lunedì 25 giugno 2012
Cuore Italia, l'Inghilterra va a casa
venerdì 15 giugno 2012
ITALIA, chi è causa del suo mal...
lunedì 11 giugno 2012
ITALIA, buona la prima ma...
Una magia, l'ennesima stagionale, di Pirlo spiana la strada a Di Natale. Fabregas riporta però gli azzurri sulla terra.
giovedì 20 maggio 2010
Nasce la Juve di Andrea
giovedì 11 marzo 2010
Fuori anche il Milan...
mercoledì 10 marzo 2010
Italia retrocessa?
L'ex direttore di Tuttosport, Giancarlo Padovan ha scelto i microfoni della prestigiosa trasmissione radiofonica "Tutti pazzi per la Juve" per annunciare la nascita di un nuovo settimanale sportivo a partire da Settembre 2010 del quale sarà direttore. Padovan è poi ritornato su Calciopoli accusando duramente la nuova dirigenza juventina in un'intervista senza peli sulla lingua tutta da leggere.
Salve direttore, quando abbiamo annunciato la sua presenza, abbiamo ricevuto tantissime testimonianze di affetto da parte dei tifosi bianconeri che la considerano uno dei pochi giornalisti che ha raccontato i fatti di Calciopoli con obiettività e senza faziosità.
“Mi fa molto piacere che gli juventini mi ricordino cosi. Tornerò presto al ruolo direttivo di un quotidiano sportivo, anche se non sarà Tuttosport. Nel nuovo giornale troveranno spazio le mie idee e quelle di chi la pensa come me, dove si potrà tornare a parlare di Juventus in modo completo, perchè da osservatore mi sembra che intorno alla Juve il tema Calciopoli sia stato rimosso. C’è ancora spazio per ricordare che è stata una grande ingiustizia e poi va spiegato realmente cos’è stato, perchè non bisogna dimenticare che Calciopoli è stata la causa di tutto che ha poi ha portato l'attuale Juventus ad esser gestita da una dirigenza incompetente, inetta e presuntuosa.”
Quindi, visto che anche molti radioascoltatori ce lo chiedono, ci pare di capire che sicuramente non tornerà a Tuttosport?
“No, non è che non tornerò, anche perchè se fosse dipeso da me non me ne sarei neanche andato. Ricordo a tutti comunque che erano passati cinque anni di direzione e che non sono pochi e poi su Calciopoli ho avuto tutto il 2006 e il 2007 per dire quello che pensavo. Se sono ricordato cosi affettuosamente dai tifosi è perchè erano d’accordo con le mie vedute obiettive. Colgo l'occasione di esser ospite nella vostra prestigiosa trasmissione per dare in anteprima a tutti i vostri ascoltatori la notizia che dal 13 settembre 2010 tutti i lunedì uscirà un nuovo settimanale sportivo del quale sarò Direttore e che parlerà del calcio del fine settimana con molti pezzi di approfondimento. La sede di lavoro sarà Torino ma avremo anche una sede a Milano. Sarà un settimanale calcistico dove troverà molto posto la Juventus e molto spazio quei temi che i giornali sportivi non trattano più....”
Quindi una voce nuova. Dopo Calciopoli il tifoso juventino ha sempre di più un rapporto conflittuale con la carta stampata...
"Non credo che occorra essere tifosi di una squadra per capire che c’è bisogno di qualcosa di nuovo. Parleremo ancora di Calciopoli perché è una ferita aperta e perchè alle tante domande che tutti si sono posti, non è stata ancora data risposta."
Quando al processo di Napoli si sentono testimonianze come quella del guardalinee Coppola viena da chiedersi -Ma Calciopoli è stata tutta una fiction-?
“Tralasciando le intercettazioni Telecom, le lotte di potere, i conflitti di interesse di Guido Rossi, Calciopoli deve avere però anche una lettura interna: va bene il discorso sulla grande truffa messa in atto da una società, vanno bene le correlazioni con Guido Rossi, con questi “argonauti” gettati nel mondo del calcio come li chiamava Andrea Della Valle, però dobbiamo individuare la vera questione, ovvero la lotta interna della famiglia Agnelli. In giro si dice che il signor John Elkann, resosi finalmente conto della complessità del mondo del calcio e dell’impossibilità di andare avanti così, stia contrattando con il cugino per vedere se riesce a affidar lui la Juventus per andare ad occuparsi a tempo pieno della Fiat.”
I dirigenti bianconeri gestiscono una società così importante con totale inesperienza...
“Il bello è che accusavano la triade di esser antipatici. Appena si è insidiata la nuova dirigenza dissero subito che la nuova Juve sarebbe dovuta essere simpatica. Anche se non erano simpaticissimi la Triade però sapeva fare calcio. Questi nuovi dirigenti sono invece presuntuosi pensando di poter gestire una società come la Juve senza esperienza, collezionando invece una serie di pessime figure che rischiano di portare la Juventus ai margini dell’Europa calcistica. Spesso si parla di Maifredi e della sua Juve, ma occhio, perché al peggio non c’è mai fine. Adesso, ad esempio, c’è la sicurezza che la Juve arriverà quarta, ma non vedo tutta questa sicurezza.”
Anche il calendario non è tra i più favorevoli. E' lontano un ritorno dell’antipatia vincente in casa Juve...
“E’ soprattutto quello il punto. Vedete quant’è antipatica l’Inter adesso? Beati loro. Quanto manca alla Juve una sensazione così: adesso gli interisti sono antipatici e vincono come prima succedeva alla Juve, hanno inaugurato una serie di vittorie che prima appartenevano solo alla “vecchia signora”. L’Inter ha fatto diverse operazioni e adesso è arrivata a questo livello. Sono arrivati dove volevano arrivare: i nerazzurri o prendevano Moggi (come Moratti aveva provato) o lo distruggevano. Una delle due cose è andata in porto e adesso l’Inter è diventata quella che sognava di essere, cioè la “Juve” degli anni d’oro, la squadra dominante del nuovo millennio.”
Da uomo di comunicazione qual è, le diciamo che i tifosi si lamentano spesso del debole rapporto che ha la società con i media. Spesso non si difende nemmeno da accuse incredibili. Come dovrebbe migliorare la Juventus sotto questo aspetto, per tornare ad essere trattata con più rispetto?
“Per tutte le cose ci vuole strategia. La comunicazione non è la cosa principale ma anche in questo discorso manca la società, manca una guida. Una volta fare comunicazione alla Juve era più facile, c’era Moggi che la gestiva. Oggi mancando un personaggio di riferimento di quello spessore, chi fa comunicazione si trova a disagio, e se io fossi il responsabile di questo settore chiederei subito alla società che tipo di impostazione vorrebbero avere. Gli chiederei se dovremmo fare la guerra a qualcuno, qual è l’obbiettivo che ci poniamo, se dobbiamo subire la guerra degli altri senza poter dire nulla. E poi gli chiederei se abbiamo un azione strategica. Queste sono domande da porsi. Loro però non se le fanno perchè sono presuntuosi. Se la Juventus si doveva rinnovare, avrebbe dovuto avere l’umiltà di abbattere tutto quello che c’era stato prima e ricominciare. Invece la squadra ha le gambe poderose del passato ma ha la testa larga, direi che è un microcefalo. Non ha sviluppato il cervello e non ha ne capacita ne volontà."
Gli ascoltatori le chiedono cosa ne pensa di Giovinco.
“Sembra banale dirlo, ma se non gioca è complicato anche solo capire quali sono i margini di miglioramento e le sue possibilità di sviluppo. Credo che sia un trequartista tipico, ha delle capacità però che inducono un allenatore a schierarlo anche da esterno di centrocampo dove non ha ne passo ne resistenza. Oggi Giovinco farebbe bene ad andare in una società medio grande, dove può giocare con continuità. Io avevo dei dubbi su di lui, invece nel recente passato me li aveva dissipati, ma per imporsi deve giocare. Se noi chiediamo alla società perché lo hanno tenuto, loro non lo sanno, perché se prendono Diego e Candreva è chiaro che non ci sarebbe stato spazio per lui. Chi fa la campagna acquisti la fa a caso: la domanda non è se Diego o Melo vanno bene o vanno male, il punto è, servono o non servono? E se servono, a quale progetto di gioco sono dotati? Tornando a questa estate, abbiamo visto una società che prima doveva prendere Conte, poi Giampaolo, poi Gasperini e poi Ferrara che fa il traghettatore del nuovo ciclo Lippi. Già solo questo è segno di precarietà, adesso poi abbiamo assistito alla balla Benitez.”
A questa ipotesi i tifosi non hanno creduto per niente, nonostante alcuni giornali, in particolar modo Tuttosport abbiano seguito la vicenda da vicino.
“Meglio che non mi fate parlare di questo, Tuttosport è un discorso alle spalle e non mi permetto di parlar male di chi mi ha sostituito. Ognuno fa quello che vuole e raccoglie i risultati che può, è chiaro che i risultati della Juve sono vitali per Tuttosport: se le cose vanno male, il giornale ne soffre."
Direttore a presto e grazie per essere stato nostro ospite.
“Ci potete contare e presto verrò ospite direttamente nei vostri studi di Roma. Alla prossima."
domenica 7 marzo 2010
Colpo Grosso

Due estati fa i tifosi juventini sognavano l'arrivo di Xabi Alonso, che avrebbe dovuto far dimenticare i fallimenti precedenti di Almiron e Tiago.
All'improvviso spuntò invece il nome di Poulsen, il peccato originale costato il Paradiso bianconero a Ranieri.
Tuttosport all'indomani titolò "Purtroppo Poulsen", i tifosi bianconeri accolsero il danese in ritiro con uno striscione che riportava testuali parole "Ridicoli, avete preso un altro bidone: Poulsen".
Ricordando Almiron, Tiago e Poulsen ma anche Felipe Melo è giusto far notare che in tre anni la dirigenza juventina ha investito più di 60 milioni di euro alla ricerca di un regista di centrocampo ma è stata incapace di trovarlo. Pazzesco.
A chi pensa che la Juventus non vince più perché le mancano i metodi "Moggi" basterebbe far notare solo questo. Di Moggi alla Juve manca solo la competenza.
Cosa c'entra però Kuranyi con Poulsen?
A quanto riportano le ultime indiscrezioni di mercato la Juventus sarebbe vicinissima ad acquistare il tedesco-brasiliano attaccante dello Schalke 04 a parametro zero garantendogli un ingaggio alla Poulsen ovvero superiore ai 3 milioni di euro l'anno.
E' lecito in questi casi domandarsi come si possa garantire un simile compenso a giocatori che non spostano gli equilibri?
Si deve rimpiazzare Trezeguet? Bene anzi male perchè, per sostituire il cecchino francese ci vuole un Top-Player e non certo un giocare poco più che sufficiente come Kuranyi.
Il caso Amauri non ha insegnato ancora nulla a questa dirigenza?
E' inutile sprecare soldi per acquisti di giocatori che non fanno la differenza, tanto vale lanciare i giovani e risparmiare i soldi da investire poi in acquisti di veri campioni.
Nel 2007 si fosse puntato subito su Marchisio non sarebbero stati bruciati 25 milioni di euro per gli acquisti inutili di Tiago e Almiron. Si fosse creduto un po' di più in Nocerino non sarebbe stato necessario acquistare a peso d'oro Poulsen. Stesso discorso per Criscito e i "bidoni" Boumsong, Andrade e Knezevic.
A volte basta davvero poco. Basterebbe ad esempio che l'attuale dirigenza juventina si dimettesse subito per manifesta incapacità sportiva provata dai fatti. Ma questa è un'altra storia.
Moratti ci ha insegnato nei 12 anni di contrapposizione alla Triade bianconera che spendere soldi non serve a niente se non hai uno staff competente.
La Juve di Blanc sta ricalcando perfettamente le orme di quell'Inter che per anni è stata capace al massimo di sognare sotto l'ombrellone.
Se devi dare 3 milioni di euro l'anno a Kuranyi, tanto vale lanciare da subito Immobile e puntare ancora su Iaquinta, Amauri e un Trezeguet centellinato.
Mellberg, l'ultimo Cannavaro, Grygera, Salihamidzic sono tutti giocatori acquistati dalla nuova Juventus a parametro zero. Sono stati per caso dei grandi affari?
Spendere nulla per il cartellino ma regalare ingaggi faraonici è quanto di più sbagliato e sciocco si possa fare perché poi di questi giocatori ipervalutati non te ne liberi nemmeno se falliscono. E chi se li "accatta" con certi ingaggi?
Intanto nel primo anticipo del sabato uno dei giocatori più bistrattati(anche dal sottoscritto)dell'ultima campagna acquisti juventina, Fabio Grosso, ha deciso l'importante sfida di Firenze che consente alla squadra bianconera di rimanere attaccata al treno per il quarto posto. Non una grande gara, ma quello che conta per Zaccheroni & C. è esser tornati da questa dura trasferta con in 3 punti in tasca. La Fiorentina è in evidente debito d'ossigeno tipico di chi non può competere a grandi livelli su più fronti ed aveva già la testa alla storica sfida di Champions contro il Bayern che l'attende in settimana.
Prandelli, uno dei possibili candidati per la panchina bianconera del prossimo anno, ha perso comunque un'importante ulteriore occasione per mettersi in mostra agli occhi della proprietà bianconera.
Partita accesa nel primo tempo dal goal a freddo di Diego e dal pareggio dell'ex Marchionni su clamoroso errore di Manninger, che però in precedenza aveva compiuto un assoluto miracolo su Gilardino.
Nel secondo tempo decisivo l'ingresso di Grosso al posto di un acciaccato De Ceglie ma non sarà certo questa partita a farmi ricredere sul terzino sinistro abruzzese che è riuscito a far rimpiangere ai tifosi juventini persino Molinaro.
Da segnalare gli importanti rientri di Iaquinta e Poulsen dopo tanto tempo. Un motivo in più per far sorridere Zaccheroni in vista dell'ultima parte di stagione che potrebbe anche regalargli il miracolo di una permanenza sulla panchina bianconera.
D'altronde da questa dirigenza è lecito aspettarsi di tutto e poi non capisco perchè se Zaccheroni fa bene non dovrebbe meritare di giocarsi le sue chance anche l'anno prossimo.
Tanto di certo con questa dirigenza un top allenatore alla Capello non verrà mai!
Nel secondo posticipo del sabato, pari senza reti tra Roma e Milan. Applausi per tutti all'Olimpico, ma gli unici a festeggiare sono quelli dell'Inter.
Clamoroso e decisivo l'errore di Huntelaar in Zona Cesarini. Era davvero più facile segnare che sbagliare! Mourinho sentitamente ringrazia.
sabato 6 marzo 2010
E' l'ora di Prandelli?



L'improvviso ridimensionamento della società viola dopo la cessione di Melo e il mancato reinvestimento dei proventi la scorsa estate ha segnato un solco profondo tra le ambizioni di Prandelli e quelle della famiglia Della Valle. I trionfi autunnali in Champions hanno nascosto le tensioni, ma a gennaio il bubbone è scoppiato. Totale la distonia tra la visione del tecnico, che chiedeva dal mercato calciatori pronti, e quella del diesse Corvino, che ha ingaggiato giovani di grande prospettiva come Ljacjc, Seferovic e Kerrison inagurando, tra lo stupore generale, un nuovo ciclo «verde». Più che al futuro, Prandelli pensava al presente e infatti ieri ha risposto stizzito: «Non si è mai visto finire un ciclo a gennaio». Ma le frizioni maggiori si sono registrate in un summit straordinario causato dalla sospensione di Mutu per la positività all'antidoping. Prandelli ha chiesto con forza un sostituto (Baptista o Giuseppe Rossi), la società non ha autorizzato un extrabudget e ha tentato invano la pista del prestito gratuito di Cassano.
Qualcuno forse gli ha rinfacciato il veto posto nel 2008 alla cessione da 20 milioni proprio di Mutu. Il tecnico riteneva di aver acquisito un certo credito sul campo tale da meritare uno sforzo in più che i Della Valle, in nome dell'autofinanziamento, non hanno concesso. Da quel momento è iniziato lo stucchevole ping pong di dichiarazioni che sta lasciando la città col fiato sospeso. Mentre il patron Diego rilanciava: «Il caso Prandelli non esiste. Per quanto ci riguarda resta alla Fiorentina», il tecnico glissava: «Ci incontreremo in primavera». Prandelli ha un contratto sino al 2011, Della Valle può sempre obbligarlo a rimanere o convincerlo con un nuovo rilancio economico e tecnico della Fiorentina. Il tecnico non intende fare la fine di Melo, passato alla storia come traditore, e ha spiegato questo ai tifosi, facendo di fatto crollare la preclusione verso un trasferimento a Torino in giugno. Firenze resta vigile, concentrata sulle sfide con Juve e Bayern, ma pur sempre in preallerta. I tifosi sono pronti a schierarsi ancora dalla parte dell'allenatore e contro la società, se dovesse crearsi una spaccatura netta che porterebbe al passaggio all’odiata Juventus del loro tecnico più amato e di uno dei loro pupilli, il peruviano Vargas.
«Fa piacere essere accostato a grandi società» è la frase con cui allenatori e giocatori strizzano l'occhio ai corteggiatori. Prandelli lo ha fatto ieri, specificando che «tutte le volte che mi hanno accostato alla Juve non è successo niente». Nel primo anno della gestione Ranieri, il tecnico bresciano vinse in rimonta 3 a 2 a Torino. I dirigenti bianconeri lo contattarono, ma dopo il rifiuto di Prandelli arrivò la conferma di Ranieri. A distanza di un anno, nella scorsa primavera, al momento di designare il successore del tecnico romano, i vertici juventini tentarono di nuovo di strappare Prandelli alla Fiorentina. Adesso il terzo forcing, destinato a risultare vincente.
venerdì 5 marzo 2010
Indovina chi
domenica 29 novembre 2009
Balotelli, ma quale razzismo!
giovedì 5 novembre 2009
All'inferno...e ritorno

martedì 5 maggio 2009
Chi, Ciro?
lunedì 9 febbraio 2009
Per fortuna...Poulsen

Per una volta l'effetto "C" , come viene definita simpaticamente la fortuna dall'amico Giampiero Mughini, premia la Juventus.
Ieri sera sono stato ospite alla trasmissione "Cuore di Calcio"(canale 851 Sky -Italia 9 network) per difendere l'onore juventino in mezzo a vecchie glorie di Lazio, Roma ed altre importanti squadre del panorama italiano.
martedì 3 febbraio 2009
"A gamba tesa" su Montero

E' un grande onore annunciare a voi tutti che questa settimana ospite della rubrica "A gamba tesa" c'è proprio Montero, quello vero.
Per discutere del momento di crisi juventina non potevo scegliere interlocutore migliore del grande "Paolo".

Paolo seconda sconfitta consecutiva per la Juventus. Dopo la brutta battuta d’arresto di Udine, il tonfo casalingo contro il Cagliari. Pensi che a questo punto le ambizioni di scudetto bianconere siano definitivamente ridimensionate?
Per fortuna anche l’Inter domenica ha avuto un mezzo passo falso in casa lasciando il campionato ancora aperto. Certo il margine di errore però si assottiglia terribilmente. La Juve non può più sbagliare.






















