato) esattamente uguali a quelli che avevano tutti, anche se poi c’è stata una corsa a dimenticare telefonate ed inviti a cena che riemergeranno nel processo di Napoli in tantissime intercettazioni trascurate, chissà perché… Per quanto riguarda i procuratori abbiamo sempre dato il massimo rispetto a coloro che rispetto lo meritavano, Gea compresa. Il nostro obiettivo non era quello di favorire i procuratori, ma di prendere buoni giocatori per vincere e credo che, per questo, i migliori testimoni siano i risultati ottenuti. Quindi nessuna preferenza a nessuno, GEA compresa, dalla quale sono arrivati giocatori come Mutu a parametro zero e Legrottaglie e non gli Andrade. Il resto sono solo chiacchiere e falsità. Di provocazioni antipatiche a dirigenti ed esponenti in genere del mondo del calcio non ne ricordo, ma anche ve ne fossero state apparterebbero alla normale dialettica dei rapporti.

Si è mai pentito di aver sottovalutato i nemici mediatici (Mediaset, radio - tv e stampa romana, Gazzetta dello sport, giornalisti anti-juventini) lasciando passare indisturbate troppe accuse e diffamazioni nel corso degli anni, che sono state poi alla base del massacro mass-mediatico di quello che tutti ricorderanno come “Moggiopoli”?
MOGGIOPOLI è parola usata solo dal quotidiano rosa.. Tutti gli altri, correttamente, l’hanno definita “Calciopoli” proprio perché coinvolgeva più squadre e praticamente quasi tutti i dirigenti. C’era però bisogno di un capro espiatorio per dare un cenno..del cessato pericolo..affinché quelli che non sapevano vincere perché NON SAPEVANO FARE LE SQUADRE (scriva grosso e sottolineato anche questo) potessero fare il comodo loro, come in effetti sta avvenendo. Soltanto quando i miei avvocati leggeranno nelle aule del tribunale le intercettazioni dei miei ex colleghi (completamente trascurate..) facendo un confronto con quelle del sottoscritto, allora ci sarà da ridere. Ho sempre cercato di andare d’accordo con tutti, perché a questa abitudine ho conformato tutta la mia vita e non solo nel mondo del calcio. Mi è capitato negli ultimi tempi di non andare d’accordo con Enrico Varriale della Rai, ma non sono il solo, visto quello che è successo quest’anno con Zenga, allenatore del Catania. Quanto alle accuse, chi ha buona memoria dovrebbe riconoscere che le stesse sono indirizzate ora all’Inter. A giusta ragione, dico io, perché se si va ad osservare il campionato 2007-08, vinto dai nerazzurri, le distrazioni arbitrali che hanno favorito la squadra nerazzurra sono state in quantità industriale (e non richieste aggiungo io) basta citare alcune partite tra le più clamorose come Inter-Parma, Inter-Empoli o Inter-Palermo. Credo che quando la vedova Sensi ha affermato che lo scorso campionato lo doveva vincere la Roma aveva tutte le ragioni di questo mondo. Per non citare poi le sviste pro-Inter più clamorose di quest’anno come il gol convalidato contro il Siena con cinque nerazzurri in fuorigioco o come in coppa Italia contro il Genoa e la Roma. Solo che Moratti finge di non vederle e tace. Adesso stanno cercando di prendersela con la Juve, ma tanto ormai si sbaglia in buona fede no?

“Il calcio deve uscire dalle farmacie”. Forse è la frase migliore pronunciata da Zeman in tutta la sua carriera. Perché però quel giusto grido di allarme non fu utilizzato per cogliere l’occasione di controllare le farmacie di tutte le squadre di calcio e si cercò solo di criminalizzare invece la formazione che vinceva di più in quegli anni? Quanto si sarebbe potuto fare del bene al calcio se si fosse fatta un’indagine a 360°?
La Juve da questa vicenda ne è uscita pulita. Avessero fatto la stessa indagine a tutti invece…….
Vero, la Juventus ne è uscita completamente pulita sia a livello sportivo che penale. Quello che però le chiedo io è: adesso, a distanza di anni, a livello morale si sente di condannare l’operato del dottor Agricola di quegli anni? Tutti quei farmaci (leciti ma pur sempre farmaci) somministrati a ragazzi completamente sani…
Il Dottor Agricola è un professionista esemplare, scrupoloso e capace. Si può elogiare, non condannare.

Ritorniamo a Zeman. Tempo fa, commentando la crisi Juve di inizio stagione ha dichiarato: “alla Juve manca un regista…alla Moggi”. Secondo lei l’allenatore boemo ce l’ha davvero con lei o è sfruttato da quei giornalisti pavidi e codardi che non hanno il coraggio di accusarla in prima persona?
Credo che sia molto sfruttato dai giornalisti, che lo portano a rispondere come loro desiderano. Comunque Zeman è grande e vaccinato. Nessuno gli punta la pistola per dire le solite quattro bischerate quotidiane. Ho sentito tra l’altro, che gli hanno proposto di fare un film. Finalmente potrebbe aver trovato la sua vera collocazione!

Senza Calciopoli: Buffon sarebbe stato venduto al Milan (vuole smentire?) e Del Piero non avrebbe sopportato ancora Capello (dico bene?) e sarebbe emigrato via (magari rimpiazzato da Cassano..). Si può affermare quindi che le bandiere nel calcio moderno, dominato dai soldi, non esistono più salvo combinazione di una serie di fattori positivi? Quale sarebbe stata la squadra della Juventus 2006-2007?
Si sbaglia. Buffon non sarebbe mai stato ceduto e Del Piero, invece, avrebbe sopportato Capello. Diciamo che le bandiere sono diminuite ma ci sono ancora esempi illustri come Maldini, Del Piero e Totti. La squadra del 2006-2007, soltanto con qualche ritocco, avrebbe proseguito il suo ciclo di vittorie. Ecco perché nasce Calciopoli…..!

Molti sostengono che nella seconda parte del suo secondo anno in maglia bianconera Zlatan Ibrahimovic giocò appositamente male perché voleva il suo contratto adeguato al pari degli altri campioni. C’è qualcosa di vero in questa diceria? Senza Calciopoli ci sarebbero stati problemi per trattenerlo?
Queste sono solo fantasie. Problemi a trattenerlo non ci sarebbero mai stati. Mi sembra, poi, che Ibra anche da nerazzurro abbia elogiato la vecchia Juve e i suoi dirigenti. Ci sarà un motivo?

Ha mai creduto alla versione della nuova dirigenza bianconera, secondo la quale Ibrahimovic lo voleva solamente l’Inter? Ma come può uno dei giocatori più forti al mondo avere solo un acquirente e ad un prezzo così basso? Avessero aspettato qualche giorno a venderlo, non si sarebbe scatenata un’asta al rialzo?
Da chi ha sbagliato una cessione del genere per averlo trasferito ad una diretta concorrente e ad un prezzo cosi basso, non ci si può attendere una versione di comodo diversa. Chi sia Ibrahimovic lo ha dimostrato prima alla Juve e poi all’Inter: la storiella che non ci fossero altri pretendenti fa solo ridere. Dispiace dirlo ma, sopratutto con IBRA la nuova dirigenza ha sbagliato tutto, cedendolo ad un’avversaria ed a prezzo di liquidazione..quando tutto il mondo calcistico lo avrebbe acquistato e non certo a quelle quotazioni.

Vieri, Roberto Baggio, Zidane, Peruzzi, Henry. All’epoca era davvero impossibile trattenerli? Ne ha mai rimpianto la cessione?
Vieri voleva andar via. Se ci pensate in tutta la sua carriera ha voluto sempre cambiare. Roberto Baggio era un grandissimo campione ma non ci sembrava più compatibile con il gioco della Juve, anche perché avevamo in casa un certo Del Piero…Al suo posto poi sono arrivati fior di campioni. Stessa cosa per Peruzzi o qualcuno ha dimenticato forse che abbiamo preso Buffon? Zidane, invece, voleva andar via e quando un giocatore è così determinato, puoi solo cercare di far fruttare al massimo la cessione (aveva anche 30 anni), cosi come è stato fatto con un trasferimento di importo record che ancora resiste nel tempo. Come disse l’Avvocato”Fu acquistato per un tozzo di pane e rivenduto a 150 miliardi di vecchie lire”. Se proprio mi sono pentito di una cessione, è stata quella di Henry, ma forse era capitato alla Juve nel suo anno sbagliato. Era giovane e non voleva fare la riserva perchè voleva andare a tutti i costi in Inghilterra a riabbracciare il suo vecchio allenatore. Anche in questo caso però abbiamo preso campioni che non lo hanno fatto certo rimpiangere.

La triade è stata completamente distrutta. Eppure di quel tridente storico solamente lei ha scelto di difendersi in pubblico ed esporre la sua difesa. Perché Antonio Giraudo e Roberto Bettega si sono isolati in un silenzio “assordante”?
Io ho scelto la mia linea perché ho ritenuto giusto continuare a battermi anche in pubblico a difesa del “nostro” (non solo mio) operato e perché non mi ritenevo (ci riteniamo) responsabile (responsabili) di niente. L’ho fatto, perché convinto che difendendo me (noi) e il mio (nostro) lavoro difendevo anche la causa juventina. Sapevo fin d’allora che la difesa sarebbe stata difficile e persino osteggiata in un calcio che ti condanna a priori senza prove e con la forza mediatica e di una carta stampata che ti viene scaraventata addosso ogni giorno ed in ogni momento con la tecnica di mandare in mille pezzi la tua immagine cercando di distruggerti anche fisicamente. Giraudo e Bettega hanno deciso diversamente e non voglio chiedermi il perché. E’ una decisione che appartiene a loro.

Cosa pensa dell’incontro di poco tempo fa tra Berlusconi e Giraudo insieme a Capello? Poco dopo che il premier si incontrò con lei…
Giraudo è in Inghilterra, Capello anche. Penso che l’attuale situazione comune logistica li abbia portati ad un incontro amichevole con Berlusconi

L’avvocato difensore della Juventus Cesare Zaccone il 12 Luglio 2006 rispondendo ad una mia e-mail mi assicurò (e-mail che custodisco ancora gelosamente) che la Juventus non avrebbe accettato pena diversa da quella inflitta a Milan, Lazio e Fiorentina e che per questo si sarebbero battuti in ogni grado di giudizio. Quattro mesi dopo invece durante l’assemblea degli azionisti dichiarò che “con quelle carte si rischiava la serie C”. Ancora non riesco a darmi una risposta (o forse non voglio darmela) per quella netta virata. E lei?
Io la penso come lei. E in quanto al presunto rischio della serie C, i lettori possono riandare alla conclusione della sentenza sportiva che non accertò alcun illecito e sulla quale un giudice, Dr. Serio, accertò che la Corte aveva seguito il “diffuso sentimento popolare”. Non c’è nessuno che non senta riecheggiare i metodi della caccia alle streghe ? Erano le streghe quelle che finivano al rogo, no? Basterebbe infine riascoltare le parole del Commissario Rossi quando fu giubilato (aveva fatto tutto quello che doveva fare e non serviva più) ”mi avevano detto che bastava far fuori i dirigenti della Juve….Ed invece mi sono accorto che chi comandava, comanda ancora e vuol continuare a comandare”. Ergo.

Se le togliessero la squalifica e Moratti le offrisse nuovamente una proposta di lavoro la valuterebbe?
Assolutamente no.

Visto che all’epoca fu un fenomeno molto diffuso, avete mai pensato di falsificare passaporti come fece ad esempio Oriali per l’Inter?
Assolutamente no. Queste sono cose da ”banda degli onesti”. E poi d’altra parte come avrei potuto pensare ad una cosa del genere non essendo in buoni rapporti con l’esperto del settore, Franco Baldini, allora dirigente della Roma e attualmente della nazionale inglese ?

Perché nessuno in questi 3 anni ha mai avuto il coraggio di scrivere sui giornali più importanti o dire in tv che Collina si organizzava per andare di nascosto a cena con Galliani, nel ristorante (chiuso al pubblico) di Meani? E’ stato deluso dai commenti di qualche giornalista, opinionista tv o tifoso in questi 3 anni?
Perché la legge, anche quella sportiva, è si uguale per tutti, ma per qualcuno e più uguale che per altri… Su quella vicenda non è stato posto un velo, ma un macigno. E il perché si capisce: anche solo un sospetto avrebbe impedito l’investitura solenne di Collina designatore. Deluso? Un’infinità di volte nel periodo più crudo di Calciopoli. Adesso in tanti, soprattutto tra giornalisti ed opinionisti, si sono riposizionati o lo stanno facendo ora. Debbo meravigliarmene?

Per descrivere la sua vita nel calcio ha scritto una bellissima autobiografia dal titolo “un calcio nel cuore”. A chi dedicherebbe/darebbe invece “un calcio nel culo”?
Non ho esperienze in merito. Si potrebbe però chiedere a Cannavò che sul ”calcio in culo” ha fatto una sorta di elegia e di ricerca storiografica al tempo di quello scagliato da Silvio Baldini a Mimmo Di Carlo (articolo del 29 agosto 2007 ”restituiamo dignità al calcio in culo”)

Che idea ha della proprietà della Juventus e della nuova dirigenza? Cosa le ha più dato fastidio in questi 3 anni? Le mancate condoglianze alla perdita di suo padre, il mancato ringraziamento alla presentazione del nuovo stadio, la mancata difesa mediatica alle accuse di scorrettezza riguardo vittorie epiche come quella del 5 Maggio 2002 o altro?
Non voglio essere io ad affrontare questi temi, preferisco che siano i lettori ad esprimere il loro giudizio. Ma in questo elenco di domande manca sicuramente qualcosa: l’esplosione dei giovani che adesso fa impettire i nuovi arrivati, senza che nessuno di essi rivolga un grazie a chi quei giovani ha scovato, allevato e vi ha creduto. Quando persi mio padre, le persone che mi volevano bene mi sono state vicine e questa per me è la cosa più importante. La vita e gli affetti sono una cosa, il calcio un’altra.

Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Ormai le domande a me stesso le ho da tempo esaurite. Stò mettendo insieme invece tutte le risposte che devo dare e che darò.

Mi faccia fare uno sguub (come direbbe Biscardi). Mi dica una cosa che non ha mai confessato a nessuno.
Non ho sguub particolari per dirla alla Biscardi, ma ancora non ho detto tutto ciò che conosco dell’ambiente calcistico...
C’è almeno una vittoria di quelle ottenute nei 12 anni di Juventus che sente di aver “rubato”, o alla quale comunque è meno legato per il modo in cui è arrivata?
Assolutamente no. Sono state, tutte sudate e limpide.

Qui a Roma l’hanno prima amata e poi maledetta (al punto di arrivare addirittura a slogan come quello per magliette e cori : Moggi magari mori oggi….). Eppure non sono pochi quelli che l’avrebbero voluta per “comandare” il calcio proprio dalla Capitale. (Altro che vento del nord…)
E’ difficile accontentare tutti. E non voglio sapere quanti mi avrebbero voluto alla guida della Roma. Sò soltanto che mi sarebbe piaciuto tornarci e che vi avrei messo lo stesso impegno che ho profuso nella Juve.

Per chiudere, dopo tutto quello che è successo nell’estate 2006 sente di dover chiedere scusa in qualche modo ai tifosi juventini per quello che hanno sofferto?
Debbono chiedere scusa quelli che, potendo, non hanno difeso la Juve, portandola ad una retrocessione che assolutamente non meritava. L’ha ricordato Lei prima: l’Avvocato Zaccone disse che la Juve non avrebbe accettato una pena diversa da quella di Milan, Lazio e Fiorentina. Poi se ne è dimenticato. Quella B non appartiene a Noi, ma a coloro che l’hanno subita senza combattere, forse perché a quel tempo c’era il problema di distruggere in qualunque maniera l’immagine della Triade, senza capire che in tal modo è stato fatto solo autolesionismo, con una macchia della B che purtroppo resterà indelebile nella storia della Juventus.

lunedì 9 luglio 2007

Verdelli, non così

Lettera aperta a Carlo Verdelli

Buongiorno Direttore,
le scrivo in merito alla sua intervista pubblicata sul numero 7 di Hurrà Juventus.
Le chiedo scusa in anticipo perché non sarò breve nel risponderle.
Per la prima volta in vita mia sono stato definito uno “squadrista”, e di questo sono veramente indignato.
Mi scusi inoltre se scrivo in prima persona, ma mi sento di poter rappresentare a pieno il mondo dei forum.
D’altronde senza falsa modestia, spero di non passare come arrogante nel considerarmi uno dei tifosi juventini più conosciuti sul web.
“Quello che è successo nei forum non ha nulla di spontaneo, ma è evidente che c’è chi ha sobillato.
E’ stata una campagna di stile squadrista”.
Con questa frase lei ha messo in dubbio la mia onestà intellettuale.
La mia, e quella di tantissime altre persone perbene.
Mi dispiace, ma proprio non posso accettarlo.
Usando un titolo, cui il suo giornale è particolarmente affezionato (soprattutto quando c’è di mezzo la Juventus), la mia prima sensazione alla lettura della sua intervista rilasciata al bravo Simone Stenti è stata:
“Verdelli, non così!”
Ma ha idea di cosa è veramente un forum? Non credo.
Altrimenti mai avrebbe potuto dire una simile “sciocchezza”.
Il forum è quel luogo virtuale dove si radunano persone provenienti da ogni parte del mondo, persone di diverso ceto sociale, persone di ogni età, persone di diverso grado di educazione e cultura.
Persone che non hanno in comune nulla o magari solo una cosa.
E in questo caso, quella cosa è la Juventus.
Ma sulla disomogeneità del tifo bianconero si potrebbe scrivere un libro a parte.
Il tifo juventino mai è stato spaccato in vita sua come in questo momento.
Quelli che rimpiangono la Triade. Quelli (pochi) che la maledicono. Quelli che amano Lapo. Quelli che non lo sopportano. Quelli che “non toccatemi i 29 scudetti”. Quelli che “Moggi ci ha rovinato”.
Quelli che “ma Zaccone perché non sta zitto?”. Quelli che “Zaccone ci ha salvato dalla serie C”.
E così dicendo.
Io stesso tempo fa, nel mio piccolo, ho creato un blog personale, con l’unico obiettivo di ricompattare il tifo della Vecchia Signora che purtroppo si sta disperdendo e frazionando.
Proprio quello che mai una tifoseria dovrebbe fare, soprattutto in un momento difficile come questo.
E secondo lei, quindi, una tifoseria che non riesce a mettere nemmeno 10 persone d’accordo sarebbe stata capace di organizzare una campagna denigratoria squadrista contro la Gazzetta dello Sport?
Suvvia, non posso credere che lo pensa davvero.
Il popolo bianconero ha smesso di comprare la Gazzetta solamente perché ha visto che non c’è parità di trattamento con le altre squadre.
Lei non può nemmeno immaginare quanta gente è rammaricata dal fatto di non poter più comprare il giornale rosa.
Mio padre, che era un lettore della Gazzetta da oltre 50 anni, dopo questa estate ha detto che mai più spenderà un solo euro per comprarla. Forse anche mio padre è uno squadrista?
Le assicuro che non sa nemmeno accenderlo un computer.
Tempo fa in un’intervista doppia che realizzai per un giornale Juventino misi a confronto due correnti di pensiero totalmente contrapposte: l’editorialista del Tempo Franco Melli contro il suo vice direttore alla Gazzetta dello Sport Ruggero Palombo.
Questo perché io amo sempre il confronto. E sono contro ogni tipo di censura e di faziosità.Sa a distanza di tempo cosa mi colpisce ora?
Il fatto che lei ha chiesto di rispondere alla domanda se si sentiva con la coscienza pulita.
Non ci crederà, ma è la stessa richiesta che Palombo ha fatto anche a me.
Perlomeno strano, non trova?
Nella sua intervista dice: “La nuova dirigenza Juventina sa bene cosa ha rischiato. Non dimentichiamoci che lo stesso avvocato Chiappero si era rassegnato ad un destino atroce”.
Falso. Fortemente falso. Fortissimamente falso.
L’avvocato Chiappero, il 1 Agosto 2006, rispose così ad una mia lettera:
“Gentilissimo signor Discreti, penso davvero come Lei che se avessimo avuto una Corte Giusta, non saremmo stati condannati. Forse più che “giusta” sarebbe meglio dire “coraggiosa”, perché di coraggio si trattava.
Di fronte ad un’opinione pubblica, che ancora oggi chiede la condanna della Juventus e dei suoi dirigenti, sarebbe stato necessario avere una Corte formata da persone capaci di resistere alla veemente critica dell’opinione pubblica una volta assolta la Juventus dall’illecito sportivo”.
Si rende conto? L’Avvocato Chiappero parla chiaramente di pressione mediatica. Parla di condanna mediatica.
E sa chi ha contribuito fortemente a quel clima da caccia alle streghe? Proprio il suo giornale.
Proprio il giornale rosa che con un giorno di anticipo, misteriosamente, sapeva sempre anche le sentenze in modo quasi perfetto.
Ma forse lei si è sbagliato, nel rispondere durante l’intervista. E invece dell’Avvocato Chiappero, avrebbe voluto dire l’avvocato Zaccone. Non è forse così?
Nessun problema. Ho avuto corrispondenza anche con l’avvocato Zaccone.
Magari si starà chiedendo: ”Cavolo, ma questo qui scrive(rompe) proprio a tutti?”
Si. Ci sarà un motivo se Roberto Beccantini, il più grande giornalista sportivo in circolazione, mi ha soprannominato “Il Furino del web”?
L’avvocato Zaccone, il 12 Luglio 2006, rispose così ad una mia lettera:
“Caro Stefano, lei ha perfettamente ragione quando scrive che la società non ha fatto nulla di illecito: purtroppo, come Lei sa, ci sono stati comportamenti sbagliati dei suoi dirigenti; e di questi comportamenti, per la legge sportiva, la società deve inesorabilmente rispondere. Io ho detto chiaramente in ogni sede e quindi anche alla commissione che non possiamo essere trattati diversamente dalle altre squadre, perché i comportamenti dei nostri dirigenti sono stati identici a quelli di Lazio, Fiorentina e Milan. Anche la società è di questo avviso e quindi non accetteremo un trattamento diverso e peggiore, facendo ogni ricorso in ogni possibile sede”.
Si rende conto di cosa c’è scritto anche qui? L’avvocato Zaccone, parla si di comportamenti sbagliati ma scrive chiaramente anche che la Juventus non avrebbe accettato trattamento diverso da quello del Milan, tanto per farle un nome.
Si, parla proprio di quel Milan che meno di 2 mesi fa ha vinto una Champions League, mentre la Juventus disputava il primo campionato di serie B in 109 anni di storia, con la bacheca scudetti alleggerita di 2 campionati vinti sul campo.
Uno di questi, che tra le altre cose non è stato nemmeno oggetto di indagini, è finito nella bacheca trofei della “Banda degli Onesti”.
Squadra che, a quanto sembra, nemmeno avrebbe potuto iscriversi al Torneo in questione.
Anche questo è perlomeno strano, non trova?
Alla domanda di Stenti, se lei avrebbe assegnato lo scudetto all’Inter lei risponde così:
“No. Avrei lasciato un buco di due anni nell’albo d’oro”.
Lei non l’avrebbe assegnato. Sandulli non l’avrebbe assegnato. Pancalli non lo avrebbe assegnato.
Quasi nessuno lo avrebbe assegnato.
E’ lecito quindi sospettare che il signor Guido Rossi abbia assegnato lo scudetto a tavolino all’Inter solo in quanto tifoso ed ex dirigente della stessa?
Se poi si pensa che dopo questa decisione presa in fretta e furia, il signor Guido Rossi ha abbandonato subito il mondo del calcio, si fa bene a pensar male?
“A pensar male si fa peccato, però ci si azzecca quasi sempre”, diceva un vecchio saggio.
Nell’ultima risposta della sua intervista, inoltre, lei dichiara:
“Lo scandalo del calcio è stato un avvenimento emozionalmente fortissimo, che ha riguardato tutti gli appassionati. Per il più grande giornale popolare ha avuto effetto equivalente alle elezioni politiche o a un nuovo Papa. Si, è stata una fortuna. Che però ci siamo anche, in piccola parte, guadagnati: non fosse stato per noi, il rischio di insabbiamento sarebbe stato fortissimo. E’ stato grazie alla Gazzetta dello Sport che abbiamo potuto sapere cosa stava bollendo nei corridoi del Coni e delle Procure”.
Mi scuserà se in anche in questo punto trovo alcune cose non vere e sminuirò ancora il ruolo della Gazzetta dello Sport, ma posso assicurarle che quando si tratta di parlare e di fare le pulci alla Juventus, la parola insabbiamento non è mai esistita e mai esisterà anche in futuro.
Quella parola la si può accostare solo ad altre nobili squadre del calcio italiano.
Sono quasi in conclusione caro Direttore.
A questo punto voglio chiederle una cosa:
“Ha ancora dubbi sull’onestà intellettuale dei forumisti?”
Non sarà, che coloro che frequentano i forum, una volta lette risposte come quelle ricevute da me dall’avvocato Chiappero e dall’avvocato Zaccone, si sono fatti una propria opinione e in perfetta libertà di scelta hanno deciso di non comprare mai più un giornale come il suo, semplicemente perché Voi avete riportato una realtà completamente diversa?
E glielo dice uno che ha come modelli da imitare il silenzioso padre operaio, Papa Woytila, Madre Teresa di Calcutta, Nostro Signore Gesu Cristo e non certo Moggi e Giraudo.
So’ bene che questa lettera resterà beneficio di pochi eletti (i forumisti “squadristi” di certo);
“quello che non leggerete mai sulla Pravda Rosa”, così titolerebbe questa lettera, il bravissimo editorialista de Il Foglio, Christian Rocca. Uno squadrista come noi? Come me? Come mio padre?
Per chiudere, mi scusi ancora se mi permetto io di rispondere alla domanda che fa da titolo alla sua intervista comparsa su Hurrà Juventus:
“E se vi dicessi che quest’anno ho tifato Juve?”
Ci credo. Certo che ci credo. Senza la Juve, la serie A è un campionato con la a minuscola come scritto dal direttore di Tuttosport Giancarlo Padovan.
Senza la Juve, il calcio in Italia non esiste. E lo testimoniano i dati auditel e il calo delle vendite dei giornali.
Cordialmente,
“lo squadrista, figlio di squadrista, amico di squadristi”
Stefano Discreti