lunedì 14 maggio 2012

MOGGI: "GALLIANI, PIRLO non ti manca?"


L’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi, nel corso della trasmissione condotta da Pippo Franco “Ieri, Moggi e domani” ha rilasciato le sue considerazioni finali in merito al campionato 2011/2012.
JUVE, CONTE IL PROTAGONISTA PRINCIPALE DELLO SCUDETTO. GALLIANI, PIRLO NON TI MANCA?
“Il torneo è arrivato alla fine, un campionato dove la Juventus si è laureata campione d’Italia con grande merito, senza nessuna recriminazione possibile degli avversari.
Pur non essendo tecnicamente la squadra più forte, e infatti ad inizio stagione non l’avevo pronosticata come possibile campione, i bianconeri ci hanno creduto sin dalla prima giornata e hanno disputato un campionato agonisticamente parlando fantastico, sopravanzando sempre gli avversari dal punto di vista fisico. I miei primi complimenti vanno al presidente Andrea Agnelli ma ne merita anche Marotta per la squadra allestita anche se il vero artefice di questa stagione fantastica è stato Antonio Conte che ha trasmesso la sua mentalità al gruppo facendoli sentire talmente forti da diventare imbattibili. Grande merito del successo va anche allo staff medico bianconero ma il mio pensiero più affettuoso va ai tifosi bianconeri che sono tornati finalmente a gioire dopo quanto subito nel 2006, quando la Juventus è stata spazzata via da un ex dirigente dell’Inter. A tutti quelli che parlano adesso di 28 scudetti voglio continuare a ripetere che nessun illecito è stato riscontrato nel campionato 2004-2005. Le sentenze dicono questo. Nel 2006 si è celebrato un processo per omicidio senza però…morti.
La dirigenza della Juventus ha avuto il grandissimo torto di non difendersi in quell’estate che ha spazzato via una delle più grandi squadre della storia del calcio italiano oltre che un grandissimo gruppo dirigenziale che comprava fenomeni senza far cacciare un euro alla proprietà e scopriva tantissimi talenti andando sul campo a visionarli e non attraverso i dvd come facevano altre squadre, Inter in primis.
Il Milan dal canto suo ha perso questo campionato soprattutto per colpa degli infortuni, con MILAN LAB salito prepotentemente sul banco degli imputati.
Non va però dimenticato il grave errore estivo compiuto dalla dirigenza sul mercato nel non rinnovare il contratto a Pirlo, che è andato a fare la differenza a Torino.
Galliani ha dedicato a Gattuso la canzone “mi manchi” di Fausto Leali? Forse dedica più giusta sarebbe stata se rivolta verso Andrea Pirlo. Un’operazione degna degli svarioni interisti di mercato di 10 anni fa…”
CAMPIONI, QUANTI ADDII. FINE DI UNA GENERAZIONE DI TALENTI
“L’ultima giornata è stata caratterizzata anche e soprattutto dagli addii importanti di tantissimi campioni che hanno fatto la storia del calcio e della Nazionale italiana: Nesta, Del Piero, Inzaghi, Gattuso, Di Vaio. Faccio un grande in bocca al lupo a tutti loro, molti dei quali ho avuto la fortuna di averli con me. In particolare il mio pensiero va a Del Piero, un’icona e un simbolo della Juventus. Un esempio di correttezza, un grande atleta dotato di una grandissima educazione. Credo che non solo gli juventini, che oggi lo piangono amaramente, lo rimpiangeranno. Alessandro è una delle ultime bandiere del calcio e anche quest’anno ha dimostrato la sua signorilità non facendo mai una polemica pur non rispettando la scelta della società che gli ha dato il benservito in modo brusco.
Il calcio italiano senza questa generazione di talenti sarà ancora più povero e mediocre in futuro e ne risentirà la Nazionale.
Ed è un vero peccato questo perché il calcio italiano continua ad insegnare tattica nel mondo e lo dimostra i tantissimi nostri allenatori all’estero che stanno vincendo i tornei stranieri. Complimenti a Mancini per la vittoria in Inghilterra, che segue quella di Spalletti in Russia e speriamo sia affiancata presto da quella di Ancelotti in Francia. A Capello invece non l’hanno messo nelle condizioni migliori per lavorare sulla panchina dell’Inghilterra ma non mi stupirei però adesso di vedere Fabio nuovo allenatore della Nazionale Italiana per una sua rivalsa personale.”
ROMA, MONTELLA E’ UN ALTRO RISCHIO
“Il progetto della Roma è fallito totalmente, perché alle parole non sono seguite i fatti. Baldini aveva detto tempo fa “se va via Enrique andrò via anche io” adesso invece si rimette alla decisione dei dirigenti…di sua fiducia.
Senza la supervisione di Capello il dirigente della Roma ha dimostrato tutto il suo valore e insieme a Luis Enrique in pratica sono stati esordienti allo sbaraglio.
Spero che la Roma possa tornare in mani più serie in futuro e lo dico affettuosamente perché non dimenticherò i 7 anni passati nella città capitolina.
Per l’anno prossimo adesso si fa il nome di Montella. Dico che sarebbe un altro azzardo perché un conto è allenare a Catania, un altro è farlo a Roma con la pressione di raggiungere a tutti i costi obiettivi importanti prefissati e non subentrando in corsa durante una stagione disastrata.
Per ora l’ex attaccante giallorosso è solo un giovane tecnico promettente e confermarsi in una piazza dura come quella di Roma sarebbe difficilissimo.”
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