giovedì 27 maggio 2010

Nasce la Juve di Del Neri




La nuova Juve di Del Neri ripartirà da 3 pilastri:
Buffon, Chiellini e Marchisio.
Si vuole puntare su una squadra di identità nazionale.
Bonucci, Motta, Pazzini, Pepe e Criscito i nomi italiani più gettonati per rinforzare la squadra bianconera.
Basteranno per colmare il Gap nei confronti dell'Inter orfana di Mourinho?
Intanto ancora una volta mi piace segnalare l'onestà intellettuale di De Rossi, uno che non dice mai cose banali quando interpellato. Come sempre però, i falsi moralisti l'hanno subito obbligato a ritrattare...
Intanto l'amico David Pratelli ha voluto inviarmi un messaggio di buon augurio per il neo tecnico bianconero.
BUON LAVORO MISTER
Non posso non esprimere un pensiero sul nuovo allenatore bianconero, Gigi Del Neri...
Confesso che l'ingresso dell'ex tecnico blucerchiato non mi entusiasma più di tanto, soprattutto perchè avevo fatto la bocca su un Benitez o Prandelli.
Cosa ci vuoi fare? Le decisioni spettano a chi di competenza e quindi a noi tifosi non rimane altro che rispettare le scelte, osservare e aspettare.
La mia speranza è senza dubbio riposta su Agnelli e Marotta, i quali sapranno ricompattare l'ambiente e ricreare una Juve vincente, magari non subito, ma nel giro di due o tre anni si può sperare di tornare a grandi livelli.
Spero che Del Neri riesca a lavorare serenamente, ha una situazione non facile, ma con un Marotta alle spalle credo che possa riuscire a combinare qualcosa di buono, magari non vincere, ma almeno tornare tra le prime quattro.
Poi se capitasse il miracolo, BEN VENGA!!!
Auguro a Del Neri buon lavoro e spero che mi faccia riaccendere un pò di entusiasmo ricredendomi sulla sua scelta. Davanti a tutto va sempre messo l'amore e l'interesse per la Vecchia Signora...
Un ultima nota la lascio a Materazzi.
Caro Materazzi pensa alla salute che è meglio e lascia in pace i tifosi juventini.
Mi piace inoltre segnalare e riportare il bel pezzo scritto ed inviatomi da Giorgio Buongiorno, affezionato lettore di questo blog.
Dal “projectò” al progetto
In quest’ultima settimana ne sono accadute di cose in casa bianconera, tutte già delineate da un po’ di tempo che hanno trovato solo la loro ufficialità. Andrea Agnelli ha assunto la carica di Presidente, con l’arrivo nella “stanza dei bottoni” di Giuseppe Marotta da Genova, sponda blucerchiata, affiancato dal suo braccio destro Fabio Paratici. Si spera che questo passaggio di consegne ai vertici della Juventus possa segnare un punto di svolta per il futuro della squadra, dopo il disastro di questa stagione.
Voglio un attimo divagare dal tema centrale, per poi tornarci a gamba tesa: la Sampdoria ha annunciato il suo nuovo direttore generale, che sarà Sergio Gasparin. L’ex dg dell’Udinese ci fornisce un assist d’oro quando, nella conferenza di presentazione, afferma che “ci sono in giro grandi società con piccole proprietà”: ecco illustrata, in maniera non troppo velata e forse con un pizzico di sana cattiveria dialettica, la situazione della Juventus post-Calciopoli che a più riprese abbiamo analizzato.
Il “projectò”, come era caro chiamarlo al nostro ormai ex Presidente Blanc, prevedeva degli innesti annuali e graduali su una base ben delineata formata dalla vecchia guardia, da quei big cioè che erano scesi con la squadra in B (più per mancanza di alternative serie che per amore vero verso la maglia, discorso a parte per il Capitano). In quest’ottica si inquadravano, quindi, gli innesti (??) di Andrade, Tiago, Almiron, Poulsen, Amaurì, Felipe Melo, Diego ecc... Innesti basati sul nome, sull’appeal del momento, sul giocatore che potesse infiammare la piazza e mettere a tacere i sempre crescenti malumori causati dalle non vittorie. Un “projectò” che parlava di giovani, di crescita del vivaio ma che puntualmente mandava a giocare altrove i vari Criscito, Ariaudo, Nocerino, Ekdal, Lanzafame, Palladino ecc... E per poco non hanno fatto la loro stessa fine anche De Ceglie e Giovinco, come pure lo stesso Marchisio che erano richiesti dall’Udinese nell’affare D’Agostino.
Un disastro diremmo col senno di poi, ma alzi la mano chi a metà novembre non credeva ancora in una Juventus da Scudetto e forse anche da Champions, con la vista annebbiata dai due gol di Diego all’Olimpico, dal Melo visto in Confederation Cup e forse con ancora in mente i Mondiali del 2006 giocati da Cannavaro e Grosso. Una casa bella esteticamente ma con fondamenta corrose e traballanti è destinata a crollare. E i primi segni di cedimento si hanno abbastanza presto. Ciò che è accaduto nell’annus horribilis bianconero è storia recente e quindi non ci dilungheremo oltre!
L’avvento della nuova triade ha riportato in auge la parola “progetto”, già usata nel recente passato, ma con accezioni di significato diametralmente opposte: il termine italianizzato adesso è rivisitato in un’altra sua forma di significato, inteso come progettualità o, meglio ancora, programmazione non certo a brevissimo termine però. Azzardare una Juve vincente a partire dal prossimo anno è davvero dura anche per i giocatori d’azzardo di professione!
Abbandoniamo quindi per adesso il termine progetto per sostituirlo con quello di programmazione a medio termine: questo vuol dire tornare COMPETITIVI nel giro di 2/3 anni. Sottolineo la parola competitivi perchè non si può dire in questi casi vincenti! Si vince solo attraverso la possibilità di poter COMPETERE con gli altri, ma come è logico in una competizione c’è sempre un vincitore e un perdente, e non vuol dire che quest’ultimo sia per forza inferiore.
Allo stato attuale della situazione, c’è bisogno di ricreare quello zoccolo duro (nei primi anni post-Calciopoli composto dalla vecchia guardia) che è venuto a mancare nel corso dell’ultimo campionato. Poi con Delneri bisogna seguire un credo abbastanza preciso nella costruzione della squadra (cosa che era mancata negli ultimi anni). Il budget inoltre non è infinito come alcune squadre spagnole, quindi non possiamo permetterci giocatori da trenta milioni in ogni reparto, ed anzi sarebbe anche controproducente perchè si rischierebbe di fare la fine del Real Madrid (“zeru tituli”). Molto meglio costruire un’ossatura giovane sulla quale innestare qualche big con l’arrivo del nuovo stadio (e quindi di nuovi introiti).
Se Buffon rimarrà (certamente più per mancanza di offerte concrete che per volontà sua), la difesa necessiterà almeno di tre elementi (due terzini di ruolo per le fascie e un, se non due, centrale forte che possa sostituire il partente Cannavaro e rimpinguare il reparto): in tal caso i nomi più gettonati (ed anche più facilmente “prendibili”) sono Cassani, Kjaer, Bonucci, Criscito e Kolarov. Chiunque verrà di questa lista sarà sicuramente un buon colpo in prospettiva, magari abbinato al rinnovo del prestito di Caceres.
A centrocampo tutto dipenderà dalle indicazioni del mister, se vorrà o meno un regista puro. Infatti Delneri sia nella sua avventura con il Chievo che in quella con l’Atalanta ha sempre utilizzato giocatori come Corini e Cigarini (a quest’ultimo la Juve potrebbe fare più di un pensierino vista l’annata no vissuta a Napoli) mentre nell’ultimo anno alla Sampdoria ha avuto gente come Palombo e Poli che avevano caratteristiche e capacità diverse. Nel caso si decidesse di prendere un regista i nomi sui quali puntare sarebbero sicuramente Cigarini (di cui finora non si è parlato, ma potrebbe avere la voglia di riscattarsi), D’Agostino e Ledesma (in ambito italiano).
Sugli esterni il discorso è più complicato a causa della poca scelta in Europa e del prezzo elevato di alcuni big. La coppia migliore a mio avviso sarebbe quella formata da Krasic e Vargas, prendibili entrambi con un esborso di 35/40 milioni. Da non escludere altri nomi fatti come Maggio, Silva (che vedo poco adatto al campionato italiano), Joaquin o Di Maria (per lui vale lo stesso discorso di Silva). Tutto sembra in alto mare per gli organi di stampa, ma sicuro si starà lavorando sotto traccia.
Capitolo più difficile è quello che riguarda l’attacco: sicuramente ci sarà bisogno di una seconda punta che sappia ridare alla squadra quella imprevedibilità che riusciva a dare Alex Del Piero qualche annetto fa. Resta, innanzitutto, da valutare la possibilità di utilizzare Diego in quel ruolo che già aveva ricoperto a volte nel Werder Brema. I nomi “caldi”, in ottica programmazione, sarebbero sicuramente Giuseppe Rossi, Zarate o Agbonlahor. Per il discorso prima punta, vista la sicura partenza di David Trezeguet e forse di Amaurì, l’ideale sarebbe poter arrivare a Benzema con un’operazione “alla Marotta”. Giocatore giovane, forte, reduce da un anno non al top e che avrà voglia di rilanciarsi. La reale alternativa sarebbe rappresentata da Pazzini più che Dzeko per motivi economici e di ambientamento (un conto è fare 19 gol in Italia e un conto è farli in Germania)...
Mi darete del pazzo, ma io dico NO ad arrivi come quello di Torres, Dzeko o Mascherano a cifre esorbitanti perchè finirebbero per prosciugare il budget del mercato, senza alcuna programmazione e senza riformare l’ossatura della squadra che invece va ricreata, essendo solo dei colpi ad effetto per ingraziarsi la tifoseria!
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