lunedì 13 dicembre 2010

"Vittorie così cambiano una stagione..."

Luciano Moggi, nel corso della trasmissione condotta da Pippo Franco “Ieri, Moggi e domani” co-produzione tra Prima Rete Lombardia e Gold Tv in onda tutte le domeniche su GOLD TV e TELECOR digitale terrestre (canale satellitare 856 Sky) ha commentato come consuetudine la giornata di campionato.

JUVE –  VITTORIE COME QUESTA CAMBIANO UNA STAGIONE
“E’ stata una vittoria importantissima quella bianconera ottenuta all’ultimo istante contro una Lazio ben messa in campo. Giornata dopo giornata la squadra juventina sta andando sempre di più oltre le aspettative di inizio stagione. La Juve l’anti Milan? Il campionato è ancora lungo, ma nel calcio niente è scritto.”
MILAN – IBRA DECISIVO, MA UN BRAVO ANCHE AD ALLEGRI
“Il Milan giornata dopo giornata sta dimostrando di esser sempre più la squadra da battere per questa stagione. L’autostima è una cosa fondamentale nel calcio e la squadra di Allegri ormai si sta auto convincendo di esser la più forte. La squadra rossonera non è una squadra eccezionale, ma ha un giocatore devastante che è Zlatan Ibrahimovic, che ha spostato gli equilibri del campionato. Un bravo va anche ad Allegri perché la squadra sta mostrando anche un ottimo calcio.”
ROMA – VITTORIA SOFFERTA. NESSUN CASO PIZARRO
“3 punti importanti per ripartire per la Roma, arrivati al termine di una gara non entusiasmante. La squadra giallorossa è superiore ad alcune squadre che invece la precedono, ma se continua con questo andamento lento rischia di perdere il contatto dalle prime. Un caso Pizarro? Non credo, mi fido del parere di Ranieri. ”
NAPOLI – GIUSTO L’ENTUSIASMO, MA NON E’ DA SCUDETTO
“La vittoria di Genova, ottenuta su un campo difficile e senza Lavezzi va sottolineata. Il Napoli sta facendo una stagione eccezionale per quello che si poteva immaginare,  riscuotendo un grande entusiasmo ovunque. Ma non si esageri, perché la squadra non è da scudetto”
PALERMO – BRAVO DELIO ROSSI NEI CAMBI
“Contro il Parma si sono visti due Palermo. Quello del primo tempo che poteva stare sotto anche di 2-3 goal e quello del secondo tempo che invece ha meritatamente ribaltato il risultato. Decisivi sono stati i cambi di Delio Rossi, alcuni davvero coraggiosi ”
UDINESE – SENZA QUELLA PARTENZA AD HANDICAP…
“Con un Di Natale così l’Udinese può davvero pensare in grande. Se non avesse iniziato il campionato con una partenza ad handicap adesso sarebbe nelle prime posizioni”
ZONA SALVEZZA – BENE BRESCIA E LECCE, MALE IL BARI
“Il cambio in panchina ha portato fortuna al Brescia, che ha bagnato l’esordio di Beretta con una vittoria.  Giornata positiva anche per De Canio che con la vittoria ottenuta sul Chievo ha allontanato la crisi. Male il Bari sempre più ultimo. Senza tanti giocatori e a Roma non era certo la giornata giusta per ripartire, ma nessuno ad inizio campionato si sarebbe aspettato questa posizione per i pugliesi

CRAZY for KRASIC

Ci sono vittorie che vanno ben oltre i 3 punti. Quella della Juventus contro la Lazio è una di queste.
L'ennesimo pareggio casalingo avrebbe sicuramente abbassato il morale della "Banda Delneri", con i media pronti a puntare il dito e rimarcare l'ennesima occasione sprecata.
Esempio di quello che sarebbe stato è il sito di  SportMediaset, che per un imperdonabile errore di redazione ha mandato on-line un pezzo sul pareggio tra Juventus-Lazio ancor prima che la gara fosse terminata.
E il goal di Milos Krasic, sempre e solo lui, ha punito anche loro. 
Non solo una Lazio sin troppo rinunciataria nel secondo tempo, ma anche e sopratutto i tanti detrattori della Juventus pronti a cercare di mettere zizzania nell'ambiente bianconero.
Questa squadra non avrà tantissima qualità, ma ha ritrovato quel cuore e quella rabbia che non si vedevano più dalla prima Juve di Ranieri post-Calciopoli.
In una serata così è bello segnalare anche l'assist decisivo di Sissoko. Se la Juve vuole tornare a vincere, deve recuperare anche lui come già fatto con Felipe Melo, sempre più leader indiscusso del centrocampo.
Decisivo ancora una volta è stato Krasic, l'acquisto più azzeccato dell'ultima campagna acquisti.
Forse nessuno, compreso il sottoscritto, si sarebbe immaginato per il serbo un simile rendimento di stagione.
Un ambientamento così rapido. 
Non sappiamo se la Juventus ha davvero i mezzi per puntare allo scudetto. Non sappiamo dove potrà arrivare la squadra bianconera.
Ma una cosa è certa, dalla sfida di Torino arriva la conferma che i tifosi della Juventus sono ormai tutti CRAZY for KRASIC!

lunedì 6 dicembre 2010

"Auricchiopoli o Federopoli?"

Roma - Oliviero Beha, popolare giornalista radiotelevisivo e della carta stampata, intervenendo telefonicamente nel corso della trasmissione bianconera “Signora Mia”, condotta da Marco Venditti in collaborazione con la “Combriccola Romana” di “Tutti Pazzi Per La Juve”, in onda sulle frequenze dell’emittente capitolina Rete Oro TV, ha espresso la propria opinione su “Calciopoli” e sullo scarso interesse dei media che, a differenza dell’estate 2006, oggi risultano riluttanti nel dare informazioni riguardanti il processo penale in corso a Napoli.

Buonasera Dottor Beha, nel 2006 lei ha coniato il termine “Moggiopoli”, ma visto quello che sta emergendo dal processo di Napoli, può essere coniato un altro termine che inquadri la situazione attuale?

“Mi viene da pensare subito ad una domanda retorica perché io ho scritto dappertutto che pur avendo coniato con facilità ed al volo il termine “Moggiopoli” quando scoppiò lo scandalo, nei giorni successivi, vedendo l’andazzo, lo cambiai immediatamente in “Calciopoli” per evitare che il nome di Moggi nascondesse eventuali responsabilità di altri che poi si sono rivelate ben più che eventuali.
Adesso forse è tempo, probabilmente, di aggiornare anche il termine “Calciopoli”. Sull’argomento mi batto da quattro anni, oggi, fortunatamente, in compagnia di qualche altro analista, osservatore, giornalista e soprattutto in compagnia di spezzoni di realtà ed intercettazioni che finalmente stanno venendo fuori. Ormai è chiaro a tutti che il sistema calcio è malato.
Questo discorso probabilmente interessa ai tifosi della Juventus come a quelli del Milan o del Cosenza. Detto questo, le responsabilità degli altri sono venute fuori. Questa è la verità.
Quindi, al posto di Calciopoli, potremmo provare ad azzardare qualche nuovo neologismo del momento, per esempio: “Federopoli”, vi dice niente? Oppure: “Auricchiopoli”, com’è?
Voglio dire che ci sono delle responsabilità enormi che non riguardano solo il calcio, ma chi ha trovato in questo ambiente delle giunzioni e dei punti di contatto con tutta la politica ed economia italiana”.

Come mai, secondo lei, c’è pochissimo interesse da parte dei media e dei giornali su quello che sta accadendo in Calciopoli 2?

“Per due motivi semplici. Il primo motivo è che sono costretti a rivedere tutto quello che hanno scritto: il sistema mediatico non rivede sé stesso fino all’ultimo, se non quando vi è proprio costretto. Quindi, quando ci saranno le sentenze, saranno costretti a farlo.
Un anno e mezzo fa non se ne parlava: ero quasi in solitudine, non c’era nessuno a tenermi compagnia, adesso sono costretti a dare qualche notizia. Pensate per esempio alla Gazzetta dello Sport un anno fa, tanto per nominare il maggiore quotidiano sportivo, adesso è costretta a dare qualche notizia
Il secondo motivo è che se Moggi non è Belzebù o Totò Riina o quel mostro che è stato dipinto quattro anni fa, beh, “qualcun altro”, nel calcio, le responsabilità, delle colpe, ce l’ha e quindi sarebbero costretti ad indagare su questo “qualcun altro”.
Siccome i rapporti tra gli altri, questo “qualcun altro diffuso” ed il sistema mediatico sono evidenti, basta leggere i giornali, nello sport come  nel resto di tutti i giorni, ecco che nessuno vuole indagare sul suo padrone. Non so se ho reso l’idea”....

"Juve, è tornata la grinta di un tempo..."

Luciano Moggi, nel corso della trasmissione condotta da Pippo Franco Ieri, Moggi e domani” co-produzione tra Prima Rete Lombardia e Gold Tv in onda tutte le domeniche su GOLD TV e TELECOR digitale terrestre (canale satellitare 856 Sky) ha commentato come consuetudine la giornata di campionato, approfondendo l’argomento SCIOPERO dei CALCIATORI che tanto tiene banco in questi giorni.

MILAN – C'E' ANCORA QUALCUNO CHE NON CONSIDERA IBRA UN UOMO SQUADRA?
“C’è ancora qualcuno che pensa che Ibrahimovic non è un uomo squadra? Regala assist strepitosi per i compagni, segna goal di pregevole fattura. Purtroppo per gli avversari Ibrahimovic adesso ce l’ha il Milan. La storia degli ultimi campionati ce l’ha insegnato: dove gioca Zlatan è scudetto sicuro! E Allegri sta facendo davvero bene, ma non è una sorpresa per me.”

ROMA – DE ROSSI, CHE BRUTTO GESTO!
“La squadra giallorossa a Verona ha giocato un primo tempo davvero da grande squadra con grande agonismo, ma nella ripresa si è presentata davvero molle. Non è la prima volta che la Roma alterna il proprio rendimento in maniera così evidente. Nonostante i 2 goal di vantaggio alla fine la squadra giallorossa ha addirittura rischiato di perdere. Se non ricomincia a vincere, il Milan scapperà via definitivamente. E attenzione alla Juve. De Rossi? Che brutto gesto, da un campione certe cose non le accetto.”

JUVE –  E’ TORNATA LA GRINTA DI UN TEMPO.
“Dopo la dura prestazione di coppa su un campo impraticabile dove non si vedevano nemmeno le strisce ci si aspettava una squadra bianconera in difficoltà fisica, ma quest’anno la Juventus ha dimostrato di aver ritrovato quella convinzione, quella voglia di lottare da sempre presente nel suo DNA che  le era mancata negli ultimi anni. Senza più l’impegno europeo poi, se continua così potrebbe anche fare meglio della Roma e dell’Inter e lottare insieme anche alla Lazio per il secondo-terzo posto.”

INTER– CHE ERRORE VENDERE BALOTELLI E NON MILITO!
“La sconfitta di venerdì sera non è stata una sorpresa, l’Inter ormai è arrivata a fine ciclo. La posizione di Benitez adesso si è fatta davvero scomoda. Il silenzio di Moratti deve mettere in allarme, secondo me sta già pensando a qualche soluzione alternativa in panchina. L’Inter è fuori dalla lotta scudetto ma gli errori sono anche a monte: da vendere era assolutamente il più che trentenne Milito, dalla cui cessione si sarebbero potuti incassare tantissimi soldi, e non il giovanissimo Balotelli sul quale si doveva costruire invece l'Inter del futuro.”

SCIOPERO CALCIATORI – NO ALLA CESSIONE UNILATERALE, SI AGLI ALLENAMENTI DIFFERENZIATI
“Quando un giocatore non è più gradito in una squadra di calcio dovrebbe esser lui stesso a capire che la soluzione migliore è quella di andare via. I calciatori non sono dipendenti qualunque perché sono dei privilegiati che guadagnano tantissimi soldi e se un dirigente decide di farli allenare a parte perché non interessano più o hanno rifiutato una cessione vantaggiosa, il calciatore dovrebbe accettare la cosa. Io ho preso un capo d’imputazione al processo GEA perché hanno detto che ho fatto violenza privata ad un giocatore che volevo mandare via perché l’allenatore mi aveva chiesto di allontanarlo dal gruppo per il bene della squadra. Bisogna assolutamente trovare un punto d’accordo tra le parti, perché non è comunque giusta nemmeno la cessione unilaterale.” 

ODDO -  "NON E' UNA QUESTIONE ECONOMICA MA DI RISPETTO DI DIRITTI UMANI"
Nel corso della trasmissione è intervenuto  in diretta Massimo Oddo, portavoce dei calciatori che però a titolo personale ha voluto specificare ”normale che così tanta gente sia contro questo sciopero, ma forse perché non ne hanno compreso i veri motivi. Non è un discorso economico, ma di diritti umani. I contratti si firmano sempre in due e non si può accettare di esser discriminati in gruppetti differenti di allenamento o esser venduti in maniera unilaterale. Personalmente comunque, pur essendo un calciatore, non sono d’accordo nemmeno io con lo sciopero, perché avrei cercato una soluzione alternativa e non la guerra con le società. ”

3 punti pesanti


Nel calcio ci sono vittorie e vittorie.
Quella ottenuta a Catania dalla Juventus questa volta ha un peso doppio, forse triplo.
Nonostante le stanchezze di coppa, per la prestazione su un campo durissimo e impraticabile come quello polacco di mercoledì scorso,  per la prima volta nella stagione la squadra bianconera ha sfruttato i risultati favorevoli di giornata e distaccare le rivali per la zona Champions, non sprecando l'occasione.
Pepe e una doppietta di Quagliarella hanno fatto la differenza contro un Catania che per tutta la prima parte della gara aveva messo sotto la Juve.

E' innegabile che la squadra juventina giochi meglio in trasferta dove può agire di rimessa ed in velocità, piuttosto che in casa quando è chiamata a fare gioco.
Così come è innegabile che sia una vergogna che nell'era tecnologica del terzo millennio non sia stato ancora fatto nulla per fermare la piaga dei goal-fantasma. 

giovedì 2 dicembre 2010

"VINOVO? DESCHAMPS ripeteva sempre che..."





La redazione di "Tutti pazzi per la Juve", programma radiofonico in onda su RADIO POWER STATION ha intervistato l'ex portiere bianconero Michelangelo Rampulla.

Michelangelo, in campo e fuori hai onorato sempre la maglia bianconera. Ultimamente però si è discusso su di te per alcune considerazioni che hai fatto su Calciopoli. Vuoi chiarire la cosa ai nostri microfoni?

"Vi ringrazio dell'opportunità che mi concedete. Per me è stato sempre facile difendere la Juve perché è la squadra che ho sempre tifato, fin da bambino. Giravo ovunque pur di andare a vedere le partite della Juve. Leggo spesso il mondo del web bianconero e mi spiace aver letto certe cose contro di me, è facile parlare quando non si conoscono le cose. Certe persone dicono che non ho difeso la Juve ai tempi di Calciopoli ma io ho detto soltanto che se qualcuno era colpevole sarebbe era giusto che doveva pagare. Ma non ho mai fatto nomi o detto altro, ho detto solo “qualcuno paghi SE qualcuno è colpevole”. Tutto si può dire di me tranne che non mai ho difeso la Juve, sono stato  diciotto anni qua, ho visto tante Juventus."

Stai seguendo adesso il processo penale di Napoli su Calciopoli?

"Lo sto seguendo marginalmente ma lo sto seguendo. Io sono trent’anni che sono nel calcio e quello che sta uscendo fuori sono cose che si sono sempre sentite. Tutte le squadre facevano quelle cose, per cui cosa dire? Non è una novità per me quello che è uscito fuori. Sono dell’idea che la Juve ha dovuto pagare per colpe altrui. Con Calciopoli si è dovuto fare un processo in un mese per colpire la società più importante d’Italia, hanno fatto una cosa approssimativa perchè i media hanno montato una cosa incredibile e qualcuno doveva pagare. Hanno fatto pagare la Juve, perchè se avessero fatto pagare la Lazio, con tutto il rispetto, non sarebbe interessato a nessuno oltre ai tifosi della Roma. Invece hanno fatto una cosa populista facendo pagare tutto alla Juve, e così l'Italia anti-juventina è stata contenta!"

Per fare questo non sono stati rispettati i principi della costituzione e quelli della giustizia sportiva, con violazioni che da cittadini italiani ci lasciano inorriditi, con intercettazioni pazzesche considerate non rilevanti.

"Se uno uccide una persona in Italia ci mettono dieci anni per condannarlo, alla Juve invece hanno fatto un processo in un mese, questo dice tutto. Un arbitro può sbagliare in buona fede però si dice sempre che ha favorito uno. Se un arbitro sbaglia, sbaglia e basta. Poi lasciamo perdere che con la Juve è sempre stato cosi. La Juve ha pagato per tutti perchè era la squadra più forte ed era quella che continuava a vincere per tanti anni di fila, dando fastidio e per questo l’hanno colpita. Le telefonate più gravi però sono quelle di altre società. I tifosi juventini mi spiace che hanno pensato che io non ho difeso i nostri colori, perchè volevo rimanere nella nuova Juve, ma non è vero. Io ho sempre detto quello che penso, adesso non ne faccio più parte, perché le storie nascono e finiscono ma l’amore per i colori rimangono sempre. Sono sempre stato juventino, io e mio padre andavamo a vedere le partite viaggiando ovunque. Sono  abbonato ad Hurrà Juventus da quando sono bambino. Quando ho letto quelle cose su internet sono rimasto spiazzato, figuratevi se io non difendo la Juve. Come mi dice anche Andrea Agnelli, le persone devono meritarselo il rispetto, i colori li meritano sempre."

Ma sul tuo divorzio bianconero ci puoi dire qualcosa in più?

"Non è successo nulla di particolare, io sarei rimasto alla Juve anche più in là. Avevo parlato con Marotta e Andrea Agnelli per vedere se c’era un posto in società ma non in prima squadra, non potevo rimanere là quindi. Pensate, piccolo aneddoto, che io sono stato il primo giocatore comprato da Marotta ai tempi del Varese. Ho parlato con lui, sono rimasto tre mesi in stand by fino a settembre, poi non abbiamo trovato una giusta collocazione e non potevo rimanere là solo a prendere lo stipendio. Allora abbiamo deciso di comune accordo di rescindere il contratto."

Michele, quali sono per te le cause del fallimento dell’anno scorso? Pensa che in questo momento della stagione la Juve dell’anno scorso aveva fatto più punti della Juve di DelNeri.

"Abbiamo iniziato molto bene, poi abbiamo vinto con l’Inter al Comunale il 5 Dicembre ed eravamo secondi in classifica, in piena corsa per la Champions. Siamo stati sfortunati tra infortuni e squadra mai al completo, magari si poteva fare qualcosa in più, al livello di protezione mediatica e coi tifosi. Adesso ho seguito questo bel inizio della Juve coi tifosi sempre presenti ed è stato bello, l’anno scorso però vincevamo e appena facevamo un passetto indietro c’era qualche fischio. La società non era forte abbastanza come quella di quest’anno. Noi qualche errore di gioventù l’abbiamo fatto ma era da mettere in preventivo, con un allenatore alla prima esperienza. Io che ho fatto parte anche della società nell’anno di B, dico che è normale che in queste situazioni ci sono errori di inesperienza da parte degli allenatori."

A proposito di Serie B, Deschamps poi ha rimpianto di aver lasciato la Juve. Ma cos’è successo all'epoca?

"Quello che è successo con Didier è stata una sorpresa anche per me, eravamo in ritiro, dovevamo giocare il giorno dopo col Mantova in casa e Del Piero mi ha avvertito che aveva visto in tv che Deschamps aveva dato le dimissioni. Vado subito da lui a chiederglielo e sono rimasto spiazzato. Lui voleva altri giocatori e non glieli prendevano, io gli dissi che avremmo giocato con alcuni dei giocatori che avevamo in rosa e che altri ne avremmo comprati,  anche se nomi non straordinari perché costavano troppo. Gli dissi che comunque avremmo costruito una squadra competitiva, ma lui non ci credeva e ha avuto vedute diverse con la società sugli acquisti, ma per me con un attimo di buon senso e di calma si poteva formare una buona squadra insieme. Lui richiedeva giocatori che la Juve non poteva permettersi, in quel momento non si potevano spendere certe cifre, dovevamo arrivare in Champions e poi infatti con Ranieri è successo. Lui è stato troppo istintivo e poi infatti si è pentito."

Tornato all’anno scorso, era davvero complicata la gestione di Del Piero come ha detto Ferrara?

"Tra Del Piero e Ferrara il rapporto è buono, d’amicizia, Ciro ha detto solo che tutti vorrebbero sempre giocare. Io ho avuto il portiere più forte al mondo davanti, ma anche io quando non giocavo mi dava fastidio."

La tua partita più bella da calciatore?

"Tutte, ne ho giocate novantanove, l’anno scorso la centesima non me l’hanno fatta giocare (ride, ndr) ma quella di Parigi con la semifinale di Coppa Uefa, è stata bellissima. Da tifoso juventino, la prima partita che giocavo in una coppa Europea che pochi anni prima vedevo solo come tifoso in tv, mi sono ritrovato a giocarla in quel momento storico dove era davvero una coppa importante. Poi a giocare la semifinale, se penso che soli due anni prima giocavo a Cremona. Ho fatto molto bene in quella gara e poi mi ricordo la partita in Coppa Campioni contro il Rosemborg quando a dieci minuti dalla fine parai il rigore decisivo al loro Capitano."

Cosa ha sbagliato Alessio Secco in questi anni?

"Non gli hanno perdonato qualche errore di gioventù di troppo, perchè anche se sei stato dietro Moggi certi errori ci stanno. Poi ne ha commessi non troppi, i giocatori sbagliati li prendono tutti, anche lo stesso Moggi ha sbagliato, ci sta. A Secco non gli hanno perdonato anche il fatto di aver venduto qualche giocatore dopo lo scoppio di Calciopoli, ma in B io c'ero, lui ha fatto il possibile. Anche io ci ho provato con alcuni. Con certi sono riuscito a farli rimanere, con altri no. Ad esempio, Ibra anche io ho provato a farlo restare, parlavo sempre con Raiola, il suo procuratore. Anche Buffon, altro piccolo aneddoto che non tutti sanno, era pronto ad andare via. Ma lui è talmente istintivo che ha cambiato idea in un attimo. In ritiro, una sera, era l’una di notte ed ero in camera di Didier ad Acqui Terme. Gigi mi manda un messaggio e scrive “preparami un bel programma che quest’anno facciamo bene”. L’anno della B abbiamo continuato a parlare sempre ma poi è rimasto. Lui avrebbe voluto fare l’anno in B per riconoscenza e poi se ne sarebbe andato. Ibra è arrivato a Pinzolo, ci abbiamo parlato a cena in una baita e lui diceva che non poteva rimanere in B, lui sarebbe rimasto sempre alla Juve, era legato al direttore e a tutti, ma ripeteva che in B non ce la faceva proprio a giocarci. Poi alla fine io che sono sempre stato tifoso juventino  posso anche rimanere, ma a lui che è svedese e gli hanno offerto tanti di quei soldi...."

Ma si può sapere Poulsen chi l’ha voluto?

"Io in quel momento ero con Ciro Ferrara nel settore giovanile, per cui io ho detto solo la mia. Secco su questa cosa c’era rimasto male, io lo conosco bene Alessio, ero in panchina anche ai tempi del padre, ho passato due generazioni di Secco in panchina. Io gli avevo consigliato Xabi Alonso e quando lui mi ha detto che c’era quella possibilità, gli ho detto che non c’era neanche da pensarci o da fare paragoni. Non credo che abbia deciso Secco. Qui il discorso diventa complicato, non so sinceramente come sia andata, ognuno vi dirà una cosa diversa: quando Alessio me l’ha chiesto sono stato tranquillissimo a dire “tutta la vita Xabi Alonso”.  Volete un altro aneddoto? Mascherano era praticamente della Juve. Alessio ci parlava tutti i giorni e  anche se costava un sacco di soldi, Mascherano l’hanno dopo la B voleva venire a tutti i costi, Secco le cose le stava facendo bene, poi però purtroppo è andata come è andata..."

Quest’anno il mercato ti è piaciuto? Cosa ne pensi poi del periodo nero di Amauri?

"In un campionato così mediocre l’equilibrio l’ha spostato solo una persona che è Ibrahimovic, io dico che il campionato e le squadre le sposta lui. Se il Milan non aveva Ibra aveva almeno sei-otto punti in meno, però Ibra l’avevamo noi e se fosse rimasto alla Juve, chissà come andava a finire. Il rendimento di Amauri si spiega poco, certe volte è complicato dare un giudizio quando si vedono queste involuzioni da parte dei calciatori. Succede spesso quando uno magari non ha più quella “fame” di vittorie e non si è più quelli di prima, capisco che questo non è il suo caso, ma ai miei tempi noi avevamo tanta “fame”, difatti abbiamo vinto tutto. "

Qualche altro aneddoto su quella grande Juve?

"Anche quando giocavo alla Cremonese, il mio motto era “non importa contro chi giochiamo, undici siamo noi e undici sono loro” e dicevo sempre alla squadra che potevamo vincere. Questa cosa me la sono sempre portata dietro, anche alla Juve dove ancor di più e per ovvie ragioni volevo sempre vincere. Gli anni di Lippi dove abbiamo vinto tutto il primo anno e la Champions al secondo, mi ricorderò sempre che all'inizio di ogni stagione in ritiro parlavamo già della finale per capire solo contro chi l'avremmo giocata, quello era il nostro unico“problema”, pensate che mentalità. Nel 97’ e nel 98’ quando abbiamo vinto tutto e abbiamo perso solo la Champions, in ritiro a Chatillon già lo sapevano che saremmo arrivati in finale."

La Supercoppa Europea vinta nel 1997 è stata l’ultima vittoria Europea bianconera, sono passati quasi quattordici anni. Secondo te la Juve quest’anno in Europa League si é impegnata poco?

"Non ci credo a queste cose, perchè noi anche quando perdevamo la Coppa Italia ci arrabbiavamo. Sono stati un caso questi tre pareggi fatti all’inizio della stagione. Come diceva sempre Paolo Montero “non si esce vivi dal campo”, perché in campo bisogna sempre dare tutto."

Che ci dici di Vinovo? Tutti i tifosi non capiscono, è un ospedale da campo-Moggi ha smentito che Capello non ci voleva andare ma da quando c’è Vinovo si sono stati tantissimi infortuni muscolari. La verità, insomma, dov’è?

"Abbiamo inaugurato Vinovo noi l’anno della B e  Deschamps ripeteva sempre che i campi erano troppo morbidi....
Spero che sia solo un caso tutti questi infortuni in questi anni. Certo è che rispetto a Torino Vinovo è molto più umida. Già a Settembre, c’è sempre tanta rugiada con i campi sempre bagnati, più morbidi e il muscolo ne risente. Comunque che io sappia non è stato fatto nulla ai campi. Se faccio uno scatto con cambio di direzione l’erba rimane impiantata perchè morbida, la gamba ti cede un pò e il muscolo ne risente di più. Probabilmente è anche quello."

Per noi era più forte la Juve dell’anno scorso che aveva come obiettivo Scudetto e Champions, che quella di quest'anno che ha come obiettivo il quarto posto. Tu che ne pensi?

"Avevamo un allenatore alla prima esperienza a cui è stata data troppa responsabilità, non avendo alle spalle una società non forte. Non poteva Ciro lasciar perdere, volevamo il bene della squadra e non si poteva dire di no. Abbiamo commesso degli errori ma concedere qualcosa in più ci sta, forse abbiamo sbagliato anno, sicuramente non siamo stati aiutati dai media. Alla prima sconfitta a Palermo si gridava già il nome di Hiddink..."

Grazie Michelangelo per aver sprizzato juventinità da tutti i pori, siamo felici del tuo intervento e sopratutto che hai avuto la possibilità di chiarire la tua posizione su Calciopoli.

"Grazie a voi, mi è dispiaciuto quello che è successo, ripeto: per uno juventino che segue la sua squadra del cuore da sempre e in tutti i modi da quando aveva cinque anni non è stato facile Non so chi pensa quelle cose, ma a quarantotto anni dopo una vita di Juve posso dire che sono uno juventino vero."

C'è modo e modo...

Poco da dire sulla gara di ieri sera disputata su un campo non praticabile.
La Juve in Polonia l'impegno ce l'ha messo tutto, di più davvero su  un terreno così non poteva fare.
Semmai il problema è a monte perchè la Dirigenza si sarebbe dovuta impuntare per il rinvio della gara.
Detto ciò, la squadra bianconera è eliminata dall'Europa League con un turno di anticipo, in un girone che la vedeva opposta a Lech, Salisburgo e City.
Se non è la prestazione europea più vergognosa della storia, poco ci manca.
Perchè anche se l'obiettivo non era quello primario, 5 partite consecutive senza vittoria ed un'eliminazione precoce in un girone così modesto sono una macchia indelebile nella gloriosa storia juventina.
Ma questo pessimo risultato non fa altro che confermare l'inadeguatezza dell'attuale rosa per competere alla vittoria.
Non resta che sperare che da questa eliminazione si possano trarre benefici in Campionato.
La Juve post-Calciopoli è questa. Purtroppo.

mercoledì 1 dicembre 2010

"Merito quella stella...."

Zbigniew Boniek, calciatore della Juventus dal 1982 al 1985, intervistato durante la trasmissione televisiva "Signora Mia" condotta da Marco Venditti, in onda sulle frequenze capitoline di Rete Oro, ha espresso in maniera molto chiara la propria opinione sui fatti relativi a “calciopoli” manifestando inoltre il proprio disappunto per essere al centro della contestazione da parte di molti tifosi bianconeri contrari all’assegnazione della stella consegnata al “bello di notte” nell’operazione commerciale “accendi una stella” del nuovo stadio bianconero.

Boniek, cosa pensa della nuova dirigenza bianconera e del nuovo allenatore Delneri?

“Penso che la fortuna di una squadra sia sempre nella società. Adesso la società è direttamente firmata "famiglia Agnelli" ed ha acquistato un ottimo direttore sportivo ed un allenatore validissimo. Penso anche che i giocatori seguano molto bene il programma. In campionato non c’è una squadra faro in grado di staccarsi e vincere lo scudetto come faceva l’Inter gli scorsi anni. Tutti hanno le loro possibilità. Forse la Juventus deve ancora migliorare un pochino, però la strada che ha intrapreso è molto buona e in breve tempo potrà nuovamente lottare per le prime posizioni ”.

Cosa pensa di questo campionato povero di campioni? Juventus e Roma possono essere protagoniste?

“Penso possa essere un anno abbastanza interessante per il Milan perché hanno acquistato Ibrahimovic ed hanno preso coraggio nel vedere i cugini (dell’Inter, ndr) un pochino cotti dopo quello che è successo negli ultimi tre anni. E’ stato bravo Mourinho ad andare via da una squadra che ormai è arrivata. Un campionato dunque diverso dagli ultimi 5, con Milan, Juventus, Napoli, Palermo, Roma e Lazio che hanno la possibilità di giocarsi le proprie chance. Tutto cambia da una domenica all’altra, un campionato molto aperto quindi, ma non ci sono favoriti. Parliamoci chiaro, lo stesso Milan, che ora guida la classifica, ha avuto degli eventi positivi che gli hanno fruttato qualche punto e penso al fallo di mani di Boateng, alla mancata espulsione di Gattuso su Sneijder nel derby. In questi campionati capita che possa andare così: sfrutti qualche episodio a favore e rischi di vincere”.

Rivede qualcosa dell’Avvocato nel nipote Andrea Agnelli? Cosa pensa del nuovo ciclo della Juventus? Ci sono somiglianze con il passato?

“Il calcio è cambiato, sicuramente il marchio della famiglia Agnelli è una garanzia per diverse cose. Oggi è tutto più difficile. In passato il sogno di tutti era giocare nella Juventus e quando qualcuno doveva comprare un calciatore chiedeva prima alla Juventus per sapere se era interessata. Ora c’è un mercato diverso: ci sono squadre altrettanto ricche, forse più ricche, ma devo dire che la Juventus ha conquistato tanto dopo il terremoto del 2006 e questa società dà garanzie”.

Lei, seguendola sulle reti Rai, si è sempre espresso negativamente sulla Juventus pre Calciopoli. Considerando gli sviluppi del processo di Napoli, oggi, che idea si è fatto?

“Di calciopoli posso dire che si sa che c’è stato un periodo in cui le squadre non hanno rispettato il fair-play, quello che dovrebbe essere il gioco del calcio. Sono state coinvolte tante squadre e anche la Juventus ha avuto le sue problematiche. Non seguo il processo di Napoli perché quello che succede nel calcio non sono cose che possono condannare le persone a livello penale. Dico, in maniera molto sincera, che se io giocavo in una squadra e un mio dirigente prima della partita chiamava 50 volte l’arbitro sarei rimasto male. Tutto qua”.

Ma se questo non fosse avvenuto, anzi  era tutto lecito, da giocatore, come si sentirebbe nel subire la distruzione della propria società e la sottrazione di due titoli legittimamente vinti sul campo? 

“Io ho avuto sempre rispetto per i giocatori della Juventus. Devo dire che non avevo simpatia per la vecchia dirigenza, non per tutti e tre, ma per due sicuro. Non posso nascondere che mi davano fastidio certi atteggiamenti, di essere infallibili, superiori, che poi alla fine hanno messo la Juventus su una cattiva strada. La Juventus, grazie a Calciopoli, ha avuto tanti vantaggi: si è liberata di tanti calciatori con contratti stramiliardari, si è rifatta la squadra nuova, dirigenza nuova, presidente nuovo”.


E’ stato distrutto uno squadrone sulle basi del nulla, non le sembrano delle dichiarazioni temerarie visto quello che sta emergendo dal processo di Napoli?

“Ma che cosa sta emergendo? Sta emergendo che nessun dirigente della Juventus ha cercato mai di aggiustare una partita?"

E' emerso in aula che anche le presunte Sim svizzere erano intercettabili...

"Non voglio fare un giudice, ma io non ho mai usato in vita mia una scheda svizzera. La mia opinione è che Luciano Moggi non fosse uno a cui piacesse vincere in modo naturale. Io ho davanti agli occhi tutte le partite."

Scusi, ma a quali partite si riferisce?

"A Genova ci fu un rigore dato da un arbitro...lasciamo perdere. Poi in un Bologna-Juventus in cui la Juve ha avuto un aiuto a uno-due minuti dalla fine. Se poi volte dire che la Juve è stata vittima di una trappola…" 

Tutti chiamavano i designatori...

“Allora sono tutti da condannare! Non è che sono tutti innocenti."

Paolo Bergamo (designatore arbitrale fino al 2006 ndr) in merito è stato estremamente chiaro: telefonare ai designatori era una pratica caldeggiata dalla Lega per evitare che i dirigenti si presentassero davanti alle telecamere ad imprecare contro gli arbitri. I telefoni dei designatori ed i relativi contratti, sono stati comprati dalla Lega, che visionava i tabulati e pagava le bollette…

“Per me non è un problema. La dirigenza della Juventus per me si è comportata in un certo modo e poi ti dico una cosa: mica ho licenziato io Moggi e Giraudo. Io sono solo un ex giocatore della Juventus che con la Juventus ha vinto tantissimo e penso di aver dato molto alla Juventus e quindi posso dire se un comportamento di un dirigente mi piace o non mi piace. O no?"

Lei può valutare i comportamenti a titolo personale perché a livello oggettivo non esistono illeciti. Non si può dire però che la Juventus ha alterato un campionato…

"Ma chi ha detto questo? Io non ho detto che la Juventus ha alterato un campionato. Moggi non era la Juventus, ma un dipendente della Juventus. Se faceva prima della partita quello che facevano tutti gli altri vuol dire che si è fatto beccare. In macchina andiamo tutti a 130 all’ora, ma alla fine paga solo quello che si fa beccare. Moggi si sentiva invincibile, ma ha fatto qualche errore che è stato già pagato. Quello che succede a Napoli in Tribunale neanche lo seguo”.

Già al tempo della sua Juve si diceva comunque che le vittorie erano condizionate.

“Sì, come quelle dell’Inter. In Italia chi è più forte è odiato da tutti quanti”.

Quanto era forte quella Juventus? Era facile o complicato giocare con accanto Platinì?

“Complicato per nulla. L’unico rimpianto che ho è non aver vinto la finale contro l’Amburgo di Atene. Ci avrebbe consentito un ciclo migliore. Invece l’anno dopo abbiamo ricominciato da capo, vincendo lo scudetto, poi la Coppa delle Coppe e poi la famosa finale contro il Liverpool. Comunque, a tutti i miei oppositori che dicono che critico troppo la Juventus dico solo una cosa: sono l’unico che non ha preso una lira dalla partita dell’Heysel perchè ho lasciato tutto alle famiglie delle vittime, poi ciascuno è libero di pensarla come vuole. Non ho mai parlato male dei tifosi e dei giocatori della Juventus, ma sono convinto nella mia testa che due o tre componenti della vecchia dirigenza, se potevano facilitare le vittorie con comportamenti scorretti, lo facevano. A me non importa che non lo dimostrino, è una mia convinzione”.

Ma si potrebbe anche dire, quindi, che gli ultimi campionati sono stati falsati a favore dell’Inter?      

“Sì, ma le telefonate riguardano solo alcuni anni, 2004 e 2005. E gli anni precedenti cosa è successo? E’ chiaro che chi guarda da fuori il calcio si è accorto di quello che succedeva. Eppure è stata un’altra squadra ad essere beccata al casello con i soldi nella valigetta…”

Nel nuovo stadio saranno presenti 50 stelle dedicate alle “leggende bianconere” ed a lei ne è stata assegnata una: come interpreta il malumore di parte della tifoseria che non ha gradito la cosa?

“Ho sentito questi malumori è mi è dispiaciuto molto soprattutto poi perché la motivazione la reputo ridicola: “per poca gratitudine”, ma a chi? In campo con la Juventus ho sempre dato tutto, non risparmiandomi mai.
Il presidente Agnelli mi ha mandato una lettera per far parte delle stelle nel nuovo stadio ed io ne sono onorato. Non è che tutti quelli che hanno giocato per la Juventus debbono per forza essere anche tifosi juventini. E’ bello anche confrontarsi con opinioni differenti. So quello che ho fatto per la Juventus e ,se i tifosi non mi vogliono nel nuovo stadio, dico che la storia non si può cancellare. Non ho mai parlato male della Juventus. Se io critico qualcuno che in passato si è comportato male sono affari miei. Se poi i tifosi non vogliono che vi sia la mia stella nel nuovo stadio io non morirò mica, ma in campo ho fatto la storia della Juventus ed ho sempre onorato la maglia dando tutto quello che potevo dare. Ricordo che ero un beniamino dei tifosi, che esponevano striscioni come “Zibì forever”. Se ce l’ho con qualcuno, ce l’ho solo con chi ha rovinato l’immagine della Juventus. Sono certo che un domani quando andranno via Marotta & C. nessuno dovrà ripulire l’immagine della squadra”.

Le è  stato mai proposto un ingresso in società alla “Nedved”?

“L’innesto di Pavel per la nuova dirigenza è un grande acquisto. Magari se anche io avessi finito la mia carriera in campo con la Juventus mi sarebbe stato proposto un ingresso in società e per me sarebbe stato un motivo di grande orgoglio, ma ho terminato la carriera nella Roma e non ho ricevuto nessuna proposta in bianconero. Sono convinto inoltre che Del Piero un giorno diventerà Presidente della Juventus”.


SI RINGRAZIA LA REDAZIONE DI JUVEMANIA.IT PER LA TRASCRIZIONE DELL'INTERVISTA