sabato 12 settembre 2009

Si riparte



Si riparte.
Dopo la sosta per la Nazionale torna il campionato di Serie A.
Oggi due anticipi importanti:
il primo nel pomeriggio vedrà impegnato il Milan contro il Livorno.
Partita non facile per i rossoneri che dovranno dimostrare di aver smaltito l'umiliazione del derby.
In serata il vero big-match del turno.
La Juventus si troverà a fronteggiare una delle squadre migliori di questo inizio campionato: la Lazio, che però sarà priva di Zarate, suo assoluto leader indiscusso.
La squadra bianconera ha tutte le carte in regola per tentare la "fuga" e mettere ancora di più pressione all'Inter, che è evidente dai mal di pancia di Mourinho e Moratti, non si aspettava una rivale così agguerrita sin dall'inizio.
Questa sera sarò all'Olimpico per studiare al meglio la nuova Juventus targata Ciro Ferrara.

giovedì 10 settembre 2009

MondialJuve




L'Italia formato Juventus (7 titolari su 11) liquida la pratica Bulgaria.
I mondiali ormai sono virtualmente acquisiti. Basta un pareggio contro l'Irlanda di Trapattoni e Tardelli.
A decidere la sfida, manco a dirlo, due juventini:
il neo-acquisto Grosso, che mi è sembrato molto tonico e lo straripante Iaquinta di questo periodo.
Se Iaquinta continua a questi livelli sarà dura per tutti soffiargli il posto da titolare, nella Nazionale e nella Juventus.
Sono invece curioso a questo punto di vedere l'inserimento del neo terzino sinistro juventino all'interno degli schemi di Ciro Ferrara.
Finalmente potrebbero arrivare cross degni di tale nome, nonchè inserimenti che possano metter in difficoltà l'avversario.
Intanto Fabio Capello si conferma ancora una volta un numero 1. La sua Inghilterra è già matematicamente ai mondiali.
Tuttosport riporta in prima pagina l'approvazione di Cobolli Gigli per Giuseppe Rossi:
"Si, è da Juve".
Non sarebbe male, davvero.
Cambiamo totalmente discorso e torniamo su Calciopoli e Luciano Moggi.
In primis, è giusto che si sappia quanto riportato ieri anche da Juvemania.it
.
Cancellata Calciopoli: Paparesta torna ad arbitrare.
Il comitato nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri (Aia) impugnerà davanti al Consiglio di Stato l’ordinanza cautelare con cui il Tar del Lazio, ad agosto, ha giudicato illegittima la sospensione dell’ex arbitro Gianluca Paparesta. Lo ha comunicato l’Aia attraverso il proprio sito internet. L’Aia ha deliberato che Paparesta venga sottoposto a visita medica e a test attitudinali e atletici. «Il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri, in ottemperanza all’ordinanza cautelare del T.A.R. del Lazio, emessa nella procedura promossa dall’associato Gianluca Paparesta, ribadita, da un lato, la piena adesione ai principi dell’autonomia della giustizia sportiva e, dall’altro, il totale rispetto di tutte le pronunce giudiziali, ha deliberato l’impugnazione dell’ordinanza stessa avanti il Consiglio di Stato, quanto alla presente fase cautelare, e a proseguire il giudizio quanto al merito», si legge in una nota. «Impregiudicato l’esito del proponendo appello cautelare al Consiglio di Stato, il Comitato Nazionale ha deliberato, altresì, che l’associato Paparesta venga sottoposto a visita medica, quindi ai test attitudinali e atletici, demandando alla Commissione Arbitri Nazionale A-B affinchè inviti l’interessato ad effettuare quanto richiesto», conclude il comunicato.
PAPARESTA: “Sono felice. Con soddisfazione apprendo che, dopo due anni e tre pronunciamenti tutti nella stessa direzione, che hanno definito illegittima e illogica la mia estromissione, l’Aia ha disposto il mio reintegro. Tornare ad arbitrare? Io sono pronto, sono a disposizione di Collina nei ruoli della Can di A e B. È legittimo ricorrere al massimo grado di giustizia – continua Paparesta -, così verrà messa la parola definitiva a questa vicenda. Del resto il Consiglio di Stato già mi ha dato ragione”.
Ora rimane da giudicare solo Luciano Moggi che avrebbe fatto, secondo le totali assoluzioni di tutti gli altri, la cupola con sé stesso.
.
Già, Luciano Moggi. L'unico colpevole di un sistema marcio dalle fondamenta.
Il colpevole da dare in pasto al popolino.
Questo il suo articolo per Libero su Carraro, le intercettazioni nel cassetto e sul caso Mutu.
Oggi non pensavo di dover mettere mano alla penna, soprattutto per replicare, e invece mi sento in dovere di rispondere alla lettera inviata da Carraro a “Libero”.
Nel mio precedente articolo ho citato quanto scritto da Moncalvo per due motivi.
1) durante un’amichevole della Juve ero stato avvisato da un insigne personaggio dell’essere di queste intercettazioni che però non contenevano nulla di penale (circa 7-8 mesi prima della loro messa in onda), così come recita l’archiviazione della procura di Torino, a firma del capo della Procura, dr. Maddalena. In quale cassetto siano state messe non lo so, ma in “uno” sicuramente.
2) Il secondo riguarda il numero delle intercettazioni stesse (272, come dice Carraro) piovutegli sul tavolo come d’incanto dopo sei mesi dalla prima consegna da parte del dr. Maddalena del provvedimento di archiviazione (21 settembre 2005); in queste – troppo poche o forse selezionate – Carraro afferma esserci una mia intercettazione con Pairetto, allora designatore.In questa telefonata non esiste nulla che possa far pensare ad accordi, basta ascoltarla. D’altra parte non esisteva neppure il divieto, come invece esiste ora, di parlare col designatore. Non mi è dato di sapere, invece, se c’era la sua con Bergamo, nella quale l’ex presidente federale dice espressamente all’allora designatore che bisognava “salvare” la Lazio: basta ascoltarla (mi dicono sia passata come una telefonata istituzionale). Come finì? La Lazio si salvò e Gazzoni Frascara, presidente del Bologna, dette la colpa a me. Siccome non è più tempo di scherzi, ognuno si assuma le proprie responsabilità senza scaricarle sugli altri.
Due parole a proposito dell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport dal procuratore romeno Giovanni Becali. In data 28 ottobre 2004, scrive il Corriere, dopo averlo sottoposto ad esame antidoping a sorpresa, il Chelsea licenzia Mutu per positività alla cocaina. La federazione inglese squalifica il giocatore per 6 mesi. In quel periodo il procuratore del giocatore era proprio Becali. Domanda: se l’agente fosse stato più attento ai comportamenti del proprio giocatore anzichè pensare a guadagnare tanto – come lui stesso afferma – sicuramente Mutu avrebbe evitato guai. Dice che farà pagare a questo e a quello ma non si sogna nemmeno di restituire quanto il club inglese gli ha dato come compenso per il trasferimento: sarebbe l’unica cosa giusta. Dice che il giocatore è stato lasciato solo nel momento più delicato: concordo, ma era lui il procuratore in quel momento. Il giocatore è passato al Livorno e poi alla Juve. Prima di prenderlo ho avuto un colloquio chiaro con lui e il suo comportamento è stato irreprensibile. Il giocatore – scrive il Corriere – era stato licenziato dal Chelsea e quindi veniva da libero in Italia, il pregresso non riguardava Livorno né Juve, ma Mutu. Credo sia da evidenziare come la Juve abbia restituito al calcio prima un uomo e poi un campione in cui non credeva più nessuno. Non si può consentire ad un procuratore di spararle grosse come sta facendo Becali. Mutu mi è stato sempre riconoscente (mi ha persino invitato al battesimo della figlia): mi meraviglio che consenta a Becali di dire certe bugie. A meno che sia vero il detto “la riconoscenza è la parola del giorno prima”.
LUCIANO MOGGI

mercoledì 9 settembre 2009

Ciao Mike





"Allegria", ma che tristezza.
Se ne è andato Mike Bongiorno.
Con la sua perdita passa all'emisfero dei ricordi una parte importante della storia della televisione italiana.
Se ne va inoltre un grandissimo tifoso juventino.
Ciao Mike.
Questa sera intanto la Nazionale italiana di Lippi battendo la Bulgaria potrebbe esser virtualmente promossa per i prossimi mondiali in Sudafrica.
Ibrahimovic, in procinto di rientrare in Italia per la sfida di Champions, ricorda a tutti i tifosi interisti che "siete stati 17 anni senza vittorie e per vincere sono dovuto arrivare io...."
Schietto e diretto come sempre.
Intanto il big-match di sabato sera rischia di perdere due protagonisti: Del Piero e Zarate.
E' bene specificare però che per il peso specifico dell'assenza, sopratutto in questo momento, quella dell'argentino sarebbe notevolmente più pesante.
L'attaccante laziale è un talento cristallino puro, un vero uomo squadra che fa reparto a se.
Sono in tanti a scrivermi in questi giorni per chiedermi chi vorrei l'anno prossimo al posto di Trezeguet.
Beh, Zarate sarebbe davvero il miglior colpo possibile.
Mica poco lo so.....

mercoledì 2 settembre 2009

Che Diego ce la mandi buona



Con la chiusura ufficiale del calciomercato e le prime due giornate di campionato in archivio è giusto anche sbilanciarsi nel consueto pronostico di inizio stagione.
E' innegabile che la Juventus si sia rinforzata rispetto all'anno scorso.
Diego e Felipe Melo sono giocatori di carisma e spessore internazionale che giocherebbero titolari in qualsiasi TOP-TEAM europeo.
Caceres, Cannavaro e Grosso sono invece tre difensori che, seppur scaricati per vari motivi dai precedenti club, hanno grande voglia di rigenerarsi a Torino.
In panchina largo all'entusiasmo di Ciro Ferrara, contagioso per l'intero ambiente bianconero.
(Monumento vivente alla Sensi per non aver liberato in tempo Spalletti quando era stato indicato dalla Proprietà juventina come il prescelto)
Erano davvero anni che a Torino non si respirava un clima del genere.
Ma la Juventus ha davvero ridotto il GAP nei confronti dell'Inter?
L'impressione è che, in questo momento, a questa domanda non sia possibile rispondere.
Tutto dipende sopratutto da Diego, la nuova stella juventina.
Se si confermerà un grandissimo ed i presupposti iniziali fanno davvero ben sperare, la squadra bianconera se la giocherà fino alla fine.
C'è da starne certi.
Forse è nata una Juve Diego-dipendente che per il suo gioco e per competere ai massimi livelli dubito potrà mai fare a meno del nuovo idolo dei tifosi bianconeri.
Il centrocampo, orfano dell'ex Nedved (quanto mancherà la sua grinta!), è stato rinforzato anche dall'arrivo del "gladiatorio" Felipe Melo.
L'idea di una diga in tandem con Sissoko nel settore nevralgico del campo mi crea un moto di erezione.
Unico rammarico in mediana è la cessione di Zanetti (che avrebbe fatto sicuramente comodo) sacrificato per la matematica difficoltà a cedere i "bolsi" Tiago e Poulsen.
Meno rammarico per la cessione di Marchionni, ma la scelta di abbandonare quasi completamente il gioco sulle fasce mi convince poco.
In difesa fin'ora, grande sicurezza al centro ha apportato il ritorno di Cannavaro.
Da rivedere però con attacchi più pericolosi.
Davanti largo alla coppia più dinamica che in questo momentoè sicuramente quella tra Amauri e Iaquinta che con il loro incessante movimento creano tra l'altro quegli spazi tanto cari a Diego.
E' bene specificare però che con questa scelta probabilmente ne risentirà la media realizzativa offensiva, abituata sin troppo bene in passato dalla coppia Trezeguet-Del Piero.
Da valutare in merito l'inserimento futuro di Del Piero, da utilizzare solo e tassativamente quando sarà in forma (gli anni passano per tutti, ahimè), mentre per Trezeguet la scalata all'11 titolare sarà molto più dura.
In una squadra in cui praticamente almeno fino a domenica scorsa si attendevano cross giocabili dalle fasce con la stessa probabilità di fare il 6 al Superenalotto, quante opportunità si prospettano all'orizzonte per l'attaccante francese?
Basteranno gli innesti di Caceres e Grosso a colmare questa lacuna?
Dicevamo dell'Inter.
Al contrario della Juve si è liberata dalla sua dipendenza, vendendo a peso d'oro Ibrahimovic, il giocatore che praticamente negli anni passati vinceva da solo o quasi.
Ma da questa cessione, per assurdo, si è rinforzata.
Ed è forse proprio questo che spaventa di più gli avversari.
Si è passati da una prevedibile palla ad Ibra e pedalare ad una voglia irrefrenabile di fare bel gioco, anche grazie e sopratutto alla sontuosa campagna acquisti estiva neroazzurra.
La nuova Inter è nettamente una squadra più forte di quella dello scorso anno.
E allora Zeru alibi stavolta per Mourinho.
Se si analizzano attentamente i vari settori del campo e si valutano ruolo per ruolo le alternative disponibili, ci si domanda come potranno riuscire i giocatori interisti a non rivincere lo scudetto pure quest'anno, anche alla luce del saldo rigori che vede l'Inter partire praticamente da 1 a 0 a partita (con un rigore a favore fisso o quasi) mentre Julio Cesar sono ormai oltre 50 partite che non si trova a fronteggiare un rigorista avversario.
Cifre che se accostate al nome di Luciano Moggi farebbero gridare allo scandalo.
Altro che aborto giuridico, pardon Calciopoli.
Il nuovo Milan (praticamente il vecchio senza Kakà) è la solita incognita di questi ultimi anni.
Se, se, se e ancora se.
Tutto dipende da troppi giocatori.
Se Nesta recupera. Se Ronaldinho torna fenomeno. Se Gattuso e Pirlo tornano a grandi livelli.
Indecifrabile.
Per assurdo un Milan al massimo della forma dei suoi giocatori e sfruttando anche l'entusiasmo dell'esordiente Leonardo potrebbe anche esser da scudetto alla pari di Inter e Juventus mentre con l'eventuale ritorno di cronici problemi di salute e di rendimento rischierebbe di esser addirittura ricacciata nella mischia della lotta per la zona Champions, forse il punto più trafficato e meno decifrabile della serie A.
Sampdoria, Napoli, Genoa, Fiorentina, Lazio, Udinese, Palermo sono tutte squadre attrezzate per scalare la classifica, fino alle prime posizioni. Chi più chi meno.
Chi potrebbe esser retrocessa ormai da questa fascia con una squadra nonchè un ambiente sull'orlo di una crisi di nervi, è la Roma.
In bocca al lupo a Ranieri, tanto difeso dalla stampa romana nel biennio bianconero, per questa nuova avventura.
In chiusura mi preme sottolineare una cosa:
a differenza degli anni passati la Juventus (dirigenza, allenatore, giocatori, tifosi) ci crede davvero.
Ed anche il sottoscritto intravvede possibilità che nella passata gestione tecnica mai aveva scorto all'orizzonte.
Sicuramente inferiori a quelle dell'Inter ma i sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
E che Diego ce la mandi buona.....Finchè c'è lui, c'è speranza!

martedì 1 settembre 2009

Colpo Grosso




Ed alla fine anche il sospirato terzino sinistro è arrivato: ecco Fabio Grosso.
Premetto da subito che non stravedo per questa scelta, è comunque una freccia in più nell'arco di Ciro Ferrara in quanto comunque va rimarcato il fatto che non è stato ceduto nessuno tra Molinaro e De Ceglie.
Non mi entusiasma Grosso per un semplice motivo:
dalla sera magica di Berlino del 2006, di partite e giocate ne ha azzeccate davvero poche.
Ma questo è l'anno del nuovo mondiale e magari sarà uno stimolo in più per lui per tornare ai livelli smarriti.
Una piccola considerazione in chiusura di questa operazione di mercato:
in questo momento mi sembra che sia molto di più la Nazionale a dare giocatori alla Juventus che non viceversa....
E' nata una nuova Ital-Juve.
Il dubbio da porsi sta solo nel chiedersi della competitività dell'attuale nazionale che, parer mio, non si può permettere di lasciare a casa il miglior talento italiano di questo momento: Antonio Cassano.
Spalletti e la Roma sono ad un passo del divorzio:
dove sono finiti tutti coloro che mi criticarono pesantemente quando benedii la scelta della Sensi di trattenere il gemello di Ranieri sulla panchina giallorossa?
Pensate, senza quella presa di posizione adesso Spalletti sarebbe l'allenatore della Juventus, con tutte le dovute conseguenze....
Lunga vita a Ciro Ferrara.
Chi il candidato numero 1 per la panchina giallorossa?
Proprio quel Ranieri che la stampa romana esaltava nel biennio juventino.
Vedremo se continueranno a pensarla allo stesso modo nel caso, probabile, siederà sulla panchina giallorossa....

domenica 30 agosto 2009

Mamma che Diego





La Juventus risponde all'Inter.
Espugnato l'Olimpico giallorosso grazie ad una prestazione mostruosa di Diego.
Poco da aggiungere, il ragazzo ha tutti i mezzi per diventare un grandissimo.
Il 75% delle azioni offensive juventine passano dai suoi piedi.
Davvero stupefacente poi la sua rapidità di inserimento nel calcio italiano.
Vero che davanti c'era una Roma allo sbando, ostaggio di uno statuario Totti e di una presidenza che non ha più un euro da investire sul mercato.
Ma le sue giocate sono comunque di valore assoluto.
Ottima anche la prestazione di Felipe Melo, un gladiatore nella città del Colosseo.
Da rivedere la gestione della partita sopratutto nella fase centrale del match oltre che la cronica assenza di cross giocabili dalle fasce.
In vetta alla classifica accompagnano la Juventus a punteggio pieno la Lazio guidata da uno strepitoso Zarate (che alla ripresa del campionato sfiderà proprio Diego & C) ed entrambe le squadre di Genova, trascinate rispettivamente da Gasperini e Cassano.
Il campionato va ora in letargo per 15 giorni per lasciare spazio alla Nazionale.
Quando arriverà il terzo turno di campionato il calcio d'Agosto sarà stato definitivamente abbandonato e gli ombrelloni saranno ormai riposti....
IL PUNTO DI ROBERTO BECCANTINI
La differenza è Diego. Per ora, dentro la Juventus. In futuro, chissà.
Al 4-0 dell’Inter nel derby, la squadra di Ferrara ha risposto alzando la voce a Roma. Un lavoro ben fatto, non un’impresa. Doppietta di Diego, volatona di Felipe Melo: i gol, tutti brasiliani, sono il simbolo del mercato e lo specchio di una partita che, complice il pisolo di mezza caserma sul pareggio di De Rossi, i bianconeri hanno dominato quando aggredivano il risultato e sofferto quando avrebbero dovuto gestirlo. Olimpico, terra di conquista: la scorsa stagione, finì addirittura 4-1. Fu l’ultimo squillo di Ranieri. Poi venne la sosta (Ciro si tocchi) e la Signorina si sciolse. L’Inter rimane più forte, nessun dubbio su questo, ma anche la Juve sembra più forte. Diego mattatore, Del Piero spettatore: un segno dei tempi. Il capitano tornerà utile, come no, ma oggi Amauri e Iaquinta sono insostituibili. Felipe Melo non vale 25 milioni di euro e si lascia spesso borseggiare al limite dell’area; detto ciò, la percussione dalla quale ha ricavato la rete del 3-1 giustifica applausi fitti e sinceri.Diego, dunque. Si nasconde fra le linee e morde non appena il turista di turno vuole fare il fenomeno. L’esterno destro con cui ha aperto le danze è violino puro. Un brasiliano che ha studiato in Europa, la palestra ideale per allenare il talento e sottrarlo ai bikini delle spiagge di Rio. In quel ruolo, Mourinho voleva Deco e ha adottato Sneijder. Il Milan aveva Kakà e avrebbe potuto avere Gourcuff: Ronaldinho, che è stato molto, sembra avviato verso un compromesso assai poco storico, grande con i piccoli, piccolo con i grandi. In generale, i numeri dieci, o trequartisti per dirla con il lessico della Nasa pallonara, sono tornati di moda. Meglio così.Rocchi ha accompagnato l’ordalia senza sabotarne la polpa. Si sapeva che non era tranquilla, la Roma; inoltre, non aver risparmiato a Totti e ad altri titolari nemmeno una virgola della vendemmia con il Kosice puzzava di crassa demagogia. Se Leonardo, a San Siro, ha pagato i cambi, Spalletti ha sbagliato approccio. Zero punti: la fissa dei tre gol comincia a diventare un incubo e non più un banale capriccio. C’era, fra i pali, il terzo portiere, Julio Sergio: è stato uno dei migliori. Totti? Un paio di lampi e fine della trasmissione. Il mercato chiude oggi: ignoro i margini di manovra, ma nella struttura difensiva manca qualcuno, manca qualcosa.Sei punti su sei, la Juventus: come Genoa, Lazio e Sampdoria. Più due sull’Inter, più tre sul Milan. A sbirciare le classifiche d’agosto, si rischia di cadere nel ridicolo. Per fare un prova, non bastano due indizi, ne servono almeno tre. Ranieri non aveva lasciato macerie, Ferrara ci sta mettendo la malizia e il buon senso del reduce che ne ha viste troppe per darsi delle arie. Palla a Diego e un cero alla Madonna dei terzini: che li illumini.

Atto di forza




E' ancora calcio d'Agosto, vero.
Facile in questo periodo passare dall'euforia alla depressione e viceversa.
Ma l'immagine di squadra lasciata dall'Inter nel derby lascia un senso di inquietudine negli avversari.
Negli anni passati l'Inter ha praticamente vinto giocando con palla ad Ibra e pedalare.
Tutto quindi dipendeva o quasi dallo svedese.
Quest'anno, sopratutto grazie ad una sontuosa campagna acquisti, l'Inter ha deciso di giocare palla a terra.
L'impressione è che se i nuovi arrivi si amalgheranno al più presto, la squadra di Moratti avrà ripetuto l'operazione che fu fatta dalla Juve di Moggi & C. con Zidane:
vendere a peso d'oro il giocatore più forte e nonostante tutto rinforzarsi. E non poco.....
Il Milan che per un buona mezz'ora non aveva demeritato è sparita dal campo nel momento dell'infortunio di Gattuso.
Poco da aggiungere, la stagione rossonera passa da 3 giocatori: Nesta, Gattuso, Ronaldinho.
Lottare per lo scudetto o rischiare il fallimento dipenderà esclusivamente dal loro rendimento.
Oggi intanto la Juventus sarà impegnata contro la Roma.
Se non è una prova di maturità, poco ci manca.
Espugnare l'Olimpico sarebbe un grande segnale da inviare a tutti gli avversari.
Nei prossimi giorni, a mercato concluso, dirò la mia sul mercato bianconero(incomprensibile cessione di Zanetti inclusa), sui pronostici stagionali e dirò se davvero ritengo ridotto, perlomeno in parte, il Gap nei confronti dell'Inter in Italia e dallo strapotere Anglo-Spagnolo in Europa.

venerdì 7 agosto 2009

Chiuso per ferie


Montero77 chiude per ferie.
Non sò se riuscirò a collegarmi in questo periodo di vacanza attraverso qualche centro Internet.
Tornerò a pieni giri dal 28 Agosto 2009, pronto per il mio derby personale contro la Roma.
Auguro a voi tutti buone vacanze.
ps: lascio accesa la chat per permettere a voi tutti di colloquiare in qualsiasi momento vorrete e per potervi permettere di seguire insieme la prima giornata di campionato contro il Chievo.
Mi raccomando, sempre Stile Juventus in tutto. Nel calcio come nella vita.

Cancellata cosa?




Continua l'esaltazione mediatica della Juventus.
Ovunque: Sky, Corriere dello Sport, Gazzetta, Tuttosport, persino Mediaset.
Continuo a ritenere dannosissima questa operazione mediatica.
Oggi il titolo di Tuttosport in particolare fa paura: Cancellata Calciopoli!
Ma dove?
Non scherziamo nemmeno.
E' un titolo che offende il dolore di milioni di tifosi juventini che nell'estate 2006 sono stati mediaticamente stuprati nell'animo.
Finchè non verranno restituiti i 2 scudetti, finchè non verrà ristabilita la verità, finchè non verrà restituito l'onore altro che Calciopoli cancellata.....
A Roma si commenterebbe così : "Cancellata n'par de palle!"
Il Corriere dello Sport si limita in un "Pazzi per la Juve" mentre alla Gazzetta dello Sport stranamente sono un pò di giorni che non aggiornano la prima pagina; forse con il calo delle vendite hanno dovuto fare dei tagli di personale......
Intanto scoppia la grana Legrottaglie: "con l'acquisto di Cannavaro ho pensato di andarmene...."
Ieri primo allenamento in bianconero per Caceres.
Il Milan ufficializza l'arrivo di Huntelaar.
Vuoi vedere che alla fine Galliani consegnerà a Leonardo una squadra per poter competere per lo scudetto?
Attenti a sottovalutare la squadra rossonera......

Vi riporto la lettera scritta in data odierna a Tuttosport dall'amico bianconero Emilio Cambiaghi.

Salve,
Vi scrivo per comunicarVi il mio stupore e il mio sconcerto per il titolo che campeggia nell'edizione odierna del Vs giornale.
Quando scrivo una mail sono solito firmarmi e presentarmi: mi chiamo Emilio Cambiaghi e un paio di anni fa ho scritto un libro ("Manuale di autodifesa del tifoso juventino") di cui spero abbiate avuto l'opportunità di prendere visione. Senza falsa modestia, credo sia uno strumento utilissimo per capire cosa veramente accadde nell'estate 2006.
Penso, in tutta sincerità, che una qualsiasi persona ragionevole e non accecata dalle ragioni del tifo - persino i sostenitori non juventini (e ne conosco molti) - consideri Calciopoli un vero scandalo. Ma non per quanto riguarda la (ipotizzata) corruzione, bensì per l'abilità e l'impunità con il quale una farsa di quel genere è stata ideata e portata a compimento.
Mi rendo conto che certe logiche di potere e certi legami indissolubili con la "società" che sta dietro il mondo del pallone non vi permettano svolazzi o interpretazioni che si discostino troppo dalla visione dei fatti che si è voluto imporre. Senza bisogno che mi rispondiate che siete giornalisti e che fate il vostro dovere di "informare" (baggianate a mio modo di vedere, ma allargo il concetto al giornalismo in toto), sono perfettamente cosciente della necessità da parte di chi lavora nel Vostro settore di attirare sempre l'attenzione dei lettori e di incuriosirli. Tuttavia, credo che proporre un titolo del genere sia non solo altamente "disinformativo", dal momento che trattate solo del lato prettamente economico della questione, ma anche offensivo per il tifoso bianconero, che in questi anni ha sofferto ingiustamente e che ancora adesso non sa spiegarsi il perché di quello che è successo.
Un perché potrei proporvelo io ma credo che, in quanto Vi ritengo persone "ragionevoli e non accecate dal tifo", sappiate benissimo anche Voi come sono andate realmente le cose.
Detto questo, e parlo a nome di molti tifosi, non pretendiamo articoli a sensazione per cercare di smontare quella "verità" costruita ad arte (cosa che a Voi, ahimé, comporterebbe non pochi problemi), ma perlomeno vorremmo essere rispettati e non presi in giro. Perdonatemi quest'ultimo concetto, che non vuole essere un'offesa ma l'amara constatazione di una realtà, ma è così che io, e molti altri supporter juventini, ci sentiamo oggi: presi in giro.
Cordialmente e grazie per la Vs attenzione
Emilio Cambiaghi

giovedì 6 agosto 2009

Per non dimenticare....

(Official partner!!)
La nostra Associazione, come dice il suo nome, è quella degli AMICI della Juventus. Gli amici non sono quelli che, magari per convenienza, ti danno sempre ragione, anche quando sbagli; ma sono quelli che ti dicono dove hai sbagliato, perché l’errore non si ripeta più.
Noi abbiamo giustamente criticato la campagna acquisti 2007 e 2008. Perché, diciamo per inesperienza, i fondi a disposizione (comunque non tantissimi) spesso venivano investiti male: acquisti infelici, acquisti mancati per ingenuità (Xabi Alonso), modalità contrattuali “generose” (Criscito, Poulsen), dichiarazioni di interessamento che fanno lievitare i prezzi. Tuttavia è anche vero che altri, ben più esperti, hanno fatto simili sbagli. E Moratti ancora di più.
Comunque, nel calcio contano i risultati. Secondi, grazie all’inevitabile allontanamento di Ranieri e alla sbandatona finale del Milan di Ancellotti in partenza. In ogni caso l’importante era evitare i preliminari di Champions, che, anche a causa dei preparatori atletici, spiegano la crisi di primavera. (Ma non dimentichiamo che i giocatori di questa Juve in Champions ci hanno dato soddisfazioni enormi e che sono usciti contro un Chelsea che solo per via dell’arbitraggio non è andato in finale).
La nostra Associazione è nata per ristabilire la verità.
Per confermare che gli scudetti sono 29; che due sono stati sottratti con la farsa di calciopoli resa possibile dal linciaggio mediatico; che uno dei due, contro ogni principio e precedente sportivo, è stato regalato all’Inter.
La posizione della Juventus, tre anni fa, era piuttosto lontana dalla nostra. Il modo sbagliato con cui aveva impostato la comunicazione in quella perfida estate 2006 rendeva più facile il lavoro di denigrazione dei nemici della Juventus. Negli ultimi tempi, però, la distanza è diminuita. Credo che il nostro impegno (come quello di “giulemani” e dei siti battaglieri) sia stato decisivo. Abbiamo sempre continuato a ricordare ai tifosi juventini l’enormità dell’ingiustizia subita e abbiamo così reso più facile alla società assumere, in nome della convinzione diffusa dei tifosi, una posizione più critica nei confronti di farsopoli: “sono 29, di cui due revocati” è comunque un bel passo avanti.
E’ di questo che dobbiamo continuare ad occuparci. Il Tribunale di Roma ha assolto Moggi da tutte le accuse di “cupola” riferibili alla Juve (l’unica accusa rimasta, che quasi certamente cadrà in appello, riguarda un solo episodio “personale”). Al punto che un antico accusatore come Oliviero Beha ha dichiarato pubblicamente i suoi dubbi su Farsopoli. Tuttavia quasi tutta la stampa e le TV hanno parlato solo dell’unica accusa non caduta, per poter dire che Moggi (e quindi la Juve) era colpevole. Gli artefici del linciaggio mediatico devono assolutamente evitare che venga ristabilita la verità e non perdono occasione per ribadire che la Juve era colpevole: si veda come hanno presentato e gestito la faccenda Moggi – Bologna.
Non sappiamo come proseguirà il processo di Napoli, ma sappiamo che ogni suo atto verrà presentato in modo calunnioso dai giornalisti tifosi di Inter e Milan, di Roma e Lazio, di Toro e Napoli (la quasi totalità). Le nostre forze sono molto modeste. E tuttavia, insieme alle altre associazioni, dovremo dar fondo a tutte le nostre energie (e alla nostra fantasia) per fare in modo che ai tifosi juventini, e non solo ai nosri soci, giunga la voce della verità. Perché, lo ribadisco, solo se la gran massa dei tifosi continuerà a richiederlo, anche la Juventus potrà pretendere che venga fatta giustizia: via lo scudetto vergognosamente appiccicato da Guido Rossi sulle maglie dell’Inter e restituzione alla Juventus degli scudetti vinti sul campo.
Prof. Paolo Bertinetti
P.S. Come ricorderete, alcuni di noi chiesero che Cannavaro festeggiasse il Pallone d’Oro a Torino, perché l’aveva vinto come giocatore della Juve e della Nazionale. La Juventus non lo fece.
Alcuni tifosi lo chiamavano(e chiamano tutt'ora) traditore.
Noi dicevamo che semplicemente era stato venduto al Real per un sacco di soldi; e che con più forza di ogni altro aveva difeso gli scudetti 28 e 29.
Adesso è di nuovo alla Juve.
E la società ha spiegato che non è un traditore, ma un professionista che era stato venduto per un sacco di soldi.....