domenica 2 maggio 2010

Finalmente Andrea

Chi scrive, il 3 Gennaio 2010 (leggi qui) alla luce del fallimento sportivo del "progetto Elkann", aveva anticipato questi nuovi scenari che stanno succedendo in casa juventina quando tutti invece davano per impossibile la cosa.
Silurato Cobolli Gigli, destituito Blanc, emarginati Secco, Castagnini e Fassone resta solo da capire come sarà strutturata la nuova Juventus a livello societario.
Di sicuro il nuovo Presidente Andrea Agnelli, che non ha mai rinnegato per un solo istante quella Triade scelta dal padre, non mancherà di farsi consigliare per il meglio da coloro che per 12 anni hanno portato la Juventus ad essere una delle squadre più forti ed invidiate del mondo senza far investire ai proprietari un solo centesimo di euro.
A Luciano Moggi e Antonio Giraudo molto probabilmente non sarà consentito di rientrare nel calcio direttamente, anche perché la Figc con tempestività ha voluto tamponare questo rischio con una proposta di radiazione, ma si potrà negare loro anche di consigliare al meglio il loro "pupillo"?
Resta da capire adesso che fine faranno Marotta e Benitez, il cui approdo in bianconero fino alla settimana scorsa veniva dato per certo.
Non è mistero infatti che la "nuova" Juventus ha provato in settimana un estremo tentativo per il ritorno di Fabio Capello, che però ha declinato la proposta.
Non sottovaluterei a questo punto nemmeno un ritorno di fiamma bianconero per Allegri.
Ricordate la benedizione avuta dal tecnico toscano da parte di Luciano Moggi tempo fa?
"Con una dirigenza forte, Allegri potrebbe esser il nuovo Lippi per la Juventus…." Ecco, adesso la dirigenza juventina forte, dopo un vuoto societario di 4 anni, potrebbe finalmente esserci.
Altra notizia gradita al popolo bianconero è il ritorno di Pavel Nedved, grandissimo amico di Andrea Agnelli.
Pavel Nedved avrà un ruolo importante nel settore giovanile della Juve che verrà.
E potrebbe rientrare al più presto a Torino anche Romy Gai.
Torniamo al calcio giocato.
La Roma di Ranieri contro la Sampdoria ha fallito una grandissima occasione, forse decisiva per il tricolore, ed è stata scavalcata dall'Inter e come sempre ahimè capita in Italia si è data la colpa di tutto ciò all'arbitro.
A quanto si è letto in questi giorni, anche su giornali nazionali di grande tiratura, Damato avrebbe un passato da tifoso neroazzurro sfegatato nonché grande amico di Cassano.
Conosco bene i sacrifici che un arbitro compie per arrivare a questi livelli, i campetti di periferia, gli insulti ad ogni latitudine, i derby di quartiere e di paese con la scorta a portarti via per guadagnare si e no un rimborso spese.
Sono per questo certo che quando si arriva a livelli professionistici, gli arbitri dimenticano la propria fede sportiva. Quindi finanche Damato fosse stato da giovane tifoso interista di certo questo non ha influito sul suo arbitraggio di Roma-Sampdoria.
Altra cosa è la sudditanza psicologica, che induce gli arbitri a sbagliare in favore della più forte per paura di "rischiare" la propria carriera nazionale e internazionale. Ma questa è un'altra storia.
L'Inter tornata in vetta in campionato punta adesso al tris:
Coppa Italia, Scudetto e soprattutto Champions.
L'impresa di Barcellona sicuramente resterà nella storia dell'Inter e del calcio italiano.
Magari ai nipotini, sponda Appiano Gentile, ometteranno di ricordare che tra andata e ritorno il Barcellona ha subito pesanti danni arbitrali, ma l'errore dell'arbitro fa parte del gioco e va sempre accettato.
E allora complimenti a Mourinho che con un catenaccio di Trapattoniana memoria (o forse più, con gli attaccanti schierati da ali a protezione dei terzini, ha imbrigliato l'evanescente Barcellona galattico.
D'altronde non sarebbe stato possibile diversamente vista la defezione all'ultimo momento di Pandev e l'eccessiva espulsione di Motta dopo pochi minuti.
Impresa d'altri tempi per Mourinho allora, con un gioco all'italiana.
Proprio quell'Italia più volte bistrattata in passato dal tecnico portoghese e dalla quale invece ha ancora tanto da imparare!
Queste le dichiarazioni rilasciate da Luciano Moggi nel corso di "Tutti pazzi per la Juve"
Luciano Moggi è intervenuto nuovamente durante la trasmissione radiofonica bianconera “Tutti Pazzi Per La Juve” chiarendo la questione sulla sua “ventilata” radiazione dal mondo del calcio ed esprimendo il proprio parere sulla nomina di Andrea Agnelli come nuovo Presidente della Juventus, sul processo in corso a Napoli e su un suo possibile ritorno in bianconero insieme a Romy Gai.

Caro Direttore, l’abbiamo vista ricevere anche il Tapiro di “Striscia La Notizia”, può fare chiarezza sulla sua presunta radiazione?
“In pratica hanno contrabbandato per vera la notizia della radiazione, si segue qualcuno che inventa, ma la radiazione non è arrivata. Non credo che provino a farla. Chi dovesse firmare quella lettera si firmerà una condanna perché tutto quello che hanno messo e tutto quello che hanno usato come abuso d’ufficio poi lo dovranno pagare davanti alla Procura della Repubblica”.
Come commenta l’ormai prossima nomina a nuovo Presidente della Juventus del suo amico Andrea Agnelli? E’ possibile ipotizzare un suo ritorno in bianconero?
“E’ sicuramente un bene della Juventus. Resta il fatto che Andrea è un grande amico. Il futuro vedremo quello che è anche perché io voglio capire bene la mia situazione visto e considerato che a Napoli sta andando tutto benissimo”.
Pensa che sia una strana coincidenza la notizia sulla sua presunta radiazione e la nomina di Andrea Agnelli?
“Probabilmente quelli che hanno fatto aleggiare nell’aria il discorso della radiazione non si sono preoccupati di quello che sta succedendo a Napoli: sono colpevolisti in paura”.
La Lazio, considerando quanto sta emergendo al processo di Napoli, come hanno dichiarato i legali biancocelesti, pensa di chiedere i danni alla FIGC.
E la Juventus che dovrebbe fare?

“La Juventus dovrebbe mandare in fallimento la FIGC.
Comunque è già tanto che la Juventus stia preparando il ricorso per la revoca dello scudetto dell’Inter: questa è già una vittoria perché prima non ci pensavano neppure.
Se le cose sono fatte con giustizia, certamente l’Inter non merita lo scudetto degli onesti. Meriterebbe un altro scudetto: quello con la ‘d’ davanti”…

Se Andrea Agnelli dovesse chiederle qualche consiglio di mercato, lei glielo darebbe?
Le amicizie sono fatte anche per questo…
“Non ci sono dubbi”.
Con la nomina di Andrea Agnelli ed il possibile ritorno di Pavel Nedved, pensa che il popolo bianconero possa essere positivamente fiducioso sul futuro della Juventus?
“Attenzione, la nomina di Andrea Agnelli è soltanto la nomina di uno che capisce di calcio, cosa che non c’era prima. Però la nomina non va in campo a giocare: deve essere rifatta una squadra totalmente nella testa e nei muscoli dei giocatori. Non è che si possa pensare nei miracoli nell’immediato. Sicuramente Andrea nel futuro farà certamente bene perché è l’unico che sa di calcio”.
Tantissimi tifosi, che da sempre la sostengono con affetto, con messaggi di stima ed apprezzamento, la invitano a continuare a lottare anche per loro. Cosa può rispondere?
“Io ho lottato fino ad ora per me e per la Juventus e per quelli che hanno lavorato nella Juventus. La soddisfazione che c’è adesso è che la Juventus farà l’esposto in federazione per la revoca dello scudetto. E se fa l’esposto per la revoca dello scudetto all’Inter, è evidente che non parla bene dell’Inter e quindi coincide con quello che ho detto io fino ad ora”.
Come valuta l’indiscrezione del possibile ritorno di Romy Gai alla Juventus?
“Romy Gai sarebbe un elemento prezioso perché è quello che ha dato un imput notevole al commerciale della Juventus. E’ una cosa che secondo me dovrebbe avvenire perché già si ricomincerebbe a parlare di una Juventus che comincia a cambiare le valvole se non il motore.
Certamente chi c’è ora al settore commerciale, cioé quel tale Fassone, non è che ha dato dei risultati eclatanti se non delle chiacchiere.
Romy Gai al posto delle chiacchiere faceva i fatti: quindi ci sarebbe da mettere Fassone a fare il segretario di Romy Gai e Romy Gai a capo del settore. Se ci fossi io sarebbe così.
Bisogna considerare l’utilità per la Juventus perché bisogna mettere gente valida e mandare a casa quelli che non vanno.
Nella vita bisogna essere abbastanza grevi nella sostanza perché non si può avere un carattere timido per portare avanti un’azienda: se c’è una cosa che non va, anche se uno lo fa malvolentieri, mando a casa questo per metterci uno migliore.
Nel caso Fassone – Romy Gai: Romy Gai al posto di Fassone è la fine del mondo”.

Grazie Direttore.
“Grazie a voi”.
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