lunedì 6 dicembre 2010

"Auricchiopoli o Federopoli?"

Roma - Oliviero Beha, popolare giornalista radiotelevisivo e della carta stampata, intervenendo telefonicamente nel corso della trasmissione bianconera “Signora Mia”, condotta da Marco Venditti in collaborazione con la “Combriccola Romana” di “Tutti Pazzi Per La Juve”, in onda sulle frequenze dell’emittente capitolina Rete Oro TV, ha espresso la propria opinione su “Calciopoli” e sullo scarso interesse dei media che, a differenza dell’estate 2006, oggi risultano riluttanti nel dare informazioni riguardanti il processo penale in corso a Napoli.

Buonasera Dottor Beha, nel 2006 lei ha coniato il termine “Moggiopoli”, ma visto quello che sta emergendo dal processo di Napoli, può essere coniato un altro termine che inquadri la situazione attuale?

“Mi viene da pensare subito ad una domanda retorica perché io ho scritto dappertutto che pur avendo coniato con facilità ed al volo il termine “Moggiopoli” quando scoppiò lo scandalo, nei giorni successivi, vedendo l’andazzo, lo cambiai immediatamente in “Calciopoli” per evitare che il nome di Moggi nascondesse eventuali responsabilità di altri che poi si sono rivelate ben più che eventuali.
Adesso forse è tempo, probabilmente, di aggiornare anche il termine “Calciopoli”. Sull’argomento mi batto da quattro anni, oggi, fortunatamente, in compagnia di qualche altro analista, osservatore, giornalista e soprattutto in compagnia di spezzoni di realtà ed intercettazioni che finalmente stanno venendo fuori. Ormai è chiaro a tutti che il sistema calcio è malato.
Questo discorso probabilmente interessa ai tifosi della Juventus come a quelli del Milan o del Cosenza. Detto questo, le responsabilità degli altri sono venute fuori. Questa è la verità.
Quindi, al posto di Calciopoli, potremmo provare ad azzardare qualche nuovo neologismo del momento, per esempio: “Federopoli”, vi dice niente? Oppure: “Auricchiopoli”, com’è?
Voglio dire che ci sono delle responsabilità enormi che non riguardano solo il calcio, ma chi ha trovato in questo ambiente delle giunzioni e dei punti di contatto con tutta la politica ed economia italiana”.

Come mai, secondo lei, c’è pochissimo interesse da parte dei media e dei giornali su quello che sta accadendo in Calciopoli 2?

“Per due motivi semplici. Il primo motivo è che sono costretti a rivedere tutto quello che hanno scritto: il sistema mediatico non rivede sé stesso fino all’ultimo, se non quando vi è proprio costretto. Quindi, quando ci saranno le sentenze, saranno costretti a farlo.
Un anno e mezzo fa non se ne parlava: ero quasi in solitudine, non c’era nessuno a tenermi compagnia, adesso sono costretti a dare qualche notizia. Pensate per esempio alla Gazzetta dello Sport un anno fa, tanto per nominare il maggiore quotidiano sportivo, adesso è costretta a dare qualche notizia
Il secondo motivo è che se Moggi non è Belzebù o Totò Riina o quel mostro che è stato dipinto quattro anni fa, beh, “qualcun altro”, nel calcio, le responsabilità, delle colpe, ce l’ha e quindi sarebbero costretti ad indagare su questo “qualcun altro”.
Siccome i rapporti tra gli altri, questo “qualcun altro diffuso” ed il sistema mediatico sono evidenti, basta leggere i giornali, nello sport come  nel resto di tutti i giorni, ecco che nessuno vuole indagare sul suo padrone. Non so se ho reso l’idea”....
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