venerdì 7 marzo 2008

Moratti taci



"L'Inter nel mondo è da sempre considerata la squadra di prestigio di Milano - ha detto il presidente nerazzurro - non solo per quello che ha vinto, ma perché non ha avuto mai problemi con la giustizia. Con me ho avuto persone che hanno seguito questo comportamento con naturalezza senza mai tentare di scavalcare o fare i furbi o conquistarsi gli arbitri, pensando di aiutare la società facendo qualcosa che si sarebbe rilevato terribile", con queste parole il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha parlato ad una folla di tifosi interisti questa mattina, per festeggiare il centenario del clubnerazzurro.


A nostro avviso una ricorrenza così importante e che merita sicuramente il rispetto e l'ammirazione di tutti gli sportivi, non andava sporcata con queste dichiarazioni che non hanno nulla a che vedere con la centenaria storia nerazzurra.


Il signor Moratti, evidentemente, i successi ottenuti in questi ultimi anni non deve essere proprio riuscito a goderseli, viste le note vicende che li hanno favoriti. E allora ci sembra onesto e corretto, anche ai fini dell'informazione, rinfrescare la memoria al massimo dirigente interista.


Basta ricordare che meno di un mese fa, l'Inter è stata deferita dal Procuratore Federale Palazzi per il caso Plusvalenze, in un'inchiesta che coinvolge anche il Milan. Le stesse due società sono state prosciole dall'accusa di falso in bilancio dal Gup di Milano. L'inchiesta, condotta dal pm Carlo Nocerino, ipotizzava maquillage contabili per plusvalenze fittizie sulla compravendita di alcuni giocatori durante la stagione calcistica.


Queste sono solo le ultime vicende che hanno coinvolto i nerazzurri. Ma come dimenticare la vicenda Telecom e i pedinamenti a cui sono stati sottoposti alcuni giocatori come Vieri e Jugovic, ma anche persone che nulla avevano a che fare con il club di via Durini come l'ex arbitro De Santis e Luciano Moggi. Ricordiamo che Cristian Vieri ha citato in giudizio l'Inter chiedendo un risarcimento per i danni arrecati alla sua persona e alla sua immagine.


Varrebbe, infine, la pena ricordare al signor Moratti, che un suo dirigente (Gabriele Oriali) e un suo calciatore (Alvaro Recoba) hanno patteggiato (in sostanza vuol dire ammettere di aver commesso un reato, ndr) una pena per la vicenda del passaporto falso del calciatore uruguagio. Il 25 maggio 2006, sette anni dopo il fatto contestato, il Tribunale di Udine condanna Oriali e Recoba, i quali ammettono la falsificazione dei documenti (spunta anche una patente “taroccata” del calciatore) e patteggiano la pena.


Anche se non ha mai subito condanne vere e proprie (per ora...), dire che l'Inter non ha mai avuto a che fare con la Giustizia, ci sembra una autentica bufala....
da

http://www.realsports.it/Calcio
Posta un commento