domenica 13 giugno 2010

Niente aste ma basta bidoni!




Dove eravamo rimasti?
All'acquisto di Simone Pepe, primo colpo di mercato della nuova Juventus targata Marotta.
In settimana poi a Torino è esplosa la Krasic-mania, con il giocatore serbo vicinissimo ad indossare la gloriosa maglia bianconera per la prossima stagione.
Sembrava tutto fatto, quando all'improvviso giovedì Marotta è tornato dal viaggio a Mosca con in mano un pugno di mosche.
I russi non hanno accettato per ora l'offerta bianconera e hanno rilanciato con un'asta.
A quel punto il neo DG della Juventus si è tirato indietro. Non è finita però.
Krasic comunque, come scrive anche Luciano Moggi, assomiglia a Nedved solo nel fisico, ma come tipo di calciatore è un buon elemento, non un campionissimo o un trascinatore. Quindi entro i 13/15 milioni di euro ci sta, altrimenti è giusto cambiare obiettivo. Non si fanno più regali a nessuno.
Il problema però sta nelle alternative proposte.
I tifosi juventini sono stanchi di stare a guardare gli altri vincere ma soprattutto sono stufi di esser illusi.
Sono partiti sognando Robben, Ribery e Di Maria e adesso rischiano di ritrovarsi in rosa con Pepe, Martinez e Padoin.
Con tutto il rispetto, la Juve non è ne la Sampdoria ne l'Udinese.
Se Krasic davvero salterà, Marotta & C. hanno l'obbligo di rimpiazzarlo con nomi di pari interesse. Martinez del Catania, sul quale è favorita però la Lazio, e Padoin dell'Atalanta sono invece solo buoni rincalzi, come già lo è Pepe. E alla Juve non servono panchinari, ma titolari.
Una mossa a sorpresa potrebbe esser l'acquisto di Balasz Dszudszak, incontenibile ala sinistra del Psv Eindhoven. Marotta pensaci.
In settimana ho ricevuto tantissimi messaggi su Facebook e moltissime e-mail, segno che il calciomercato è sempre l'argomento più seguito dai tifosi. Ringrazio tutti per i consigli e i moltissimi attestati di stima.
"Ma Krasic arriva? E Montolivo?" "Stefano tu che puoi dì a Marotta di prendere Lukaku" oppure "prendiamo De Zeeuw", questi solo alcuni dei messaggi ricevuti.
Ho voluto discutere di alcuni giocatori con l'amico Federico Casotti, voce Storica di SportItalia e maggior conoscitore del campionato olandese, da sempre un torneo inspiegabilmente sottovalutato.
Casotti ai microfoni di "Tutti pazzi per la Juve" già qualche mese fa aveva suggerito i nomi di Van der Wiel e Vertonghen.
Van der Wiel in continua ascesa internazionale è destinato a scatenare un'asta di mercato.
Su Vertonghen invece, nonostante le brutte prestazioni di coppa in Europa League proprio contro la Juventus, Casotti è ancora pronto a mettere la mano sul fuoco.
"Basta schierarlo sulla fascia mancina o a centrocampo" assicura.
Alla Juve quindi servirebbero entrambi.
E forse servirebbe anche quel De Zeuuw sul quale Casotti si è espresso così: "E' un regista arretrato, un metronomo. Non è di primissimo pelo però ha dei numeri interessanti: è un giocatore poco spettacolare ma è il punto di riferimento per gran parte della manovra, e viene da due ottime stagioni. L'Ajax lo ha pagato 6 milioni la scorsa estate, quindi anche portarlo a casa con 8 milioni sarebbe un ottimo affare per tutti."
L'Eredivisie è da sempre un torneo che sforna tanti giocatori forti, alcuni fortissimi e ad un buon prezzo di mercato. Forse il miglior rapporto qualità-prezzo d'Europa in assoluto.
Sarebbe il caso di seguire questo campionato con più interesse e competenza.
La squadra bianconera ha ora bisogno di fare cassa per aumentare il budget di mercato per questa estate.
Partirà quasi sicuramente Sissoko, che a fine stagione immaginando Benitez sulla panchina bianconera ha chiesto in Società di esser ceduto.
Benitez alla fine non è arrivato (qualcuno poi magari ci spiegherà perché per la Juve era tutto complicato mentre l'accordo Benitez-Inter è stato fatto in pochi giorni….), ma Sissoko verrà venduto lo stesso al miglior offerente.
Magari, ne sono certo, Luciano Moggi avrà consigliato questa cessione ad Andrea Agnelli.
Ho seguito tutte le partite juventine della stagione insieme all'ex Direttore Generale della Juventus prima di andare in onda ogni domenica a "Studio Stadio" e conosco bene qual è il suo parere negativo su Sissoko e la sua idiosincrasia a mantenere gli equilibri tattici.
Quindi via Sissoko e al suo posto ecco Palombo, che nonostante le smentite di turno è sempre più vicino ad indossare la maglia bianconera nella prossima stagione.
Resta da capire in che periodo la Juventus avrà a disposizione il centrocampista della Nazionale italiana.
Ma resta soprattutto da capire quale saranno i campioni che la Juventus comprerà da qui a fine estate per cercare di colmare il gap con l'Inter.
Per ridare entusiasmo ad un ambiente depresso dalla peggiore stagione della storia serve Dzeco a tutti i costi. Per l'attaccante bosniaco va fatta una follia. Non ci sono vie di mezzo.
Perché se alla fine invece arriverà Pazzini al tifoso juventino verrà tolto anche il gusto di sognare ancor prima di iniziare.......

sabato 12 giugno 2010

Tutti vogliono la Juve

Così titola oggi Tuttosport.
Gallas, Krasic, Dzeco.
Il Corriere accosta invece Hernanes.
Decisamente meglio pensare al calcio giocato, sono partiti i mondiali con 2 pareggi. La Francia è già sotto esame...

venerdì 11 giugno 2010

Niente asta per Krasic

La Juve ha formulato l'offerta per Krasic.
Non si accettano aste. O il Cska dice si o si cambia obiettivo.
Intanto partono i mondiali 2010.

domenica 6 giugno 2010

Antipasto Pepe?




Simone Pepe è il primo rinforzo della nuova Juve targata Del Neri. Chi scrive aveva indicato con largo anticipo nell'esterno romano la prima scelta del mister friulano. Il popolo bianconero però non ha preso benissimo questo primo acquisto. Per chi sognava come colpo d'esordio Robben, Ribery, Krasic o Di Maria il risveglio è stato brusco. Una secchiata gelita d'acqua in pieno volto. La paura è quella di tornare agli incubi del recente trascorso ovvero il passare da Xabi Alonso a Poulsen, da Spalletti e Hiddink a Ferrara o da Benitez allo stesso Del Neri. Molti tifosi bianconeri hanno già ironizzato "ma siamo sicuri che Blanc non si occupa più del mercato?" oppure "ma c'è ancora Secco a fare la campagna acquisti o è già un'operazione di Marotta?". Personalmente, prima di esprimere un giudizio definitivo in merito mi riservo il diritto di attendere le prossime mosse di mercato sugli esterni, per capire. Capire se Pepe sarà l'unico vero investimento di spessore sulle fasce di questa campagna acquisti o se invece sarà solo un'alternativa per altri giocatori di valore che arriveranno prima della fine di Agosto. La differenza tra le due ipotesi è ben marcata. Pepe come antipasto può anche andar bene, Pepe come piatto prelibato decisamente no.Una cosa è certa: più di 10 milioni di euro per il suo cartellino sono decisamente una cifra fuori mercato, che vanno ben oltre il valore dell'esterno italiano. Evidentemente però per Del Neri è un giocatore fondamentale dal quale non si deve prescindere. C'è anche chi ha ipotizzato un inserimento di Pepe come contropartita tecnica nella trattativa in piedi (sempre più calda, di cui vi aggiorneremo nelle prossime settimane) con la Sampdoria per portare Pazzini e Palombo alla Juventus. Escludo questa ipotesi, perchè difficilmente Del Neri rinuncerebbe a cuor leggero ad uno di questi 3 giocatori per l'anno prossimo. Durante questa settimana è stato ufficializzato l'addio di Roberto Bettega alla Juventus. Molti tifosi bianconeri si sono chiesti il perchè di questo doloroso distaccamento visto che a Bobby goal sono imputabili solo colpe marginali del fallimento del "projettò" di Blanc. Le ragioni vanno ricercate altrove e non è certo difficile individuarle. Scriveva Luciano Moggi su Libero ad inizio anno, commentando il rientro di Bettega alla Juventus: "caro Roberto, la telefonata ad Allegra e Andrea Agnelli per chiedere lumi su quello che dovevi fare (…si fa per dire), sapendo benissimo cosa ti avrebbero risposto, è una mossa ingenua: al momento della firma hai tradito la memoria sia del dottor Umberto Agnelli sia dell'Avvocato, perché, con loro in vita, niente sarebbe successo." Ecco quindi le vere ragioni dell'addio di Penna Bianca. Andrea e Allegra Agnelli in quell'occasione se la sono legata al dito e non hanno voluto passare sopra a quello che hanno ritenuto all'epoca un vero e proprio tradimento inaspettato.Stanno per partire intanto i Mondiali di Sudafrica. Chissà se serviranno a portare nuove idee o deviazioni per la prossima campagna acquisti bianconera, indirizzata altrimenti nettamente sul binario del Made in Italy. Di solito in ogni mondiale o competizione internazionale di spessore che si rispetti viene sempre fuori qualche giovane di bella speranza o qualche nome inaspettato. Magari, qualcuno di loro potrà esser utilissimo proprio per la ricostruzione della Juventus. Chi ai prossimi mondiali dubito reciterà una parte diversa da quella della comprimaria e' l'Italia di Lippi. Sono rimasto molto sorpreso dall'esclusione ultima di Borriello dalla lista dei convocati definitiva. Io personalmente al centravanti del Milan non avrei mai rinunciato. Questa squadra mi sembra totalmente a fine ciclo, svuotata dal cambio generazionale ed avara di fantasia e genialità, quest'ultima cosa però anche per scelte di Mister Lippi (vedi caso Cassano).Dopo la vittoria mondiale del 1982, Bearzot 4 anni dopo in Messico non ebbe il coraggio di rifondare la Nazionale e il gruppo che l'aveva portato sul tetto del mondo, affidandosi a gente stanca, vecchia e a fine carriera. L'impressione è che la stessa pavidità abbia colpito anche Lippi dopo il trionfo di Berlino....

venerdì 4 giugno 2010

Pepe salato?




Costa caro il "Pepe" alla Juve.
Se il buongiorno si vede dal mattino......

domenica 30 maggio 2010

Juve made in Italy


Il neo Direttore Generale della Juventus Giuseppe Marotta è stato chiaro nel giorno del suo battesimo bianconero:
«Preclusioni verso l'estero non ne ho, ma io sono fautore del made in Italy. Qui in Italia siamo competitivi in ogni settore del calcio: per risultati, valore dei giocatori, e dei giovani, organizzazione societaria e a livello di allenatori».
Dopo aver ipotizzato quindi la settimana scorsa la migliore Juventus che potrebbe nascere per tornare da subito competitivi, stavolta cercheremo di scoprire qual'è la Juventus all'italiana nei sogni del neo DG bianconero.
In porta c'è Gianluigi Buffon, che ha nuovamente giurato eterna fedeltà al mondo juventino. E' lui il leader da cui ripartire. Questa è la notizia che i tifosi bianconeri più aspettavano da tempo.
In difesa, a destra si sta facendo largo la pista Motta, viste anche le molte difficoltà della Roma a riscattarne il cartellino dall'Udinese. Al centro, vicino all'insostituibile Chiellini, ecco che Bonucci sta scalando sempre più posizioni nelle simpatie dei dirigenti bianconeri mentre a sinistra invece si fa sempre più probabile l'ipotesi di un ritorno alla Juventus di Mimmo Criscito.
Questione regista. Non è un mistero che il sogno di Marotta e Del Neri è quello di poter ingaggiare Palombo -di cui si fidano totalmente-, che viene preferito di gran lunga all'ipotesi D'Agostino.
Sugli esterni si segue con grande interesse Pepe, che è stato inserito in cima alla lista delle preferenze.
Confermatissimo Marchisio, promosso come "futuro capitano" della Juventus da mister Del Neri,
restano ancora incerte le posizioni di Camoranesi, Candreva e Giovinco, mentre De Ceglie viene considerato dal tecnico friulano un esterno basso (mi chiedo però quando l'abbia mai visto difendere bene?).
Scritto, la settimana scorsa, della grandissima duttilità tattica di Vincenzo Iaquinta e tracciato per Del Piero un futuro massimo alla "Altafini", la coppia d'attacco dei sogni è Pazzini-Cassano, per trasportare anche a Torino il miracolo doriano di quest'anno.
Ma se la sentiranno Marotta e Del Neri di fare un torto così grande all'ex squadra portandosi via i 3 migliori giocatori in rosa? Di certo Garrone non regalerà nulla, anzi.

Buffon

Motta Bonucci Chiellini Criscito

Iaquinta Palombo Marchisio Pepe

Pazzini Cassano

Questa è la Juventus Nazionale a trazione anteriore nei sogni di Beppe Marotta, per il quale Del Neri farebbe carte false.

Due considerazioni finali.

1)Questa squadra sarebbe davvero competitiva per tornare ai vertici del calcio, confrontandola ad esempio con quella proposta la settimana scorsa?
2)Nell'anno in cui l'Inter ha vinto tutto senza praticamente contare su forze Italiane (l'apporto di Balotelli è stato marginale, quello di Materazzi praticamente nullo se non in "sciocchezze" extra-calcistiche) ha ancora senso affidarsi all'identità nazionale?
Ma forse alla Juventus si sogna di ricreare una squadra tosta come ad esempio quella del 1976-1977 di Giovanni Trapattoni, rimasta nell'ideologia del tifoso bianconero come una delle più belle e vincenti di tutti i tempi.

Zoff

Cuccureddu Morini Scirea Gentile

Causio Furino Tardelli Benetti

Bettega Boninsegna

con il giovane Antonio Cabrini in rampa di lancio!
Ma quelli, ahimè, erano altri tempi e sopratutto era un'altra Juve....

giovedì 27 maggio 2010

Nasce la Juve di Del Neri




La nuova Juve di Del Neri ripartirà da 3 pilastri:
Buffon, Chiellini e Marchisio.
Si vuole puntare su una squadra di identità nazionale.
Bonucci, Motta, Pazzini, Pepe e Criscito i nomi italiani più gettonati per rinforzare la squadra bianconera.
Basteranno per colmare il Gap nei confronti dell'Inter orfana di Mourinho?
Intanto ancora una volta mi piace segnalare l'onestà intellettuale di De Rossi, uno che non dice mai cose banali quando interpellato. Come sempre però, i falsi moralisti l'hanno subito obbligato a ritrattare...
Intanto l'amico David Pratelli ha voluto inviarmi un messaggio di buon augurio per il neo tecnico bianconero.
BUON LAVORO MISTER
Non posso non esprimere un pensiero sul nuovo allenatore bianconero, Gigi Del Neri...
Confesso che l'ingresso dell'ex tecnico blucerchiato non mi entusiasma più di tanto, soprattutto perchè avevo fatto la bocca su un Benitez o Prandelli.
Cosa ci vuoi fare? Le decisioni spettano a chi di competenza e quindi a noi tifosi non rimane altro che rispettare le scelte, osservare e aspettare.
La mia speranza è senza dubbio riposta su Agnelli e Marotta, i quali sapranno ricompattare l'ambiente e ricreare una Juve vincente, magari non subito, ma nel giro di due o tre anni si può sperare di tornare a grandi livelli.
Spero che Del Neri riesca a lavorare serenamente, ha una situazione non facile, ma con un Marotta alle spalle credo che possa riuscire a combinare qualcosa di buono, magari non vincere, ma almeno tornare tra le prime quattro.
Poi se capitasse il miracolo, BEN VENGA!!!
Auguro a Del Neri buon lavoro e spero che mi faccia riaccendere un pò di entusiasmo ricredendomi sulla sua scelta. Davanti a tutto va sempre messo l'amore e l'interesse per la Vecchia Signora...
Un ultima nota la lascio a Materazzi.
Caro Materazzi pensa alla salute che è meglio e lascia in pace i tifosi juventini.
Mi piace inoltre segnalare e riportare il bel pezzo scritto ed inviatomi da Giorgio Buongiorno, affezionato lettore di questo blog.
Dal “projectò” al progetto
In quest’ultima settimana ne sono accadute di cose in casa bianconera, tutte già delineate da un po’ di tempo che hanno trovato solo la loro ufficialità. Andrea Agnelli ha assunto la carica di Presidente, con l’arrivo nella “stanza dei bottoni” di Giuseppe Marotta da Genova, sponda blucerchiata, affiancato dal suo braccio destro Fabio Paratici. Si spera che questo passaggio di consegne ai vertici della Juventus possa segnare un punto di svolta per il futuro della squadra, dopo il disastro di questa stagione.
Voglio un attimo divagare dal tema centrale, per poi tornarci a gamba tesa: la Sampdoria ha annunciato il suo nuovo direttore generale, che sarà Sergio Gasparin. L’ex dg dell’Udinese ci fornisce un assist d’oro quando, nella conferenza di presentazione, afferma che “ci sono in giro grandi società con piccole proprietà”: ecco illustrata, in maniera non troppo velata e forse con un pizzico di sana cattiveria dialettica, la situazione della Juventus post-Calciopoli che a più riprese abbiamo analizzato.
Il “projectò”, come era caro chiamarlo al nostro ormai ex Presidente Blanc, prevedeva degli innesti annuali e graduali su una base ben delineata formata dalla vecchia guardia, da quei big cioè che erano scesi con la squadra in B (più per mancanza di alternative serie che per amore vero verso la maglia, discorso a parte per il Capitano). In quest’ottica si inquadravano, quindi, gli innesti (??) di Andrade, Tiago, Almiron, Poulsen, Amaurì, Felipe Melo, Diego ecc... Innesti basati sul nome, sull’appeal del momento, sul giocatore che potesse infiammare la piazza e mettere a tacere i sempre crescenti malumori causati dalle non vittorie. Un “projectò” che parlava di giovani, di crescita del vivaio ma che puntualmente mandava a giocare altrove i vari Criscito, Ariaudo, Nocerino, Ekdal, Lanzafame, Palladino ecc... E per poco non hanno fatto la loro stessa fine anche De Ceglie e Giovinco, come pure lo stesso Marchisio che erano richiesti dall’Udinese nell’affare D’Agostino.
Un disastro diremmo col senno di poi, ma alzi la mano chi a metà novembre non credeva ancora in una Juventus da Scudetto e forse anche da Champions, con la vista annebbiata dai due gol di Diego all’Olimpico, dal Melo visto in Confederation Cup e forse con ancora in mente i Mondiali del 2006 giocati da Cannavaro e Grosso. Una casa bella esteticamente ma con fondamenta corrose e traballanti è destinata a crollare. E i primi segni di cedimento si hanno abbastanza presto. Ciò che è accaduto nell’annus horribilis bianconero è storia recente e quindi non ci dilungheremo oltre!
L’avvento della nuova triade ha riportato in auge la parola “progetto”, già usata nel recente passato, ma con accezioni di significato diametralmente opposte: il termine italianizzato adesso è rivisitato in un’altra sua forma di significato, inteso come progettualità o, meglio ancora, programmazione non certo a brevissimo termine però. Azzardare una Juve vincente a partire dal prossimo anno è davvero dura anche per i giocatori d’azzardo di professione!
Abbandoniamo quindi per adesso il termine progetto per sostituirlo con quello di programmazione a medio termine: questo vuol dire tornare COMPETITIVI nel giro di 2/3 anni. Sottolineo la parola competitivi perchè non si può dire in questi casi vincenti! Si vince solo attraverso la possibilità di poter COMPETERE con gli altri, ma come è logico in una competizione c’è sempre un vincitore e un perdente, e non vuol dire che quest’ultimo sia per forza inferiore.
Allo stato attuale della situazione, c’è bisogno di ricreare quello zoccolo duro (nei primi anni post-Calciopoli composto dalla vecchia guardia) che è venuto a mancare nel corso dell’ultimo campionato. Poi con Delneri bisogna seguire un credo abbastanza preciso nella costruzione della squadra (cosa che era mancata negli ultimi anni). Il budget inoltre non è infinito come alcune squadre spagnole, quindi non possiamo permetterci giocatori da trenta milioni in ogni reparto, ed anzi sarebbe anche controproducente perchè si rischierebbe di fare la fine del Real Madrid (“zeru tituli”). Molto meglio costruire un’ossatura giovane sulla quale innestare qualche big con l’arrivo del nuovo stadio (e quindi di nuovi introiti).
Se Buffon rimarrà (certamente più per mancanza di offerte concrete che per volontà sua), la difesa necessiterà almeno di tre elementi (due terzini di ruolo per le fascie e un, se non due, centrale forte che possa sostituire il partente Cannavaro e rimpinguare il reparto): in tal caso i nomi più gettonati (ed anche più facilmente “prendibili”) sono Cassani, Kjaer, Bonucci, Criscito e Kolarov. Chiunque verrà di questa lista sarà sicuramente un buon colpo in prospettiva, magari abbinato al rinnovo del prestito di Caceres.
A centrocampo tutto dipenderà dalle indicazioni del mister, se vorrà o meno un regista puro. Infatti Delneri sia nella sua avventura con il Chievo che in quella con l’Atalanta ha sempre utilizzato giocatori come Corini e Cigarini (a quest’ultimo la Juve potrebbe fare più di un pensierino vista l’annata no vissuta a Napoli) mentre nell’ultimo anno alla Sampdoria ha avuto gente come Palombo e Poli che avevano caratteristiche e capacità diverse. Nel caso si decidesse di prendere un regista i nomi sui quali puntare sarebbero sicuramente Cigarini (di cui finora non si è parlato, ma potrebbe avere la voglia di riscattarsi), D’Agostino e Ledesma (in ambito italiano).
Sugli esterni il discorso è più complicato a causa della poca scelta in Europa e del prezzo elevato di alcuni big. La coppia migliore a mio avviso sarebbe quella formata da Krasic e Vargas, prendibili entrambi con un esborso di 35/40 milioni. Da non escludere altri nomi fatti come Maggio, Silva (che vedo poco adatto al campionato italiano), Joaquin o Di Maria (per lui vale lo stesso discorso di Silva). Tutto sembra in alto mare per gli organi di stampa, ma sicuro si starà lavorando sotto traccia.
Capitolo più difficile è quello che riguarda l’attacco: sicuramente ci sarà bisogno di una seconda punta che sappia ridare alla squadra quella imprevedibilità che riusciva a dare Alex Del Piero qualche annetto fa. Resta, innanzitutto, da valutare la possibilità di utilizzare Diego in quel ruolo che già aveva ricoperto a volte nel Werder Brema. I nomi “caldi”, in ottica programmazione, sarebbero sicuramente Giuseppe Rossi, Zarate o Agbonlahor. Per il discorso prima punta, vista la sicura partenza di David Trezeguet e forse di Amaurì, l’ideale sarebbe poter arrivare a Benzema con un’operazione “alla Marotta”. Giocatore giovane, forte, reduce da un anno non al top e che avrà voglia di rilanciarsi. La reale alternativa sarebbe rappresentata da Pazzini più che Dzeko per motivi economici e di ambientamento (un conto è fare 19 gol in Italia e un conto è farli in Germania)...
Mi darete del pazzo, ma io dico NO ad arrivi come quello di Torres, Dzeko o Mascherano a cifre esorbitanti perchè finirebbero per prosciugare il budget del mercato, senza alcuna programmazione e senza riformare l’ossatura della squadra che invece va ricreata, essendo solo dei colpi ad effetto per ingraziarsi la tifoseria!

domenica 23 maggio 2010

Fine di un'epoca





Con la vittoria Champions dell'Inter si chiude un'epoca. Tripletta storica e Juventus superata nel conto delle Coppe dei Campioni vinte...
Fa da contraltare la Juve sgangherata di questi anni, che nella prossima stagione ripartirà da Del Neri.
Mi sono voluto divertire nel provare ad immaginare un mercato da Juve, che metta fine a questa egemonia neroazzurra....Ecco il mio pezzo di questa settimana...

Con l'avvento di Andrea Agnelli, Beppe Marotta e Gigi Del Neri è nata ufficialmente la nuova gestione sportiva bianconera che conta di riportare la Juventus ai vertici nazionali ed internazionali nel minor tempo possibile.
Non bisogna avere fretta né puntare alla rivoluzione a tutti i costi gettando a mare tutto il passato perché anche in rosa c'è molto materiale da cui ripartire.
Proviamo ad ipotizzare la Juventus di Del Neri, che sicuramente farà giocare la squadra con l'amato 4-4-2.
In porta, salvo offerte da capogiro e traumatico divorzio, si ripartirà da Buffon, e non potrebbe esser altrimenti. In un momento così difficile per la squadra juventina serve un totem da cui ripartire, un giocatore carismatico a cui affidarsi. Serve Gigi Buffon.
Manninger è solo un'ottima riserva, mentre Marchetti e Frey sono alternative di minor costo ma anche nettamente di minor valore.
In difesa confermati Caceres sulla destra e Chiellini al centro vanno comprati 2 giocatori di spessore da inserire nella formazione titolare. Ipotizziamo due scambi fattibili: Amauri al Palermo in cambio di Kjaer e Cassani e Giovinco alla Lazio in cambio di Kolarov.
La nuova difesa potrebbe esser Buffon tra i pali, Caceres terzino destro, Chiellini e Kjaer coppia centrale, Kolarov terzino sinistro. Giovane, forte e motivata.
Riportando poi Criscito a Torino nell'affare Palladino, le alternative difensive sarebbero Cassani a destra, Legrottaglie al centro e Criscito a sinistra. Via Grygera, Zebina, Cannavaro e Grosso con difesa quindi rinforzata a costo zero e con tagli di stipendi importanti.
Passiamo al centrocampo.
Nella fase centrale la squadra è a posto. Sissoko, Melo e Marchisio garantiscono quantità e qualità. Come regista si può riportare gratis a casa Almiron dopo l'ottima stagione rigenerativa di Bari. Via Poulsen e Tiago per fare cassa, cercando di racimolare qualcosa dalla loro cessione, risparmiando sopratutto sui loro onerosi contratti.
Il vero investimento nella fase mediana va fatto sulle fasce, anche se Marchisio a sinistra e Iaquinta a destra hanno dimostrato in passato di sapersi adattare anche a giocare sugli esterni. Poi De Ceglie a sinistra come alternativa si può confermare, così come uno tra Camoranesi e Salihamidzic per la destra.
Schweinsteiger, Di Maria, Ribery, Maggio, Drenthe, Vargas, Walcott, Krasic, Pepe, Robben, Silva, Ziegler sono invece i nomi che circolano per l'ala da comprare che faccia fare il salto di qualità. Ce n'è per tutti i gusti e tutti i prezzi.
Per Diego nel 4-4-2 di Del Neri sembra proprio non esserci posto. Ed allora agli introiti della sua cessione, sommata a quella anche di Trezeguet e le precedenti citate, considerando anche l'importante risparmio sul tetto ingaggi, la Juventus potrebbe investire forte dove serve, magari riportando anche casa il duttile Lanzafame disponibile a giocare in più ruoli, sia a sugli esterni che in attacco.
Il sogno per l'attacco a quanto sembra è Dzeco, con Pazzini prima alternativa.
Io la penso diversamente. E se invece si puntasse sulla voglia di riscatto di due campioncini come Benzema e Zarate, che quest'anno hanno fatto male nelle loro rispettive squadre?
Ricapitolando, con scambi oculati, 30-40 milioni di investimento sommati agli ingaggi risparmiati e le cessioni incassate, la nuova Juventus, schierata con il classico 4-4-2, potrebbe esser questa

Buffon

Caceres Chiellini Kjaer Kolarov

Di Maria F.Melo Sissoko Marchisio

Benzema Zarate


Panchina Manninger, Cassani, Legrottaglie, Criscito, Salihamidzic, Almiron, De Ceglie, Del Piero, Iaquinta e Lanzafame.
Niente male no? E la media età dell'11 titolare sarebbe tra le più basse d'Europa...
Cobolli Gigli, Blanc, Secco e Castagnini hanno insegnato a tutti come non si gestisce la Juve, sbagliando tutto il possibile.
Adesso sta al nuovo ciclo dimostrare di aver fatto tesoro dell'inadeguatezza di chi li ha preceduti.

giovedì 20 maggio 2010

Nasce la Juve di Andrea


Nasce la Juve di Del Neri e Marotta. Riuscirà a far uscire la squadra bianconera dal burrone dove è precipitata?
E intanto Prandelli potrebbe diventare il nuovo Ct come anticipato da Moggi da mesi.....

lunedì 17 maggio 2010

Ancora Inter




In studio mi è stato chiesto da Luigi Colombo
Cosa serve alla nuova Juventus per rilanciarsi nella prossima stagione?
La mia risposta televisiva è stata
"Basta che il nuovo Presidente bianconero Andrea Agnelli per il calciomercato e la gestione della rosa si affidi ai consigli di Luciano Moggi, boicottato invece dalla precedente dirigenza.
Senza false ipocrisie, chiedere consigli al miglior direttore sportivo degli ultimi 30 anni credo sia sinonimo di grande intelligenza a prescindere dell'idea che si ha di Calciopoli
"
Queste invece le dichiarazioni di Luciano Moggi, nel corso della trasmissione "Studio Stadio"
INTER – ONORE A MOURINHO
"L'Inter pur essendo nettamente la squadra più forte del campionato ha rischiato di perdere lo scudetto. Onore a Mourinho che è stato capace di esser dirigente e allenatore insieme e ha capito qual'era il modo giusto per mettere le mano avanti soprattutto quando ha visto i suoi giocatori stanchi nel finale di stagione."
ROMA – SCUDETTO PERSO IN CASA CONTRO LA SAMPDORIA
"La Roma ha perso lo scudetto la sera della sconfitta casalinga contro la Sampdoria. La paura di vincere l'ha fregata. Con Mourinho al posto di Ranieri probabilmente sarebbero riusciti a vincere lo scudetto. Il campionato della Roma è stato grande ma alla fine resta l'amaro in bocca. E' come se si è arrivati a Roma, senza però vedere il Papa."
SAMPDORIA- DEL NERI REGALO D'ADDIO MA IL PALERMO HA MOSTRATO UN MIGLIOR GIOCO
"Del Neri prima di andare alla Juve ha regalato ai tifosi della Sampdoria una grande gioia. Alla fine la squadra doriana l'ha spuntata sul Palermo per il quarto posto valevole il preliminare della prossima Champions League anche se la squadra siciliana ha mostrato un miglior gioco. Alla fine la squadra di Zamparini ha pagato l'inesperienza dei suoi tanti giovani."
MILAN E JUVE – GAP CON L'INTER ANCHE PER COLPA DEL MERCATO SBAGLIATO
"La Juventus per Felipe Melo ed il Milan per Huntelaar hanno speso più di quanto fatto dall'Inter per Sneijder. Anche questo ha influito ad allargare il Gap tra le compagini. E che dire del mercato di Gennaio? L'Inter a costo zero ha preso Pandev che è stato importante, mentre la Juve ha preso Paolucci e il Milan Mancini…. Che altro aggiungere?"
FINALE CHAMPIONS – INTER GRANDE FAVORITA MA ATTENZIONE ALLE SQUADRE TEDESCHE….
"L'Inter è nettamente superiore al Bayern che sarà privo anche di Ribery ma dovrà stare molta attento. Ricordo quando alla Juve giocammo contro il Borussia Dortmund da stragrandi favoriti e perdemmo contro una squadra imbottita di nostri ex calciatori scartati…."
NAZIONALE – NON E' PIU' QUELLA DEL 2006 ISPIRATA DALLA GRANDE JUVE
"Lippi ha deciso di puntare sul gruppo, puntando sull'usato sicuro anche perché il ricambio generazionale in questi anni non c'è stato. Certo un conto è stato puntare sul blocco Juve nel 2006, quando praticamente in finale a Berlino c'era l'intera squadra bianconera costruita da me esclusi Nedved ed Ibrahimovic e un conto è puntare adesso su un blocco di una squadra incappata nella peggiore stagione della sua storia. Sarà già tanto se si supererà il primo turno. Tra le assenze più di tutte mi ha stupito quella di Ambrosini. Il gruppo comunque è fondamentale e lo sa bene anche Fabio Capello che ad esempio si porterà Beckham in Sudafrica pur da infortunato."
CALCIOMERCATO – CHE BOMBE!
"Mourinho al Real Madrid? Io credo che la squadra spagnola punterà ancora una volta su Capello. Di certo se Mourinho andrà in Spagna, Capello allenerà l'Inter! La pista Benitez è solo un depistaggio, così come non è mai stata una pista concreta per la Juventus che sarà allenata da Del Neri. Prandelli sarà il prossimo allenatore della Nazionale con Lippi che potrebbe finire al Milan come Direttore Tecnico."
CALCIOPOLI – ECCO PERCHE' LA GAZZETTA CONOSCEVA LE SENTENZE IN ANTICIPO….
"Chissà se Ruggero Palombo avrà il coraggio di rispondermi a quanto gli ho scritto dalle pagine di Libero di ieri. Il suo compagno di banco Maurizio Galdi e il colonnello Auricchio sono amici dal 2003 ed è stato utilizzato per apprendere notizie investigative nell'ambito del calcio, mentre il Maresciallo Di Laroni chiedeva a Galdi in merito alle modalità del sorteggio arbitrale. Ecco perché la Gazzetta dello Sport conosceva le sentenze in anticipo, perché è stata parte attiva in Calciopoli. Si saranno pure inventati qualcosa appositamente?"