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domenica 15 novembre 2009

La sosta porta consiglio



Arbitri, l'Inter non ha bisogno di tutti questi aiuti per vincere.
Juve, prendi Kolarov e Zarate.
Collina e Carraro? I nuovi intoccabili.
La tosse di Bergamo, il "pentito" Manfredi Martino e la mistificazione dei media.
Come sempre, la sosta è un buon momento per tracciare i primi parziali bilanci. In testa, si potrebbe commentare con un "tutto come assolutamente previsto".Inter nettamente favorita ed in fuga, Juventus e Milan ad inseguire, Fiorentina subito sotto. Rispetto alla classifica finale dell'anno scorso non è cambiato assolutamente nulla. Questo nonostante il pesante investimento sul mercato effettuato da parte della Juventus in estate. Il Gap bianconero dalla squadra neroazzurra sembra rimasto identico, anzi per assurdo in alcuni momenti è persino aumentato. Di chi potrebbe esser la colpa di questo? Sicuramente degli infortuni che ben più che nell'anno precedente stanno martoriando la squadra bianconera. Non era colpa di Capanna, non è colpa di Vinovo, prima o poi qualcuno in Società dovrà allora avere il coraggio di spiegare questo mistero! Poi c'è sicuramente un modulo, il rombo di inizio stagione, non adatto alle caratteristiche della squadra. Ad esempio, per giocare con questo schema devi disporre di terzini di spinta di livello e Grygera, Caceres, Zebina, Molinaro, Grosso e De Ceglie chi per un motivo, chi per un altro non rientrano assolutamente in questa categoria. Ottimi rincalzi, ma niente più. Poi c'è l'ambientamento di Diego, al quale si è deciso forse troppo presto di affidare le chiavi del gioco Juve. Il ragazzo ha talento da vendere, ma per diventare uno Zidane (se mai lo diventerà…) troppa gavetta dovrà fare ancora. Ed allora in un 4-3-1-2 o il trequartista fa la differenza assoluta oppure si regala praticamente il centrocampo agli avversari. Viene da chiedersi se con un Camoranesi così valeva davvero la pena stravolgere tatticamente la squadra.L'inesperienza di Ferrara, le "Melonate" di Felipe Melo (fortunatamente sempre meno frequenti), le incomprensibili ed interminabili chance concesse a Tiago, i proclami dirigenziali un giorno si e l'altro pure, fanno il resto. Chissà se la sosta rigenererà le forze bianconere e consentirà di recuperare quei giocatori determinanti, Del Piero in primis, che serviranno per il big-match contro l'Inter che si avvicina sempre più. Decisivo comunque nelle prossime settimane sarà il percorso Champions di entrambe le squadre. Se non si qualificheranno direttamente con la quinta partita del girone e rimanderanno le sentenze agli ultimi 90', l'ultimo turno si giocherà proprio a ridosso del derby d'Italia. Fatto questo da non sottovalutare.
Speriamo inoltre che la nuova classe arbitrale, ovvero la "io sbaglio tanto e più di prima ma adesso in buona fede", non condizioni questa rincorsa al vertice. La Juventus, pur essendo praticamente quasi il miglior attacco dell'anno solare in Italia, sono quasi 20 partite che non ha un rigore a favore. Un girone, un'eternità. L'Inter dal canto suo, ha interrotto solo di recente l'immunità che l'ha vista per oltre 50 partite non subire un rigore contro, ma ancora dispone, checchè ne dica Mourinho, di quel trattamento di favore che le consente, come nella partita contro la Roma ad esempio, di commettere ripetuti falli, quasi sempre con gli stessi giocatori, senza mai ricevere i giusti cartellini. Dopo il posticipo di San Siro, in praticamente tutti noi è nata spontanea una domanda: "ma un giocatore dell'Inter per esser espulso che deve fare?"Per la risposta chiedere forse a Rocchi, tra l'altro uno degli imputati al processo di Napoli, argomento però sul quale ritornerò più avanti.
Queste pause di campionato poi, vengono spesso utilizzate dalla stampa per ripartire con "l'indovina chi" ovvero accostare ogni giorno una possibile trattativa a chicchessia, per poterla sbattere in prima pagina e stimolare l'acquisto del giornale da parte del tifoso. Come si sa, d'altronde, il calciomercato è il momento che più fa sognare la tifoseria. Ed allora per una volta la butto anche io lì. Visto il netto ridimensionamento della Lazio, l'insofferenza di Zarate e la predisposizione di Lotito all'amore per il Dio denaro, perché non opzionare sin da subito per il prossimo anno Zarate e Kolarov? Credo che nell'attuale paronama italiano non esistano giovani più forti e di prospettiva nei rispettivi ruoli dei 2 giocatori biancocelesti. Kolarov sarebbe finalmente il terzino di livello che alla Juve manca ormai dalla cessione di Zambrotta. Zarate sarebbe il futuro da cui ripartire, visto la probabile partenza di Trezeguet a fine stagione ed il prossimo, ahimè, pensionamento di Del Piero. Con le dovute contropartite tecniche e con un'offerta seria e congrua, sono certo che le certezze di Lotito vacillerebbero… Last but not least, in settimana molto avrebbero dovuto destare scalpore le dichiarazioni spontanee rese da Luciano Moggi al Processo di Napoli, che hanno fatto seguito alla mistificazione dei media sui colpi di tosse di Bergamo e le presunte palline scolorite viste da Manfredi Martino. Uso il condizionale perché se esistesse davvero buona fede da parte della carta stampata nel trattare l'argomento Calciopoli, si sarebbero fatti come minimo i dovuti titoloni sui giornali e adesso se ne discuterebbe ovunque in tv, come l'argomento meriterebbe. Ma soprattutto se si fossero ascoltate per intero le testimonianze, come possibile fare anche in rete, mai si sarebbero potute scrivere baggianate del tipo "ecco come truccavano i sorteggi". Pazzesco. E poi, come giustamente ricordato da Moggi al Processo, dove sono finite le intercettazioni di Carraro in cui chiedeva di salvare la Fiorentina e la Lazio? Perché sono state nascoste sotto traccia? Perché l'ex presidente Figc è stato assolto dal processo sportivo con così tanta superficialità e salvato anche dal giudizio nel processo di Napoli? Perché Collina non è stato indagato per gli appuntamenti segreti e notturni che Meani gli procurava con l'allora presidente di Lega Galliani? Si, proprio quel Collina che adesso sarebbe garanzia di buona fede arbitrale. Possibile che ancora nessun organo ufficiale o giornalista abbia avuto il coraggio di chiedere a Collina in merito a queste sue intercettazioni compromettenti?
E questo sarebbe il nuovo calcio pulito? Ma aridatece Moggi.

mercoledì 2 settembre 2009

Che Diego ce la mandi buona



Con la chiusura ufficiale del calciomercato e le prime due giornate di campionato in archivio è giusto anche sbilanciarsi nel consueto pronostico di inizio stagione.
E' innegabile che la Juventus si sia rinforzata rispetto all'anno scorso.
Diego e Felipe Melo sono giocatori di carisma e spessore internazionale che giocherebbero titolari in qualsiasi TOP-TEAM europeo.
Caceres, Cannavaro e Grosso sono invece tre difensori che, seppur scaricati per vari motivi dai precedenti club, hanno grande voglia di rigenerarsi a Torino.
In panchina largo all'entusiasmo di Ciro Ferrara, contagioso per l'intero ambiente bianconero.
(Monumento vivente alla Sensi per non aver liberato in tempo Spalletti quando era stato indicato dalla Proprietà juventina come il prescelto)
Erano davvero anni che a Torino non si respirava un clima del genere.
Ma la Juventus ha davvero ridotto il GAP nei confronti dell'Inter?
L'impressione è che, in questo momento, a questa domanda non sia possibile rispondere.
Tutto dipende sopratutto da Diego, la nuova stella juventina.
Se si confermerà un grandissimo ed i presupposti iniziali fanno davvero ben sperare, la squadra bianconera se la giocherà fino alla fine.
C'è da starne certi.
Forse è nata una Juve Diego-dipendente che per il suo gioco e per competere ai massimi livelli dubito potrà mai fare a meno del nuovo idolo dei tifosi bianconeri.
Il centrocampo, orfano dell'ex Nedved (quanto mancherà la sua grinta!), è stato rinforzato anche dall'arrivo del "gladiatorio" Felipe Melo.
L'idea di una diga in tandem con Sissoko nel settore nevralgico del campo mi crea un moto di erezione.
Unico rammarico in mediana è la cessione di Zanetti (che avrebbe fatto sicuramente comodo) sacrificato per la matematica difficoltà a cedere i "bolsi" Tiago e Poulsen.
Meno rammarico per la cessione di Marchionni, ma la scelta di abbandonare quasi completamente il gioco sulle fasce mi convince poco.
In difesa fin'ora, grande sicurezza al centro ha apportato il ritorno di Cannavaro.
Da rivedere però con attacchi più pericolosi.
Davanti largo alla coppia più dinamica che in questo momentoè sicuramente quella tra Amauri e Iaquinta che con il loro incessante movimento creano tra l'altro quegli spazi tanto cari a Diego.
E' bene specificare però che con questa scelta probabilmente ne risentirà la media realizzativa offensiva, abituata sin troppo bene in passato dalla coppia Trezeguet-Del Piero.
Da valutare in merito l'inserimento futuro di Del Piero, da utilizzare solo e tassativamente quando sarà in forma (gli anni passano per tutti, ahimè), mentre per Trezeguet la scalata all'11 titolare sarà molto più dura.
In una squadra in cui praticamente almeno fino a domenica scorsa si attendevano cross giocabili dalle fasce con la stessa probabilità di fare il 6 al Superenalotto, quante opportunità si prospettano all'orizzonte per l'attaccante francese?
Basteranno gli innesti di Caceres e Grosso a colmare questa lacuna?
Dicevamo dell'Inter.
Al contrario della Juve si è liberata dalla sua dipendenza, vendendo a peso d'oro Ibrahimovic, il giocatore che praticamente negli anni passati vinceva da solo o quasi.
Ma da questa cessione, per assurdo, si è rinforzata.
Ed è forse proprio questo che spaventa di più gli avversari.
Si è passati da una prevedibile palla ad Ibra e pedalare ad una voglia irrefrenabile di fare bel gioco, anche grazie e sopratutto alla sontuosa campagna acquisti estiva neroazzurra.
La nuova Inter è nettamente una squadra più forte di quella dello scorso anno.
E allora Zeru alibi stavolta per Mourinho.
Se si analizzano attentamente i vari settori del campo e si valutano ruolo per ruolo le alternative disponibili, ci si domanda come potranno riuscire i giocatori interisti a non rivincere lo scudetto pure quest'anno, anche alla luce del saldo rigori che vede l'Inter partire praticamente da 1 a 0 a partita (con un rigore a favore fisso o quasi) mentre Julio Cesar sono ormai oltre 50 partite che non si trova a fronteggiare un rigorista avversario.
Cifre che se accostate al nome di Luciano Moggi farebbero gridare allo scandalo.
Altro che aborto giuridico, pardon Calciopoli.
Il nuovo Milan (praticamente il vecchio senza Kakà) è la solita incognita di questi ultimi anni.
Se, se, se e ancora se.
Tutto dipende da troppi giocatori.
Se Nesta recupera. Se Ronaldinho torna fenomeno. Se Gattuso e Pirlo tornano a grandi livelli.
Indecifrabile.
Per assurdo un Milan al massimo della forma dei suoi giocatori e sfruttando anche l'entusiasmo dell'esordiente Leonardo potrebbe anche esser da scudetto alla pari di Inter e Juventus mentre con l'eventuale ritorno di cronici problemi di salute e di rendimento rischierebbe di esser addirittura ricacciata nella mischia della lotta per la zona Champions, forse il punto più trafficato e meno decifrabile della serie A.
Sampdoria, Napoli, Genoa, Fiorentina, Lazio, Udinese, Palermo sono tutte squadre attrezzate per scalare la classifica, fino alle prime posizioni. Chi più chi meno.
Chi potrebbe esser retrocessa ormai da questa fascia con una squadra nonchè un ambiente sull'orlo di una crisi di nervi, è la Roma.
In bocca al lupo a Ranieri, tanto difeso dalla stampa romana nel biennio bianconero, per questa nuova avventura.
In chiusura mi preme sottolineare una cosa:
a differenza degli anni passati la Juventus (dirigenza, allenatore, giocatori, tifosi) ci crede davvero.
Ed anche il sottoscritto intravvede possibilità che nella passata gestione tecnica mai aveva scorto all'orizzonte.
Sicuramente inferiori a quelle dell'Inter ma i sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
E che Diego ce la mandi buona.....Finchè c'è lui, c'è speranza!

giovedì 18 giugno 2009

Juve, ancora troppi se....



«Diarra e Rossi? Se prendiamo anche loro che arrivano dalla Liga accorciamo il gap dall’Inter e l’anno prossimo si sentirà meno la depressione per la fuga di Kakà dal campionato italiano: Mahamadou è un grande, uno come me, un Cannavaro di centrocampo. Quanto a Rossi è un altro di quelli che porterebbe tanta qualità. Se li centriamo, questi sono grandi colpi».
Fabio Cannavaro

In questo periodo la positività in casa Juve è stranamente dilagante.
Sono tutti certi di un grande mercato e di un futuro radioso.
Io lo sono molto meno. Almeno fin'ora.
Ad oggi la Juventus ha comprato un difensore 36enne (Cannavaro) che non è più quello del mondiale per sue stesse parole («impensabile, direi impossibile, tornare a quella condizioni: sono state sette partite fuori dalla norma»), ha perso uno dei più grandi giocatori degli ultimi 20 anni (Pavel Nedved) ed ha comprato un talento brasiliano (Diego) che senza alcun dubbio è potenzialmente un campione ma pur sempre tutto da verificare in Italia.
Aggiungiamoci l'effetto sorpresa Ciro Ferrara ed il quadro è completo.
La Juventus colmerà il Gap con l'Inter se Cannavaro giocherà ancora a grandi livelli, se Diego si confermerà campione anche in Italia, se Ferrara dimostrerà di esser un grande allenatore, se arriverà Tizio......se....se.....
Troppi se e poche certezze.
Per adesso consoliamoci con l'aglietto.
C'è chi sta davvero peggio:
il Milan sta per perdere anche Pirlo...

mercoledì 3 giugno 2009

Conte, see you soon




Purtroppo è andata a finire come molti di noi temevano:
ANTONIO CONTE non sarà l'allenatore della Juventus nella prossima stagione.
Evidentemente tanta juventinità tutta insieme (il suo ritorno insieme a quello di Ventrone) ha spaventato la nuova dirigenza.
A questo punto non resta che sperare nella conferma di Ciro Ferrara, che anche se offre meno garanzie tecnico-tattiche rispetto al suo ex compagno di squadra, sicuramente è soluzione da preferire a Spalletti o chi per lui (Ballardini, Blanc & C.).
Alla Juve attuale serve assolutamente qualcuno che abbia vissuto sulla propria pelle l'esser bianconero. Qualcuno che conosce bene l'ambiente e sa quello che si pretende da chi indossa quella gloriosa maglia.
Si è già sbagliata la scelta in passato con Ranieri.
Sbagliare nuovamente con Spalletti sarebbe incredibile.
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
E intanto per Kakà stavolta i titoli di coda sembrano improrogabili....Un'altra mazzata al livello del calcio italiano.....
L'ultimo pensiero di giornata è ancora per Pavel Nedved.
Il suo procuratore Mino Raiola non si vuole proprio rassegnare all'idea di vederlo smettere di giocare e sopratutto di farlo guadagnare....
Vi riporto in merito una bella poesia che mi ha inviato un assiduo lettore:
NEDVED SMETTE DI GIOCARE, RAIOLA NO...
Tradisce (a ragione) una poco velata commozione,
sottofondo obbligato: la soundtrack del Gladiatore.
Grazie all’ uomo vero, all’eroe bianconero, grazie.
In trecentoventisette battaglie quante primizie!
“Non ho più voglia di correre, saluto tutti, smetto”.
“Non è un addio al calcio”, dice l’agente furbetto.
“Il croupier ha dato le carte e non erano buone:
non è una questione economica”. Un bluffone?
Il presidente spera resti a far parte della società
,era cosa scontata, ma ora non è più un’ovvietà.
Pavel vive un giorno difficilissimo ma perfetto,
“posso smettere tranquillo”, sente tanto affetto.
La fascia di capitano concessa da Alex Del Piero:
“Il minimo che si poteva fare”. Grazie Guerriero.

domenica 31 maggio 2009

Fine-corsa Nedved





Alla fine Pavel Nedved ha deciso (lui si, il suo procuratore meno.....) :
lascerà il calcio. Meglio per tutti....
Emozioni strappalacrime nella sua ultima gara da calciatore disputata, ironia della sorte, proprio dalle 2 squadre che in Italia l'hanno visto assoluto protagonista.
La Juventus batte la rimaneggiata Lazio per due reti a zero, grazie ad una doppietta di Iaquinta.
Due considerazioni rapide:
1- Avevo ragione nel dire che non serviva esonerare Ranieri a sole 2 giornate dalla fine, se lo scopo era solo quello di vincere le residue partite contro avversari già in tenuta balneare.
Questo avvicendamento è servito solo a concedere alibi a chi non li meritava...
2- Iaquinta alla fine ha realizzato gli stessi goal di Amauri, pur giocando nettamente di meno.....Siamo sicuri che valga proprio la pena privarsi in futuro di Trezeguet per puntare sul brasiliano?
Capitolo panchine:
scoppia l'effetto Guardiola, affidarsi ovvero a tecnici giovani ed ambiziosi.
Il Milan, vincente in quel di Firenze, saluta Maldini ed Ancelotti (e forse anche Kakà) e decide di puntare tutto sull'esordiente Leonardo.
La Juventus invece si prende altri 10 giorni (!!) per decidere:
ma la scelta parè cadrà comunque su un allenatore di primo pelo o quasi.
Intanto l'Inter, che ha festeggiato la 50a partita consecutiva senza un rigore contro, trema:
se Moratti non si umilierà come già fatto con Mourinho, Ibrahimovic andrà via.
Senza Ibra, l'Inter tornerebbe l'armata brancaleone che per quindici anni e più, ha fatto sorridere l'Italia intera.
Ecco, il miglior acquisto della Juventus nella prossima stagione per cercare di colmare il gap con la capolista, sarebbe proprio la cessione all'estero di Ibrahimovic....
Per finire, con un rima tanto cara al presidente del Torino Cairo:
cucù e la serie A non c'è più.

Dirigenza ingrata


Era nell'aria da tempo:
Pavel Nedved aveva deciso di continuare a giocare ma l'attuale dirigenza juventina lo ha maltrattato offrendogli una proposta di contratto irrispettosa per il suo grande talento.
Oggi comunque lo ringrazia direttamente sulle pagine della Gazzetta dello Sport......
In un'ambiente dove sono stati regalati 2,5 milioni di euro a stagione ad Andrade per non fare nulla. Una squadra dove un gregario come Poulsen guadagna oltre 3 milioni di euro a stagione.
In una squadra che riprende Cannavaro, di un solo anno più giovane di Pavel, facendolo passare per il ritorno del Figliol Prodigo evidentemente non c'è più posto per Nedved.
E forse è giusto così:
un campione assoluto come Pavel Nedved non merita una dirigenza così.
Non merita una Juve così.
Onore ad un grandissimo giocatore, professionista esemplare e tra i più forti giocatori dell'ultimo ventennio.
Mancherai a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Juventus.....
.
E’ una questione di stile, ma anche di sostanza. Non si può trattare così un campione come Pavel Nedved costringen­do un fuoriclasse del suo livello a sparare due frasi che equival­gono a cazzotti: «Lascio la Juve, ma non il calcio» e «Non vado via per una questione economi­ca ». Tradotto, significa che con­tinuerà a giocare (ma non nella Juve) e che non ha gradito (usiamo un eufemismo) l’atteg­giamento della società nei suoi confronti.
Ma perché? Al netto del fasti­dio prodotto da tutte le media­zioni di procuratori più o meno esosi, c’è una considerazione che doveva cancellare il resto: l’ex Pallone d’Oro Pavel Ned­ved non è un giocatore come tutti gli altri perché fa parte del manipolo di eroi che ha reso possibile il miracolo di riporta­re subito la Juve in serie A, di farle conquistare il terzo posto (con qualificazione alla Cham­pions) l’anno scorso e di mante­nere, quanto meno, allo stesso livello di competitività la squa­dra anche in questa stagione.
Perché, se qualcuno crede che i meriti vadano anche suddivisi con altri componenti, allora non ci siamo proprio e vi spieghia­mo perché. Sull’allenatore non ritorniamo per evitare di sem­brare persecutori, ma Ranieri, non riuscendo a dare né gioco, né continuità alla squadra (e ci fermiamo qui), è solo la punta dell’iceberg e forse anche un co­modo capro espiatorio dietro il quale non possono essere nasco­ste responsabilità precise della società.
Il presidente Cobolli Gigli e l’amministratore delegato, non­ché direttore generale, Blanc devono riconoscere i tanti erro­ri commessi. Per carità, persone perbene, manager di qualità che si sono assunti il compito di traghettare la Juve in un mo­mento difficilissimo della sua storia, ma adesso basta. La ve­rità va detta e affrontata. La realtà dice che ci vuole un salto di qualità dirigenziale e che non fosse stato per quei campioni (Nedved, Del Piero, Camorane­si, Buffon e Trezeguet), oggi presidente e amministratore de­legato non potrebbero appun­tarsi alcuna medaglia sul petto. Non fosse stato per la rabbia che quegli eroi hanno messo e per la loro voglia di cancellare i momenti brutti, adesso la Juve non si batterebbe per il secondo posto in campionato. Quei fuo­riclasse non si sono mai accon­tentati, hanno sempre combat­tuto per vincere su ogni fronte, alla faccia di tutti i progetti a lunga scadenza. Non ci sono riusciti perché scarsamente as­sistiti e ascoltati. Tutto ciò ha ac­cresciuto lo scollamento fra una solida base di giocatori che ha piantato un seme importante nello spogliatoio e una società latitante, capace di fare emer­gere, invece, tutta la sua legge­rezza.I problemi da risolvere sono principalmente due. 1) La man­canza di un vero direttore gene­rale o direttore sportivo, chia­matelo come volete, capace di curare i rapporti fra squadra, tecnico e società e in grado di gestire al meglio le operazioni di mercato. 2) L’assenza di un pre­sidente veramente rappresenta­tivo, “pesante” e soprattutto meno discutibile per l’estempo­raneità delle sue esternazioni: basterebbe il recente caso Pan­dev (con bacchettata di Lotito), per non parlare dell’assenza su questioni cruciali quali anticipi e posticipi spesso svantaggiosi e alla lunga determinanti per le gambe dei giocatori.
Siccome ci piace essere sempre costruttivi nelle nostre analisi, ribadiamo che già ad ottobre avevamo segnalato la via per ri­solvere il problema in panchi­na. Caso ha voluto che la nostra indicazione sia stata poi quella adottata dalla società. Ferrara ci sembrava e ci sembra una buona scelta. Nella Juve c’è an­che Gian Paolo Montali, unica voce che si sia più volte levata per sottolineare i problemi da risolvere. Purtroppo non è sta­to ascoltato. Un errore al quale ci sembra giusto porre rimedio consegnando all’ex ct della Na­zionale di volley un ruolo opera­tivo. Aggiungiamo infine, per­ché da lì siamo partiti, che tutti i grandi campioni che hanno aiutato la Juve in un periodo delicatissimo andrebbero trat­tati con uno stile diverso. Per la cronaca, Andrea Agnelli tor­nerà oggi allo stadio per l’addio di Pavel Nedved, dopo un’as­senza di tre anni. La Juve c’è e ha in casa risorse incredibili, basta non sciuparle e metterle in grado di rendere al meglio
.

sabato 30 maggio 2009

Un altro Blanc?




Spunta un nome nuovo per la panchina della Juventus:
è Laurent Blanc, l'ex libero francese campione del mondo nel 1998.
Personalmente lo ritengo un buon tecnico emergente ma alla Juve con tutta sincerità serve ben altro.
E questo è il pensiero anche della stragrande maggioranza del tifo bianconero.
Con questa dirigenza, serve un allenatore duro, di polso e che conosca a pieno il mondo Juve e sopratutto cosa vuol dire rappresentarla.
Intanto spunta un nome nuovo per la fascia sinistra:
è Jansen dell'Amburgo.
Ma siamo sicuri che qualcuno avrà il coraggio di accollarsi lo stipendio faraonico di Poulsen?
Lo scrissi sin dall'inizio, con un ingaggio del genere liberarsi in futuro del danese sarebbe stata una MISSION IMPOSSIBLE....
Ed intanto Nedved tiene tutti i tifosi sulle spine......

giovedì 28 maggio 2009

Nostalgia di Roma vol.2



Nella splendida cornice dello Stadio Olimpico, Leo Messi trascina il Barcellona alla vittoria della Champions League. Non c'è stata partita.
Surclassato il Manchester United di Cristiano Ronaldo.
Quest'anno il Pallone d'Oro sarà dell'argentino, assoluto numero 1 mondiale in questo momento.
Incredibile stagione per Pep Guardiola:
al suo primo anno da allenatore ha vinto tutto: coppa Nazionale, Scudetto e coppa europea.
Davvero pazzesco. Venitemi ancora a dire che serve esperienza per vincere....
Serve ambizione, un progetto serio, abbinato ad una società seria.
Quello che alla Juventus manca da 3 anni a questa parte. Non credeteci adesso a quelli che scrivono che la squadra bianconera era già pronta per competere con queste squadre.
In Europa, sulla doppia sfida, te la puoi giocare con chiunque. Vero.
Ma è altresì vero che Manchester e Barcellona distano anni luce.
Basti vedere le loro rose.
Non basterà Diego a colmare un simile gap.
Non basterà il ritorno di Cannavaro.
La Juve deve comprare almeno altri 3 campioni(veri) per difesa e centrocampo,
i reparti che più necessitano di rinforzo....da 3 anni.
Indiscrezione Nedved: forse giocherà un altro anno.
Aspettiamo tutti fiduciosi.
Intanto 2 possibili obiettivi (Cassano e Quagliarella) pare stiano per prender altre vie.
Ripeto, se devono esser alternativa a Trezeguet, mi tengo David tutta la vita.
Continua invece la candidatura di D'Agostino.
Oggi vi voglio dire la mia su questo giocatore:
buon calciatore, da pagare però non più di 4-5 milioni di euro.
Ha avuto una carriera molto discontinua e manca di quella grinta che serve per esser un leader vero. E' dotato però di un ottimo piede sinistro.
Io personalmente lo accomuno a Liverani, in passato più volte accostato alla Juventus.
Di certo non è Xabi Alonso.
Non è un gregario alla Poulsen, ma nemmeno un campione come il basco.
In rosa ci può stare bene, ma i campioni che fanno la differenza sono altri.
Speriamo che Diego rientri in questa categoria.
D'altronde è costato più del giocatore più decisivo degli ultimi 5 anni in Italia.
Riuscirà a contrastare il suo impero?

mercoledì 11 marzo 2009

Arrivederci Roma



Il sogno juventino di tornare ad alzare la Coppa dei Campioni sotto il cielo stellato di Roma, svanisce in una triste serata Torinese.
La sfortuna ha voluto che, praticamente, la squadra bianconera si è trovata a disputare la gara più importante della sua stagione senza l'intero centrocampo titolare:
Camoranesi - Zanetti - Sissoko - Nedved.
Ieri sera, davvero, la Juventus non avrebbe potuto fare di più.
Già la qualità non abbonda di suo in casa Juve, se togli pure 5 titolari (l'intero centrocampo più Legrottaglie) l'impresa diventa da subito una MISSION IMPOSSIBLE.
Forse è però la fine di un ciclo.
La maggior parte dei Campioni sono tutti abbondantemente oltre la trentina.
Dispiace tantissimo in particolare per Pavel Nedved. Se davvero a fine stagione confermerà di appendere gli scarpini al chiodo, non meritava di terminare la carriera internazionale in questo modo.
Onore a Guus Hiddink, capace di far tornare il Chelsea a grandi livelli in così poco tempo.
Fondamentale il recupero di Essien ma sopratutto la resurrezione di Didier Drogba.
A Ranieri cosa possiamo imputare?Ha avuto il coraggio di rischiare -e non succede così frequentemente- però dopo l'1 a 0 di Iaquinta è sembrato quasi che la Juventus abbia tirato i remi in barca accontendandosi di aver pareggiato il risultato dell'andata.
Ecco, il più grande difetto di Ranieri è proprio questo:
quello di accontentarsi e di farlo sin troppo spesso.
E se alleni la Juventus questo proprio non ti è consentito.
Forse, la rifondazione dovrà ripartire proprio in primis dalla panchina.
Niente di personale, ma c'è bisogno di nuovo entusiasmo.
L'effetto "Vendetta" cuore e grinta post-Calciopoli si stà esaurendo.
Speriamo che in Corso Galileo Ferraris se ne accorgano in tempo, prima che sia troppo tardi.
Onore alla Juve che esce a testa alta dal campo nonostante l'eliminazione, ma se in futuro si vorrà davvero puntare a vincere qualcosa di importante bisognerà tornare assolutamente ad investire sul mercato comprando però solo Top-Player.
Non gente alla Poulsen, con tutto il rispetto per il danese.
Non escludo un remake dell'operazione Zidane.
Venne cacciato l'allenatore del periodo (Ancelottti) e fu ceduto a peso d'oro il fenomeno in rosa di maggior valore sul mercato e la Juve tornò a primeggiare.....

domenica 8 marzo 2009

La Juve resiste



Il sabato italiano non regala sorprese o illusioni:
con il ritorno di Ibrahimovic, l'Inter espugna il difficile campo di Genova grazie sopratutto all'asso svedese, vero Ago della bilancia del Campionato Italiano.
Non poteva mancare comunque l'ennesimo episodio dubbio a favore della squadra "neroassurra" anche se il goal-non goal di Balotelli è davvero una questione di cm.
Nel dubbio, però, si sbaglia sempre a favore dell'Inter.
In serata si è giocato un bel derby.
La Juventus, che si è presentata in campo con un ampio turn-over rispolverando persino un giocatore come Zebina che molti davano ormai per disperso, ha resistito ad un primo tempo tutta grinta del Toro -dalle corna spuntate- per piazzare poi nella ripresa il colpo decisivo.
Strepitoso Sereni che in almeno 3 occasioni compie delle parate al limite del fenomenale.
Decisivo Chiellini, vero leader assoluto della squadra bianconera.
Amauri in evidente debito di ossigeno, Iaquinta sfortunato e Giovinco alterno.
Queste alcune indicazioni della partita di ieri sera.
La Juventus ha avuto come al solito grandi difficoltà a costruire gioco per l'assenza cronica di un regista a centrocampo e per la mancanza di cross dalle fasce.
Niente di nuovo, quindi.
Importantissimo l'ingresso di Nedved:
uno che appena varca la linea del campo capisci subito che entra solo per vincere.
Quanto mancherà questo Campione quando deciderà veramente di appendere gli scarpini al chiodo....
Non a caso è proprio del ceco l'assist per il fondamentale goal di Chiellini.
Rete che il Presidente del Torino non ha esitato poi a contestare a fine gara per un forse millimetrico fuorigioco attivo di Iaquinta nell'azione.
Ogni derby d'altronde lascia sempre una striscia polemica granata, anche perchè ormai sono quasi 15 anni che il Torino non riesce più a vincerlo.
La Juve resiste a meno 7 dall'Inter.
Ora però è il momento di fare davvero sul serio:
martedì giocherà la gara più importante della sua stagione contro il Chelsea, che tanto per cambiare ha rivinto anche ieri grazie ancora a Drogba.
E' incredibile come Guus Hiddink abbia rigenerato una squadra ed un campione che fino ad un mese fa sembravano allo sbando....
Scolari, dove sei?

venerdì 27 febbraio 2009

Tramonto Milan




Con l'eliminazione dalla Coppa Uefa molto probabilmente si chiude il ciclo Ancelotti-Milan.
Non che l'allenatore sia il solo colpevole dell'ennesimo fallimento rossonero, però dopo tanti anni forse è il caso di cambiare per entrambi, anche per ritrovare nuovi stimoli.
Diciamocelo chiaramente, il Milan negli ultimi 3 anni ha comprato - nella maggior parte dei casi - ultratrentenni sulla via del tramonto e non credo sia colpa di Ancelotti....
Non è comprando così che si può rendere competitiva una rosa.
La media età del Milan è una delle più alte dell'intera Europa.
Dida, Favalli, Maldini, Emerson, Inzaghi, Nesta, Seedorf, Ambrosini, Zambrotta e tanti altri.
Questo Milan è completamente da rifondare.
E il miglior modo in questi casi è quasi sempre quello di ripartire da zero, allenatore nuovo compreso.
Un pò quello che potrebbe succedere anche alla Juventus ma che non si augura nessuno, almeno per adesso.
Anche a Torino la vecchia guardia è in là con gli anni (Del Piero- Legrottaglie- Zanetti- Camoranesi-Nedved-Trezeguet).
E anche nel caso juventino, in caso di fallimento stagionale sarebbe giusto pianificare il futuro ripartendo da zero:
ottime basi giovanili già ci sono (Marchisio-Giovinco-Ariaudo-De Ceglie- Criscito e tanti altri....).
Speriamo sinceramente però di dover rimandare la rifondazione più in là con il tempo.
In fondo di mezzo c'è ancora un Chelsea che si può battere ed eliminare.
La Juve ha ancora la possibilità che il Milan si è bruciato.
Pavel Nedved intanto per l'ennesima volta annuncia il ritiro, ma finchè non lo vedo non ci credo.
Forse non mi voglio rassegnare all'idea.