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domenica 10 gennaio 2010

Fuori i secondi


Chi mi segue da tempo sa già che, proprio a partire dalla sessione invernale di mercato dello scorso anno, mi ero più volte espresso in maniera scettica sul possibile acquisto di Diego.
Non perché il talento brasiliano non fosse un elemento valido, ma perché nel ruolo di giocatore dalla difficile collocazione tattica la Juventus aveva già in rosa il giovane di prospettiva Giovinco, prodotto a costo zero del proprio vivaio.
Non è un mistero quindi che sul mercato avrei sicuramente investito in altri settori più bisognosi di rinforzo, come ad esempio le fasce laterali, senza stravolgere tatticamente la squadra abituata a giocare con il 4-4-2.
Invece a Maggio, la nuova dirigenza ha deciso di puntare sul "nome" Diego soprattutto per calmare una piazza imbufalita contro le loro precedenti scelte e le conseguenze, per ora, sono sotto gli occhi di tutti.
In mezza stagione, Ciro Ferrara non è ancora riuscito a trovare il modulo giusto per far quadrare il gioco della Juventus, e men che meno ha scoperto la posizione per far rendere al meglio in campo il trequartista brasiliano.
Dall'avvento del tecnico napoletano sulla panchina bianconera inoltre si sono perse completamente le tracce in campo di Alessandro Del Piero.
Voci attendibili provenienti da Torino danno il capitano juventino molto arrabbiato, quasi furente, per questa sua emarginazione.
D'accordo gli anni passano per tutti, ma se Alex non trova posto in questa Juventus totalmente orfana di fantasia e gioco mi chiedo quando potrà farlo in futuro….
Alla faccia di quelli che dicevano "Ferrara fallirà perché non avrà il coraggio di fare fuori i senatori!!"
Ferrara ahimè sta fallendo lo stesso ma certo non per colpa dei senatori. Anzi, se ci sono maggiori colpevoli dell'andamento disastrato dell'attuale stagione bianconera quelli sono proprio i neo-acquisti effettuati della coppia Secco-Blanc nelle ultime 2 stagioni: i tre brasiliani strapagati oltre il loro reale valore.
Di Amauri cosa dire? Praticamente non si è più ripreso dalla Crociera ed in campo ormai pensa solo a risistemare la propria pettinatura e tenere sotto controllo lo stato voluminoso della gelatina.
Felipe Melo invece deve ancora smaltire la "Sindrome di Copacabana". Quando capirà che per giocare nella Juventus ci vuole in primis la testa non sarà mai troppo tardi.
Diego continua ad esser un oggetto misterioso, di cui si sono avvistati lampi di classe solo all'Olimpico contro la Roma e poco più.
E' evidente poi che l'acquisto del brasiliano ha cozzato con la possibile maturazione di Giovinco. Forse la "formica atomica" non sarà mai un Roberto Baggio o un Del Piero, ma sono in tanti ormai a pensare e scrivere che a Torino sia in atto una sorta di boicottaggio nei suoi confronti per salvaguardare l'investimento Diego. Altrimenti non si spiega questo suo utilizzo con il contagocce, soprattutto se confrontato con il rendimento ai limiti della mediocrità del trequartista brasiliano. "Se fossi stato brasiliano a quest'ora giocherei di più e sarei preso maggiormente in considerazione! A volte rimpiango di essere italiano." Questo dichiarò Giovinco ad inizio Settembre e molti videro in queste sue dichiarazioni mancanza di umiltà ed immaturità. Io come altri invece no, anche perché l'andamento della Juventus di questi primi mesi ha dato pienamente ragione nei fatti allo sfogo del piccolo talento italiano.
Mi domando ancora: in una Juventus orfana di Camoranesi, priva di Iaquinta, con un Diego ne carne ne pesce, come hanno fatto ultimamente a non trovare mai posto in campo la fantasia di Giovinco e la classe di Del Piero?
A questa domanda e non solo, Ciro Ferrara dovrebbe dare una bella risposta.Intanto ad evitare altri imbarazzi al tecnico napoletano e mettere fuori gioco Giovinco ci ha pensato "la maledizione di Vinovo". Ne avrà per un mese.
Capitolo campionato.
L'Inter continua a giocare un campionato a parte per il primo posto. Troppo forte per le avversarie e troppo aiutata quando serve. La schiacciata di Quaresma (altro che "trivela") contro il Chievo grida allo scandalo, eppure i media hanno fatto passare questo episodio quasi in silenzio. Davvero grottesco il duetto Mourinho-Caressa a caldo nel post-partita su Sky. Il neo-presentatore sembrava quasi intimorito dalla presenza del tecnico portoghese.
La domanda sul mani di Quaresma sarà arrivata solo per decima e l'argomento è subito finito in "caciara" non appena Mourinho ha visto un'improbabile testa di Yepes a colpire il pallone.In serata poi si è discusso dell'episodio solo a mezzanotte inoltrata mentre sui giornali del giorno dopo l'argomento è passato praticamente inosservato....Mi domando: se questo episodio fosse stato a vantaggio della Juventus targata Triade quanti processi ed interroganze parlamentari sarebbero stati avviati? Sicuramente sarebbe stato l'argomento numero 1 di tv, radio e giornali. Viva la prostituzione intellettuale!
Capitolo mercato.
Il rientro di Bettega in Società sembra in primis servito per affidare a Bobby Goal un ruolo da "ripulitore". Ricordate la magnifica interpretazione di Harvey Keitel nell'epico PULP FICTION di Quentin Tarantino? Ecco, a Bettega per adesso è stato affidato proprio un compito del genere:ripulire la Juventus dagli sbagli effettuati nell'ultimo triennio.
Via Molinaro e via Tiago, come antipasto. Chi sarà il prossimo della lista? Concludo con un pensiero finale su quanto visto in Parma-Juventus. Vedere Bettega in tribuna spiegare a Blanc e Secco i movimenti tecnico-tattici in corso di gara ha creato in me un profondo senso di tenerezza misto amarezza. Credo quell'immagine basti a spiegare come è stata gestita la Juventus a livello sportivo in questo triennio post-Calciopoli. Una squadra di calcio gestita da chi di calcio ne capisce e ne sa poco o nulla. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere....


Questo pomeriggio a partire dalle ore 17,00 sarò ospite di Luciano Moggi a Studio Stadio.
Gold Sport nel digitale nel Lazio, Canale 851 sul satellite!

domenica 13 dicembre 2009

C'era una volta la Juve



BARI, 14 MAGGIO 2006
JUVENTUS
BUFFON (42'st ABBIATI)
BALZARETTI CANNAVARO KOVAC ZAMBROTTA
CAMORANESI GIANNICHEDDA EMERSON NEDVED
TREZEGUET (27'st DEL PIERO) IBRAHIMOVIC
ALLENATORE: FABIO CAPELLO
BARI, 12 DICEMBRE 2009
JUVENTUS
BUFFON
CACERES CANNAVARO LEGROTTAGLIE MOLINARO
TIAGO POULSEN MARCHISIO DIEGO
AMAURI TREZEGUET
ALLENATORE: CIRO FERRARA
Sono passati poco più di 3 anni dal quel Maggio 2006, in cui la Juventus aveva precedentemente giocato per l'ultima volta in Serie A al San Nicola di Bari.Era il giorno del 29° scudetto conquistato meritatamente sul campo a 91 punti e cancellato poi in seguito a tavolino da quell'aborto giuridico (cit. giudice De Biase, quello del Calcio Scommesse…) che verrà ricordato con il nome di Calciopoli.Confrontando la formazione di quella Juventus del 2006 con quella attuale si capisce il perché da allora la Juventus non ha più vinto niente. Altro che "sistema Moggi"!Sarebbe ingeneroso confrontare i 2 allenatori, Fabio Capello con Ciro Ferrara, così come sarebbe un vero insulto all'intelligenza accostare solo minimamente la competenza della Triade all'attuale duo Blanc-Secco.La Juve si è fermata a Bari, ma non con la sconfitta per 3 a 1 contro la brillante squadra di Ventura.La vera Juve si è fermata a Bari nel Maggio 2006, perché da quel giorno di Juventus sono rimasti solo il nome ed i colori sociali.Pagherà per tutti Ferrara, così come hanno già pagato ingiustamente in passato Deschamps e Ranieri.Resteranno invece al loro posto quelli hanno scelto Ciro, nonostante la sua assoluta inesperienza.Quelli che in 3 anni hanno sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare, sia a livello processuale, che a livello mediatico nonchè a livello sportivo.Basti pensare che i soldi incassati nello svendere la strepitosa armata di Capello sono stati reinvestiti nei Boumsong, negli Andrade, nei Tiago, nei Poulsen, negli Amauri, nei Felipe Melo.Non è una questione di tempo.E' solo una questione di competenza. Anzi di incompetenza....Si può infierire in merito ricordando inoltre che gli unici veri campioni rimasti in rosa sono ancora le vecchie rimanenze di "magazzino" della gestione della Triade:Buffon, Camoranesi, Del Piero, Trezeguet, Chiellini, Marchisio…I nuovi acquisti sono solo o bidoni o buoni giocatori strapagati. Anche di questo è colpevole il solo Ferrara?Dopo l'umiliazione di Champions, ecco il disastro di Bari.La Juve non perdeva al San Nicola dal 1990 ed erano i tempi di Gigi Maifredi allenatore e Montezemolo presidente.Tra l'altro l'ex allenatore fautore del" calcio champagne" 15 giorni fa intervendo ai nostri microfoni di "Tutti pazzi per la Juve" ha dichiarato che al posto di Ferrara vincerebbe lo scudetto praticamente a mani basse....La settimana scorsa invece Claudio Gentile, uno dei papabili sostituti per la panchina bianconera, ci ha detto che, da buon discepolo Trapattoniano, lui in primis penserebbe a sistemare la difesa juventina e a restituire i giusti equilibri tattici.Che Ferrara non fosse ancora pronto per una panchina importante come quella della Juventus non lo scopriamo certo oggi. Ma che praticamente diventi il nuovo mostro da dare in pasto al popolino è inaccettabile.Si devono prendere le loro responsabilità coloro che l'hanno scelto. Coloro che hanno trasformato la Juventus nella nuova Inter, in una sorta di Face-Off dell'orrore per il tifoso juventino:proclami al vento, scudetti sotto l'ombrellone, acquisti sbagliati, un cambio di allenatore a stagione, giocatori strapagati.C'era una volta la Juve…..perché da quel Maggio 2006 non esiste praticamente più!

IL NOSTRO INTERVENTO A "SERATA JUVE"

domenica 29 novembre 2009

Balotelli, ma quale razzismo!


L'argomento che più sta tenendo banco in questa settimana sono i cori dei tifosi juventini nei confronti di Mario Balotelli.
Come sempre i falsi perbenisti non hanno perso l'occasione per cavalcare la tigre dell'indignazione.
Premetto che chi scrive fa del rispetto per il prossimo uno stile di vita e condanna totalmente qualsiasi forma di razzismo e non concepisce questo modo di tifare dispregiativo nei confronti dell'avversario, ma è giusto specificare che il razzismo in questo caso non c'entra proprio nulla. La questione del becerume da stadio è atavica ed appartiene ad una ritualità, esecrabile quanto si vuole ma ahinoi consueta e tipica in tutte le curve italiane.
Al di là di tutte le ipocrisie, le tifoserie hanno sovente inneggiato a drammi, morti e quanto possibile per irretire l'avversario.
Che dire delle iniziative, striscioni e cori abominevoli contro Superga, Meroni, Scirea, Baretti, Paparelli, la mamma di Materazzi, il suocero di De Rossi, De Falchi, la strage di Bologna ed il dramma dell'Heysel, tanto per citarne alcuni?
Recentemente ad esempio, alcuni tifosi della Fiorentina hanno pensato bene di festeggiare il gemellaggio con il Liverpool presentandosi a Torino in occasione della sfida con la Juventus indossando una maglia dei reds con dietro scritto il numero -39!
E che dire del coro "Pessotto buttate de sotto" inneggiato da alcuni romanisti alla seconda giornata di campionato o del coro "gobbo maledetto salta anche tu nel laghetto" collegato alla tragedia di Vinovo e che da un po' di tempo a questa parte si può purtroppo ascoltare in molti stadi italiani. Ed un tifoso del Napoli che da sempre viene apostrofato ovunque come "coleroso, terremotato" o con un "Vesuvio lavali con il fuoco"o ancora "l'Italia agli italiani, fuori i napoletani", come dovrebbe reagire?
Questo è il tifo italiano. Nel bene e nel male.
"Balotelli non vie­ne insultato per il colore del­la sua pelle, ma per i suoi at­teggiamenti. Questo non è razzismo, l'Italia non è un Paese razzista. Se io non ho mai avuto proble­mi e Balotelli sì, il problema non è il razzismo, ma è lui che deve imparare a com­portarsi". Parola di Clarence Seedorf, uno dei giocatori di colore più attivi da sempre nella lotta al razzismo.
Ci si indigna per i cori contro Balotelli adesso? Giusto, ma solo se poi ci si indigna anche per i BUU, per i cori contro i napoletani o gli ebrei, per i "devi morire", per i vessilli politici sbandierati allo stadio, per l'odio verso le istituzioni o per tutte le volte che una tragedia viene usata per irretire l'avversario. Credetemi, per elencare striscioni e cori orrendi visti ed ascoltati negli stadi italiani non basterebbe un libro. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Non esiste una tifoseria immune da questa colpa.Ed allora che fare? Chiudere tutti gli stadi italiani? Chiudere tutte le curve? Diffidare tutti?
"Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto" cantava quasi 50 anni fa Francesco Guccini in "Dio è morto", testo della quale canzone andrebbe fatto leggere ed imparato a memoria nelle scuole italiane per quanto è rimasto sempre attuale ad ogni epoca che si è succeduta da allora. Quello che si sta ascoltando e leggendo in questo periodo è solo perbenismo interessato. Qual è la soluzione per mettere fine a questa ritualità atavica di becerità? Che la trovino proprio coloro che vengono pagati per ricoprire le cariche alte e prendere le decisioni. Altro che morale spicciola. Invece di perder tempo ad indignarsi, facciano i fatti sperando però che almeno una volta in Italia la legge sia davvero uguale per tutti.
In settimana intanto, nonostante l'ennesimo tentativo Zacconiano della nuova Juventus di patteggiare la pena, la Triade Moggi-Giraudo-Bettega è stata assolta dall'accusa di falso in bilancio perché "il fatto non sussiste". Questa difesa legale così debole e dimessa della società di Torino non può che riportare la memoria del tifoso juventino a Calciopoli: cosa sarebbe successo se la Juventus si fosse difesa davvero nel processo sportivo del 2006, invece di cercare in tutti i modi di farsi condannare con una pena congrua? Da questo procedimento ne esce completamente immacolato Roberto Bettega, non coinvolto in precedenza nemmeno per striscio dallo scandalo di Calciopoli. E' bastato questo per scatenare il popolo Juventino: sondaggi, forum e petizioni in suo favore. Se ne chiede l'immediato reintegro all'interno dei piani alti dirigenziali juventini. C'è chi poi come la redazione di "Tutti pazzi per la Juve" che ne chiede addirittura il reinserimento ma non con un ruolo qualunque: "per quello che Bobby Goal ha rappresentato per la Juventus merita la carica di Presidente, senza se senza ma, anche come forma di risarcimento per quanto subito in questi anni!" Potrebbe esser un fortunato remake di quello che Giampiero Boniperti ha significato per la storia della Juventus.
Disastroso turno di Champions.
Milan, Inter e Juve hanno fallito il primo match-point per chiudere subito il discorso qualificazione rimandando tutto adesso agli ultimi 90'. Non ha fallito questa opportunità invece la Fiorentina guidata da Cesare Prandelli, attuale miglior tecnico italiano del nostro campionato, che è riuscita a qualificarsi a danno del Liverpool di Benitez. Davvero un'impresa meritevole di applausi.L'Inter è stata per l'ennesima volta ridimensionata e presa a pallonate in Europa, questa volta per opera di un Barcellona privo di Messi ed Ibrahimovic. La Juventus è stata umiliata da un Bordeaux già qualificato mentre al Milan è andata di lusso contro il Marsiglia di Deschamps e solo la fortuna ha impedito il sorpasso della formazione francese. Per stabilire il reale valore del campionato italiano (mediocre, sufficiente o discreto che sia…) è giusto quindi rimandare tutto all'ultimo turno che si giocherà a 3 giorni di distanza dal big-match tra Juventus ed Inter, che ad oggi è dato ancora per disputato all'Olimpico di Torino e con Maicon squalificato. Ma con la giustizia sportiva di questi tempi ed il galoppo della tigre dell'indignazione e dei sospetti niente è da dare per scontato……

mercoledì 25 novembre 2009

Aridatece Bettega!!




Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega sono stati assolti al processo sul falso in bilancio "perché il fatto non sussiste", e questo nonostante la Juventus, che era stata chiamata in causa come società, avesse chiesto il patteggiamento e il pagamento di una pena pecuniaria.
Il giudice Dante Cibinel ha assolto invece l'intera società bianconera in quanto, appunto, i "fatti non sussistono".
Da questa sentenza si evincono 2 cose:
1) La nuova Juve non ha perso il vizio di patteggiare la pena. E’ evidente che ancora non è guarita dalla sindrome di Zaccone o forse può darsi che non voleva l’assoluzione piena a tutti i costi…..
2) Bettega, non essendo entrato nemmeno per striscio nella vicenda Calciopoli ed essendo stato assolto in questo processo è a questo punto assolutamente immacolato.
La bandiera juventina, senza se e senza ma, deve riavere immediatamente un posto in Società.
E quale carica migliore per un monumento della storia bianconera se non quella da Presidente?
Ci pensi sig. Blanc, sarebbe un gesto di grande onore e le consentirebbe di tornare al ruolo che le appartiene.
Così come l’anno scorso l’azionista Attilio Di Bari non riuscì a trattenersi dallo stracciare il suo intervento in Assemblea in cambio di un applauso per Bettega, generando una standing ovation per Penna Bianca degna dei 92 minuti di applausi post-discorso FANTOZZIANO sulla corazzata Potëmkin, io non ho resistito ad inviare un sms firmato a Bobby Goal
“Che la data di oggi sia solo l’inizio di una nuova era juventina che la vedrà ancora protagonista! Per sempre al fianco di chi ama la Juve”
ricevendo in cambio un “GRAZIE” che conserverò come cimelio da tramandare.
La rabbia dei tifosi juventini per quanto subito in questi anni almeno per un giorno si è trasformata in gioia.
Non oso pensare cosa potrà succedere se anche da Napoli il TRIBUNALE sbugiarderà i patteggiamenti….
In attesa della sentenza di Napoli, per il popolo bianconero una sola cosa conta in questo momento:
“Aridatece BETTEGA”
La Fiorentina è la prima italiana qualificata agli ottavi di finale, mentre l'Inter fa l'ennesima brutta figura in Europa però in casa del Barcellona.
Ai neroazzurri basterà comunque fare 0-0 col Rubin, all’ultima, per andare agli ottavi, sperando che la Dinamo Kiev non vinca.
Questa sera la Juventus si gioca una buona fetta di stagione. Vincere e qualificarsi con un turno d'anticipo sarebbe fondamentale anche per preparare al meglio la sfida del 5 Dicembre che si giocherà regolarmente a Torino, come d'altronde non sarebbe potuto esser altrimenti.Scommettete che anche Maicon alla fine tra un ricorso e l'altro quella sfida la giocherà?
TRIADE ASSOLTA....ED E' SOLO L'INIZIO....
di Giampiero Mughini
Anche a chi non si interessa particolarmente di calcio e delle sue vicende, la sentenza emessa ieri dal tribunale di Torino, sentenza che assolve completamente la Triade Bettega-Giraudo-Moggi dall’accusa di aver barato amministrativamente da dirigenti della Juve di tutte le vittorie, dovrebbe apparire come una sentenza che tocca un problema di civiltà.
Che cos’era successo? Che esattamente come ai tempi dell’estate 2006, quando venne fatto a brandelli uno dei miti secolari dello sport e del costume italiano, la Juve quale “fidanzata d’Italia”, nell’occasione del processo di cui ho detto la proprietà della Juve (e dunque gli eredi di quei due fratelli Agnelli pazzi d’amore per la Juve), s’era rivolta ai giudici dicendo più o meno così: condannateci al meno possibile. Quel che aveva detto l’avvocato difensore della Juve nell’estate del 2006: mandateci in B, con la minima penalizzazione possibile. E ai giornalisti aveva dichiarato: con quel che ho letto nelle carte processuali, dove ci sono cose terribili, è il minimo che ci possano appioppare.
E difatti i giudici del Bar dello Sport, che a questo si ridussero in quell’occasione i giudici sportivi, scaraventarono la Juve in B. Il resto lo sapete. E anche se quelle cose terribili cui aveva accennato sconsolato l’avvocato Zaccone, nessuno di noi le ha mai lette né trovate né sono mai state additate da quegli accusatori del “sistema Moggi” che vorrebbero che alla Juve di scudetti ne fossero revocati venti, altro che due.
urge risarcimento
E invece ecco che i giudici (veri) del tribunale di Torino dicono che no, che la Triade non ha commesso alcun reato amministrativo. Che il fatto non sussiste. Che i tre uomini che dal 1994 al 2006 hanno retto una delle più grandi squadre al mondo senza chiedere alla Fiat un soldo che fosse uno, si sono comportati rettamente. Bene, e a questo punto che cosa fa la cupola proprietaria della Juve, che cosa dice, che cosa dirà? È una questione di onore, una questione di verità, una questione di civiltà. A questo punto che cosa fa e dice la proprietà Juve di Roberto Bettega, dell’unico uomo esperto di calcio che fosse rimasto a Corso Galileo Ferraris nell’estate 2006 e che era stata sbattuto fuori, lui che da Calciopoli non era stato preso nemmeno di sguincio? Quello che è stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi della Juve, ha diritto o no a un risarcimento morale e professionale? Rispondete voi che mi state leggendo.
E poi, com’è che il gran capo della Juve di oggi, Jean-Claude Blanc, dice chiaro chiaro e semplice semplice che gli scudetti della Juve sono 29? E allora dove sono andate a finire le cose terribili e le colpe pazzesche di Moggi e della sua gang se gli scudetti erano stati guadagnati sul campo? E che ne è dell’onore e dell’attendibilità di una cupola proprietaria che per mesi e anni non ha speso una parola a difesa della strepitosa saga avviata dalla Triade nel 1994, una saga coronata dalla partita finale della Coppa del Mondo del 2006 dov’erano in campo - da una parte e dall’altra - 8 juventini e dove l’allenatore della nazionale era un allenatore nato e cresciuto in Juve? Sì o no la risposta a questa domanda è una questione di civiltà?
Mi direte: e tutta quella roba, tutti quegli inciuci telefonici tra Moggi e i designatori arbitrali, e l’onnipotenza del “direttore” da come si rivolgeva a tutti, e quelle stramaledette schede svizzere che servivano a telefonare chissà che cosa di torbido e di sleale? Naturalmente su tutto questo aspettiamo i fatti, le risposte che daranno i giudici del processo di Napoli.
barzellette da bar
Quando dico fatti, quelli non sono certo “il colpo di tosse” di cui ha parlato un testimone a proposito di come venivano sorteggiati gli arbitri delle varie partite di serie A. Il “colpo di tosse” non è un fatto, è una barzelletta. Così come non è un fatto e bensì un dramma umano lo sfogo di Zeman in tribunale, di uno che attribuisce a Moggi tutti i reati possibili nei suoi confronti anche se non quello di avere stuprato la sua eventuale sorella. Questi non sono fatti. Sono contrasti professionali e umani che esistono nella vita di tutti noi. Per quanto mi riguarda ve ne potrei raccontare a bizzeffe e fare i nomi e cognomi di gente cui imputare di non aver vinto il Nobel della letteratura o il Pulitzer del giornalismo. Solo che i miei non sarebbero fatti, bensì penose barzellette che non farebbero ridere nessuno. E va bene aspettiamo. Aspettiamo innanzitutto il lavoro dei giudici di Napoli. Mentre per quel che è della proprietà della Juve non siamo disposti ad aspettare. Se c’è, batta un colpo dopo la sentenza di Torino.
P.S. Quanto ai tifosi della Juve che cantavano domenica scorsa i cori contro Mario Balotelli, il primo grande giocatore italiano dalla pelle nera, non ho parole per dire il mio disprezzo nei loro confronti. Un disprezzo perfino superiore a quello che proverei per un eventuale allenatore di una squadra rivale che sperasse che il campo della Juve venga squalificato in ragione del comportamento di quel pugno di idioti.
LA JUVE NON SUSSISTE
di Christian Rocca
La notizia non è che Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega siano stati assolti dall’accusa di aver falsificato i bilanci della Juventus, perché qualsiasi essere umano che abbia visto anche solo una puntata di 90° minuto sa benissimo che erano altre le società (poco) sportive che sopravvalutavano brocchi di ogni tipo o ragazzini mai visti e poi se li scambiavano a ripetizione incassando plusvalenze fittizie di bilancio. La notizia non è nemmeno che al secondo processo ordinario su due – l’altro è quello sulla Gea di gennaio – le accuse di manipolazione moggiana dei campionati di calcio siano state sbriciolate fin dal primo grado di giudizio. Malgrado lo stato penoso della giustizia italiana, sono stati sufficienti un minimo di contraddittorio dibattimentale e un paio di giudici terzi – invece che scelti dall’avvocato dell’accusa pochi giorni prima del giudizio come è successo nel farsesco processo sportivo – per dimostrare che l’intera costruzione di Calciopoli fosse soltanto chiacchiera da bar dello sport. Peraltro c’era già stato un giudice a Berlino, in data 9 luglio 2006, a dimostrare quanto fossero barbine le accuse alla squadra che quella sera mondiale schierava in campo 9 calciatori divisi tra Italia e Francia, oltre ad allenatori, medici e massaggiatori. La notizia non è nemmeno che la Juventus demoggizzata, quella nuova e simpatica e perdente che grazie al cielo adesso non ha più il volto di Giovanni Cobolli Gigli a tormentare i suoi tifosi, aveva come al solito chiesto di essere condannata. Al processo farsa di Calciopoli aveva chiesto la retrocessione in B, più penalizzazione, ed è stata accontentata, malgrado la condanna sia arrivata per non aver commesso il fatto (la sentenza non ha trovato partite, arbitri, sorteggi truccati a favore della Juventus). La nuova Juve appena vede un giudice si inginocchia, si dà un paio di martellate sugli zebedei e chiede pene corporali, mentre gli altri coimputati, talvolta accusati di illeciti accertati, si difendono, vengono assolti e vincono la Champions League e una quindicina di scudetti consecutivi. La notizia, infine, non è neanche che il giudice abbia assolto Juventus e Triade sui bilanci, spiegando a Cobolli che “il fatto non sussiste”. La notizia, purtroppo, è che a non sussistere è la Juventus.

lunedì 25 maggio 2009

Restaurazione Juve




10/11
Questa la percentuale di giocatori reduci dalla precedente dirigenza, schierati titolari ieri da Ciro Ferrara alla sua prima da allenatore sulla panchina della Juventus.
Se avesse giocato Trezeguet al posto di Iaquinta, si sarebbe tornati indietro di 3 anni.
Cosa vuol dire questo?
Che se si esclude Sissoko ed anche Amauri e Iaquinta, la Juventus deve la sua competitività ad alti livelli ancora ai residui giocatori pre-Calciopoli e al vivaio lasciato in dote da Ceravolo & C.
Non è un caso che Ciro Ferrara, per dare da subito una netta sferzata al campionato juventino, si sia completamente affidato alla vecchia guardia.
Gente abituata a vincere. Gente abituata a considerare il secondo un posto un fallimento.
Ne faccia tesoro di queste considerazioni la nuova dirigenza.
Il progetto si è polverizzato, ora è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.
Non si possono dare tutte le colpe al solo Ranieri.
Ciro Ferrara potrebbe esser un predestinato, anche per la fortuna che ha accompagnato la sua prima: secondo posto e qualificazione Champions senza preliminari agguantati al primo colpo.
Niente male.
Non basterà però la partita con la Lazio per valutarlo a livello tecnico-tattico.
La sua eventuale conferma sarà una scommessa.
Ripeto, meglio però una scelta rischiosa come Ferrara piuttosto che scegliere un altro Ranieri come potrebbe esser uno Spalletti o un Delio Rossi.
E poi che spettacolo vedere Ciro sprizzare juventinità da ogni poro sia in panchina sia nelle dichiarazioni post-gara.
Il Milan in un solo giorno perde secondo posto e faccia.
Davvero vergognoso il comportamento da parte di alcuni tifosi rossoneri che hanno rovinato il commiato di uno dei più grandi difensori di tutti i tempi: PAOLO MALDINI.
Ciao Paolo, sei l'avversario che più ho desiderato ed ammirato.
Vergognoso anche quanto visto a Torino.
In Italia, purtroppo funziona così.
Se onori il campionato fino alla fine, nonostante non hai più nulla da chiedere niente da esso, scatta la violenza e la caccia all'avversario.
O accetti il "biscotto" o anche se sei dalla parte della ragione ti fanno passare per il torto.
Pazzesco.
Impariamo dall'Inghilterra, dove ogni gara viene onorata fino alla fine.
In conclusione ricordo a voi tutti che è partita l'asta benefica in favore dei terremotati d'Abruzzo.
In palio la maglia dorata autografata di Amauri.
In questo momento l'offerma si attesta su 100,00 euro.
Chiunque di voi volesse partecipare all'iniziativa benefica può farlo rilanciando inviando una semplice e-mail a info@cuoredicalcio.com con i vostri dati e l'importo della vostra proposta.
La premiazione avverrà in diretta tv.
Aiutiamo lo sfortunato popolo Abruzzese.

martedì 3 febbraio 2009

"A gamba tesa" su Montero


E' un grande onore annunciare a voi tutti che questa settimana ospite della rubrica "A gamba tesa" c'è proprio Montero, quello vero.
Per discutere del momento di crisi juventina non potevo scegliere interlocutore migliore del grande "Paolo".

Paolo seconda sconfitta consecutiva per la Juventus. Dopo la brutta battuta d’arresto di Udine, il tonfo casalingo contro il Cagliari. Pensi che a questo punto le ambizioni di scudetto bianconere siano definitivamente ridimensionate?
Per fortuna anche l’Inter domenica ha avuto un mezzo passo falso in casa lasciando il campionato ancora aperto. Certo il margine di errore però si assottiglia terribilmente. La Juve non può più sbagliare.
Ma questa Inter è in testa perché nettamente la più forte?
Per il rispetto che nutro verso i tifosi bianconeri e la Juventus, di cui continuo ad esser un tifoso, non dirò mai che l’Inter le è nettamente superiore. Certo però l’esito finale di questo campionato dipende soprattutto dalla formazione nerazzurra.
Ancora una volta l’imputato numero uno della crisi bianconera sembra esser l’allenatore Claudio Ranieri, che il pubblico bianconero stenta ad amare. In passato come possibili successori del tecnico romano si sono fatti i nomi di Antonio Conte e Claudio Prandelli, personaggi che tu conosci bene. Dei due, tu chi ti senti più di “raccomandare”?
Prandelli è una persona squisita. Per lui nutro un affetto grandissimo e poi il Mister ha già dimostrato il suo valore assoluto però con Antonio ho passato 9 anni fantastici, che non potrò mai dimenticare….
Quindi? Pensi che Antonio Conte sia già pronto per fare il grande salto per allenare la Juventus, visto anche quanto di grande stà facendo a Bari?
Guarda proprio l’altro ieri ho mandato un sms al Professore (Ventrone) e gli ho scritto:
“Sono sempre più convinto che Antonio ce la farà a raggiungere il suo sogno. La panchina della Juventus presto sarà la sua…”
Vedo che sei ancora legato al professore Ventrone e allora non posso che chiederti:ma quanto ti hanno dato fastidio le accuse di Doping contro la Juventus?
Tantissimo. Soprattutto all’inizio. Perché la gente che parla non si rende conto di quanto sudore e fatica ci sono voluti per conquistare quei successi. Quello che prendevamo era nella lista Fifa, tutto lecito. Mille controlli, valori fuori norma: ZERO. Ma quando sei al Top cercano di darti fastidio in tutti i modi possibili….
Sei spaventato dalla diffusione della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) nel mondo del calcio?
Guarda, ad esser sincero in Uruguay di questa storia non è arrivato niente.Solo tornando qui in Italia sono venuto a conoscenza di questa tristissima vicenda. Spero che il mondo del calcio non c’entri niente con questa malattia e sia solo una spiacevole coincidenza.Mi dispiace tantissimo per quei ragazzi che ne sono stati colpiti.
Prima hai detto “quando sei al Top cercano di fermarti in tutti i modi”.Allora ti chiedo: che idea ti sei fatto di Calciopoli?
Quando vinci troppo agli altri non resta dire che rubi. E’ successo negli anni in cui dominava il Milan di Sacchi e Capello, poi è successo a noi ed adesso sta succedendo all’Inter. Di certo io dal campo non mi sono mai reso conto di niente di strano. Per me la Juve ha sempre vinto sul campo per meriti sportivi. D’altronde se le prime persone che chiamo quando torno a Torino sono Moggi e Giraudo ci sarà un motivo?
Quanto sei legato alla Triade?
Alla Triade e anche a Marcello Lippi devo tutto. Se mi sono affermato nel mondo del calcio è stato soprattutto merito loro.Non mi stancherò mai di ringraziarli.
Marcello Lippi in una precedente intervista che mi ha rilasciato due anni fa, parlando di te, mi disse testuali parole:“Guardi nella mia carriera calcistica ho conosciuto tantissime persone.Ma uomini con la capacità di aggregazione come Paolo Montero, ha avuto e avrà sicuramente anche in futuro in qualsiasi altra attività farà, non ne ho mai conosciuti.Una persona capace di avvicinare, di unire, di aggregare il proprio gruppo in maniera fantastica. Un leader assoluto. Oltre che un grandissimo difensore.”
Queste parole del Mister mi rendono davvero orgoglioso. E ti ringrazio per avermele riferite e generate.
Ma è vero che hai tagliato completamente i ponti con il rettangolo da gioco?
Si, quello che dovevo dare l’ho dato. In campo non ho mai lesinato sforzi in tutta la mia carriera.Poi una volta smesso, Stop.Adesso mi sono lanciato completamente in questa nuova avventura.
Ti piace il tuo nuovo ruolo da “mediatore”?
Si, tantissimo. L’idea di poter aiutare dei ragazzi a sfondare in un mondo difficile come quello del calcio mi piace assai.
Potresti mai rientrare alla Juventus con un ruolo dirigenziale?
No, perché nonostante il bene che voglio ai tifosi della Juventus e all’ambiente tutto, amo troppo la mia patria e voglio continuare a vivere in Uruguay vicino alla mia splendida famiglia.
A proposito di dirigenza. Riesci ad immaginare la Juventus con un proprietario diverso dalla famiglia Agnelli?
Claro che no. L’avvocato era una persona unica, educato e gentilissimo con tutti. Spero che i suoi eredi siano all’altezza dell’eredità che gli è stata lasciata.
Che idea ti sei fatto della nuova dirigenza bianconera?
Della nuova Juve conosco solamente Alessio Secco, di cui ho grande stima. Non me la sento di dar un giudizio sulle altre persone che non conosco.
Quando la Juventus nel 1996 vinse la Champions all’ombra del Colosseo tu non facevi parte di quella squadra (giocavi ancora nell’Atalanta) ma quest’anno come allora la finale si ridisputerà a Roma. Pensi che la squadra bianconera possa ripetere quell’impresa?
In tutta sincerità mi sembra davvero difficile. Quella era una grandissima Juve, questa una buona squadra. Comunque auguro con il cuore alla Juventus e ai suoi tifosi di riuscirci.
Se lo meriterebbero davvero per quanto sofferto durante e dopo Calciopoli, ma sarà difficile anche superare il Chelsea.
Ma cosa manca all’attuale Juventus per tornare ad esser “la migliore”?E cosa aveva di speciale quella squadra?
Ci vuole tempo e….campioni. Tanti.
Ma forse quella Juve è inarrivabile lo stesso. Era un gruppo fantastico, unico.
Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?
E’ il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza….
Hai qualche giocatore da consigliare alla Juventus?
Claro. Ho già suggerito personalmente il nome di Aguirregaray, un terzino di spinta già Nazionale Under 20. E’ un talento esplosivo dal grande futuro. Vedrai, la fascia bianconera sarà la sua….
C’è un giocatore in cui Paolo Montero si rivede attualmente?
Assolutamente no e poi non amo i paragoni. Ogni giocatore fa storia a se.
Ti sei mai fatto un’idea sulle tante finali di Champions perse con la maglia della Juve?
E che ti devo dire? Sarà stato il destino. Anche perché soprattutto in quella contro il Borussia Dortmund dominammo quasi per tutta la gara.
Guarda però anche la sconfitta con il Real avvenne solo per una serie di eventi sfortunati. Di certo nessuno ci ha mai messo sotto davvero.
La finale contro il Milan invece merita un capitolo a parte. Come diciamo noi in Uruguay, la lotteria dei calci di rigori è una Roulette Russa.
A proposito della finale di Manchester, ti faccio una bella “gamba tesa”. Hai sempre detto che odiavi giocare terzino sinistro e quando eri all’Atalanta litigasti proprio per questo con Lippi: perché quella sera invece non hai rifiutato di giocare in quel ruolo?
Mi chiedi pure il perché? Non mi sarei mai potuto tirare indietro in una gara di simile importanza. Giocare terzino sinistro non mi è mai piaciuto e quella sera finchè non si fece male Tudor giocai un vero schifo sulla sinistra ma dovevo dare tutto per provare a vincere quella coppa. Non me lo sarei mai perdonato altrimenti.
Pensa, per farti capire meglio, da bambino preferivo giocare in porta piuttosto che terzino sinistro.
E il rigore di Manchester? A quel rigore calciato così malamente contro Dida ci pensi mai?
Certo che ci penso. In gare ufficiali non ne avevo mai tirati prima in vita mia.
Ma a fine gara Mister Lippi viene da me e mi dice ”Paolo te la senti?”
Cosa avrei potuto rispondergli? Avrei fatto di tutto pur di vincere quella sera. Di tutto….
Che ricordo hai del 5 Maggio 2002? Sai che Moratti spesso ritorna su quel successo bianconero (è evidente che ancora gli fa male) attribuendolo solo ad una “banda di ladroni”?
Per fortuna di queste cattiverie in Uruguay arriva ben poco. Quel pomeriggio fu fantastico. Da impazzire. Una gioia immensa. Non ci credevamo quasi più.
Ma l’Inter di cosa si lamenta poi? Se era davvero la più forte andava a Roma e rifilava 4 pigne alla Lazio. Altro che scuse.
E allora noi di Perugia cosa avremmo dovuto dire?
74 minuti dentro lo spogliatoio ad aspettare di rientrare in campo.
74….Li ho cronometrati…Una roba pazzesca.
Però io ho il mio codice d’onore personale e per me conta solo e sempre il verdetto del campo.
Per questo ho sempre rispettato le decisioni arbitrali. Durante la partita tutto è lecito pur di vincere.
Durante la tua carriera c’è un giocatore contro cui ti sei accanito di più? Qui a Roma ad esempio ne hai collezionate di espulsioni. E a Totti poi ne hai date di “botte”....
No, ma scherzi? Io ho sempre rispettato gli avversari. Quando magari sentivo di più la gara ero più arrabbiato in campo. Ma mai sono entrato in campo con la volontà di fare male a chicchessia.
Sarà che quando non si vince i tempi migliori si rimpiangono di più. Ma ai tifosi juventini che rimpiangono Paolo Montero e quella Juve che hanno amato alla follia cosa dici?
Beh è normale per i tifosi rimpiangere tempi così belli. Li rimpiango pure io.
Per dirti: ieri mattina ero al telefono con Moggi e ieri sera a cena con Padovano.
Come si può dimenticare un periodo così bello della propria vita?
Ai tifosi juventini dico solo una cosa: sono uno di voi.
Sono diventato Juventino il primo giorno che sono arrivato a Torino, quando mi sono reso conto di quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d’Italia.
Il loro odio io l’ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
Ecco perché in campo non mi risparmiavo mai….
Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata.
Altro che simpatia.
Ma Moggi l’ha chiuso o no a chiave Paparesta?
Quando l’altro giorno ho letto certi commenti alle dichiarazioni di Paparesta non ci voleve credere.
Ma qualcuno davvero in questi 3 anni ha creduto che Moggi avesse sequestrato l’arbitro?Scusami ma mi viene da ridere.
Nel campo giornalistico pensi che aiuta a far carriera esser anti-juventino?
Questo non lo so, ma di una cosa ne sono certo: gli episodi arbitrali pro-Juve vengono amplificati tantissimo rispetto a quelli degli altri. Alla moviola si grida allo scandalo solo se l’episodio favorisce la Juve. Hanno capito che così si fa share…..
Paolo concludo questa bella chiacchierata con una rivelazione: il mio blog personale porta il tuo cognome (insieme al mio anno di nascita) perché come te sono stato un bambino innamorato del calcio, come te per vincere ho sempre usato un mio personale codice d’onore, come te sono un casinaro, duro e leale capace di grande capacità di aggregazione.
Stefano, grazie davvero ma non vorrai mica far emozionare il “duro” Montero? Non ci provare, eh. Io ho interpretato il calcio sempre così, sin da piccolo e sapere che ci sono persone che si rivedono in Paolo Montero mi rende davvero orgoglioso. Mi dispiace solo che il computer non mi piace per niente altrimenti seguirei con piacere il tuo blog.
A presto Paolo.
Ciao Stefano. E’ stato un piacere.

lunedì 26 gennaio 2009

"A gamba tesa"su Moggi

Dedico l' Edizione Straordinaria della Rubrica a tutti coloro che adesso parlano di errori in buonafede.
Dedico l'intervista a tutti quelli che pensavano che la Juventus dell'era della Triade vincesse perchè comprava le partite e gli arbitri.
Dedico questa bella chiacchierata con il Direttore a tutti i tifosi Juventini.
Ma la mia dedica va sopratutto a tutti coloro che pensavano che il calcio senza Luciano Moggi sarebbe stato migliore.


Buongiorno Direttore. Nei 12 anni dell'era Triade si è mai pentito di qualcosa che ha fatto? Rapporti sin troppo amichevoli con le istituzioni del calcio (designatori arbitrali, organi federali), amicizie troppo strette con la società di procuratori Gea, provocazioni antipatiche ad altri dirigenti, membri del mondo calcio, giornalisti o altro.
In tutto questo elenco di rapporti che ha enumerato non devo pentirmi di niente. Avere rapporti amichevoli con le istituzioni è il compito di ogni buon dirigente di società. Essere collusi, tutto un altro discorso. I nostri erano solo buoni rapporti improntati sempre alla massima correttezza. Con i designatori arbitrali siamo stati sempre corretti. Idem con gli arbitri. Comportamenti che NON ERANO ASSOLUMANTE VIETATI (lo scriva grande e sottolineato) esattamente uguali a quelli che avevano tutti, anche se poi c’è stata una corsa a dimenticare telefonate ed inviti a cena che riemergeranno nel processo di Napoli in tantissime intercettazioni trascurate, chissà perché… Per quanto riguarda i procuratori abbiamo sempre dato il massimo rispetto a coloro che rispetto lo meritavano, Gea compresa. Il nostro obiettivo non era quello di favorire i procuratori, ma di prendere buoni giocatori per vincere e credo che, per questo, i migliori testimoni siano i risultati ottenuti. Quindi nessuna preferenza a nessuno, GEA compresa, dalla quale sono arrivati giocatori come Mutu a parametro zero e Legrottaglie e non gli Andrade. Il resto sono solo chiacchiere e falsità. Di provocazioni antipatiche a dirigenti ed esponenti in genere del mondo del calcio non ne ricordo, ma anche ve ne fossero state apparterebbero alla normale dialettica dei rapporti.

Si è mai pentito di aver sottovalutato i nemici mediatici (Mediaset, radio - tv e stampa romana, Gazzetta dello sport, giornalisti anti-juventini) lasciando passare indisturbate troppe accuse e diffamazioni nel corso degli anni, che sono state poi alla base del massacro mass-mediatico di quello che tutti ricorderanno come “Moggiopoli”?
MOGGIOPOLI è parola usata solo dal quotidiano rosa.. Tutti gli altri, correttamente, l’hanno definita “Calciopoli” proprio perché coinvolgeva più squadre e praticamente quasi tutti i dirigenti. C’era però bisogno di un capro espiatorio per dare un cenno..del cessato pericolo..affinché quelli che non sapevano vincere perché NON SAPEVANO FARE LE SQUADRE (scriva grosso e sottolineato anche questo) potessero fare il comodo loro, come in effetti sta avvenendo. Soltanto quando i miei avvocati leggeranno nelle aule del tribunale le intercettazioni dei miei ex colleghi (completamente trascurate..) facendo un confronto con quelle del sottoscritto, allora ci sarà da ridere. Ho sempre cercato di andare d’accordo con tutti, perché a questa abitudine ho conformato tutta la mia vita e non solo nel mondo del calcio. Mi è capitato negli ultimi tempi di non andare d’accordo con Enrico Varriale della Rai, ma non sono il solo, visto quello che è successo quest’anno con Zenga, allenatore del Catania. Quanto alle accuse, chi ha buona memoria dovrebbe riconoscere che le stesse sono indirizzate ora all’Inter. A giusta ragione, dico io, perché se si va ad osservare il campionato 2007-08, vinto dai nerazzurri, le distrazioni arbitrali che hanno favorito la squadra nerazzurra sono state in quantità industriale (e non richieste aggiungo io) basta citare alcune partite tra le più clamorose come Inter-Parma, Inter-Empoli o Inter-Palermo. Credo che quando la vedova Sensi ha affermato che lo scorso campionato lo doveva vincere la Roma aveva tutte le ragioni di questo mondo. Per non citare poi le sviste pro-Inter più clamorose di quest’anno come il gol convalidato contro il Siena con cinque nerazzurri in fuorigioco o come in coppa Italia contro il Genoa e la Roma. Solo che Moratti finge di non vederle e tace. Adesso stanno cercando di prendersela con la Juve, ma tanto ormai si sbaglia in buona fede no?

“Il calcio deve uscire dalle farmacie”. Forse è la frase migliore pronunciata da Zeman in tutta la sua carriera. Perché però quel giusto grido di allarme non fu utilizzato per cogliere l’occasione di controllare le farmacie di tutte le squadre di calcio e si cercò solo di criminalizzare invece la formazione che vinceva di più in quegli anni? Quanto si sarebbe potuto fare del bene al calcio se si fosse fatta un’indagine a 360°?
La Juve da questa vicenda ne è uscita pulita. Avessero fatto la stessa indagine a tutti invece…….
Vero, la Juventus ne è uscita completamente pulita sia a livello sportivo che penale. Quello che però le chiedo io è: adesso, a distanza di anni, a livello morale si sente di condannare l’operato del dottor Agricola di quegli anni? Tutti quei farmaci (leciti ma pur sempre farmaci) somministrati a ragazzi completamente sani…
Il Dottor Agricola è un professionista esemplare, scrupoloso e capace. Si può elogiare, non condannare.

Ritorniamo a Zeman. Tempo fa, commentando la crisi Juve di inizio stagione ha dichiarato: “alla Juve manca un regista…alla Moggi”. Secondo lei l’allenatore boemo ce l’ha davvero con lei o è sfruttato da quei giornalisti pavidi e codardi che non hanno il coraggio di accusarla in prima persona?
Credo che sia molto sfruttato dai giornalisti, che lo portano a rispondere come loro desiderano. Comunque Zeman è grande e vaccinato. Nessuno gli punta la pistola per dire le solite quattro bischerate quotidiane. Ho sentito tra l’altro, che gli hanno proposto di fare un film. Finalmente potrebbe aver trovato la sua vera collocazione!

Senza Calciopoli: Buffon sarebbe stato venduto al Milan (vuole smentire?) e Del Piero non avrebbe sopportato ancora Capello (dico bene?) e sarebbe emigrato via (magari rimpiazzato da Cassano..). Si può affermare quindi che le bandiere nel calcio moderno, dominato dai soldi, non esistono più salvo combinazione di una serie di fattori positivi? Quale sarebbe stata la squadra della Juventus 2006-2007?
Si sbaglia. Buffon non sarebbe mai stato ceduto e Del Piero, invece, avrebbe sopportato Capello. Diciamo che le bandiere sono diminuite ma ci sono ancora esempi illustri come Maldini, Del Piero e Totti. La squadra del 2006-2007, soltanto con qualche ritocco, avrebbe proseguito il suo ciclo di vittorie. Ecco perché nasce Calciopoli…..!

Molti sostengono che nella seconda parte del suo secondo anno in maglia bianconera Zlatan Ibrahimovic giocò appositamente male perché voleva il suo contratto adeguato al pari degli altri campioni. C’è qualcosa di vero in questa diceria? Senza Calciopoli ci sarebbero stati problemi per trattenerlo?
Queste sono solo fantasie. Problemi a trattenerlo non ci sarebbero mai stati. Mi sembra, poi, che Ibra anche da nerazzurro abbia elogiato la vecchia Juve e i suoi dirigenti. Ci sarà un motivo?

Ha mai creduto alla versione della nuova dirigenza bianconera, secondo la quale Ibrahimovic lo voleva solamente l’Inter? Ma come può uno dei giocatori più forti al mondo avere solo un acquirente e ad un prezzo così basso? Avessero aspettato qualche giorno a venderlo, non si sarebbe scatenata un’asta al rialzo?
Da chi ha sbagliato una cessione del genere per averlo trasferito ad una diretta concorrente e ad un prezzo cosi basso, non ci si può attendere una versione di comodo diversa. Chi sia Ibrahimovic lo ha dimostrato prima alla Juve e poi all’Inter: la storiella che non ci fossero altri pretendenti fa solo ridere. Dispiace dirlo ma, sopratutto con IBRA la nuova dirigenza ha sbagliato tutto, cedendolo ad un’avversaria ed a prezzo di liquidazione..quando tutto il mondo calcistico lo avrebbe acquistato e non certo a quelle quotazioni.

Vieri, Roberto Baggio, Zidane, Peruzzi, Henry. All’epoca era davvero impossibile trattenerli? Ne ha mai rimpianto la cessione?
Vieri voleva andar via. Se ci pensate in tutta la sua carriera ha voluto sempre cambiare. Roberto Baggio era un grandissimo campione ma non ci sembrava più compatibile con il gioco della Juve, anche perché avevamo in casa un certo Del Piero…Al suo posto poi sono arrivati fior di campioni. Stessa cosa per Peruzzi o qualcuno ha dimenticato forse che abbiamo preso Buffon? Zidane, invece, voleva andar via e quando un giocatore è così determinato, puoi solo cercare di far fruttare al massimo la cessione (aveva anche 30 anni), cosi come è stato fatto con un trasferimento di importo record che ancora resiste nel tempo. Come disse l’Avvocato”Fu acquistato per un tozzo di pane e rivenduto a 150 miliardi di vecchie lire”. Se proprio mi sono pentito di una cessione, è stata quella di Henry, ma forse era capitato alla Juve nel suo anno sbagliato. Era giovane e non voleva fare la riserva perchè voleva andare a tutti i costi in Inghilterra a riabbracciare il suo vecchio allenatore. Anche in questo caso però abbiamo preso campioni che non lo hanno fatto certo rimpiangere.

La triade è stata completamente distrutta. Eppure di quel tridente storico solamente lei ha scelto di difendersi in pubblico ed esporre la sua difesa. Perché Antonio Giraudo e Roberto Bettega si sono isolati in un silenzio “assordante”?
Io ho scelto la mia linea perché ho ritenuto giusto continuare a battermi anche in pubblico a difesa del “nostro” (non solo mio) operato e perché non mi ritenevo (ci riteniamo) responsabile (responsabili) di niente. L’ho fatto, perché convinto che difendendo me (noi) e il mio (nostro) lavoro difendevo anche la causa juventina. Sapevo fin d’allora che la difesa sarebbe stata difficile e persino osteggiata in un calcio che ti condanna a priori senza prove e con la forza mediatica e di una carta stampata che ti viene scaraventata addosso ogni giorno ed in ogni momento con la tecnica di mandare in mille pezzi la tua immagine cercando di distruggerti anche fisicamente. Giraudo e Bettega hanno deciso diversamente e non voglio chiedermi il perché. E’ una decisione che appartiene a loro.

Cosa pensa dell’incontro di poco tempo fa tra Berlusconi e Giraudo insieme a Capello? Poco dopo che il premier si incontrò con lei…
Giraudo è in Inghilterra, Capello anche. Penso che l’attuale situazione comune logistica li abbia portati ad un incontro amichevole con Berlusconi

L’avvocato difensore della Juventus Cesare Zaccone il 12 Luglio 2006 rispondendo ad una mia e-mail mi assicurò (e-mail che custodisco ancora gelosamente) che la Juventus non avrebbe accettato pena diversa da quella inflitta a Milan, Lazio e Fiorentina e che per questo si sarebbero battuti in ogni grado di giudizio. Quattro mesi dopo invece durante l’assemblea degli azionisti dichiarò che “con quelle carte si rischiava la serie C”. Ancora non riesco a darmi una risposta (o forse non voglio darmela) per quella netta virata. E lei?
Io la penso come lei. E in quanto al presunto rischio della serie C, i lettori possono riandare alla conclusione della sentenza sportiva che non accertò alcun illecito e sulla quale un giudice, Dr. Serio, accertò che la Corte aveva seguito il “diffuso sentimento popolare”. Non c’è nessuno che non senta riecheggiare i metodi della caccia alle streghe ? Erano le streghe quelle che finivano al rogo, no? Basterebbe infine riascoltare le parole del Commissario Rossi quando fu giubilato (aveva fatto tutto quello che doveva fare e non serviva più) ”mi avevano detto che bastava far fuori i dirigenti della Juve….Ed invece mi sono accorto che chi comandava, comanda ancora e vuol continuare a comandare”. Ergo.

Se le togliessero la squalifica e Moratti le offrisse nuovamente una proposta di lavoro la valuterebbe?
Assolutamente no.

Visto che all’epoca fu un fenomeno molto diffuso, avete mai pensato di falsificare passaporti come fece ad esempio Oriali per l’Inter?
Assolutamente no. Queste sono cose da ”banda degli onesti”. E poi d’altra parte come avrei potuto pensare ad una cosa del genere non essendo in buoni rapporti con l’esperto del settore, Franco Baldini, allora dirigente della Roma e attualmente della nazionale inglese ?

Perché nessuno in questi 3 anni ha mai avuto il coraggio di scrivere sui giornali più importanti o dire in tv che Collina si organizzava per andare di nascosto a cena con Galliani, nel ristorante (chiuso al pubblico) di Meani? E’ stato deluso dai commenti di qualche giornalista, opinionista tv o tifoso in questi 3 anni?
Perché la legge, anche quella sportiva, è si uguale per tutti, ma per qualcuno e più uguale che per altri… Su quella vicenda non è stato posto un velo, ma un macigno. E il perché si capisce: anche solo un sospetto avrebbe impedito l’investitura solenne di Collina designatore. Deluso? Un’infinità di volte nel periodo più crudo di Calciopoli. Adesso in tanti, soprattutto tra giornalisti ed opinionisti, si sono riposizionati o lo stanno facendo ora. Debbo meravigliarmene?

Per descrivere la sua vita nel calcio ha scritto una bellissima autobiografia dal titolo “un calcio nel cuore”. A chi dedicherebbe/darebbe invece “un calcio nel culo”?
Non ho esperienze in merito. Si potrebbe però chiedere a Cannavò che sul ”calcio in culo” ha fatto una sorta di elegia e di ricerca storiografica al tempo di quello scagliato da Silvio Baldini a Mimmo Di Carlo (articolo del 29 agosto 2007 ”restituiamo dignità al calcio in culo”)

Che idea ha della proprietà della Juventus e della nuova dirigenza? Cosa le ha più dato fastidio in questi 3 anni? Le mancate condoglianze alla perdita di suo padre, il mancato ringraziamento alla presentazione del nuovo stadio, la mancata difesa mediatica alle accuse di scorrettezza riguardo vittorie epiche come quella del 5 Maggio 2002 o altro?
Non voglio essere io ad affrontare questi temi, preferisco che siano i lettori ad esprimere il loro giudizio. Ma in questo elenco di domande manca sicuramente qualcosa: l’esplosione dei giovani che adesso fa impettire i nuovi arrivati, senza che nessuno di essi rivolga un grazie a chi quei giovani ha scovato, allevato e vi ha creduto. Quando persi mio padre, le persone che mi volevano bene mi sono state vicine e questa per me è la cosa più importante. La vita e gli affetti sono una cosa, il calcio un’altra.

Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Ormai le domande a me stesso le ho da tempo esaurite. Stò mettendo insieme invece tutte le risposte che devo dare e che darò.

Mi faccia fare uno sguub (come direbbe Biscardi). Mi dica una cosa che non ha mai confessato a nessuno.
Non ho sguub particolari per dirla alla Biscardi, ma ancora non ho detto tutto ciò che conosco dell’ambiente calcistico...
C’è almeno una vittoria di quelle ottenute nei 12 anni di Juventus che sente di aver “rubato”, o alla quale comunque è meno legato per il modo in cui è arrivata?
Assolutamente no. Sono state, tutte sudate e limpide.

Qui a Roma l’hanno prima amata e poi maledetta (al punto di arrivare addirittura a slogan come quello per magliette e cori : Moggi magari mori oggi….). Eppure non sono pochi quelli che l’avrebbero voluta per “comandare” il calcio proprio dalla Capitale. (Altro che vento del nord…)
E’ difficile accontentare tutti. E non voglio sapere quanti mi avrebbero voluto alla guida della Roma. Sò soltanto che mi sarebbe piaciuto tornarci e che vi avrei messo lo stesso impegno che ho profuso nella Juve.

Per chiudere, dopo tutto quello che è successo nell’estate 2006 sente di dover chiedere scusa in qualche modo ai tifosi juventini per quello che hanno sofferto?
Debbono chiedere scusa quelli che, potendo, non hanno difeso la Juve, portandola ad una retrocessione che assolutamente non meritava. L’ha ricordato Lei prima: l’Avvocato Zaccone disse che la Juve non avrebbe accettato una pena diversa da quella di Milan, Lazio e Fiorentina. Poi se ne è dimenticato. Quella B non appartiene a Noi, ma a coloro che l’hanno subita senza combattere, forse perché a quel tempo c’era il problema di distruggere in qualunque maniera l’immagine della Triade, senza capire che in tal modo è stato fatto solo autolesionismo, con una macchia della B che purtroppo resterà indelebile nella storia della Juventus.

domenica 25 gennaio 2009

Juve, non così


Da dove cominciamo stavolta?
Per commentare la bella vittoria bianconera di ieri sera parto dal titolo scelto "Juve, non così".
Questo sarebbe stato il titolo odierno della Gazzetta dello Sport se ai vertici della Juventus ci fosse ancora la Triade. Ma adesso la Pravda Rosa è sponsor ufficiale Juventus...(Ahi Serva Italia).
La partita di ieri è stata molto bella, vivace. Con continui capovolgimenti di fronte.
Bisogna esser onesti ed obiettivi: la Fiorentina non meritava assolutamente di perdere e non solo perchè c'era il rigore su Jovetic ed il goal di Gilardino era regolare. No, anche e sopratutto per il modo in cui la Viola a viso a aperto se l'è venuta a giocare alla pari a Torino.
Decisivo il rientro di Buffon tra i pali. Sontuoso Del Piero in versione assist-man.
Straordinaria la crescita di Marchisio a centrocampo.
Ogni volta che lo vedo giocare penso agli oltre 35 milioni di euro investiti per Tiago, Almiron e Poulsen quando il vero "campione" ce l'avevi in casa.
Buona la prova di De Ceglie al posto di Molinaro. A centrocampo invece si è sentita molto l'assenza di Sissoko.
A fine gara Della Valle furioso e Fiorentina in silenzio stampa.
A legger quello che scrive oggi l'ex direttore di Tuttosport, Xavier Jacobelli, sul suo blog si teme una nuova rivalsa pari a quella orchestrata, secondo loro, nel periodo di Calciopoli.
Ma adesso si sbaglia in buona fede, no?
La strega Moggi è stata bruciata al rogo.
Quindi di cosa si lamentano adesso i finti perbenisti?
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In settimana ci sarà un'edizione straordinaria della Rubrica
"A gamba tesa"