venerdì 20 giugno 2008

Indovina chi



Visto che giocatori come Torres o Benzema sono inarrivabili, Huntelaar potrebbe esser l'unico a render meno amara la partenza di Trezeguet.
Ma prima di lasciar partire un bomber come David io ci penserei su un milione di volte.
E non voglio nemmeno sentir parlare di altri eventuali sostituti come Quagliarella ad esempio.

mercoledì 18 giugno 2008

Perde la Juve? Vince la Fiat



Fiat:"Lapo Elkann e sconfitte Juve fattori importanti per gruppo"
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
"Il tema 'low cost' non coincide con il marchio Fiat, il cui posizionamento e' medio-alto ".
Cosi' il responsabile marketing di Fiat, Luca De Meo, al convegno 'World Marketing & Sales Forum'.
"Fiat ha oggi un posizionamento che non ha mai avuto nella sua storia e perderlo sarebbe un peccato dopo il lavoro degli ultimi anni", ha spiegato De Meo.
Rispondendo alla domanda se Lapo Elkann sia stato un fattore importante per la ritrovata simpatia del marchio Fiat, De Meo ha detto "si', ha aiutato, assieme alle sconfitte della
Juventus".

Pena congrua Bis



Calciopoli bis/ La Juve patteggia con la Figc: 300mila euro al settore giovanile.
Ma il club: non è ammissione.

La Juventus mette la parola fine al suo coinvolgimento nel capitolo due dello scandalo che nel 2006 ha travolto il calcio italiano.
Le società bianconera ha patteggiato la condanna davanti alla Disciplinare nazionale della Figc per il deferimento per Calciopoli bis, il filone che coinvolgeva anche il Messina e alcuni arbitri e che non era stato oggetto di giudizio nel primo processo sportivo.
Il club verserà 300.000 euro in tre rate annuali da 100.000 euro, che andranno al settore giovanile e scolastico della Figc.
"Non è un'ammissione di colpa - ha detto Franzo Grande Stevens, l'avvocato della Juve -. Diciamo che è un atto di generosità verso il settore giovanile e scolastico della Figc".

Kobe non basta


La capitale dell'Nba è tornata ad essere Boston.
Dopo ventidue anni, i Celtics si portano a casa l'ambito anello, il diciassettesimo della loro storia, che record! Con il tempo e con la mente si può tornare indietro agli anni Sessanta in cui Boston conquistò otto titoli di fila (1959-1966) o agli anni Ottanta (1981, 1984 e 1986) con il mitico e indimenticato Larry Bird.

Oggi i protagonisti sono altri, e tutti di classe, come Ray Allen, Paul Pierce (mvp delle finali), Kevin Garnett.
IL GRANDE SCONFITTO - Nulla da fare per Kobe Bryant, immenso come sempre, e per i Los Angeles Lakers, che si sono dovuti inchinare in gara6, battuti inesorabilmente 131-92, sommersi anche dal tifo senza controllo, quasi liberatorio da un incubo, del popolo bostoniano. Alla fine a vincere è stata la squadra migliore, capace nell'arco della stagione di portare a casa 66 successi nella regular season.
Un anno esatto dopo il terribile 2007 culminato con 58 sconfitte:
«Un anno fa, in questo periodo stavo giocando a golf - ha detto coach Doc Rivers - e pensavo a come avremmo potuto migliorare la squadra. Adesso è tutto così bello». C'è commozione nelle sue parole, ricordando il padre morto a inizio campionato: «Il mio primo pensiero è stato per lui».

Passato. Presente. Futuro.

PASSATO

L’ineluttabile. La fine. La crocifissione. La stampa francese riconosce senza troppi giri di parole il fallimento dei Bleus. Sconfitti da un’Italia che ha fatto solamente il suo dovere.
Pronta la ghigliottina, per la testa di Domenech.
FALLIMENTO – Per l’Equipe non ci sono scuse. Si tratta di un "immenso fallimento, un naufragio". Ma si è trattato, secondo il quotidiano sportivo, anche di una "Francia ultrasfortunata", ma comunque "troppo vecchia, inefficace, squilibrata". Opposta ad un’Italia che "ha pensato sempre a difendere: scelta intelligente per rendere sicuro il vantaggio e vincere".
FIASCO - Anche "Le Parisien" concorda e parla di un "fiasco che obbliga alla ricostruzione". Anche perché segna la fine in Bleu di giocatori storici come Thuram, Makelele, ma forse anche di Coupet e Henry che rimane "in attesa degli eventi per decidere".
PATIBOLO – Sul patibolo però è salito il c.t. che ha i giorni contati. Il suo destino sarà deciso dal Consiglio federale della Federcalcio del 3 luglio. Sotto contratto fino al 2010, Domenech ha già altro per la testa: il matrimonio con la sua fidanzata a cui ha chiesto la mano in diretta ieri a fine partita. No comment, scrive "Libération".

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PRESENTE


Grande prova di fair-play da parte dell'Olanda. Ma non avevo dubbi al riguardo.
E intanto spunta Podolski....
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FUTURO


Italia-Spagna è già cominciata sulla stampa spagnola. “Italia, sempre Italia” scrive ‘El Pais’, che evidenzia la prestazione della nostra Nazionale, definita “irriducibile”, una squadra che è “resuscitata per l'ennesima volta”.
Stessi concetti espressi anche da ‘El Mundo' (“Le sette vite dell'Italia”), che definisce la Nazionale azzurra “l’eterna sopravvissuta, capace di morire e risorgere durante il torneo quando serve”. ‘La Vanguardia’ dá spazio al commento del ct Aragones:
“L’Italia non era il rivale che preferivo, ma a questo punto tutti possono battere tutti”.
Per ‘Abc’, i campioni del mondo hanno centrato l’obiettivo della qualificazione con la solita prestazione concreta: “L’Italia ai quarti alla sua maniera”.
In Spagna comunque si sta diffondendo un certo panico: le furie rosse devono risalire al 1920 per trovare un successo sugli azzurri: in competizioni ufficiali non ci battono dalle Olimpiadi di Anversa, 1920.
INFIAMMA L'ATTESA - A quattro giorni dal quarto di finale di Vienna, ‘Marca’ infiamma l’attesa ricordando il match che gli azzurri vinsero 2-1 ( con reti di Dino e Roberto Baggio) nei quarti di finale dei Mondiali di Usa ‘94. In Spagna la partita viene ricordata soprattutto per la gomitata che Mauro Tassotti rifilò a Luis Enrique e in prima pagina domina la gigantesca foto del nazionale iberico con il naso sanguinante.
“Italia, questo non si dimentica” è il minaccioso titolo scelto dal quotidiano sportivo, che erroneamente annuncia addirittura la presenza di Tassotti sulla panchina azzurra nella gara di domenica.

martedì 17 giugno 2008

"E' una vergogna"


«Ho ricevuto tanti pugni in faccia, e c'è l'amarezza di chi ha lavorato ed è stato costretto a lasciare i campi di calcio per frequentare le aule di tribunale con la mia famiglia e quella di mio figlio che si è disgregata».
«Il maggiore Auricchio e Baldini si conoscevano benissimo»
«La vicenda appare come una cosa macchinata e predisposta»
«Sono molto sconcertato: non ci sono prove ma solo chiacchiere contro di me».
«Per più di un mese i due si sono visti, facevano riunioni segrete, Auricchio gli disse di fare una denuncia contro di me».
«Ora mi ritrovo in questa aula e scopro che la Geronzi si è dileguata, De Mita si è dileguato. Ma come è possibile? La Geronzi era parte integrante della Gea, era la socia fondatrice. Siamo rimasti noi con il cerino in mano, e non va bene».
«Sul caso Chiellini, Baldini ha detto solo menzogne, dalla prima all'ultima parola. Non è vero che il calciatore gli disse che preferiva andare alla Juventus perché Marcello Lippi, padre del suo procuratore, allenava la nazionale. La realtà è che il terzino era in comproprietà tra la Roma e il Livorno e che in Lega Calcio al presidente livornese Aldo Spinelli fu detto che il club giallorosso non poteva fare acquisti. Così il calciatore fu proposto alla Juve, il ragazzo ci interessava, lo avevamo anche seguito ma avevamo preferito lasciare in pace la Roma. Quando ci dicemmo interessati, Chiellini ancora non sapeva che sarebbe venuto da noi e solo dopo apprendemmo che il suo procuratore era Davide Lippi».
«Miccoli è venuto a dire che è rimasto in pullman quando la Juve festeggiò lo scudetto in Comune a Torino: era stato Franzo Grande Stevens a organizzare la festa e Miccoli non faceva parte della Juve che aveva vinto il campionato. E poi era pieno di orecchini, sulle orecchie, sul naso magari li metteva anche sulle gambe e questo alla Juve non va bene».
Infine frecciate anche per Corrado Grabbi («non ha mai giocato bene da nessuna parte, stava in mezzo al campo a guardare gli altri giocare»).
Per Nicola Amoruso («un buon giocatore per squadre come la Reggina e dovrebbe solo ringraziarci per aver guadagnato con noi 14 miliardi di lire».

lunedì 16 giugno 2008

Indovina chi




Rakitic, Srna, Petric, Stankovic, Grosso, Cassano, Xabi Alonso.....
Tutti alla Juve.....Vi pare possibile?

sabato 14 giugno 2008

Buffon tiene viva la speranza


Pugno alzato e guanto nero e non è Tommie Smith, è quel resta del giorno, quel che tiene l’Italia ancora viva, alla periferia di questo Europeo.
E’ Buffon e una parata in due tempi, mano, piede, tutto quello che ha per ripescare una squadra già sfrattata.
«Dobbiamo gioire per il punto perché eravamo a casa e invece...».
La palla ha viaggiato nel limbo, lui sdraiato, in caduta dopo aver respinto la prima volta e capace ancora di reggere lì, sospeso, di fregare la forza di gravità per l’istante che basta a cacciarla via, un calcio all’eliminazione matematica. Mutu non sbagliava un rigore da sette anni, in nazionale gli è andata male solo due volte e Buffon è l’unico contro cui non passa, «l’unico che conosco capace di fregarmi, mi aveva già parato nel campionato italiano, quando stavo nel Verona. Che devo dire? Piede e mano non ne voleva sapere di andare dentro. Fortuna? No, è bravo».

E’ l’ultima possibilità, una fiche da giocare dopo aver sperperato il malloppo, Buffon è il solo che riesca a dare scariche di adrenalina all’azzurro confuso visto fino a qui. Ha fermato il tempo e ha urlato indicando a due mani il posto dove andare, avanti. La reazione e il pareggio partono da quel suo pugno, tirato all’aria e poi alzato a celebrare l’unico momento buono, quello in cui l’Italia è stata capace di reagire. Dopo l’Olanda ha chiesto scusa agli italiani e il gruppo non ha gradito. L’unico a dire che era stato un disastro senza cercare scuse, si è preso anche il malessere di Donadoni, «punti di vista», come fosse stato un giudizio dato a caso. Non se l’è neanche presa, c’erano cose più importanti a cui pensare, «ognuno può dire quello che vuole». Stavolta pretende che si riconosca il cambio di mentalità: «Eravamo diversi, la prestazione c’è stata e ormai è inutile stare a valutare il fatto che non sia andata come volevamo. Tempo perso. Non so se era rigore o no, so che quel tipo di contatto è per lo meno dubbio e credo che prima di fischiarlo un arbitro debba mettersi la mano sulla coscienza. Si tratta di eliminare una Nazione, così, con una decisione sola. Ci vorrebbe buon senso».
Alza le spalle, scarico dopo tutto quell’essere speciale, pretende un attimo di umanità, un dubbio e un pensiero maligno anche se Donadoni non li gradisce e ha chiesto ai giocatori di non cercare alibi. Buffon cerca solo conforto, ha un disperato bisogno di ottimismo e ripete due volte «ci siamo ancora» come se dovesse sentire il significato delle singole parole per crederci.
In campo però ci ha creduto subito, perché era chiaro che quel doppio colpo stile karate, la combinazione calcio pugno fosse uno sliding doors: la storia che si sdoppia e da una parte restano i fantasmi dei campioni del mondo esiliati dal torneo, dall’altra quelli che se la giocano ancora. Faticosamente.
Al momento coesistono, Buffon ha creato un’alternativa, di più non poteva e martedì si decide quale versione dell’Italia sopravvive, i fantasmi o i reduci.

mercoledì 11 giugno 2008

Garantito Guido Rossi




La
famiglia
Agnelli
studia un'iniezione di risorse nella cassaforte Giovanni Agnelli & C. Sapa e chiama Guido Rossi come "garante" super partes per la struttura societaria del gruppo che raccoglie i vari rami ed eredi del gruppo torinese. E' quanto scrive oggi il Sole 24 Ore spiegando che i dettagli dell'operazione sono contenuti nel verbale di assemblea straordinaria della Sapa tenutasi a meta' maggio.