giovedì 15 ottobre 2009

Moggi c'è



Questa sera alle ore 22,00 avremo il piacere di ospitare in diretta a "Tutti pazzi per la Juve" l'ex Direttore della Juventus, Luciano Moggi.
Se avete domande, suggerimenti, consigli o semplicemente volete lasciare un messaggio per Big Luciano potete farlo commentando questo post.
Ricordo inoltre che sarà possibile inoltre interagire in diretta con la trasmissione attraverso l'indirizzo e-mail tuttipazziperlajuve@yahoo.it, oppure inviando un sms al 349.1158444 o chiamando allo 06.44361695, quando saranno aperte le linee telefoniche.
Verranno monitorati inoltre il mondo dei forum ed il fan club della trasmissione su Facebook.

TUTTI PAZZI PER LA JUVE - Tutti i venerdì dalle 22,00 alle 24,00 su RADIO ERRE 2
- a Roma su FM 107.70 o sul digitale terrestre
- per il resto d'Italia e del mondo in streaming su http://www.radioerre2.com/

Lippi, il popolo è sovrano



Caro Marcello troppe capriole
di Roberto Beccantini
lastampa.it
Da Cipro a Cipro, Lippi ha spento le luci con un pugno sull’interruttore. Dai lazzi più taglienti agli applausi più schietti: tutto fa brodo. Chi ha buona memoria, ricorda come andò a Larnaca: i glutei del ct ispirarono Buffon e Di Natale. Se con i titolari rischiammo l’osso del collo, perché mai le riserve avrebbero dovuto vincere di goleada? Lippi è furibondo con il loggione che urlava Andate a lavorare e Cassano Cassano. Ha risposto Vergogna, aggiungendo: vadano loro, a lavorare. Un «invito» da cartellino rosso. Marcello dovrebbe conoscere l’aria che tira nel Paese. Non si tratta di demagogia, ma di senso della misura, e delle parole. E poi, Totti «un bel tormentone» l’ha inventato lui, non la curva, devota a Cassano. Uno a uno.Il problema è a monte, risale al Mundial spagnolo e a quella sindrome d’accerchiamento che, dalla pipa di Bearzot al sigaro di Lippi, ha stimolato e condizionato tutti i commissari. Capisco le montagne russe di Parma: ma capisco anche coloro che, al netto di ogni attenuante, continuano a sforzarsi di non prendere per oro colato il campionato. Di sicuro, la partita è stata preparata fra troppe capriole. Di sicuro, la missione compiuta e il varo dell’Italia alternativa hanno annacquato orgoglio e stimoli. Non a caso, il risultato è stato recuperato dai titolari: chi c’era (Gilardino) e chi è entrato (Camoranesi, soprattutto). Tempi duri. Non possiamo contare su nessun lampadario come Cristiano Ronaldo. E dalla gioventù bruciacchiata di Francesco Rocca (Mondiali under 20, fuori nei quarti) e Pierluigi Casiraghi (Europei under 21, futuro ad alto rischio) non arrivano notizie incoraggianti. Anzi. Marchisio, Criscito, Santon e Bocchetti riassumono i confini sino ai quali il ct si è spinto: e se non è andato oltre, non penso che c’entri la pigrizia.Senza credere di avere lasciato dei Picasso in cantina, immagino il ghigno di Lippi, al quale si rimproverava di far giocare sempre i «soliti»: visti gli «insoliti»?
.
Da quando seguo il calcio ho sempre pensato una cosa:
il pubblico paga il biglietto e nei limiti del rispetto del prossimo è sovrano di fare quello che vuole.
Appaludire, fischiare, invocare.
Quindi, stavolta Lippi ha sbagliato.
Anche perchè poi quell'invito "andate a lavorare voi" rilanciato a chi guadagna forse 1/1000 di quello che guadagnano gli eroi del calcio fa davvero sorridere.
L'Italia grazie ad un grande Gilardino (speriamo abbia esaurito ieri la sua vena realizzativa) rimonta Cipro e vince per 3 a 2.
Poche sorprese nel mercoledì delle Nazionali.
Alla fine ce la fa anche l'Argentina di Maradona che segna e vince in Uruguay per 1 a 0, subito dopo l'ingenua espulsione di Caceres.
Intanto, alla Juve resosi conto che mancano esterni (noi lo diciamo da mesi, forse anni....), continuano a rifioccare nomi di laterali. Ieri Mesto, oggi ritocca a Rafinha.

martedì 13 ottobre 2009

Blanc & Noir (Doping)



Mentre a Cannavaro girano per le strumentalizzazioni mediatiche del presunto caso Doping, un altro campione della Fiorentina anni 70' ci lascia per l'abuso di farmaci e terapie mediche criminali: stavolta è toccato al portiere Mattolini.
La lista di morte e malattia per quella squadra è davvero impressionante. Ma non è l'unica.
C'è ancora qualcuno che pensa che il calcio anni '60-'70-'80 fosse più pulito di quell'attuale?
Doping, calcioscommesse, corruzione, bustarelle, mazzette, evasione. Quel trentennio non si è fatto mancare davvero nulla.
E chi denuncia o ha denunciato quel sistema viene o è stato automaticamente estromesso dallo stesso...
Torniamo a parlare solo di calcio, se ci si riesce.
Prima uscita da presidente designato per Blanc.
In merito riporto un bella osservazione di Mirko Nicolino per Juvemania.it
Bravo Blanc, ma preferivo un altro presidente
Jean Claude Blanc nuovo presidente della Juventus, mentre Giovanni Cobolli Gigli non farà più parte dell'establishment societario.
Blanc è un grande manager, come ce ne sono davvero pochi in giro.
In un triennio è riuscito a ricostruire un patrimonio societario di primissimo livello.
Se il marchio Juve è tornato a "tirare" come un tempo è principalmente merito suo, che in questi anni ha stretto accordi commerciali molto remunerativi.
Probabilmente, e me lo auguro con tutto il cuore, tra qualche anno staremo qui a parlare di Blanc come uno dei più grandi dirigenti della storia bianconera.
Mi sarei aspettato, però, che mantenesse la propria carica di AD ed alla carica di presidente avrei voluto uno juventino "di vecchia data"....
Alla fine, in fondo, si torna sempre allo stesso punto di partenza:
alla nuova Juve in primis c'è bisogno di gente di campo.
Quindi almeno a mio gusto, conta davvero poco se il presidente lo fa Blanc o Cobolli Gigli.
Quello che mi auspico è che al più presto torni in società gente che capisca di calcio davvero.
Intanto Ibrahimovic lancia l'ennesima stoccata all'Inter.
Chissà per quanto tempo ancora i tifosi "neroassurri" riusciranno a sopportarlo.....
In chiusura mi sembra giusto mandare un ultimo saluto ad un grande Juventino come Alberto Castagnetti.
Ciao Alberto.

lunedì 12 ottobre 2009

Non scoprite quella vetrina....



Non scoprite quella vetrina....(Calciopoli brucia ancora)

Il titolo ricorda provocariamente quei film horror tipici americani di fine anni ’80.
D’altronde un vero sentimento di orrore ha colpito i tifosi juventini nello scoprire che nelle vetrine degli Juventus Store tra i prodotti attualmente in vendita c’è anche una sciarpetta che sembra esser quella dell’Inter ma con la scritta bianca "Juventus". Inguardabile.
Ebbene si, l’ormai divenuta"famosa" sciarpa ufficiale della Champions League juventina è di color blu scuro ed azzurro, una scelta cromatica davvero orrenda se rapportata ai colori storici della Vecchia Signora.
Questa scoperta, anche grazie a foto e filmati caricati nella rete, ha generato molta polemica sui forum e sui portali juventini più frequentati del web, perché come sempre più spesso accade da Maggio 2006 in poi si è cercato anche di capire a chi andasse attribuita la colpa di questa scelta perlomeno di pessimo gusto. Se alla Juventus della Triade o se a quella attuale.
Chi mi conosce bene e mi segue sin dai tempi dello scoppio di Calciopoli, a partire dallo scambio di e-mail avuto con l’Avvocato Zaccone durante il processo Rupertiano
(“Stia tranquillo Discreti, non accetteremo pena diversa da quella che verrà inflitta a Lazio, Milan e Fiorentina e lotteremo fino all’ultimo grado di giudizio” mi scrisse in quel Luglio 2006 l’avvocato difensore della Juventus. Come invece è andata poi a finire lo sapete tutti.....),
sa che difficilmente in questi casi aspetto di scoprire la verità dagli altri ma vado sempre da solo fino in fondo, anche per semplice curiosità personale.
Ho contattato quindi colui che negli anni della Triade si occupava proprio delle scelte commerciali, quel Romy Gai adesso emigrato per lavoro negli Emirati Arabi.
Alla domanda “se quella sciarpa che più della Juve pare esser dell’Inter fosse opera loro” mi ha risposto così:
“Ma figurati Stefano. Mai avremmo approvato una cosa del genere per rispetto dei tifosi.
Non esiste proprio. Per di più è una cosa che dipendeva direttamente da me. Mai e poi mai, ripeto!”
Ora che ho scoperto quindi chi ha messo in commercio questa sciarpa, non sono però qui certo per criticarli.
Ma sono qui per lanciare loro un appello ed a farlo non è certo il Discreti editorialista web, opinionista televisivo o conduttore radiofonico. No.
E’ lo Stefano, semplice tifoso, inorridito da quella scelta cromatica che offende la sofferenza patita dal popolo bianconero durante l’Inferno Calciopolesco.
“Ritirate quella sciarpa da ogni vetrina degli Juventus Store, anche a costo di rimetterci qualche euro, perchè la dignità del tifoso juventino non ha prezzo"

domenica 11 ottobre 2009

Cuore Mondiale


Con una grande prova di Cuore, la Nazionale guidata da Marcello Lippi conquista il Mondiale.
Decisivo il goal di Gilardino proprio negli ultimi minuti.
Una beffa per il Trap, che però ancora una volta ha dimostrato la sua immensa competenza risollevando in poco tempo una Nazione che era finita ai margini del calcio europeo.
Speriamo riesca a qualificarsi anche lui. E poi vedere lui, Tardelli e Brady lavorare insieme fa tanto amarcord anni '80.
Intanto vista l'assenza del campionato, Tuttosport parla di una lotta tra la Juventus e le squadre milanesi sul mercato.
Obiettivi della contesa: Kjaer, Pandev, Dzeko, Rafinha.
Vedremo.
Vi riporto il mio editoriale scritto per tuttomercatoweb.com, con il mio suggerimento al nostro Mister Ferrara di tornare all'antico.
Ciro, e se tornassimo al 4-4-2?
Con l'addio al calcio di Pavel Nedved e l'acquisto di Diego, al neo-allenatore juventino Ciro Ferrara è parso quasi obbligatorio giocare sin da subito con il rombo.
Sinceramente è un modulo che mi ha sempre convinto poco, perché si finisce per accentrare troppo il gioco e si riduce notevolmente l'utilizzo delle fasce laterali, a meno che non si dispone di terzini fluidificanti alla Maicon o alla Kolarov e questo non è certo il caso dell'attuale Juventus. E poi diciamocelo chiaramente: o il trequartista fa lo Zidane o si consegna la supremazia del centrocampo nei piedi degli avversari. Con tutto il rispetto per il talentuoso Diego, in questo momento il solo accostamento al nome di Zizou è blasfemo.
Alla ripresa del campionato, che accorgimenti dovrà adottare quindi Mister Ferrara per cercare di dare uno straccio di gioco ed un'impronta tattica alla squadra bianconera?Io credo che sia arrivato il momento di puntare su schemi alternativi.
C'è chi propone di provare l'albero di Natale tanto caro in passato al Milan di Ancelotti o chi invece il 4-2-3-1 che ha caratterizzato le migliori stagioni giallorosse di Spalletti. Gestire più moduli alternativi, da adottare a seconda dell'avversario da affrontare e dei giocatori a disposizione, per un allenatore è segnale di grande intelligenza ma se personalmente dovessi scegliere punterei tutto sul 4-4-2 di Capelliana memoria, non a caso l'ultimo modulo che ha portato la Juventus al tricolore.
Buffon tra i pali. Zebina terzino destro(confidando in una ritrovata continuità del francese).Coppia centrale Legrottaglie e Cannavaro, con Chiellini riportato sulla sinistra e Grosso avanzato sulla linea dei centrocampisti. Dall'altra parte Camoranesi all'ala destra, con il rientrante Sissoko e Felipe Melo massiccia coppia centrale in mezzo al campo.Davanti Trezeguet con Diego schierato da seconda punta o subito dietro il bomber francese.
Sono convinto che perlomeno fino al recupero di capitan Del Piero e di Marchisio e fino a che Diego non sarà al massimo della forma, questo sia uno schema da prendere seriamente in considerazione valutando anche il grande potenziale che si potrebbe beneficiare dalla panchina con la possibilità di inserimento in corso di gara, ad esempio, di gente come Iaquinta, Amauri o Giovinco.In questo momento, con il 4-4-2 la squadra mi sembra nettamente più equilibrata, solida e portata al gioco sulle fasce. Dubito che con questa impostazione la Juventus avrebbe sofferto tanto il gioco di avversari meno dotati tecnicamente come il Livorno, il Bordeaux, il Bologna o il Palermo.Ed allora Ciro, perché non torniamo all'antico?
.
In conclusione vi riporto poi il link per scaricare l'intera seconda puntata di "Tutti pazzi per la Juve", la trasmissione radiofonica che mi vede alla conduzione insieme alla Combriccola romana, tutti i venerdì dalle 22 alle 24.
Interessanti gli interventi di Sergio Brio, dello Ju29ro team e tanto tanto altro.

giovedì 8 ottobre 2009

Ibra, Moratti e Cobolli


Il punto di Roberto Beccantini
Far credere, o fingere di credere, che la sostituzione del presidente Giovanni Cobolli Gigli rappresenti una svolta epocale nella storia della Juventus, rimanda a Jorge Luis Borges e alla baruffa dei due calvi per un pettine. Dai tempi di Boniperti (escluso, naturalmente), la carica di presidente della Juventus è sempre stata formale, prova ne siano l’avvocato Chiusano e Franzo Grande Stevens. Nessun dubbio che Cobolli Gigli sia un galantuomo: quando lo feci partecipe del derby contro la Sla, aderì in due secondi. Nessun dubbio che abbia raccolto il testimone in giorni, settimane e mesi molto cupi: i giorni, le settimane e i mesi di Calciopoli. È stato il megafono dell’operazione smile. Ma sia chiaro: l’onore di essere presidente della Juventus, una delle prime società al mondo, supera qualsiasi onere, sconfigge qualunque tempesta.

Il problema di Cobolli Gigli è un non problema. Sarebbe potuto restare lì a vita. Non piaceva ai tifosi, e i nuovi reggenti - quando vogliono - sanno captare, e lisciare, le fregole della piazza. Dejan Stankovic venne sacrificato sul pulpito del risentimento popolare. Claudio Ranieri, idem. La gente aveva un debole per Ciro Ferrara? Eccolo. Ultimo «frazionista», Cobolli Gigli. Ho letto valutazioni legate alla buona tavola e al buon vino (!). Carlo Verdelli, direttore della Gazzetta dello Sport, ha riesumato il titolo della vecchia rubrìca di Candido Cannavò: «Fateci capire». Semplicissimo: il problema non è il presidente (che non conta anche quando sembra un conte), il problema è la competenza tecnica della società. Sogno un «presidente» che sbagli i congiuntivi e detesti la buona tavola ma magari, all’ultimo momento, prima di buttarsi su un laido hot dog, urli dal tavolo imbrattato di senape: ehi, ragazzi, prendete pure Andrade ma visto il ginocchio che si ritrova, perché non ci cauteliamo con una bella clausoletta? Obiezione: questo non era compito del presidente. Avrebbero dovuto pensarci il direttore generale o il direttore sportivo. Verissimo. Purtroppo.

John Elkann si è innamorato di Jean-Claude Blanc così come l’avvocato Agnelli si era invaghito di Michel Platini. Presidente, amministratore delegato, direttore generale: non male, come regalo di nozze. L’area tecnica rimane affidata ad Alessio Secco. Manca un dirigente che sappia di calcio e, per questo, possa dare una mano al giovane Alessio e all’apprendista Ciro, dal momento che nessuno nasce imparato. Il referente che avrebbe aiutato Ranieri a gestire meglio la crisi primaverile della stagione scorsa: manca un tipo così, e la proprietà agita lo scalpo di Cobolli Gigli. Complimenti. Si continua a parlare di Giuseppe Marotta, e di Marcello Lippi: oggi in maschera, dopo i Mondiali senza.

La composizione del Consiglio d’Amministrazione è un altro non problema. Serve, urgentemente, competenza tecnica fra il vertice e la squadra. Lì è il vuoto, lì è il ritardo dall’Inter. Non si pretende la luna, ma un manager che, non appena Corvino fissa il prezzo rescissorio di Felipe Melo, attenda almeno un minuto, dicasi uno, e ci pensi su, prima di precipitarsi a Firenze con 23 milioni di euro e Marchionni al guinzaglio. L’onnipotenza riconosciuta a Blanc lascia perplessi. Blanc viene dallo sci e dal tennis, Montali, fresco di uscita, dal volley: d’accordo, siamo in Italia, il più anomalo dei Paesi anomali, ma è chiedere troppo uno specialista di calcio all’interno di una società di calcio?

Secondo Tuttosport, Massimo Moratti avrebbe telefonato a Cobolli Gigli per dirgli: «Se lei non avesse lavorato per la Juventus, l'avrei voluta all'Inter per lo stile e la correttezza con la quale si comporta nelle sedi istituzionali e non». Strano: anche Zlatan Ibrahimovic e Patrick Vieira avevano lavorato per la Juventus, eppure...

mercoledì 7 ottobre 2009

"Non drammatizziamo"


Partiamo dalla notizia del giorno.
John Elkann conferma: Jean Claude Blanc sarà il nuovo presidente della Juventus al posto di Giovanni Cobolli Gigli.
Il presidente di Exor, ha spiegato: «Sarà lui il presidente esecutivo, che riassume tutte le cariche. Il nuovo riassetto non è una novità, ma è un nuovo passo verso un assetto più competitivo. Voglio ringraziare Cobolli Gigli per questi tre anni molto difficili, in cui ha dato tanto. Grazie al suo lavoro, Blanc potrà assumere altri incarichi in futuro».
Mio pensiero in merito: Giovanni Cobolli Gigli sarà il presidente bianconero meno rimpianto della storia della Juventus.
Lo ricorderò sopratutto per l'annuncio del ricorso al Tar ritirato e per le continue contraddizioni.
A questo punto mi aspetto l'inserimento in società di un AD competente di calcio, uno alla Marotta tanto per intenderci.
A questa squadra continua a servire come il pane qualcuno che se ne intenda davvero di calcio.

Poi, direttamente da "Quelli che il calcio", l'amico David Pratelli mi ha inviato questa lettera per i tifosi juventini che vi riporto fedelmente.
AMICI JUVENTINI, NON DRAMMATIZZIAMO
Amici juventini, il momento non è bellissimo.
Dopo un avvio di stagione spumeggiante, che forse ci ha un pò illuso, ci siamo imbattuti in alcune battute d'arresto davvero inaspettate. Sopratutto l'ultima.
Io credo però che non sia giusto drammatizzare troppo dopo la brutta sconfitta di Palermo.
Certo, deve far riflettere e soprattutto farci tenere bene i piedi per terra appena ritroveremo un pò di risultati per non cadere poi in facili entusiasmi.
Ho apprezzato molto le parole di mister Ciro, coerente, obiettivo ed intelligente.
Non ci sono alibi e la squadra in questo momento non c'è. Bravo ed onesto.
Io dico inoltre che si sbaglia a proclamare sempre l'obiettivo scudetto, un pò perchè 'porta male' e poi francamente l'Inter ci è ancora superiore!
Basti pensare che abbiamo vinto fortunosamente in casa con il Livorno, pareggiato con un Bologna che solo dopo otto giorni è stato capace di prenderne tre dal Genoa in casa....
Il gioco al momento non si vede e non si può dare la colpa sempre è solo a Poulsen o Tiago(come viene fatto di solito).
La colpa è di tutti (in primis i senatori), senza nessun capro espiatorio.
Bisogna ritrovarsi al più presto e quelli che vengono nominati fuoriclasse e vengono pagati come tali si diano una svegliata e mostrino il loro talento con continuità....
...a meno che in futuro non si continuerà a voler dare la colpa di eventuali insuccessi sempre e solo a Ranieri.....
In conclusione, per sdrammatizzare,voglio riportare il "MELOdramma" in versetti del bravo Giacomo.
MELODRAMMA
“Voglio una squadra che non ci sta mai a perdere”,
mentre sfregava per scaramanzia il proprio sedere.
Non conosceva la sconfitta dalla "prima" di maggio,
da Palermo a Torino affronta il primo triste viaggio.
“Un disastro, niente da salvare”, ammette Chiellini:
Ciro Ferrara annuisce mesto come tutti gli juventini.
Quale motivazione? Magari il sentirsi già la migliore,
però in serate del genere si mette a rischio l’onore.
Cominciano a suonare ridondanti i suoi “mea culpa”,
in campo va Felipe Melo e da lui occorre "disculpa".
Grande giocatore, ma quel vizio quando se lo toglie?
Autolesionista se giocherella davanti a Legrottaglie.
Quando la salute assiste, appare Diego del Werder:
è insufficiente la brutta copia per trattenere l’Inter.
Mai una sosta per la nazionale è stata più benedetta,
contro la Fiorentina sarà tempo della Juve perfetta?
La Juventus è in vita parallela col capitano Del Piero,
recuperata e ricaduta, come il supporter bianconero.
Questa stagione non deve ammettere giustificazioni,
il sorriso si ristamperà sulla bocca solo se campioni.

domenica 4 ottobre 2009

Sia benedetta la sosta...


2 punti nelle ultime 3 partite.
Per la Juventus si può parlare di prima crisi stagionale.
Forse è una fortuna però che arriva così presto ed in concomitanza con la sosta Nazionali.
Ci sarà tempo per riorganizzare le idee e cercare di recuperare i tanti infortunati fermi ai box.
Certo, per Ciro Ferrara -alla prima sconfitta in carriera da allenatore- non sarà facile perché la Juventus di questo inizio di stagione non ha mai brillato per bel gioco e solo i risultati hanno nascosto questa lacuna.
Fondamentale sarà recuperare (Vinovo permettendo…) al più presto Cannavaro, Sissoko e Del Piero e cercare di presentare Diego nelle migliori condizioni fisiche possibili.
Fondamentale sarà far capire a Felipe Melo, che certi giochetti davanti alla difesa non si fanno nemmeno in allenamento.
Il brasiliano, che non vale assolutamente 25 milioni di euro, di certo però non è nemmeno un brocco, anzi. Però per lui è giusto scomodare la citazione che Gianni Agnelli usò per Julio Cesar negli anni ’90:
"a volte crede di essere ancora a Copacabana..".
In bianconero certe superficialità non sono tollerabili.
Fondamentale sarà cercare di recuperare psicologicamente Amauri, buon giocatore che bomber non è mai stato in carriera ma che nemmeno mai si era fatto notare per un periodo di astinenza così lunga, ormai arrivata a livelli incredibili. E pensare, ironia della sorte, che addirittura lo si è invocato per risolvere i problemi realizzativi della Nazionale Italiana….
Fondamentale poi sarà cercare in futuro di ottenere qualcosa più dell’insufficienza da quei rincalzi che quasi mai non hanno fatto rimpiangere i titolari assenti perché se si vuole continuare a competere su più fronti il turn-over è purtroppo un male necessario.
La Juventus non ha la rosa per competere su 2 fronti così competitivi come Campionato e Champions League. Troppa differenza tra i titolari ed i panchinari.
Per compensare questa mancanza (senza rinunciare a nulla….) ci vorrebbe una condizione fisica mostruosa e il minor numero possibile di infortuni.
La realtà però, sotto gli occhi di tutti, è evidentemente ben diversa.
Starà a Ciro Ferrara ed al suo staff cercare di trovare le soluzioni ai problemi che si sono presentati in questi primi 2 mesi e che in parte, larga parte, ricordano quelli che ci sono stati anche in quella passata.
Starà all’allenatore provare a far fare quel salto di qualità in campo che differenzia una buona squadra da una grande squadra.
Ma questa Juve è una grande squadra?
Nell’11 titolare sicuramente si, non ci sono dubbi.
Nei rincalzi……..
.
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IL PUNTO di
Mirko Nicolino
www.juvemania.it
"Non abbiamo fatto nulla per vincere la partita". Basta questa frase di Ciro Ferrara ai microfoni Rai nel post partita per sintetizzare la brutta battuta d'arresto in cui è incappata la Juventus in quel di Palermo. Una vera e propria lezione tattica da parte di Walter Zenga al mister bianconero.Come ebbi a dire la scorsa settimana, sembra proprio che la Juventus, al momento, non possa supportare due punte, Diego (non in forma) e Camoranesi, lasciando la fase di interdizione a Felipe Melo e al Poulsen o Marchisio di turno. Le avvisaglie ci sono state già nelle scorse settimane, anche quando ha vinto la Juventus ha sofferto paurosamente e si è salvata spesso grazie ai miracoli di Buffon e al tempismo di Chiellini e Cannavaro (quanto ci manca!). La cosa più grave, a mio avviso è che nonostante lo schieramento evidentemente offensivo, i ragazzi di Ferrara non riescono a confezionare una che sia una azione offensiva. La manovra è lenta, la palla circola poco e i movimenti senza palla sono ridotti all'osso. Quella che era un'impressione si è tramutata in certezza: la Juventus è Diego (e Del Piero) dipendente. Non avendo a disposizione queste freccie al proprio arco, anche Ferrara sembra si sia convinto sia meglio pensare ad un ritorno al 4-4-2.Una nota su Felipe Melo. Queste'estate commentai positivamente il suo arrivo mettendo in guardia gli amici bianconeri dalle sue "melonate": cito di nuovo quanto scrissi in uno dei miei editoriali "giocatore dalla buona tecnica, abituato però a fare spesso delle cose che ti insegnano nei pulcini a non fare MAI: passare la palla in orizzontale davanti l'area e portare palla in uscita dai propri 15 metri". Durante il match con il Bologna ha evidenziato grande sufficienza nel perdere il pallone decisivo sul cui ribaltamento c'è poi stato il pareggio del Bologna; ieri ha regalato il pallone al limite dell'area favorendo il vantaggio del Palermo. Ma questi sono episodi, e qualche amico mi dice che devo prenderli per tali. Inutile cercare un capro espiatorio, ma di certo questa volta non possiamo dare la colpa a Ranieri.

sabato 3 ottobre 2009

Che gran cu...ore




All'ultimo secondo l'Inter batte l'Udinese grazie al primo goal italiano di Sneijder e per una sera torna in vetta alla classifica di serie A.
Partita incredibile, in cui lo strepitoso Di Natale di inizio stagione (già in goal nel 1°tempo) grazia la squadra neroazzurra divorandosi il goal vittoria al 90°.
Come spesso poi accade nel calcio, sul capovolgimento di fronte la squadra di Mourinho segna il Golden Goal e si porta a casa i 3 punti.
3 punti che l'allenatore interista ritiene fondamentali per il proseguio della stagione a ben vedere dall'esultanza irrefrenabile che mostra al pubblico di San Siro.
Non neghiamo che non ci sarebbe dispiaciuto vedere il modo in cui l'allenatore portoghese avrebbe affrontato un altro periodo di critiche, magari spostando l'obiettivo su altri fronti come sempre più volte fatto ultimamente.
Cosa che ieri anche Ciro Ferrara ("Mou non è un pirla, ma io non sono un fesso") ha fatto notare in conferenza con grande grinta.
Questa sera la Juventus avrà l'obbligo di rispondere al grande cu....ore dell'Inter, perchè dopo il pari con il Genoa, quello con il Bologna e quello di coppa contro il Bayern è il momento di ridare una scossa positiva all'ambiente.
Magari sfruttando la voglia di rinascita di Amauri...

Vai Amauri





Qui di sotto alcuni passi dell'intervista da me rilasciata ad uno dei portali sportivi più importanti e seguiti del calcio siciliano, in merito alla difficile trasferta di domani sera a Palermo per la Juventus.
3 Pareggi consecutivi
"Vanno un po’ distinti i pareggi della Juventus, il pari di Genova è avvenuto su un campo ostico, l’unica partita negativa è stata quella il Bologna dove si doveva vincere a tutti i costi mentre il pareggio di Monaco lo interpreto come un punto d’oro perchè il Bayern è una squadra abbastanza temibile, giocava in casa e poi la Juventus ha fuori diversi elementi, è stato un punto d’oro perchè una sconfitta avrebbe pregiudicato l’intero prosieguo del cammino in Champions”.
Amauri
“Sinceramente Amaurì non l’ho mai ritenuto un bomber, è un centravanti di movimento. Io sono un amante dell’attaccante vecchio stile come Trezeguet, ovvero colui che in campionato in quattro partite fa tre gol. In una partita metti tre cross al centro e sai che almeno uno va in rete, sarò un po’ antico nel senso che il calcio di adesso prevede il centravanti di movimento ma per vincere la partita secondo me serve un attaccante come Inzaghi o Trezeguet. Amaurì non è mai stato un gran bomber, in questo momento si trova la concorrenza di un ritrovato Trezeguet e di Iaquinta che è in forma strepitosa. Il fatto che non segna penso dipenda da una condizione psicologica non facile, si vede che cerca il gol in tutti i modi e quando è così vengono difficili anche le cose più semplici”.
Per leggere l'intera intervista clicca qui
.
Ringrazio tutti Voi per il grande affetto dimostratomi ieri sera per la prima di
"TUTTI PAZZI PER LA JUVE".
Grazie anche alla bella recensione di TUTTOSPORT
sono intervenuti tifosi dal Venezuela, dall'Azerbaijan. Un affetto incredibile, quasi inaspettato.
Quasi un migliaio tra messaggi, sms e forum connessi.
Per scaricare la puntata clicca qui http://www.mediafire.com/?zy2wzqgm4gj
Un grazie particolare a Gianluca Scatena di Forzajuveblog e Juvenews per la registrazione.
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In chiusura, speriamo davvero che domani sera Amauri possa sbloccarsi.
Con Del Piero nuovamente fuori per infortunio (la maledizione di Vinovo continua?), serve assolutamente recuperarlo e subito!
Intanto l'Inter oggi proverà nuovamente a tornare in testa, anche se solo per una serata!