mercoledì 1 dicembre 2010

"Merito quella stella...."

Zbigniew Boniek, calciatore della Juventus dal 1982 al 1985, intervistato durante la trasmissione televisiva "Signora Mia" condotta da Marco Venditti, in onda sulle frequenze capitoline di Rete Oro, ha espresso in maniera molto chiara la propria opinione sui fatti relativi a “calciopoli” manifestando inoltre il proprio disappunto per essere al centro della contestazione da parte di molti tifosi bianconeri contrari all’assegnazione della stella consegnata al “bello di notte” nell’operazione commerciale “accendi una stella” del nuovo stadio bianconero.

Boniek, cosa pensa della nuova dirigenza bianconera e del nuovo allenatore Delneri?

“Penso che la fortuna di una squadra sia sempre nella società. Adesso la società è direttamente firmata "famiglia Agnelli" ed ha acquistato un ottimo direttore sportivo ed un allenatore validissimo. Penso anche che i giocatori seguano molto bene il programma. In campionato non c’è una squadra faro in grado di staccarsi e vincere lo scudetto come faceva l’Inter gli scorsi anni. Tutti hanno le loro possibilità. Forse la Juventus deve ancora migliorare un pochino, però la strada che ha intrapreso è molto buona e in breve tempo potrà nuovamente lottare per le prime posizioni ”.

Cosa pensa di questo campionato povero di campioni? Juventus e Roma possono essere protagoniste?

“Penso possa essere un anno abbastanza interessante per il Milan perché hanno acquistato Ibrahimovic ed hanno preso coraggio nel vedere i cugini (dell’Inter, ndr) un pochino cotti dopo quello che è successo negli ultimi tre anni. E’ stato bravo Mourinho ad andare via da una squadra che ormai è arrivata. Un campionato dunque diverso dagli ultimi 5, con Milan, Juventus, Napoli, Palermo, Roma e Lazio che hanno la possibilità di giocarsi le proprie chance. Tutto cambia da una domenica all’altra, un campionato molto aperto quindi, ma non ci sono favoriti. Parliamoci chiaro, lo stesso Milan, che ora guida la classifica, ha avuto degli eventi positivi che gli hanno fruttato qualche punto e penso al fallo di mani di Boateng, alla mancata espulsione di Gattuso su Sneijder nel derby. In questi campionati capita che possa andare così: sfrutti qualche episodio a favore e rischi di vincere”.

Rivede qualcosa dell’Avvocato nel nipote Andrea Agnelli? Cosa pensa del nuovo ciclo della Juventus? Ci sono somiglianze con il passato?

“Il calcio è cambiato, sicuramente il marchio della famiglia Agnelli è una garanzia per diverse cose. Oggi è tutto più difficile. In passato il sogno di tutti era giocare nella Juventus e quando qualcuno doveva comprare un calciatore chiedeva prima alla Juventus per sapere se era interessata. Ora c’è un mercato diverso: ci sono squadre altrettanto ricche, forse più ricche, ma devo dire che la Juventus ha conquistato tanto dopo il terremoto del 2006 e questa società dà garanzie”.

Lei, seguendola sulle reti Rai, si è sempre espresso negativamente sulla Juventus pre Calciopoli. Considerando gli sviluppi del processo di Napoli, oggi, che idea si è fatto?

“Di calciopoli posso dire che si sa che c’è stato un periodo in cui le squadre non hanno rispettato il fair-play, quello che dovrebbe essere il gioco del calcio. Sono state coinvolte tante squadre e anche la Juventus ha avuto le sue problematiche. Non seguo il processo di Napoli perché quello che succede nel calcio non sono cose che possono condannare le persone a livello penale. Dico, in maniera molto sincera, che se io giocavo in una squadra e un mio dirigente prima della partita chiamava 50 volte l’arbitro sarei rimasto male. Tutto qua”.

Ma se questo non fosse avvenuto, anzi  era tutto lecito, da giocatore, come si sentirebbe nel subire la distruzione della propria società e la sottrazione di due titoli legittimamente vinti sul campo? 

“Io ho avuto sempre rispetto per i giocatori della Juventus. Devo dire che non avevo simpatia per la vecchia dirigenza, non per tutti e tre, ma per due sicuro. Non posso nascondere che mi davano fastidio certi atteggiamenti, di essere infallibili, superiori, che poi alla fine hanno messo la Juventus su una cattiva strada. La Juventus, grazie a Calciopoli, ha avuto tanti vantaggi: si è liberata di tanti calciatori con contratti stramiliardari, si è rifatta la squadra nuova, dirigenza nuova, presidente nuovo”.


E’ stato distrutto uno squadrone sulle basi del nulla, non le sembrano delle dichiarazioni temerarie visto quello che sta emergendo dal processo di Napoli?

“Ma che cosa sta emergendo? Sta emergendo che nessun dirigente della Juventus ha cercato mai di aggiustare una partita?"

E' emerso in aula che anche le presunte Sim svizzere erano intercettabili...

"Non voglio fare un giudice, ma io non ho mai usato in vita mia una scheda svizzera. La mia opinione è che Luciano Moggi non fosse uno a cui piacesse vincere in modo naturale. Io ho davanti agli occhi tutte le partite."

Scusi, ma a quali partite si riferisce?

"A Genova ci fu un rigore dato da un arbitro...lasciamo perdere. Poi in un Bologna-Juventus in cui la Juve ha avuto un aiuto a uno-due minuti dalla fine. Se poi volte dire che la Juve è stata vittima di una trappola…" 

Tutti chiamavano i designatori...

“Allora sono tutti da condannare! Non è che sono tutti innocenti."

Paolo Bergamo (designatore arbitrale fino al 2006 ndr) in merito è stato estremamente chiaro: telefonare ai designatori era una pratica caldeggiata dalla Lega per evitare che i dirigenti si presentassero davanti alle telecamere ad imprecare contro gli arbitri. I telefoni dei designatori ed i relativi contratti, sono stati comprati dalla Lega, che visionava i tabulati e pagava le bollette…

“Per me non è un problema. La dirigenza della Juventus per me si è comportata in un certo modo e poi ti dico una cosa: mica ho licenziato io Moggi e Giraudo. Io sono solo un ex giocatore della Juventus che con la Juventus ha vinto tantissimo e penso di aver dato molto alla Juventus e quindi posso dire se un comportamento di un dirigente mi piace o non mi piace. O no?"

Lei può valutare i comportamenti a titolo personale perché a livello oggettivo non esistono illeciti. Non si può dire però che la Juventus ha alterato un campionato…

"Ma chi ha detto questo? Io non ho detto che la Juventus ha alterato un campionato. Moggi non era la Juventus, ma un dipendente della Juventus. Se faceva prima della partita quello che facevano tutti gli altri vuol dire che si è fatto beccare. In macchina andiamo tutti a 130 all’ora, ma alla fine paga solo quello che si fa beccare. Moggi si sentiva invincibile, ma ha fatto qualche errore che è stato già pagato. Quello che succede a Napoli in Tribunale neanche lo seguo”.

Già al tempo della sua Juve si diceva comunque che le vittorie erano condizionate.

“Sì, come quelle dell’Inter. In Italia chi è più forte è odiato da tutti quanti”.

Quanto era forte quella Juventus? Era facile o complicato giocare con accanto Platinì?

“Complicato per nulla. L’unico rimpianto che ho è non aver vinto la finale contro l’Amburgo di Atene. Ci avrebbe consentito un ciclo migliore. Invece l’anno dopo abbiamo ricominciato da capo, vincendo lo scudetto, poi la Coppa delle Coppe e poi la famosa finale contro il Liverpool. Comunque, a tutti i miei oppositori che dicono che critico troppo la Juventus dico solo una cosa: sono l’unico che non ha preso una lira dalla partita dell’Heysel perchè ho lasciato tutto alle famiglie delle vittime, poi ciascuno è libero di pensarla come vuole. Non ho mai parlato male dei tifosi e dei giocatori della Juventus, ma sono convinto nella mia testa che due o tre componenti della vecchia dirigenza, se potevano facilitare le vittorie con comportamenti scorretti, lo facevano. A me non importa che non lo dimostrino, è una mia convinzione”.

Ma si potrebbe anche dire, quindi, che gli ultimi campionati sono stati falsati a favore dell’Inter?      

“Sì, ma le telefonate riguardano solo alcuni anni, 2004 e 2005. E gli anni precedenti cosa è successo? E’ chiaro che chi guarda da fuori il calcio si è accorto di quello che succedeva. Eppure è stata un’altra squadra ad essere beccata al casello con i soldi nella valigetta…”

Nel nuovo stadio saranno presenti 50 stelle dedicate alle “leggende bianconere” ed a lei ne è stata assegnata una: come interpreta il malumore di parte della tifoseria che non ha gradito la cosa?

“Ho sentito questi malumori è mi è dispiaciuto molto soprattutto poi perché la motivazione la reputo ridicola: “per poca gratitudine”, ma a chi? In campo con la Juventus ho sempre dato tutto, non risparmiandomi mai.
Il presidente Agnelli mi ha mandato una lettera per far parte delle stelle nel nuovo stadio ed io ne sono onorato. Non è che tutti quelli che hanno giocato per la Juventus debbono per forza essere anche tifosi juventini. E’ bello anche confrontarsi con opinioni differenti. So quello che ho fatto per la Juventus e ,se i tifosi non mi vogliono nel nuovo stadio, dico che la storia non si può cancellare. Non ho mai parlato male della Juventus. Se io critico qualcuno che in passato si è comportato male sono affari miei. Se poi i tifosi non vogliono che vi sia la mia stella nel nuovo stadio io non morirò mica, ma in campo ho fatto la storia della Juventus ed ho sempre onorato la maglia dando tutto quello che potevo dare. Ricordo che ero un beniamino dei tifosi, che esponevano striscioni come “Zibì forever”. Se ce l’ho con qualcuno, ce l’ho solo con chi ha rovinato l’immagine della Juventus. Sono certo che un domani quando andranno via Marotta & C. nessuno dovrà ripulire l’immagine della squadra”.

Le è  stato mai proposto un ingresso in società alla “Nedved”?

“L’innesto di Pavel per la nuova dirigenza è un grande acquisto. Magari se anche io avessi finito la mia carriera in campo con la Juventus mi sarebbe stato proposto un ingresso in società e per me sarebbe stato un motivo di grande orgoglio, ma ho terminato la carriera nella Roma e non ho ricevuto nessuna proposta in bianconero. Sono convinto inoltre che Del Piero un giorno diventerà Presidente della Juventus”.


SI RINGRAZIA LA REDAZIONE DI JUVEMANIA.IT PER LA TRASCRIZIONE DELL'INTERVISTA
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