lunedì 23 aprile 2007

Juvervista Marcello Lippi

Intervista a Marcello Lippi per Magazine Bianconero
di Discreti Stefano

1) Quanti sono gli scudetti della Juventus?
29.

2) Quanto è stata importante la Triade nella sua carriera da allenatore?
Dal primo giorno, nel lontano 1994, che sono entrato a far parte della famiglia della Juventus tutti sono stati importanti per me allo stesso modo.
Dal direttore sportivo al magazziniere, dall’addetto stampa al giardiniere.
Ho trovato un ambiente fantastico e disponibile. Semplicemente unico.
Rimarrò per sempre legato all’ambiente juventino.

3) Quanto le hanno dato fastidio le accuse di doping nei confronti della Juventus?
Molto, moltissimo. Le accuse mi hanno fatto veramente male ma non sono riuscite assolutamente a cancellare la nostra convinzione di forza di quel periodo frutto esclusivo di sacrificio, impegno e grande umiltà.

4) Qual è il giocatore più forte che abbia mai allenato?
Senza alcun dubbio Zinedine Zidane. Giocatore unico.

5) Cosa pensa dell’attuale dirigenza Juventina?
Ne penso bene perché è riuscita a ripartire con il giusto mix tra giovani molto promettenti e campioni affermati con grande voglia di vincere ancora.
Anche lo staff tecnico si sta muovendo bene. Mi fa piacere in particolare vedere la crescita di Alessio Secco all’interno della società.

6) La sua più grande gioia da calciatore?
Purtroppo da calciatore non ho mai giocato in squadre di vertice.
La mia più grande gioia quindi è stata una salvezza ottenuta con la Sampdoria nel 1973.
Avevamo un solo risultato a disposizione per salvarci e lo centrammo. Vincemmo per
1 a 0 sul campo del forte Torino dell’epoca, con goal di Loris Boni.

7) E quella da allenatore?
Berlino. Esser diventati campioni del mondo è stata una gioia unica. Indescrivibile.

8) Metta in parallelo le 2 vittorie ai rigori: Italia-Francia e Juventus-Ajax.
Che differenze o analogie trova? Ci descriva le sue sensazioni, emozioni, paure.

Due gioie grandissime, in cui le partite hanno avuto un andamento analogo, con lo stesso risultato al termine dei tempi regolamentari. Bisogna dire però che nella partita contro l’Ajax si meritava nettamente di vincere nei 120 minuti.
La cosa che in particolar modo accomuna queste due grandissime vittorie è la voglia dei miei calciatori di tirare i calci di rigore.
In entrambi i casi, tutti i giocatori sono venuti da me chiedendomi di poter calciare un rigore. Nessuno si è tirato indietro. Anzi.

9) Mister perché tutte quelle finali perse con la Juventus?
Parma in Coppa Uefa, Borussia, Real e Milan in Champions.
Che idea si è fatto in merito? Solo sfortuna?

Sfortuna? No assolutamente. Non creiamoci alibi. L’idea che mi sono fatto io è, vedendo anche l’andamento delle stagioni in esame, che alle finali perse siamo arrivati un pò stanchi, perché impegnati fino ai giorni precedenti alle partite nel difficilissimo compito di laurearci Campioni d’Italia.
Non è un caso secondo me che abbiamo vinto la coppa nell’unico anno in cui avevamo abbandonato la lotta scudetto già in Primavera.

10) Ha mai pensato che la Juventus vincesse per aiuti esterni al campo?
Scherza? Assolutamente no.

11) Cosa vuol dire esser juventini o allenare la Juventus?
Allenare la Juventus significa allenare la squadra più importante d’Italia. La più conosciuta all’estero.La squadra con maggiori tifosi. Significa allenare l’elite nel mondo.

12) Se le parlo di un LIPPI TERZO sulla panchina della Juve, faccio fantascienza?
Nella vita non bisogna Mai dire Mai.
Bisogna altrettanto dire comunque che sulla panchina della Juventus, attualmente, c’è un ottimo allenatore.

13) Potrebbe eventualmente rientrare a Torino magari con un ruolo dirigenziale?
Non lo so. In questo momento sinceramente non ci penso proprio.

14) Secondo lei è immaginabile una Juve con un proprietario diverso dalla famiglia Agnelli?
Attualmente no. E credo che nemmeno in futuro.

15) Un messaggio per i tifosi juventini.
State vicini alla squadra. La Juve ha bisogno di voi.
Personalmente nei miei anni a Torino è stato tutto bello, anche quello che non è stato bellissimo.

16) Quanto è meritato il pallone d’oro di Cannavaro?
Al 100%.
La conferma che nel 2006 è stato il migliore è stata data anche dalla successiva vittoria di Fabio del Fifa World Player, trofeo assegnato in base ai voti di allenatori e capitani delle nazionali.
Le polemiche sono nate semplicemente perché è stato premiato un italiano.

17) Il calcio dopo Calciopoli è più pulito?
Di Calciopoli non voglio parlare.
Però una cosa voglio dirla a tutti quelli che dicono che è finita a tarallucci e vino.
Una squadra retrocessa e costretta allo smantellamento, 2 scudetti revocati, squadre fortemente penalizzate, dirigenti squalificati, designatori squalificati, arbitri squalificati:
vi sembra poco?

18) Si può dire che chiunque vincerà questo scudetto, con Juve in serie B, Milan, Lazio, Fiorentina e Reggina penalizzate, avrà vinto un ½ scudetto?

E’ un campionato anomalo. Non aggiungo altro.


19) Mister il tifoso Juventino ha il terrore di vederla su un’altra panchina italiana diversa da quella della Juve. Ci può rassicurare in merito?

Guardi in questo momento, del mio futuro so solo che fino a Giugno non prenderò in considerazione nessuna proposta.
Mi sono ripromesso di stare fermo 1 anno e di non ricominciare prima della prossima stagione.
Da Giugno, se ci saranno delle proposte comincerò a valutarle.


20) Cosa pensa di un giornale settimanale interamente dedicato ad una squadra?

Penso che per squadre di livello mondiale come la Juve , il Milan o altre sia una cosa giusta. Con tutti i tifosi che la Juventus ha credo che sia una buonissima idea.

21) Cosa aveva di speciale la Juventus del suo primo ciclo bianconero?
Era un gruppo costituito da uomini eccezionali.


22) Vialli, Conte, Deschamps. Tanti suoi allievi stanno intraprendendo la carriera di allenatore. Sente di averli aiutati in tal proposito? Pensava a loro come futuri allenatori già quando giocavano?

Se li ho aiutati in proposito dovresti chiederlo a loro.
Di certo da calciatori avevano una personalità al di fuori del comune, forte.
Didier in campo era quello più portato a dare consigli. A guidare la squadra. Forse per il ruolo centrale che occupava. Anche Conte aveva un carisma unico.
Con Vialli, appena decise di smettere di giocare a pallone, ci sentimmo numerose volte.
Ci siamo scambiati molte opininioni.


23) Lei a quale allenatore si ispira?
Personalmente ho cercato di prendere un po’ da tutti gli allenatori che ho avuto.
Se però devo fare un nome, per le sue qualità morali e psicologiche scelgo Fulvio Bernardini.
Chiaramente man mano che la mia esperienza personale è cresciuta ho cercato di metterci molto del mio.

24) Mister cosa aveva di speciale Paolo Montero? Glielo chiedo per la grandissima stima che io e tantissimi altri tifosi abbiamo del giocatore.

Guardi nella mia carriera di allenatore ho conosciuto tantissima gente.
Ma uomini con la capacità di aggregazione, come ha avuto e avrà sicuramente anche in futuro qualsiasi altra attività farà, di Paolo Montero non ne ho mai conosciuti.
Una persona capace di avvicinare, di unire, di aggregare il proprio gruppo in maniera fantastica.
Un leader assoluto.Oltre che un grande difensore.

25) Cosa pensa dei giornalisti italiani pronti subito a sbatter il mostro in prima pagina?
Sono condizionati dal potere?

Penso che come in tutti i settori della vita, c’è il buono e c’è il cattivo.
Conosco giornalisti preparatissimi, seri e professionali.

26) Cosa serve alla Nuova Juventus per tornare ad esser da subito vincente in Italia e in Europa?

Guardi qui voglio andare controcorrente. Alla nuova Juve principalmente serve di vincere il campionato di serie B e mi creda non è così scontato come può sembrare. E’ una cosa da conquistare.

27) Quanto è forte Alessandro Del Piero, giocatore costretto sempre a dimostrare il proprio valore nonostante i numeri parlino in maniera indiscutibile?

Il valore, la forza di Alessandro Del Piero, come calciatore e come uomo, è testimoniata dall’affetto che la gente prova nei suoi confronti.
In qualsiasi posto del mondo il primo nome che pronunciano i tifosi di calcio, quelli juventini in particolare, è quello di Alessandro Del Piero. E’ la bandiera assoluta della Juventus.

28) Ha un aneddoto, un episodio bianconero che vuole ricordare?

Guardi aneddoti onestamente in questo momento non mi vengono in mente.
Voglio solo ricordare con grandissimo affetto le persone che non ci sono più :
l’avvocato Gianni Agnelli, il dottor Umberto Agnelli, l’avvocato Vittorio Chiusano, il magazziniere Francesco Romeo e Andrea Fortunato.

29) Si è mai chiesto come mai l’Inter nonostante i grandissimi investimenti fatti da Moratti non ha mai vinto uno scudetto sul campo? Lei che ne è stato anche allenatore che idea si è fatto in merito?

La saluto. E’ tardi.

30) Mister un’ultima cosa prima di andare via.
Un messaggio per il nuovo giornale MAGAZINE BIANCONERO.
Buon lavoro ragazzi. E un grandissimo IN BOCCA AL LUPO.
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