domenica 1 febbraio 2009

C'è poco da star...Allegri



Secondo KO consecutivo per la Juventus.
E questa volta il rumore dello schianto bianconero per la sconfitta si fa assordante sotto i colpi del Cagliari di Massimiliano Allegri, un piccolo, grande concentrato di calcio spettacolo a 360°.
Complimenti sinceri al mister toscano. Avrà un grande futuro, ne sono sicuro.
Non sarà una crisi definitiva, c’è il tempo per riprendersi tuttavia staremmo a guardarci con più attenzione da chi insegue (Milan e Roma soprattutto) che non a osservare l’Inter, anche se il mezzo passo falso casalingo neroazzurro contro il Torino lascia la vetta lontana a “soli” 7 punti ma più passa il tempo e più questo campionato mi ricorda tremendamente quello del 1990-1991 con Gigi Maifredi al timone.
Anche adesso, come allora, il pubblico juventino non si fida del proprio allenatore.
Anche adesso, come allora, il tifoso bianconero non si rispecchia nella dirigenza.
L’attacco stellare che adesso è Del Piero, Amauri, Trezeguet, Iaquinta e Nedved all’epoca era Roberto Baggio, Schillaci, Casiraghi, Di Canio ed Haessler.
Il portiere beniamino dei tifosi che adesso è Buffon ai tempi era Tacconi.
Tante, troppe analogie.
Come la grande mancanza di qualità in difesa e a centrocampo.
Come l’andamento alterno; vittorie straordinarie contro avversarie di top livello alternate a prestazioni anonime contro rivali nettamente inferiori sulla carta.
Chi poi non ha vissuto l’anno di calcio “Champagne” direttamente sulla propria pelle (perché troppo giovane), forse non sa che quella Juventus fino a metà Febbraio era proprio lì a giocarsi lo scudetto alla pari contro l’armata blucerchiata di Boskov, il Milan di Sacchi e l’Inter di Trapattoni, prima di crollare vertiginosamente.
La Juve di oggi è ancora in corsa su tutti i fronti e ha l’obbligo di crederci fino alla fine.
Ma la mancanza di qualità è un handicap troppo grande per credere in una rimonta di così vasta proporzione.
Inutile adesso stare a rigirare il dito nella piaga alla ricerca dei colpevoli.
Certo, sapendo che Cristiano Zanetti non gioca mai più del 50% delle gare stagionali (bastava vedere le statistiche della sua carriera….), non aver preso un regista di qualità alternativo è stata una scelta folle.
Niente di personale contro Poulsen, ma pensare che a centrocampo sia stato comprato un giocatore come il danese che non fa assolutamente la differenza, stipendiato poi ad oltre 3 milioni di euro l’anno è davvero dura da digerire.
“Purtroppo è stato scelto Poulsen” proprio come titolò Tuttosport questa estate (mai titolo fu più azzeccato).
La Juve, intanto, può e deve ripartire sin dalla gara di Coppa contro il Napoli.
Vincere la decima Coppa Italia ed esser la prima a farlo, sarebbe comunque una bella soddisfazione. Piccola, ma pur sempre gradita.
In Europa invece tutto è ancora possibile, anche perché il Chelsea continua a perder colpi.
Basta ricordar (ancora….) che la Juve di Maifredi si piegò solo in Semifinale dinanzi ad un grande Barcellona al termine di 180’ giocati alla pari.
Quindi, anche se c’è davvero poco da stare allegri, è giusto non buttare via tutto quanto di buono si è fatto fino ad ora cercando però di fare tesoro dei tanti errori commessi per progettare il futuro al meglio.
Chissà che poi al termine dell’attuale stagione non siano maturi i tempi per una contro Rivoluzione Juventina ai vertici, proprio come nel 1991 ….
A meno che l’anno di analogia non sia un altro….
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